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	<title>Commenti a: Usus scribendi - La Sete e il Viaggio</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 01:05:47 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Usus scribendi - Come si nuota</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-82763</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Usus scribendi - Come si nuota</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 09:56:35 +0000</pubDate>
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		<description>[...] produrre. Un pezzo ciascuno. Niente domande, niente sollecitazioni esterne. Il primo contributo è qui. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] produrre. Un pezzo ciascuno. Niente domande, niente sollecitazioni esterne. Il primo contributo è qui. [...]</p>
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		<title>Di: giorgio fontana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81716</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 19:56:27 +0000</pubDate>
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		<description>"nella negazione dell’io-scrittore c’è il vero scrittore."

questo è il punto. io ho sempre pensato che scrivere debba essere innanzitutto un atto di umiltà e generosità insieme. occorre nascondersi, ferirsi, allontanarsi da ogni narcisismo. è la storia ad essere importante, non chi la narra. questo non che il contenuto è tutto e la forma nulla: al contrario. la seconda dev'essere serva del primo e viceversa: ma in entrambi i casi l'ego di chi scrive deve essere tenuto in catene. anche nell'autobiografismo più spinto, anche nella trascrizione più fedele di una propria esperienza.
e questo significa: smettere di scrivere per sè (egoismo) e iniziare a farlo, davvero, per gli altri (generosità).

nei libri di marco questo si sente all'ennesima potenza.

giorgio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;nella negazione dell’io-scrittore c’è il vero scrittore.&#8221;</p>
<p>questo è il punto. io ho sempre pensato che scrivere debba essere innanzitutto un atto di umiltà e generosità insieme. occorre nascondersi, ferirsi, allontanarsi da ogni narcisismo. è la storia ad essere importante, non chi la narra. questo non che il contenuto è tutto e la forma nulla: al contrario. la seconda dev&#8217;essere serva del primo e viceversa: ma in entrambi i casi l&#8217;ego di chi scrive deve essere tenuto in catene. anche nell&#8217;autobiografismo più spinto, anche nella trascrizione più fedele di una propria esperienza.<br />
e questo significa: smettere di scrivere per sè (egoismo) e iniziare a farlo, davvero, per gli altri (generosità).</p>
<p>nei libri di marco questo si sente all&#8217;ennesima potenza.</p>
<p>giorgio</p>
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		<title>Di: bill</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81547</link>
		<dc:creator>bill</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 15:33:23 +0000</pubDate>
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		<description>non capisco il perchè di tanto astio.
fatto solo un appunto grammaticale.

per il resto che dire?

bravo missiroli, se volete.

anche se io-scrittore non-missiroli antiombelicalismo
visioni punti di vista nulla di reale.


lo scritto sulla pagina.
ricordato dopo secoli.


il resto menate.



scusate ancora.
vado a cagare.
in silenzio.




grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non capisco il perchè di tanto astio.<br />
fatto solo un appunto grammaticale.</p>
<p>per il resto che dire?</p>
<p>bravo missiroli, se volete.</p>
<p>anche se io-scrittore non-missiroli antiombelicalismo<br />
visioni punti di vista nulla di reale.</p>
<p>lo scritto sulla pagina.<br />
ricordato dopo secoli.</p>
<p>il resto menate.</p>
<p>scusate ancora.<br />
vado a cagare.<br />
in silenzio.</p>
<p>grazie.</p>
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		<title>Di: anton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81517</link>
		<dc:creator>anton</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 22:46:03 +0000</pubDate>
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		<description>non conosco Dubbio (anche nel senso che sono molto sicuro di me) e non conosco bill.
Pero, per qualche subliminale motivo, mi sento di parteggiare per Dubbio.
Quindi mi associo. bill, vai a cagare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non conosco Dubbio (anche nel senso che sono molto sicuro di me) e non conosco bill.<br />
Pero, per qualche subliminale motivo, mi sento di parteggiare per Dubbio.<br />
Quindi mi associo. bill, vai a cagare.</p>
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		<title>Di: bill</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81507</link>
		<dc:creator>bill</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 18:29:57 +0000</pubDate>
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		<description>infatti. ho il ventre pieno.
di te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>infatti. ho il ventre pieno.<br />
di te.</p>
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		<title>Di: Dubbio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81500</link>
		<dc:creator>Dubbio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 16:57:00 +0000</pubDate>
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		<description>Bill, ma vai a cagare, vai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bill, ma vai a cagare, vai</p>
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		<title>Di: bill</title>
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		<dc:creator>bill</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 16:50:26 +0000</pubDate>
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		<description>non ci si siede in un tavolino.

semmai al.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ci si siede in un tavolino.</p>
<p>semmai al.</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81489</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 12:55:51 +0000</pubDate>
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		<description>Una volta mi sono immaginato qualcosa di diverso per segnalare nuovi autori. Siccome di esordienti italiani sono piene le librerie perché commercialmente vanno benino, non sarei per presentarli senza filtri, un po' come vogliono loro, ma per torchiarli. Immergerli in acido critico, farli irritare il più possibile per togliere la patina di galateo che indossano in foto. Un metaforico corpo a corpo insomma.
Questa cosa va di pari passo con un pezzo degli Scrittori inutili in cui Cavazzoni racconta come nasce uno scrittore, appunto dall'estrema irritazione. Un bipede irriducibile che cerca armi per disturbare l'universo.

Dopo aver detto questa cosa terribile, aggiungo che la fontana che descrive Missiroli è quella di Piazza Cavour a Rimini, sormontata da una pigna rubata in non so quale razzia, e io vicino a quella fontana sono stato sentimentalmente molto felice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta mi sono immaginato qualcosa di diverso per segnalare nuovi autori. Siccome di esordienti italiani sono piene le librerie perché commercialmente vanno benino, non sarei per presentarli senza filtri, un po&#8217; come vogliono loro, ma per torchiarli. Immergerli in acido critico, farli irritare il più possibile per togliere la patina di galateo che indossano in foto. Un metaforico corpo a corpo insomma.<br />
Questa cosa va di pari passo con un pezzo degli Scrittori inutili in cui Cavazzoni racconta come nasce uno scrittore, appunto dall&#8217;estrema irritazione. Un bipede irriducibile che cerca armi per disturbare l&#8217;universo.</p>
<p>Dopo aver detto questa cosa terribile, aggiungo che la fontana che descrive Missiroli è quella di Piazza Cavour a Rimini, sormontata da una pigna rubata in non so quale razzia, e io vicino a quella fontana sono stato sentimentalmente molto felice.</p>
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	<item>
		<title>Di: anton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81438</link>
		<dc:creator>anton</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 00:07:57 +0000</pubDate>
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		<description>Autoreferentiality is the curse of the thinking class

http://consc.net/misc/moser.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Autoreferentiality is the curse of the thinking class</p>
<p><a href="http://consc.net/misc/moser.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/consc.net');" rel="nofollow">http://consc.net/misc/moser.html</a></p>
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	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81435</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:57:15 +0000</pubDate>
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		<description>...poi dicono che questa è una gioventù alla deriva, guardalo lì il bravo marco quanto li smentisce.
maestro tash, la leggo sempre molto volentieri e il tono oracolare le sta molto bene.
baci
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;poi dicono che questa è una gioventù alla deriva, guardalo lì il bravo marco quanto li smentisce.<br />
maestro tash, la leggo sempre molto volentieri e il tono oracolare le sta molto bene.<br />
baci<br />
la funambola</p>
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		<title>Di: anton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81434</link>
		<dc:creator>anton</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:44:08 +0000</pubDate>
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		<description>Marco Missiroli dice: Non è facile spiegar lo scrivere
Non ci devi spiegare lo scrivere, a'Ma'. Devi scrivere. Ci devi intrattenere.
Voi moderni. La dovete smettere di ragionare sugli strumenti. Usateli, 'sti cazzo di strumenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Missiroli dice: Non è facile spiegar lo scrivere<br />
Non ci devi spiegare lo scrivere, a&#8217;Ma&#8217;. Devi scrivere. Ci devi intrattenere.<br />
Voi moderni. La dovete smettere di ragionare sugli strumenti. Usateli, &#8217;sti cazzo di strumenti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cappuccetto rosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81405</link>
		<dc:creator>Cappuccetto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 17:29:13 +0000</pubDate>
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		<description>Bel ragazzo il Missiroli!
e poi non scherza!
mica facile staccarsi dall'io (scrittore o non)...
interessante lettura, ciao Gianni!
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bel ragazzo il Missiroli!<br />
e poi non scherza!<br />
mica facile staccarsi dall&#8217;io (scrittore o non)&#8230;<br />
interessante lettura, ciao Gianni!<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/08/usus-scribendi-la-sete-e-il-viaggio/#comment-81376</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 13:45:04 +0000</pubDate>
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		<description>(Al di là del problema della “noia del lettore” che è un “non problema”, nel senso che spesso ciò che è orribilmente noioso per alcuni è molto interessante e stimolante a appassionante per altri: del mio libro di racconti qualcuno mi ha detto che il suo preferito coincideva con quello che un altro/a lettore/trice non era nemmeno riuscito/a a finire per eccesso di pallosità.)

In particolare mi interessa questo passaggio:
“...lì il confine tra artefatto e naturale è molto labile: provo sempre a non far niente di finto, ma non è detto che ci riesca.”
Artefatto. Naturale. Finto.
Tre aggettivi senza ulteriore specificazione che ne avrebbero invece bisogno. 
Perché anche autenticità e vero-somiglianza sono concetti vaghi, che però si collocano quasi naturalmente nella scala dei valori positivi della scrittura, anche se a ben vedere non ne avrebbero nessun titolo a priori.
Dunque cos’è artefatto? 
Cosa naturale? 
Quand’è che si produce il finto?
Se non scrivi una cosa finta, allora vuol dire che ne scrivi una “vera”?
Mi pongo queste domande proprio in relazione ad alcuni fondamenti del, diciamo così, mestiere di scrivere.
Il primo fondamento, che condivido con te è “cancellarsi”: ma è più un’intenzione che una reale possibilità: l’ego è lì, gonfio di gas egotico, difficile nasconderlo, farlo veramente affondare.
E poi, qualora ci si riuscisse, il libro chi lo scrive? 
Il non-ego? 
E cos’è?
Forse è quella porzione del sé che riesce a dimenticarsi? 
Una sorta di emittente neutrale?
Il secondo fondamento, che deriva da questo, potrebbe essere: non usare la scrittura per un mezzo diverso da quello suo proprio, come per esempio mettersi in buona luce, esibirsi &#38; pavoneggiarsi tra le righe, sopra le righe, sotto le righe: molti lo fanno e con diversi mezzi.
Il terzo fondamento direi che è questo: fa che la tua scrittura non giudichi ciò che sta narrando, lascia che il giudizio, qualora sia importante emetterne uno, sia competenza di chi legge e non tua.
Quarto fondamento (ma qui si va sulle scelte personali): fai in modo che il tuo sguardo narrante si ponga alla stessa altezza delle figure narrate, cioè né sopra, né sotto (se non quando è proprio necessario), fai in modo di non sapere niente di più di quanto sanno loro, impasta il tutto in modo che narrazione “esterna, pensiero e percezione e parole dette restituiscano il caos dell’esperienza, il non-sense del vivere, la mancanza di trama delle nostre esistenze...
Il quinto fondamento riguarda il rifiuto di ogni adesione, freddezza di sguardo, visione del mondo umano come di una catena di dominanze e sopraffazioni non dissimili da quelle del mondo così detto naturale.
E poi ricordare che la “coscienza” di ciascuno di noi deriva dal nostro essere sociale, cioè da un sostrato di interessi e dunque, in quanto “coscienza”, è sostanzialmente falsa.  
Chiedo scusa per il tono oracolare: deriva dalla necessità di sintesi.
Stoppe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(Al di là del problema della “noia del lettore” che è un “non problema”, nel senso che spesso ciò che è orribilmente noioso per alcuni è molto interessante e stimolante a appassionante per altri: del mio libro di racconti qualcuno mi ha detto che il suo preferito coincideva con quello che un altro/a lettore/trice non era nemmeno riuscito/a a finire per eccesso di pallosità.)</p>
<p>In particolare mi interessa questo passaggio:<br />
“&#8230;lì il confine tra artefatto e naturale è molto labile: provo sempre a non far niente di finto, ma non è detto che ci riesca.”<br />
Artefatto. Naturale. Finto.<br />
Tre aggettivi senza ulteriore specificazione che ne avrebbero invece bisogno.<br />
Perché anche autenticità e vero-somiglianza sono concetti vaghi, che però si collocano quasi naturalmente nella scala dei valori positivi della scrittura, anche se a ben vedere non ne avrebbero nessun titolo a priori.<br />
Dunque cos’è artefatto?<br />
Cosa naturale?<br />
Quand’è che si produce il finto?<br />
Se non scrivi una cosa finta, allora vuol dire che ne scrivi una “vera”?<br />
Mi pongo queste domande proprio in relazione ad alcuni fondamenti del, diciamo così, mestiere di scrivere.<br />
Il primo fondamento, che condivido con te è “cancellarsi”: ma è più un’intenzione che una reale possibilità: l’ego è lì, gonfio di gas egotico, difficile nasconderlo, farlo veramente affondare.<br />
E poi, qualora ci si riuscisse, il libro chi lo scrive?<br />
Il non-ego?<br />
E cos’è?<br />
Forse è quella porzione del sé che riesce a dimenticarsi?<br />
Una sorta di emittente neutrale?<br />
Il secondo fondamento, che deriva da questo, potrebbe essere: non usare la scrittura per un mezzo diverso da quello suo proprio, come per esempio mettersi in buona luce, esibirsi &amp; pavoneggiarsi tra le righe, sopra le righe, sotto le righe: molti lo fanno e con diversi mezzi.<br />
Il terzo fondamento direi che è questo: fa che la tua scrittura non giudichi ciò che sta narrando, lascia che il giudizio, qualora sia importante emetterne uno, sia competenza di chi legge e non tua.<br />
Quarto fondamento (ma qui si va sulle scelte personali): fai in modo che il tuo sguardo narrante si ponga alla stessa altezza delle figure narrate, cioè né sopra, né sotto (se non quando è proprio necessario), fai in modo di non sapere niente di più di quanto sanno loro, impasta il tutto in modo che narrazione “esterna, pensiero e percezione e parole dette restituiscano il caos dell’esperienza, il non-sense del vivere, la mancanza di trama delle nostre esistenze&#8230;<br />
Il quinto fondamento riguarda il rifiuto di ogni adesione, freddezza di sguardo, visione del mondo umano come di una catena di dominanze e sopraffazioni non dissimili da quelle del mondo così detto naturale.<br />
E poi ricordare che la “coscienza” di ciascuno di noi deriva dal nostro essere sociale, cioè da un sostrato di interessi e dunque, in quanto “coscienza”, è sostanzialmente falsa.<br />
Chiedo scusa per il tono oracolare: deriva dalla necessità di sintesi.<br />
Stoppe.</p>
]]></content:encoded>
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