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	<title>Commenti a: Il triplo livello di Chesil Beach</title>
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	<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:45:30 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82462</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 20:17:27 +0000</pubDate>
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		<description>non mi sembra proprio che scriva come uno dell'Ottocento!? antoniomenna, l'onere della prova tocca a te: spiegaci perché - a tuo parere - McEwan scrive come Tolstoi, Dickens e Manzoni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi sembra proprio che scriva come uno dell&#8217;Ottocento!? antoniomenna, l&#8217;onere della prova tocca a te: spiegaci perché - a tuo parere - McEwan scrive come Tolstoi, Dickens e Manzoni.</p>
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		<title>Di: antoniomenna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82383</link>
		<dc:creator>antoniomenna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:32:31 +0000</pubDate>
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		<description>Io, a proposito del libro recensito da Christian, mi chiedo perchè un uomo nel 2007 debba scrivere come se fosse nell'Ottocento. Cioè, può anche starci. Ma ce lo spieghi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io, a proposito del libro recensito da Christian, mi chiedo perchè un uomo nel 2007 debba scrivere come se fosse nell&#8217;Ottocento. Cioè, può anche starci. Ma ce lo spieghi.</p>
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		<title>Di: sundancekyd</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82330</link>
		<dc:creator>sundancekyd</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 16:50:36 +0000</pubDate>
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		<description>A me 'st'articolo m'è piaciuto 'na cifra. Cioè, carcola, Christian, cioè ma ciài proprio preso. Ma davero, sa'. Ciài preso, carcola, davero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me &#8217;st&#8217;articolo m&#8217;è piaciuto &#8216;na cifra. Cioè, carcola, Christian, cioè ma ciài proprio preso. Ma davero, sa&#8217;. Ciài preso, carcola, davero.</p>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82312</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 14:39:34 +0000</pubDate>
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		<description>@ valter binaghi 
Ma sì, la lista è incompleta. 1001 teste avrebbero stilato altrettante liste diverse. La considero comunque attraente, visto il deficit di 950 libri che ho nei suoi confronti.
Tornando a McEwan, e allo spunto di riflessione offerto dal post, se Christian Raimo abbia dato un giudizio di merito sul pudore e sulla difficoltà di comunicazione tipici degli anni sessanta, non ne sarei sicuro. Io mi ci butto, sperando che non mi facciate nero. 
Il Devoto-Oli del 1971 alla prima accezione del sostantivo pudore cita Dante: “lo pudore è un ritraimento d’animo da laide cose, con paura di cadere in quelle”. Cita Foscolo nella seconda, estesa accezione del termine: riserbo, discrezione. “Il pudor mi fa vile, e prode l’ira”. 
Mettiamo velocemente a confronto pudore e riserbo che (sup)portano il senso dell’inesprimibile dei protagonisti del libro, con la “pronta localizzazione e mimica delle pulsioni” e la perfetta identificazione del desiderio tipici dei giovani d’oggi, come, ad esempio, la Esther de La possibilità di un’isola di Houellebecq. Non sono forse, staticità d’animo e dinamismo sentimentale perfettamente integrati ognuno nella propria epoca? Mi sbilancio ancora e ringrazio mamma di avermi fatto nascere 46 anni fa. Salute e saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ valter binaghi<br />
Ma sì, la lista è incompleta. 1001 teste avrebbero stilato altrettante liste diverse. La considero comunque attraente, visto il deficit di 950 libri che ho nei suoi confronti.<br />
Tornando a McEwan, e allo spunto di riflessione offerto dal post, se Christian Raimo abbia dato un giudizio di merito sul pudore e sulla difficoltà di comunicazione tipici degli anni sessanta, non ne sarei sicuro. Io mi ci butto, sperando che non mi facciate nero.<br />
Il Devoto-Oli del 1971 alla prima accezione del sostantivo pudore cita Dante: “lo pudore è un ritraimento d’animo da laide cose, con paura di cadere in quelle”. Cita Foscolo nella seconda, estesa accezione del termine: riserbo, discrezione. “Il pudor mi fa vile, e prode l’ira”.<br />
Mettiamo velocemente a confronto pudore e riserbo che (sup)portano il senso dell’inesprimibile dei protagonisti del libro, con la “pronta localizzazione e mimica delle pulsioni” e la perfetta identificazione del desiderio tipici dei giovani d’oggi, come, ad esempio, la Esther de La possibilità di un’isola di Houellebecq. Non sono forse, staticità d’animo e dinamismo sentimentale perfettamente integrati ognuno nella propria epoca? Mi sbilancio ancora e ringrazio mamma di avermi fatto nascere 46 anni fa. Salute e saluti.</p>
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		<title>Di: Paolo S</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82267</link>
		<dc:creator>Paolo S</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 08:54:26 +0000</pubDate>
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		<description>L'operazione che McEwan tenta è delicata, e così pure la lettura che Christian ne fa. È nel "terzo livello" che scatta o dovrebbe scattare la letteratura, quando dal contingente e singolare (come storicamente o sociologicamente "rappresentativo") c'è lo scarto che ti porta nell'universale, nel cuore dell'umano.
Se però il salto arriva all'ultima pagina (non ho letto Chesil Beach, e se "vale" Cosmopolis, bene, non ci perderò tempo), effettivamente il dubbio è lecito: non si tratterà solo di un esercizio di calligrafia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;operazione che McEwan tenta è delicata, e così pure la lettura che Christian ne fa. È nel &#8220;terzo livello&#8221; che scatta o dovrebbe scattare la letteratura, quando dal contingente e singolare (come storicamente o sociologicamente &#8220;rappresentativo&#8221;) c&#8217;è lo scarto che ti porta nell&#8217;universale, nel cuore dell&#8217;umano.<br />
Se però il salto arriva all&#8217;ultima pagina (non ho letto Chesil Beach, e se &#8220;vale&#8221; Cosmopolis, bene, non ci perderò tempo), effettivamente il dubbio è lecito: non si tratterà solo di un esercizio di calligrafia?</p>
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		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82266</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 08:47:52 +0000</pubDate>
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		<description>@Plessus
In quella lista tra gli italiani ci sono Baricco e la Mazzantini e non c'è Fenoglio nè Pontiggia. Tra gli americani praticamente tutto Delillo e niente John Fante.
Io la prenderei sul ridere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Plessus<br />
In quella lista tra gli italiani ci sono Baricco e la Mazzantini e non c&#8217;è Fenoglio nè Pontiggia. Tra gli americani praticamente tutto Delillo e niente John Fante.<br />
Io la prenderei sul ridere.</p>
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		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82255</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 02:15:45 +0000</pubDate>
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		<description>“interagire”, “relazionarsi”, “lasciarsi i propri spazi”

Davvero Christian ti pare che questo linguaggio abbia segnato una tappa nell'educazione sentimentale? Davvero scambieresti i pudori (che significa anche il senso dell'inesprimibile) di allora con la pronta localizzazione e mimica delle pulsioni che i mass media hanno insegnato ai ragazzi nel frattempo? Il disagio sentimentale degli anni sessanta era quello di una società de-ritualizzata, che cercava nuove forme dell'essere e del fare. Mi pare che ne abbia trovate di mercificate e caricaturali. Per chi ci sta assieme sul serio, i giovani di oggi sono ancora pià sprovveduti nel declinare l'autentico, si arrendono facilmente all'ideologico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“interagire”, “relazionarsi”, “lasciarsi i propri spazi”</p>
<p>Davvero Christian ti pare che questo linguaggio abbia segnato una tappa nell&#8217;educazione sentimentale? Davvero scambieresti i pudori (che significa anche il senso dell&#8217;inesprimibile) di allora con la pronta localizzazione e mimica delle pulsioni che i mass media hanno insegnato ai ragazzi nel frattempo? Il disagio sentimentale degli anni sessanta era quello di una società de-ritualizzata, che cercava nuove forme dell&#8217;essere e del fare. Mi pare che ne abbia trovate di mercificate e caricaturali. Per chi ci sta assieme sul serio, i giovani di oggi sono ancora pià sprovveduti nel declinare l&#8217;autentico, si arrendono facilmente all&#8217;ideologico.</p>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/il-triplo-livello-di-chesil-beach/#comment-82228</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 18:28:19 +0000</pubDate>
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		<description>Il tema trattato è veramente infinito. Potremmo rifletterci una vita, sulle sulle scelte di non fare qualcosa, o sullo non scegliere... Qui, nei 1001 libri da leggere prima di morire, lista forzatamente non obbiettiva, ma redatta con sicuro impegno: http://www.listology.com/content_show.cfm/content_id.22845/Books
sono segnalati addirittura 8 romanzi di Mc Ewan. Oltre a Chesil Beach, che sembra davvero da leggere, cosa consiglia la Nazione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema trattato è veramente infinito. Potremmo rifletterci una vita, sulle sulle scelte di non fare qualcosa, o sullo non scegliere&#8230; Qui, nei 1001 libri da leggere prima di morire, lista forzatamente non obbiettiva, ma redatta con sicuro impegno: <a href="http://www.listology.com/content_show.cfm/content_id.22845/Books" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.listology.com');" rel="nofollow">http://www.listology.com/content_show.cfm/content_id.22845/Books</a><br />
sono segnalati addirittura 8 romanzi di Mc Ewan. Oltre a Chesil Beach, che sembra davvero da leggere, cosa consiglia la Nazione?</p>
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