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	<title>Commenti a: Il corpo di Antigone e la 194</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 01:44:24 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85734</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 19:18:54 +0000</pubDate>
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		<description>peccato aver visto solo ora questo articolo.

faccio presente che, se vogliamo usare bene le parole, è sbagliato dire che un feto, o un uomo, è "vita umana". 
la vita è un processo, il processo vitale, che è presente appunto nella materia vivente.
quindi impostare la discussione su: il feto o lo zigote sono vita umana? porta poco lontano. certo che lo sono, nel senso che sono vivi, e fan parte della specie Homo sapiens. ma se è per questo anche lo spermatozoo e l'ovulo sono vita umana: sono cellule umane, e ciò che le distingue è il patrimonio genetico, diverso da qualsiasi altra cellula del corpo cui appartengono o da cui escono.
se si riduce ("riduzionismo genetico") tutto al DNA, e a dire che con lo zigote c'è nuova "vita", (nuovo individuo? direi di sì, biologicamente parlando, nuova persona? direi di no, da nessun punto di vista) all'interno della madre, allora si deve dire anche che spermatozoo e ovulo hanno la loro dignità in quanto recanti un patrimonio genetico unico e proprio, e che ce ne preoccupiamo poco solo perché se non si "incontrano" vanno... incontro a morte in pochi giorni o ore (e non possiamo farci niente); di fatto sono la nostra generazione aploide, con metà dei cromosomi, che poi con la fecondazione dà vita o meglio produce (anche loro sono vivi!) un essere vivente con patrimonio diploide (46 cromosomi) e in grado per questo di vivere dentro l'utero, svilupparsi diventare organismo.
in alcuni animali, per non dire delle piante, le cellule con patrimonio genetico aploide hanno capacità di svilupparsi e diventare organismo o individuo, senza fecondazione, e di vivere di vita autonoma anche per molto tempo, per poi ricominciare il ciclo diploide con la fecondazione.
negli animali e nelle piante più evolute (quelle a fiore), la generazione aploide gode di solito di bassa vitalità e autonomia, e quindi la vediamo solo come un tramite per la fecondazione. ma è "vita", ha la sua individualità. 
insomma, non si crea "vita" dal nulla: con il concepimento il processo vitale si è trasferito dallo spermatozoo e dall'ovulo in una cellula, lo zigote, che ha una individualità diversa dalle due cellule che lo hanno prodotto, e dai due genitori, ovviamente.
e ha una sua capacità di vita diversa da quella della madre, dato che tolto dall'utero va incontro alla morte, a meno che lo congeliamo a certe condizioni (mentre se congeliamo la madre... muore lei e lui). l'embrione non è un essere vivente con vita autonoma fino a circa il quinto mese, e quindi è sì "vita umana" (essere vivente umano) ma non in senso pieno (se prendiamo poi lo zigote appena formato non possiamo neanche dire che sia un individuo umano, ma un essere vivente umano ancora indifferenziato, dato che può diventare per esempio due gemelli, e il cui sviluppo è dipendente dalla sua possibilità di annidarsi nell'utero, senza la quale andrà incontro a morte veloce).
e non si può fare il paragone tra embrione e chi è in coma o cose del genere: quella è una reazione dell'organismo a una malattia o altro, non è lo stato fisiologico della persona, mentre lo stato fisiologico dell'embrione è quello di essere dipendente dalla vita della madre, nel senso che non può vivere senza di lei, necessita per sua natura del corpo della madre.

ecco, da qui secondo me si dovrebbe partire, dal fatto che la vita è un processo che si presenta sotto forme diverse in esseri viventi della stessa specie, forme che si tarsformano le une nelle altre, e non in modo istantaneo... noi uomini (e donne) diamo nomi, classifichiamo, ma la vita, la natura non esiste in essenze fisse e immutabili e chiare e distinte, è solo un susseguirsi di sfumature, più o meno marcate.....

sarà per la prossima volta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>peccato aver visto solo ora questo articolo.</p>
<p>faccio presente che, se vogliamo usare bene le parole, è sbagliato dire che un feto, o un uomo, è &#8220;vita umana&#8221;.<br />
la vita è un processo, il processo vitale, che è presente appunto nella materia vivente.<br />
quindi impostare la discussione su: il feto o lo zigote sono vita umana? porta poco lontano. certo che lo sono, nel senso che sono vivi, e fan parte della specie Homo sapiens. ma se è per questo anche lo spermatozoo e l&#8217;ovulo sono vita umana: sono cellule umane, e ciò che le distingue è il patrimonio genetico, diverso da qualsiasi altra cellula del corpo cui appartengono o da cui escono.<br />
se si riduce (&#8221;riduzionismo genetico&#8221;) tutto al DNA, e a dire che con lo zigote c&#8217;è nuova &#8220;vita&#8221;, (nuovo individuo? direi di sì, biologicamente parlando, nuova persona? direi di no, da nessun punto di vista) all&#8217;interno della madre, allora si deve dire anche che spermatozoo e ovulo hanno la loro dignità in quanto recanti un patrimonio genetico unico e proprio, e che ce ne preoccupiamo poco solo perché se non si &#8220;incontrano&#8221; vanno&#8230; incontro a morte in pochi giorni o ore (e non possiamo farci niente); di fatto sono la nostra generazione aploide, con metà dei cromosomi, che poi con la fecondazione dà vita o meglio produce (anche loro sono vivi!) un essere vivente con patrimonio diploide (46 cromosomi) e in grado per questo di vivere dentro l&#8217;utero, svilupparsi diventare organismo.<br />
in alcuni animali, per non dire delle piante, le cellule con patrimonio genetico aploide hanno capacità di svilupparsi e diventare organismo o individuo, senza fecondazione, e di vivere di vita autonoma anche per molto tempo, per poi ricominciare il ciclo diploide con la fecondazione.<br />
negli animali e nelle piante più evolute (quelle a fiore), la generazione aploide gode di solito di bassa vitalità e autonomia, e quindi la vediamo solo come un tramite per la fecondazione. ma è &#8220;vita&#8221;, ha la sua individualità.<br />
insomma, non si crea &#8220;vita&#8221; dal nulla: con il concepimento il processo vitale si è trasferito dallo spermatozoo e dall&#8217;ovulo in una cellula, lo zigote, che ha una individualità diversa dalle due cellule che lo hanno prodotto, e dai due genitori, ovviamente.<br />
e ha una sua capacità di vita diversa da quella della madre, dato che tolto dall&#8217;utero va incontro alla morte, a meno che lo congeliamo a certe condizioni (mentre se congeliamo la madre&#8230; muore lei e lui). l&#8217;embrione non è un essere vivente con vita autonoma fino a circa il quinto mese, e quindi è sì &#8220;vita umana&#8221; (essere vivente umano) ma non in senso pieno (se prendiamo poi lo zigote appena formato non possiamo neanche dire che sia un individuo umano, ma un essere vivente umano ancora indifferenziato, dato che può diventare per esempio due gemelli, e il cui sviluppo è dipendente dalla sua possibilità di annidarsi nell&#8217;utero, senza la quale andrà incontro a morte veloce).<br />
e non si può fare il paragone tra embrione e chi è in coma o cose del genere: quella è una reazione dell&#8217;organismo a una malattia o altro, non è lo stato fisiologico della persona, mentre lo stato fisiologico dell&#8217;embrione è quello di essere dipendente dalla vita della madre, nel senso che non può vivere senza di lei, necessita per sua natura del corpo della madre.</p>
<p>ecco, da qui secondo me si dovrebbe partire, dal fatto che la vita è un processo che si presenta sotto forme diverse in esseri viventi della stessa specie, forme che si tarsformano le une nelle altre, e non in modo istantaneo&#8230; noi uomini (e donne) diamo nomi, classifichiamo, ma la vita, la natura non esiste in essenze fisse e immutabili e chiare e distinte, è solo un susseguirsi di sfumature, più o meno marcate&#8230;..</p>
<p>sarà per la prossima volta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85672</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 12:59:38 +0000</pubDate>
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		<description>Mi fa piacere avere due estimatori (scusate ma avevo letto solo i commenti più pertinenti). Eh, lo so che non sono molto chiaro o abbastanza chiaro nelle mie esposizioni, però davvero ci metto tutto l'impegno che posso. Ciao Tash e ciao spettator Cortese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere avere due estimatori (scusate ma avevo letto solo i commenti più pertinenti). Eh, lo so che non sono molto chiaro o abbastanza chiaro nelle mie esposizioni, però davvero ci metto tutto l&#8217;impegno che posso. Ciao Tash e ciao spettator Cortese</p>
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		<title>Di: spettator cortese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85600</link>
		<dc:creator>spettator cortese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 16:58:48 +0000</pubDate>
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		<description>mi associo a tashtego: poppo è un grande, ne voglio ancora!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi associo a tashtego: poppo è un grande, ne voglio ancora!</p>
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		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85595</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:52:15 +0000</pubDate>
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		<description>Ed inoltre, nel libretto edito da Famiglia Cristiana, Radici Cristiane d'Europa, Tommaso d'Aquino, San Paolo, 2004, a pag. 70, leggo:
"Ancora: ogni cosa raggiunge il fine ultimo mediante l'operazione che le è propria; l'operazione trae la propria virtù dal principio operativo: per esempio, mediante l'azione del seme si genera un individuo di una determinata specie, la cui virtù preesiste nel seme".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ed inoltre, nel libretto edito da Famiglia Cristiana, Radici Cristiane d&#8217;Europa, Tommaso d&#8217;Aquino, San Paolo, 2004, a pag. 70, leggo:<br />
&#8220;Ancora: ogni cosa raggiunge il fine ultimo mediante l&#8217;operazione che le è propria; l&#8217;operazione trae la propria virtù dal principio operativo: per esempio, mediante l&#8217;azione del seme si genera un individuo di una determinata specie, la cui virtù preesiste nel seme&#8221;.</p>
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		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85594</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:46:05 +0000</pubDate>
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		<description>Se ho capito bene, quello che dice Tommaso d'Aquino non va visto solo entro questo limite di uno stadio fisso nell'evoluzione, in quanto egli parla di potenza. Dunque l'embrione - ammesso che sia ad uno stadio inferiore -- cosa a cui non credo --  ha in sé l'essere di uno stadio superiore. Dunque non si può impedire che la potenza dell'essere creato e che corrisponde in un primo momento al primo stadio dell'embrione non arrivi al fine ulimo per cui è stato *creato* (l'essere umano: da Dio) e *generato* (da un uomo ed una donna).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se ho capito bene, quello che dice Tommaso d&#8217;Aquino non va visto solo entro questo limite di uno stadio fisso nell&#8217;evoluzione, in quanto egli parla di potenza. Dunque l&#8217;embrione - ammesso che sia ad uno stadio inferiore &#8212; cosa a cui non credo &#8212;  ha in sé l&#8217;essere di uno stadio superiore. Dunque non si può impedire che la potenza dell&#8217;essere creato e che corrisponde in un primo momento al primo stadio dell&#8217;embrione non arrivi al fine ulimo per cui è stato *creato* (l&#8217;essere umano: da Dio) e *generato* (da un uomo ed una donna).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Thera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85507</link>
		<dc:creator>Thera</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 16:01:00 +0000</pubDate>
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		<description>In tanta "metafisica" mi hanno colpito  un paio di frasi, apparentemente in tono minore.
Sergio ha scritto: "la 194 è una legge che “impone” (nel senso che stabilisce ciò che è legale o ciò che costituisce reato su questo argomento) una visione del mondo".
La legge non impone un bel nulla, semmai interpreta una sensibilità, una visione del mondo, un cambiamento culturale. La legge permette, non impone, la legge riconosce un limite e lascia spazio alla responsabilità e all'autodeterminazione delle donne, ne riconosce la legittimità.
Scusate sono un po' ipersensibile, ricordo bene la tracotanza di certi attacchi alla 194 (vedi referendum abrogativo) e francamente mi sento un po' depressa nel trovarmi di fronte, a distanza di 30 anni, agli stessi argomenti.
Poi qualcuno diceva che i consultori dovrebbero dissuadere: ammesso che esista ancora qualcosa di simile ai consultori territoriali (nella mia città sono morti e sepolti da tempo), pensare a strutture che tendenzialmente servono a "dissuadere" mi fa drizzare i capelli sulla testa: come? Con quali strumenti? E soprattutto, con quale diritto? 
Ricordo tanti anni fa, fui ricoverata a Careggi per una sospetta gravidanza extrauterina: nei giorni in cui venivano effettuate le interruzioni volontarie di gravidanza, passava un frate dall'aspetto terribile a lanciare roboanti anatemi contro le donne che ricorrevano all'aborto.
Oppure penso alla mia amica, persino il barelliere che la portava in sala operatoria tentava di "dissuaderla", senza sapere niente di lei, della sua storia o delle sue motivazioni  e, soprattutto, senza tenere conto del fatto che si trovava di fronte una donna adulta, maggiorenne, consapevole, che era approdata alla sua decisione dopo lunga e dolorosa riflessione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In tanta &#8220;metafisica&#8221; mi hanno colpito  un paio di frasi, apparentemente in tono minore.<br />
Sergio ha scritto: &#8220;la 194 è una legge che “impone” (nel senso che stabilisce ciò che è legale o ciò che costituisce reato su questo argomento) una visione del mondo&#8221;.<br />
La legge non impone un bel nulla, semmai interpreta una sensibilità, una visione del mondo, un cambiamento culturale. La legge permette, non impone, la legge riconosce un limite e lascia spazio alla responsabilità e all&#8217;autodeterminazione delle donne, ne riconosce la legittimità.<br />
Scusate sono un po&#8217; ipersensibile, ricordo bene la tracotanza di certi attacchi alla 194 (vedi referendum abrogativo) e francamente mi sento un po&#8217; depressa nel trovarmi di fronte, a distanza di 30 anni, agli stessi argomenti.<br />
Poi qualcuno diceva che i consultori dovrebbero dissuadere: ammesso che esista ancora qualcosa di simile ai consultori territoriali (nella mia città sono morti e sepolti da tempo), pensare a strutture che tendenzialmente servono a &#8220;dissuadere&#8221; mi fa drizzare i capelli sulla testa: come? Con quali strumenti? E soprattutto, con quale diritto?<br />
Ricordo tanti anni fa, fui ricoverata a Careggi per una sospetta gravidanza extrauterina: nei giorni in cui venivano effettuate le interruzioni volontarie di gravidanza, passava un frate dall&#8217;aspetto terribile a lanciare roboanti anatemi contro le donne che ricorrevano all&#8217;aborto.<br />
Oppure penso alla mia amica, persino il barelliere che la portava in sala operatoria tentava di &#8220;dissuaderla&#8221;, senza sapere niente di lei, della sua storia o delle sue motivazioni  e, soprattutto, senza tenere conto del fatto che si trovava di fronte una donna adulta, maggiorenne, consapevole, che era approdata alla sua decisione dopo lunga e dolorosa riflessione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85504</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 14:45:57 +0000</pubDate>
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		<description>Approfondirò le idee di san Tommaso eccetera. Però penso che uno stadio dell'anima sia dovuto quando si parla di animnali e vegetali. Anche in essi c'è vita, ma in loro la vita si occupa essa stessa, appunto, di loro. Cioè mi pare che gli animali per esempio siano vissuti dalla vita, e che pertanto non possano decidere loro stessi della loro vita, difatti, essi, hanno un forte attaccamento alla sovravvivenza, ma non hanno qualla resistenza umana nelle situazioni in cui l'uomo invece vede la speranza. Dunque, per esempio, un topo in trappola, una mosca in trappola, avranno poche possibilità di sopravvivenza perché la vita stessa si occupa di loro e delle loro sofferenze. Diverso e '' u n i c o ''  è invece il caso umano, a immagine e somiglianza di Dio. Dunque noi esseri umani possiamo scegliere la vita o non la vita, ma gli animali non possono; e questa è la distinzione, secondo me, delle varie tipologie delle anime.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondirò le idee di san Tommaso eccetera. Però penso che uno stadio dell&#8217;anima sia dovuto quando si parla di animnali e vegetali. Anche in essi c&#8217;è vita, ma in loro la vita si occupa essa stessa, appunto, di loro. Cioè mi pare che gli animali per esempio siano vissuti dalla vita, e che pertanto non possano decidere loro stessi della loro vita, difatti, essi, hanno un forte attaccamento alla sovravvivenza, ma non hanno qualla resistenza umana nelle situazioni in cui l&#8217;uomo invece vede la speranza. Dunque, per esempio, un topo in trappola, una mosca in trappola, avranno poche possibilità di sopravvivenza perché la vita stessa si occupa di loro e delle loro sofferenze. Diverso e &#8221; u n i c o &#8221;  è invece il caso umano, a immagine e somiglianza di Dio. Dunque noi esseri umani possiamo scegliere la vita o non la vita, ma gli animali non possono; e questa è la distinzione, secondo me, delle varie tipologie delle anime.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85477</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 22:17:16 +0000</pubDate>
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		<description>Senza dubbio l'aborto è un fallimento, che va corretto, ma non per legge.
Non per legge perché la donna (come l'uomo) è sovrana assoluta del proprio corpo e un embrione non è una vita umana ma solo un progetto di vita umana. Non c'è nessun omicidio. C'è piuttosto un depotenziamento dell'immaginario costruttivo e simbiotico della donna, una perdita (o al contrario un eccesso) di responsabilità, una ferita e un dolore rispetto al futuribile. L'aborto si estingue seguendo la strada di una sessualità responsabile, una maturazione che ancora manca a tutti i livelli sociali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senza dubbio l&#8217;aborto è un fallimento, che va corretto, ma non per legge.<br />
Non per legge perché la donna (come l&#8217;uomo) è sovrana assoluta del proprio corpo e un embrione non è una vita umana ma solo un progetto di vita umana. Non c&#8217;è nessun omicidio. C&#8217;è piuttosto un depotenziamento dell&#8217;immaginario costruttivo e simbiotico della donna, una perdita (o al contrario un eccesso) di responsabilità, una ferita e un dolore rispetto al futuribile. L&#8217;aborto si estingue seguendo la strada di una sessualità responsabile, una maturazione che ancora manca a tutti i livelli sociali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mario pandiani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85445</link>
		<dc:creator>mario pandiani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 12:54:58 +0000</pubDate>
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		<description>Bisognerebbe assistere ad un aborto per capire meglio, se si hanno dei dubbi che non ci sia violenza. 
Parlavo di "legittimità naturale" in risposta a certe affermazioni che vedono la donna come naturalmente legittimata ad interrompere una gravidanza, legittimità di cui non vedo la naturalità nè l'evidenza se non che meccanicamente può farlo.
Io non teorizzo sull'aborto, credo che l'essere umano sia libero a 360 gradi, libero di fare e sciegliere ciò che è bene e ciò che è male, che abbia la sacrosanta capacità di imparare anche dal male fatto e che possa superarlo. Quello a cui non credo è che la legge e la coerenza ad essa siano un valore superiore.
Quando mia moglie 44enne aspettava, incontrai un'amica che fa la cardiologa in ospedale, mi disse, Guarda che ho già prenotato per l'esame dei villi... le risposi che mia moglie ed io non avevamo mai deciso di fare quell'esame.
Da allora ci ha tolto il saluto, cosa che a me non dispiace, ma ho capito che certe cose, per alcuni, assumono valenze che trascendono la libertà dell'individuo, si era sentita negata nella sua fede che se una donna aspetta e sa che il bambino ha dei difetti sia naturale od obbligata la scelta dell'aborto, quale altra ragione c'è per volerlo sapere con un esame invasivo e rischioso per il feto come quello dei villi coreali?.
Io credo a questa libertà, come sono convinto del male di alcune cose, le conseguenze non le conosco se non per la sofferenza che ho visto in molte amiche, sofferenze che alcune hanno superato a partire dal loro significato e altre hanno interiorizzato e camuffato senza più sfuggirne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe assistere ad un aborto per capire meglio, se si hanno dei dubbi che non ci sia violenza.<br />
Parlavo di &#8220;legittimità naturale&#8221; in risposta a certe affermazioni che vedono la donna come naturalmente legittimata ad interrompere una gravidanza, legittimità di cui non vedo la naturalità nè l&#8217;evidenza se non che meccanicamente può farlo.<br />
Io non teorizzo sull&#8217;aborto, credo che l&#8217;essere umano sia libero a 360 gradi, libero di fare e sciegliere ciò che è bene e ciò che è male, che abbia la sacrosanta capacità di imparare anche dal male fatto e che possa superarlo. Quello a cui non credo è che la legge e la coerenza ad essa siano un valore superiore.<br />
Quando mia moglie 44enne aspettava, incontrai un&#8217;amica che fa la cardiologa in ospedale, mi disse, Guarda che ho già prenotato per l&#8217;esame dei villi&#8230; le risposi che mia moglie ed io non avevamo mai deciso di fare quell&#8217;esame.<br />
Da allora ci ha tolto il saluto, cosa che a me non dispiace, ma ho capito che certe cose, per alcuni, assumono valenze che trascendono la libertà dell&#8217;individuo, si era sentita negata nella sua fede che se una donna aspetta e sa che il bambino ha dei difetti sia naturale od obbligata la scelta dell&#8217;aborto, quale altra ragione c&#8217;è per volerlo sapere con un esame invasivo e rischioso per il feto come quello dei villi coreali?.<br />
Io credo a questa libertà, come sono convinto del male di alcune cose, le conseguenze non le conosco se non per la sofferenza che ho visto in molte amiche, sofferenze che alcune hanno superato a partire dal loro significato e altre hanno interiorizzato e camuffato senza più sfuggirne.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; 194: dall&#8217;interno</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85418</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; 194: dall&#8217;interno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 08:17:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] vale prendere coraggio – come donna che ha qualcosa in merito da dire. In alcuni commenti sul post della 194 su Nazione Indiana leggevo della differenza tra uomini e donne nel rapportarsi al problema: i primi teorizzano, dove [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] vale prendere coraggio – come donna che ha qualcosa in merito da dire. In alcuni commenti sul post della 194 su Nazione Indiana leggevo della differenza tra uomini e donne nel rapportarsi al problema: i primi teorizzano, dove [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85416</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 08:16:31 +0000</pubDate>
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		<description>@padiani (che "non entra nella polemica" anche se definisce l'aborto, in modo molto neutro un "atto di violenza", con tutte le implicazioni che questa definizione comporta)
senza entrare nel merito delle "castronerie di sant'agostino" di cui non me ne può fregare di meno sarei interessato ad un approfondimento del concetto di "legittimità naturale".
e anche se possibile ad una definizione di "naturale".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@padiani (che &#8220;non entra nella polemica&#8221; anche se definisce l&#8217;aborto, in modo molto neutro un &#8220;atto di violenza&#8221;, con tutte le implicazioni che questa definizione comporta)<br />
senza entrare nel merito delle &#8220;castronerie di sant&#8217;agostino&#8221; di cui non me ne può fregare di meno sarei interessato ad un approfondimento del concetto di &#8220;legittimità naturale&#8221;.<br />
e anche se possibile ad una definizione di &#8220;naturale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85411</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 06:18:55 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo nella visione antropocentrica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo nella visione antropocentrica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mario pandiani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85409</link>
		<dc:creator>mario pandiani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 23:49:54 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che si sovrappongano questioni un po' troppo diverse tra loro.
Sant'Agostino è un autore estremamente poco probante, alla fine della sua vita cominciò, purtroppo senza terminarle, le retractationes, perchè si era reso conto di alcune castronerie di cui era stato autore, la prima delle quali, di cui si subiscono ancora oggi le conseguenze, è l'identificazione dell'atto sessuale di Adamo ed Eva come il peccato originale.
Di Tomaso d'Acquino si sa che chiese gentilmente di bruciare la sua summa in punto di morte, e forse avrebbero fatto meglio ad ubbidire.
Di tertulliano non vale neppure la pena parlarne il suo atteggiamento verso le donne prima e dopo la "conversione" è a dir poco contradditorio.
Ora, per senso di precisione, nessuna delle posizioni citate di questi autori appartiene alla chiesa cristiana originaria, che ha sempre avuto ed ha un pensiero, e ciò che più conta, un'esperienza diversa sui fatti della vita.
Il discorso infatti se sia lecito o no l'aborto è una questine eminentemente giuridica, prima della legge 194 non lo era, dopo la legge lo è, fine della discussione.
Arrampicarsi sui vetri per trovare una giustificazione ontologica ad un atto di violenza è ridicolo oltre che scarsamente delicato verso tutti gli individui che lo hanno, ad un titolo o ad un altro, subito.
Non mi interessa molto, a questo punto entrare in una polemica senza soluzione altra che quella della giurisprudenza che la regola, ma considerare che se in un'azione umana ci fosse solo una legittimità naturale, non servirebbe una legge, ma anche che una legge non è che una norma condivisa da una parte della popolazione democraticamente sufficiente a farla approvare, tutto questo è naturalmente oggetto di battaglia politica, ma esula dal cuore del fatto. 
L'aborto , sotto qualunque profilo vogliamo vederlo è un fallimento, ogni fallimento richiede un esame approfondito delle sue cause.
L'uomo non ha diritto a fallire, semplicemente, succede che fallisca, la sua natura è tale.
Succede che da un fallimento si rialzi o che non riesca a farlo, per questo gli uomini vivono insieme, per sostenersi l'un l'altro.
Al di fuori di questi semplici fatti non c'è che una disperata ricerca di giustificazioni, sempre insufficienti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che si sovrappongano questioni un po&#8217; troppo diverse tra loro.<br />
Sant&#8217;Agostino è un autore estremamente poco probante, alla fine della sua vita cominciò, purtroppo senza terminarle, le retractationes, perchè si era reso conto di alcune castronerie di cui era stato autore, la prima delle quali, di cui si subiscono ancora oggi le conseguenze, è l&#8217;identificazione dell&#8217;atto sessuale di Adamo ed Eva come il peccato originale.<br />
Di Tomaso d&#8217;Acquino si sa che chiese gentilmente di bruciare la sua summa in punto di morte, e forse avrebbero fatto meglio ad ubbidire.<br />
Di tertulliano non vale neppure la pena parlarne il suo atteggiamento verso le donne prima e dopo la &#8220;conversione&#8221; è a dir poco contradditorio.<br />
Ora, per senso di precisione, nessuna delle posizioni citate di questi autori appartiene alla chiesa cristiana originaria, che ha sempre avuto ed ha un pensiero, e ciò che più conta, un&#8217;esperienza diversa sui fatti della vita.<br />
Il discorso infatti se sia lecito o no l&#8217;aborto è una questine eminentemente giuridica, prima della legge 194 non lo era, dopo la legge lo è, fine della discussione.<br />
Arrampicarsi sui vetri per trovare una giustificazione ontologica ad un atto di violenza è ridicolo oltre che scarsamente delicato verso tutti gli individui che lo hanno, ad un titolo o ad un altro, subito.<br />
Non mi interessa molto, a questo punto entrare in una polemica senza soluzione altra che quella della giurisprudenza che la regola, ma considerare che se in un&#8217;azione umana ci fosse solo una legittimità naturale, non servirebbe una legge, ma anche che una legge non è che una norma condivisa da una parte della popolazione democraticamente sufficiente a farla approvare, tutto questo è naturalmente oggetto di battaglia politica, ma esula dal cuore del fatto.<br />
L&#8217;aborto , sotto qualunque profilo vogliamo vederlo è un fallimento, ogni fallimento richiede un esame approfondito delle sue cause.<br />
L&#8217;uomo non ha diritto a fallire, semplicemente, succede che fallisca, la sua natura è tale.<br />
Succede che da un fallimento si rialzi o che non riesca a farlo, per questo gli uomini vivono insieme, per sostenersi l&#8217;un l&#8217;altro.<br />
Al di fuori di questi semplici fatti non c&#8217;è che una disperata ricerca di giustificazioni, sempre insufficienti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85407</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 21:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>è vero, valter.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è vero, valter.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85401</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 20:03:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85401</guid>
		<description>@tashtego
Anche tu sei credente: credi nella deprecabile bruttezza degli scialletti a uncinetto. E' una religione estetica, che implica salvezza e dannazione.
Quasi quasi te ne regalo uno, così impari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego<br />
Anche tu sei credente: credi nella deprecabile bruttezza degli scialletti a uncinetto. E&#8217; una religione estetica, che implica salvezza e dannazione.<br />
Quasi quasi te ne regalo uno, così impari.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sergio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85394</link>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 18:03:16 +0000</pubDate>
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		<description>Luminamenti dice:

“Siamo praticamente identici allo scimpanzé e al maiale geneticamente.
Le differenze genetiche tra l’uomo e gli scimpanzé è pari solo al’1,2%” 

Grazie delle tue precisazioni scientifiche, ma non mi è chiaro in che modo questi dati sono rilevanti per te. La vita di un essere umano ha per te lo stesso valore della vita di un primate?  Comunque il punto della mia domanda era un altro. Le cellule dell’embrione umano si moltiplicano e si configurano seguendo un’informazione genetica diversa da quella di tutte le altre specie, quindi non si può dire che un embrione umano valga quanto un embrione di una qualsiasi altra forma di vita, a meno che non si pensi che tutte le forme di vita abbiano la stessa dignità.

Da non scienziato vedo l'embrione come la prima fase di un processo biologico ininterrotto che condurrà quella forma di vita umana attraverso le diverse tappe della sua evoluzione fino alla morte. Forse sbaglio, ma intuitivamente osservo una continuità biologica dal momento del concepimento fino alla morte. Dal mio punto di vista, il momento in cui si decide di interrompere o sopprimere la vita non è rilevante perché la sostanza del fatto non cambia, si tratta sempre della soppressione di una vita umana in un certo punto della sua evoluzione biologica.
Un’altra osservazione, le differenze sono anche qualitative.

Cristiano dice:

“non dimentichiamoci che la scelta, la responsabilità, le conseguenze di una e dell’altra, rimangono alla donna”

capisco quello che dici, ma non pensi che un padre dovrebbe poter dire la sua? Se vogliamo corresponsabilizzare e coinvolgere gli uomini nell’educazione dei bambini, non possiamo escluderli dalle decisioni più importanti. Secondo me, si assiste a un’assolutizzazione di un solo diritto, quello dell’autodeterminazione della donna, giustissimo ma mostruoso quando lo si impone a scapito di tutto e di tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luminamenti dice:</p>
<p>“Siamo praticamente identici allo scimpanzé e al maiale geneticamente.<br />
Le differenze genetiche tra l’uomo e gli scimpanzé è pari solo al’1,2%” </p>
<p>Grazie delle tue precisazioni scientifiche, ma non mi è chiaro in che modo questi dati sono rilevanti per te. La vita di un essere umano ha per te lo stesso valore della vita di un primate?  Comunque il punto della mia domanda era un altro. Le cellule dell’embrione umano si moltiplicano e si configurano seguendo un’informazione genetica diversa da quella di tutte le altre specie, quindi non si può dire che un embrione umano valga quanto un embrione di una qualsiasi altra forma di vita, a meno che non si pensi che tutte le forme di vita abbiano la stessa dignità.</p>
<p>Da non scienziato vedo l&#8217;embrione come la prima fase di un processo biologico ininterrotto che condurrà quella forma di vita umana attraverso le diverse tappe della sua evoluzione fino alla morte. Forse sbaglio, ma intuitivamente osservo una continuità biologica dal momento del concepimento fino alla morte. Dal mio punto di vista, il momento in cui si decide di interrompere o sopprimere la vita non è rilevante perché la sostanza del fatto non cambia, si tratta sempre della soppressione di una vita umana in un certo punto della sua evoluzione biologica.<br />
Un’altra osservazione, le differenze sono anche qualitative.</p>
<p>Cristiano dice:</p>
<p>“non dimentichiamoci che la scelta, la responsabilità, le conseguenze di una e dell’altra, rimangono alla donna”</p>
<p>capisco quello che dici, ma non pensi che un padre dovrebbe poter dire la sua? Se vogliamo corresponsabilizzare e coinvolgere gli uomini nell’educazione dei bambini, non possiamo escluderli dalle decisioni più importanti. Secondo me, si assiste a un’assolutizzazione di un solo diritto, quello dell’autodeterminazione della donna, giustissimo ma mostruoso quando lo si impone a scapito di tutto e di tutti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85390</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 16:52:14 +0000</pubDate>
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		<description>si seguita a usare la parola "vita" come sinonimo di "vita umana".
perché nessuno dei difensori di feti, qui, si sogna di difendere i diritti delle uova di gallina gallate, o quello degli abbacchi appena nati.
è il ridicolo, intellettualmente degradante antropocentrismo dei cattolici (e di quasi tutte le altre altrettanto ridicole, anzi a questo punto possiamo pure usare la parola ripugnanti) che mette il primate uomo al centro dell'universo.
i laici qui e altrove usano il loro stesso linguaggio, si pongono sul loro stesso piano, si fanno le loro stesse domande.
siete tutti credenti, al fondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si seguita a usare la parola &#8220;vita&#8221; come sinonimo di &#8220;vita umana&#8221;.<br />
perché nessuno dei difensori di feti, qui, si sogna di difendere i diritti delle uova di gallina gallate, o quello degli abbacchi appena nati.<br />
è il ridicolo, intellettualmente degradante antropocentrismo dei cattolici (e di quasi tutte le altre altrettanto ridicole, anzi a questo punto possiamo pure usare la parola ripugnanti) che mette il primate uomo al centro dell&#8217;universo.<br />
i laici qui e altrove usano il loro stesso linguaggio, si pongono sul loro stesso piano, si fanno le loro stesse domande.<br />
siete tutti credenti, al fondo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85389</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 16:47:46 +0000</pubDate>
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		<description>a me mi piace poppo.
voglio qualche altro commento di poppo, peffavore.
possibilmente ancora più incasinato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me mi piace poppo.<br />
voglio qualche altro commento di poppo, peffavore.<br />
possibilmente ancora più incasinato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85388</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 15:07:05 +0000</pubDate>
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		<description>@Lousatumular
Chi punta il dito contro la donna, contro la sua scelta dimentica la sua sofferenza, non vuole perdonarla, non la ama

Non esistono solo il carcere e il confessionale, c'è anche la piazza, la cultura, il linguaggio. Se si volesse veramente diminuire le pratiche abortive (non con l'imposizione, ma con la persuasione), si promuoverebbe una cultura corrispondente, la 194 sarebbe intesa per quello che è (depenalizzazione, non legalizzazione) i consultori fuinzionerebbero diversamente (per dissuadere non per ratificare), in altri termini, il cosiddetto progressismo più o meno femminista dovrebbe cambiare profondamente il proprio linguaggio e adottare espressioni che qui ho sentito usare da Georgia e da Alcor, ma che non mi risultano così diffuse nell'ambiente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Lousatumular<br />
Chi punta il dito contro la donna, contro la sua scelta dimentica la sua sofferenza, non vuole perdonarla, non la ama</p>
<p>Non esistono solo il carcere e il confessionale, c&#8217;è anche la piazza, la cultura, il linguaggio. Se si volesse veramente diminuire le pratiche abortive (non con l&#8217;imposizione, ma con la persuasione), si promuoverebbe una cultura corrispondente, la 194 sarebbe intesa per quello che è (depenalizzazione, non legalizzazione) i consultori fuinzionerebbero diversamente (per dissuadere non per ratificare), in altri termini, il cosiddetto progressismo più o meno femminista dovrebbe cambiare profondamente il proprio linguaggio e adottare espressioni che qui ho sentito usare da Georgia e da Alcor, ma che non mi risultano così diffuse nell&#8217;ambiente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85387</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 14:59:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85387</guid>
		<description>Streonzo è un refuso, ma vale anche come stronzo stereofonico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Streonzo è un refuso, ma vale anche come stronzo stereofonico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85386</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 14:57:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85386</guid>
		<description>@Josè Stal

"Binaghi falla finita"

Fatti vedere in faccia, streonzo e codardo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Josè Stal</p>
<p>&#8220;Binaghi falla finita&#8221;</p>
<p>Fatti vedere in faccia, streonzo e codardo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lousatumular</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85383</link>
		<dc:creator>Lousatumular</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 14:14:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85383</guid>
		<description>Quando si parla di aborto, si sottovaluta la sfera personale del dolore. Il dolore è un sentimento personale, che riguarda la sfera dell’individuo. Dovrebbe essere relegata nel fondo dell’individuo, nel suo sottosuolo. Quando emerge genera compassione, pietà. La chiesa mi sembra che le abbia perse entrambe. Non mi sentirei, mai e poi mai, di puntare il dito, di condannare, di proibire la libera scelta di una persona sul proprio corpo, sulla propria vita. Abuserei della mia libertà a scapito della altrui libertà. Una moratoria contro la 194 sarebbe un’imposizione egoistica, un’indebita ingerenza che vorrebbe rendere di pubblico dominio il dolore (la spettacolarizzazione della morte, della sofferenza, un po’ come avvenne per la morte di Wojtila). La morte e la sofferenza diventano quindi proprietà, non personale, ma collettiva. Il corpo di una donna, la morte di un essere umano (si veda il dibattito sull’eutanasia) non sono proprietà di uno Stato, di una religione e neppure di altre persone. Dobbiamo rendere conto a qualcuno, forse ai nostri cari, ma i nostri cari, conoscendoci, avendoci visto crescere e soffrire, rinunceranno al proprio dolore quando si troveranno di fronte al nostro dolore. Nel suicidio, coloro che rimangono, dovrebbero accettare la morte del suicida, per non sfociare nel delirio, nei sensi di colpa, nella malattia. Si abdica il proprio dolore,in favore della compassione per il dolore di colui che lo prova, lo vive. Non si punta il dito, si accetta. Sarà forse quel tanto decantato amore per il prossimo che forse ci farà rinunciare alle nostre egoistiche convinzioni? 
L’aborto lascia cicatrici e quelle cicatrici riguardano solo la donna. Chi punta il dito contro la donna, contro la sua scelta dimentica la sua sofferenza, non vuole perdonarla, non la ama, davanti a lei pone, impone la difesa dell’embrione. Si preferisce usare il dolore per condannarla, chiamandolo irresponsabilità o immaturità…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di aborto, si sottovaluta la sfera personale del dolore. Il dolore è un sentimento personale, che riguarda la sfera dell’individuo. Dovrebbe essere relegata nel fondo dell’individuo, nel suo sottosuolo. Quando emerge genera compassione, pietà. La chiesa mi sembra che le abbia perse entrambe. Non mi sentirei, mai e poi mai, di puntare il dito, di condannare, di proibire la libera scelta di una persona sul proprio corpo, sulla propria vita. Abuserei della mia libertà a scapito della altrui libertà. Una moratoria contro la 194 sarebbe un’imposizione egoistica, un’indebita ingerenza che vorrebbe rendere di pubblico dominio il dolore (la spettacolarizzazione della morte, della sofferenza, un po’ come avvenne per la morte di Wojtila). La morte e la sofferenza diventano quindi proprietà, non personale, ma collettiva. Il corpo di una donna, la morte di un essere umano (si veda il dibattito sull’eutanasia) non sono proprietà di uno Stato, di una religione e neppure di altre persone. Dobbiamo rendere conto a qualcuno, forse ai nostri cari, ma i nostri cari, conoscendoci, avendoci visto crescere e soffrire, rinunceranno al proprio dolore quando si troveranno di fronte al nostro dolore. Nel suicidio, coloro che rimangono, dovrebbero accettare la morte del suicida, per non sfociare nel delirio, nei sensi di colpa, nella malattia. Si abdica il proprio dolore,in favore della compassione per il dolore di colui che lo prova, lo vive. Non si punta il dito, si accetta. Sarà forse quel tanto decantato amore per il prossimo che forse ci farà rinunciare alle nostre egoistiche convinzioni?<br />
L’aborto lascia cicatrici e quelle cicatrici riguardano solo la donna. Chi punta il dito contro la donna, contro la sua scelta dimentica la sua sofferenza, non vuole perdonarla, non la ama, davanti a lei pone, impone la difesa dell’embrione. Si preferisce usare il dolore per condannarla, chiamandolo irresponsabilità o immaturità…</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lousatumular</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85381</link>
		<dc:creator>Lousatumular</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 14:03:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85381</guid>
		<description>Quando inizia la vita? 
Gli scienziati la fanno risalire a 3,5 milioni di anni fa. Poi con il tempo la vita ha seguito il suo proprio percorso evolutivo. Si sono mantenute specie semplici e si sono sviluppate specie complesse. Si pensa che i mitocondri, “l’organello di respirazione”, derivino da un batterio aerobio che si è adattato a vivere all’interno di una cellula ancestrale anaerobia. Se volessi fare una correlazione, se volessi dare a questa teoria una connotazione religiosa, direi: ecco cosa si intendeva con quel soffio che dio ha infuso agli uomini!
Lungi da me…
Era solo una piccola provocazione. Ma è quanto hanno cercato di fare nel periodo del referendum sulla legge della procreazione medicalmente assistita. Il fatto di usare la scienza per difendere posizioni che non avevano nulla di scientifico, che non riguardavano la scienza e che la trascendevano, ha contribuito a confondere le idee, gettare polvere su altra polvere. Si è sollevato di conseguenza un polverone ingestibile. La scienza, per il suo modo di essere, può formulare diversi giudizi, giudizi che possono contrapporsi e non dovrebbero escludersi almeno fino a quando lo stato dell’arte ne dichiari l’irrilevanza. Il dibattito sulle staminali, embrionali contro adulte, non aveva alcun senso, coloro che difendevano le cellule staminali adulte, non avevano una posizione democraticamente sostenibile e scadevano nell’imposizione e nella banalizzazione della stessa scienza o di una certa forma di scienza, forse più soggetta al potere, al consumismo di quanto si vorrebbe far credere.  
Cosa è l’embrione, cosa è la vita, cosa è la persona?
In Italia è impossibile lavorare sulle cellule staminali embrionali, dovrebbe essere vietato dalla legge 40. Inoltre dovrebbe esistere, da qualche parte, qui al nord, un maxi-refrigeratore che contiene gli embrioni “avanzati” con rispettive cellule embrionali non utilizzabili. Una strage di innocenti, si potrebbe or ora gridare. Embrioni al di fuori del corpo, sono embrioni, non sono persone. Embrioni impiantati nell’utero non sono persone, sono embrioni. La stessa etimologia ne designa le caratteristiche. Senza dubbio è  vita, come è vita una cellula muscolare, nervosa o un batterio della flora intestinale. In biologia, una delle prove dell’evoluzione è il principio di Haeckel: l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. Al terzo mese l’embrione di un essere umano somiglia all’embrione di un anfibio. Nei primi mesi gli aborti spontanei sono all’ordine del giorno. L’embrione per poter diventare feto e poi per essere finalmente gettato nel mondo, ha bisogno del corpo della madre e di segnali chimici e fisici che gli permettano di sopravvivere all’interno di un corpo. Se non vi è volontà della donna, non riesco a capire perché non potrebbe rinunciare. Il corpo, con gli aborti spontanei rifiuta il feto, sembra quindi che la donna debba essere schiava del proprio corpo e non possa scegliere altrimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando inizia la vita?<br />
Gli scienziati la fanno risalire a 3,5 milioni di anni fa. Poi con il tempo la vita ha seguito il suo proprio percorso evolutivo. Si sono mantenute specie semplici e si sono sviluppate specie complesse. Si pensa che i mitocondri, “l’organello di respirazione”, derivino da un batterio aerobio che si è adattato a vivere all’interno di una cellula ancestrale anaerobia. Se volessi fare una correlazione, se volessi dare a questa teoria una connotazione religiosa, direi: ecco cosa si intendeva con quel soffio che dio ha infuso agli uomini!<br />
Lungi da me…<br />
Era solo una piccola provocazione. Ma è quanto hanno cercato di fare nel periodo del referendum sulla legge della procreazione medicalmente assistita. Il fatto di usare la scienza per difendere posizioni che non avevano nulla di scientifico, che non riguardavano la scienza e che la trascendevano, ha contribuito a confondere le idee, gettare polvere su altra polvere. Si è sollevato di conseguenza un polverone ingestibile. La scienza, per il suo modo di essere, può formulare diversi giudizi, giudizi che possono contrapporsi e non dovrebbero escludersi almeno fino a quando lo stato dell’arte ne dichiari l’irrilevanza. Il dibattito sulle staminali, embrionali contro adulte, non aveva alcun senso, coloro che difendevano le cellule staminali adulte, non avevano una posizione democraticamente sostenibile e scadevano nell’imposizione e nella banalizzazione della stessa scienza o di una certa forma di scienza, forse più soggetta al potere, al consumismo di quanto si vorrebbe far credere.<br />
Cosa è l’embrione, cosa è la vita, cosa è la persona?<br />
In Italia è impossibile lavorare sulle cellule staminali embrionali, dovrebbe essere vietato dalla legge 40. Inoltre dovrebbe esistere, da qualche parte, qui al nord, un maxi-refrigeratore che contiene gli embrioni “avanzati” con rispettive cellule embrionali non utilizzabili. Una strage di innocenti, si potrebbe or ora gridare. Embrioni al di fuori del corpo, sono embrioni, non sono persone. Embrioni impiantati nell’utero non sono persone, sono embrioni. La stessa etimologia ne designa le caratteristiche. Senza dubbio è  vita, come è vita una cellula muscolare, nervosa o un batterio della flora intestinale. In biologia, una delle prove dell’evoluzione è il principio di Haeckel: l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. Al terzo mese l’embrione di un essere umano somiglia all’embrione di un anfibio. Nei primi mesi gli aborti spontanei sono all’ordine del giorno. L’embrione per poter diventare feto e poi per essere finalmente gettato nel mondo, ha bisogno del corpo della madre e di segnali chimici e fisici che gli permettano di sopravvivere all’interno di un corpo. Se non vi è volontà della donna, non riesco a capire perché non potrebbe rinunciare. Il corpo, con gli aborti spontanei rifiuta il feto, sembra quindi che la donna debba essere schiava del proprio corpo e non possa scegliere altrimenti.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85380</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 13:43:22 +0000</pubDate>
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		<description>L'ontogenesi tumorale indica che una cellula tumorale è una cellula che regredisce a uno stadio indifferenziato di organismo eucariote monocellulare. L'alterazione del meccanismo dell'apoptosi è indicativa del rifiuto delle cellula diventata tumorale di cooperare con l'organizzazione multicellulare che caratterizza istologicamente un tessuto umano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ontogenesi tumorale indica che una cellula tumorale è una cellula che regredisce a uno stadio indifferenziato di organismo eucariote monocellulare. L&#8217;alterazione del meccanismo dell&#8217;apoptosi è indicativa del rifiuto delle cellula diventata tumorale di cooperare con l&#8217;organizzazione multicellulare che caratterizza istologicamente un tessuto umano</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85379</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 13:37:29 +0000</pubDate>
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		<description>Il Dna dove lo mettiamo? esattamente dov'è! 
Da un punto di vista genetico l'uomo e il moscerino della frutta sono abbastanza simili. Circa il 60% delle malattie genetiche conosciute si possono verificare nel patrimonio genetico del moscerino. E circa il 50% delle proteine della Drosophila hanno un analogo nei mammiferi. La Drosophila viene usata come modello genetico per varie malattie umane, inclusi i disturbi neurodegenerativi come il morbo di Parkinson, la corea di Huntington e il morbo di Alzheimer. La mosca viene utilizzata anche per studiare il meccanismo biologico del sistema immunitario, del diabete, del cancro e persino dell'abuso di sostanze stupefacenti.


Siamo praticamente identici allo scimpanzé e al maiale geneticamente.
Le differenze genetiche tra l'uomo e gli scimpanzé è pari solo al'1,2%
Quello che cambia è l'espressione fenotipica, la derepressione dei geni regolatori, l'espressione genica.
Inoltre, l'espressione fenotipica prima della nascita è incompleta (come dimostra la sintesi proteica)
In quanto già agli incroci genetici, già ci sono molteplici esperimenti in corso. 
Tengo però a precisare che credo in un altro tipo di evoluzione, ma non sono darwiniano, né creazionista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dna dove lo mettiamo? esattamente dov&#8217;è!<br />
Da un punto di vista genetico l&#8217;uomo e il moscerino della frutta sono abbastanza simili. Circa il 60% delle malattie genetiche conosciute si possono verificare nel patrimonio genetico del moscerino. E circa il 50% delle proteine della Drosophila hanno un analogo nei mammiferi. La Drosophila viene usata come modello genetico per varie malattie umane, inclusi i disturbi neurodegenerativi come il morbo di Parkinson, la corea di Huntington e il morbo di Alzheimer. La mosca viene utilizzata anche per studiare il meccanismo biologico del sistema immunitario, del diabete, del cancro e persino dell&#8217;abuso di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Siamo praticamente identici allo scimpanzé e al maiale geneticamente.<br />
Le differenze genetiche tra l&#8217;uomo e gli scimpanzé è pari solo al&#8217;1,2%<br />
Quello che cambia è l&#8217;espressione fenotipica, la derepressione dei geni regolatori, l&#8217;espressione genica.<br />
Inoltre, l&#8217;espressione fenotipica prima della nascita è incompleta (come dimostra la sintesi proteica)<br />
In quanto già agli incroci genetici, già ci sono molteplici esperimenti in corso.<br />
Tengo però a precisare che credo in un altro tipo di evoluzione, ma non sono darwiniano, né creazionista.</p>
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