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	<title>Commenti a: Blog, vecchiette, le parole e la morte</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:13:20 +0000</pubDate>
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		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-82031</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 22:34:59 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piace l'impostazione analitica del testo e i toni di Vasta, moderati e un filo ironici. 
Detesto invece che in Italia si facciano i preprocessi  alla tibbùsione da parte di cinici pressapochisti senzazionalisti, tanto per smuovere i bassi geni, come diceva quel bravuomo. 
E' un grave malattia, credo.
MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace l&#8217;impostazione analitica del testo e i toni di Vasta, moderati e un filo ironici.<br />
Detesto invece che in Italia si facciano i preprocessi  alla tibbùsione da parte di cinici pressapochisti senzazionalisti, tanto per smuovere i bassi geni, come diceva quel bravuomo.<br />
E&#8217; un grave malattia, credo.<br />
MarioB.</p>
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		<title>Di: franz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81941</link>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 18:17:49 +0000</pubDate>
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		<description>uno dei migliori articoli che io abbia avuto in sorte di leggere su NI. 
chapeau!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uno dei migliori articoli che io abbia avuto in sorte di leggere su NI.<br />
chapeau!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Mgiovanna Stabile</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81883</link>
		<dc:creator>Mgiovanna Stabile</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 05:41:15 +0000</pubDate>
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		<description>Da cinquantenne imbufalita, ho sigillato la TV da almeno sei anni, e seguo (poco) la Radio e abbastanza i giornali sulla maledetta rete. Qualunque sia il mezzo, non si può non notare che la cronaca nera è il primo alimento di tutto quanto fa spettacolo. Vivendo FUORI dai media, nella vita della gente ( ho il privilegio di lavorare a contatto con la gente), mi rendo conto che la vita è tante altre cose ( e meno male!). Riusciremo mai a raccontarla fuori dai frame obbligati, dai generi... giallo, thriller, poliziesco, politico di bassa lega? Nazione indiana è uno dei mondi possibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da cinquantenne imbufalita, ho sigillato la TV da almeno sei anni, e seguo (poco) la Radio e abbastanza i giornali sulla maledetta rete. Qualunque sia il mezzo, non si può non notare che la cronaca nera è il primo alimento di tutto quanto fa spettacolo. Vivendo FUORI dai media, nella vita della gente ( ho il privilegio di lavorare a contatto con la gente), mi rendo conto che la vita è tante altre cose ( e meno male!). Riusciremo mai a raccontarla fuori dai frame obbligati, dai generi&#8230; giallo, thriller, poliziesco, politico di bassa lega? Nazione indiana è uno dei mondi possibili.</p>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81881</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 23:30:31 +0000</pubDate>
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		<description>caro sergio mi rende infelice il fatto che non le piacciano i cetriolini, per il resto io mi riferivo al suo omonimo :))))

internet è una bella trovata, l'uomo è sempre quello.
non rimpiango un passato che non ho vissuto,
l'età dell'oro è quella dell'inconsapevolezza quindi non fa testo.

credo che c'entri qualcosina e se non c'entra io mi scuso sinceramente.
apprezzo molto tutti questi vostri pensieri ma quando c'ho un vasetto di cetriolini in mano mi si apre un mondo.
baci cari
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro sergio mi rende infelice il fatto che non le piacciano i cetriolini, per il resto io mi riferivo al suo omonimo :))))</p>
<p>internet è una bella trovata, l&#8217;uomo è sempre quello.<br />
non rimpiango un passato che non ho vissuto,<br />
l&#8217;età dell&#8217;oro è quella dell&#8217;inconsapevolezza quindi non fa testo.</p>
<p>credo che c&#8217;entri qualcosina e se non c&#8217;entra io mi scuso sinceramente.<br />
apprezzo molto tutti questi vostri pensieri ma quando c&#8217;ho un vasetto di cetriolini in mano mi si apre un mondo.<br />
baci cari<br />
la funambola</p>
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		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81871</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 20:37:43 +0000</pubDate>
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		<description>@ la funambola
I cetriolini non mi piacciono. Per tutto il resto mi trovi d'accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ la funambola<br />
I cetriolini non mi piacciono. Per tutto il resto mi trovi d&#8217;accordo.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81865</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 16:10:43 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, sì, liberiamoci di coloro che dissentono. Evviva la rivoluzione. Valorizziamo le virtù del bavaglio della censura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, sì, liberiamoci di coloro che dissentono. Evviva la rivoluzione. Valorizziamo le virtù del bavaglio della censura.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Saya</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81855</link>
		<dc:creator>Marco Saya</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 13:47:31 +0000</pubDate>
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		<description>Il regime ci riempie di tutte queste "fufferie" per distogliere il paese dai veri problemi come ha sottolineato,anche, Travaglio. I blog, una "rivoluzione industriale" che toglierà posti di lavoro ai pennivendoli del sistema. Spero che questo avvenga al più presto. così ci liberiamo del "concime" che non fa ricrescere le piante.

Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il regime ci riempie di tutte queste &#8220;fufferie&#8221; per distogliere il paese dai veri problemi come ha sottolineato,anche, Travaglio. I blog, una &#8220;rivoluzione industriale&#8221; che toglierà posti di lavoro ai pennivendoli del sistema. Spero che questo avvenga al più presto. così ci liberiamo del &#8220;concime&#8221; che non fa ricrescere le piante.</p>
<p>Marco</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81848</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 11:39:30 +0000</pubDate>
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		<description>Le rete, quando si tratta di documenti tecnici, ha contenuti lineari e gli scambi e le relazioni avvengono su questi contenuti, mentre invece, quando si tratta di emozioni, come per esempio i testi letterari o i blog personali, che alla fine sono cose personali, i contenuti sono praticamente più vari e più varia è la loro interpretazione. Per cui, di fronte allo stesso documento di emozioni, come un blog personale, le reazioni emotive potrebbero essere le più dispare e perfino non inerenti al messaggio dell'autore del blog; nel particolare, uno che mette una foto  avvolto nella carta igienica potrebbe avere intenti goliardici ma il lettore del blog potrebbe reagire con le proprie paure o con le proprie ossessioni. Ma di certo è così anche la vita, solo che in rete l'isolamento del navigatore è poco capibile e là dove nel reale è riconoscibile una reazione a queste ossessioni e paure, qui in rete è assai più difficile; come se alcune emozioni e alcune relazioni siano rivolte in realtà ad un sé o addirittura ad un altro che non è realmente e fisicamente al di là della connessione della rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le rete, quando si tratta di documenti tecnici, ha contenuti lineari e gli scambi e le relazioni avvengono su questi contenuti, mentre invece, quando si tratta di emozioni, come per esempio i testi letterari o i blog personali, che alla fine sono cose personali, i contenuti sono praticamente più vari e più varia è la loro interpretazione. Per cui, di fronte allo stesso documento di emozioni, come un blog personale, le reazioni emotive potrebbero essere le più dispare e perfino non inerenti al messaggio dell&#8217;autore del blog; nel particolare, uno che mette una foto  avvolto nella carta igienica potrebbe avere intenti goliardici ma il lettore del blog potrebbe reagire con le proprie paure o con le proprie ossessioni. Ma di certo è così anche la vita, solo che in rete l&#8217;isolamento del navigatore è poco capibile e là dove nel reale è riconoscibile una reazione a queste ossessioni e paure, qui in rete è assai più difficile; come se alcune emozioni e alcune relazioni siano rivolte in realtà ad un sé o addirittura ad un altro che non è realmente e fisicamente al di là della connessione della rete.</p>
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	<item>
		<title>Di: ippogrifo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81845</link>
		<dc:creator>ippogrifo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 11:09:17 +0000</pubDate>
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		<description>McLuhan, almeno per quello che ho potuto leggere, non ha potuto comprendere appieno il fenomeno. Internet, nella forma in cui lo conosciamo noi, nasce nella seconda metà degli anni '90. Pur condividendo, per buona parte, il suo approccio non sono sicuro che il punto cruciale risieda nella mancanza d'esperienza (che mi sembra più una acorporalità dell'esperienza, e forse nemmeno questo). Mi sembra che la difficoltà grossa d'approccio stia nella capacità di gestire la complessità (complexity) dei rapporti personali disponibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>McLuhan, almeno per quello che ho potuto leggere, non ha potuto comprendere appieno il fenomeno. Internet, nella forma in cui lo conosciamo noi, nasce nella seconda metà degli anni &#8216;90. Pur condividendo, per buona parte, il suo approccio non sono sicuro che il punto cruciale risieda nella mancanza d&#8217;esperienza (che mi sembra più una acorporalità dell&#8217;esperienza, e forse nemmeno questo). Mi sembra che la difficoltà grossa d&#8217;approccio stia nella capacità di gestire la complessità (complexity) dei rapporti personali disponibili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81827</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 08:37:24 +0000</pubDate>
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		<description>si potrebbe fare l'amore. senza cetriolini. col preservativo (l'amore impegnato).

saluti,
rs</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si potrebbe fare l&#8217;amore. senza cetriolini. col preservativo (l&#8217;amore impegnato).</p>
<p>saluti,<br />
rs</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81820</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 23:47:12 +0000</pubDate>
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		<description>eh sì caro sergio, ci danno il titolo del tema e noi lo svolgiamo.
dobbiamo stare al passo, al passo, op op op...
je suis frastornè
senza traccia saremmo persi, non avremmo più un cazzo da dirci.
si potrebbe far l'amore o mangiare cetriolini guardando fuori dalla finestra.
tanti baci
la fu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>eh sì caro sergio, ci danno il titolo del tema e noi lo svolgiamo.<br />
dobbiamo stare al passo, al passo, op op op&#8230;<br />
je suis frastornè<br />
senza traccia saremmo persi, non avremmo più un cazzo da dirci.<br />
si potrebbe far l&#8217;amore o mangiare cetriolini guardando fuori dalla finestra.<br />
tanti baci<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81776</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 12:26:13 +0000</pubDate>
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		<description>E Patrick, il musicista congolese?
La sua voce in questi giorni non si è sentita molto, non ha rilasciato interviste o dichiarazioni, non ha un padre primario oncologo, non ha un blog (quindi non si può incolpare internet), è integrato, sposato, padre di famiglia e artista (quindi non un clandestino delinquentoide).
Di lui che cosa si dice?
Io non intervengo, sia perché in questi giorni sono sommerso dal lavoro e non sto seguendo molto i media, sia perché lo conosco di persona (anche se solo di vista, come quasi tutti qui a Perugia), ma mi piacerebbe sentire qualche parere.
Secondo voi, come l'hanno costruito i media? Che narrativa hanno creato, se ne hanno creato una? E se non l'hanno creata, perché?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E Patrick, il musicista congolese?<br />
La sua voce in questi giorni non si è sentita molto, non ha rilasciato interviste o dichiarazioni, non ha un padre primario oncologo, non ha un blog (quindi non si può incolpare internet), è integrato, sposato, padre di famiglia e artista (quindi non un clandestino delinquentoide).<br />
Di lui che cosa si dice?<br />
Io non intervengo, sia perché in questi giorni sono sommerso dal lavoro e non sto seguendo molto i media, sia perché lo conosco di persona (anche se solo di vista, come quasi tutti qui a Perugia), ma mi piacerebbe sentire qualche parere.<br />
Secondo voi, come l&#8217;hanno costruito i media? Che narrativa hanno creato, se ne hanno creato una? E se non l&#8217;hanno creata, perché?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81775</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 12:21:52 +0000</pubDate>
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		<description>Personalmente, la lettura di certi blog mi procura inquietudine e in coscienza  cerco di eviatare alcune letture e alcune immagini. Non so dire se questi tipi di letture che mi turbano turbino anche gli altri, ma immagino possa essere del tutto possibile. Cioè, non lo si può escludere. A me fanno venire qualche nevrosi piccolissima, che mi lascia impertutbabile, altre volte invece mi fa venire piccoli tic nervosi... insomma, non va bene generalizzare ma nemmeno dire che non c'è problema. Avete mai pensato agli adescamenti in internet? ai plagi operati con la rete? Beh! insomma, bisogna stare attenti a non abbassare il livello di guardia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente, la lettura di certi blog mi procura inquietudine e in coscienza  cerco di eviatare alcune letture e alcune immagini. Non so dire se questi tipi di letture che mi turbano turbino anche gli altri, ma immagino possa essere del tutto possibile. Cioè, non lo si può escludere. A me fanno venire qualche nevrosi piccolissima, che mi lascia impertutbabile, altre volte invece mi fa venire piccoli tic nervosi&#8230; insomma, non va bene generalizzare ma nemmeno dire che non c&#8217;è problema. Avete mai pensato agli adescamenti in internet? ai plagi operati con la rete? Beh! insomma, bisogna stare attenti a non abbassare il livello di guardia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81774</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 12:19:38 +0000</pubDate>
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		<description>"lui fasciato di carta igienica e con una mannaia in mano". Secondo voi a chi si è ispirato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;lui fasciato di carta igienica e con una mannaia in mano&#8221;. Secondo voi a chi si è ispirato?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81757</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 10:11:14 +0000</pubDate>
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		<description>@Malfagia
"E’ la serie di divieti strumentali, di cancelli, muri, restrizioni che nel mondo fuori dallo schermo impediscono l’incontro con l’altro, restringendo e condizionando lo spazio fisico vitale, che hanno ridotto la possibilità di fare esperienza.
A volte penso che nella rete ci siamo caduti".


Sono assolutamente daccordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Malfagia<br />
&#8220;E’ la serie di divieti strumentali, di cancelli, muri, restrizioni che nel mondo fuori dallo schermo impediscono l’incontro con l’altro, restringendo e condizionando lo spazio fisico vitale, che hanno ridotto la possibilità di fare esperienza.<br />
A volte penso che nella rete ci siamo caduti&#8221;.</p>
<p>Sono assolutamente daccordo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: peppefiore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81752</link>
		<dc:creator>peppefiore</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 09:21:01 +0000</pubDate>
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		<description>Come al solito le cose che scrie Giorgio Vasta sono puntuali e necessarie fino all'ultima sillaba. Mi intrometto giusto per segnalare il bel  gesto del Corriere di oggi che mette in prima il pezzo: "sei bella, come stai? Lettere e messaggi per Amanda in cella" e a pagina 21 l'articolo ci regala in chiusura questa perla "Quelli che vorrebbero passare una notte con lei, forse, li ignorano [gli elementi dell'accusa]: attratti come sono da altro, di Amanda viso d'angelo Knox". Il giornalista si chiama Alessandro Capponi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito le cose che scrie Giorgio Vasta sono puntuali e necessarie fino all&#8217;ultima sillaba. Mi intrometto giusto per segnalare il bel  gesto del Corriere di oggi che mette in prima il pezzo: &#8220;sei bella, come stai? Lettere e messaggi per Amanda in cella&#8221; e a pagina 21 l&#8217;articolo ci regala in chiusura questa perla &#8220;Quelli che vorrebbero passare una notte con lei, forse, li ignorano [gli elementi dell'accusa]: attratti come sono da altro, di Amanda viso d&#8217;angelo Knox&#8221;. Il giornalista si chiama Alessandro Capponi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Malfagia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81746</link>
		<dc:creator>Roberto Malfagia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 08:42:21 +0000</pubDate>
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		<description>Quoto anche io l'impostazione di Vasta, per la disamina e l'osservazione dei fatti mediatici che fa con il suo intevento, ma è a Binaghi che mi viene di fare un osservazione. Mettentendomi in scia all'affermazione sulla "cautela nell'acesso alla rete da parte dei giovani" a conclusione del suo intevento, mi viene da dire che, per quanto condivida una necessaria presa di coscienza sull'utilizzo della rete, parlare di cautela, mi rimanda a forme attenuate di divieti. I divieti sono uno strumento utile se ben applicato, certamente, ma nel caso della rete e dei "giovani", credo che sia importante che nel loro quotidiano abbiano la possibilità di fare esperienza. E' la serie di divieti strumentali, di cancelli, muri, restrizioni che nel mondo fuori dallo schermo impediscono l'incontro con l'altro, restringendo e condizionando lo spazio fisico vitale, che hanno ridotto la possibilità di fare esperienza. 
A volte penso che nella rete ci siamo caduti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto anche io l&#8217;impostazione di Vasta, per la disamina e l&#8217;osservazione dei fatti mediatici che fa con il suo intevento, ma è a Binaghi che mi viene di fare un osservazione. Mettentendomi in scia all&#8217;affermazione sulla &#8220;cautela nell&#8217;acesso alla rete da parte dei giovani&#8221; a conclusione del suo intevento, mi viene da dire che, per quanto condivida una necessaria presa di coscienza sull&#8217;utilizzo della rete, parlare di cautela, mi rimanda a forme attenuate di divieti. I divieti sono uno strumento utile se ben applicato, certamente, ma nel caso della rete e dei &#8220;giovani&#8221;, credo che sia importante che nel loro quotidiano abbiano la possibilità di fare esperienza. E&#8217; la serie di divieti strumentali, di cancelli, muri, restrizioni che nel mondo fuori dallo schermo impediscono l&#8217;incontro con l&#8217;altro, restringendo e condizionando lo spazio fisico vitale, che hanno ridotto la possibilità di fare esperienza.<br />
A volte penso che nella rete ci siamo caduti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81745</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 08:29:53 +0000</pubDate>
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		<description>hanno ucciso l'uomo vespa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hanno ucciso l&#8217;uomo vespa.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Jonkind</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81744</link>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 08:29:41 +0000</pubDate>
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		<description>Molto interessante il pezzo di Giorgio Vasta e per me davvero condivisibile. 
LIBERARSI IN TEMPI BREVISSIMI DELLE PERSONE A VANTAGGIO DEI PERSONAGGI... è questa l'osservazione fondamentale di tutta la riflessione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante il pezzo di Giorgio Vasta e per me davvero condivisibile.<br />
LIBERARSI IN TEMPI BREVISSIMI DELLE PERSONE A VANTAGGIO DEI PERSONAGGI&#8230; è questa l&#8217;osservazione fondamentale di tutta la riflessione.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81740</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 07:35:46 +0000</pubDate>
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		<description>Quoto l'impostazione di vasta, come direbbe un giovane.

Che mi piacerebbe vedere applicata anche in altri casi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto l&#8217;impostazione di vasta, come direbbe un giovane.</p>
<p>Che mi piacerebbe vedere applicata anche in altri casi.</p>
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	</item>
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		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81735</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 03:05:52 +0000</pubDate>
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		<description>La retorica televisiva è "ad animos permovendos". Non si propone di "docere", ossia di fornire informazioni, di sollecitare un ragionamento, bensì di estorcere un'emozione. E per farlo deve attenersi all'ovvio, coccolare i nostri pregiudizi, così come prescriveva Cicerone per i sermoni o i discorsi pubblici. La mozione delle entragne, siano esse pericardio, rognone o pia madre, è condannevole non in sé, cioè per la sua evidente disonestà intellettuale, l'intento manipolatore, ma perché abolisce la frattura necessaria fra chi parla e chi ascolta. Se una trasmissione vuol far di me un uomo migliore, o rassicurarmi che il male è sempre e solo altrove, io cambio canale perché significa che son finito nei bassifondi dell'etere, dove si uccide per un euro e ci si salva l'anima anche per meno. Il suo miserabile scopo è quello di gestire e dettare simultaneamente i nostri sdegni, le nostre commozioni, le nostre esaltazioni, le nostre fantasie, perfino i nostri argomenti di conversazione, con lo stesso potere suasorio di quando cerca di venderci un detersivo o un'automobile. Ma è rassicurante anche l'illusione di credere che il suo potere di condizionamento si eserciti solo nei confronti delle fasce culturalmente più deboli. Quanti di noi, che aspirano al ruolo di coscienza critica del paese, finiscono poi per andare a rimorchio dei temi proposti dai media come emergenze prioritarie? Il crocefisso nelle scuole, le coppie di fatto, la fecondazione assistita, il burqa, la mucca pazza, l'indulto, i cambiamenti climatici, gli ogm, la casta, l'antipolitica, i lavavetri, i rom, gli ultras; tutte questioni epocali che puntualmente svaporano nell'arco di una settimana, neanche il tempo di far bella figura firmando un appello di coscienziosi intellettuali redatto con le stesse lacrimevoli ovvietà - solo un po' più forbite - usate da Vespa a Porta a porta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La retorica televisiva è &#8220;ad animos permovendos&#8221;. Non si propone di &#8220;docere&#8221;, ossia di fornire informazioni, di sollecitare un ragionamento, bensì di estorcere un&#8217;emozione. E per farlo deve attenersi all&#8217;ovvio, coccolare i nostri pregiudizi, così come prescriveva Cicerone per i sermoni o i discorsi pubblici. La mozione delle entragne, siano esse pericardio, rognone o pia madre, è condannevole non in sé, cioè per la sua evidente disonestà intellettuale, l&#8217;intento manipolatore, ma perché abolisce la frattura necessaria fra chi parla e chi ascolta. Se una trasmissione vuol far di me un uomo migliore, o rassicurarmi che il male è sempre e solo altrove, io cambio canale perché significa che son finito nei bassifondi dell&#8217;etere, dove si uccide per un euro e ci si salva l&#8217;anima anche per meno. Il suo miserabile scopo è quello di gestire e dettare simultaneamente i nostri sdegni, le nostre commozioni, le nostre esaltazioni, le nostre fantasie, perfino i nostri argomenti di conversazione, con lo stesso potere suasorio di quando cerca di venderci un detersivo o un&#8217;automobile. Ma è rassicurante anche l&#8217;illusione di credere che il suo potere di condizionamento si eserciti solo nei confronti delle fasce culturalmente più deboli. Quanti di noi, che aspirano al ruolo di coscienza critica del paese, finiscono poi per andare a rimorchio dei temi proposti dai media come emergenze prioritarie? Il crocefisso nelle scuole, le coppie di fatto, la fecondazione assistita, il burqa, la mucca pazza, l&#8217;indulto, i cambiamenti climatici, gli ogm, la casta, l&#8217;antipolitica, i lavavetri, i rom, gli ultras; tutte questioni epocali che puntualmente svaporano nell&#8217;arco di una settimana, neanche il tempo di far bella figura firmando un appello di coscienziosi intellettuali redatto con le stesse lacrimevoli ovvietà - solo un po&#8217; più forbite - usate da Vespa a Porta a porta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lisini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81733</link>
		<dc:creator>Lisini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 01:00:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81733</guid>
		<description>non solo Cristofani, ma anche il Telegraph utilizza toni piatti, rassegnati, con oscillazioni tra il morboso e il terrorifico da tabloid. 
http://www.telegraph.co.uk/opinion/main.jhtml?xml=/opinion/2007/11/10/do1007.xml
E' interessante vedere come questi registri stilistici stiano diventando standard, uscendo dalle nicchie narrative in cui erano confinati (romanzetti giallo-rosa, le didascalie ammiccanti dei giornaletti scandalistici, la diaristica), perché credo che fino a oggi un travaso simile e generalizzato fosse prerogativa del burocratese verso la lingua standard e neo-standard. Questa era la novità sociolinguistica, si pensi all'italiano di Totò o alle locuzioni di canzoni pop come il Triangolo): lo si poteva spiegare pensando che provenendo da fonti autoritative ovvie (la legge, i regolamenti, le procedure, le sentenze. poi la politica), era più facile che si diffondessero assumendo lo status di lingua da imitare. Ma parole e locuzioni che oggi provengono da queste altre fonti, altrettando rigide e prive di interstizi espressivi, di che autorità godono? Che marcia in più hanno rispetto ai vari substrati linguistici individuali (del proprio dialetto, della lingua parlata in famiglia, poi di quella appresa a scuola), su cosa hanno fatto leva per imporsi in modo così diffuso -grazie ai media-, così socialmente trasversale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non solo Cristofani, ma anche il Telegraph utilizza toni piatti, rassegnati, con oscillazioni tra il morboso e il terrorifico da tabloid.<br />
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E&#8217; interessante vedere come questi registri stilistici stiano diventando standard, uscendo dalle nicchie narrative in cui erano confinati (romanzetti giallo-rosa, le didascalie ammiccanti dei giornaletti scandalistici, la diaristica), perché credo che fino a oggi un travaso simile e generalizzato fosse prerogativa del burocratese verso la lingua standard e neo-standard. Questa era la novità sociolinguistica, si pensi all&#8217;italiano di Totò o alle locuzioni di canzoni pop come il Triangolo): lo si poteva spiegare pensando che provenendo da fonti autoritative ovvie (la legge, i regolamenti, le procedure, le sentenze. poi la politica), era più facile che si diffondessero assumendo lo status di lingua da imitare. Ma parole e locuzioni che oggi provengono da queste altre fonti, altrettando rigide e prive di interstizi espressivi, di che autorità godono? Che marcia in più hanno rispetto ai vari substrati linguistici individuali (del proprio dialetto, della lingua parlata in famiglia, poi di quella appresa a scuola), su cosa hanno fatto leva per imporsi in modo così diffuso -grazie ai media-, così socialmente trasversale?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/blog-vecchiette-le-parole-e-la-morte/#comment-81731</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 23:47:10 +0000</pubDate>
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		<description>C'è un modo grossolano di cautelarsi dai media scaricando su di essi la responsabilità della degenerazione dei costumi (ed è quello che indichi tu) e ce n'è uno più meditato, che meriterebbe più attenzione.
Come non ho mai pensato che lo spettacolo televisivo della violenza possa aumentare di per sè il tasso della violenza giovanile, non credo affatto che l'esposizione di fantasie su un blog possa innescare la loro riproduzione reale. L'azione dei media sullo psichismo è molto più profonda, e riguarda la strutturazione del principio di realtà, come ha insegnato McLuhan.
Il libro ha incentivato la formazione del punto di vista individuale, la radio ha riportato il tam tam tribale, internet ha reso possibile la comunicazione senza esperienza. Chi come me ha avuto accesso alla Rete intorno ai quarant'anni, non può non chiedersi quale effetto abbia la medesima quando non viene a integrarsi ad una personalità strutturata da un sistema precedente di esperienze e relazioni, ma a sostituirlo. 
In questa direzione io cercherei le ragioni di una cautela nell'accesso alla Rete da parte dei giovani, che finora è stata sostituita da un'inutile allarmismo sui contenuti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un modo grossolano di cautelarsi dai media scaricando su di essi la responsabilità della degenerazione dei costumi (ed è quello che indichi tu) e ce n&#8217;è uno più meditato, che meriterebbe più attenzione.<br />
Come non ho mai pensato che lo spettacolo televisivo della violenza possa aumentare di per sè il tasso della violenza giovanile, non credo affatto che l&#8217;esposizione di fantasie su un blog possa innescare la loro riproduzione reale. L&#8217;azione dei media sullo psichismo è molto più profonda, e riguarda la strutturazione del principio di realtà, come ha insegnato McLuhan.<br />
Il libro ha incentivato la formazione del punto di vista individuale, la radio ha riportato il tam tam tribale, internet ha reso possibile la comunicazione senza esperienza. Chi come me ha avuto accesso alla Rete intorno ai quarant&#8217;anni, non può non chiedersi quale effetto abbia la medesima quando non viene a integrarsi ad una personalità strutturata da un sistema precedente di esperienze e relazioni, ma a sostituirlo.<br />
In questa direzione io cercherei le ragioni di una cautela nell&#8217;accesso alla Rete da parte dei giovani, che finora è stata sostituita da un&#8217;inutile allarmismo sui contenuti.</p>
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