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	<title>Commenti a: Ridateci le bambine</title>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87647</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 15:08:35 +0000</pubDate>
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		<description>faviv
so che hai CONCLUSO, facciamo che con una buona dose di autonomironia parlo da sola in (un) (non è) questo (il) luogo : non è necessario né sufficiente “sapere” “qualcosa” del “femminismo” per agire rapporti paritari:)
winterson comunque è una brava scrittrice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>faviv<br />
so che hai CONCLUSO, facciamo che con una buona dose di autonomironia parlo da sola in (un) (non è) questo (il) luogo : non è necessario né sufficiente “sapere” “qualcosa” del “femminismo” per agire rapporti paritari:)<br />
winterson comunque è una brava scrittrice.</p>
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		<title>Di: Faviv</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87596</link>
		<dc:creator>Faviv</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 10:10:47 +0000</pubDate>
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		<description>@Salvatore In My Humble Opinion (nella mia modesta opinione).
@ Gina - d&#039;accordo con lei per tutto quanto riguarda la complicatezza del corpo femminile e di come questo verrà strumentalizzato (fra le altre cose da uomini, uno su tutti il citato Ferrara; e da esponenti del clero che non dovrebbero entrarci niente e ci entrano sempre di più).
Off topic: sulla questione dell&#039;aborto è già stato discusso moltissimo in queste pagine. Personalmente ricordo un pezzo molto bello di Francesca Matteoni.
Per quanto riguarda le donne e l&#039;immaginario collettivo poi... che dire? Binaghi nel suo articolo dice che il femminismo non ha cambiato la percezione della donna come accogliente, materna, dolce e accomodante e quella dell&#039;uomo come invadente, macho, esploratore e cacciatore. 
Io credo che il femminismo abbia cercato (spesso riuscendoci) di cambiare questo stato di cose. Certo, è anche compito delle donne continuare a interrogarsi senza mai considerarsi vincitrici, e non parlo qui delle femministe (che da sempre si interrogano e interrogano gli altri), ma di quelle donne che il femminismo non sanno neanche cosa sia. 
CONCLUDENDO: il discorso è lungo, e credo che questo non sia nemmeno il luogo adatto per parlare delle implicazioni e degli innesti che immaginario collettivo (senza parlare di esperienza personale), corpo politico et al. hanno in comune. Continuate con le strategie di resistenza! Continuate ad essere politiche ed assertive! Questo è l&#039;unico augurio che da uomo (gay, e studioso di letteratura femminile), posso farvi.
Un consiglio per un libro divertente: Boating for Beginners di Jeanette Winterson, non pubblicato in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Salvatore In My Humble Opinion (nella mia modesta opinione).<br />
@ Gina &#8211; d&#8217;accordo con lei per tutto quanto riguarda la complicatezza del corpo femminile e di come questo verrà strumentalizzato (fra le altre cose da uomini, uno su tutti il citato Ferrara; e da esponenti del clero che non dovrebbero entrarci niente e ci entrano sempre di più).<br />
Off topic: sulla questione dell&#8217;aborto è già stato discusso moltissimo in queste pagine. Personalmente ricordo un pezzo molto bello di Francesca Matteoni.<br />
Per quanto riguarda le donne e l&#8217;immaginario collettivo poi&#8230; che dire? Binaghi nel suo articolo dice che il femminismo non ha cambiato la percezione della donna come accogliente, materna, dolce e accomodante e quella dell&#8217;uomo come invadente, macho, esploratore e cacciatore.<br />
Io credo che il femminismo abbia cercato (spesso riuscendoci) di cambiare questo stato di cose. Certo, è anche compito delle donne continuare a interrogarsi senza mai considerarsi vincitrici, e non parlo qui delle femministe (che da sempre si interrogano e interrogano gli altri), ma di quelle donne che il femminismo non sanno neanche cosa sia.<br />
CONCLUDENDO: il discorso è lungo, e credo che questo non sia nemmeno il luogo adatto per parlare delle implicazioni e degli innesti che immaginario collettivo (senza parlare di esperienza personale), corpo politico et al. hanno in comune. Continuate con le strategie di resistenza! Continuate ad essere politiche ed assertive! Questo è l&#8217;unico augurio che da uomo (gay, e studioso di letteratura femminile), posso farvi.<br />
Un consiglio per un libro divertente: Boating for Beginners di Jeanette Winterson, non pubblicato in Italia.</p>
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		<title>Di: Salvatore F. Riggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87589</link>
		<dc:creator>Salvatore F. Riggi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 09:41:02 +0000</pubDate>
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		<description>ma &#039;imho&#039; che cazzzzo significa? mi state facendo venire i complessi e i sensi di colpa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma &#8216;imho&#8217; che cazzzzo significa? mi state facendo venire i complessi e i sensi di colpa.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87582</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 08:58:57 +0000</pubDate>
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		<description>Faviv
l&#039;immaginario collettivo è proprio una delle materie del contendere invece (imho), immaginario collettivo al quale non si sottragono nemmeno le donne, come si vede anche dai commenti al post.
Sul corpo politico eccetera.
Anche qui, le donne e  non solo lo sanno molto bene, solo che  una delle caratteristiche di deriva del controllo compreso quello del discorso:) sta nel non permettere di considerare acquisito nessun diritto, nessuna libertà neppure quelli diciamo così più elementari.
E questo non riguarda solo l&#039;autodeterminazione femminile, ma anche il diritto di parola e di dissenso per esempio, tanto per restare alla più stretta attualità.
E&#039;uno stato di tensione continua, all&#039;interno del quale bisogna imparare ad orientarsi, a seconda appunto, pianificando il più possibile le strategie di resistenza.
Per restare al corpo politico e tecnologico et cetera (che coesistono, complicando:), su quello femminile si giocherà con tutta probabilità l&#039;intera campagna elettorale. Ferrara stesso ha già provveduto a minacciare anche le donne di destra (vedi prestigiacomo), l&#039;ordine di marcia è ormai stabilito, il corpo femminile sarà per l&#039;ennesima volta e del tutto strumentalmente IL campo  di battaglia.
A nulla vale imho prendere posizione immediata, pavloviana, sugli attacchi ormai quotidiani che vengono sia dalla scienza che dai partiti di “destra” di “sinistra” per non parlare di quello di “centro” sia  dalle gerarchie cattolico romane. Ma ciò non vuol dire che non ci si stia attrezzando:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faviv<br />
l&#8217;immaginario collettivo è proprio una delle materie del contendere invece (imho), immaginario collettivo al quale non si sottragono nemmeno le donne, come si vede anche dai commenti al post.<br />
Sul corpo politico eccetera.<br />
Anche qui, le donne e  non solo lo sanno molto bene, solo che  una delle caratteristiche di deriva del controllo compreso quello del discorso:) sta nel non permettere di considerare acquisito nessun diritto, nessuna libertà neppure quelli diciamo così più elementari.<br />
E questo non riguarda solo l&#8217;autodeterminazione femminile, ma anche il diritto di parola e di dissenso per esempio, tanto per restare alla più stretta attualità.<br />
E&#8217;uno stato di tensione continua, all&#8217;interno del quale bisogna imparare ad orientarsi, a seconda appunto, pianificando il più possibile le strategie di resistenza.<br />
Per restare al corpo politico e tecnologico et cetera (che coesistono, complicando:), su quello femminile si giocherà con tutta probabilità l&#8217;intera campagna elettorale. Ferrara stesso ha già provveduto a minacciare anche le donne di destra (vedi prestigiacomo), l&#8217;ordine di marcia è ormai stabilito, il corpo femminile sarà per l&#8217;ennesima volta e del tutto strumentalmente IL campo  di battaglia.<br />
A nulla vale imho prendere posizione immediata, pavloviana, sugli attacchi ormai quotidiani che vengono sia dalla scienza che dai partiti di “destra” di “sinistra” per non parlare di quello di “centro” sia  dalle gerarchie cattolico romane. Ma ciò non vuol dire che non ci si stia attrezzando:)</p>
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	<item>
		<title>Di: Faviv</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87572</link>
		<dc:creator>Faviv</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 08:10:47 +0000</pubDate>
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		<description>@gina
Se noti bene ho scritto che ***forse*** si sta perdendo, a mio avviso ci sono persone (come lei, immagino e spero) che contribuiscono a tenerlo vivo e baldanzoso.

&gt;L’hanno scosso, l’immaginario collettivo, e si vede, anche da questa recensione:).
Probabilmente ha ragione lei, io stavo citando implicitamente l&#039;articolo di Binaghi e comunque dico che non è il motivo della contesa.

Le donne dovevano capire che il loro corpo è politico?
Certamente. Ci sono corpi biologici, corpi politici, corpi tecnologici e via discorrendo. 

@Dio
Fallo subito ma senza dolore! :-) Le tette non troppo grosse, se possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@gina<br />
Se noti bene ho scritto che ***forse*** si sta perdendo, a mio avviso ci sono persone (come lei, immagino e spero) che contribuiscono a tenerlo vivo e baldanzoso.</p>
<p>&gt;L’hanno scosso, l’immaginario collettivo, e si vede, anche da questa recensione:).<br />
Probabilmente ha ragione lei, io stavo citando implicitamente l&#8217;articolo di Binaghi e comunque dico che non è il motivo della contesa.</p>
<p>Le donne dovevano capire che il loro corpo è politico?<br />
Certamente. Ci sono corpi biologici, corpi politici, corpi tecnologici e via discorrendo. </p>
<p>@Dio<br />
Fallo subito ma senza dolore! :-) Le tette non troppo grosse, se possibile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lisa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87555</link>
		<dc:creator>lisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 23:39:22 +0000</pubDate>
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		<description>Claudio Risè ci parla delle violenze agli uomini. Certo,sebbene siano in proporzione numericamente irrilevanti rispetto a quelle alle donne, non sono irrilevanti dal punto di vista umano. Tuttavia lo scritto di Risè non mi convince per varii motivi. Innanzitutto Risè si ostina come spesso fanno alcune donne a collegare la violenza sessuale a un insopprimibile desiderio nei confronti dell&#039;aggredita. Ma invece la violenza sessuale ha origine dal disprezzo per la donna, non dal desiderio. Tanto è vero che nella quasi totalità dei casi non è rivolta a una specifica donna ma a quella che capita a tiro, a prescindere da età e bellezza, e che spesso è accompagnata da derisione, umiliazione e atti di brutalità (quando non dall&#039;uccisione della donna).Applicando questo schema anche all&#039;uomo violentato cade nella trappola di rendere  protagonista il desiderio e quindi il senso di colpa nei confronti della propria capacità seduttiva.Inoltre se l&#039;uomo è tanto scioccato dalla violenza subita, una componente di tale shock è senza dubbio quello di trovarsi trasformato da potenziale aggressore ad aggredito. Lui è abituato a identificarsi con l&#039;aggressore ed è questo che lo spiazza.Un&#039;altra considerazione:l&#039;uomo subisce cmq violenza da una persona del suo stesso genere.Questo ha un segno diverso da quando la violenza è compiuta da un genere diverso.
Mi sembra assurdo e fuorviante il discorso che in filigrana è sotteso all&#039;articolo e cioè che la violenza subita dall&#039;uomo è più grave rispetto a quella subita dalla donna perchè quest&#039;ultima è più abituata storicamente e socialmente a sopportarla quasi come &quot;fardello&quot; della sua seduzione, e a gestirla grazie all&#039;autocoscienza maturata dal percorso fatto nella sua condizione di vittima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Claudio Risè ci parla delle violenze agli uomini. Certo,sebbene siano in proporzione numericamente irrilevanti rispetto a quelle alle donne, non sono irrilevanti dal punto di vista umano. Tuttavia lo scritto di Risè non mi convince per varii motivi. Innanzitutto Risè si ostina come spesso fanno alcune donne a collegare la violenza sessuale a un insopprimibile desiderio nei confronti dell&#8217;aggredita. Ma invece la violenza sessuale ha origine dal disprezzo per la donna, non dal desiderio. Tanto è vero che nella quasi totalità dei casi non è rivolta a una specifica donna ma a quella che capita a tiro, a prescindere da età e bellezza, e che spesso è accompagnata da derisione, umiliazione e atti di brutalità (quando non dall&#8217;uccisione della donna).Applicando questo schema anche all&#8217;uomo violentato cade nella trappola di rendere  protagonista il desiderio e quindi il senso di colpa nei confronti della propria capacità seduttiva.Inoltre se l&#8217;uomo è tanto scioccato dalla violenza subita, una componente di tale shock è senza dubbio quello di trovarsi trasformato da potenziale aggressore ad aggredito. Lui è abituato a identificarsi con l&#8217;aggressore ed è questo che lo spiazza.Un&#8217;altra considerazione:l&#8217;uomo subisce cmq violenza da una persona del suo stesso genere.Questo ha un segno diverso da quando la violenza è compiuta da un genere diverso.<br />
Mi sembra assurdo e fuorviante il discorso che in filigrana è sotteso all&#8217;articolo e cioè che la violenza subita dall&#8217;uomo è più grave rispetto a quella subita dalla donna perchè quest&#8217;ultima è più abituata storicamente e socialmente a sopportarla quasi come &#8220;fardello&#8221; della sua seduzione, e a gestirla grazie all&#8217;autocoscienza maturata dal percorso fatto nella sua condizione di vittima.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dalia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87531</link>
		<dc:creator>Dalia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 20:25:18 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo su molte cose affermate da Valter Binaghi,in particolare su quello che dice riguardo alla necessità di un&#039;attenzione all&#039;immagine della donna &quot;senza veli&quot;. E&#039; vero, lo stupro della dignità è gravissimo e se si osa accennare a &quot;fare qualcosa&quot; si viene presi per oscurantisti.Tempo addietro ho partecipato a una discussione su questo argomento che secondo me dovrebbe essere molto più presente nel dibattito intellettuale.La violenza contro le donne si struttura sulla mancanza della stima e del rispetto, sulla svalutazione della donna che è vista non più come oggetto del desiderio,che è cmq un aspetto dell&#039;eros, ma solo come oggetto.I media presentano un&#039;immagine della donna degradata e degradante, commentandone le doti fisiche con ammiccamenti e volgarità;spesso inoltre i telefilm mostrano situazioni dove il sesso si mescola alla violenza. Tutto questo, quando è recepito da soggetti più fragili psicologicamente per cultura o per età, si imprime nel loro immaginario con il risultato che considereranno la donna una non-persona e il sesso violento come eccitante.L&#039;immagine della donna proposta dai media è la &quot;faccia pulita&quot;della violenza contro le donne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo su molte cose affermate da Valter Binaghi,in particolare su quello che dice riguardo alla necessità di un&#8217;attenzione all&#8217;immagine della donna &#8220;senza veli&#8221;. E&#8217; vero, lo stupro della dignità è gravissimo e se si osa accennare a &#8220;fare qualcosa&#8221; si viene presi per oscurantisti.Tempo addietro ho partecipato a una discussione su questo argomento che secondo me dovrebbe essere molto più presente nel dibattito intellettuale.La violenza contro le donne si struttura sulla mancanza della stima e del rispetto, sulla svalutazione della donna che è vista non più come oggetto del desiderio,che è cmq un aspetto dell&#8217;eros, ma solo come oggetto.I media presentano un&#8217;immagine della donna degradata e degradante, commentandone le doti fisiche con ammiccamenti e volgarità;spesso inoltre i telefilm mostrano situazioni dove il sesso si mescola alla violenza. Tutto questo, quando è recepito da soggetti più fragili psicologicamente per cultura o per età, si imprime nel loro immaginario con il risultato che considereranno la donna una non-persona e il sesso violento come eccitante.L&#8217;immagine della donna proposta dai media è la &#8220;faccia pulita&#8221;della violenza contro le donne.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Bambino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87503</link>
		<dc:creator>Bambino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 17:05:26 +0000</pubDate>
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		<description>Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 22 ottobre 2007

Anche gli uomini subiscono violenze sessuali. Ha stupito il caso dell’universitario aggredito e violentato da due egiziani in un parco milanese. In realtà, non è affatto un’eccezione. Presso il solo centro antiviolenze della Clinica Mangiagalli di Milano, le violenze sessuali contro uomini, quasi tutti maggiorenni, sono almeno dieci ogni anno. Ma è un numero poco rappresentativo. Infatti, come ricorda Alessandra Kustermann, la maggior parte degli uomini violentati non sporge denuncia.
A venire informati, a volte dopo molti anni, delle violenze subite dai maschi, sono psicoterapeuti, medici, sacerdoti. Quasi mai la polizia, e molto raramente i centri contro la violenza sessuale. Anche la famiglia, le mogli, i genitori, vengono tenuti all’oscuro. Tra le donne, invece, il silenzio, anche se ancora troppo diffuso, è per fortuna in forte calo. Come mai questo diverso comportamento, di fronte alla violenza sessuale? Perché le donne riescono a parlarne, ed i maschi tacciono?
Questo silenzio, profondo, ha le sue origini nella stessa identità sessuale. L’essere posseduti con violenza da un altro uomo, infatti, getta il maschio in una vera e propria crisi di identità. In questo subire passivamente il desiderio di un altro egli teme di venir trattato, come si esprimono le Scritture di diverse religioni “come una donna”.
Prima ancora della rabbia per la violenza subita, ciò che spinge l’uomo nel silenzio e nella confusione, è infatti proprio questo: perché è stato così fortemente desiderato da un altro uomo? E’ stato forse, in qualche modo che magari gli è sfuggito, lui stesso a provocare quanto è accaduto? Ne è dunque egli stesso responsabile?
Le stesse inquietudini, e domande confuse, si affacciano anche alla mente di una donna abusata. Lei però sa che l’essere desiderata dagli uomini fa parte della sua identità sessuale. Venir presa contro la sua volontà viola, certamente, la sua integrità personale, non nega però la sua identità di genere, che prevede, e spesso sollecita (con le suggestioni della moda e della seduzione), il desiderio maschile. La denuncia contro il violentatore dunque, oltre che chiedere giusta riparazione per il sopruso subìto, afferma definitivamente i suoi poteri femminili: quello di suscitare il desiderio maschile, e, soprattutto, quello di essere lei a decidere a quale distanza tenere quel desiderio, quella richiesta. L’affermazione del diritto di reagire con la denuncia all’abuso ha così efficacemente accompagnato lo sviluppo dell’autocoscienza della dignità femminile.
Per un uomo non è ancora così. Il desiderio di altri uomini, per loro è un elemento inquietante, perturbante, che non sanno dove collocare: molte aggressioni in risposta ai complimenti, anche tranquilli e non morbosi, di omosessuali, nascono proprio da questo. La violenza, poi, li lascia completamente disorientati. Non li mette in grado di spiegarsi quanto è accaduto, e quindi neppure di denunciarlo.
Tutto viene inghiottito da un grumo oscuro, di sbalordimento, furore, caduta di autostima, senso di colpa. Una miscela psicologica fortemente distruttiva, che finisce spesso col minare l’equilibrio psichico dell’uomo che ha subito l’abuso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 22 ottobre 2007</p>
<p>Anche gli uomini subiscono violenze sessuali. Ha stupito il caso dell’universitario aggredito e violentato da due egiziani in un parco milanese. In realtà, non è affatto un’eccezione. Presso il solo centro antiviolenze della Clinica Mangiagalli di Milano, le violenze sessuali contro uomini, quasi tutti maggiorenni, sono almeno dieci ogni anno. Ma è un numero poco rappresentativo. Infatti, come ricorda Alessandra Kustermann, la maggior parte degli uomini violentati non sporge denuncia.<br />
A venire informati, a volte dopo molti anni, delle violenze subite dai maschi, sono psicoterapeuti, medici, sacerdoti. Quasi mai la polizia, e molto raramente i centri contro la violenza sessuale. Anche la famiglia, le mogli, i genitori, vengono tenuti all’oscuro. Tra le donne, invece, il silenzio, anche se ancora troppo diffuso, è per fortuna in forte calo. Come mai questo diverso comportamento, di fronte alla violenza sessuale? Perché le donne riescono a parlarne, ed i maschi tacciono?<br />
Questo silenzio, profondo, ha le sue origini nella stessa identità sessuale. L’essere posseduti con violenza da un altro uomo, infatti, getta il maschio in una vera e propria crisi di identità. In questo subire passivamente il desiderio di un altro egli teme di venir trattato, come si esprimono le Scritture di diverse religioni “come una donna”.<br />
Prima ancora della rabbia per la violenza subita, ciò che spinge l’uomo nel silenzio e nella confusione, è infatti proprio questo: perché è stato così fortemente desiderato da un altro uomo? E’ stato forse, in qualche modo che magari gli è sfuggito, lui stesso a provocare quanto è accaduto? Ne è dunque egli stesso responsabile?<br />
Le stesse inquietudini, e domande confuse, si affacciano anche alla mente di una donna abusata. Lei però sa che l’essere desiderata dagli uomini fa parte della sua identità sessuale. Venir presa contro la sua volontà viola, certamente, la sua integrità personale, non nega però la sua identità di genere, che prevede, e spesso sollecita (con le suggestioni della moda e della seduzione), il desiderio maschile. La denuncia contro il violentatore dunque, oltre che chiedere giusta riparazione per il sopruso subìto, afferma definitivamente i suoi poteri femminili: quello di suscitare il desiderio maschile, e, soprattutto, quello di essere lei a decidere a quale distanza tenere quel desiderio, quella richiesta. L’affermazione del diritto di reagire con la denuncia all’abuso ha così efficacemente accompagnato lo sviluppo dell’autocoscienza della dignità femminile.<br />
Per un uomo non è ancora così. Il desiderio di altri uomini, per loro è un elemento inquietante, perturbante, che non sanno dove collocare: molte aggressioni in risposta ai complimenti, anche tranquilli e non morbosi, di omosessuali, nascono proprio da questo. La violenza, poi, li lascia completamente disorientati. Non li mette in grado di spiegarsi quanto è accaduto, e quindi neppure di denunciarlo.<br />
Tutto viene inghiottito da un grumo oscuro, di sbalordimento, furore, caduta di autostima, senso di colpa. Una miscela psicologica fortemente distruttiva, che finisce spesso col minare l’equilibrio psichico dell’uomo che ha subito l’abuso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Uto Ughi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87437</link>
		<dc:creator>Uto Ughi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 12:13:01 +0000</pubDate>
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		<description>cvd</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cvd</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87426</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 11:53:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87426</guid>
		<description>Continua, ti prego. :-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Continua, ti prego. :-D</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Uto Ughi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87403</link>
		<dc:creator>Uto Ughi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 09:53:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87403</guid>
		<description>&quot;Nel bene e nel male è sempre tutta pubblicità&quot;


Lo sappiamo bene che è l&#039;unica cosa che cerchi. Degli argomenti di cui si parla te ne fotti, del fatto che i tuoi commenti abbiano un senso idem, intervieni solo per apparire, invadente, inutile, sempre a sproposito, come sempre fanno i troll.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nel bene e nel male è sempre tutta pubblicità&#8221;</p>
<p>Lo sappiamo bene che è l&#8217;unica cosa che cerchi. Degli argomenti di cui si parla te ne fotti, del fatto che i tuoi commenti abbiano un senso idem, intervieni solo per apparire, invadente, inutile, sempre a sproposito, come sempre fanno i troll.</p>
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		<title>Di: Uto Ughi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87402</link>
		<dc:creator>Uto Ughi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 09:51:59 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Nel bene e nel male è sempre tutta pubblicità&quot;

Lo sappiamo bene che è l&#039;unica cosa che cerchi. Degli argomenti di cui si parla te ne fotti, del fatto che i tuoi commenti abbiano un senso idem, intervieni solo per apparire, invadente, inutile, sempre a sproposito, come sempre fanno i troll.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nel bene e nel male è sempre tutta pubblicità&#8221;</p>
<p>Lo sappiamo bene che è l&#8217;unica cosa che cerchi. Degli argomenti di cui si parla te ne fotti, del fatto che i tuoi commenti abbiano un senso idem, intervieni solo per apparire, invadente, inutile, sempre a sproposito, come sempre fanno i troll.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87385</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 08:49:51 +0000</pubDate>
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		<description>(A chi è interessato, segnalo il no 87 (2007) della feminist review, interamente dedicato al femminismo italiano contemporaneo, e interamente consultabile on line (in particolare i pezzi di cristina morini e laura fantone, ma è tutto abbastanza interessante. Clic su corrent issue in altro a sinistra.
http://www.feminist-review.com/
This issue of Feminist Review focuses on new issues and debates within Italian feminisms.  For example, especially among younger Italian feminists, precariousness has become an organising principle for articulating conditions of work, life, politics and creativity.  This issue engages critically and imaginatively with these debates and developments. The authors adopt a range of disciplinary perspectives to address these issues. Topics include the issue of generational legacy and exchange within Italian feminisms; the examination of contemporary feminist political activism; Italian feminisms’ engagement with female migration; precarious sexual identities; Italian women’s new relationship with the labour market.  The issue will include a substantial ‘Open Space’ section, drawing on workshops held in Italy with feminist groups and activists.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(A chi è interessato, segnalo il no 87 (2007) della feminist review, interamente dedicato al femminismo italiano contemporaneo, e interamente consultabile on line (in particolare i pezzi di cristina morini e laura fantone, ma è tutto abbastanza interessante. Clic su corrent issue in altro a sinistra.<br />
<a href="http://www.feminist-review.com/" rel="nofollow">http://www.feminist-review.com/</a><br />
This issue of Feminist Review focuses on new issues and debates within Italian feminisms.  For example, especially among younger Italian feminists, precariousness has become an organising principle for articulating conditions of work, life, politics and creativity.  This issue engages critically and imaginatively with these debates and developments. The authors adopt a range of disciplinary perspectives to address these issues. Topics include the issue of generational legacy and exchange within Italian feminisms; the examination of contemporary feminist political activism; Italian feminisms’ engagement with female migration; precarious sexual identities; Italian women’s new relationship with the labour market.  The issue will include a substantial ‘Open Space’ section, drawing on workshops held in Italy with feminist groups and activists.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87378</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 08:06:29 +0000</pubDate>
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		<description>Continuate pure a parlare e straparlare, &lt;i&gt;bambini&lt;/i&gt;. Nel bene e nel male è sempre tutta pubblicità, grasso che cola in mio favore. 
E se fate i bravi magari vi regalo pure un paio di gianduiotti. :-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Continuate pure a parlare e straparlare, <i>bambini</i>. Nel bene e nel male è sempre tutta pubblicità, grasso che cola in mio favore.<br />
E se fate i bravi magari vi regalo pure un paio di gianduiotti. :-D</p>
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		<title>Di: precisator</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87368</link>
		<dc:creator>precisator</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 00:39:10 +0000</pubDate>
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		<description>a dire il vero, il sito si chiama (alquanto misteriosamente) &quot;bio-giannozzi&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a dire il vero, il sito si chiama (alquanto misteriosamente) &#8220;bio-giannozzi&#8221;.</p>
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		<title>Di: apokalypsis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87366</link>
		<dc:creator>apokalypsis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 00:13:23 +0000</pubDate>
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		<description>ci vogliono due palle così, Tore.
we can be heroes just for one day.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ci vogliono due palle così, Tore.<br />
we can be heroes just for one day.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Salvatore F. Riggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87363</link>
		<dc:creator>Salvatore F. Riggi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 23:52:39 +0000</pubDate>
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		<description>Perché lo chiedi? Non dirmi che hai avuto il coraggio di visitarlo!

Salvatore F. Riggi, per gli amici Tore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché lo chiedi? Non dirmi che hai avuto il coraggio di visitarlo!</p>
<p>Salvatore F. Riggi, per gli amici Tore</p>
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		<title>Di: apokalypsis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87361</link>
		<dc:creator>apokalypsis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 23:34:46 +0000</pubDate>
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		<description>domanda: perché il sito di iannozzi si chiama bio-iannozzi? una delle tante stranezze della vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>domanda: perché il sito di iannozzi si chiama bio-iannozzi? una delle tante stranezze della vita.</p>
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		<title>Di: Salvatore F. Riggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87345</link>
		<dc:creator>Salvatore F. Riggi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:32:19 +0000</pubDate>
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		<description>Hai visto? Te lo avevo detto: è già risorto...

Salvatore F. Riggi, per gli amici Tore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai visto? Te lo avevo detto: è già risorto&#8230;</p>
<p>Salvatore F. Riggi, per gli amici Tore</p>
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		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87339</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:25:44 +0000</pubDate>
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		<description>iannozzi è un galbiati completamente stupido.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>iannozzi è un galbiati completamente stupido.</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87337</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:18:32 +0000</pubDate>
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		<description>100.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>100.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87335</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:03:58 +0000</pubDate>
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		<description>@ SOLMI

Mon Dieu, che uomo di spirito! 
Sembra di stare in un asilo per solo &lt;i&gt;bambini&lt;/i&gt;, la qual cosa è oltremodo noiosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ SOLMI</p>
<p>Mon Dieu, che uomo di spirito!<br />
Sembra di stare in un asilo per solo <i>bambini</i>, la qual cosa è oltremodo noiosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Salvatore F. Riggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87332</link>
		<dc:creator>Salvatore F. Riggi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 20:49:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ruggero, c&#039;è un piccolo... &#039;problema&#039;: sembra che il sangue di luminamenti abbia proprietà taumaturgiche, soteriche...

Salvatore F. Riggi per gli amici Tore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ruggero, c&#8217;è un piccolo&#8230; &#8216;problema&#8217;: sembra che il sangue di luminamenti abbia proprietà taumaturgiche, soteriche&#8230;</p>
<p>Salvatore F. Riggi per gli amici Tore</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87331</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 20:39:44 +0000</pubDate>
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		<description>iannozzi si ritiene soddisfatto come una zanzara che ha succhiato il sangue ed è morta.

luminamenti: o di chi racconta lunghissime barzellette con altri mezzi.

lipperini: ancora dalla parte delle bambine. mi compiaccio , ma il mio range è 18-60.

saluti,
rs</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>iannozzi si ritiene soddisfatto come una zanzara che ha succhiato il sangue ed è morta.</p>
<p>luminamenti: o di chi racconta lunghissime barzellette con altri mezzi.</p>
<p>lipperini: ancora dalla parte delle bambine. mi compiaccio , ma il mio range è 18-60.</p>
<p>saluti,<br />
rs</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ridley Scott</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87326</link>
		<dc:creator>Ridley Scott</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 18:43:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/02/ridateci-le-bambine/#comment-87326</guid>
		<description>Lumi, non mi sembra di averti mai dato dell&#039; &quot;involuto&quot;.
Non ricamare sulle parole di chi viene ad offrirti la possibilità di essere ancora più infinito di quello che già sei.
I miei attori li ho sempre scelti tra gli interpreti di rango, ricordi?

Comunque, se il dottor Binaghi è d&#039;accordo, potete sempre scambiarvi i ruoli, tanto la riuscita del film, con voi, è assicurata prima ancora del &quot;si gira&quot;. 

p.s.

Tra l&#039; &quot;essere&quot; e l&#039; &quot;apparire&quot; continuo a preferire la patonza: l&#039;unica che c&#039;è e appare contemporaneamente.
A Sgalambro e Battiato, l&#039;uva passa, che mi dà più calorie.

Vi aspetto sul set.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lumi, non mi sembra di averti mai dato dell&#8217; &#8220;involuto&#8221;.<br />
Non ricamare sulle parole di chi viene ad offrirti la possibilità di essere ancora più infinito di quello che già sei.<br />
I miei attori li ho sempre scelti tra gli interpreti di rango, ricordi?</p>
<p>Comunque, se il dottor Binaghi è d&#8217;accordo, potete sempre scambiarvi i ruoli, tanto la riuscita del film, con voi, è assicurata prima ancora del &#8220;si gira&#8221;. </p>
<p>p.s.</p>
<p>Tra l&#8217; &#8220;essere&#8221; e l&#8217; &#8220;apparire&#8221; continuo a preferire la patonza: l&#8217;unica che c&#8217;è e appare contemporaneamente.<br />
A Sgalambro e Battiato, l&#8217;uva passa, che mi dà più calorie.</p>
<p>Vi aspetto sul set.</p>
]]></content:encoded>
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