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	<title>Commenti a: Moleskine 5</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 01:58:40 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Angelo Lucini</title>
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		<dc:creator>Angelo Lucini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 04:58:21 +0000</pubDate>
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		<description>Sul monolite di Monza e soprattutto sulla sua simbolicità si veda anche "2001 Odissea nello spazio". Riguardo al libro con i Soppesamenti di Garufi, esiste già in rete "Iooooo e Borges":-/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul monolite di Monza e soprattutto sulla sua simbolicità si veda anche &#8220;2001 Odissea nello spazio&#8221;. Riguardo al libro con i Soppesamenti di Garufi, esiste già in rete &#8220;Iooooo e Borges&#8221;:-/</p>
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		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
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		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 20:05:33 +0000</pubDate>
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		<description>sig</description>
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		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84711</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 15:05:08 +0000</pubDate>
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		<description>Del monzese Paolo Mantegazza (1831-1910) ho scoperto di possedere il portentoso &lt;i&gt;Dizionario d'igiene per le famiglie&lt;/i&gt;, pubblicato nei Libri Scheiwiller nel 1985. Copio qui la conclusione della lunga voce "emancipazione": ".. A quelli che pretendono migliorare la condizione della donna spingendola sulle orme dell'uomo (come chi volesse consigliare una colomba a seguire il volo del falco) ripeteremo i quattro versi ammirabili di un poeta conosciuto:

Ah! Si la rêvérie était toujours possible!
Et si le sonnambule etandant la main
Ne trouvait pas toujours la nature inflexible
Qui lui heurte le front contre un pilier d'airain!

[lascio i piccoli errori d'ortografia dell'originale, &lt;i&gt;airain&lt;/i&gt; è la vecchia parola francese per bronzo, a.s.]

il pronto risultato che si avrebbe ove le donne venissero classificate come gli uomini in caste patentate di avvocati, di dottori, di contabili ecc., è che farebbero male la prima cosa che importa loro di far bene, cioè mettere al mondo dei figliuoli sani e robusti."
Sic.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Del monzese Paolo Mantegazza (1831-1910) ho scoperto di possedere il portentoso <i>Dizionario d&#8217;igiene per le famiglie</i>, pubblicato nei Libri Scheiwiller nel 1985. Copio qui la conclusione della lunga voce &#8220;emancipazione&#8221;: &#8220;.. A quelli che pretendono migliorare la condizione della donna spingendola sulle orme dell&#8217;uomo (come chi volesse consigliare una colomba a seguire il volo del falco) ripeteremo i quattro versi ammirabili di un poeta conosciuto:</p>
<p>Ah! Si la rêvérie était toujours possible!<br />
Et si le sonnambule etandant la main<br />
Ne trouvait pas toujours la nature inflexible<br />
Qui lui heurte le front contre un pilier d&#8217;airain!</p>
<p>[lascio i piccoli errori d'ortografia dell'originale, <i>airain</i> è la vecchia parola francese per bronzo, a.s.]</p>
<p>il pronto risultato che si avrebbe ove le donne venissero classificate come gli uomini in caste patentate di avvocati, di dottori, di contabili ecc., è che farebbero male la prima cosa che importa loro di far bene, cioè mettere al mondo dei figliuoli sani e robusti.&#8221;<br />
Sic.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Monia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84576</link>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 14:37:05 +0000</pubDate>
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		<description>Si avrà pur  bisogno di una guida, no?

http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888873891.html

Baci.
Monia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si avrà pur  bisogno di una guida, no?</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888873891.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.bol.it');" rel="nofollow">http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888873891.html</a></p>
<p>Baci.<br />
Monia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84572</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 11:00:22 +0000</pubDate>
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		<description>Orsola, che bellissima perla hai scovato. Sembra scritta oggi per l'oggi. A dimostrazione che ci raccontiamo sempre le solite fregnacce.
E che qui una volta era tutta campagna...
;-)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Orsola, che bellissima perla hai scovato. Sembra scritta oggi per l&#8217;oggi. A dimostrazione che ci raccontiamo sempre le solite fregnacce.<br />
E che qui una volta era tutta campagna&#8230;<br />
;-)))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: orsola puecher</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84564</link>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 10:01:13 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie di quest'occhio rovesciato sulle cose.

Del Mantegazza, così fecondo e proteiforme d'interessi,  riporto un irresitibile e ancora assai, ahimé, attuale consiglio datato 1894 da:

"L''arte di prender marito : per far seguito a "L'arte di prender moglie"

&lt;i&gt;IL MARITO LETTERATO.

Avrei dovuto mettere il marito letterato in compagnia del marito artista, col quale ha comuni molti caratteri; ma siccome ne ha di proprii e siccome d'altronde molti letterati non sono punto artisti, te ne parlerò a parte.
Ciò che ha di comune l'artista della penna con quegli altri che maneggiano il pennello o la stecca, è l'assoluta proibizione di essere mediocre, a meno di rassegnarsi a tutte le umiliazioni e a tutte le miserie, che con mano così feconda genera la mediocrità. Si può e spesso si deve mangiare il pane, anche se è cattivo, perchè il pane è necessario; ma l'arte è un oggetto di lusso e il lusso deve risplendere di tutti gli splendori del bello e del grande.
I poetini, gli scribaccini, gli autorini sono i nani del pensiero, i rachitici dell'arte, e non possono che ispirare la compassione, quando non riescono almeno coi loro aborti a farci ridere. 
Una volta il fare un libro pareva a tutti impresa eroica. Ci si pensava un anno almeno, prima di farlo; si impiegavano molti anni per scriverlo; e poi dopo lunghe incertezze e timori senza fine si osava lanciarlo sul mare tempestoso della pubblicità.
Oggi si fa un libro colla stessa facilità con cui si giuoca una partita a tresette, e gli autori nascono a centinaia, a migliaia, in una vera orgia di fecondità inesauribile.
Versi e giornali e romanzi pullulano nelle aiuole dei giardinetti arcadici o nei campi dell'analfabetismo universale e i bollettini bibliografici fanno volumi e la critica non ha neppur la fatica di mandare tutti questi aborti e questi parti immaturi al cimitero, perchè da sè stessi si uccidono e da sè stessi si seppelliscono.
È legge universale, che la mortalità è in ragione diretta della fecondità, e nelle famiglie dove nascon troppi figliuoli, il becchino e il prete hanno molto da fare.
Non sposar dunque mai un letterato mediocre. Soffrirai la miseria del pane e quella più crudele della sete insaziata di gloria.
Pur troppo tra noi le condizioni della letteratura sono ancora così miserabili, che anche gli scrittori di genio, che possono vivere della sola penna, son così pochi in Italia da poterli contare colle dita d'una mano sola. E anch'essi son passati attraverso un lungo e doloroso martirio prima di giungere alla gloria e alla fortuna.
I più, anche tra i migliori, son costretti a chiedere una cattedra o a darsi al giornalismo, per poter riunire decorosamente i due capi estremi del loro bilancio domestico.
Il letterato porta nell'ambiente della famiglia più fiori che frutti, ma anche i fiori sono una gran bella cosa; e tu passerai ore liete e poetiche, quando il tuo compagno ti leggerà commosso le ultime pagine d'un suo libro, ancor calde dell'amore della creazione, e spierà nei tuoi occhi l'emozione o il plauso.
E la sua coltura porterà nella conversazione della famiglia molte idealità, e tu e i tuoi figliuoli respirerete un'aria, che sa di primavera; e forse troverete che le gioie maggiori della vita son sempre quelle che costano meno, ma che germogliano da tutte le poesie del pensiero e dalle estasi del sentimento.

Sposa dunque pure anche un letterato, ma ch'egli sia sommo.&lt;/i&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie di quest&#8217;occhio rovesciato sulle cose.</p>
<p>Del Mantegazza, così fecondo e proteiforme d&#8217;interessi,  riporto un irresitibile e ancora assai, ahimé, attuale consiglio datato 1894 da:</p>
<p>&#8220;L&#8221;arte di prender marito : per far seguito a &#8220;L&#8217;arte di prender moglie&#8221;</p>
<p><i>IL MARITO LETTERATO.</p>
<p>Avrei dovuto mettere il marito letterato in compagnia del marito artista, col quale ha comuni molti caratteri; ma siccome ne ha di proprii e siccome d&#8217;altronde molti letterati non sono punto artisti, te ne parlerò a parte.<br />
Ciò che ha di comune l&#8217;artista della penna con quegli altri che maneggiano il pennello o la stecca, è l&#8217;assoluta proibizione di essere mediocre, a meno di rassegnarsi a tutte le umiliazioni e a tutte le miserie, che con mano così feconda genera la mediocrità. Si può e spesso si deve mangiare il pane, anche se è cattivo, perchè il pane è necessario; ma l&#8217;arte è un oggetto di lusso e il lusso deve risplendere di tutti gli splendori del bello e del grande.<br />
I poetini, gli scribaccini, gli autorini sono i nani del pensiero, i rachitici dell&#8217;arte, e non possono che ispirare la compassione, quando non riescono almeno coi loro aborti a farci ridere.<br />
Una volta il fare un libro pareva a tutti impresa eroica. Ci si pensava un anno almeno, prima di farlo; si impiegavano molti anni per scriverlo; e poi dopo lunghe incertezze e timori senza fine si osava lanciarlo sul mare tempestoso della pubblicità.<br />
Oggi si fa un libro colla stessa facilità con cui si giuoca una partita a tresette, e gli autori nascono a centinaia, a migliaia, in una vera orgia di fecondità inesauribile.<br />
Versi e giornali e romanzi pullulano nelle aiuole dei giardinetti arcadici o nei campi dell&#8217;analfabetismo universale e i bollettini bibliografici fanno volumi e la critica non ha neppur la fatica di mandare tutti questi aborti e questi parti immaturi al cimitero, perchè da sè stessi si uccidono e da sè stessi si seppelliscono.<br />
È legge universale, che la mortalità è in ragione diretta della fecondità, e nelle famiglie dove nascon troppi figliuoli, il becchino e il prete hanno molto da fare.<br />
Non sposar dunque mai un letterato mediocre. Soffrirai la miseria del pane e quella più crudele della sete insaziata di gloria.<br />
Pur troppo tra noi le condizioni della letteratura sono ancora così miserabili, che anche gli scrittori di genio, che possono vivere della sola penna, son così pochi in Italia da poterli contare colle dita d&#8217;una mano sola. E anch&#8217;essi son passati attraverso un lungo e doloroso martirio prima di giungere alla gloria e alla fortuna.<br />
I più, anche tra i migliori, son costretti a chiedere una cattedra o a darsi al giornalismo, per poter riunire decorosamente i due capi estremi del loro bilancio domestico.<br />
Il letterato porta nell&#8217;ambiente della famiglia più fiori che frutti, ma anche i fiori sono una gran bella cosa; e tu passerai ore liete e poetiche, quando il tuo compagno ti leggerà commosso le ultime pagine d&#8217;un suo libro, ancor calde dell&#8217;amore della creazione, e spierà nei tuoi occhi l&#8217;emozione o il plauso.<br />
E la sua coltura porterà nella conversazione della famiglia molte idealità, e tu e i tuoi figliuoli respirerete un&#8217;aria, che sa di primavera; e forse troverete che le gioie maggiori della vita son sempre quelle che costano meno, ma che germogliano da tutte le poesie del pensiero e dalle estasi del sentimento.</p>
<p>Sposa dunque pure anche un letterato, ma ch&#8217;egli sia sommo.</i></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84551</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 14:07:02 +0000</pubDate>
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		<description>il sommo Solmi in versione cannibale? 

nonno-stante

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il sommo Solmi in versione cannibale? </p>
<p>nonno-stante</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84542</link>
		<dc:creator>Il Solmi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 12:17:40 +0000</pubDate>
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		<description>essere sentimentali a natale è come essere grassi a tonga.

saluti,
rs</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>essere sentimentali a natale è come essere grassi a tonga.</p>
<p>saluti,<br />
rs</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84531</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 10:00:11 +0000</pubDate>
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		<description>Moleskine numero 5 mi piace tutta: gli specchi che soppesano (unione di ottica e gravità), l’indice minotaurico, i libri al peso, i posti dei vivi e quelli dei morti... l’unica volta che sono andata in quel senso è stato a Londra alla ricerca della tomba di Newton, era lì sul pavimento dell’abbazia di Westminster (all’epoca ero però un po’ polemica con lui, tutta infarcita di letture antiriduzionistiche a favore dei sistemi complessi analizzati alla Prigogine ecc. ) poi ho spostato l’occhio vicino e ho provato un’emozione intensissima (emozzione insensata come tutte le emozzioni) perché c’era la tomba di Darwin. Mi ha colpito molto scoprirlo così per caso, nell’ignoranza. 

Non riesco ancora a capacitarmi di come possa esistere una cosa come Nazione Indiana, è un regalo quotidiano, un Natale Ininterrotto 

vabbè oggi ‘so sentimentale...

baci e baci

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Moleskine numero 5 mi piace tutta: gli specchi che soppesano (unione di ottica e gravità), l’indice minotaurico, i libri al peso, i posti dei vivi e quelli dei morti&#8230; l’unica volta che sono andata in quel senso è stato a Londra alla ricerca della tomba di Newton, era lì sul pavimento dell’abbazia di Westminster (all’epoca ero però un po’ polemica con lui, tutta infarcita di letture antiriduzionistiche a favore dei sistemi complessi analizzati alla Prigogine ecc. ) poi ho spostato l’occhio vicino e ho provato un’emozione intensissima (emozzione insensata come tutte le emozzioni) perché c’era la tomba di Darwin. Mi ha colpito molto scoprirlo così per caso, nell’ignoranza. </p>
<p>Non riesco ancora a capacitarmi di come possa esistere una cosa come Nazione Indiana, è un regalo quotidiano, un Natale Ininterrotto </p>
<p>vabbè oggi ‘so sentimentale&#8230;</p>
<p>baci e baci</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: letturalenta &#187; Blog Archive &#187; Vero è ben, Pindemonte!</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84521</link>
		<dc:creator>letturalenta &#187; Blog Archive &#187; Vero è ben, Pindemonte!</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 23:19:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] questo post di Sergio Garufi su Nazione Indiana - e in particolare un riferimento ai sepolcri degli uomini illustri e ai luoghi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] questo post di Sergio Garufi su Nazione Indiana - e in particolare un riferimento ai sepolcri degli uomini illustri e ai luoghi [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84491</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 13:18:10 +0000</pubDate>
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		<description>@nadia
se e quando mi chiederanno di raccogliere in volume questi testi io sarò felicissimo di accettare la proposta.
@caracaterina
la seconda obiezione, quella sui confini, mi convince; un po' meno quella sulle tombe illustri. le rare volte che mi è capitato di visitarne qualcuna non ho trovato segni tangibili dei visitatori, che in genere sono più timidi di chi omaggia le rockstar defunte. su quella di celan non troverai mai ciò che si può trovare sulla tomba di jim morrison, per dirne uno. forse i poeti autorizzano forme di tributo diverse, meno appariscenti e più raccolte. 
@gunale
hai ragione, i confini continuano ad esistere. il fatto che pochi privilegiati ne siano esenti non significa che sono spariti.
@luminamenti
in effetti mantegazza è un personaggio che meriterebbe un'attenzione non solo provinciale. se fossi un editore l'indice minotaurico lo pubblicherei.
@lunkhead
le pause pranzo in biblioteca sono un altro modo di nutrirsi :-)

a voi e a franz, bartolomeo e antonello un grazie di cuore e i miei auguri di buone feste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@nadia<br />
se e quando mi chiederanno di raccogliere in volume questi testi io sarò felicissimo di accettare la proposta.<br />
@caracaterina<br />
la seconda obiezione, quella sui confini, mi convince; un po&#8217; meno quella sulle tombe illustri. le rare volte che mi è capitato di visitarne qualcuna non ho trovato segni tangibili dei visitatori, che in genere sono più timidi di chi omaggia le rockstar defunte. su quella di celan non troverai mai ciò che si può trovare sulla tomba di jim morrison, per dirne uno. forse i poeti autorizzano forme di tributo diverse, meno appariscenti e più raccolte.<br />
@gunale<br />
hai ragione, i confini continuano ad esistere. il fatto che pochi privilegiati ne siano esenti non significa che sono spariti.<br />
@luminamenti<br />
in effetti mantegazza è un personaggio che meriterebbe un&#8217;attenzione non solo provinciale. se fossi un editore l&#8217;indice minotaurico lo pubblicherei.<br />
@lunkhead<br />
le pause pranzo in biblioteca sono un altro modo di nutrirsi :-)</p>
<p>a voi e a franz, bartolomeo e antonello un grazie di cuore e i miei auguri di buone feste.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: caracaterina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84454</link>
		<dc:creator>caracaterina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 19:24:02 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante (e istruttivo ;)) come sempre. 
Mi sento però di spezzare una lancia in favore sia dei cimiteri dei grandi (no, non à la Foscolò) sia dei confini. 
Nei primi è pur ovvio che non ha senso ricercare la voce dei morti - a meno che non ci si trovi davanti a qualche tomba che ci si è scelti in vita - ma si trova molto, moltissimo, di ciò che pensano/dicono/ i vivi a proposito dei lì sepolti, della morte in generale, del proprio rapporto col passato, la memoria etc etc. E questo per me non è affatto privo di interesse.
Per quanto riguarda i secondi: la parola 'confine' andrebbe, mi pare, distinta dalla parola 'frontiera'. La seconda contiene un che di aggressivo, un af-frontarsi che davvero suggerisce un senso di identità escludente, mentre la prima, con quel prefisso con- dà l'dea di un affiancarsi, di un accordo ragionevole (una con-venzione) sul fatto che ciascuno, persona o comunità che sia, ha i suoi limiti,  è un'entità finita, cioè a termine. Il confine contiene, insomma, il tentativo di ovviare al senso di onnipotenza che sta dietro a ogni desiderio fusionale.
O no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante (e istruttivo ;)) come sempre.<br />
Mi sento però di spezzare una lancia in favore sia dei cimiteri dei grandi (no, non à la Foscolò) sia dei confini.<br />
Nei primi è pur ovvio che non ha senso ricercare la voce dei morti - a meno che non ci si trovi davanti a qualche tomba che ci si è scelti in vita - ma si trova molto, moltissimo, di ciò che pensano/dicono/ i vivi a proposito dei lì sepolti, della morte in generale, del proprio rapporto col passato, la memoria etc etc. E questo per me non è affatto privo di interesse.<br />
Per quanto riguarda i secondi: la parola &#8216;confine&#8217; andrebbe, mi pare, distinta dalla parola &#8216;frontiera&#8217;. La seconda contiene un che di aggressivo, un af-frontarsi che davvero suggerisce un senso di identità escludente, mentre la prima, con quel prefisso con- dà l&#8217;dea di un affiancarsi, di un accordo ragionevole (una con-venzione) sul fatto che ciascuno, persona o comunità che sia, ha i suoi limiti,  è un&#8217;entità finita, cioè a termine. Il confine contiene, insomma, il tentativo di ovviare al senso di onnipotenza che sta dietro a ogni desiderio fusionale.<br />
O no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84361</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 03:44:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84361</guid>
		<description>D'accordissimo - e non da oggi - con Nadia e Sparz. Devi farne un libro, assolutamente.
Oltre ai contenuti, amo molto questa scrittura: si sente che si è cresciuti con l'esempio di grandi maestri, e che ora si sa volare benissimo da soli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordissimo - e non da oggi - con Nadia e Sparz. Devi farne un libro, assolutamente.<br />
Oltre ai contenuti, amo molto questa scrittura: si sente che si è cresciuti con l&#8217;esempio di grandi maestri, e che ora si sa volare benissimo da soli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84356</link>
		<dc:creator>Bartolomeo Di Monaco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 22:01:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84356</guid>
		<description>Diversamente da te, Sergio, quando mi sono trovato vicino a luoghi dove erano sepolti i grandi artisti, ho fatto sempre in modo di far loro una visita. Il motivo: sentivo che era un omaggio dovuto proprio a quei resti mortali di uomini che avevano dato tanto.
Non me la sono mai sentita di passare loro vicino, senza sostare sulla loro tomba.
A presto.
Bart

P. S. Ci tengo a rivendicare di essere stato il primo (mi pare proprio così) ad annotare la bellezza di questi moleskine che mostrano di te un aspetto sensibile e intimo che prima era un po' "soffocato" dalla tua notevole cultura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diversamente da te, Sergio, quando mi sono trovato vicino a luoghi dove erano sepolti i grandi artisti, ho fatto sempre in modo di far loro una visita. Il motivo: sentivo che era un omaggio dovuto proprio a quei resti mortali di uomini che avevano dato tanto.<br />
Non me la sono mai sentita di passare loro vicino, senza sostare sulla loro tomba.<br />
A presto.<br />
Bart</p>
<p>P. S. Ci tengo a rivendicare di essere stato il primo (mi pare proprio così) ad annotare la bellezza di questi moleskine che mostrano di te un aspetto sensibile e intimo che prima era un po&#8217; &#8220;soffocato&#8221; dalla tua notevole cultura.</p>
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		<title>Di: Gunale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84355</link>
		<dc:creator>Gunale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 20:05:12 +0000</pubDate>
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		<description>Bello scritto, come le altre Moleskine. Solo, non sono convinto che "quelle barriere non esistono più, che quel sentiero si può percorrere liberamente". Continuano ad esistere, non solo metaforicamente; e continuano ad escludere, a mettere al bando.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello scritto, come le altre Moleskine. Solo, non sono convinto che &#8220;quelle barriere non esistono più, che quel sentiero si può percorrere liberamente&#8221;. Continuano ad esistere, non solo metaforicamente; e continuano ad escludere, a mettere al bando.</p>
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		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84353</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 19:32:39 +0000</pubDate>
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		<description>In qualche senso odeporico può ritenersi anche lo scritto di Magris &lt;i&gt;Un altro mare&lt;/i&gt;, che racconta il viaggio di Enrico Mreule in Argentina, Enrico era uno dei due grandi amici di Carlo Michelstaedter; lo cito perché Magris mi confidò che l'inizio di tutto fu la sua visita alla tomba di Mreule in un cimitero istriano.
Grazie Sergio, ancora. Ottima l'idea di Nadia di un volumetto di Moleskine!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In qualche senso odeporico può ritenersi anche lo scritto di Magris <i>Un altro mare</i>, che racconta il viaggio di Enrico Mreule in Argentina, Enrico era uno dei due grandi amici di Carlo Michelstaedter; lo cito perché Magris mi confidò che l&#8217;inizio di tutto fu la sua visita alla tomba di Mreule in un cimitero istriano.<br />
Grazie Sergio, ancora. Ottima l&#8217;idea di Nadia di un volumetto di Moleskine!</p>
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		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84348</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 14:54:05 +0000</pubDate>
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		<description>" I confini sono metafore gerarchiche, vengono concepiti per escludere, per mettere al bando. Oggi che quelle barriere non esistono più, che quel sentiero si può percorrere liberamente, penso che sarebbe giusto omaggiare in questo modo chi, come lui, incarnò meravigliosamente “la bellezza e la purezza dell’insuccesso”. "

Come sempre complimenti.
A quando la raccolta dei moleskine in un libro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; I confini sono metafore gerarchiche, vengono concepiti per escludere, per mettere al bando. Oggi che quelle barriere non esistono più, che quel sentiero si può percorrere liberamente, penso che sarebbe giusto omaggiare in questo modo chi, come lui, incarnò meravigliosamente “la bellezza e la purezza dell’insuccesso”. &#8221;</p>
<p>Come sempre complimenti.<br />
A quando la raccolta dei moleskine in un libro?</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84345</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 13:41:29 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è piaciuto molto questo saggio di garufi e ricordare soprattutto il patologo e antropologo Mantegazza mi sembra cosa utile perché molti non ne hanno mai sentito parlare. Influenzò persino freud con quel saggio sulle virtù igieniche e medicinali della coca. Ricordo quello straordianario romanzo utopico L'anno 3000. Sogno.  Il libro si fa leggere volentieri, è divertente e anche istruttivo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuto molto questo saggio di garufi e ricordare soprattutto il patologo e antropologo Mantegazza mi sembra cosa utile perché molti non ne hanno mai sentito parlare. Influenzò persino freud con quel saggio sulle virtù igieniche e medicinali della coca. Ricordo quello straordianario romanzo utopico L&#8217;anno 3000. Sogno.  Il libro si fa leggere volentieri, è divertente e anche istruttivo</p>
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		<title>Di: lunkhead</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/#comment-84337</link>
		<dc:creator>lunkhead</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 09:53:06 +0000</pubDate>
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		<description>Bello. Come sempre.

Condivido il disinteresse per le tombe illustri. L'unica volta in cui vidi Parigi, ad esempio, mi rifiutai di recarmi a Père Lachaise a visitare quelle di Apollinaire, di Proust e di Wilde. Prima di tutto perché non mi piace che i cimiteri divengano luoghi d'attrazione per turisti svagati: la morte è l'unica cosa davvero meritevole di rispetto. In secondo luogo, qualcuno riesce ad immaginare un luogo più stridente con uno scrittore o un poeta? Per chi ha composto versi immortali o scritto pagine che sopravviveranno a centinaia di generazioni, la morte è solo un banale incidente di percorso, che non attrae la mia attenzione. Quando leggo un grande autore, provo piacere nel notare quel talento, quel genio che lo rende dissimile e "superiore" rispetto ad ogni altro essere umano. Morire, invece, è cosa da tutti. 

Invidio moltissimo le pause pranzo in biblioteca, anche perché io sono una bibliofila nel senso letterale del termine. Amo i libri anche dal punto di vista fisico: mi piace il contatto con loro e il loro odore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello. Come sempre.</p>
<p>Condivido il disinteresse per le tombe illustri. L&#8217;unica volta in cui vidi Parigi, ad esempio, mi rifiutai di recarmi a Père Lachaise a visitare quelle di Apollinaire, di Proust e di Wilde. Prima di tutto perché non mi piace che i cimiteri divengano luoghi d&#8217;attrazione per turisti svagati: la morte è l&#8217;unica cosa davvero meritevole di rispetto. In secondo luogo, qualcuno riesce ad immaginare un luogo più stridente con uno scrittore o un poeta? Per chi ha composto versi immortali o scritto pagine che sopravviveranno a centinaia di generazioni, la morte è solo un banale incidente di percorso, che non attrae la mia attenzione. Quando leggo un grande autore, provo piacere nel notare quel talento, quel genio che lo rende dissimile e &#8220;superiore&#8221; rispetto ad ogni altro essere umano. Morire, invece, è cosa da tutti. </p>
<p>Invidio moltissimo le pause pranzo in biblioteca, anche perché io sono una bibliofila nel senso letterale del termine. Amo i libri anche dal punto di vista fisico: mi piace il contatto con loro e il loro odore.</p>
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