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	<title>Commenti a: McCarthy, ancora</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:16:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: emilio simonetti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84890</link>
		<dc:creator>emilio simonetti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 08:48:13 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo la cuspide + alta su cui mi sono trovato leggendo il libro: uno dei passi citati da Plessus del 15 dicembre. “Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? […] Alzarmi stamattina, disse.”
In questa frase trovo l'irresoluta alfa e omega del senso, con cui conbattiamo ogni giorno scrivendo, pensando, vivendo. Come dicevo, pensiero filosofico alto. Mi fa pensare al campo tensivo che apre l'incipit del Mito di Sisifo di Camus, a quello che chiama "l'unico problema filosofico veramente serio".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo la cuspide + alta su cui mi sono trovato leggendo il libro: uno dei passi citati da Plessus del 15 dicembre. “Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? […] Alzarmi stamattina, disse.”<br />
In questa frase trovo l&#8217;irresoluta alfa e omega del senso, con cui conbattiamo ogni giorno scrivendo, pensando, vivendo. Come dicevo, pensiero filosofico alto. Mi fa pensare al campo tensivo che apre l&#8217;incipit del Mito di Sisifo di Camus, a quello che chiama &#8220;l&#8217;unico problema filosofico veramente serio&#8221;.</p>
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		<title>Di: emilio simonetti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84889</link>
		<dc:creator>emilio simonetti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 08:11:21 +0000</pubDate>
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		<description>Proprio perché non consente interpretazioni univoche, è un capolavoro. Anche ermeuticamente perfetto, oltre che narrativamente riuscito, direi. Un vero libro-buca in cui cadiamo dentro, magari per caso, come è capitato a me (veramente dopo aver letto la recensione di Rovelli). Asciutto non meno che ispirato, essenziale quanto profondo, astratto e materiale. Proprio come un pensiero filosofico alto, cerebrale e viscerale. Se lo vuoi cogliere, non sfuggi agli ossimori. Appunto, imprendibile, come un vero capolavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio perché non consente interpretazioni univoche, è un capolavoro. Anche ermeuticamente perfetto, oltre che narrativamente riuscito, direi. Un vero libro-buca in cui cadiamo dentro, magari per caso, come è capitato a me (veramente dopo aver letto la recensione di Rovelli). Asciutto non meno che ispirato, essenziale quanto profondo, astratto e materiale. Proprio come un pensiero filosofico alto, cerebrale e viscerale. Se lo vuoi cogliere, non sfuggi agli ossimori. Appunto, imprendibile, come un vero capolavoro.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84368</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 13:02:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ho dovuto assentarmi, ma la discussione è andata avanti in maniera feconda... Se dovessi dire che cos'è il Bene (leggibile tanto in chiave trascendente quanto immanente) in quest'opera di McCarthy, è lo stesso perpetuarsi della Vita. Il suo conatus, in termini spinoziani.
ciao, alla prossima</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho dovuto assentarmi, ma la discussione è andata avanti in maniera feconda&#8230; Se dovessi dire che cos&#8217;è il Bene (leggibile tanto in chiave trascendente quanto immanente) in quest&#8217;opera di McCarthy, è lo stesso perpetuarsi della Vita. Il suo conatus, in termini spinoziani.<br />
ciao, alla prossima</p>
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		<title>Di: Nina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84287</link>
		<dc:creator>Nina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 12:19:46 +0000</pubDate>
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		<description>anche per me...
un saluto a Marco.
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche per me&#8230;<br />
un saluto a Marco.<br />
ciao</p>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84267</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 08:27:24 +0000</pubDate>
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		<description>Il momento più commovente per me è stato quando hanno trovato cibo, coperte, sapone e spazzola dentro al bunker. L'unico, breve ritorno del padre e del figlio ad una quotidianità perduta per sempre (ciò che è stato e non sarà più). La risposta alla tua domanda, Nina, la lascio volentieri a menti più attrezzate della mia. Dici che questo è un libro che insegna il bene. Sono d'accordo, ma non potrebbe essere altrimenti, non vi sono opzioni, manca la possibilità di scelta nel mondo di McCarthy. Sarebbero inimmaginabili padre e figlio che dialogano o si comportano in maniera diversa da quella raccontata. Proprio qui credo risieda la grandezza del romanzo: il modo con cui è raccontato il rapporto tra padre e figlio è l'unico modo con cui poteva essere raccontato. Altre ipotesi appaiono, semplicemente, sbagliate. Quanto a riflettere sul bene della vita, al buio che incombe sul mondo ... beh, potremmo veramente parlarne a lungo. Ma ho letto molta (secondo i miei modesti parametri) fantascienza, e potrei essere troppo dogmatico e poco obbiettivo sul tema. Ringrazio te e tutti gli altri per gli interessanti spunti di discussione. Salute e saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il momento più commovente per me è stato quando hanno trovato cibo, coperte, sapone e spazzola dentro al bunker. L&#8217;unico, breve ritorno del padre e del figlio ad una quotidianità perduta per sempre (ciò che è stato e non sarà più). La risposta alla tua domanda, Nina, la lascio volentieri a menti più attrezzate della mia. Dici che questo è un libro che insegna il bene. Sono d&#8217;accordo, ma non potrebbe essere altrimenti, non vi sono opzioni, manca la possibilità di scelta nel mondo di McCarthy. Sarebbero inimmaginabili padre e figlio che dialogano o si comportano in maniera diversa da quella raccontata. Proprio qui credo risieda la grandezza del romanzo: il modo con cui è raccontato il rapporto tra padre e figlio è l&#8217;unico modo con cui poteva essere raccontato. Altre ipotesi appaiono, semplicemente, sbagliate. Quanto a riflettere sul bene della vita, al buio che incombe sul mondo &#8230; beh, potremmo veramente parlarne a lungo. Ma ho letto molta (secondo i miei modesti parametri) fantascienza, e potrei essere troppo dogmatico e poco obbiettivo sul tema. Ringrazio te e tutti gli altri per gli interessanti spunti di discussione. Salute e saluti</p>
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		<title>Di: Nina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84266</link>
		<dc:creator>Nina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 07:06:06 +0000</pubDate>
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		<description>e aggiungo...

anche la tenacia del padre tradisce una fede profonda, quella di salvare suo figlio

e quindi ci si ritrova in entrambi!

ripeto, la sua non è semplice scrittura, è poesia nella scrittura....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e aggiungo&#8230;</p>
<p>anche la tenacia del padre tradisce una fede profonda, quella di salvare suo figlio</p>
<p>e quindi ci si ritrova in entrambi!</p>
<p>ripeto, la sua non è semplice scrittura, è poesia nella scrittura&#8230;.</p>
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		<title>Di: Nina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84265</link>
		<dc:creator>Nina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 06:43:42 +0000</pubDate>
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		<description>@Plessus, ciao

non è semplice spiegare qualcosa che si sente forte e che si vorrebbe trasmettere nella stessa misura....

ci sono dei passi nel libro che invitano a una profonda meditazione...
ti riporto questo che si trova a pag.25:
Su questa strada non c'è benedetta anima viva. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo.
Domanda: che differenza c'è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?

ma questo è solo un'esempio di quanto ci sia da riflettere in ogni frammento di verità contenuti nel libro in questione.

i momenti che ho sentito più forti sono stati la ricerca affannata, la ricerca dei beni primari per sopravvivere, il calore del fuoco, il cibo, l'acqua.
qui mi sono molto immedesimata nel bambino, il bambino che si aggrappa al padre come un Dio, ha bisogno di lui per la sua salvezza....
e quì si sente quella spiritualità che non si vede forse, ma proprio nella sua assenza si fa luce.

e viene spontaneo un confronto
con la nostra società di sprechi e consumi
viene da riflettere sul bene della vita
quello essenziale, quello del bambino che non conosce il male 
ma che il male circonda.

questo è un libro che insegna il bene.
e se non è religioso, fa si che si cerchi una luce, 
perchè un buio totale incombe sul mondo.

ciao
nina

p.s.
non smetterei mai di parlarne....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Plessus, ciao</p>
<p>non è semplice spiegare qualcosa che si sente forte e che si vorrebbe trasmettere nella stessa misura&#8230;.</p>
<p>ci sono dei passi nel libro che invitano a una profonda meditazione&#8230;<br />
ti riporto questo che si trova a pag.25:<br />
Su questa strada non c&#8217;è benedetta anima viva. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo.<br />
Domanda: che differenza c&#8217;è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?</p>
<p>ma questo è solo un&#8217;esempio di quanto ci sia da riflettere in ogni frammento di verità contenuti nel libro in questione.</p>
<p>i momenti che ho sentito più forti sono stati la ricerca affannata, la ricerca dei beni primari per sopravvivere, il calore del fuoco, il cibo, l&#8217;acqua.<br />
qui mi sono molto immedesimata nel bambino, il bambino che si aggrappa al padre come un Dio, ha bisogno di lui per la sua salvezza&#8230;.<br />
e quì si sente quella spiritualità che non si vede forse, ma proprio nella sua assenza si fa luce.</p>
<p>e viene spontaneo un confronto<br />
con la nostra società di sprechi e consumi<br />
viene da riflettere sul bene della vita<br />
quello essenziale, quello del bambino che non conosce il male<br />
ma che il male circonda.</p>
<p>questo è un libro che insegna il bene.<br />
e se non è religioso, fa si che si cerchi una luce,<br />
perchè un buio totale incombe sul mondo.</p>
<p>ciao<br />
nina</p>
<p>p.s.<br />
non smetterei mai di parlarne&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84255</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 19:16:33 +0000</pubDate>
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		<description>Nina, con La strada anch'io ho trovato un'osmosi con il romanzo che erano anni che non provavo, dai tempi antichi di Asimov e Tolkien. La manifesto con l’entusiasmo con cui sostengo le mie riflessioni. In questa storia ho cercato di individuare lemmi contenenti segnali contrari alla disperazione e lumicini di speranza in qualche aggettivo. Non ne ho trovati. E qui mi ricollego al senso del tragico richiamato all'inizio del post da Marco Rovelli. Il viaggio del padre e del figlio è in realtà una tragedia, figlia della più grande tragedia che possa capitare alla terra: l'annientamento dell'umanità. E del sole, la più potente assicurazione della speranza stipulata dal pianeta per i suoi abitanti umani, animali, vegetali e minerali. Il cammino e i dialoghi del padre e del figlio li vedrei, da ateo e materialista, come le uniche cose a cui si possono dedicare, le uniche due forme di sopravvivenza riservate ai due. L’alternativa è lasciarsi morire da fermi, di freddo e di inedia. Una rappresentazione mistica, non religiosa, dei dialoghi tra padre e figlio? Non so, non ci arrivo proprio. Ho sentito solo odore di essenza vitale e di morte totale. Non vedo neanche possibilità di sequel, al libro, nè di futuro civile. Se dovessi proprio immaginarmene uno, rappresenterei l’umanita più vicina ai selvaggi de La possibilità di un’isola descritti nelle ultime pagine di Houellebecq, che non a piccole comunità organizzate autosufficienti che coltivano il proprio orticello all’interno di recinti di difesa. Visto che senza sole le piante non crescono. Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nina, con La strada anch&#8217;io ho trovato un&#8217;osmosi con il romanzo che erano anni che non provavo, dai tempi antichi di Asimov e Tolkien. La manifesto con l’entusiasmo con cui sostengo le mie riflessioni. In questa storia ho cercato di individuare lemmi contenenti segnali contrari alla disperazione e lumicini di speranza in qualche aggettivo. Non ne ho trovati. E qui mi ricollego al senso del tragico richiamato all&#8217;inizio del post da Marco Rovelli. Il viaggio del padre e del figlio è in realtà una tragedia, figlia della più grande tragedia che possa capitare alla terra: l&#8217;annientamento dell&#8217;umanità. E del sole, la più potente assicurazione della speranza stipulata dal pianeta per i suoi abitanti umani, animali, vegetali e minerali. Il cammino e i dialoghi del padre e del figlio li vedrei, da ateo e materialista, come le uniche cose a cui si possono dedicare, le uniche due forme di sopravvivenza riservate ai due. L’alternativa è lasciarsi morire da fermi, di freddo e di inedia. Una rappresentazione mistica, non religiosa, dei dialoghi tra padre e figlio? Non so, non ci arrivo proprio. Ho sentito solo odore di essenza vitale e di morte totale. Non vedo neanche possibilità di sequel, al libro, nè di futuro civile. Se dovessi proprio immaginarmene uno, rappresenterei l’umanita più vicina ai selvaggi de La possibilità di un’isola descritti nelle ultime pagine di Houellebecq, che non a piccole comunità organizzate autosufficienti che coltivano il proprio orticello all’interno di recinti di difesa. Visto che senza sole le piante non crescono. Ciao</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giambo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84247</link>
		<dc:creator>giambo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 14:54:48 +0000</pubDate>
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		<description>C'è solo "La strada" su cui puoi contare,
"La strada" è l'unica salvezza...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è solo &#8220;La strada&#8221; su cui puoi contare,<br />
&#8220;La strada&#8221; è l&#8217;unica salvezza&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84228</link>
		<dc:creator>Nina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 21:12:27 +0000</pubDate>
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		<description>si può avere quell'impressione, in effetti, dovuta al linguaggio scarno e diretto....ma se ti lasci andare, se assorbi ogni dettaglio, sfumatura, poesia che traspare, se ti immedesimi nei panni del padre e del figlio, se soffri con loro, allora senti  - anche - quella presenza.

capita, quando si leggono certi libri, di trasferire una figura nella figura....
a me è successo con il padre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si può avere quell&#8217;impressione, in effetti, dovuta al linguaggio scarno e diretto&#8230;.ma se ti lasci andare, se assorbi ogni dettaglio, sfumatura, poesia che traspare, se ti immedesimi nei panni del padre e del figlio, se soffri con loro, allora senti  - anche - quella presenza.</p>
<p>capita, quando si leggono certi libri, di trasferire una figura nella figura&#8230;.<br />
a me è successo con il padre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84223</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 18:58:32 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Plessus &#187;&lt;/p&gt;Ti rispondo, da ateo mistico, che Dio è lo Spirito che corre tra le labbra del padre e le orecchie del figlio, la Forza che perpetua la Vita nonostante tutto - nonostante il Tutto, forse: ché Dio è proprio quell'eccedenza, quel Totalmente Altro, quel rischio paradossale di giocarla la Vita nonostante tutto. Dio è questo scandalo che tiene in piedi nonostante ogni Ragione sia contraria. E compare in quel finale ineffabile, dischiudendosi, dalla morte del padre, e tra/spirando oltre, dopo il compimento, in un nuovo inizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Plessus &raquo;</p>
<p>Ti rispondo, da ateo mistico, che Dio è lo Spirito che corre tra le labbra del padre e le orecchie del figlio, la Forza che perpetua la Vita nonostante tutto - nonostante il Tutto, forse: ché Dio è proprio quell&#8217;eccedenza, quel Totalmente Altro, quel rischio paradossale di giocarla la Vita nonostante tutto. Dio è questo scandalo che tiene in piedi nonostante ogni Ragione sia contraria. E compare in quel finale ineffabile, dischiudendosi, dalla morte del padre, e tra/spirando oltre, dopo il compimento, in un nuovo inizio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84221</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 18:23:46 +0000</pubDate>
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		<description>"Mi ascolti? Lo sai come si fa. Te la metti in bocca e la punti in su. Veloce e deciso."
"Si era preparato a morire, e ora che non sarebbe più morto ci doveva riflettere su."
"Dove gli uomini non riescono a vivere, gli dei non se la cavano certo meglio."
"Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? […] Alzarmi stamattina, disse."
Oddio (!), scusate tanto, ma non riesco, non riesco proprio a trovare nulla di attinente al religioso in questa grande, bellissima, commovente opera letteraria.
Sono io che non capisco, molto probabilmente. L'avrò letto superficialmente. Ma, rimanendo abbracciato alle parole del romanzo, non ho trovato nessun indizio, tantomeno nessuna prova a sostegno di un'interpretazione religiosa delle pagine di McCarthy. Il sole è sparito, piove, fa freddo, i protagonisti soffrono la fame, camminano sulla cenere, si devono difendere dai predoni, alberi e piante sono morti. E non raccontiamo il finale, nel rispetto di chi lo vuole ancora leggere. Dov'è Dio in queste pagine?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mi ascolti? Lo sai come si fa. Te la metti in bocca e la punti in su. Veloce e deciso.&#8221;<br />
&#8220;Si era preparato a morire, e ora che non sarebbe più morto ci doveva riflettere su.&#8221;<br />
&#8220;Dove gli uomini non riescono a vivere, gli dei non se la cavano certo meglio.&#8221;<br />
&#8220;Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? […] Alzarmi stamattina, disse.&#8221;<br />
Oddio (!), scusate tanto, ma non riesco, non riesco proprio a trovare nulla di attinente al religioso in questa grande, bellissima, commovente opera letteraria.<br />
Sono io che non capisco, molto probabilmente. L&#8217;avrò letto superficialmente. Ma, rimanendo abbracciato alle parole del romanzo, non ho trovato nessun indizio, tantomeno nessuna prova a sostegno di un&#8217;interpretazione religiosa delle pagine di McCarthy. Il sole è sparito, piove, fa freddo, i protagonisti soffrono la fame, camminano sulla cenere, si devono difendere dai predoni, alberi e piante sono morti. E non raccontiamo il finale, nel rispetto di chi lo vuole ancora leggere. Dov&#8217;è Dio in queste pagine?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84157</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 12:39:01 +0000</pubDate>
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		<description>Che bella questa comunità di gesti. Tino, il tuo gesto proteso allo schermo mi ha emozionato...
Luigi, io ero partito proprio di Meridiano di sangue, e mi aveva conquistato, dunque è difficile consigliarti. Leggo una continuità, pur nelle forti differenze: da un esodo interminato a un esodo interminato... Prova comunque Il buio fuori di cui scrivevo nel pezzo, è più vicino come stile, c'è la madre alla ricerca del figlio... Oppure Figlio di dio, l'innocenza di un unverso sadico... Poi c'è l'intera trilogia, a partire da Cavalli selvaggi (che sta, rispetto all'eccesso del meridiano di sangue, all'opposto, direi): lì lo Spirito spira tra il protagonista e il suo cavallo...un mega-romanzo di formazione sulla frontiera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che bella questa comunità di gesti. Tino, il tuo gesto proteso allo schermo mi ha emozionato&#8230;<br />
Luigi, io ero partito proprio di Meridiano di sangue, e mi aveva conquistato, dunque è difficile consigliarti. Leggo una continuità, pur nelle forti differenze: da un esodo interminato a un esodo interminato&#8230; Prova comunque Il buio fuori di cui scrivevo nel pezzo, è più vicino come stile, c&#8217;è la madre alla ricerca del figlio&#8230; Oppure Figlio di dio, l&#8217;innocenza di un unverso sadico&#8230; Poi c&#8217;è l&#8217;intera trilogia, a partire da Cavalli selvaggi (che sta, rispetto all&#8217;eccesso del meridiano di sangue, all&#8217;opposto, direi): lì lo Spirito spira tra il protagonista e il suo cavallo&#8230;un mega-romanzo di formazione sulla frontiera.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luigisocci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84154</link>
		<dc:creator>luigisocci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 12:13:45 +0000</pubDate>
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		<description>erano anni che i miei informatori di fiducia mi parlavano di mc carthy e finalmente, forse attratto dalla bandella che parlava, signorbonaventurescamente, del  milione di copie vendute americane ci sono cascato. e in effetti è il miglior romanzo, tra i contemporanei, che ho letto dai tempi della trilogia della kristof. la strada è un romanzo in cui, sebbene sia stato tolto quasi tutto, c'è ancora tutto. incoraggiato dal capolavorismo mi sono buttato a  pesce su altri romanzi del nostro ma meridiano di sangue mi ha dato un'impressione molto diversa virtuosistico eccessivo e barocco com'è. potete aiutarmi a muovermi nel di lui universo pregresso ?
luigisocci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>erano anni che i miei informatori di fiducia mi parlavano di mc carthy e finalmente, forse attratto dalla bandella che parlava, signorbonaventurescamente, del  milione di copie vendute americane ci sono cascato. e in effetti è il miglior romanzo, tra i contemporanei, che ho letto dai tempi della trilogia della kristof. la strada è un romanzo in cui, sebbene sia stato tolto quasi tutto, c&#8217;è ancora tutto. incoraggiato dal capolavorismo mi sono buttato a  pesce su altri romanzi del nostro ma meridiano di sangue mi ha dato un&#8217;impressione molto diversa virtuosistico eccessivo e barocco com&#8217;è. potete aiutarmi a muovermi nel di lui universo pregresso ?<br />
luigisocci</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tino S. Fila</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84093</link>
		<dc:creator>Tino S. Fila</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 01:11:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84093</guid>
		<description>@ David Frati

Parlare di senso "religioso" del libro, virgolettando il termine, oltretutto, non significa per forza ricondurre "quella" dimensione nell'alveo delle sue manifestazioni storiche, in particolare di quella cristiana, della quale, personalmente, ritrovo comunque ben poco nel romanzo, forse solo il riutilizzo in chiave narrativa di alcuni archetipi facilmente identificabili.

"Un giorno, magari, ci metteremo d'accordo sul significato del termine", era, appunto, una chiara presa di distanze dalle attribuzioni/appropriazioni indebite, e non solo quelle di parte americana.

E, comunque, la caciara fideistico-propagandistica del destrume, non può impedirmi di ritenerlo, come lo ritengo, un autentico capolavoro.

Buona notte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ David Frati</p>
<p>Parlare di senso &#8220;religioso&#8221; del libro, virgolettando il termine, oltretutto, non significa per forza ricondurre &#8220;quella&#8221; dimensione nell&#8217;alveo delle sue manifestazioni storiche, in particolare di quella cristiana, della quale, personalmente, ritrovo comunque ben poco nel romanzo, forse solo il riutilizzo in chiave narrativa di alcuni archetipi facilmente identificabili.</p>
<p>&#8220;Un giorno, magari, ci metteremo d&#8217;accordo sul significato del termine&#8221;, era, appunto, una chiara presa di distanze dalle attribuzioni/appropriazioni indebite, e non solo quelle di parte americana.</p>
<p>E, comunque, la caciara fideistico-propagandistica del destrume, non può impedirmi di ritenerlo, come lo ritengo, un autentico capolavoro.</p>
<p>Buona notte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: David Frati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84089</link>
		<dc:creator>David Frati</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 23:53:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84089</guid>
		<description>Non so ragazzi, davvero. (Sto parlando della religiosità de La strada).

Bisognerebbe chiedere al buon Cormac per essere sicuri, io come contributo alla discussione posso portare solo 

1) un'intervista in cui lo scrittore dice che il rapporto padre-figlio del romanzo vuol richiamare il suo (a più di 70 anni ha un figlio di 8) e a domanda "Lei crede in Dio?" risponde "Dipende da quale giorno me lo chiede". Boh, non so (letteralmente). 

La trovate a:  http://www.newwest.net/topic/article/oprah_interviews_cormac_mccarthy_a_play_by_play/C39/L39/


2) l'informazione che il romanzo è idolatrato da numerosi blog cristiani destrorsi di quelli americani, per capirci, che ne parlano manco fosse la Bibbia. E questo parrebbe dare ragione a voi.

3) ATTENZIONE SPOILER NON LEGGETE SE NON AVETE LETTO IL LIBRO. Molte recensioni 'spiritualiste' che leggo puntano molto sul fatto che il finale del libro trasuda speranza. Io francamente nel fatto che il padre muoia disperato, stanco e malato e il figlio - che pure ha l'appeal del piccolo messia, a tratti anche in modo caricaturale - finisca in mano a un gruppo di altri sopravvissuti dei quali nulla sappiamo ma che non promettono nulla di buono non è che ci veda proprio tutta 'sta speranza!

Per carità, magari questa è una potente allegoria del Verbo che si fa carne, per dire, ma mi pare solo una possibile interpretazione. Ce n'è anche una disperata, materialistica, atea.

Ma magari è un periodo mio che vedo tutto nero, eh :)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so ragazzi, davvero. (Sto parlando della religiosità de La strada).</p>
<p>Bisognerebbe chiedere al buon Cormac per essere sicuri, io come contributo alla discussione posso portare solo </p>
<p>1) un&#8217;intervista in cui lo scrittore dice che il rapporto padre-figlio del romanzo vuol richiamare il suo (a più di 70 anni ha un figlio di 8) e a domanda &#8220;Lei crede in Dio?&#8221; risponde &#8220;Dipende da quale giorno me lo chiede&#8221;. Boh, non so (letteralmente). </p>
<p>La trovate a:  <a href="http://www.newwest.net/topic/article/oprah_interviews_cormac_mccarthy_a_play_by_play/C39/L39/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.newwest.net');" rel="nofollow">http://www.newwest.net/topic/article/oprah_interviews_cormac_mccarthy_a_play_by_play/C39/L39/</a></p>
<p>2) l&#8217;informazione che il romanzo è idolatrato da numerosi blog cristiani destrorsi di quelli americani, per capirci, che ne parlano manco fosse la Bibbia. E questo parrebbe dare ragione a voi.</p>
<p>3) ATTENZIONE SPOILER NON LEGGETE SE NON AVETE LETTO IL LIBRO. Molte recensioni &#8217;spiritualiste&#8217; che leggo puntano molto sul fatto che il finale del libro trasuda speranza. Io francamente nel fatto che il padre muoia disperato, stanco e malato e il figlio - che pure ha l&#8217;appeal del piccolo messia, a tratti anche in modo caricaturale - finisca in mano a un gruppo di altri sopravvissuti dei quali nulla sappiamo ma che non promettono nulla di buono non è che ci veda proprio tutta &#8217;sta speranza!</p>
<p>Per carità, magari questa è una potente allegoria del Verbo che si fa carne, per dire, ma mi pare solo una possibile interpretazione. Ce n&#8217;è anche una disperata, materialistica, atea.</p>
<p>Ma magari è un periodo mio che vedo tutto nero, eh :)))</p>
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	<item>
		<title>Di: Tino S. Fila</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84085</link>
		<dc:creator>Tino S. Fila</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 21:41:55 +0000</pubDate>
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		<description>Concordano tutti, caro Rovelli, e concordo anch'io, almeno su due punti (il terzo non è un concordare, ma un partecipare l'emozione di un "rito" che mi accompagna da quando ero ragazzo):

1) "La strada" è un capolavoro;
2) è uno dei libri più profondamente "religiosi" che abbia letto nell'ultimo decennio (un giorno, magari, ci metteremo d'accordo sul significato del termine);

3) "Quando un romanzo mi piace davvero, finita la lettura resto qualche istante con la mano sulla copertina del libro appena chiuso, come a sacralizzarlo, e a costituire un resto, un “resto che resta” - e nel contempo a farmi benedire."

Quando ho letto la chiusa del tuo pezzo, ieri sera, sono rimasto annichilito di stupore per parecchi istanti e, pur essendo da solo, mi sono sentito all'interno di una comunità di senza nome e senza volto, lontani per sempre, forse, ma vicini in un gesto che ho ripetuto, senza potermelo impedire, allungando la mano verso lo schermo del computer.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordano tutti, caro Rovelli, e concordo anch&#8217;io, almeno su due punti (il terzo non è un concordare, ma un partecipare l&#8217;emozione di un &#8220;rito&#8221; che mi accompagna da quando ero ragazzo):</p>
<p>1) &#8220;La strada&#8221; è un capolavoro;<br />
2) è uno dei libri più profondamente &#8220;religiosi&#8221; che abbia letto nell&#8217;ultimo decennio (un giorno, magari, ci metteremo d&#8217;accordo sul significato del termine);</p>
<p>3) &#8220;Quando un romanzo mi piace davvero, finita la lettura resto qualche istante con la mano sulla copertina del libro appena chiuso, come a sacralizzarlo, e a costituire un resto, un “resto che resta” - e nel contempo a farmi benedire.&#8221;</p>
<p>Quando ho letto la chiusa del tuo pezzo, ieri sera, sono rimasto annichilito di stupore per parecchi istanti e, pur essendo da solo, mi sono sentito all&#8217;interno di una comunità di senza nome e senza volto, lontani per sempre, forse, ma vicini in un gesto che ho ripetuto, senza potermelo impedire, allungando la mano verso lo schermo del computer.</p>
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	<item>
		<title>Di: Cappuccetto rosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84066</link>
		<dc:creator>Cappuccetto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 16:19:49 +0000</pubDate>
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		<description>anche io concordo!!!
@Marco, 
ho ordinato il libro oggi stesso in biblioteca...
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche io concordo!!!<br />
@Marco,<br />
ho ordinato il libro oggi stesso in biblioteca&#8230;<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84052</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 13:10:32 +0000</pubDate>
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		<description>@marco
"Sull’ateismo di McCarthy non sono d’accordo, il suo in realtà è un romanzo profondamente disperato e insieme profondamente religioso (dunque radicato nella speranza): lo Spirito c’è eccome, e adempie al suo ruolo: Spira continuamente dal padre al figlio."

concordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@marco<br />
&#8220;Sull’ateismo di McCarthy non sono d’accordo, il suo in realtà è un romanzo profondamente disperato e insieme profondamente religioso (dunque radicato nella speranza): lo Spirito c’è eccome, e adempie al suo ruolo: Spira continuamente dal padre al figlio.&#8221;</p>
<p>concordo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84049</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 12:31:04 +0000</pubDate>
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		<description>@ David. Ho letto il tuo pezzo. Sulle cose che dici di Matheson e compagnia probabilmente hai ragione - a cominciare da me, io non ho mai letto di niente di costoro, e me ne dolgo. Sull'ateismo di McCarthy non sono d'accordo, il suo in realtà è un romanzo profondamente disperato e insieme profondamente religioso (dunque radicato nella speranza): lo Spirito c'è eccome, e adempie al suo ruolo: Spira continuamente dal padre al figlio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ David. Ho letto il tuo pezzo. Sulle cose che dici di Matheson e compagnia probabilmente hai ragione - a cominciare da me, io non ho mai letto di niente di costoro, e me ne dolgo. Sull&#8217;ateismo di McCarthy non sono d&#8217;accordo, il suo in realtà è un romanzo profondamente disperato e insieme profondamente religioso (dunque radicato nella speranza): lo Spirito c&#8217;è eccome, e adempie al suo ruolo: Spira continuamente dal padre al figlio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: David Frati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84041</link>
		<dc:creator>David Frati</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 11:13:35 +0000</pubDate>
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		<description>Umilmente, http://mangialibri.com/?q=node/1749</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Umilmente, <a href="http://mangialibri.com/?q=node/1749" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/mangialibri.com');" rel="nofollow">http://mangialibri.com/?q=node/1749</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83995</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 21:13:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83995</guid>
		<description>Grazie, Andrea. Io e Giulio ci abbiamo investito molto su quel libro. E nonostante l'assenza di promozione non ne abbia fatto un successo commerciale (grosso eufemismo), la qualità dei lettori ci ha confermato di aver costruito un buon libro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Andrea. Io e Giulio ci abbiamo investito molto su quel libro. E nonostante l&#8217;assenza di promozione non ne abbia fatto un successo commerciale (grosso eufemismo), la qualità dei lettori ci ha confermato di aver costruito un buon libro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Garbin</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83986</link>
		<dc:creator>Andrea Garbin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 19:37:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83986</guid>
		<description>McCarthy è uno dei tanti autori che ho in lista d'attesa ma che non ho ancora avuto modo di leggere. Così mi invogli ancora di più.

Già che sono qui volevo complimentarmi con Marco. Sto leggendo i racconti de I persecutori, che mi ha dato Giulio, e L'oroscopo di Vlad è, tra quelli fino ad ora letti, uno dei miei preferiti.
Andrea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>McCarthy è uno dei tanti autori che ho in lista d&#8217;attesa ma che non ho ancora avuto modo di leggere. Così mi invogli ancora di più.</p>
<p>Già che sono qui volevo complimentarmi con Marco. Sto leggendo i racconti de I persecutori, che mi ha dato Giulio, e L&#8217;oroscopo di Vlad è, tra quelli fino ad ora letti, uno dei miei preferiti.<br />
Andrea.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83933</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 10:53:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83933</guid>
		<description>Hai ragione, Valter, la fuggevole e fragile grazia che di tanto in tanto compare (e che si mostra nel suo, sempre fuggevole, compimento alla fine della strada - una strada che però sta per reiniziare) è davvero come se incrinasse il cielo delle stelle fisse, come se mostrasse, ogni volta, un totalmente altro da quel ciclo immutabile di figure votate al fallimento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, Valter, la fuggevole e fragile grazia che di tanto in tanto compare (e che si mostra nel suo, sempre fuggevole, compimento alla fine della strada - una strada che però sta per reiniziare) è davvero come se incrinasse il cielo delle stelle fisse, come se mostrasse, ogni volta, un totalmente altro da quel ciclo immutabile di figure votate al fallimento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giulia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83923</link>
		<dc:creator>giulia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 09:39:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-83923</guid>
		<description>Anche a me pice molto, ma non ho ancora letto La strada, lo farò quanto prima, l'ho già in libreria. Giula</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me pice molto, ma non ho ancora letto La strada, lo farò quanto prima, l&#8217;ho già in libreria. Giula</p>
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