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	<title>Commenti a: Quelli che vengono dall’altro mondo. Tolleranza o uguaglianza? (1)</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 01:04:13 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? &#171; Capitan Uncino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-83513</link>
		<dc:creator>Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? &#171; Capitan Uncino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 19:18:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? (2)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-83466</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? (2)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 09:41:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82445</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:39:26 +0000</pubDate>
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		<description>Alcor:&lt;em&gt; A dire il vero non so neppure cos’è un lettore archetipico.&lt;/em&gt;
Io:&lt;em&gt; O poerìno, ma tu ma' messo piede in libreria? &lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor:<em> A dire il vero non so neppure cos’è un lettore archetipico.</em><br />
Io:<em> O poerìno, ma tu ma&#8217; messo piede in libreria? </em></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82444</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:31:29 +0000</pubDate>
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		<description>Circa la correlazione fra etnia e ruolo professionale... Qui a Londra vedo molti&lt;em&gt; indiani&lt;/em&gt; in giacca e cravatta che lavorano nella City Bank.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Circa la correlazione fra etnia e ruolo professionale&#8230; Qui a Londra vedo molti<em> indiani</em> in giacca e cravatta che lavorano nella City Bank.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82441</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:24:27 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Alcor&lt;/strong&gt;, anche in Inghlterra, paese in cui vivo, vige lo &lt;em&gt;ius soli&lt;/em&gt;. Da sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alcor</strong>, anche in Inghlterra, paese in cui vivo, vige lo <em>ius soli</em>. Da sempre.</p>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82423</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 17:20:20 +0000</pubDate>
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		<description>a beppe,
giusta allusione quella al nazismo, ma il nazismo, nell'ottica della questione di cui stiamo parlando, è proprio l'eccezione. Levi e altri l'hanno mostrato bene. Questi stavano perdendo la guerra, avevano fronti aprti da ogni parte, e ancora stavano li a far rientrare i treni di deportati dal fronte orientale verso l'interno. Il nazismo è andato al di là di ogni logica di sfruttamento. Cio' nonostante utilizzava i deportati nei campi per lavori di ogni tipo. Mentre li sterminava, utilizzava comunque anche la loro residuale forza lavoro.

a beccalossi,
grazie per lo spunto, ma è evidente che sul nesso classismo/razzismo ci sarebbe parecchio da dire, e anche solo da un punto di vista storico (ma qui mancano pure a me gli strumenti)

a blackjack,
su quanto dici, stavolta, sono perfettamente d'accordo;
c'è davvero da ridere: noi che dovremmo fare limmigrazione selezionata, quando nelle nostre università non ci entrano più neppure i portaborse più zelanti e tenaci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a beppe,<br />
giusta allusione quella al nazismo, ma il nazismo, nell&#8217;ottica della questione di cui stiamo parlando, è proprio l&#8217;eccezione. Levi e altri l&#8217;hanno mostrato bene. Questi stavano perdendo la guerra, avevano fronti aprti da ogni parte, e ancora stavano li a far rientrare i treni di deportati dal fronte orientale verso l&#8217;interno. Il nazismo è andato al di là di ogni logica di sfruttamento. Cio&#8217; nonostante utilizzava i deportati nei campi per lavori di ogni tipo. Mentre li sterminava, utilizzava comunque anche la loro residuale forza lavoro.</p>
<p>a beccalossi,<br />
grazie per lo spunto, ma è evidente che sul nesso classismo/razzismo ci sarebbe parecchio da dire, e anche solo da un punto di vista storico (ma qui mancano pure a me gli strumenti)</p>
<p>a blackjack,<br />
su quanto dici, stavolta, sono perfettamente d&#8217;accordo;<br />
c&#8217;è davvero da ridere: noi che dovremmo fare limmigrazione selezionata, quando nelle nostre università non ci entrano più neppure i portaborse più zelanti e tenaci</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82409</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 14:27:33 +0000</pubDate>
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		<description>Provo a buttare sul piatto un altro EVIDENTE segno di razzismo che non dipende dalla società (la gente) o dal mercato, ma dallo stesso versante politico che genera i bambini apolidi.

La ricerca. La ricerca è fondamentale, lo sarà sempre di più in futuro, ed esiste un'unica via alla ricerca: fare in modo che le Università diventino dei catalizzatori in grado di attrarre teste ANCHE da Paesi diversi dall'Italia.
Un simile percorso, che è una chimera nelle Univesità italiane, è un gancio potentissimo contro il razzismo perché contribuisce a consolidare (in modo visibile e palpabile) il contributo dello 'straniero' non più solo in termini di 'manodopera a basso livello' o 'fastidioso nullafacente'.

Crea una 'percezione' diversa dalla quale tutti gli stranieri presenti in Italia, potrebbero trarre vantaggio.

Anche qui, come nel caso dei bambini apolidi, non esiste una sola forza politica che abbia mosso un sopracciglio e il tentativo del passato Governo, pur se mal imbastito, di far rientrare ricercatori/ricercatrici italiani/e che ora lavorano all'estero, si è tradotto in un fallimento: i migliori se ne sono già andati e le Università continuano a rimanere il regno dello scambio reciproco di piaceri per pochi eletti.

Anche su questo fronte, come il precedente, è tremendamente, orrendamente silenzioso il mondo 'intellettuale' italiano: tutto. Non si intravede nemmeno l'ombra sbiadita di un movimento di opinione che faccia pressione, renda evidenti le storture, cerchi di mutare lo status quo; anzi, quasi sempre succede il contrario: agisce da cassa di risonanza ai soliti noti.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Provo a buttare sul piatto un altro EVIDENTE segno di razzismo che non dipende dalla società (la gente) o dal mercato, ma dallo stesso versante politico che genera i bambini apolidi.</p>
<p>La ricerca. La ricerca è fondamentale, lo sarà sempre di più in futuro, ed esiste un&#8217;unica via alla ricerca: fare in modo che le Università diventino dei catalizzatori in grado di attrarre teste ANCHE da Paesi diversi dall&#8217;Italia.<br />
Un simile percorso, che è una chimera nelle Univesità italiane, è un gancio potentissimo contro il razzismo perché contribuisce a consolidare (in modo visibile e palpabile) il contributo dello &#8217;straniero&#8217; non più solo in termini di &#8216;manodopera a basso livello&#8217; o &#8216;fastidioso nullafacente&#8217;.</p>
<p>Crea una &#8216;percezione&#8217; diversa dalla quale tutti gli stranieri presenti in Italia, potrebbero trarre vantaggio.</p>
<p>Anche qui, come nel caso dei bambini apolidi, non esiste una sola forza politica che abbia mosso un sopracciglio e il tentativo del passato Governo, pur se mal imbastito, di far rientrare ricercatori/ricercatrici italiani/e che ora lavorano all&#8217;estero, si è tradotto in un fallimento: i migliori se ne sono già andati e le Università continuano a rimanere il regno dello scambio reciproco di piaceri per pochi eletti.</p>
<p>Anche su questo fronte, come il precedente, è tremendamente, orrendamente silenzioso il mondo &#8216;intellettuale&#8217; italiano: tutto. Non si intravede nemmeno l&#8217;ombra sbiadita di un movimento di opinione che faccia pressione, renda evidenti le storture, cerchi di mutare lo status quo; anzi, quasi sempre succede il contrario: agisce da cassa di risonanza ai soliti noti.</p>
<p>Blackjack.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82403</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 13:32:54 +0000</pubDate>
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		<description>e' evidente, non intendevo quello, anche se non capisco il tuo paragone con la diversita' delle diagnosi mediche. 
piuttosto, non sono certo che oggi il "borghese" veda il "proletario" come nell'inghilterra del XIX secolo. chi e' il borghese, chi e' il proletario. se i borghesi sono gli italiani, e i proletari gli immigrati (il che gia di per se' e' criticabile, dato che spesso questi ultimi non possono ricongiungersi con la prole), allora si, il borghese e' razzista col proletario. e quindi l'equazione razzismo=classismo, che per certi versi mi pare implicita nel tuo post (che comunque, se non te l'ho ancora detto, mi e' piaciuto), e' giustificata e confermata. ma non sono certo che la sovrapposizione classe-etnia funzioni. e' un discorso lungo, andrebbe approfondito e di sicuro io non ne granche' di strumenti. 
perche' - come spunto - non scrivi qualcosa sul rapporto tra classismo e razzismo? ne verrebbero fuori delle belle, sopratutto su NI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e&#8217; evidente, non intendevo quello, anche se non capisco il tuo paragone con la diversita&#8217; delle diagnosi mediche.<br />
piuttosto, non sono certo che oggi il &#8220;borghese&#8221; veda il &#8220;proletario&#8221; come nell&#8217;inghilterra del XIX secolo. chi e&#8217; il borghese, chi e&#8217; il proletario. se i borghesi sono gli italiani, e i proletari gli immigrati (il che gia di per se&#8217; e&#8217; criticabile, dato che spesso questi ultimi non possono ricongiungersi con la prole), allora si, il borghese e&#8217; razzista col proletario. e quindi l&#8217;equazione razzismo=classismo, che per certi versi mi pare implicita nel tuo post (che comunque, se non te l&#8217;ho ancora detto, mi e&#8217; piaciuto), e&#8217; giustificata e confermata. ma non sono certo che la sovrapposizione classe-etnia funzioni. e&#8217; un discorso lungo, andrebbe approfondito e di sicuro io non ne granche&#8217; di strumenti.<br />
perche&#8217; - come spunto - non scrivi qualcosa sul rapporto tra classismo e razzismo? ne verrebbero fuori delle belle, sopratutto su NI.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82385</link>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:40:48 +0000</pubDate>
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		<description>@ Andrea Inglese

sono d'accordo, il problema della trippa che manca e dunque della attuale insostenibilità del sistema riguarda la classe imprenditoriale italiana e quella di governo. La prima perché deve fare il proprio mestiere con coraggio e professionalità (mi risulta che nel leghista nord-est gli imprenditori sono ben contenti di assumer extracomunitari), disposti a stare sul mercato della competizione con tutte le armi, prime tra tutte qualtà e innovazione, la seconda smettendola di rinviare sine die un profondo cambiamento strutturale e di sistema dell'Italia (ricerca, università, scuola, infrastrutture ecc).
Mi sembrava comunque di aver concluso il mio intervento con la frase "In questo caso essere razzisti significherebbe perdere il treno dello sviluppo.".

Ma non mi hai risposto circa il razzismo nazista e lo sterminio degli ebrei e la sua inspiegabile connessione con l'economia (nei termini da te ipotizzati).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea Inglese</p>
<p>sono d&#8217;accordo, il problema della trippa che manca e dunque della attuale insostenibilità del sistema riguarda la classe imprenditoriale italiana e quella di governo. La prima perché deve fare il proprio mestiere con coraggio e professionalità (mi risulta che nel leghista nord-est gli imprenditori sono ben contenti di assumer extracomunitari), disposti a stare sul mercato della competizione con tutte le armi, prime tra tutte qualtà e innovazione, la seconda smettendola di rinviare sine die un profondo cambiamento strutturale e di sistema dell&#8217;Italia (ricerca, università, scuola, infrastrutture ecc).<br />
Mi sembrava comunque di aver concluso il mio intervento con la frase &#8220;In questo caso essere razzisti significherebbe perdere il treno dello sviluppo.&#8221;.</p>
<p>Ma non mi hai risposto circa il razzismo nazista e lo sterminio degli ebrei e la sua inspiegabile connessione con l&#8217;economia (nei termini da te ipotizzati).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82371</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 08:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>a beccalossi, in breve
"Dall’altra parte, anzi, credo sia abbastanza rischioso enfatizzare questa correlazione tra etnia e ruolo professionale: tradirebbe l’universalità del sindacalismo,"
non travisiamo il discorso, è evidente che la correlazione tra etnia e attività professionale ha senso all'interno di un'analisi dello sfruttamento e dello scambio ineguale; il razzismo è una forma che accompagna sempre, legittimandolo, lo sfruttamento, anche all'interno di uno stesso popolo: il borghese si sente "per natura" superiore al proletario. Andate a vedere come venivano descritti gli ambienti operai dell'Inghilterra durante il XIX secolo... Come ambienti "bestiali", di dissoluzione, immoralità, ecc. Seguire questo tuo discorso sarebbe come dire che la diversità delle diagnosi mediche non aiuta la missione universale della medicina che è quella di curare tutti i malati. Rimane comunque vero che la specializzazione in sé è uno degli elementi propri in generale delle società moderne basate su una crescente differenziazione del lavoro.

a beppe:
"Infine Andrea Inglese è vero che un lavoratore straniero ha li setssi diritti al lavoro di un lavoratore italiano, il problema è il livello di sostenibilità del sistema. E’ inutile dire che ci dovrebbe essere trippa per tutti: e se non c’è? che si fa?"
Una più completa risposta provo a darla nella seconda parte del post, ma in definitiva tutto il discorso che ho iniziato dovrebbe smontare la domanda cosi come la poni.
Com'è ^possibile non rendersi conto che il sistema è sostenibile per l'imprenditore che usa la forza lavoro dell'immigrato e DIVENTA di colpo insostenibile quando bisognerebbe considerare questo lavoratore come un qualsiasi altro lavoratore. Tu, e tutti gli altri, parlate come se gli stranieri venissero qui in massa a girarsi i pollici. Ma state scherzando?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a beccalossi, in breve<br />
&#8220;Dall’altra parte, anzi, credo sia abbastanza rischioso enfatizzare questa correlazione tra etnia e ruolo professionale: tradirebbe l’universalità del sindacalismo,&#8221;<br />
non travisiamo il discorso, è evidente che la correlazione tra etnia e attività professionale ha senso all&#8217;interno di un&#8217;analisi dello sfruttamento e dello scambio ineguale; il razzismo è una forma che accompagna sempre, legittimandolo, lo sfruttamento, anche all&#8217;interno di uno stesso popolo: il borghese si sente &#8220;per natura&#8221; superiore al proletario. Andate a vedere come venivano descritti gli ambienti operai dell&#8217;Inghilterra durante il XIX secolo&#8230; Come ambienti &#8220;bestiali&#8221;, di dissoluzione, immoralità, ecc. Seguire questo tuo discorso sarebbe come dire che la diversità delle diagnosi mediche non aiuta la missione universale della medicina che è quella di curare tutti i malati. Rimane comunque vero che la specializzazione in sé è uno degli elementi propri in generale delle società moderne basate su una crescente differenziazione del lavoro.</p>
<p>a beppe:<br />
&#8220;Infine Andrea Inglese è vero che un lavoratore straniero ha li setssi diritti al lavoro di un lavoratore italiano, il problema è il livello di sostenibilità del sistema. E’ inutile dire che ci dovrebbe essere trippa per tutti: e se non c’è? che si fa?&#8221;<br />
Una più completa risposta provo a darla nella seconda parte del post, ma in definitiva tutto il discorso che ho iniziato dovrebbe smontare la domanda cosi come la poni.<br />
Com&#8217;è ^possibile non rendersi conto che il sistema è sostenibile per l&#8217;imprenditore che usa la forza lavoro dell&#8217;immigrato e DIVENTA di colpo insostenibile quando bisognerebbe considerare questo lavoratore come un qualsiasi altro lavoratore. Tu, e tutti gli altri, parlate come se gli stranieri venissero qui in massa a girarsi i pollici. Ma state scherzando?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82361</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 23:53:21 +0000</pubDate>
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		<description>il problema fondamentale è che l'uomo è capace di movimenti migratori, ma non è naturalmente portato a migrare. in altri termini, l'uomo non è il capitale: il capitale è capace di migrare, anzi è nato per questo. 
questa distinzione rende superflua ogni possibilità di libero mercato, ovvero di libero movimento degli input. gli input offrono diversi gradi di resistenza al movimento: ma l'inerzia dei fattori produttivi non è mai stata granchè presa in considerazione dalla teoria economica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il problema fondamentale è che l&#8217;uomo è capace di movimenti migratori, ma non è naturalmente portato a migrare. in altri termini, l&#8217;uomo non è il capitale: il capitale è capace di migrare, anzi è nato per questo.<br />
questa distinzione rende superflua ogni possibilità di libero mercato, ovvero di libero movimento degli input. gli input offrono diversi gradi di resistenza al movimento: ma l&#8217;inerzia dei fattori produttivi non è mai stata granchè presa in considerazione dalla teoria economica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82358</link>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 23:31:28 +0000</pubDate>
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		<description>Le connessioni tra razzismo e i processi della produzione sono innegabili, ma la corrispondenza non è necessariamente biunivoca.

Nel razzismo c'è qualcosa di più. I padroni (oggi si dice imprenditori) non sono razzisti nei confronti dei loro operai, né Marx ha fatto della lotta di classe uno strumento di liberazione raziale (proletari di tutto il mondo). Lui dava per scontato che la posizione economica determinasse l'uguaglianza di tutti gli sfruttati. 
Sfruttare non è però necessariamente razzista. Potrebbe essere paternalistico, opportunistico, o giocoforza nelle relazioni economiche moderne.

Il razzismo è qualcosa che coinvolge necessariamente anche e soprattutto la sfera esistenziale e psicologica di chi prova il sentimento (il raziato lo subisce). 
Arroganza, paura, superbia, chiusura mentale...

Che dire poi del nazismo che degli ebrei non voleva nemmeno fare dei lavoratori sfruttati, ma semplicemente voleva eliminarli tutti (qual'era il senso economico dell'operazione?).

Infine Andrea Inglese è vero che un lavoratore straniero ha li setssi diritti al lavoro di un lavoratore italiano, il problema è il livello di sostenibilità del sistema. E' inutile dire che ci dovrebbe essere trippa per tutti: e se non c'è? che si fa?

La preoccupazione sull'incapacità del sistema economico italiano di essere in grado di reggere l'urto provocato dall'arrivo di grandi masse di stranieri sul sistema, non è razzismo.
La domanda è: ma un sistema economico è incapace o lo si rende incapace di recepire i flussi migratori? E se fosse incapace, forse significherebbe che non è un sistema moderno capace di cogliere le opportunità e di crescere?
In questo caso essere razzisti significherebbe perdere il treno dello sviluppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le connessioni tra razzismo e i processi della produzione sono innegabili, ma la corrispondenza non è necessariamente biunivoca.</p>
<p>Nel razzismo c&#8217;è qualcosa di più. I padroni (oggi si dice imprenditori) non sono razzisti nei confronti dei loro operai, né Marx ha fatto della lotta di classe uno strumento di liberazione raziale (proletari di tutto il mondo). Lui dava per scontato che la posizione economica determinasse l&#8217;uguaglianza di tutti gli sfruttati.<br />
Sfruttare non è però necessariamente razzista. Potrebbe essere paternalistico, opportunistico, o giocoforza nelle relazioni economiche moderne.</p>
<p>Il razzismo è qualcosa che coinvolge necessariamente anche e soprattutto la sfera esistenziale e psicologica di chi prova il sentimento (il raziato lo subisce).<br />
Arroganza, paura, superbia, chiusura mentale&#8230;</p>
<p>Che dire poi del nazismo che degli ebrei non voleva nemmeno fare dei lavoratori sfruttati, ma semplicemente voleva eliminarli tutti (qual&#8217;era il senso economico dell&#8217;operazione?).</p>
<p>Infine Andrea Inglese è vero che un lavoratore straniero ha li setssi diritti al lavoro di un lavoratore italiano, il problema è il livello di sostenibilità del sistema. E&#8217; inutile dire che ci dovrebbe essere trippa per tutti: e se non c&#8217;è? che si fa?</p>
<p>La preoccupazione sull&#8217;incapacità del sistema economico italiano di essere in grado di reggere l&#8217;urto provocato dall&#8217;arrivo di grandi masse di stranieri sul sistema, non è razzismo.<br />
La domanda è: ma un sistema economico è incapace o lo si rende incapace di recepire i flussi migratori? E se fosse incapace, forse significherebbe che non è un sistema moderno capace di cogliere le opportunità e di crescere?<br />
In questo caso essere razzisti significherebbe perdere il treno dello sviluppo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82338</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 17:56:52 +0000</pubDate>
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		<description>sono d'accordo con te, andrea (inglese: quindi anche tu sei straniero?) con quanto dici. ma non è una risposta alla mia domanda. 

quanto dici rispetto al razzismo, che giustificherebbe l'attribuzione di lavori sottopagati a determinati gruppi etnici, è ragionevole e veritiero, ma, di nuovo, non spiega la faccenda della specializzazione professionale o economica su base etnica. Spiega lo sfruttamento, ma non la specializzazione tecnica.

Piuttosto, lo vedo come una ennesima forma di imperialismo (capitalista): nè di esportazione, nè di importazione. Semplicemente imperialismo capitalista casalingo. Che distingue tra un mondo sviluppato e mondo "sottosviluppato", ma senza distinguere all'interno di quest'ultimo.  

E' vero che quanto ho dipinto (il concetto smithiano e ricardiano di scambio) è pressochè ideale, e che esistono forti contaminazioni al concetto, di più: distorsioni, falsità. Messe in luce da una certa economia filo marxista (ma non solo). 

Ma allora come spiegare, di nuovo, l'esistenza di aree metropolitane, regioni, distretti, nazioni, e quindi di popoli, di gruppi etnici, specializzati tecnicamente? (è una domanda che lascio vacante, altrimenti andiamo fuori tema). E non è questa specializzazione una risorsa?

Dall'altra parte, anzi, credo sia abbastanza rischioso enfatizzare questa correlazione tra etnia e ruolo professionale: tradirebbe l'universalità del sindacalismo, e potrebbe diventare di per sè pure razzista. Una vera sfida sindacale dovrebbe guardare al lavoratore sottopagato "del mondo", non solo a quello rumeno o ivoriano. All'idraulico sottopagato (ne esistono?), non solo a quello polacco. Allo stagista sottopagato, non solo a quello italiano. Il che presupporrebbe una revisione del concetto di "sindacato dei lavoratori", e l'adozione di nuove forme di sindacati internazionali: sfida, questa, a cui i sindacati nostrani, fondati su una base di consenso locale e circoscritta, mi sembrano del tutto impreparati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono d&#8217;accordo con te, andrea (inglese: quindi anche tu sei straniero?) con quanto dici. ma non è una risposta alla mia domanda. </p>
<p>quanto dici rispetto al razzismo, che giustificherebbe l&#8217;attribuzione di lavori sottopagati a determinati gruppi etnici, è ragionevole e veritiero, ma, di nuovo, non spiega la faccenda della specializzazione professionale o economica su base etnica. Spiega lo sfruttamento, ma non la specializzazione tecnica.</p>
<p>Piuttosto, lo vedo come una ennesima forma di imperialismo (capitalista): nè di esportazione, nè di importazione. Semplicemente imperialismo capitalista casalingo. Che distingue tra un mondo sviluppato e mondo &#8220;sottosviluppato&#8221;, ma senza distinguere all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo.  </p>
<p>E&#8217; vero che quanto ho dipinto (il concetto smithiano e ricardiano di scambio) è pressochè ideale, e che esistono forti contaminazioni al concetto, di più: distorsioni, falsità. Messe in luce da una certa economia filo marxista (ma non solo). </p>
<p>Ma allora come spiegare, di nuovo, l&#8217;esistenza di aree metropolitane, regioni, distretti, nazioni, e quindi di popoli, di gruppi etnici, specializzati tecnicamente? (è una domanda che lascio vacante, altrimenti andiamo fuori tema). E non è questa specializzazione una risorsa?</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, anzi, credo sia abbastanza rischioso enfatizzare questa correlazione tra etnia e ruolo professionale: tradirebbe l&#8217;universalità del sindacalismo, e potrebbe diventare di per sè pure razzista. Una vera sfida sindacale dovrebbe guardare al lavoratore sottopagato &#8220;del mondo&#8221;, non solo a quello rumeno o ivoriano. All&#8217;idraulico sottopagato (ne esistono?), non solo a quello polacco. Allo stagista sottopagato, non solo a quello italiano. Il che presupporrebbe una revisione del concetto di &#8220;sindacato dei lavoratori&#8221;, e l&#8217;adozione di nuove forme di sindacati internazionali: sfida, questa, a cui i sindacati nostrani, fondati su una base di consenso locale e circoscritta, mi sembrano del tutto impreparati.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82326</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 16:28:53 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla cittadinanza per nascita (dal sito www.stranieriinitalia.it)

È cittadino italiano per nascita:

1. il figlio di padre o madre italiani;

2. il figlio nato in Italia da genitori entrambi ignoti o apolidi (cioè "senza patria");

3. il figlio nato in Italia da genitori stranieri, ma solo se di uno Stato in cui la legge prevede che i figli non seguano la cittadinanza dei genitori (invece NON ACQUISTA LA CITTADINANZA chi è nato in Italia da genitori stranieri di uno Stato che prevede che i figli nati all’estero seguano la cittadinanza dei genitori, anche se attraverso dichiarazioni di volontà o formalità amministrative);

4. il figlio di ignoti trovato in Italia, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla cittadinanza per nascita (dal sito <a href="http://www.stranieriinitalia.it" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.stranieriinitalia.it');" rel="nofollow">http://www.stranieriinitalia.it</a>)</p>
<p>È cittadino italiano per nascita:</p>
<p>1. il figlio di padre o madre italiani;</p>
<p>2. il figlio nato in Italia da genitori entrambi ignoti o apolidi (cioè &#8220;senza patria&#8221;);</p>
<p>3. il figlio nato in Italia da genitori stranieri, ma solo se di uno Stato in cui la legge prevede che i figli non seguano la cittadinanza dei genitori (invece NON ACQUISTA LA CITTADINANZA chi è nato in Italia da genitori stranieri di uno Stato che prevede che i figli nati all’estero seguano la cittadinanza dei genitori, anche se attraverso dichiarazioni di volontà o formalità amministrative);</p>
<p>4. il figlio di ignoti trovato in Italia, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82310</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 14:30:13 +0000</pubDate>
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		<description>A conferma, ho riesumato questo vecchio articolo di Galeano. Dieci anni fa, era riferito alle metropoli sudamericane ma, come si vede, oggi va a pennello anche a noi. E' il moderno che avanza.
http://valterbinaghi.wordpress.com/2007/11/21/guerra-ai-poveri-di-eduardo-galeano/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A conferma, ho riesumato questo vecchio articolo di Galeano. Dieci anni fa, era riferito alle metropoli sudamericane ma, come si vede, oggi va a pennello anche a noi. E&#8217; il moderno che avanza.<br />
<a href="http://valterbinaghi.wordpress.com/2007/11/21/guerra-ai-poveri-di-eduardo-galeano/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/valterbinaghi.wordpress.com');" rel="nofollow">http://valterbinaghi.wordpress.com/2007/11/21/guerra-ai-poveri-di-eduardo-galeano/</a></p>
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	</item>
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		<title>Di: osservazioneempirica</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82308</link>
		<dc:creator>osservazioneempirica</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 14:22:12 +0000</pubDate>
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		<description>Minchia quant'è ignorante il Morgillo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Minchia quant&#8217;è ignorante il Morgillo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82303</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 13:32:54 +0000</pubDate>
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		<description>Dal 1999 la Germania applica lo ius soli, mi pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1999 la Germania applica lo ius soli, mi pare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82302</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 13:22:45 +0000</pubDate>
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		<description>Chi sono gli intellettuali italiani che scrivono fiction per il lettore archetipico?

A dire il vero non so neppure cos'è un lettore archetipico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sono gli intellettuali italiani che scrivono fiction per il lettore archetipico?</p>
<p>A dire il vero non so neppure cos&#8217;è un lettore archetipico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82300</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 12:42:43 +0000</pubDate>
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		<description>Blackjack, posso solo dirti che sei arrivato al nocciolo del problema. Senza fronzoli. L'immagine dei &lt;em&gt;bimbi apolidi&lt;/em&gt; è fortissima. Per me era scontato che questo non potesse mai accadere in Europa. E invece...
Sì, questo è &lt;strong&gt;razzismo&lt;/strong&gt;. Non stiamo parlando di &lt;em&gt;isterismi da estetisti&lt;/em&gt; (donne col velo, donne senza velo) ma di razzismo. Di sangue.

Gli intellettuali italiani, invece di scrivere fiction per il lettore archetipico, sognando un'intervista barbarica dalla Bignardi, dovrebbero fare previsioni sullo stato di salute del nostro paese fra venti anni. Forse meglio evadere le scadenze a medio-lungo termine, continuando a crogiolarsi nella merda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Blackjack, posso solo dirti che sei arrivato al nocciolo del problema. Senza fronzoli. L&#8217;immagine dei <em>bimbi apolidi</em> è fortissima. Per me era scontato che questo non potesse mai accadere in Europa. E invece&#8230;<br />
Sì, questo è <strong>razzismo</strong>. Non stiamo parlando di <em>isterismi da estetisti</em> (donne col velo, donne senza velo) ma di razzismo. Di sangue.</p>
<p>Gli intellettuali italiani, invece di scrivere fiction per il lettore archetipico, sognando un&#8217;intervista barbarica dalla Bignardi, dovrebbero fare previsioni sullo stato di salute del nostro paese fra venti anni. Forse meglio evadere le scadenze a medio-lungo termine, continuando a crogiolarsi nella merda.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82295</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 11:56:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82295</guid>
		<description>Alessandro: il PROBLEMA dei bimbi apolidi sarà il PROBLEMA dei prossimi anni e nessuno sta muovendo una foglia. Chi glielo spiega a questi, quando avranno 18 anni e anche prima, che, semplicemente: NON ESISTONO. Questo è razzismo!

Su questi temi dovrebbe muoversi il dibattito sul razzismo e su questi temi fondamentali si dovrebbe generare un movimento d'opinione; se non eri a conoscenza tu, di questa vicenda (e sei uno informato), prova a immaginare che livello di conoscenza esiste fra la gente comune.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro: il PROBLEMA dei bimbi apolidi sarà il PROBLEMA dei prossimi anni e nessuno sta muovendo una foglia. Chi glielo spiega a questi, quando avranno 18 anni e anche prima, che, semplicemente: NON ESISTONO. Questo è razzismo!</p>
<p>Su questi temi dovrebbe muoversi il dibattito sul razzismo e su questi temi fondamentali si dovrebbe generare un movimento d&#8217;opinione; se non eri a conoscenza tu, di questa vicenda (e sei uno informato), prova a immaginare che livello di conoscenza esiste fra la gente comune.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82287</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 10:32:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82287</guid>
		<description>&lt;strong&gt;P.S.&lt;/strong&gt; Biondillo, questa mattina sulla mia schermata non erano visibili i vostri pensieri oziosi. In ogni caso, mi sono documentato su Wikipedia, prima ancora di fare la battuta sul film di fantascienza... Fonte attendibile. Lunga vita alla Francia dove dal &lt;strong&gt;1515&lt;/strong&gt; vige lo &lt;em&gt;ius soli&lt;/em&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>P.S.</strong> Biondillo, questa mattina sulla mia schermata non erano visibili i vostri pensieri oziosi. In ogni caso, mi sono documentato su Wikipedia, prima ancora di fare la battuta sul film di fantascienza&#8230; Fonte attendibile. Lunga vita alla Francia dove dal <strong>1515</strong> vige lo <em>ius soli</em>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82286</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 10:24:16 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Se questo non è un film di fantascienza...&lt;/strong&gt;
Mi  verrebbe quasi da scrivere che l’Italia fra qualche anno avrà una popolazione senza popolo. Nonostante tutti continuino a  professarsi &lt;em&gt;nazionalpopolari&lt;/em&gt;.  A chi si rivolgeranno i conduttori televisivi? Necrofili al cittadino archetipico. Mummificato. Mummificati. Botulinici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se questo non è un film di fantascienza&#8230;</strong><br />
Mi  verrebbe quasi da scrivere che l’Italia fra qualche anno avrà una popolazione senza popolo. Nonostante tutti continuino a  professarsi <em>nazionalpopolari</em>.  A chi si rivolgeranno i conduttori televisivi? Necrofili al cittadino archetipico. Mummificato. Mummificati. Botulinici.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82281</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 09:54:09 +0000</pubDate>
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		<description>morgillo, hai letto il commento di stamattina (quello due volte sopra al tuo) di Pensieri Oziosi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>morgillo, hai letto il commento di stamattina (quello due volte sopra al tuo) di Pensieri Oziosi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82280</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 09:47:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82280</guid>
		<description>@ Blackjack
Mi stai dicendo che non sono italiani i figli che nascono nel nostro paese da stranieri senza cittadinanza? Insisto. Cos'è, un film di fantascienza?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Blackjack<br />
Mi stai dicendo che non sono italiani i figli che nascono nel nostro paese da stranieri senza cittadinanza? Insisto. Cos&#8217;è, un film di fantascienza?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82278</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 09:46:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82278</guid>
		<description>@ Blackjack
Mi stai dicendo che non sono italiani i figli che nascono nel nostro paese da stranieri senza cittadinanza? Insisto. Cos'è, un film di fantascienza?

i</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Blackjack<br />
Mi stai dicendo che non sono italiani i figli che nascono nel nostro paese da stranieri senza cittadinanza? Insisto. Cos&#8217;è, un film di fantascienza?</p>
<p>i</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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