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	<title>Commenti a: I Modi Politici dell’Arte Contemporanea</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:08:03 +0000</pubDate>
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		<title>Di: miriam ravasio</title>
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		<dc:creator>miriam ravasio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 20:31:36 +0000</pubDate>
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		<description>@ Mattia Paganelli
L'arte contemporanea è soprattutto un sistema, o un operare per sistemi e fino a poco tempo fa, economicamente relativi, e oggi è anche un sistema turistico. Da  "Artisti si diventa" che Angela Vettese scrisse solo qualche anno fa, le cose sono cambiate ulteriormente; al sistema artista-gallerista-collezionista, oggi se ne affianca un altro, quello turistico (amministrazioni-imprese) che prevede e "regola" i grandi numeri dei visitatori delle grandi mostre e dei grandi eventi. Biennali, Triennali e Documenta si offrono solo in quanto tali; esposizioni di sé che offrono divertissement: a questi incontri ci si diverte! E, sotto certi aspetti, questo non è nemmeno male, ma ogni anno,il lavoro degli artisti si costringe sempre più in schemi che nulla hanno a che vedere con la ricerca, l'interazione, l'esplorazione, la sperimentazione e l'intuizione.
Sembra che la Memoria, quel bagaglio collettivo e individuale, a cui attingere  per la rielaborazioni dei dati  e per la ricerca di linguaggi e codici, si sia spenta per sempre o che addirittura non esista più. Ogni anno, anzi ,  ogni scadenza importante azzera, “resetta” l’esistente. Da ogni manifestazione si riparte, e verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere : ma dove arrivi se parti? Cantavano Cochi e Renato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mattia Paganelli<br />
L&#8217;arte contemporanea è soprattutto un sistema, o un operare per sistemi e fino a poco tempo fa, economicamente relativi, e oggi è anche un sistema turistico. Da  &#8220;Artisti si diventa&#8221; che Angela Vettese scrisse solo qualche anno fa, le cose sono cambiate ulteriormente; al sistema artista-gallerista-collezionista, oggi se ne affianca un altro, quello turistico (amministrazioni-imprese) che prevede e &#8220;regola&#8221; i grandi numeri dei visitatori delle grandi mostre e dei grandi eventi. Biennali, Triennali e Documenta si offrono solo in quanto tali; esposizioni di sé che offrono divertissement: a questi incontri ci si diverte! E, sotto certi aspetti, questo non è nemmeno male, ma ogni anno,il lavoro degli artisti si costringe sempre più in schemi che nulla hanno a che vedere con la ricerca, l&#8217;interazione, l&#8217;esplorazione, la sperimentazione e l&#8217;intuizione.<br />
Sembra che la Memoria, quel bagaglio collettivo e individuale, a cui attingere  per la rielaborazioni dei dati  e per la ricerca di linguaggi e codici, si sia spenta per sempre o che addirittura non esista più. Ogni anno, anzi ,  ogni scadenza importante azzera, “resetta” l’esistente. Da ogni manifestazione si riparte, e verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere : ma dove arrivi se parti? Cantavano Cochi e Renato.</p>
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		<title>Di: mattia paganelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84691</link>
		<dc:creator>mattia paganelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 08:26:50 +0000</pubDate>
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		<description>andrea,

credo che tu abbia messo in luce un altro aspetto molto importante: l'opposizione poesia - saggistica. la mia impressione è che ultimamente l'artista tenda ad essere un pò troppo un sociologo, a scapito della ricerca della qualità del suo linguaggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>andrea,</p>
<p>credo che tu abbia messo in luce un altro aspetto molto importante: l&#8217;opposizione poesia - saggistica. la mia impressione è che ultimamente l&#8217;artista tenda ad essere un pò troppo un sociologo, a scapito della ricerca della qualità del suo linguaggio.</p>
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		<title>Di: massey</title>
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		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 13:54:12 +0000</pubDate>
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		<description>congiuntivo imperfetto, per meglio dire
se oggi l'inter non vincesse 4-0 io sarei deluso e tenterei un altro asset forward</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>congiuntivo imperfetto, per meglio dire<br />
se oggi l&#8217;inter non vincesse 4-0 io sarei deluso e tenterei un altro asset forward</p>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84571</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 10:37:38 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mattia,
finalmente ho avuto oggi il tempo di leggere il tuo post. Molto bello e che sostanzialmente condivido. In ogni caso tocca una questione fondamentale. Io ho cercato di rifletterci, partendo dalla figura dello scrittore (www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/). E qui le cose si pongono in un'ottica diversa rispetto al mondo dell'arte. Ma ora sono di fretta, in ogni caso ne riparleremo. Quanto al modo "Congiuntivo", sono invece perfettamente d'accordo. Quando scrivo, in poesia o racconti / finzione / non posso che cercare di giungere al congiuntivo. E questo ovviamente pone una bella contraddizione rispetto alla scrittura invece saggistica, di taglio politico. (Un po' alla rinfusa per ora.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mattia,<br />
finalmente ho avuto oggi il tempo di leggere il tuo post. Molto bello e che sostanzialmente condivido. In ogni caso tocca una questione fondamentale. Io ho cercato di rifletterci, partendo dalla figura dello scrittore (www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/). E qui le cose si pongono in un&#8217;ottica diversa rispetto al mondo dell&#8217;arte. Ma ora sono di fretta, in ogni caso ne riparleremo. Quanto al modo &#8220;Congiuntivo&#8221;, sono invece perfettamente d&#8217;accordo. Quando scrivo, in poesia o racconti / finzione / non posso che cercare di giungere al congiuntivo. E questo ovviamente pone una bella contraddizione rispetto alla scrittura invece saggistica, di taglio politico. (Un po&#8217; alla rinfusa per ora.)</p>
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	<item>
		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84543</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 12:28:18 +0000</pubDate>
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		<description>condivido quello che hai detto, sia nel post che nei commenti. Ma l'osservazione sul congiuntivo è oziosa, buona per qualsiasi campo d'azione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido quello che hai detto, sia nel post che nei commenti. Ma l&#8217;osservazione sul congiuntivo è oziosa, buona per qualsiasi campo d&#8217;azione</p>
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		<title>Di: mattia paganelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84533</link>
		<dc:creator>mattia paganelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 11:23:47 +0000</pubDate>
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		<description>@ elio-c  
è vero ci sono dei presupposti mai esplicitati nel mio ragionamento. ne ero consapevole scrivendo. Sapevo di non poter giustificare tutto. Mi piacerebbe sapere quali tu individui. 
Però vorrei chiarire, se non lo era abbastanza nel testo, che io ho ragionato sulla qualità del linguaggio artistico, non sulla  legittimità delle intenzioni politiche. Di conseguenza è ovvio che il discorso e le azioni su cui si basa e a cui ritorna il mio ragionamento restano entro il perimetro dell'arte. Inoltre io  non ho una soluzione da proporre per salvare l'arte o il mondo, mi riferisco solo a episodi concreti, mettendo in evidenza dove secondo me la qualità artistica è maggiore o minore.
Non farti ingannare dall'immagine ideologica che l'arte sia un mondo patinato. Come in qualunque altra professione l'aggiornamento è fondamentale, altrimenti si resta tagliati fuori. Nemmeno tu leggeresti NI se non ti interessasse informarti e discutere di certe cose.

@ Lucio
mi interessa la tua rilettura in chiame più strettamente monetaria della questione. Hai ragione. Anzi forse si potrebbe ridurre tutto a questo nodo.

Gherardo, si può essere l'autore ad essere indicativo, anzi secondo me lo è sempre, lo siamo sempre, perché anch'io io faccio parte del novero di quelli che fanno queste cose.

Riguardo Sutherland, mi risulta abbastanza difficile guardare la pittura con questo tipo di lente critica. ma non definirei indicativo il suo modo di dipingere. Ahimé si, il congiuntivo manca in inglese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ elio-c<br />
è vero ci sono dei presupposti mai esplicitati nel mio ragionamento. ne ero consapevole scrivendo. Sapevo di non poter giustificare tutto. Mi piacerebbe sapere quali tu individui.<br />
Però vorrei chiarire, se non lo era abbastanza nel testo, che io ho ragionato sulla qualità del linguaggio artistico, non sulla  legittimità delle intenzioni politiche. Di conseguenza è ovvio che il discorso e le azioni su cui si basa e a cui ritorna il mio ragionamento restano entro il perimetro dell&#8217;arte. Inoltre io  non ho una soluzione da proporre per salvare l&#8217;arte o il mondo, mi riferisco solo a episodi concreti, mettendo in evidenza dove secondo me la qualità artistica è maggiore o minore.<br />
Non farti ingannare dall&#8217;immagine ideologica che l&#8217;arte sia un mondo patinato. Come in qualunque altra professione l&#8217;aggiornamento è fondamentale, altrimenti si resta tagliati fuori. Nemmeno tu leggeresti NI se non ti interessasse informarti e discutere di certe cose.</p>
<p>@ Lucio<br />
mi interessa la tua rilettura in chiame più strettamente monetaria della questione. Hai ragione. Anzi forse si potrebbe ridurre tutto a questo nodo.</p>
<p>Gherardo, si può essere l&#8217;autore ad essere indicativo, anzi secondo me lo è sempre, lo siamo sempre, perché anch&#8217;io io faccio parte del novero di quelli che fanno queste cose.</p>
<p>Riguardo Sutherland, mi risulta abbastanza difficile guardare la pittura con questo tipo di lente critica. ma non definirei indicativo il suo modo di dipingere. Ahimé si, il congiuntivo manca in inglese.</p>
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	<item>
		<title>Di: elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84526</link>
		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 07:59:15 +0000</pubDate>
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		<description>"Guerriglia marketing? fottere il mercato per entrarci"

per l'appunto: questa è la logica.

"Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori"

e questa è l'etica. 

Esistono, per fortuna, dei buoni vaccini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Guerriglia marketing? fottere il mercato per entrarci&#8221;</p>
<p>per l&#8217;appunto: questa è la logica.</p>
<p>&#8220;Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori&#8221;</p>
<p>e questa è l&#8217;etica. </p>
<p>Esistono, per fortuna, dei buoni vaccini.</p>
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	<item>
		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84517</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 22:32:35 +0000</pubDate>
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		<description>Mattia, ho visto di recente la mostra penosissima di botero a milano e di fronte alle tele dedicate ad abu ghraib ho fatto le tue stesse considerazioni circa la corrispondenza vile fra denuncia e intrattenimento. Ciò detto, le tue riflessioni sui modi indicativo/congiuntivo mi sembrano delle pugnette. Graham Sutherland ha denunciato la guerra coi modi dell'indicativo, non potendo fare altrimenti (in inglese il congiuntivo non c'è), ma con una verità irriducibile</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mattia, ho visto di recente la mostra penosissima di botero a milano e di fronte alle tele dedicate ad abu ghraib ho fatto le tue stesse considerazioni circa la corrispondenza vile fra denuncia e intrattenimento. Ciò detto, le tue riflessioni sui modi indicativo/congiuntivo mi sembrano delle pugnette. Graham Sutherland ha denunciato la guerra coi modi dell&#8217;indicativo, non potendo fare altrimenti (in inglese il congiuntivo non c&#8217;è), ma con una verità irriducibile</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84515</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 21:08:07 +0000</pubDate>
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		<description>Mattia, scusa la pausa. Comunque ho avuto modo di vedere il progetto che hai linkato e anche lì ho trovato delle cose interessanti. Brutalmente voglio dirti che sono pronto fin d’ora a sedermi sul Monumento-Public Art Project, come spettatore e come attore. Non scherzo. Se fosse “piazzato” in alcuni posti come: di fronte al Senato o a Palazzo Chigi, al centro del Golfo di Baratti o del mercato di Porta Portese, lo farei con gioia ed interesse, e almeno la prima volta, gratis. Sono pronto a “mettere il piede in fallo e saltellare sull’altra gamba per la piazza principale”.
Apprezzo la tua voglia di affrontare “la sfida di avere a che fare con la gente” e di agire “contro la comunicazione monodirezionale” e l’indifferenza. Apprezzo il continuo  interrogar/e/si, in “E’ quest.  ........  sostenibile?”, e la maglietta con la scritta “Hereby I allow my self to be used for this piece”, che mi offre la possibilità di esemplificare (spero) una mia diversa considerazione dei “Modi Politici dell’Arte Contemporanea”. 
Tra i progetti del sito Guerrigliamarketing.it, c’è da tempo, una maglietta con la scritta SPAZIO DISPONIBILE,  “un invito a non lavorare gratis, l'indisponibilità ad accettare di pubblicizzare alcun marchio senza un equo onorario. Guerrigliamarketing.it ha deciso di andare oltre la logica puramente negativa del NoLogo e di lanciare una campagna di ribaltamento dei rapporti di forza tra marca e consumatore” In pratica lo spazio sulla maglietta diventa disponibile a pagamento, per chi è interessato a pubblicizzare qualcosa.
Ecco, personalmente trovo questo progetto molto interessante e il fatto che presenti un modo politico diverso dal tuo non mi sembra che lo ponga in contrasto. Mi sembrano modi politici diversi dell’arte contemporanea, ma interessanti e validi entrambi. Pensi che uno escluda l’altro?
lucio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mattia, scusa la pausa. Comunque ho avuto modo di vedere il progetto che hai linkato e anche lì ho trovato delle cose interessanti. Brutalmente voglio dirti che sono pronto fin d’ora a sedermi sul Monumento-Public Art Project, come spettatore e come attore. Non scherzo. Se fosse “piazzato” in alcuni posti come: di fronte al Senato o a Palazzo Chigi, al centro del Golfo di Baratti o del mercato di Porta Portese, lo farei con gioia ed interesse, e almeno la prima volta, gratis. Sono pronto a “mettere il piede in fallo e saltellare sull’altra gamba per la piazza principale”.<br />
Apprezzo la tua voglia di affrontare “la sfida di avere a che fare con la gente” e di agire “contro la comunicazione monodirezionale” e l’indifferenza. Apprezzo il continuo  interrogar/e/si, in “E’ quest.  &#8230;&#8230;..  sostenibile?”, e la maglietta con la scritta “Hereby I allow my self to be used for this piece”, che mi offre la possibilità di esemplificare (spero) una mia diversa considerazione dei “Modi Politici dell’Arte Contemporanea”.<br />
Tra i progetti del sito Guerrigliamarketing.it, c’è da tempo, una maglietta con la scritta SPAZIO DISPONIBILE,  “un invito a non lavorare gratis, l&#8217;indisponibilità ad accettare di pubblicizzare alcun marchio senza un equo onorario. Guerrigliamarketing.it ha deciso di andare oltre la logica puramente negativa del NoLogo e di lanciare una campagna di ribaltamento dei rapporti di forza tra marca e consumatore” In pratica lo spazio sulla maglietta diventa disponibile a pagamento, per chi è interessato a pubblicizzare qualcosa.<br />
Ecco, personalmente trovo questo progetto molto interessante e il fatto che presenti un modo politico diverso dal tuo non mi sembra che lo ponga in contrasto. Mi sembrano modi politici diversi dell’arte contemporanea, ma interessanti e validi entrambi. Pensi che uno escluda l’altro?<br />
lucio</p>
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	<item>
		<title>Di: gherardo bortolotti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84495</link>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 14:00:33 +0000</pubDate>
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		<description>mi sembra che la questione (annosa) sia questa: la fruizione culturale è necessariamente solo un momento di svago? anche complesso, anche profondo ma comunque solo una 'pausa' tra un momento di 'vita vera' ed un altro? oppure può essere il luogo di un'elaborazione ulteriore, di un 'passo avanti', con delle ricadute sulla cosiddetta realtà?
se si pensa che la seconda possibilità esista, non può esistere, mi sembra, che a partire dallo scarto che sottolinea mattia, cioè dallo scarto che c'è tra la duplicazione di un ordine e l'intervento sullo stesso ordine.
vorrei però provare a mettere la questione in un'altra luce, sottolineando credo un'ulteriore sfumatura: il modo indicativo non è nella tecnica ma nel modo di essere autore. quello che intendo è che non è la rappresentazione di per sé ad essere 'indicativa' ma il fatto che l'autore creda che basti la denuncia, ovvero il fatto che l'autore si immagini dotato di una ruolo e collocato in una posizione che gli permettano di fare quella denuncia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra che la questione (annosa) sia questa: la fruizione culturale è necessariamente solo un momento di svago? anche complesso, anche profondo ma comunque solo una &#8216;pausa&#8217; tra un momento di &#8216;vita vera&#8217; ed un altro? oppure può essere il luogo di un&#8217;elaborazione ulteriore, di un &#8216;passo avanti&#8217;, con delle ricadute sulla cosiddetta realtà?<br />
se si pensa che la seconda possibilità esista, non può esistere, mi sembra, che a partire dallo scarto che sottolinea mattia, cioè dallo scarto che c&#8217;è tra la duplicazione di un ordine e l&#8217;intervento sullo stesso ordine.<br />
vorrei però provare a mettere la questione in un&#8217;altra luce, sottolineando credo un&#8217;ulteriore sfumatura: il modo indicativo non è nella tecnica ma nel modo di essere autore. quello che intendo è che non è la rappresentazione di per sé ad essere &#8216;indicativa&#8217; ma il fatto che l&#8217;autore creda che basti la denuncia, ovvero il fatto che l&#8217;autore si immagini dotato di una ruolo e collocato in una posizione che gli permettano di fare quella denuncia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: blog aggregatore Arte &#187; Blog Archive &#187; Commenti su I Modi Politici dell’Arte Contemporanea di blog &#8230;</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84487</link>
		<dc:creator>blog aggregatore Arte &#187; Blog Archive &#187; Commenti su I Modi Politici dell’Arte Contemporanea di blog &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 12:23:28 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Original post by blog aggregatore Arte &#194;&#187; Blog Archive &#194;&#187; Commenti su I Modi Politici dell&#38;ac... [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Original post by blog aggregatore Arte &Acirc;&raquo; Blog Archive &Acirc;&raquo; Commenti su I Modi Politici dell&#38;ac&#8230; [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: blog aggregatore Arte &#187; Blog Archive &#187; Commenti su I Modi Politici dell’Arte Contemporanea di elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84485</link>
		<dc:creator>blog aggregatore Arte &#187; Blog Archive &#187; Commenti su I Modi Politici dell’Arte Contemporanea di elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 10:20:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Original post by elio-c [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Original post by elio-c [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84471</link>
		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 07:38:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84471</guid>
		<description>Vabbè, non sempre riesco a sopprimere i commenti d’istinto, che ovviamente lasciano il tempo che trovano. Il problema è che l’intero articolo si basa su alcuni presupposti mai esplicitati, e dunque mai “negoziati”:  è quindi del tutto conseguente che, ad un certo punto, ci si chieda “chi parla e chi ascolta?”. Anche la mossa d’uscita (individuare un ennesimo “altro piano” per poi coniare uno slogan banalizzante ma proprio per questo sufficientemente appiccicoso) è stata già operata tante di quelle volte da far ormai parte del paesaggio, ovvero delle modalità di “produzione e consumo” di queste classi “medio-alte” occidentali, che hanno tempo e soldi sufficienti per gironzolare per le Biennali, a fare il pieno di nuove idee e di sguardi vergini sulle cose. E’ evidente che queste retoriche, del tutto interne al campo di produzione e di smercio, sono abbastanza vaghe per continuare all’infinito senza mordere alcunché (aldilà delle pose, e della occasionale generosità a spese altrui, nessun pericolo reale per i poteri reali) ed abbastanza complicate da intimorire il profano, fornendo spazio ai meccanismi della distinzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbè, non sempre riesco a sopprimere i commenti d’istinto, che ovviamente lasciano il tempo che trovano. Il problema è che l’intero articolo si basa su alcuni presupposti mai esplicitati, e dunque mai “negoziati”:  è quindi del tutto conseguente che, ad un certo punto, ci si chieda “chi parla e chi ascolta?”. Anche la mossa d’uscita (individuare un ennesimo “altro piano” per poi coniare uno slogan banalizzante ma proprio per questo sufficientemente appiccicoso) è stata già operata tante di quelle volte da far ormai parte del paesaggio, ovvero delle modalità di “produzione e consumo” di queste classi “medio-alte” occidentali, che hanno tempo e soldi sufficienti per gironzolare per le Biennali, a fare il pieno di nuove idee e di sguardi vergini sulle cose. E’ evidente che queste retoriche, del tutto interne al campo di produzione e di smercio, sono abbastanza vaghe per continuare all’infinito senza mordere alcunché (aldilà delle pose, e della occasionale generosità a spese altrui, nessun pericolo reale per i poteri reali) ed abbastanza complicate da intimorire il profano, fornendo spazio ai meccanismi della distinzione.</p>
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		<title>Di: elio-c</title>
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		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 06:40:43 +0000</pubDate>
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		<description>Pensare al congiuntivo … incredibile, la soluzione se ne stava lì, davanti al nostro naso, e noi non la vedevamo. Grazie artist-man!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pensare al congiuntivo … incredibile, la soluzione se ne stava lì, davanti al nostro naso, e noi non la vedevamo. Grazie artist-man!</p>
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		<title>Di: iltrenoavapore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84461</link>
		<dc:creator>iltrenoavapore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 22:41:58 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;Pensare al modo congiuntivo è il vero motore dell’immaginazione, facoltà politica per eccellenza&lt;/i&gt;

...che angustia ad e ceo dei potenti (ed alquanto silenziosi) cda?

un saluto
mario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>Pensare al modo congiuntivo è il vero motore dell’immaginazione, facoltà politica per eccellenza</i></p>
<p>&#8230;che angustia ad e ceo dei potenti (ed alquanto silenziosi) cda?</p>
<p>un saluto<br />
mario</p>
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		<title>Di: mattia paganelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84455</link>
		<dc:creator>mattia paganelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 19:28:22 +0000</pubDate>
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		<description>Lucio,
la questione dei laboratori creativi e della partecipazione è qualcosa che mi ha a lungo affascinato e poi progressivamente deluso. In teoria è una bellissima idea, un'iniezione di creatività nella società. Ma la mia impressione è che questi interventi soffrano di due rischi fondamentali: primo il "paternalismo" della posizione superiore di chi vuole insegnare ad essere creativi; secondo l'uso in realtà del pubblico come materiale del lavoro.

Sono questioni molto sottili, ma importanti. Secondo me c'è una fondamentale differenza tra l'insegnante d'arte nella scuola elementare e l'artista famoso che organizza un laboratorio sotto i riflettori della sua fama. Inoltre non sono capace di dimenticare che proprio Hirschhorn (nell'edizione di documenta 11) ha sì organizzato un gigantesco evento partecipativo per un intero rione periferico, ma buona parte dei partecipanti erano pagati per farlo. Cioè ha allestito uno spettacolo teatrale.
Mi piacerebbe che ci fosse una via di uscita positiva da questa contraddizione, ma non sono ancora stato capace di trovarla. Allora preferisco ragionare su come il pubblico si comporti nella cosiddetta Public Art, cioè quanto si lasci attrarre e quanto resista e cerchi di mantenere autonomia.
al riguardo vedi questa pagina e le seguenti di un progetto mio :

http://www.mp1biennale.net/embedded/index.php?id=2

M</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio,<br />
la questione dei laboratori creativi e della partecipazione è qualcosa che mi ha a lungo affascinato e poi progressivamente deluso. In teoria è una bellissima idea, un&#8217;iniezione di creatività nella società. Ma la mia impressione è che questi interventi soffrano di due rischi fondamentali: primo il &#8220;paternalismo&#8221; della posizione superiore di chi vuole insegnare ad essere creativi; secondo l&#8217;uso in realtà del pubblico come materiale del lavoro.</p>
<p>Sono questioni molto sottili, ma importanti. Secondo me c&#8217;è una fondamentale differenza tra l&#8217;insegnante d&#8217;arte nella scuola elementare e l&#8217;artista famoso che organizza un laboratorio sotto i riflettori della sua fama. Inoltre non sono capace di dimenticare che proprio Hirschhorn (nell&#8217;edizione di documenta 11) ha sì organizzato un gigantesco evento partecipativo per un intero rione periferico, ma buona parte dei partecipanti erano pagati per farlo. Cioè ha allestito uno spettacolo teatrale.<br />
Mi piacerebbe che ci fosse una via di uscita positiva da questa contraddizione, ma non sono ancora stato capace di trovarla. Allora preferisco ragionare su come il pubblico si comporti nella cosiddetta Public Art, cioè quanto si lasci attrarre e quanto resista e cerchi di mantenere autonomia.<br />
al riguardo vedi questa pagina e le seguenti di un progetto mio :</p>
<p><a href="http://www.mp1biennale.net/embedded/index.php?id=2" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.mp1biennale.net');" rel="nofollow">http://www.mp1biennale.net/embedded/index.php?id=2</a></p>
<p>M</p>
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	<item>
		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84453</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 18:40:31 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo molto interessante questo post di Paganelli e il suo invito finale a far girare il motore dell’immaginazione al congiuntivo, anzi, se posso, aggiungerei, al condizionale. Insomma credo anch’io che utopia e ucronia siano un eccellente carburante per l’immaginazione, e per un progetto di cambiamento. 
Quanto agli esempi del “Comunicare in Modo Indicativo” con opere d’arte che sono “niente più che illustrazioni di un’idea” Thomas Hirschhorn e Santiago Serra non mi sembrano i più adatti, e per amore dell’arte vorrei ricordare che nel Museo Precario Albinet, Hirschhorn ha messo su una struttura che propone laboratori artistici per ragazzi, laboratori di scrittura, convegni e dibattiti; proprio con/per le banlieues parigine.
lucio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo molto interessante questo post di Paganelli e il suo invito finale a far girare il motore dell’immaginazione al congiuntivo, anzi, se posso, aggiungerei, al condizionale. Insomma credo anch’io che utopia e ucronia siano un eccellente carburante per l’immaginazione, e per un progetto di cambiamento.<br />
Quanto agli esempi del “Comunicare in Modo Indicativo” con opere d’arte che sono “niente più che illustrazioni di un’idea” Thomas Hirschhorn e Santiago Serra non mi sembrano i più adatti, e per amore dell’arte vorrei ricordare che nel Museo Precario Albinet, Hirschhorn ha messo su una struttura che propone laboratori artistici per ragazzi, laboratori di scrittura, convegni e dibattiti; proprio con/per le banlieues parigine.<br />
lucio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vero</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84431</link>
		<dc:creator>vero</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 12:39:49 +0000</pubDate>
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		<description>congiuntivo(...)
disordine(under stand)
produzione (gocciagocciamanoanchilosataocchistanchichiudiapri)
lotta (stretti e lucidi dentro un cerchio di gesso) 

mattia, all of you</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>congiuntivo(&#8230;)<br />
disordine(under stand)<br />
produzione (gocciagocciamanoanchilosataocchistanchichiudiapri)<br />
lotta (stretti e lucidi dentro un cerchio di gesso) </p>
<p>mattia, all of you</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/12/19/i-modi-politici-dell%e2%80%99arte-contemporanea/#comment-84407</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 07:59:21 +0000</pubDate>
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		<description>Un buon esempio di spinozismo, questo sull'immaginazione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un buon esempio di spinozismo, questo sull&#8217;immaginazione</p>
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