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	<title>Commenti a: Sulla 194</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 01:32:59 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; 194: dall&#8217;interno</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85415</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; 194: dall&#8217;interno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 08:16:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] in questi giorni i vari dibattiti nati nella rete attorno alla legge 194, non ho potuto fare a meno di rilevare tra idee, teorie, condanne e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] in questi giorni i vari dibattiti nati nella rete attorno alla legge 194, non ho potuto fare a meno di rilevare tra idee, teorie, condanne e [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Livio Romano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85408</link>
		<dc:creator>Livio Romano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 23:11:48 +0000</pubDate>
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		<description>Sul mio bloghetto è in corso una discussione simile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul mio bloghetto è in corso una discussione simile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85402</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 20:41:01 +0000</pubDate>
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		<description>a maggior ragione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a maggior ragione</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85400</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 19:54:55 +0000</pubDate>
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		<description>Massey, il pacco è il pacco, non farmi scendere in dettagli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Massey, il pacco è il pacco, non farmi scendere in dettagli.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85399</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 19:31:51 +0000</pubDate>
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		<description>il pacco che cosa è, la gobba? e rifiutarla perchè ha la gobba non è come abortirla?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il pacco che cosa è, la gobba? e rifiutarla perchè ha la gobba non è come abortirla?</p>
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	</item>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85378</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 13:35:52 +0000</pubDate>
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		<description>mi conservo benino, in effetti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi conservo benino, in effetti.</p>
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	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85360</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 07:24:07 +0000</pubDate>
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		<description>@tashtego scrive: "il mondo cambia e voi tristi conservatori cattolicanti volete riportarlo agli anni cinquanta, che quelli della mia età hanno odiato, mentre li vivevano, con tutte le loro forze, assiema a preti, politici, professori, padri, poliziotti, carabinieri, eccetera.
è di questa pasta che siete fatti"

Sulla libertà del corpo ( e della mente) d'accordo. Ma in questo che hai scritto sopra c'è odio, che è il sentimento più conservatore che esista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego scrive: &#8220;il mondo cambia e voi tristi conservatori cattolicanti volete riportarlo agli anni cinquanta, che quelli della mia età hanno odiato, mentre li vivevano, con tutte le loro forze, assiema a preti, politici, professori, padri, poliziotti, carabinieri, eccetera.<br />
è di questa pasta che siete fatti&#8221;</p>
<p>Sulla libertà del corpo ( e della mente) d&#8217;accordo. Ma in questo che hai scritto sopra c&#8217;è odio, che è il sentimento più conservatore che esista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85349</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 23:12:18 +0000</pubDate>
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		<description>Guarda che io sono stato anti-abortista prima di diventare cattolico.
Gli amici progressisti mi hanno scaricato per questo e io, del resto, ho cominciato a sentirmi come quel tizio circondato da gente uscita dai baccelli.
Ti ricordi quel film degli anni cinquanta?
Potrei dire che proprio la faccenda dell'aborto mi ha cambiato la vita.
Prima di quella che pomposamente si potrebbe definire una "conversione".
Ho sentito esattamente quello che diceva Pasolini: il movimento operaio e popolare pervertito da una mostruosa eterogenesi dei fini, con la faccia di Pannella. E' come scoprire che la tua ragazza ha il pacco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda che io sono stato anti-abortista prima di diventare cattolico.<br />
Gli amici progressisti mi hanno scaricato per questo e io, del resto, ho cominciato a sentirmi come quel tizio circondato da gente uscita dai baccelli.<br />
Ti ricordi quel film degli anni cinquanta?<br />
Potrei dire che proprio la faccenda dell&#8217;aborto mi ha cambiato la vita.<br />
Prima di quella che pomposamente si potrebbe definire una &#8220;conversione&#8221;.<br />
Ho sentito esattamente quello che diceva Pasolini: il movimento operaio e popolare pervertito da una mostruosa eterogenesi dei fini, con la faccia di Pannella. E&#8217; come scoprire che la tua ragazza ha il pacco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85343</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 21:57:19 +0000</pubDate>
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		<description>puoi cambiare le parole ma il prodotto non cambia: repressione, ingerenza, violenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>puoi cambiare le parole ma il prodotto non cambia: repressione, ingerenza, violenza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85337</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 19:50:55 +0000</pubDate>
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		<description>@tashtego
nein, non è così. non sono io quello che descrivi, quello che vuole il prete e il poliziotto come angeli custodi. 
Il valore sociale di cui parlo non è repressione o segregazione, ma tutela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego<br />
nein, non è così. non sono io quello che descrivi, quello che vuole il prete e il poliziotto come angeli custodi.<br />
Il valore sociale di cui parlo non è repressione o segregazione, ma tutela.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85322</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 14:57:09 +0000</pubDate>
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		<description>io amo la logica giaina, me ne servo appena posso, con conseguenze a volte difficili da gestire.

@binaghi.
il concetto "borghese di proprietà".
so bene a cosa ti riferisci.
ti riferisci ai diritti che la collettività e in particolare la chiesa accampa sull'uso del corpo che ciascuno di noi vuole o può fare.
in questo modo si limitano fortemente diritti fondamentali, come quello di uccidersi, di dare via il cul, di fare sesso con chi ci pare, babuini compresi, di abortire, di tagliarsi un braccio perché non ci piasce, oppure perché ha peccato, insomma di disporre del nostro corpo come vogliamo, senza limite alcuno, perché è NOSTRO, è l'unica cosa veramente nostra.
il mondo cambia e voi tristi conservatori cattolicanti volete riportarlo agli anni cinquanta, che quelli della mia età hanno odiato, mentre li vivevano, con tutte le loro forze, assiema a preti, politici, professori, padri, poliziotti, carabinieri, eccetera.
è di questa pasta che siete fatti, inutile citare con riprovazione la proprietà borghese, che non c'entra nulla con la proprietà che abbiamo del nostro corpo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io amo la logica giaina, me ne servo appena posso, con conseguenze a volte difficili da gestire.</p>
<p>@binaghi.<br />
il concetto &#8220;borghese di proprietà&#8221;.<br />
so bene a cosa ti riferisci.<br />
ti riferisci ai diritti che la collettività e in particolare la chiesa accampa sull&#8217;uso del corpo che ciascuno di noi vuole o può fare.<br />
in questo modo si limitano fortemente diritti fondamentali, come quello di uccidersi, di dare via il cul, di fare sesso con chi ci pare, babuini compresi, di abortire, di tagliarsi un braccio perché non ci piasce, oppure perché ha peccato, insomma di disporre del nostro corpo come vogliamo, senza limite alcuno, perché è NOSTRO, è l&#8217;unica cosa veramente nostra.<br />
il mondo cambia e voi tristi conservatori cattolicanti volete riportarlo agli anni cinquanta, che quelli della mia età hanno odiato, mentre li vivevano, con tutte le loro forze, assiema a preti, politici, professori, padri, poliziotti, carabinieri, eccetera.<br />
è di questa pasta che siete fatti, inutile citare con riprovazione la proprietà borghese, che non c&#8217;entra nulla con la proprietà che abbiamo del nostro corpo.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85299</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 00:30:44 +0000</pubDate>
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		<description>binaghi non ti arrabbiare, luminamenti è un povero demente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>binaghi non ti arrabbiare, luminamenti è un povero demente&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85288</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 16:59:56 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho letto la logica giaina.
E neanche la logica neo pitagorica.
Nemmeno l'algebra di Boole.
Ma conosco la fessa di mamma.
E' di questo che stiamo parlando, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho letto la logica giaina.<br />
E neanche la logica neo pitagorica.<br />
Nemmeno l&#8217;algebra di Boole.<br />
Ma conosco la fessa di mamma.<br />
E&#8217; di questo che stiamo parlando, no?</p>
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	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85284</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 14:53:08 +0000</pubDate>
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		<description>Siccome non hai mai letto (è evidente dalla tua deduzione) la logica giaina, con un atto gratuito della tua fantasia, pensi che sia regresso alla clava.  Mi sembri rimasto senza argomenti!
E grazie tanto perché non capisco. Meglio così, mi sento ancora più innocente. 
ps. cmq il regresso alla clava consiste (essenzialmente) nel voler usare la clava per affermare le proprie idee. E ci saranno sicuramente quelli che penseranno di farmelo "capire", di spiegarmelo con tale mezzo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome non hai mai letto (è evidente dalla tua deduzione) la logica giaina, con un atto gratuito della tua fantasia, pensi che sia regresso alla clava.  Mi sembri rimasto senza argomenti!<br />
E grazie tanto perché non capisco. Meglio così, mi sento ancora più innocente.<br />
ps. cmq il regresso alla clava consiste (essenzialmente) nel voler usare la clava per affermare le proprie idee. E ci saranno sicuramente quelli che penseranno di farmelo &#8220;capire&#8221;, di spiegarmelo con tale mezzo!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85279</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 12:22:24 +0000</pubDate>
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		<description>Luminamenti, non capisci la differenza tra un richiamo al valore sociale e un regresso alla clava.
Però citi la logica giaina.
La logica giaina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luminamenti, non capisci la differenza tra un richiamo al valore sociale e un regresso alla clava.<br />
Però citi la logica giaina.<br />
La logica giaina.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85275</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 08:18:22 +0000</pubDate>
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		<description>Se sull'embrione, in base all'Aquinate  e alla tua bibliografia ti senti completamente tranquillo, non posso che compiacermi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se sull&#8217;embrione, in base all&#8217;Aquinate  e alla tua bibliografia ti senti completamente tranquillo, non posso che compiacermi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85274</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 07:14:43 +0000</pubDate>
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		<description>@alcor, se seguo la logica giaina, da un determinato punto di vista afferma che un oggetto è ma, nella misura in cui sta in un contesto, non è e le due proposizioni in un certo senso si conciliano, sicché esso è e non è; d'altro canto può essere indeterminato e indescrivibile, sicché esiste e tuttavia è indescrivibile o non esiste affatto ed è anche indescrivibile o infine per distinti aspetti è, è indescrivibile.
(Bhaskar Bhagchandra Jain, Jaina Logic Madras 1992).
Quindi, per risponderti più "propriamente" tu sei e ti appartieni ( e molto ancora, mica solo questo!).

Potrei anche sostenere la Ragione secondo la quale la donna è libera di decidere quando interrompere una gravidanza basandomi sull'Aquinate, che la Chiesa "stranamente" dimentica e come invece si è ricordato benissimo il Professor Sartori (vedi la Summa contra Gentile, 1258-64, libro secondo, capitolo 99, Traduzione Utet, Torino, 1997, p. 511)
Se ho tempo, in giornata riporto il passo.
E siccome il tomismo è la struttura portante non solo della Scolastica ma di tutta la teologia cattolica, sull'embrione io mi sento teologicamente tranquillo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@alcor, se seguo la logica giaina, da un determinato punto di vista afferma che un oggetto è ma, nella misura in cui sta in un contesto, non è e le due proposizioni in un certo senso si conciliano, sicché esso è e non è; d&#8217;altro canto può essere indeterminato e indescrivibile, sicché esiste e tuttavia è indescrivibile o non esiste affatto ed è anche indescrivibile o infine per distinti aspetti è, è indescrivibile.<br />
(Bhaskar Bhagchandra Jain, Jaina Logic Madras 1992).<br />
Quindi, per risponderti più &#8220;propriamente&#8221; tu sei e ti appartieni ( e molto ancora, mica solo questo!).</p>
<p>Potrei anche sostenere la Ragione secondo la quale la donna è libera di decidere quando interrompere una gravidanza basandomi sull&#8217;Aquinate, che la Chiesa &#8220;stranamente&#8221; dimentica e come invece si è ricordato benissimo il Professor Sartori (vedi la Summa contra Gentile, 1258-64, libro secondo, capitolo 99, Traduzione Utet, Torino, 1997, p. 511)<br />
Se ho tempo, in giornata riporto il passo.<br />
E siccome il tomismo è la struttura portante non solo della Scolastica ma di tutta la teologia cattolica, sull&#8217;embrione io mi sento teologicamente tranquillo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85273</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 06:37:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85273</guid>
		<description>La società, o più esattamente lo Stato e il diritto deve recepire la determinazione unica e assoluto del corpo individuale (donna o uomo che sia).  Non c'è nessun principio di ragione che si opponga a questo, ma solo una volontà di potenza di una società che non ha ancora metabolizzato l'idea di libertà individuale e un programma storico di falsificazione della libertà e sviluppo sociale. Verrà presto un giorno, grazie alla scienza (grazie al suo tessuto metafisico) che trascina via con sé i ceppi di un diritto che soffoca l'autodeterminazione individuale, verrà un giorno in cui lo Stato verrà ridotto ai minimi termini ( e si occupi solo di cose serie)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La società, o più esattamente lo Stato e il diritto deve recepire la determinazione unica e assoluto del corpo individuale (donna o uomo che sia).  Non c&#8217;è nessun principio di ragione che si opponga a questo, ma solo una volontà di potenza di una società che non ha ancora metabolizzato l&#8217;idea di libertà individuale e un programma storico di falsificazione della libertà e sviluppo sociale. Verrà presto un giorno, grazie alla scienza (grazie al suo tessuto metafisico) che trascina via con sé i ceppi di un diritto che soffoca l&#8217;autodeterminazione individuale, verrà un giorno in cui lo Stato verrà ridotto ai minimi termini ( e si occupi solo di cose serie)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85268</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 23:45:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85268</guid>
		<description>@tashtego
Per esempio nell'articolo 5 del codice civile (precedente alla legalizzazione dell'aborto) si parla di limitazione nella disponibilità del proprio corpo (alienazione, cessione, esibizione) dove questa leda permanentemente il medesimo o violi il comune senso del pudore. Questo significa che il corpo è percepito come un valore sociale prima che una proprietà privata nel senso borghese del termine, cioè completamente alienabile in tutto o in parte ecc.
La determinazione unica e assoluta della donna sulla gravidanza ne abolisce il valore sociale (e la tutela che ne deriva), istituendo un regime di proprietà inedito del corpo, che il diritto non ha ancora recepito in toto (naturalmente esita a farlo), perchè rende disponibile il corpo a un disponibilità totale, dall'eutanasia (che ha molti entusiasti sostenitori), all'eugenetica o alla maternità per procura (che forse ne hanno di meno), ma soprattutto a scenari biopolitici e biotecnologici che alcuni non hanno voglia di vedere, ma che sono prossimi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego<br />
Per esempio nell&#8217;articolo 5 del codice civile (precedente alla legalizzazione dell&#8217;aborto) si parla di limitazione nella disponibilità del proprio corpo (alienazione, cessione, esibizione) dove questa leda permanentemente il medesimo o violi il comune senso del pudore. Questo significa che il corpo è percepito come un valore sociale prima che una proprietà privata nel senso borghese del termine, cioè completamente alienabile in tutto o in parte ecc.<br />
La determinazione unica e assoluta della donna sulla gravidanza ne abolisce il valore sociale (e la tutela che ne deriva), istituendo un regime di proprietà inedito del corpo, che il diritto non ha ancora recepito in toto (naturalmente esita a farlo), perchè rende disponibile il corpo a un disponibilità totale, dall&#8217;eutanasia (che ha molti entusiasti sostenitori), all&#8217;eugenetica o alla maternità per procura (che forse ne hanno di meno), ma soprattutto a scenari biopolitici e biotecnologici che alcuni non hanno voglia di vedere, ma che sono prossimi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85267</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 23:39:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ma io mi appartengo, o sono?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma io mi appartengo, o sono?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85265</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 23:02:59 +0000</pubDate>
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		<description>@alcor, proprietà è ciò che mi appartiene. Il feto è "proprio" del corpo femminile (mica di quello maschile, almeno fino ad oggi). Tutti i diritti vantati dalla società sul proprio sono illeggittimi, sono volontà di potenza.
Proprietà non è una brutta parola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@alcor, proprietà è ciò che mi appartiene. Il feto è &#8220;proprio&#8221; del corpo femminile (mica di quello maschile, almeno fino ad oggi). Tutti i diritti vantati dalla società sul proprio sono illeggittimi, sono volontà di potenza.<br />
Proprietà non è una brutta parola.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85264</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 22:37:43 +0000</pubDate>
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		<description>p.s certo, tenendo fermo l'immutabile, che è lo Spirito (Dio è Spirito) come creatività assoluta. E lo spirito soffia dove vuole. L'uomo è il portavoce della creazione, il factotum di chi crea, l'uomo ha per vocazione l'esplorazione. E' la cosa più (sovra)naturale dell'essere umano. Amore per le forme creative della vita!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>p.s certo, tenendo fermo l&#8217;immutabile, che è lo Spirito (Dio è Spirito) come creatività assoluta. E lo spirito soffia dove vuole. L&#8217;uomo è il portavoce della creazione, il factotum di chi crea, l&#8217;uomo ha per vocazione l&#8217;esplorazione. E&#8217; la cosa più (sovra)naturale dell&#8217;essere umano. Amore per le forme creative della vita!</p>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85263</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 22:30:04 +0000</pubDate>
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		<description>@alcor
d'accordo con te, sulla teoricità basale del discorso maschile sull'aborto.

@binaghi
vorrei che precisassi in che senso il nostro corpo non sarebbe di nostra esclusiva proprietà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@alcor<br />
d&#8217;accordo con te, sulla teoricità basale del discorso maschile sull&#8217;aborto.</p>
<p>@binaghi<br />
vorrei che precisassi in che senso il nostro corpo non sarebbe di nostra esclusiva proprietà.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85262</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 22:28:59 +0000</pubDate>
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		<description>No Binaghi, il mio assoggettamento alla mia libera scelta. Secondo te invece non bisogna assoggettarsi alla tecnica, questo è chiaro, come è chiaro che per te dovremmo però assoggettarsi a qualcos'altro. 
Io invece preferisco assoggettarmi alla mia libera decisione (eventualmente errata, anche). 
Sì, certo Binaghi, per te dovremmo andare all'indietro, ai tempi della clava e di una pezza in culo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No Binaghi, il mio assoggettamento alla mia libera scelta. Secondo te invece non bisogna assoggettarsi alla tecnica, questo è chiaro, come è chiaro che per te dovremmo però assoggettarsi a qualcos&#8217;altro.<br />
Io invece preferisco assoggettarmi alla mia libera decisione (eventualmente errata, anche).<br />
Sì, certo Binaghi, per te dovremmo andare all&#8217;indietro, ai tempi della clava e di una pezza in culo!</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/07/sulla-194/#comment-85250</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 17:00:44 +0000</pubDate>
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		<description>E anche dire “che ha dentro”, come ho fatto, è completamente inadeguato. La donna non è un contenitore di qualcosa che le è stato messo dentro, qualcosa che le è stato messo dentro ha concorso a sviluppare qualcosa che  era una parte di lei e tutto quello che succederà da quel momento in poi non è separato da lei da paratie stagne, quello che lei mangia, beve, respira nutre lei e l’altro, che la donna vive come ho detto in parte come corpo proprio in parte come altro. Vorrei ricordarvi che la donna cambia anche esternamente, cambia il suo corpo, non ha uno zainetto esterno che si sviluppa per conto proprio e che lei porta legato alla pancia. Il suo corpo non è un porte-enfant.
Questa simbiosi non è senza effetto nella percezione della donna, ed è molto difficile accettare che a un certo punto questa unità si rompa e ci sia un altro che è, allora sì, totalmente altro.
La grandissima parte delle depressioni post-partum derivano anche da questo choc.
La grandissima parte delle donne nel periodo immediatamente successivo al parto sprofonda nella tristezza,  soprattutto col primo figlio, ché poi a quanto pare si impara,       una tristezza che passa se le cose vanno come devono andare.
Il fatto che una volta la donna che partoriva avesse intorno altre donne che prima di lei avevano fatto quella stessa esperienza, rendeva le cose più facili, la donna veniva accompagnata dal sapere femminile, adesso è quasi sempre sola o spesso sola, in una famiglia dove c’è magari un neo-padre entusiasta e un compagno partecipe, ma che è un maschio e perciò non può condivide questa esperienza che può essere un’esperienza di grande solitudine.
Perciò, quando si parla di aborto, da parte dei maschi, ai quali non voglio certo negare la parola, vorrei che ricordassero, che di tutto questo sanno solo in via puramente teorica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E anche dire “che ha dentro”, come ho fatto, è completamente inadeguato. La donna non è un contenitore di qualcosa che le è stato messo dentro, qualcosa che le è stato messo dentro ha concorso a sviluppare qualcosa che  era una parte di lei e tutto quello che succederà da quel momento in poi non è separato da lei da paratie stagne, quello che lei mangia, beve, respira nutre lei e l’altro, che la donna vive come ho detto in parte come corpo proprio in parte come altro. Vorrei ricordarvi che la donna cambia anche esternamente, cambia il suo corpo, non ha uno zainetto esterno che si sviluppa per conto proprio e che lei porta legato alla pancia. Il suo corpo non è un porte-enfant.<br />
Questa simbiosi non è senza effetto nella percezione della donna, ed è molto difficile accettare che a un certo punto questa unità si rompa e ci sia un altro che è, allora sì, totalmente altro.<br />
La grandissima parte delle depressioni post-partum derivano anche da questo choc.<br />
La grandissima parte delle donne nel periodo immediatamente successivo al parto sprofonda nella tristezza,  soprattutto col primo figlio, ché poi a quanto pare si impara,       una tristezza che passa se le cose vanno come devono andare.<br />
Il fatto che una volta la donna che partoriva avesse intorno altre donne che prima di lei avevano fatto quella stessa esperienza, rendeva le cose più facili, la donna veniva accompagnata dal sapere femminile, adesso è quasi sempre sola o spesso sola, in una famiglia dove c’è magari un neo-padre entusiasta e un compagno partecipe, ma che è un maschio e perciò non può condivide questa esperienza che può essere un’esperienza di grande solitudine.<br />
Perciò, quando si parla di aborto, da parte dei maschi, ai quali non voglio certo negare la parola, vorrei che ricordassero, che di tutto questo sanno solo in via puramente teorica.</p>
]]></content:encoded>
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