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	<title>Commenti a: 194: dall&#8217;interno</title>
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	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:58:37 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Claudio Gianvincenzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-87023</link>
		<dc:creator>Claudio Gianvincenzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 16:03:03 +0000</pubDate>
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		<description>Raramente mi è capitato di leggere uno scritto di simile perfezione e bellezza riguardo tale argomento.
Non so cos'altro dire e soprattutto non ho alcunché da aggiungere. E sono felice quando mi capita di poter e dover tacere.
A Francesca tutta la mia ammirata laconicità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Raramente mi è capitato di leggere uno scritto di simile perfezione e bellezza riguardo tale argomento.<br />
Non so cos&#8217;altro dire e soprattutto non ho alcunché da aggiungere. E sono felice quando mi capita di poter e dover tacere.<br />
A Francesca tutta la mia ammirata laconicità.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85647</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 11:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>non sono lusingata, amo i carciofi più dei gigli, i carciofi sono buoni da mangiare, i gigli puzzano, ma sono contenta che Valter, con il quale ho polemizzato, non ce l'abbia con me:–)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono lusingata, amo i carciofi più dei gigli, i carciofi sono buoni da mangiare, i gigli puzzano, ma sono contenta che Valter, con il quale ho polemizzato, non ce l&#8217;abbia con me:–)</p>
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		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85622</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 06:56:01 +0000</pubDate>
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		<description>adesso, secondo voi, Alcor sarà lusingata?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>adesso, secondo voi, Alcor sarà lusingata?</p>
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		<title>Di: tashteghino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85620</link>
		<dc:creator>tashteghino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 04:11:01 +0000</pubDate>
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		<description>a me me piasce binaghi che ce prova co alcor. ahò, giù le mani, sa? che mi padre se ncazza!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me me piasce binaghi che ce prova co alcor. ahò, giù le mani, sa? che mi padre se ncazza!</p>
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		<title>Di: Sergio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85615</link>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 22:21:53 +0000</pubDate>
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		<description>Francesca,

grazie della risposta ma soprattutto grazie della sincerità. Come si sarà capito, sono contrario all'aborto (tranne in caso di pericolo per la vita della madre), ma sono ben contento di non dover giudicare nessuno :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesca,</p>
<p>grazie della risposta ma soprattutto grazie della sincerità. Come si sarà capito, sono contrario all&#8217;aborto (tranne in caso di pericolo per la vita della madre), ma sono ben contento di non dover giudicare nessuno :-)</p>
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		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85614</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 21:51:46 +0000</pubDate>
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		<description>@Sergio: sì, hai fatto centro. Se i bambini nascessero al di fuori del corpo della madre, l’aborto sarebbe un problema diverso. E’ il corpo che fa la differenza. Non tutta la differenza, ma gran parte della differenza. Il bambino è di tutti e due, ma è solo un corpo che vive la metamorfosi (anche se alcuni studi hanno notato notevoli mutamenti ormonali anche nei futuri padri) e il dramma-aborto.
 
Quando ho fatto la villocentesi, l’ho vissuta come una violazione, ma ho accettato di farla perché sapevo che il bambino che avevo in grembo (che poi è una bambina!) non era solo mio, ma anche del suo futuro padre e se razionalmente ero d’accordo con lui nel fare l’esame, quando mi ci sono trovata lì (e anche i giorni prima) è stata durissima, soprattutto perché temevo di perderlo (ho un’amica che dopo l’amniocentesi ha perso il bambino). Avevo dentro di me la vita e facevo un esame che la avrebbe potuta distruggere. Ho avuto la fortuna di non essermi trovata davanti una decisione tremenda come quella dell’aborto volontario. Decisione che era da tenere nelle possibilità, avendo deciso di fare quell’esame.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Sergio: sì, hai fatto centro. Se i bambini nascessero al di fuori del corpo della madre, l’aborto sarebbe un problema diverso. E’ il corpo che fa la differenza. Non tutta la differenza, ma gran parte della differenza. Il bambino è di tutti e due, ma è solo un corpo che vive la metamorfosi (anche se alcuni studi hanno notato notevoli mutamenti ormonali anche nei futuri padri) e il dramma-aborto.</p>
<p>Quando ho fatto la villocentesi, l’ho vissuta come una violazione, ma ho accettato di farla perché sapevo che il bambino che avevo in grembo (che poi è una bambina!) non era solo mio, ma anche del suo futuro padre e se razionalmente ero d’accordo con lui nel fare l’esame, quando mi ci sono trovata lì (e anche i giorni prima) è stata durissima, soprattutto perché temevo di perderlo (ho un’amica che dopo l’amniocentesi ha perso il bambino). Avevo dentro di me la vita e facevo un esame che la avrebbe potuta distruggere. Ho avuto la fortuna di non essermi trovata davanti una decisione tremenda come quella dell’aborto volontario. Decisione che era da tenere nelle possibilità, avendo deciso di fare quell’esame.</p>
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	<item>
		<title>Di: Cina Barbon</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85610</link>
		<dc:creator>Cina Barbon</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 20:17:55 +0000</pubDate>
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		<description>Confermo.
E sono pronta a far da madrina in ogni momento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Confermo.<br />
E sono pronta a far da madrina in ogni momento.</p>
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	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85607</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 18:28:03 +0000</pubDate>
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		<description>Alcor, anche quando dici cose che non approvo, sei un giglio in mezzo ai carciofi. E questa è una dichiarazione d'amore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor, anche quando dici cose che non approvo, sei un giglio in mezzo ai carciofi. E questa è una dichiarazione d&#8217;amore.</p>
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		<title>Di: Cino Lumi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85604</link>
		<dc:creator>Cino Lumi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 17:35:00 +0000</pubDate>
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		<description>alcor, tu dici 'rinuncio, con un certo scoramento'. e sia pure. ma per rinunciare, e magari scoràrsi, bisogna prima aver tentato, o no? e allora ti chiedo: ma con quello 'sopra' di te, ad esempio, cosa c'è da tentare? lì non c'è nemmeno il gusto, anche minimo, della ricerca del pusher, tanto è chiaro da chi si fornisce. immagino siano partite di cellule maschili e femminili ben rollate. si spera, almeno, che il 'fumo', prima di spandersi nell'aria, prenda tutte  le precauzioni del caso: te lo immagini il cielo straripante di feti dal profumo d'incenso?

massey: cino, non cina. e, in ogni caso, nella tua risposta c'è un 'anti' di troppo: forse ti riferivi alla brevissima fase in cui aveva dato segni di voler uscire dalla dipendenza. ma ha desistito subito, a quanto pare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>alcor, tu dici &#8216;rinuncio, con un certo scoramento&#8217;. e sia pure. ma per rinunciare, e magari scoràrsi, bisogna prima aver tentato, o no? e allora ti chiedo: ma con quello &#8217;sopra&#8217; di te, ad esempio, cosa c&#8217;è da tentare? lì non c&#8217;è nemmeno il gusto, anche minimo, della ricerca del pusher, tanto è chiaro da chi si fornisce. immagino siano partite di cellule maschili e femminili ben rollate. si spera, almeno, che il &#8216;fumo&#8217;, prima di spandersi nell&#8217;aria, prenda tutte  le precauzioni del caso: te lo immagini il cielo straripante di feti dal profumo d&#8217;incenso?</p>
<p>massey: cino, non cina. e, in ogni caso, nella tua risposta c&#8217;è un &#8216;anti&#8217; di troppo: forse ti riferivi alla brevissima fase in cui aveva dato segni di voler uscire dalla dipendenza. ma ha desistito subito, a quanto pare&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sergio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85602</link>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 17:17:31 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei porre due domande:

Immaginate che i progressi della scienza permettessero di riprodurre al di fuori del corpo della donna le condizioni necessarie alla vita dell’embrione dal momento del concepimento fino ai nove mesi. 

Cambierebbe questo la sostanza del problema?

Spingendomi oltre. 

Immaginate che la scienza permettesse di far sviluppare l’embrione all’interno di un corpo maschile. 

Diventerebbero gli uomini titolari degli stessi diritti che alcune donne reclamano oggi per decidere sulla vita dell’embrione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei porre due domande:</p>
<p>Immaginate che i progressi della scienza permettessero di riprodurre al di fuori del corpo della donna le condizioni necessarie alla vita dell’embrione dal momento del concepimento fino ai nove mesi. </p>
<p>Cambierebbe questo la sostanza del problema?</p>
<p>Spingendomi oltre. </p>
<p>Immaginate che la scienza permettesse di far sviluppare l’embrione all’interno di un corpo maschile. </p>
<p>Diventerebbero gli uomini titolari degli stessi diritti che alcune donne reclamano oggi per decidere sulla vita dell’embrione?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85596</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 16:01:06 +0000</pubDate>
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		<description>anticoncettuali, Cina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anticoncettuali, Cina</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cino Lumi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85593</link>
		<dc:creator>Cino Lumi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:29:38 +0000</pubDate>
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		<description>se scopro chi è il suo pusher gli strappo le palle con le mie mani. ma che cazzo gli vende?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se scopro chi è il suo pusher gli strappo le palle con le mie mani. ma che cazzo gli vende?</p>
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		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85592</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:06:19 +0000</pubDate>
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		<description>"Ma lo sapete che la vista è anche apprendimento? che esiste un modellamento culturale dei sensi che influenza eccome il nostro giudizio?" parole perfette, non dico illuminanti per non farti inegotire troppo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ma lo sapete che la vista è anche apprendimento? che esiste un modellamento culturale dei sensi che influenza eccome il nostro giudizio?&#8221; parole perfette, non dico illuminanti per non farti inegotire troppo</p>
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		<title>Di: charley varrick</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85591</link>
		<dc:creator>charley varrick</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 14:55:23 +0000</pubDate>
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		<description>Fermatelo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fermatelo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85589</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 14:07:47 +0000</pubDate>
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		<description>Anche l'idea che la natura stia da una parte e la cultura stia da un'altra è da discutere. Evito di citare la quantità enorme di studi successivi a Simone Weill che non ha potuto ovviamente pensare altrimenti dato che molte nuove conoscenze le scienze hanno avviato, perché ho da fare adesso. Solo per questo. E' così bello citare, costruire apparati bibliografici eccetera eccetera...le torte è bello guarnirle bene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l&#8217;idea che la natura stia da una parte e la cultura stia da un&#8217;altra è da discutere. Evito di citare la quantità enorme di studi successivi a Simone Weill che non ha potuto ovviamente pensare altrimenti dato che molte nuove conoscenze le scienze hanno avviato, perché ho da fare adesso. Solo per questo. E&#8217; così bello citare, costruire apparati bibliografici eccetera eccetera&#8230;le torte è bello guarnirle bene</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85588</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 14:00:29 +0000</pubDate>
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		<description>Sì bella cosa citare Simone Weil, ci vado a nozze, tra i miei pensatori preferiti. Però è meglio leggersela tutta!

In quanto al fatto che "La teorizzazione femminile oltre a tutto è rimasta elitaria, e non ha prodotto, sulla massa delle donne, quegli effetti che le teorizzazioni maschili hanno prodotto nei secoli sulle classi dirigenti maschili loro contemporanee", affermare ciò è cosa diversa dal dire che le donne non fanno teorie (dentro la loro mente). 
Si è detto che gli uomini fanno teorie (e teorizzano) le donne argomentano. Si è presentata l'esperienza dell'aborto delle donne che lo vivono sulla loro pelle come forma di giudizio più forte rispetto agli uomini che possono solo parlare dell'aborto. Si è voluto creare una contrapposizione che è falsa, perché il problema è mal posto, perchè la mente della donna che vive il dramma della decisione dell'aborto la vive con la mente e il corpo immerso fino nei più intimi recessi da teoria/teoria (educazione, mentalità, percezione che è costruita, rappresentazioni del mondo e della sfera del giudizio, condizionamenti psichici eccetera eccetera). 
Che cazzo c'entra il fatto che "La teorizzazione femminile oltre a tutto è rimasta elitaria" quando la donna vive in un mondo mentale abitato dagli stessi pregiudizi che abitano la stragrande maggioranza dell'universo maschile? Ma lo sapete che la vista è anche apprendimento?  che esiste un modellamento culturale dei sensi che influenza eccome il nostro giudizio? Chissenefrega se le donne non teorizzano (peggio per loro se non si danno da fare. Ma sarà poi vero?), perché la teoria si muove già nell'utero!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì bella cosa citare Simone Weil, ci vado a nozze, tra i miei pensatori preferiti. Però è meglio leggersela tutta!</p>
<p>In quanto al fatto che &#8220;La teorizzazione femminile oltre a tutto è rimasta elitaria, e non ha prodotto, sulla massa delle donne, quegli effetti che le teorizzazioni maschili hanno prodotto nei secoli sulle classi dirigenti maschili loro contemporanee&#8221;, affermare ciò è cosa diversa dal dire che le donne non fanno teorie (dentro la loro mente).<br />
Si è detto che gli uomini fanno teorie (e teorizzano) le donne argomentano. Si è presentata l&#8217;esperienza dell&#8217;aborto delle donne che lo vivono sulla loro pelle come forma di giudizio più forte rispetto agli uomini che possono solo parlare dell&#8217;aborto. Si è voluto creare una contrapposizione che è falsa, perché il problema è mal posto, perchè la mente della donna che vive il dramma della decisione dell&#8217;aborto la vive con la mente e il corpo immerso fino nei più intimi recessi da teoria/teoria (educazione, mentalità, percezione che è costruita, rappresentazioni del mondo e della sfera del giudizio, condizionamenti psichici eccetera eccetera).<br />
Che cazzo c&#8217;entra il fatto che &#8220;La teorizzazione femminile oltre a tutto è rimasta elitaria&#8221; quando la donna vive in un mondo mentale abitato dagli stessi pregiudizi che abitano la stragrande maggioranza dell&#8217;universo maschile? Ma lo sapete che la vista è anche apprendimento?  che esiste un modellamento culturale dei sensi che influenza eccome il nostro giudizio? Chissenefrega se le donne non teorizzano (peggio per loro se non si danno da fare. Ma sarà poi vero?), perché la teoria si muove già nell&#8217;utero!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85584</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 13:21:38 +0000</pubDate>
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		<description>@helena
"(Gina) Ci mancavi"

sì, mancava anche a me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@helena<br />
&#8220;(Gina) Ci mancavi&#8221;</p>
<p>sì, mancava anche a me.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85582</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 12:38:24 +0000</pubDate>
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		<description>rinuncio, con un certo scoramento</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rinuncio, con un certo scoramento</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: poppo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85577</link>
		<dc:creator>poppo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 12:10:40 +0000</pubDate>
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		<description>Mi pare logico che da l'incontro tra un uomo e una donna nasca un essere umano. Dopo nove mesi è chiaro ed evidente che nasce un essere umano. Dopo sette mesi è altrettanto chiaro ed evidente. Dopo un giorno dal concepimento, - se noi ci ponessimo la domanda - cosa nascerà? Nel passato lo sapevano potevano pensare che l'essere umano fosse compiuto all'atto della nascita. Ma, perfino da un punto di vista logico, dato che nascerà un essere umano, mi riesce impossibile - oggi - pensare che in principio sia qualcosa d'altro.
Possiamo fare che noi ci facciamo offuscare la mente ma non possiamo fare finta che stiamo parlando di altro. Parliamo del fatto che dall'incontro tra una cellula maschile e una cellula femminile - fatte apposta per questo - nasce un essere umano. Vogliamo conservare la nostra libertà e impedire la libertà di questo nuovo essere che è stato chiamato al mondo? Come si fa a conciliare queste libertà? Come si fa a dire che sia libertà questo comportamento? La differenza che mi viene in mente tra un animale e un essere umano è che l'essere umano ha la libertà di scegliere la propria vita. E se dico che ognuno ha la libertà di scegliere la propria vita, dico che questa libertà c'è da sempre perché altrimenti sarebbe una libertà fasulla. Dunque non posso negare che questa libertà appartenga all'individuo in quanto tale. E dunque è *in origine* propria dell'individuo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare logico che da l&#8217;incontro tra un uomo e una donna nasca un essere umano. Dopo nove mesi è chiaro ed evidente che nasce un essere umano. Dopo sette mesi è altrettanto chiaro ed evidente. Dopo un giorno dal concepimento, - se noi ci ponessimo la domanda - cosa nascerà? Nel passato lo sapevano potevano pensare che l&#8217;essere umano fosse compiuto all&#8217;atto della nascita. Ma, perfino da un punto di vista logico, dato che nascerà un essere umano, mi riesce impossibile - oggi - pensare che in principio sia qualcosa d&#8217;altro.<br />
Possiamo fare che noi ci facciamo offuscare la mente ma non possiamo fare finta che stiamo parlando di altro. Parliamo del fatto che dall&#8217;incontro tra una cellula maschile e una cellula femminile - fatte apposta per questo - nasce un essere umano. Vogliamo conservare la nostra libertà e impedire la libertà di questo nuovo essere che è stato chiamato al mondo? Come si fa a conciliare queste libertà? Come si fa a dire che sia libertà questo comportamento? La differenza che mi viene in mente tra un animale e un essere umano è che l&#8217;essere umano ha la libertà di scegliere la propria vita. E se dico che ognuno ha la libertà di scegliere la propria vita, dico che questa libertà c&#8217;è da sempre perché altrimenti sarebbe una libertà fasulla. Dunque non posso negare che questa libertà appartenga all&#8217;individuo in quanto tale. E dunque è *in origine* propria dell&#8217;individuo.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85575</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 12:00:17 +0000</pubDate>
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		<description>bene alcor
continui a dicotomizzare però, e ad astrarre:) l'esperienza personale dalla cultura (che non significa libri ), cosa con la quale non posso essere d'accordo, ovviamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bene alcor<br />
continui a dicotomizzare però, e ad astrarre:) l&#8217;esperienza personale dalla cultura (che non significa libri ), cosa con la quale non posso essere d&#8217;accordo, ovviamente.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85571</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 11:42:58 +0000</pubDate>
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		<description>Non avevo visto il tuo commento, Gina, lo so bene, vivo qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo visto il tuo commento, Gina, lo so bene, vivo qui.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85570</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 11:38:02 +0000</pubDate>
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		<description>E benché sia contraria allo sfoggio di bibliografie e citazioni, ne farò una anch'io, perchè mi pare adatta, ed è di Simone Weil, che spero non venga considerata muffosa, la cito perché molto in sintesi dà un indicazione di metodo e anche, non so come dire, di postura:

"Per l'essere umano in questo mondo la materia sensibile –materia inerte e carne - è il filtro, il vaglio, il criterio universale del reale nel pensiero; l'ambito del pensiero tutto quanto, senza che niente ne sia eccettuato. La materia è il nostro giudice infallibile".

L'esperienza personale, anche incolta e ingenua, nasce lì, nella materia, e se anche viene deformata dalla cultura, o elevata dalla cultura, è sempre l'origine del pensiero, che non marcia solo in avanti, non è solo progressivo, e anche dopo la lunga marcia del pensiero, sempre con quella finirà per confrontarsi, se non vuole rinchiudersi. Perciò per me ogni reazione di donna o uomo, se è "sincera ed esatta" e nasce dall'esperienza, e perciò stesso dalla sua "materia", ha valore.

Allo stesso modo per cui nasce dall'esperianza della materia, in primo luogo la propria, e poi si evolve e si trasforma, la poesia, che al pensiero è vicina, se non altro perché è parola, parola di materia, persino quando sfiora l'astrazione.

E con questo credo di aver detto, sia pure succintamente e con l'aiuto di un'altra,  tutto quello che penso sulla questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E benché sia contraria allo sfoggio di bibliografie e citazioni, ne farò una anch&#8217;io, perchè mi pare adatta, ed è di Simone Weil, che spero non venga considerata muffosa, la cito perché molto in sintesi dà un indicazione di metodo e anche, non so come dire, di postura:</p>
<p>&#8220;Per l&#8217;essere umano in questo mondo la materia sensibile –materia inerte e carne - è il filtro, il vaglio, il criterio universale del reale nel pensiero; l&#8217;ambito del pensiero tutto quanto, senza che niente ne sia eccettuato. La materia è il nostro giudice infallibile&#8221;.</p>
<p>L&#8217;esperienza personale, anche incolta e ingenua, nasce lì, nella materia, e se anche viene deformata dalla cultura, o elevata dalla cultura, è sempre l&#8217;origine del pensiero, che non marcia solo in avanti, non è solo progressivo, e anche dopo la lunga marcia del pensiero, sempre con quella finirà per confrontarsi, se non vuole rinchiudersi. Perciò per me ogni reazione di donna o uomo, se è &#8220;sincera ed esatta&#8221; e nasce dall&#8217;esperienza, e perciò stesso dalla sua &#8220;materia&#8221;, ha valore.</p>
<p>Allo stesso modo per cui nasce dall&#8217;esperianza della materia, in primo luogo la propria, e poi si evolve e si trasforma, la poesia, che al pensiero è vicina, se non altro perché è parola, parola di materia, persino quando sfiora l&#8217;astrazione.</p>
<p>E con questo credo di aver detto, sia pure succintamente e con l&#8217;aiuto di un&#8217;altra,  tutto quello che penso sulla questione.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85568</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 11:16:37 +0000</pubDate>
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		<description>l'utero come luogo pubblico è pratica biopolitica, alcor lo trovi nei libri di maschi e femmine per quanto riguarda la storia l'analisi la riflessione teorica delle pratiche disciplinari se ti interessa, ma è vivo anche nelle ecografie spalmate in ogni dove anche su internet, è vivo e scalciante anche nell'immaginario collettivo del qui e ora, cara, di maschi e di femmine, è luogo condiviso e pratico e di legislazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;utero come luogo pubblico è pratica biopolitica, alcor lo trovi nei libri di maschi e femmine per quanto riguarda la storia l&#8217;analisi la riflessione teorica delle pratiche disciplinari se ti interessa, ma è vivo anche nelle ecografie spalmate in ogni dove anche su internet, è vivo e scalciante anche nell&#8217;immaginario collettivo del qui e ora, cara, di maschi e di femmine, è luogo condiviso e pratico e di legislazione.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85565</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 10:53:01 +0000</pubDate>
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		<description>Sei molto presuntuosa, Gina, peccato, perché il pensiero delle donne, cioè quello che pensano "dopo" i libri, ma anche "nonostante"i libri non solo mi interessa, ma mi coinvolge.
Che l'utero sia un luogo pubblico da un pezzo è un'idea estremamente libresca ed esclusivamente politica, che può nascere soltanto in una biblioteca, cioè tra quelle muffe che tu mi attribuisci, o nella rarefazione del "dibbbattito".

La cosa che mi dispiace è vedere così solidi e astratti paraocchi proprio in una donna.
A me risulta che si pensi dal fenomeno alla legge, e non viceversa.
A cosa serve pensare, cara Gina, se non si pensa nel mondo e per il mondo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei molto presuntuosa, Gina, peccato, perché il pensiero delle donne, cioè quello che pensano &#8220;dopo&#8221; i libri, ma anche &#8220;nonostante&#8221;i libri non solo mi interessa, ma mi coinvolge.<br />
Che l&#8217;utero sia un luogo pubblico da un pezzo è un&#8217;idea estremamente libresca ed esclusivamente politica, che può nascere soltanto in una biblioteca, cioè tra quelle muffe che tu mi attribuisci, o nella rarefazione del &#8220;dibbbattito&#8221;.</p>
<p>La cosa che mi dispiace è vedere così solidi e astratti paraocchi proprio in una donna.<br />
A me risulta che si pensi dal fenomeno alla legge, e non viceversa.<br />
A cosa serve pensare, cara Gina, se non si pensa nel mondo e per il mondo?</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/13/194-dallinterno/#comment-85564</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 10:24:10 +0000</pubDate>
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		<description>Alcor, sorry
la mia osservazione non è libresca, ma culturale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor, sorry<br />
la mia osservazione non è libresca, ma culturale.</p>
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