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	<title>Commenti a: Nel nome della letteratura</title>
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	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 22:10:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Israele a Torino - Il problema della rappresentanza &#171; Quaderni di navigazione - Il blog di ARGO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-88518</link>
		<dc:creator>Israele a Torino - Il problema della rappresentanza &#171; Quaderni di navigazione - Il blog di ARGO</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 17:44:58 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Raul Montanari e altri scrittori sono arrivati a firmare un appello contro il boicottaggio, Nel nome della letteratura. Altri ancora, spinti dal citato Diego Ianiro, hanno invitato il Salone ad allargare il numero [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Raul Montanari e altri scrittori sono arrivati a firmare un appello contro il boicottaggio, Nel nome della letteratura. Altri ancora, spinti dal citato Diego Ianiro, hanno invitato il Salone ad allargare il numero [...]</p>
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		<title>Di: Uriel</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-88510</link>
		<dc:creator>Uriel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 15:11:22 +0000</pubDate>
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		<description>Quando si accetta di votare a favore della guerra, quando si accettano i CPT (che una volta si chiamavano Lager) 
----

Appena torneranno i Lager, vedrai che rimpiangerai i CPT. La sai la storia di "Al Lupo, Al Lupo!"?

Uriel</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si accetta di votare a favore della guerra, quando si accettano i CPT (che una volta si chiamavano Lager)<br />
&#8212;-</p>
<p>Appena torneranno i Lager, vedrai che rimpiangerai i CPT. La sai la storia di &#8220;Al Lupo, Al Lupo!&#8221;?</p>
<p>Uriel</p>
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		<title>Di: Annalisa Merelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-88350</link>
		<dc:creator>Annalisa Merelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 23:10:19 +0000</pubDate>
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		<description>aderisco.</description>
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		<title>Di: davide musso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-88142</link>
		<dc:creator>davide musso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 23:30:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Ancora sulla Fiera del Libro di Torino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-88140</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; Ancora sulla Fiera del Libro di Torino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 21:16:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Riconosco però anche la possibilità che esista una comunità di &#8220;puri&#8221; che, &#8220;nel nome della letteratura&#8220;, vede nel boicottaggio il pericolo di oscurantismo e il rischio concreto di una deriva che [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Riconosco però anche la possibilità che esista una comunità di &#8220;puri&#8221; che, &#8220;nel nome della letteratura&#8220;, vede nel boicottaggio il pericolo di oscurantismo e il rischio concreto di una deriva che [...]</p>
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		<title>Di: Lara Giorcelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87975</link>
		<dc:creator>Lara Giorcelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 13:05:38 +0000</pubDate>
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		<description>Aderisco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aderisco</p>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; &#8220;L&#8217;entytà maffiosa&#8221;. Une histoire drôle.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87946</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; &#8220;L&#8217;entytà maffiosa&#8221;. Une histoire drôle.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 05:00:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] scrivevo, di continuo tornavo a rileggere questo.]  Segnala questo articolo presso:    Questo articolo è stato scritto da Andrea Raos, e pubblicato [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] scrivevo, di continuo tornavo a rileggere questo.]  Segnala questo articolo presso:    Questo articolo è stato scritto da Andrea Raos, e pubblicato [...]</p>
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		<title>Di: JP Rossano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87910</link>
		<dc:creator>JP Rossano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 08:38:37 +0000</pubDate>
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		<description>Aderisco.
JP Rossano
www.jprossano.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aderisco.<br />
JP Rossano<br />
<a href="http://www.jprossano.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.jprossano.com');" rel="nofollow">http://www.jprossano.com</a></p>
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		<title>Di: GAETANO CALABRESE</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87900</link>
		<dc:creator>GAETANO CALABRESE</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 19:14:14 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Nina, grazie! Condivido la tua proposta e aggiungo che la politica sempre e in ogni dove è nemica dell'intellettività. Un intellettuale vero che si ciba di vita letteraria non ha confini territoriali, non teme confronti, non vive nel pregiudizio perché possiede ciò che io chiamo l' "ONESTA' INTELLETTIVA" e si adopera, come ho già scritto in un mio libro, a "...fabbricare la speranza, cioè la piu grande invenzione del pensiero... che spinge all'amore tra gli uomini". Un poeta vero appena sbaglia è pronto ad ammettere la sua colpa perché è sicuro di risorgere in quanto sa più di altri di non dover mai tacere e tradire la verità altrimenti tollererebbe tutta l'ingiustizia prodotta dagli uomini".
I bambini ed i poeti sanno dell'incanto e dell'orrore e sempre di chi amministra il potere. La cultura vera non ha gabbie ideologiche ma solo solidarietà nei confronti degli oppressi.
Abele e Caino scontano l'ingiusta la condanna dell'empietà sempre di fronte agli uomini prima che di fronte a un Dio e questo i poeti lo sanno benissimo, perciò fanno vivere ogni Abele disarmando ogni Caino. 
Sono con la tua voce sincera e il tuo grido è il mio grido di giustizia.
Un abbraccio nel cuore.  
Gaetano Calabrese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Nina, grazie! Condivido la tua proposta e aggiungo che la politica sempre e in ogni dove è nemica dell&#8217;intellettività. Un intellettuale vero che si ciba di vita letteraria non ha confini territoriali, non teme confronti, non vive nel pregiudizio perché possiede ciò che io chiamo l&#8217; &#8220;ONESTA&#8217; INTELLETTIVA&#8221; e si adopera, come ho già scritto in un mio libro, a &#8220;&#8230;fabbricare la speranza, cioè la piu grande invenzione del pensiero&#8230; che spinge all&#8217;amore tra gli uomini&#8221;. Un poeta vero appena sbaglia è pronto ad ammettere la sua colpa perché è sicuro di risorgere in quanto sa più di altri di non dover mai tacere e tradire la verità altrimenti tollererebbe tutta l&#8217;ingiustizia prodotta dagli uomini&#8221;.<br />
I bambini ed i poeti sanno dell&#8217;incanto e dell&#8217;orrore e sempre di chi amministra il potere. La cultura vera non ha gabbie ideologiche ma solo solidarietà nei confronti degli oppressi.<br />
Abele e Caino scontano l&#8217;ingiusta la condanna dell&#8217;empietà sempre di fronte agli uomini prima che di fronte a un Dio e questo i poeti lo sanno benissimo, perciò fanno vivere ogni Abele disarmando ogni Caino.<br />
Sono con la tua voce sincera e il tuo grido è il mio grido di giustizia.<br />
Un abbraccio nel cuore.<br />
Gaetano Calabrese</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Marotta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87899</link>
		<dc:creator>Francesco Marotta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 18:35:56 +0000</pubDate>
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		<description>Gianni, vedi un po' con chi ti sei imbarcato... Tra gli altri, col signor Livio Romano, che nel suo blog non ha nemmeno un attimo di esitazione a mettere sullo stesso piano gli oppositori alla fiera-propaganda e i contrari all'appello "semplicemente" con Al Qaeda e i suoi sostenitori.

Molto semplicemente, signor Romano, proprio per non scendere sul tuo stesso piano, ti dico solo: vergognati!, se ne sei ancora capace, o fatti aiutare da qualcuno (magari dei firmatari) che ancora non si è bevuto il cervello. 

Francesco Marotta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, vedi un po&#8217; con chi ti sei imbarcato&#8230; Tra gli altri, col signor Livio Romano, che nel suo blog non ha nemmeno un attimo di esitazione a mettere sullo stesso piano gli oppositori alla fiera-propaganda e i contrari all&#8217;appello &#8220;semplicemente&#8221; con Al Qaeda e i suoi sostenitori.</p>
<p>Molto semplicemente, signor Romano, proprio per non scendere sul tuo stesso piano, ti dico solo: vergognati!, se ne sei ancora capace, o fatti aiutare da qualcuno (magari dei firmatari) che ancora non si è bevuto il cervello. </p>
<p>Francesco Marotta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maurizio Benazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87864</link>
		<dc:creator>Maurizio Benazzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 09:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>Fiera del libro: boicottaggio? No grazie 

Non riusciamo a non schierarci contro il tentativo maldestro di etichettare la cultura israeliana come cultura nemica, per fini prettamente geopolitici. Inviateci recensioni su libri di qualsiasi argomento di cucina, fantasy, letteratura, rosa, saggistica israeliana… Li leggeremo insieme. 
Scrivete a ecumenici@tiscali.it
Il controboicottaggio da noi è già iniziato concretamente!
Maurizio Benazzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fiera del libro: boicottaggio? No grazie </p>
<p>Non riusciamo a non schierarci contro il tentativo maldestro di etichettare la cultura israeliana come cultura nemica, per fini prettamente geopolitici. Inviateci recensioni su libri di qualsiasi argomento di cucina, fantasy, letteratura, rosa, saggistica israeliana… Li leggeremo insieme.<br />
Scrivete a <a href="mailto:ecumenici@tiscali.it">ecumenici@tiscali.it</a><br />
Il controboicottaggio da noi è già iniziato concretamente!<br />
Maurizio Benazzi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Livio Romano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87852</link>
		<dc:creator>Livio Romano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 21:32:08 +0000</pubDate>
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		<description>Aderisco senza riserve.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aderisco senza riserve.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giorgio fontana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87841</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 18:30:21 +0000</pubDate>
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		<description>aderisco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aderisco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Silvia Tessitore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87839</link>
		<dc:creator>Silvia Tessitore</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 17:46:22 +0000</pubDate>
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		<description>Aderisco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aderisco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87797</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 22:13:12 +0000</pubDate>
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		<description>Per com’è congegnato, questo appello non mi convince affatto.
A parte il fatto che definire la Fiera un evento di prima grandezza della vita “letteraria” nazionale mi fa sorridere, non capisco in difesa di chi è.
Degli organizzatori?
Di Israele?
Degli scrittori israeliani?
Se, come a me pare, c’è stato solo un acceso dibattito, avrei preferito un contributo critico, a un appello.

E se nell’appello ci fosse stato un accenno anche alla Palestina, in forma di invito a farne il paese ospite dell'anno prossimo, ad esempio  (perché il problema palestinese esiste, e quando si guarda a Israele non ci si può tappare un occhio per vedere solo un pezzo di storia o di carta geografica), oppure una distinzione tra Israele e i suoi scrittori, che a volte hanno posizioni molto critiche nei confronti delle politiche del loro stesso paese, avrei forse potuto apprezzarlo.

Ma l’appello tace su un problema crucialissimo, spinge a un sì o no privi di distinguo e lo fa, a mio avviso,  in nome della letteratura vista come spazio irenico, irreale, come sospensione proprio della politica, e perciò la parola "politico" nell'accezione più alta e radicale del termine che si vorrebbe sottesa a questo invito, io non la vedo.
E  nel vedere anche negli altri siti tutti questi “aderisco” senza se e senza ma (come ho letto) mi viene il dubbio che la mano corra a digitare l’assenso con automatismo, in nome di una buona coscienza che l’Europa, che è stata ed è tanta per tanta parte corresponsabile, vorrebbe avere ma non ha.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per com’è congegnato, questo appello non mi convince affatto.<br />
A parte il fatto che definire la Fiera un evento di prima grandezza della vita “letteraria” nazionale mi fa sorridere, non capisco in difesa di chi è.<br />
Degli organizzatori?<br />
Di Israele?<br />
Degli scrittori israeliani?<br />
Se, come a me pare, c’è stato solo un acceso dibattito, avrei preferito un contributo critico, a un appello.</p>
<p>E se nell’appello ci fosse stato un accenno anche alla Palestina, in forma di invito a farne il paese ospite dell&#8217;anno prossimo, ad esempio  (perché il problema palestinese esiste, e quando si guarda a Israele non ci si può tappare un occhio per vedere solo un pezzo di storia o di carta geografica), oppure una distinzione tra Israele e i suoi scrittori, che a volte hanno posizioni molto critiche nei confronti delle politiche del loro stesso paese, avrei forse potuto apprezzarlo.</p>
<p>Ma l’appello tace su un problema crucialissimo, spinge a un sì o no privi di distinguo e lo fa, a mio avviso,  in nome della letteratura vista come spazio irenico, irreale, come sospensione proprio della politica, e perciò la parola &#8220;politico&#8221; nell&#8217;accezione più alta e radicale del termine che si vorrebbe sottesa a questo invito, io non la vedo.<br />
E  nel vedere anche negli altri siti tutti questi “aderisco” senza se e senza ma (come ho letto) mi viene il dubbio che la mano corra a digitare l’assenso con automatismo, in nome di una buona coscienza che l’Europa, che è stata ed è tanta per tanta parte corresponsabile, vorrebbe avere ma non ha.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: NINA MAROCCOLO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87782</link>
		<dc:creator>NINA MAROCCOLO</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 18:02:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87782</guid>
		<description>Noi viviamo nella Storia, che ha l’obbligo di riportarci a un indirizzo trasfuso all’idea medesima di letteratura; alle testimonianze di popolazioni vessate e perseguitate, dall’incubo del passato alla sempiterna crudezza della Storia contemporanea. Sì, urge parlare: e infondere possibilità di espressione ai nominati senza nome, le creature assenti. Onorare la solidarietà tra popoli ed etnie minoritarie, un preciso adempimento nella vastità della materia umana di ordine nullo. 
La Palestina rappresenta quest’ordine nullo. Non ha una terra, geograficamente è inesistente. Eppure è lì. Noi tutti lo sappiamo; lo sa l’Europa; lo sa l’ONU. 
La Palestina è divenuta l’estetica del reale, “la repulsa della Colpa”, il dolore innocente. Il governo israeliano, lo stato di Israele il cui diritto di esistere gli è stato conferito 60 anni fa, dopo l’orrendo Olocausto, sta compiendo pogrom sui fratelli musulmani, una politica espansionistica di cui siamo a conoscenza. Ma è il popolo israeliano, soprattutto gli scrittori di questo paese, che non possono eludere quella “repulsa della Colpa” che ben conoscono, poiché l’hanno vissuta in termini generazionali e, credo, siano destinati a conviverci per sempre. I vari Oz, Grossman se la portano dentro come un debito inestinguibile. 
Ma sono scrittori, non servitori dello Stato. Perché non accettarli alla Fiera? E perché, con atto umile, non garantiscono loro stessi di esserci solo in presenza di poeti palestinesi e intellettuali dissidenti israeliani?
Perché, Signor Raul Montanari, non si prodiga affinché ciò avvenga?
Penso che esista un desiderio di affratellamento che non diventi materia posticcia, o mortifichi l’uomo rendendolo sempre più prossimo ad una concimazione della solitudine.
Io resto dilaniata, dolente, divisa a chi mi chiede di aderire o non aderire ad un appello definito più volte “infelice” per la sua cruda esposizione. 
E le vostre convinzioni, cari amici tutti, così certe e inderogabili, mi spaventano anch’esse: mancano di dubbi. Troppe scontate certezze, mancanti di alternative.
Potreste rispondermi: “Tu tieniti i tuoi dubbi, e lascia a noi le nostre certezze”. 
Non fa una piega. Ne prenderei atto. Ma è una visione che ci vuole passivi, in fase d’un ritorno forzato, quando manca l’andare… 
Mi rivolgo a tutti voi, scrittori italiani – di cui elitariamente faccio parte, seppur abitante del sottosuolo – ai non scrittori, e soprattuto a Lei, Raul Montanari, ai firmatari e non dell’appello: troviamo un’altra soluzione. Proprio per quelle creature disabitate, uccise, avvilite nelle stazioni d’un deserto animale. 
Portiamo anche i poeti palestinesi a Torino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi viviamo nella Storia, che ha l’obbligo di riportarci a un indirizzo trasfuso all’idea medesima di letteratura; alle testimonianze di popolazioni vessate e perseguitate, dall’incubo del passato alla sempiterna crudezza della Storia contemporanea. Sì, urge parlare: e infondere possibilità di espressione ai nominati senza nome, le creature assenti. Onorare la solidarietà tra popoli ed etnie minoritarie, un preciso adempimento nella vastità della materia umana di ordine nullo.<br />
La Palestina rappresenta quest’ordine nullo. Non ha una terra, geograficamente è inesistente. Eppure è lì. Noi tutti lo sappiamo; lo sa l’Europa; lo sa l’ONU.<br />
La Palestina è divenuta l’estetica del reale, “la repulsa della Colpa”, il dolore innocente. Il governo israeliano, lo stato di Israele il cui diritto di esistere gli è stato conferito 60 anni fa, dopo l’orrendo Olocausto, sta compiendo pogrom sui fratelli musulmani, una politica espansionistica di cui siamo a conoscenza. Ma è il popolo israeliano, soprattutto gli scrittori di questo paese, che non possono eludere quella “repulsa della Colpa” che ben conoscono, poiché l’hanno vissuta in termini generazionali e, credo, siano destinati a conviverci per sempre. I vari Oz, Grossman se la portano dentro come un debito inestinguibile.<br />
Ma sono scrittori, non servitori dello Stato. Perché non accettarli alla Fiera? E perché, con atto umile, non garantiscono loro stessi di esserci solo in presenza di poeti palestinesi e intellettuali dissidenti israeliani?<br />
Perché, Signor Raul Montanari, non si prodiga affinché ciò avvenga?<br />
Penso che esista un desiderio di affratellamento che non diventi materia posticcia, o mortifichi l’uomo rendendolo sempre più prossimo ad una concimazione della solitudine.<br />
Io resto dilaniata, dolente, divisa a chi mi chiede di aderire o non aderire ad un appello definito più volte “infelice” per la sua cruda esposizione.<br />
E le vostre convinzioni, cari amici tutti, così certe e inderogabili, mi spaventano anch’esse: mancano di dubbi. Troppe scontate certezze, mancanti di alternative.<br />
Potreste rispondermi: “Tu tieniti i tuoi dubbi, e lascia a noi le nostre certezze”.<br />
Non fa una piega. Ne prenderei atto. Ma è una visione che ci vuole passivi, in fase d’un ritorno forzato, quando manca l’andare…<br />
Mi rivolgo a tutti voi, scrittori italiani – di cui elitariamente faccio parte, seppur abitante del sottosuolo – ai non scrittori, e soprattuto a Lei, Raul Montanari, ai firmatari e non dell’appello: troviamo un’altra soluzione. Proprio per quelle creature disabitate, uccise, avvilite nelle stazioni d’un deserto animale.<br />
Portiamo anche i poeti palestinesi a Torino.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ?</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87770</link>
		<dc:creator>?</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 15:04:36 +0000</pubDate>
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		<description>C. Benedetti: *Il problema per me sta solo nel testo dell'appello, nel come è formulato.*</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C. Benedetti: *Il problema per me sta solo nel testo dell&#8217;appello, nel come è formulato.*</p>
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		<title>Di: Vito</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87769</link>
		<dc:creator>Vito</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 14:40:28 +0000</pubDate>
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		<description>Puntuale arriva lo scandalo Antisemitismo con la favoletta della lista dei docenti, che chiaramente sono noti a tutti da anni...La strumentalizzazione continua...

Vi siete scatenati, complimenti!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Puntuale arriva lo scandalo Antisemitismo con la favoletta della lista dei docenti, che chiaramente sono noti a tutti da anni&#8230;La strumentalizzazione continua&#8230;</p>
<p>Vi siete scatenati, complimenti!!!</p>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87762</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:46:02 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto il post che Carla Benedetti ha inserito oggi sul "Primo amore", mi fa piacere vedere che concorda in molti punti con quanto osservavo nel mio post "Domande scomode" del 6/2/08. Ma questi punti, sono in realtà punti che una gran quantità di commentatori hanno colto in modo molto chiaro, ed espresso anche in questa colonna di commenti. La sfilza monotona degli "aderisco" si è potuta almeno trasformare in una vera discussione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il post che Carla Benedetti ha inserito oggi sul &#8220;Primo amore&#8221;, mi fa piacere vedere che concorda in molti punti con quanto osservavo nel mio post &#8220;Domande scomode&#8221; del 6/2/08. Ma questi punti, sono in realtà punti che una gran quantità di commentatori hanno colto in modo molto chiaro, ed espresso anche in questa colonna di commenti. La sfilza monotona degli &#8220;aderisco&#8221; si è potuta almeno trasformare in una vera discussione.</p>
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		<title>Di: Annalisa Bruni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87761</link>
		<dc:creator>Annalisa Bruni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>aderisco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aderisco</p>
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		<title>Di: francesco giordano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87757</link>
		<dc:creator>francesco giordano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:30:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ovviamente essendo di sinistra non posso che stare dalla parte delle vittime contro gli oppressori, così è da che mondo è mondo.
Non mi sptupisce che quanti hanno appoggiato il governo Prodi oggi si schierano a fianco dell'oppressore
Quando si accetta di votare  a favore della guerra, quando si accettano i CPT (che una volta si chiamavano Lager) dove vengono messe persone che hanno il colore della pelle diverso dai bianchi, mandando a quel paese l'articolo 11 della Costituzione ed ogni pudore si perde qualsiasi valore positivo e quindi ci si sposta volentieri contro gli oppressi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente essendo di sinistra non posso che stare dalla parte delle vittime contro gli oppressori, così è da che mondo è mondo.<br />
Non mi sptupisce che quanti hanno appoggiato il governo Prodi oggi si schierano a fianco dell&#8217;oppressore<br />
Quando si accetta di votare  a favore della guerra, quando si accettano i CPT (che una volta si chiamavano Lager) dove vengono messe persone che hanno il colore della pelle diverso dai bianchi, mandando a quel paese l&#8217;articolo 11 della Costituzione ed ogni pudore si perde qualsiasi valore positivo e quindi ci si sposta volentieri contro gli oppressi.</p>
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		<title>Di: Massimo Burioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87747</link>
		<dc:creator>Massimo Burioni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 11:28:44 +0000</pubDate>
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		<description>Firmo anche io, perché ogni tipo di "esclusione" a priori non mi piace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Firmo anche io, perché ogni tipo di &#8220;esclusione&#8221; a priori non mi piace.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carla Benedetti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87735</link>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 10:43:59 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho firmato l'appello a favore degli organizzatori della Fiera del libro,perché il testo mi  pare troppo generico, glissa su alcuni punti... Le ragioni le ho spiegater  sul primoamore.com ( http://www.ilprimoamore.com/testo_788.html)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho firmato l&#8217;appello a favore degli organizzatori della Fiera del libro,perché il testo mi  pare troppo generico, glissa su alcuni punti&#8230; Le ragioni le ho spiegater  sul primoamore.com ( <a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_788.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.ilprimoamore.com');" rel="nofollow">http://www.ilprimoamore.com/testo_788.html</a>)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fortini/Cani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87728</link>
		<dc:creator>Fortini/Cani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 08:54:03 +0000</pubDate>
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		<description>"I consigli comunali delle Apuane dove ventitre anni fa Reder e i suoi ammazzarono centinaia di persone si pronunciano contro la richiesta di grazia, dopo il comune di Marzabotto. Ieri ha votato il consiglio comunale di Carrara, all'unanimità meno uno, un avvocato democristiano. Non so come costui abbia motivato il suo voto. Fosse una motivazione politica, forse potrei anche approvarla. Sarà invece, come m'è occorso di leggerne, una motivazione religiosa o morale che maschera una scelta politica inconfessabile. Cerimonie come queste, comprensibili per i superstiti. Ma, da un più serio punto di vista, peggio che stoltezze, ipocrisie; e peggio che ipocrisie, aiuti al peggio. C'è stato un modo molto reale di dimenticare quegli uccisi: il modo tenuto dalle classi dirigenti italiane nei primi dieci anni del dopoguerra. Oggi si preferisce parlare delle stragi naziste per non guardare la verità di Indonesia, Vietnam, America Latina, Congo... Ma no, sto ancora sbagliando! Ancora una volta m'avvedo di ragionare nei vecchi, ormai falsi, termini: si parla del Vietnam, eccome, se ne parla come dei crimini nazisti, di questi come della guerra israeliana e della guerra israeliana come d'una carestia in India. Al fondo c'è una sola e dura notizia: «Voi non siete dove accade quel che decide del vostro destino. Voi non avete destino. Voi non avete e non siete. In cambio della realtà v'è stata data una apparenza perfetta, una vita ben imitata. Così ben distratti dalla vostra morte da godere una sorta di immortalità. La recitazione della vita non avrà mai fine, felici».

F.F., I cani del Sinai

«Fare il cane del Sinai» pare sia una locuzione dialettale dei nomadi che un tempo percorsero il deserto altopiano di El Tih, a nord del monte Sinai. Variamente interpretata dagli studiosi, il suo significato oscilla tra «correre in aiuto del vincitore», «stare dalla parte del padrone», «esibire nobili sentimenti».

Sul Sinai non ci sono cani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I consigli comunali delle Apuane dove ventitre anni fa Reder e i suoi ammazzarono centinaia di persone si pronunciano contro la richiesta di grazia, dopo il comune di Marzabotto. Ieri ha votato il consiglio comunale di Carrara, all&#8217;unanimità meno uno, un avvocato democristiano. Non so come costui abbia motivato il suo voto. Fosse una motivazione politica, forse potrei anche approvarla. Sarà invece, come m&#8217;è occorso di leggerne, una motivazione religiosa o morale che maschera una scelta politica inconfessabile. Cerimonie come queste, comprensibili per i superstiti. Ma, da un più serio punto di vista, peggio che stoltezze, ipocrisie; e peggio che ipocrisie, aiuti al peggio. C&#8217;è stato un modo molto reale di dimenticare quegli uccisi: il modo tenuto dalle classi dirigenti italiane nei primi dieci anni del dopoguerra. Oggi si preferisce parlare delle stragi naziste per non guardare la verità di Indonesia, Vietnam, America Latina, Congo&#8230; Ma no, sto ancora sbagliando! Ancora una volta m&#8217;avvedo di ragionare nei vecchi, ormai falsi, termini: si parla del Vietnam, eccome, se ne parla come dei crimini nazisti, di questi come della guerra israeliana e della guerra israeliana come d&#8217;una carestia in India. Al fondo c&#8217;è una sola e dura notizia: «Voi non siete dove accade quel che decide del vostro destino. Voi non avete destino. Voi non avete e non siete. In cambio della realtà v&#8217;è stata data una apparenza perfetta, una vita ben imitata. Così ben distratti dalla vostra morte da godere una sorta di immortalità. La recitazione della vita non avrà mai fine, felici».</p>
<p>F.F., I cani del Sinai</p>
<p>«Fare il cane del Sinai» pare sia una locuzione dialettale dei nomadi che un tempo percorsero il deserto altopiano di El Tih, a nord del monte Sinai. Variamente interpretata dagli studiosi, il suo significato oscilla tra «correre in aiuto del vincitore», «stare dalla parte del padrone», «esibire nobili sentimenti».</p>
<p>Sul Sinai non ci sono cani.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giuseppe Crupi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comment-87721</link>
		<dc:creator>Giuseppe Crupi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 07:22:42 +0000</pubDate>
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		<description>Io sono contrario al boicottaggio, ma non apprezzo né il vostro testo dell'appello (ipocrita e disgustoso nel richiamo alla cultura occidentale), né gli scrittori invitati, né Israele (oggettivamente uno stato razzista). Cosa c'entra poi l'accusa assurda di Sebaste di antisemitismo, ripresa anche dalla simpatica Lipperini su Repubblica? Shabtai è forse un antisemita? Eppure le sue parole sono state molto più forti di quelle lette finora sui blog e sui giornali. La mia solidarietà è solo per lui: un intellettuale coraggioso, che mette alla berlina la politica del suo stato per amore del suo popolo, altro che appelli così politicamente corretti e in fondo inutili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono contrario al boicottaggio, ma non apprezzo né il vostro testo dell&#8217;appello (ipocrita e disgustoso nel richiamo alla cultura occidentale), né gli scrittori invitati, né Israele (oggettivamente uno stato razzista). Cosa c&#8217;entra poi l&#8217;accusa assurda di Sebaste di antisemitismo, ripresa anche dalla simpatica Lipperini su Repubblica? Shabtai è forse un antisemita? Eppure le sue parole sono state molto più forti di quelle lette finora sui blog e sui giornali. La mia solidarietà è solo per lui: un intellettuale coraggioso, che mette alla berlina la politica del suo stato per amore del suo popolo, altro che appelli così politicamente corretti e in fondo inutili.</p>
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