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	<title>Commenti a: Orti di guerra</title>
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	<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:41:41 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Chapucer</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84992</link>
		<dc:creator>Chapucer</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 20:24:16 +0000</pubDate>
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		<description>pspsps...
mi è sfuggito l'occhio su una r di troppo....
c'è gia la c, doppia!
;-)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pspsps&#8230;<br />
mi è sfuggito l&#8217;occhio su una r di troppo&#8230;.<br />
c&#8217;è gia la c, doppia!<br />
;-)))</p>
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		<title>Di: vito</title>
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		<dc:creator>vito</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 14:57:37 +0000</pubDate>
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		<description>Viola ha ragione. E tuttavia l'umile ruolo di servizio a volte può essere interpretato come la descrizione un po' pallosa di un libro palloso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Viola ha ragione. E tuttavia l&#8217;umile ruolo di servizio a volte può essere interpretato come la descrizione un po&#8217; pallosa di un libro palloso&#8230;</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
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		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 11:01:55 +0000</pubDate>
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		<description>Albinati, o della cremeria romana engage. Non è una recensione un po' ritardataria?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Albinati, o della cremeria romana engage. Non è una recensione un po&#8217; ritardataria?</p>
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		<title>Di: Viola D'Ondariva</title>
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		<dc:creator>Viola D'Ondariva</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 08:53:08 +0000</pubDate>
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		<description>Ormai l'ansia da recensione induce i recensori, per mettersi un po' in primo piano rispetto ai recensiti, ad usare qualsiasi stratagemma per essere "originali". Con il risultato di creare una complicità di casta letteraria solo con chi il libro l'ha già letto. Invece della "penna infuocata" di Albinati si servono di penna con i lampeggianti. Triste. La recensione non dovrebbe mai perdere il suo umile ruolo di servizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai l&#8217;ansia da recensione induce i recensori, per mettersi un po&#8217; in primo piano rispetto ai recensiti, ad usare qualsiasi stratagemma per essere &#8220;originali&#8221;. Con il risultato di creare una complicità di casta letteraria solo con chi il libro l&#8217;ha già letto. Invece della &#8220;penna infuocata&#8221; di Albinati si servono di penna con i lampeggianti. Triste. La recensione non dovrebbe mai perdere il suo umile ruolo di servizio.</p>
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		<title>Di: vito</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84928</link>
		<dc:creator>vito</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 22:50:59 +0000</pubDate>
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		<description>... la faccenda delle istruzioni per l'uso funziona sempre. Grazie ancora Calvino!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; la faccenda delle istruzioni per l&#8217;uso funziona sempre. Grazie ancora Calvino!</p>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84926</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 20:54:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ma sì, finalmente un paio di centinaia di pagine, ed oltre, da poter leggere proprio nell'ordine in cui si desidera. 
Nutrono, questi orti di guerra di Albinati. 
Ho aperto a caso, ed è comparso il n.186, che ricordavo come uno dei più graziosi: "Nell'orto le serve raccoglievano ciliegie e cantavano in coro ubbidendo a un ordine preciso, che era stato impartito per tenere occupate quelle bocche maliziose col canto ed evitare che si mangiassero le ciliegie."
La curiosità: la foto in copertina di Michael Light dal book 100 suns, è la stessa usata per la copertina del romanzo Bompiani i normali-professione cavia di david gilbert.
Ottimo 2008 a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sì, finalmente un paio di centinaia di pagine, ed oltre, da poter leggere proprio nell&#8217;ordine in cui si desidera.<br />
Nutrono, questi orti di guerra di Albinati.<br />
Ho aperto a caso, ed è comparso il n.186, che ricordavo come uno dei più graziosi: &#8220;Nell&#8217;orto le serve raccoglievano ciliegie e cantavano in coro ubbidendo a un ordine preciso, che era stato impartito per tenere occupate quelle bocche maliziose col canto ed evitare che si mangiassero le ciliegie.&#8221;<br />
La curiosità: la foto in copertina di Michael Light dal book 100 suns, è la stessa usata per la copertina del romanzo Bompiani i normali-professione cavia di david gilbert.<br />
Ottimo 2008 a tutti.</p>
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		<title>Di: Chapucer</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84925</link>
		<dc:creator>Chapucer</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 19:34:37 +0000</pubDate>
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		<description>ora che ci penso...
mia zia ha pubblicato: orticelli di guerra!
niente male il tipo in copertina...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ora che ci penso&#8230;<br />
mia zia ha pubblicato: orticelli di guerra!<br />
niente male il tipo in copertina&#8230;</p>
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		<title>Di: Chapucer</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84923</link>
		<dc:creator>Chapucer</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 17:48:46 +0000</pubDate>
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		<description>quel "piluccare" è molto incoraggiante...
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quel &#8220;piluccare&#8221; è molto incoraggiante&#8230;<br />
;-)</p>
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		<title>Di: Giò Milt Matt</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84921</link>
		<dc:creator>Giò Milt Matt</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 16:23:43 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sforzo ogni giorno di trovare il bello persino nell'assurdità delle rotatorie infinite che incrocio nei miei itinerari su strada e sono propensa ad incastrarmi in una infinità di percorsi mentali dove mescolo immagini suoni testi e quant'altro. Non mi disturba anzi il contrario tale inusuale tecnica di scrittura utilizzata da Albinati. Scritto prima degli eventi del 2001 rileggendolo adesso assume toni quasi profetici. La metafora dell'orto di guerra inteso come escamotage di sopravvivenza mi piace. C'è un orto che mi aspetta il diciassette e le troppe virgole mi hanno piacevolemente stordito poi Linnio ed Albinati non potevano darmi un inizio d'anno migliore. Da un punto di vista storico gli orti di guerra ho sempre pensato rientrassero nelle raccomandazioni di tono propagandistico e psicologico del fascismo, un rimedio inefficace e insufficiente a sfamare la popolazione stremata da una disastrosa politica autarchica. Coltivare carpe e trote nelle fontane e  grano nelle asfittiche  aiuole pubbliche - ma non insalata perché l'olio per condirla non c'era. Un invito demagogico di Mussolini. In periferia e nelle campagna il discorso cambia, ci sono stati sempre gli orti nelle strategie di sopravvivenza ed anche oggi è una abitudine diffusa. Buon Anno e buon orto a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sforzo ogni giorno di trovare il bello persino nell&#8217;assurdità delle rotatorie infinite che incrocio nei miei itinerari su strada e sono propensa ad incastrarmi in una infinità di percorsi mentali dove mescolo immagini suoni testi e quant&#8217;altro. Non mi disturba anzi il contrario tale inusuale tecnica di scrittura utilizzata da Albinati. Scritto prima degli eventi del 2001 rileggendolo adesso assume toni quasi profetici. La metafora dell&#8217;orto di guerra inteso come escamotage di sopravvivenza mi piace. C&#8217;è un orto che mi aspetta il diciassette e le troppe virgole mi hanno piacevolemente stordito poi Linnio ed Albinati non potevano darmi un inizio d&#8217;anno migliore. Da un punto di vista storico gli orti di guerra ho sempre pensato rientrassero nelle raccomandazioni di tono propagandistico e psicologico del fascismo, un rimedio inefficace e insufficiente a sfamare la popolazione stremata da una disastrosa politica autarchica. Coltivare carpe e trote nelle fontane e  grano nelle asfittiche  aiuole pubbliche - ma non insalata perché l&#8217;olio per condirla non c&#8217;era. Un invito demagogico di Mussolini. In periferia e nelle campagna il discorso cambia, ci sono stati sempre gli orti nelle strategie di sopravvivenza ed anche oggi è una abitudine diffusa. Buon Anno e buon orto a tutti.</p>
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