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	<title>Commenti a: Bestie</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:10:26 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82876</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 19:33:22 +0000</pubDate>
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		<description>Sorprendente il sito segnalato da Pamela Canali. Ancora sul macello e non solo: http://www.ilmaleppeggio.it/01/articolo05.php</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sorprendente il sito segnalato da Pamela Canali. Ancora sul macello e non solo: <a href="http://www.ilmaleppeggio.it/01/articolo05.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilmaleppeggio.it');" rel="nofollow">http://www.ilmaleppeggio.it/01/articolo05.php</a></p>
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		<title>Di: Pamela Canali</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82841</link>
		<dc:creator>Pamela Canali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 10:56:36 +0000</pubDate>
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		<description>Un mio commento postato ieri intorno alle quattro di mattina è scomparso. Purtroppo l’avevo scritto solo qui e non posso recuperarlo. Sarà stato un problema tecnico o qualcuno si è sentito offeso? A me non sembra di aver offeso nessuno, neanche la gloriosa categoria sportiva dei pescatori. Forse è offensivo per loro dire che la morte dei pesci avviene per asfissia, dopo molte ore di agonia? Offensivo paragonare l’intelligenza di un animale a quella di un bambino, di diversa età a seconda della specie considerata? Offensivo per i bambini, i loro genitori e il genere umano tutto? Offensivo per un cane affermare che un maiale è più intelligente? Offensivo per certe sensibilità degustative dire che sono sei miliardi gli animali macellati ogni anno solo negli USA? Temendo di offendere qualcuno, mi limito a fornire un link. Chiunque voglia sapere come stanno veramente le cose sull’alimentazione umana, può informarsi qui: http://www.saicosamangi.info/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio commento postato ieri intorno alle quattro di mattina è scomparso. Purtroppo l’avevo scritto solo qui e non posso recuperarlo. Sarà stato un problema tecnico o qualcuno si è sentito offeso? A me non sembra di aver offeso nessuno, neanche la gloriosa categoria sportiva dei pescatori. Forse è offensivo per loro dire che la morte dei pesci avviene per asfissia, dopo molte ore di agonia? Offensivo paragonare l’intelligenza di un animale a quella di un bambino, di diversa età a seconda della specie considerata? Offensivo per i bambini, i loro genitori e il genere umano tutto? Offensivo per un cane affermare che un maiale è più intelligente? Offensivo per certe sensibilità degustative dire che sono sei miliardi gli animali macellati ogni anno solo negli USA? Temendo di offendere qualcuno, mi limito a fornire un link. Chiunque voglia sapere come stanno veramente le cose sull’alimentazione umana, può informarsi qui: <a href="http://www.saicosamangi.info/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.saicosamangi.info');" rel="nofollow">http://www.saicosamangi.info/</a></p>
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		<title>Di: violacolor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82831</link>
		<dc:creator>violacolor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 09:03:42 +0000</pubDate>
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		<description>uff
info tecnica
 il post mi dice spesso 'errore'
poi trovo il post doppione.
nn mi accade in altri blog.
ke succ ?
.)
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uff<br />
info tecnica<br />
 il post mi dice spesso &#8216;errore&#8217;<br />
poi trovo il post doppione.<br />
nn mi accade in altri blog.<br />
ke succ ?<br />
.)<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: violacolor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82830</link>
		<dc:creator>violacolor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 09:02:05 +0000</pubDate>
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		<description>se ci pensi bene la morte è tutto
...
anke se nn ci penso troppo   .)
...

ciao
v</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se ci pensi bene la morte è tutto<br />
&#8230;<br />
anke se nn ci penso troppo   .)<br />
&#8230;</p>
<p>ciao<br />
v</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: violacolor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82829</link>
		<dc:creator>violacolor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 08:59:18 +0000</pubDate>
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		<description>se ci pensio bene la morte  è tutto
....
anke senza pensarci troppo... .)


ciao
v</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se ci pensio bene la morte  è tutto<br />
&#8230;.<br />
anke senza pensarci troppo&#8230; .)</p>
<p>ciao<br />
v</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82803</link>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 20:51:04 +0000</pubDate>
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		<description>@ tashtego

se ci pensi bene la morte è tutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ tashtego</p>
<p>se ci pensi bene la morte è tutto.</p>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82786</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 17:07:00 +0000</pubDate>
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		<description>@beppe
tu scrivi "Ciò che ci accomuna agli animali è il terrore della morte."
più tutto il resto, aggiungo io, ma proprio tutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@beppe<br />
tu scrivi &#8220;Ciò che ci accomuna agli animali è il terrore della morte.&#8221;<br />
più tutto il resto, aggiungo io, ma proprio tutto.</p>
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		<title>Di: anton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82767</link>
		<dc:creator>anton</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 10:56:34 +0000</pubDate>
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		<description>Incondizionata ammirazione per Linnio Accorroni.
Il pezzo di The O.C. invece mi ha disgustato.
Il solito primo della classe, pero irrimediabilmente plebeo, che ci ricorda che "prima l'omo, poi l'animale"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Incondizionata ammirazione per Linnio Accorroni.<br />
Il pezzo di The O.C. invece mi ha disgustato.<br />
Il solito primo della classe, pero irrimediabilmente plebeo, che ci ricorda che &#8220;prima l&#8217;omo, poi l&#8217;animale&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82747</link>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 21:22:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ciò che ci accomuna agli animali è il terrore della morte.
Quello che mi sorprende è come quel terrore per noi dotati di intelligenza sia riferito alla perdita dell'identità, alla consapevolezza della fine di tutto.
Ma per un animale, che non sa cosa significhi esistere come soggetto e che la morte dissolve ogni pensiero, cos'è questa paura?
Mi viene in mente che la nostra paura di morire, al di là di tutti i ragionamenti sull'essere, sia esattamente uguale a quella delle bestie.
Ci crediamo tanto di più, ma nell'essenza vitale l'istinto è il medesimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che ci accomuna agli animali è il terrore della morte.<br />
Quello che mi sorprende è come quel terrore per noi dotati di intelligenza sia riferito alla perdita dell&#8217;identità, alla consapevolezza della fine di tutto.<br />
Ma per un animale, che non sa cosa significhi esistere come soggetto e che la morte dissolve ogni pensiero, cos&#8217;è questa paura?<br />
Mi viene in mente che la nostra paura di morire, al di là di tutti i ragionamenti sull&#8217;essere, sia esattamente uguale a quella delle bestie.<br />
Ci crediamo tanto di più, ma nell&#8217;essenza vitale l&#8217;istinto è il medesimo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cappuccetto rosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82745</link>
		<dc:creator>Cappuccetto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 20:39:14 +0000</pubDate>
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		<description>e i poveri pesci?

la verità è che
siamo tutti bestie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e i poveri pesci?</p>
<p>la verità è che<br />
siamo tutti bestie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pamela Canali</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82734</link>
		<dc:creator>Pamela Canali</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 17:20:42 +0000</pubDate>
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		<description>Per la funambola. E’ facile non avere sensi di colpa: quando fai la spesa, invece del cadavere di un pollo morto ammazzato, metti nel carrello dei legumi, magari le bibliche lenticchie, che valgono una primogenitura. Avrai la soddisfazione di non avere nel tuo frigo, nella tua cucina, nella tua casa sangue, terrore, sofferenza e morte.

Per elio-c: Non ho capito cosa vuoi dire con “stato di natura”. Molte specie di animali che alleviamo sono il risultato di una selezione forzata e probabilmente si estinguerebbero se lasciati liberi. Se con “stato di natura” intendi i loro lager, credo che nessun animale, come noialtri umani, gradisca essere privato prematuramente della vita. Io non credo che l’uomo, solo perché dotato di pollice opponibile e corde vocali, che gli hanno permesso di prevalere sulle altre specie del pianeta, abbia il diritto di provocare sofferenza e uccidere per futili motivi.
Quando parli di “addestrare i figli alla crudeltà”, non capisco.
Non c’è bisogno di “ingolfarci di alimenti sostitutivi”. Quelli che tu chiami sostitutivi, sono alimenti tradizionali. Piuttosto l’uomo occidentale, da qualche decennio, si ingolfa di alimenti sostitutivi dei legumi, provocandosi patologie cardiovascolari, neoplastiche e obesità. Io, quando ho fretta,  mi assicuro la mia dose di proteine aggiungendo piselli (surgelati) o farina di ceci, che cuoce in fretta ed è buona, ai miei piatti. Proteine si trovano anche nella frutta secca, nei cereali integrali, in alcune verdure. 
Ti assicuro elio-c, che dopo aver abbandonato l’alimentazione a cui sei abituato, non sentirai più la mancanza di certi sapori, anzi detesterai l’odore di carne cotta, ti darà la nausea il sapore delle uova e del latte bovino, se per sbaglio mangerai qualcosa che li contiene. Questo accade a me e a molti altri vegan, probabilmente perché gli alimenti animali non sono naturali per l’uomo e, una volta persa l’abitudine, scatta la naturale repulsione.
Nel precedente commento ho scritto milioni di animali allevati. Non sono milioni ma miliardi, sei miliardi di animali macellati solo in USA ogni anno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per la funambola. E’ facile non avere sensi di colpa: quando fai la spesa, invece del cadavere di un pollo morto ammazzato, metti nel carrello dei legumi, magari le bibliche lenticchie, che valgono una primogenitura. Avrai la soddisfazione di non avere nel tuo frigo, nella tua cucina, nella tua casa sangue, terrore, sofferenza e morte.</p>
<p>Per elio-c: Non ho capito cosa vuoi dire con “stato di natura”. Molte specie di animali che alleviamo sono il risultato di una selezione forzata e probabilmente si estinguerebbero se lasciati liberi. Se con “stato di natura” intendi i loro lager, credo che nessun animale, come noialtri umani, gradisca essere privato prematuramente della vita. Io non credo che l’uomo, solo perché dotato di pollice opponibile e corde vocali, che gli hanno permesso di prevalere sulle altre specie del pianeta, abbia il diritto di provocare sofferenza e uccidere per futili motivi.<br />
Quando parli di “addestrare i figli alla crudeltà”, non capisco.<br />
Non c’è bisogno di “ingolfarci di alimenti sostitutivi”. Quelli che tu chiami sostitutivi, sono alimenti tradizionali. Piuttosto l’uomo occidentale, da qualche decennio, si ingolfa di alimenti sostitutivi dei legumi, provocandosi patologie cardiovascolari, neoplastiche e obesità. Io, quando ho fretta,  mi assicuro la mia dose di proteine aggiungendo piselli (surgelati) o farina di ceci, che cuoce in fretta ed è buona, ai miei piatti. Proteine si trovano anche nella frutta secca, nei cereali integrali, in alcune verdure.<br />
Ti assicuro elio-c, che dopo aver abbandonato l’alimentazione a cui sei abituato, non sentirai più la mancanza di certi sapori, anzi detesterai l’odore di carne cotta, ti darà la nausea il sapore delle uova e del latte bovino, se per sbaglio mangerai qualcosa che li contiene. Questo accade a me e a molti altri vegan, probabilmente perché gli alimenti animali non sono naturali per l’uomo e, una volta persa l’abitudine, scatta la naturale repulsione.<br />
Nel precedente commento ho scritto milioni di animali allevati. Non sono milioni ma miliardi, sei miliardi di animali macellati solo in USA ogni anno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: violacolor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82716</link>
		<dc:creator>violacolor</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 12:50:59 +0000</pubDate>
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		<description>articolo  self explaining. 
ke dire di piu...

forse una riflessione
forse un cambio di alimentazione
forse l uomo non ha capito di    n o n   essere il centro dell universo
.... forse ...


ciao a tutti
v</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>articolo  self explaining.<br />
ke dire di piu&#8230;</p>
<p>forse una riflessione<br />
forse un cambio di alimentazione<br />
forse l uomo non ha capito di    n o n   essere il centro dell universo<br />
&#8230;. forse &#8230;</p>
<p>ciao a tutti<br />
v</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio consoli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82700</link>
		<dc:creator>antonio consoli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 09:41:15 +0000</pubDate>
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		<description>@ elio, ho pensato anche io a Oliver Sacks e a quel brano. Risvegli ho finito di leggerlo qualche settimana fa. C'è moltissimo dentro quel libro. 

antonio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ elio, ho pensato anche io a Oliver Sacks e a quel brano. Risvegli ho finito di leggerlo qualche settimana fa. C&#8217;è moltissimo dentro quel libro. </p>
<p>antonio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82693</link>
		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 07:30:25 +0000</pubDate>
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		<description>Eppure ho l’impressione che il dolore del bufalo ferito sia molto simile a quello che proverei io portando ferite analoghe. Probabilmente mancherebbe la verbosa e filosofica angoscia per la propria unica ed irripetibile vita che se ne sta per andare, ma a livello di dolore “fisico” (che talvolta è così lancinante da non lasciare spazio a null’altro) ebbé: quando un’animale che ha sostanzialmente i nostri stessi nervi ed apparati urla di terrore e di dolore, penso sia identico a ciò che saremmo noi nel medesimo frangente. Quindi non mi sembra valida la similitudine con il cipressetto. 
Tirare abilmente il collo ad un pollo che si sia allevato in condizioni decenti (e non nei lager attuali) non mi comporterebbe alcun senso di colpa: la sua vita e la sua fine sarebbe quasi migliore di quella che incontrerebbe in uno “stato di natura”. Ma se Stefano insegnasse ai suoi figli ad approfittare della circostanza per giocare un poco con il pollo vivo, uccidendolo penosamente a pedate, allora il quadro per me cambierebbe. Sto comunque parlando di “sentimenti”, dunque di qualcosa che non posso pienamente “giustificare” (addestrare i figli alla crudeltà può avere valori “adattativi” entro specifici contesti). 
A livello razionale ci sarebbe da aggiungere che un moderato consumo di proteine animali ci evita di ingolfarci di alimenti sostitutivi: è più pratico e veloce, oltre che più piacevole (vedi “Buono da mangiare” di Marvin Harris).

@Antonio: temo tu abbia ragione, anche se preferivo di no. Ricordo, in un racconto di Olivers Sacks, la vicenda di una donna autistica che usava le sue doti “compensative” (talvolta correlate a tale condizione) nella progettazione di macelli che minimizzassero la sofferenza degli animali Mi piaceva sperare che questi progetti avessero incontrato un successo mondiale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure ho l’impressione che il dolore del bufalo ferito sia molto simile a quello che proverei io portando ferite analoghe. Probabilmente mancherebbe la verbosa e filosofica angoscia per la propria unica ed irripetibile vita che se ne sta per andare, ma a livello di dolore “fisico” (che talvolta è così lancinante da non lasciare spazio a null’altro) ebbé: quando un’animale che ha sostanzialmente i nostri stessi nervi ed apparati urla di terrore e di dolore, penso sia identico a ciò che saremmo noi nel medesimo frangente. Quindi non mi sembra valida la similitudine con il cipressetto.<br />
Tirare abilmente il collo ad un pollo che si sia allevato in condizioni decenti (e non nei lager attuali) non mi comporterebbe alcun senso di colpa: la sua vita e la sua fine sarebbe quasi migliore di quella che incontrerebbe in uno “stato di natura”. Ma se Stefano insegnasse ai suoi figli ad approfittare della circostanza per giocare un poco con il pollo vivo, uccidendolo penosamente a pedate, allora il quadro per me cambierebbe. Sto comunque parlando di “sentimenti”, dunque di qualcosa che non posso pienamente “giustificare” (addestrare i figli alla crudeltà può avere valori “adattativi” entro specifici contesti).<br />
A livello razionale ci sarebbe da aggiungere che un moderato consumo di proteine animali ci evita di ingolfarci di alimenti sostitutivi: è più pratico e veloce, oltre che più piacevole (vedi “Buono da mangiare” di Marvin Harris).</p>
<p>@Antonio: temo tu abbia ragione, anche se preferivo di no. Ricordo, in un racconto di Olivers Sacks, la vicenda di una donna autistica che usava le sue doti “compensative” (talvolta correlate a tale condizione) nella progettazione di macelli che minimizzassero la sofferenza degli animali Mi piaceva sperare che questi progetti avessero incontrato un successo mondiale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82688</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 23:34:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82688</guid>
		<description>la vita è davvero dura
e anche stasera che ho mangiato con appetito un petto di tacchino, vado a letto col mio senso di colpa.
non se ne può più.
la gente muore giorno dopo giorno per i sensi di colpa, certo è che gli animali non se la passano bene, ma noi umani quasi peggio.
ho molto apprezzato
baci
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la vita è davvero dura<br />
e anche stasera che ho mangiato con appetito un petto di tacchino, vado a letto col mio senso di colpa.<br />
non se ne può più.<br />
la gente muore giorno dopo giorno per i sensi di colpa, certo è che gli animali non se la passano bene, ma noi umani quasi peggio.<br />
ho molto apprezzato<br />
baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82687</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 23:32:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ho comprato il libricino della "Biblioteca minima" Adelphi. Molto toccante la lettera della Luxemburg, specie verso la fine quando, descrivendo il bufalo ferito scrive: "Oh mio povero bufalo, mio povero amato fratello, ce ne stiamo qui entrambi così impotenti e torpidi e siamo tutt'uno nel dolore, nella debolezza, nella nostalgia". E' evidente che la Luxemburg in quel caso attribuisce al bufalo una percezione del dolore molto umana, e dunque inverosimile. Chiunque abbia letto "L'anello di Re Salomone" di Konrad Lorenz - specialmente i due bellissimi capitoli "Pietà per gli animali" e "Armi e morale" - sa che è erroneo attribuire gli stessi parametri umani agli animali di altre specie. L'uomo non ha sviluppato le inibizioni innate che nelle altre specie animali sono funzionali alla conservazione della specie. La specie umana può far affidamento quasi esclusivamente sulle inibizioni di carattere culturale e sociale. Ed è proprio per questo motivo che l'argomentazione per cui la specie umana può fare quello che vuole delle altre specie si indebolisce. Perché la nostra cultura moderna ha acquisito una consapevolezza planetaria della vita, che comprende dunque tutte le specie che abitano questo pianeta. L'inibizione sociale e culturale che ci dovrebbe spingere a non uccidere un nostro simile, ci dovrebbe nella stessa misura rendere sensibili alla distruzione di qualsiasi altra forma di vita. (Sappiamo, purtroppo, tristemente, che non è così). D'altra parte, dal punto di vista dell'alimentazione, le nostre conoscenze scientifiche ci consentono di sviluppare delle valide, e anche più salutari, alternative al consumo di carne di altre specie.
Il commovente brano della Luxemburg era invece un pretesto, o una figura retorica, per parlare della sua triste condizione, portando il discorso su un piano assoluto e dunque etico.  La Luxemburg parlava al bufalo ferito come Carducci parlava coi suoi cipressetti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho comprato il libricino della &#8220;Biblioteca minima&#8221; Adelphi. Molto toccante la lettera della Luxemburg, specie verso la fine quando, descrivendo il bufalo ferito scrive: &#8220;Oh mio povero bufalo, mio povero amato fratello, ce ne stiamo qui entrambi così impotenti e torpidi e siamo tutt&#8217;uno nel dolore, nella debolezza, nella nostalgia&#8221;. E&#8217; evidente che la Luxemburg in quel caso attribuisce al bufalo una percezione del dolore molto umana, e dunque inverosimile. Chiunque abbia letto &#8220;L&#8217;anello di Re Salomone&#8221; di Konrad Lorenz - specialmente i due bellissimi capitoli &#8220;Pietà per gli animali&#8221; e &#8220;Armi e morale&#8221; - sa che è erroneo attribuire gli stessi parametri umani agli animali di altre specie. L&#8217;uomo non ha sviluppato le inibizioni innate che nelle altre specie animali sono funzionali alla conservazione della specie. La specie umana può far affidamento quasi esclusivamente sulle inibizioni di carattere culturale e sociale. Ed è proprio per questo motivo che l&#8217;argomentazione per cui la specie umana può fare quello che vuole delle altre specie si indebolisce. Perché la nostra cultura moderna ha acquisito una consapevolezza planetaria della vita, che comprende dunque tutte le specie che abitano questo pianeta. L&#8217;inibizione sociale e culturale che ci dovrebbe spingere a non uccidere un nostro simile, ci dovrebbe nella stessa misura rendere sensibili alla distruzione di qualsiasi altra forma di vita. (Sappiamo, purtroppo, tristemente, che non è così). D&#8217;altra parte, dal punto di vista dell&#8217;alimentazione, le nostre conoscenze scientifiche ci consentono di sviluppare delle valide, e anche più salutari, alternative al consumo di carne di altre specie.<br />
Il commovente brano della Luxemburg era invece un pretesto, o una figura retorica, per parlare della sua triste condizione, portando il discorso su un piano assoluto e dunque etico.  La Luxemburg parlava al bufalo ferito come Carducci parlava coi suoi cipressetti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pamela Canali</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82683</link>
		<dc:creator>Pamela Canali</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 21:22:29 +0000</pubDate>
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		<description>Nutrirsi di proteine animali non è necessario, anzi è dannoso. Trovo che sia un'usanza poco intelligente e primitiva, nonché estremamente crudele nei confronti di esseri senzienti, che provano paura e dolore esattamente come noi. 
Sono milioni gli animali che l'uomo fa nascere, tiene in vita in condizioni terribili, tortura e mutila, prima di ucciderli e cibarsene, utilizzando anche i loro prodotti.
Gli animali carnivori non hanno scelta, sono costretti ad uccidere per sopravvivere. I frugivori, come voi e me, tradiscono la loro natura nutrendosi di proteine animali.
Mangiare animali e i loro prodotti è tradizione, uso diffusissimo, ma questo non significa che sia la cosa più intelligente, più giusta da fare. Noi possiamo scegliere, scegliere un mondo diverso e un diverso rapporto con la natura e gli animali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nutrirsi di proteine animali non è necessario, anzi è dannoso. Trovo che sia un&#8217;usanza poco intelligente e primitiva, nonché estremamente crudele nei confronti di esseri senzienti, che provano paura e dolore esattamente come noi.<br />
Sono milioni gli animali che l&#8217;uomo fa nascere, tiene in vita in condizioni terribili, tortura e mutila, prima di ucciderli e cibarsene, utilizzando anche i loro prodotti.<br />
Gli animali carnivori non hanno scelta, sono costretti ad uccidere per sopravvivere. I frugivori, come voi e me, tradiscono la loro natura nutrendosi di proteine animali.<br />
Mangiare animali e i loro prodotti è tradizione, uso diffusissimo, ma questo non significa che sia la cosa più intelligente, più giusta da fare. Noi possiamo scegliere, scegliere un mondo diverso e un diverso rapporto con la natura e gli animali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82674</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 18:02:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82674</guid>
		<description>@tahtego e stefano calosso
una persona che non si fa alcuna domanda mentre tira il collo ad un pollo nemmeno si ammanta di falsa coscienza. quel che è singolare è che stefano calosso, affermi che i tuoi pulcini amano la loro vita come tu stesso ami la tua. è sicuramente colpa della vita condominiale, ma non ho capito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tahtego e stefano calosso<br />
una persona che non si fa alcuna domanda mentre tira il collo ad un pollo nemmeno si ammanta di falsa coscienza. quel che è singolare è che stefano calosso, affermi che i tuoi pulcini amano la loro vita come tu stesso ami la tua. è sicuramente colpa della vita condominiale, ma non ho capito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano calosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82673</link>
		<dc:creator>stefano calosso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 17:59:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82673</guid>
		<description>@ Tashtego

l'uomo ha il suo posto nella natura, così come il pollo. Siamo attori sul palcoscenico della vita, in un rapporto di forze e pulsioni che non siamo stati noi a scegliere, tanto quanto non abbiamo scelto di venire al mondo. In questo post viene illustrato benissimo come l'uomo abbia stravolto l'equilibrio di queste suddette forze e pulsioni.

"ma poi sei tu che tiri il collo al pollo.
e non il pollo a te."
scusa, ma non ti seguo: non vedo che senso possa avere applicare categorie di "democrazia" al rapporto uomo/animale quando sappiamo benissimo il potere enorme e devastante di cui l'uomo dispone nei confronti non solo degli animali ma del mondo intero. Applicherei piuttosto le categorie della responsabilità, in questo rapporto. Gli animali e la natura non conoscono la democrazia e soprattutto non la applicano: qui forse sta la "falsa coscienza".

&lt;i&gt;e se ami paragonarti a un “pollo in una gabbia di scintillanti luci e colori”,&lt;/i&gt;
non lo &lt;i&gt;amo&lt;/i&gt; particolarmente. È la triste realtà. Puoi dimostrarmi il contrario?
&lt;i&gt;tuttavia nessuno la domenica ti cerca per tirarti il collo.&lt;/i&gt;
sicuro, nessun pollo. Ma anche anche gli uomini conoscono i loro mattatoi: e noi tutti siamo qui nella parte dei macellai (ti risparmio l'elenco...)

Grazie per gli spunti, approfitto dell'occasione di questo breve scambio di battute per esprimerti i miei complimenti per l'intelligenza che contraddistingue i tuoi commenti, qui su NI, che leggo sempre con interesse. 

A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Tashtego</p>
<p>l&#8217;uomo ha il suo posto nella natura, così come il pollo. Siamo attori sul palcoscenico della vita, in un rapporto di forze e pulsioni che non siamo stati noi a scegliere, tanto quanto non abbiamo scelto di venire al mondo. In questo post viene illustrato benissimo come l&#8217;uomo abbia stravolto l&#8217;equilibrio di queste suddette forze e pulsioni.</p>
<p>&#8220;ma poi sei tu che tiri il collo al pollo.<br />
e non il pollo a te.&#8221;<br />
scusa, ma non ti seguo: non vedo che senso possa avere applicare categorie di &#8220;democrazia&#8221; al rapporto uomo/animale quando sappiamo benissimo il potere enorme e devastante di cui l&#8217;uomo dispone nei confronti non solo degli animali ma del mondo intero. Applicherei piuttosto le categorie della responsabilità, in questo rapporto. Gli animali e la natura non conoscono la democrazia e soprattutto non la applicano: qui forse sta la &#8220;falsa coscienza&#8221;.</p>
<p><i>e se ami paragonarti a un “pollo in una gabbia di scintillanti luci e colori”,</i><br />
non lo <i>amo</i> particolarmente. È la triste realtà. Puoi dimostrarmi il contrario?<br />
<i>tuttavia nessuno la domenica ti cerca per tirarti il collo.</i><br />
sicuro, nessun pollo. Ma anche anche gli uomini conoscono i loro mattatoi: e noi tutti siamo qui nella parte dei macellai (ti risparmio l&#8217;elenco&#8230;)</p>
<p>Grazie per gli spunti, approfitto dell&#8217;occasione di questo breve scambio di battute per esprimerti i miei complimenti per l&#8217;intelligenza che contraddistingue i tuoi commenti, qui su NI, che leggo sempre con interesse. </p>
<p>A presto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82669</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 17:19:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82669</guid>
		<description>ignoriamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ignoriamo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82668</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 17:17:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82668</guid>
		<description>@stefano calosso
"La vita attraversa entrambi: passa veloce, e in silenzio".
ok.
ma poi sei tu che tiri il collo al pollo.
e non il pollo a te.
e se ami paragonarti a un "pollo in una gabbia di scintillanti luci e colori", tuttavia nessuno la domenica ti cerca per tirarti il collo.
non è che non veda alcune insanabili contraddizioni tra il gusto e la sostanza delle proteine e il torturare e l'uccidere animali, però non occorre ammantarsi di falsa coscienza: possiamo tranquillamnte dirci che gli imperativi etici che applichiamo tra noi ominidi, li ignioriamo con gli animali e questo col placet del pensiero giudaico/cristiano.
intanto il sangue animale scorre a fiumi alle periferie delle nostre città: almeno saperlo, dirselo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@stefano calosso<br />
&#8220;La vita attraversa entrambi: passa veloce, e in silenzio&#8221;.<br />
ok.<br />
ma poi sei tu che tiri il collo al pollo.<br />
e non il pollo a te.<br />
e se ami paragonarti a un &#8220;pollo in una gabbia di scintillanti luci e colori&#8221;, tuttavia nessuno la domenica ti cerca per tirarti il collo.<br />
non è che non veda alcune insanabili contraddizioni tra il gusto e la sostanza delle proteine e il torturare e l&#8217;uccidere animali, però non occorre ammantarsi di falsa coscienza: possiamo tranquillamnte dirci che gli imperativi etici che applichiamo tra noi ominidi, li ignioriamo con gli animali e questo col placet del pensiero giudaico/cristiano.<br />
intanto il sangue animale scorre a fiumi alle periferie delle nostre città: almeno saperlo, dirselo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82667</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 16:54:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82667</guid>
		<description>Pelle sangue e cervello. L'atto di donare il sangue ti buca la pelle e si fa con cervello. Ne lascerei una minima percentuale in funzione, sul macello. Inconsapevoli che offrono sangue, mentre langue il loro cervello. Alle volte mangiamo anche quello. Tra muggiti, carne e montagne di sterco proviamo ad aprirci un varco. Spesso siamo ciccia di porco, in ognuno di noi c'è un po' di orco. Sono tanti, li alleviamo, diamo loro da mangiare. Quando poi li amazziamo, nulla, di essi è da sprecare. A rito finito, in tutta onestà, è un demente silenzio a dover restare. E a dir la verità, nel centro polivalente ancora qualche lamento, si sente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pelle sangue e cervello. L&#8217;atto di donare il sangue ti buca la pelle e si fa con cervello. Ne lascerei una minima percentuale in funzione, sul macello. Inconsapevoli che offrono sangue, mentre langue il loro cervello. Alle volte mangiamo anche quello. Tra muggiti, carne e montagne di sterco proviamo ad aprirci un varco. Spesso siamo ciccia di porco, in ognuno di noi c&#8217;è un po&#8217; di orco. Sono tanti, li alleviamo, diamo loro da mangiare. Quando poi li amazziamo, nulla, di essi è da sprecare. A rito finito, in tutta onestà, è un demente silenzio a dover restare. E a dir la verità, nel centro polivalente ancora qualche lamento, si sente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano calosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82663</link>
		<dc:creator>stefano calosso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 15:45:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82663</guid>
		<description>errata corrige, riga 13
"acqua" e non "acua" :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>errata corrige, riga 13<br />
&#8220;acqua&#8221; e non &#8220;acua&#8221; :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano calosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82662</link>
		<dc:creator>stefano calosso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 15:42:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82662</guid>
		<description>La domenica a casa si mangia pollo. Questa mattina sono sceso nel pollaio, ne ho scelto uno di tre mesi, già "fatto", gli ho tirato il collo. Poi me lo sono spiumato con acqua bollente, l'ho aperto, ne ho tolto le interiora e con un coltello ben affilato l'ho fatto a pezzi. Come mi ha insegnato mio nonno, come ho sempre visto fare da mio padre. Non mi sento in colpa, nemmeno un po'... credo che il problema sia nel metodo, nelle macellazioni di massa fordiste come ho ben letto qui da qualche parte, nell'acquistare pezzi di cadavere animale avvolti in polistirolo e celophan e cibarsene. I pulcini che ho acquistato i primi di agosto, invece, li conosco ad uno ad uno, e tutte le mattine appena mi sveglio, ancora prima di far colazione, gli do da mangiare: gli scarti dell'orto e quelli vegetali della cucina, le briciole di pane che Valeria non butta mai quando si sparecchia tavola e un secchio di sabbia, fondamentale, l'acua fresca del pozzo. Imparano a riconoscere anche il mio passo, quando mi avvicino a loro. Credo amino la loro vita tanto quanto io amo la mia, pollo in una gabbia di scintillanti luci e colori. Ogni volta che uccido un animale del mio cortile sento di avere molte cose in comune con lui, ma non mi faccio alcuna domanda. La vita attraversa entrambi: passa veloce, e in silenzio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La domenica a casa si mangia pollo. Questa mattina sono sceso nel pollaio, ne ho scelto uno di tre mesi, già &#8220;fatto&#8221;, gli ho tirato il collo. Poi me lo sono spiumato con acqua bollente, l&#8217;ho aperto, ne ho tolto le interiora e con un coltello ben affilato l&#8217;ho fatto a pezzi. Come mi ha insegnato mio nonno, come ho sempre visto fare da mio padre. Non mi sento in colpa, nemmeno un po&#8217;&#8230; credo che il problema sia nel metodo, nelle macellazioni di massa fordiste come ho ben letto qui da qualche parte, nell&#8217;acquistare pezzi di cadavere animale avvolti in polistirolo e celophan e cibarsene. I pulcini che ho acquistato i primi di agosto, invece, li conosco ad uno ad uno, e tutte le mattine appena mi sveglio, ancora prima di far colazione, gli do da mangiare: gli scarti dell&#8217;orto e quelli vegetali della cucina, le briciole di pane che Valeria non butta mai quando si sparecchia tavola e un secchio di sabbia, fondamentale, l&#8217;acua fresca del pozzo. Imparano a riconoscere anche il mio passo, quando mi avvicino a loro. Credo amino la loro vita tanto quanto io amo la mia, pollo in una gabbia di scintillanti luci e colori. Ogni volta che uccido un animale del mio cortile sento di avere molte cose in comune con lui, ma non mi faccio alcuna domanda. La vita attraversa entrambi: passa veloce, e in silenzio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Morgan Palmas</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82656</link>
		<dc:creator>Morgan Palmas</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 15:00:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/24/bestie/#comment-82656</guid>
		<description>Vi consiglio Peter Singer.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi consiglio Peter Singer.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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