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Neoplasie
Questo articolo è stato scritto da Andrea Raos, e pubblicato il 19 Dicembre 2007 alle 06:00, archiviato in Tecnologie, vasicomunicantie contrassegnato diagrammi di flusso, narrativa, narrativa italiana, romanzo, Stefano Calosso. Salva nei segnalibri il permalink. Seguine i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.
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9 commenti
Andrea, mi rammento ricordi di matematica o di grammatica: è originale!
Ma il schema è troppo lontano della mia vista dell’introspezione. Un po’ psicanalitica anche.
Grande Stefano.
Ciao
P.
Ecco, toglierei il termine algoritmo in “cerco ossessivamente un algoritmo per un’interpretazione dei miei sogni coerente”, termine che mi pare didascalico se non tautologico dentro un algoritmo… “cerco ossessivamente / un’interpretazione dei miei sogni coerente” mi pare regga uguale e renda meglio. Comunque, buon pacchetto, da aggiungere al catalogo degli esperimenti con linguaggi e metodologie allotrie. L’insuperato, al momento, resta per me il softwarino di Roberto Uberti sul sito omonimo, che mi pare abbiate anche linkato.
Bella la poesia a circuito chiuso
Mi fa anche pensare a una poesia che ipotizza le sue possibilità, senza in realtà limitarsi mai a una soluzione unica.
clicco doppio, ingrandisco, sposto, salgo, scendo, scale
zuppahitchcock (senza gorgoglio)
e anche se s’arresta presto c’è una
ra-gazza lucida per me che dice sempre sì, et reste!
un passo ancora, et reste!
e il tuo corpo chiudo in una vecchia mummia (solo la gamba)
e il tuo corpo porto sopra il tapis roulant (mantenere 70-80)
ma poi alla fine è come giocare a shangai e apri e cadono,
e apri e cadono,
dove finiscono non è colpa tua
Un sentimento schematico è forse il modo più sintetico per spiegare questa creazione… la sintesi di un sentimento semantco…
Cmq colgo l’occasione per augurarvi un Buon Natale…
http://christmas.onemeet.net/perlui.php
http://christmas.onemeet.net/perlei.php
Piaciuto??
Non capisco il commento di vero.
Mi chiedo: se c’è un’altra “vero”, vado a scomparire o prendere altro nome.
Non posso rivaleggiare!
Vediamo… Ora mi chiamo Charlotte Vergé.
Ciao Stefano!
:-)
Sono diagrammi di flusso poetici che non danno scampo, si scivola sempre dove l’autore vuole alla fine trascinare. Ne vorrei uscire, ma la parola e lo schema fissano il limite. Avevo apprezzato molto quello di Elena del primo novembre e in questo mi piace l’inesorabile reazione a catena che dopo un solo sì ti immette nell’imbuto FINE (e anche dopo due no!! La negazione della negazione…)
fem
P.S: menzione speciale per lo sfigmomanometro (che esiste davvero e non misura la sfortuna)