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	<title>Commenti a: L’umano e l’animale in &#8220;Il pianeta irritabile&#8221; di Paolo Volponi</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 01:55:20 +0000</pubDate>
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		<title>Di: tashtego</title>
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		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 07:39:42 +0000</pubDate>
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		<description>ma no, inglès.
era solo per descrivere la mia iper-sensibilità.</description>
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era solo per descrivere la mia iper-sensibilità.</p>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
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		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 14:45:26 +0000</pubDate>
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		<description>"Si era condannati a morire, e adesso anche a vivere."
La tua battuta Alcor coglie una questione di fondo, sollevata dall'intervento di gina. Sono contento che ne parliate, perché ci sto riflettendo anch'io sulla scorta di alcune letture: Alain Brossat e Ivan Illich. E cio' che emerge, tra le altre cose, è un'inattesa alleanza tra scienza e religione, intorno a questa sacralizzazione incondizionata del bios. Incondizionata significa: chissenefrega se sempre più gente farà una vita di merda, tra la pura sopravvivenza e l'ottundimento, l'importante non è porsi il problema di che vita vogliamo vivere, ma che la vita sia tecnologicamente, giuridicamente, difesa di per sé e sempre. E tutto cio' pone dei nuovi problemi, le cui risposte non sono per nulla evidenti. Mi piacerebbe parlarne in futuro anche su NI.

a tash: dal momento che non segui da oggi NI, mi chiedo come tu possa sospettare me (oddio è anche il paese dei voltagabbana...) di un'improvvisa svolta antirazionalista. Ma i nemici sono molti, e assieme al fronte clericale più reazionario e suoi adepti laici, ci sono anche la tecnocrazia e lo scientismo (inteso appunto come "sacralizzazione" della verita scientifica / un controsenso / e clericalizzazione degli scienziati).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si era condannati a morire, e adesso anche a vivere.&#8221;<br />
La tua battuta Alcor coglie una questione di fondo, sollevata dall&#8217;intervento di gina. Sono contento che ne parliate, perché ci sto riflettendo anch&#8217;io sulla scorta di alcune letture: Alain Brossat e Ivan Illich. E cio&#8217; che emerge, tra le altre cose, è un&#8217;inattesa alleanza tra scienza e religione, intorno a questa sacralizzazione incondizionata del bios. Incondizionata significa: chissenefrega se sempre più gente farà una vita di merda, tra la pura sopravvivenza e l&#8217;ottundimento, l&#8217;importante non è porsi il problema di che vita vogliamo vivere, ma che la vita sia tecnologicamente, giuridicamente, difesa di per sé e sempre. E tutto cio&#8217; pone dei nuovi problemi, le cui risposte non sono per nulla evidenti. Mi piacerebbe parlarne in futuro anche su NI.</p>
<p>a tash: dal momento che non segui da oggi NI, mi chiedo come tu possa sospettare me (oddio è anche il paese dei voltagabbana&#8230;) di un&#8217;improvvisa svolta antirazionalista. Ma i nemici sono molti, e assieme al fronte clericale più reazionario e suoi adepti laici, ci sono anche la tecnocrazia e lo scientismo (inteso appunto come &#8220;sacralizzazione&#8221; della verita scientifica / un controsenso / e clericalizzazione degli scienziati).</p>
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		<title>Di: Francesco C.</title>
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		<dc:creator>Francesco C.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 12:06:08 +0000</pubDate>
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		<description>@....terni
  Due volte grazie, per quello che hai detto e per quello che hai fatto.
Francesco C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@&#8230;.terni<br />
  Due volte grazie, per quello che hai detto e per quello che hai fatto.<br />
Francesco C.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86600</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 11:47:53 +0000</pubDate>
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		<description>"vita avulsa dalla relazione vita",  giusto.

"i “progressi della scienza” ora consentono di tenere in vita anche feti di 21 settimane", giusto, e anche vecchi rinchiusi nei loro letti-bara dotati di sponde.

Si era condannati a morire, e adesso anche a vivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;vita avulsa dalla relazione vita&#8221;,  giusto.</p>
<p>&#8220;i “progressi della scienza” ora consentono di tenere in vita anche feti di 21 settimane&#8221;, giusto, e anche vecchi rinchiusi nei loro letti-bara dotati di sponde.</p>
<p>Si era condannati a morire, e adesso anche a vivere.</p>
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		<title>Di: gina</title>
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		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 11:20:56 +0000</pubDate>
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		<description>:) se il è senso è molto complicato, compreso quello che emerge dal fare rete:) non per questo la difficoltà è, necessariamente, paralizzante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>:) se il è senso è molto complicato, compreso quello che emerge dal fare rete:) non per questo la difficoltà è, necessariamente, paralizzante.</p>
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	<item>
		<title>Di: terni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86591</link>
		<dc:creator>terni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 11:11:03 +0000</pubDate>
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		<description>'Come scrive Henry Roth, siamo tutti, sempre, “alla mercé di una brutale corrente” '

'a farla da padrone è comunque il capitale, asso del nomadismo e della deterritorializzazione, che monetizza l’interdipendenza e pure il divenire altro, l’animale come il tecnologico. La simbiosi ha effetto terato-logico...'

Viva Francesco C., che tra tutto questo pessimismo (sebbene realistico, articolato, rizomatico e giustificato, ci mancherebbe), tra l'apocalittico e l'ultra-adorniano, nomina Roversi - un po' il Bulow delle lettere italiane, poeta-poeta, non solo ciclostilati e la vituperata (mai circostanziata per davvero) 'scrittura politica' (e cioè per definizione secondo tutti rozzezza espressiva, mimesi sterile del caos e/o piatta didascalicità), cui davvero non è mancata e non manca mira telescopica nel saper parlare dei tempi, pessimismo dell'intelligenza e ottimismo della volontà, una visuale (fortiniana) nel riflettere anzitutto sulla propria collocazione sociale, sui propri rapporti con i poteri della comunicazione e delle istituzioni culturali, sulle (residue) possibilità di fare 'rete', come si direbbe oggi nell'itaglietta prodiana, tra gianni ed enrico letta, e tra i ribelli incazzati in trincea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Come scrive Henry Roth, siamo tutti, sempre, “alla mercé di una brutale corrente” &#8216;</p>
<p>&#8216;a farla da padrone è comunque il capitale, asso del nomadismo e della deterritorializzazione, che monetizza l’interdipendenza e pure il divenire altro, l’animale come il tecnologico. La simbiosi ha effetto terato-logico&#8230;&#8217;</p>
<p>Viva Francesco C., che tra tutto questo pessimismo (sebbene realistico, articolato, rizomatico e giustificato, ci mancherebbe), tra l&#8217;apocalittico e l&#8217;ultra-adorniano, nomina Roversi - un po&#8217; il Bulow delle lettere italiane, poeta-poeta, non solo ciclostilati e la vituperata (mai circostanziata per davvero) &#8217;scrittura politica&#8217; (e cioè per definizione secondo tutti rozzezza espressiva, mimesi sterile del caos e/o piatta didascalicità), cui davvero non è mancata e non manca mira telescopica nel saper parlare dei tempi, pessimismo dell&#8217;intelligenza e ottimismo della volontà, una visuale (fortiniana) nel riflettere anzitutto sulla propria collocazione sociale, sui propri rapporti con i poteri della comunicazione e delle istituzioni culturali, sulle (residue) possibilità di fare &#8216;rete&#8217;, come si direbbe oggi nell&#8217;itaglietta prodiana, tra gianni ed enrico letta, e tra i ribelli incazzati in trincea.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86587</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 10:24:00 +0000</pubDate>
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		<description>tash mi permetto:) di complicare il tuo discorso.
esempio uno della parola vita: scienza e religione convergono sull'inizio della vita, la vita comincia col concepimento. 
La confusione nasce da qui dalla parola vita avulsa dalla relazione vita, e L'aberrazione è che di conseguenza  in italia il concepito ha personalità giuridica.
esempio due della parola vita : revisione della 194: la chiesa molto ipocritamente e per altri fini ufficialmente la appoggia, e la richiede,  la richiede in quanto i “progressi della scienza” ora consentono di tenere in vita anche feti di 21 settimane. Vero, vita, poco importa che si tratti di vita da accanimento terapeutico, poco importa quale tipo di vita affronteranno, scriveranno nel 99% dei casi i bimbi che nascono sottili e lunghi come una penna.
Poi c'è l'impatto della confusione sulla società civile, iperscolarizzata da un lato, dall'altro e di ritorno invece analfabeta, intellettualmente afflitta dalla difficoltà di identificare i punti cardine, di muoversi di conseguenza rilanciando la negoziazione del senso, del nesso tra fatti e sensi, e con velocità e dentro alle contraddizioni e alla complessità, dentro all'oggettiva assenza di valori inossidabili (la scienza non lo è, anche il metodo è una convenzione, anche il metodo risente delle influenze ambientali, all'interno delle quali ogni verifica è (im)possibile, e tutto è (in)giustificabile) . 
L'intellettualità diffusa:) cui accenna questo post, insieme all'equalitarismo biocentrato e alla biozoeetica si innestano quindi e non da oggi a loro volta (non può che essere così ) in ambiente complesso e ricombinante dove a farla da padrone è comunque il capitale, asso del nomadismo e della deterritorializzazione, che monetizza l'interdipendenza e pure il divenire altro, l'animale come il tecnologico. La simbiosi ha effetto terato-logico, in tutti i sensi. Pensa ad esempio all'effetto sugli scienziati (e sul metodo:) del prozac che cola quotidianamente dai rubinetti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tash mi permetto:) di complicare il tuo discorso.<br />
esempio uno della parola vita: scienza e religione convergono sull&#8217;inizio della vita, la vita comincia col concepimento.<br />
La confusione nasce da qui dalla parola vita avulsa dalla relazione vita, e L&#8217;aberrazione è che di conseguenza  in italia il concepito ha personalità giuridica.<br />
esempio due della parola vita : revisione della 194: la chiesa molto ipocritamente e per altri fini ufficialmente la appoggia, e la richiede,  la richiede in quanto i “progressi della scienza” ora consentono di tenere in vita anche feti di 21 settimane. Vero, vita, poco importa che si tratti di vita da accanimento terapeutico, poco importa quale tipo di vita affronteranno, scriveranno nel 99% dei casi i bimbi che nascono sottili e lunghi come una penna.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;impatto della confusione sulla società civile, iperscolarizzata da un lato, dall&#8217;altro e di ritorno invece analfabeta, intellettualmente afflitta dalla difficoltà di identificare i punti cardine, di muoversi di conseguenza rilanciando la negoziazione del senso, del nesso tra fatti e sensi, e con velocità e dentro alle contraddizioni e alla complessità, dentro all&#8217;oggettiva assenza di valori inossidabili (la scienza non lo è, anche il metodo è una convenzione, anche il metodo risente delle influenze ambientali, all&#8217;interno delle quali ogni verifica è (im)possibile, e tutto è (in)giustificabile) .<br />
L&#8217;intellettualità diffusa:) cui accenna questo post, insieme all&#8217;equalitarismo biocentrato e alla biozoeetica si innestano quindi e non da oggi a loro volta (non può che essere così ) in ambiente complesso e ricombinante dove a farla da padrone è comunque il capitale, asso del nomadismo e della deterritorializzazione, che monetizza l&#8217;interdipendenza e pure il divenire altro, l&#8217;animale come il tecnologico. La simbiosi ha effetto terato-logico, in tutti i sensi. Pensa ad esempio all&#8217;effetto sugli scienziati (e sul metodo:) del prozac che cola quotidianamente dai rubinetti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86586</link>
		<dc:creator>Francesco C.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 09:41:24 +0000</pubDate>
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		<description>Se l’interrogarsi da parte di uno scrittore, di un poeta ecc. su  “come è possibile raccontare la realtà…” non è accompagnato da un’altra domanda, altrettanto urgente, e cioè sul “perché” si scrive una poesia, un romanzo ecc. si rischia di compiere una descrizione mimetica della realtà non so quanto utile  alla “trasformazione della realtà”. 


“Penso che il fine della poesia sia nel rifiuto di produrre una cosa bella per un prodotto “vero”. Che il suo fine consiste nell’essere all’opposizione delle istituzioni codificate e lungimiranti; di essere minoranza; di rivolgersi a minoranze (non di élites ma politiche); di svolgere tutti i possibili motivi di critica alle istituzioni - quali sempre si sono configurate nel loro lassismo e nella loro frigida impenetrabilità. Ne consegue che il discorso della poesia non può essere descritto che come un discorso politico; una ricerca di verità continuata, straziata e contaminata (andare col lebbroso); una polemica per quanto possibile coatta, mai generosa; un atto di coraggio (non dico un atto di fede).”
Roberto Roversi

Pubblicato su Nuovi Argomenti N. 55-56 Marzo-Giugno 1962.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se l’interrogarsi da parte di uno scrittore, di un poeta ecc. su  “come è possibile raccontare la realtà…” non è accompagnato da un’altra domanda, altrettanto urgente, e cioè sul “perché” si scrive una poesia, un romanzo ecc. si rischia di compiere una descrizione mimetica della realtà non so quanto utile  alla “trasformazione della realtà”. </p>
<p>“Penso che il fine della poesia sia nel rifiuto di produrre una cosa bella per un prodotto “vero”. Che il suo fine consiste nell’essere all’opposizione delle istituzioni codificate e lungimiranti; di essere minoranza; di rivolgersi a minoranze (non di élites ma politiche); di svolgere tutti i possibili motivi di critica alle istituzioni - quali sempre si sono configurate nel loro lassismo e nella loro frigida impenetrabilità. Ne consegue che il discorso della poesia non può essere descritto che come un discorso politico; una ricerca di verità continuata, straziata e contaminata (andare col lebbroso); una polemica per quanto possibile coatta, mai generosa; un atto di coraggio (non dico un atto di fede).”<br />
Roberto Roversi</p>
<p>Pubblicato su Nuovi Argomenti N. 55-56 Marzo-Giugno 1962.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86583</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 08:18:39 +0000</pubDate>
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		<description>@inglès
ci sono temi normalmente affrontabili nel quadro della dialettica inter-umana, come il tema scienza/conoscenza, che diventano improvvisamente sensibili quando qualcuno, come in questi tempi, li usa come grimaldello per far passare nella società arretramenti inaccettabili.
le mie recenti reazioni in questo campo sono legate al clima che si vive e che con ogni evidenza peggiorerà nei prossimi mesi/anni col nuovo governo berlusconi.
se la sinistra, sia pure partendo da posizioni diverse, si unisce all'anti-scientismo dei cattolici, quelli come me si sentono comprensibilmente accerchiati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@inglès<br />
ci sono temi normalmente affrontabili nel quadro della dialettica inter-umana, come il tema scienza/conoscenza, che diventano improvvisamente sensibili quando qualcuno, come in questi tempi, li usa come grimaldello per far passare nella società arretramenti inaccettabili.<br />
le mie recenti reazioni in questo campo sono legate al clima che si vive e che con ogni evidenza peggiorerà nei prossimi mesi/anni col nuovo governo berlusconi.<br />
se la sinistra, sia pure partendo da posizioni diverse, si unisce all&#8217;anti-scientismo dei cattolici, quelli come me si sentono comprensibilmente accerchiati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86580</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 00:15:42 +0000</pubDate>
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		<description>a tash
"al tema tipicamente inglèsiano dell’identificazione della scienza come metodo con la scienza come strumento – di profitto/distruzione der pianeta"
non c'è nessuna identificazione immediata, ma c'è una questione che non è certo "mia", e che viene posta in almeno due libri fondamentali "La dialettica dell'illuminismo" Adorno e Horkheimer e "l'uomo antiquato" di Anders; questione che è ancora viva in pensatori come Wolf Lepenies, Bruno Latour e altri. Esiste un rapporto tra scienza, tecnologia e capitalismo di certo non semplice, non univoco, ma che richiede oggi più che mai di essere indagato criticamente, tanto nei suoi risvolti storici determinati tanto nell'orizzonte ideologico offre alla nostra esistenza. Pensare che la scienza sia un porto franco nei confronti dei meccanismi che regolano la società, la sua ideologia, la sua logica economica mi sembra assolutamente ingenuo. Non vedo poi perché questa critica debba identificarsi con una nostalgia per un mondo magico religioso, dai cui scienza e tecnica siano banditi, tipo "Pianeta delle scimmie".

Dovresti leggerti i saggi di Volponi raccolti in "Scritti dal margine", Manni, 1995. E' una questione centrale anche per lui, che veniva da Ivrea, dal mondo dell'industria, attentissimo alla possibilità di progresso sociale attraverso le innovazioni delle scienze e della tecnologia. Proprio lui riflette sulle promesse mancate, i fallimenti, gli aspetti distruttivi di certi sviluppi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a tash<br />
&#8220;al tema tipicamente inglèsiano dell’identificazione della scienza come metodo con la scienza come strumento – di profitto/distruzione der pianeta&#8221;<br />
non c&#8217;è nessuna identificazione immediata, ma c&#8217;è una questione che non è certo &#8220;mia&#8221;, e che viene posta in almeno due libri fondamentali &#8220;La dialettica dell&#8217;illuminismo&#8221; Adorno e Horkheimer e &#8220;l&#8217;uomo antiquato&#8221; di Anders; questione che è ancora viva in pensatori come Wolf Lepenies, Bruno Latour e altri. Esiste un rapporto tra scienza, tecnologia e capitalismo di certo non semplice, non univoco, ma che richiede oggi più che mai di essere indagato criticamente, tanto nei suoi risvolti storici determinati tanto nell&#8217;orizzonte ideologico offre alla nostra esistenza. Pensare che la scienza sia un porto franco nei confronti dei meccanismi che regolano la società, la sua ideologia, la sua logica economica mi sembra assolutamente ingenuo. Non vedo poi perché questa critica debba identificarsi con una nostalgia per un mondo magico religioso, dai cui scienza e tecnica siano banditi, tipo &#8220;Pianeta delle scimmie&#8221;.</p>
<p>Dovresti leggerti i saggi di Volponi raccolti in &#8220;Scritti dal margine&#8221;, Manni, 1995. E&#8217; una questione centrale anche per lui, che veniva da Ivrea, dal mondo dell&#8217;industria, attentissimo alla possibilità di progresso sociale attraverso le innovazioni delle scienze e della tecnologia. Proprio lui riflette sulle promesse mancate, i fallimenti, gli aspetti distruttivi di certi sviluppi.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86566</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 19:09:04 +0000</pubDate>
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		<description>“Come è possibile raccontare la realtà, se essa sta subendo, nel nuovo mondo capitalistico, un annientamento delle sue determinazioni particolari, delle sue innumerevoli differenze, geografiche e storiche, religiose e culturali, linguistiche e sociali?”
Il libro di Volponi non l’ho letto, mi soffermo “solo” su questo. 
Non capisco perché non sia stato – e tutt’ora non sia – possibile raccontare una realtà in trasformazione, sia pure nel corso “dell’annientamento delle sue determinazioni particolari”.
Se è in corso un processo di omologazione, di appiattimento delle differenze, di assorbimento delle classi in un unico grande ripieno, se stiamo distruggendo il pianeta, ebbene questa è la realtà dove ci tocca vivere e questa è la realtà che ci tocca, per chi sia interessato a farlo, raccontare.
Poi i temi che si intrecciano nel saggio di Inglès sono tanti e vanno dal rapporto scrittura realtà al problema del superamento del dualismo uomo-natura, al tema tipicamente inglèsiano dell’identificazione della scienza come metodo con la scienza come strumento – di profitto/distruzione der pianeta – identificazione sulla quale dissento radicalmente.
Mi sembra che le determinazioni particolari e le differenze culturali siano sempre state in continuo rimescolio, in una sorta di lotta per il primato adattativo al mutamento delle condizioni storiche: non è mai esistito un immobile mondo iniziale e migliore rispetto a quello neo-capitalistico, ovviamente.
Come scrive Henry Roth, siamo tutti, sempre, “alla mercé di una brutale corrente” dentro la quale gli scrittori devono provare a scrivere, i pittori a dipingere, gli ingegneri a costruire, i medici a curare, e alcuni, molti, devono seguitare a vivere/sopravvivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Come è possibile raccontare la realtà, se essa sta subendo, nel nuovo mondo capitalistico, un annientamento delle sue determinazioni particolari, delle sue innumerevoli differenze, geografiche e storiche, religiose e culturali, linguistiche e sociali?”<br />
Il libro di Volponi non l’ho letto, mi soffermo “solo” su questo.<br />
Non capisco perché non sia stato – e tutt’ora non sia – possibile raccontare una realtà in trasformazione, sia pure nel corso “dell’annientamento delle sue determinazioni particolari”.<br />
Se è in corso un processo di omologazione, di appiattimento delle differenze, di assorbimento delle classi in un unico grande ripieno, se stiamo distruggendo il pianeta, ebbene questa è la realtà dove ci tocca vivere e questa è la realtà che ci tocca, per chi sia interessato a farlo, raccontare.<br />
Poi i temi che si intrecciano nel saggio di Inglès sono tanti e vanno dal rapporto scrittura realtà al problema del superamento del dualismo uomo-natura, al tema tipicamente inglèsiano dell’identificazione della scienza come metodo con la scienza come strumento – di profitto/distruzione der pianeta – identificazione sulla quale dissento radicalmente.<br />
Mi sembra che le determinazioni particolari e le differenze culturali siano sempre state in continuo rimescolio, in una sorta di lotta per il primato adattativo al mutamento delle condizioni storiche: non è mai esistito un immobile mondo iniziale e migliore rispetto a quello neo-capitalistico, ovviamente.<br />
Come scrive Henry Roth, siamo tutti, sempre, “alla mercé di una brutale corrente” dentro la quale gli scrittori devono provare a scrivere, i pittori a dipingere, gli ingegneri a costruire, i medici a curare, e alcuni, molti, devono seguitare a vivere/sopravvivere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86564</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 18:52:16 +0000</pubDate>
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		<description>avrei qualcosa da dire, ma richiederebbe troppo spazio &#38; lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>avrei qualcosa da dire, ma richiederebbe troppo spazio &amp; lavoro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gherardo bortolotti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86498</link>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 18:00:21 +0000</pubDate>
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		<description>ciao andrea,
pezzo come al solito molto ricco! dico solo che una prospettiva di uscita dall'antropocentrismo che trovo parecchio fruttuosa la trovo, in forma analoga, anzi omologa, sia in calvino che in volponi, almeno in corporale - unico che ho letto finora (e che è stato, per altro, una delle letture più soddisfacenti degli ultimi anni!).
il meccanismo è quello dell'interruzione sintattica, in senso lato, ovvero quello dell'istituzione di ordini discontinui. in qualche modo, quell'interruzione è, diciamo, un modo onesto di introdurre l'esterno, l'alieno, il non-umano. 
chiaramente il discorso meriterebbe un po' più di un paio di slogan ma mi fermo. segnalo, ma ne abbiamo già parlato credo, che il lavoro di raos sulla "incongruenza grammaticale" nelle api migratori è un altro esempio davvero affascinante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao andrea,<br />
pezzo come al solito molto ricco! dico solo che una prospettiva di uscita dall&#8217;antropocentrismo che trovo parecchio fruttuosa la trovo, in forma analoga, anzi omologa, sia in calvino che in volponi, almeno in corporale - unico che ho letto finora (e che è stato, per altro, una delle letture più soddisfacenti degli ultimi anni!).<br />
il meccanismo è quello dell&#8217;interruzione sintattica, in senso lato, ovvero quello dell&#8217;istituzione di ordini discontinui. in qualche modo, quell&#8217;interruzione è, diciamo, un modo onesto di introdurre l&#8217;esterno, l&#8217;alieno, il non-umano.<br />
chiaramente il discorso meriterebbe un po&#8217; più di un paio di slogan ma mi fermo. segnalo, ma ne abbiamo già parlato credo, che il lavoro di raos sulla &#8220;incongruenza grammaticale&#8221; nelle api migratori è un altro esempio davvero affascinante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86434</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 21:49:50 +0000</pubDate>
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		<description>Questo saggio, oltre ad essere molto bello, mi sembra estremamente appropriato al momento storico che stiamo vivendo, dove si corre pericolosamente verso appiattimento ed esclusione dell'altro contravvenendo a quello che mi sembra il soggetto principale della riflessione sul libro di Volponi: la diversità come ricchezza.  Si scrive e si mostra ciò che si è scritto soprattutto in risposta alle urgenze del vissuto. E' così che i libri diventano parte di noi, quando aggallano seguendo tempi non lineari nella memoria, quando ci "rispondono".  Se Andrea Inglese mette ora, dopo due anni, questo pezzo, mi sembra, che la cosa abbia un suo significato degno di nota.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo saggio, oltre ad essere molto bello, mi sembra estremamente appropriato al momento storico che stiamo vivendo, dove si corre pericolosamente verso appiattimento ed esclusione dell&#8217;altro contravvenendo a quello che mi sembra il soggetto principale della riflessione sul libro di Volponi: la diversità come ricchezza.  Si scrive e si mostra ciò che si è scritto soprattutto in risposta alle urgenze del vissuto. E&#8217; così che i libri diventano parte di noi, quando aggallano seguendo tempi non lineari nella memoria, quando ci &#8220;rispondono&#8221;.  Se Andrea Inglese mette ora, dopo due anni, questo pezzo, mi sembra, che la cosa abbia un suo significato degno di nota.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86424</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 19:18:14 +0000</pubDate>
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		<description>Questo pezzo è veramente degno di attenzione, ma forse è collocato nel posto sbagliato.
c'è sempre chi preferisce cazzeggiare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo pezzo è veramente degno di attenzione, ma forse è collocato nel posto sbagliato.<br />
c&#8217;è sempre chi preferisce cazzeggiare</p>
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	</item>
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		<title>Di: Diana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86404</link>
		<dc:creator>Diana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 16:52:29 +0000</pubDate>
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		<description>io preferisco seguire la linea di mezzo, di questo pensiero che, tra scienza e progresso, ancora non sa destreggiarsi.
ciò che perdiamo dipende solo ed esclusivamente dall'uomo.
il progresso è figlio dell'uomo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io preferisco seguire la linea di mezzo, di questo pensiero che, tra scienza e progresso, ancora non sa destreggiarsi.<br />
ciò che perdiamo dipende solo ed esclusivamente dall&#8217;uomo.<br />
il progresso è figlio dell&#8217;uomo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chapucer</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86367</link>
		<dc:creator>Chapucer</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 09:58:36 +0000</pubDate>
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		<description>la storia d'amore tra il nano Mamerte e la suora è veramente intrigante!
compreso il suo dono poetico ma
come si chiama la suora?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la storia d&#8217;amore tra il nano Mamerte e la suora è veramente intrigante!<br />
compreso il suo dono poetico ma<br />
come si chiama la suora?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86359</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 08:51:24 +0000</pubDate>
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		<description>Genocidio. Mah.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Genocidio. Mah.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86341</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 22:36:39 +0000</pubDate>
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		<description>grazie a moli e francesco c per le osservazioni (è vero tra l'altro che io, ad esempio, Roversi lo conosco pochissimo), mi scuso con gli altri di questa "vendetta del miope", ma wordpress mi ha giocato un brutto tiro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a moli e francesco c per le osservazioni (è vero tra l&#8217;altro che io, ad esempio, Roversi lo conosco pochissimo), mi scuso con gli altri di questa &#8220;vendetta del miope&#8221;, ma wordpress mi ha giocato un brutto tiro&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86338</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 22:03:06 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d'accordo la citazione finale è bellissima.
L'articolo l'ho trasmesso a diverse persone.

Per rileggerlo lo salvo e poi stamperò perchè mi così in piccolo ... gli occhi fan fatica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo la citazione finale è bellissima.<br />
L&#8217;articolo l&#8217;ho trasmesso a diverse persone.</p>
<p>Per rileggerlo lo salvo e poi stamperò perchè mi così in piccolo &#8230; gli occhi fan fatica</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86335</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 21:34:59 +0000</pubDate>
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		<description>Bello davvero. la citazione finale, poi, m'ha commosso.

(consiglio: per leggerlo ho fatto un paio di "ctrl +" e s'è allargato il testo)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello davvero. la citazione finale, poi, m&#8217;ha commosso.</p>
<p>(consiglio: per leggerlo ho fatto un paio di &#8220;ctrl +&#8221; e s&#8217;è allargato il testo)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86333</link>
		<dc:creator>Francesco C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 20:50:08 +0000</pubDate>
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		<description>Manca a mio avviso un terzo autore, troppo spesso taciuto o rimosso ( a parte qualche lodevole eccezione) da collocare accanto a Pasolini e Volponi. Parlo naturalmente di Roberto Roversi (Officina, Rendiconti e altro ancora) che con coerenza ed estremo rigore ha saputo affrontare gli anni sessanta-settanta con strumenti e metodi “nuovi”;   con un fervore operativo davvero esemplare ha vissuto “la crisi del vecchio mondo” dall’interno senza infingimenti e senza mai piegarsi alle sirene del potere. Il richiamo al “metodo” di MOLI, all’interdisciplinarità , mi fa pensare a RENDICONTI, alla volontà di coniugare il marxismo con altre discipline (strutturalismo, psicanalisi ecc.) al fine di affrontare con strumenti scientifici rinnovati la violenza programmata dell’allora nascente neocapitalismo.

Saluti  Francesco C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Manca a mio avviso un terzo autore, troppo spesso taciuto o rimosso ( a parte qualche lodevole eccezione) da collocare accanto a Pasolini e Volponi. Parlo naturalmente di Roberto Roversi (Officina, Rendiconti e altro ancora) che con coerenza ed estremo rigore ha saputo affrontare gli anni sessanta-settanta con strumenti e metodi “nuovi”;   con un fervore operativo davvero esemplare ha vissuto “la crisi del vecchio mondo” dall’interno senza infingimenti e senza mai piegarsi alle sirene del potere. Il richiamo al “metodo” di MOLI, all’interdisciplinarità , mi fa pensare a RENDICONTI, alla volontà di coniugare il marxismo con altre discipline (strutturalismo, psicanalisi ecc.) al fine di affrontare con strumenti scientifici rinnovati la violenza programmata dell’allora nascente neocapitalismo.</p>
<p>Saluti  Francesco C.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86329</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 19:36:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86329</guid>
		<description>Anch'io salvo e continuo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io salvo e continuo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86328</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 19:31:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86328</guid>
		<description>grazie, inglès.
domani stampo.
(non mi intendo di animali, mi interessano)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, inglès.<br />
domani stampo.<br />
(non mi intendo di animali, mi interessano)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: moli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86327</link>
		<dc:creator>moli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 19:27:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/01/23/l%e2%80%99umano-e-l%e2%80%99animale-in-il-pianeta-irritabile-di-paolo-volponi/#comment-86327</guid>
		<description>a parte la grafia microscopica che ricorda le pagine di un'officina antica e mai troppo rimpianta (tipo quando si dava spazio al gadda del libro delle furie), e a parte i contenuti stretti su volponi e, all'inizio, quello spaccato ben calibrato sugli snodi sessanta/settanta e via dicendo; forse una traccia da cui partire per 'interrogare' questo testo è coglierne il metodo. anche grazie allo spessore (letterario, filosofico, antropologico, politico) dell'opera tutta di paolone volponi, qui si fa antropologia, signori, critica letteraria che sconfina nei territori degli altrui mestieri. è un metodo che parte dalla lettura testuale e che permette, se il lettore completa il rebus, di incrociare letteratura e storia della cultura, antropologia e (bio)politica. c'è, anche se incrinato e 'capovolto', lo 'spettro' dell'utopia... per dire cosa sarebbe possibile fare con volponi, per esempio. è ok. il punto è di capire se questo 'metodo', del tutto e per natura non-specialistico, a parte i caratteri microscopici, può incontrare o meno traiettorie consistenti tra i 'lettori', per innescare o (eventualmente) sostenere  un bisogno collettivo di conoscenza storica... a partire dalla letteratura-letteratura, s'intende... saluti, f.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a parte la grafia microscopica che ricorda le pagine di un&#8217;officina antica e mai troppo rimpianta (tipo quando si dava spazio al gadda del libro delle furie), e a parte i contenuti stretti su volponi e, all&#8217;inizio, quello spaccato ben calibrato sugli snodi sessanta/settanta e via dicendo; forse una traccia da cui partire per &#8216;interrogare&#8217; questo testo è coglierne il metodo. anche grazie allo spessore (letterario, filosofico, antropologico, politico) dell&#8217;opera tutta di paolone volponi, qui si fa antropologia, signori, critica letteraria che sconfina nei territori degli altrui mestieri. è un metodo che parte dalla lettura testuale e che permette, se il lettore completa il rebus, di incrociare letteratura e storia della cultura, antropologia e (bio)politica. c&#8217;è, anche se incrinato e &#8216;capovolto&#8217;, lo &#8217;spettro&#8217; dell&#8217;utopia&#8230; per dire cosa sarebbe possibile fare con volponi, per esempio. è ok. il punto è di capire se questo &#8216;metodo&#8217;, del tutto e per natura non-specialistico, a parte i caratteri microscopici, può incontrare o meno traiettorie consistenti tra i &#8216;lettori&#8217;, per innescare o (eventualmente) sostenere  un bisogno collettivo di conoscenza storica&#8230; a partire dalla letteratura-letteratura, s&#8217;intende&#8230; saluti, f.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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