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	<title>Commenti a: Hitler di Giuseppe Genna</title>
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	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 13:15:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Valinskij</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-88477</link>
		<dc:creator>Valinskij</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 23:35:55 +0000</pubDate>
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		<description>A me il libro di Genna non ha fatto impazzire, ma la recensione di Cortellessa mi ha fatto sobbalzare! Un attacco personale in pieno ("la limitatezza delle sue risorse stilistiche", "scrittore improbabile", "mezzi Miserabili") condito da un'affermazione falsa già nella terza riga che fa sorgere qualche dubbio sulla buona fede di Cortellessa. Affermare che il libro è stato fatto uscire proprio il 27 gennaio, giorno della memoria, fa aumentare il sospetto di un'operazione commerciale in piena regola. Io ho comprato il libro il 14 gennaio, in una libreria qualunque. Forse è solo un particolare, però...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me il libro di Genna non ha fatto impazzire, ma la recensione di Cortellessa mi ha fatto sobbalzare! Un attacco personale in pieno (&#8221;la limitatezza delle sue risorse stilistiche&#8221;, &#8220;scrittore improbabile&#8221;, &#8220;mezzi Miserabili&#8221;) condito da un&#8217;affermazione falsa già nella terza riga che fa sorgere qualche dubbio sulla buona fede di Cortellessa. Affermare che il libro è stato fatto uscire proprio il 27 gennaio, giorno della memoria, fa aumentare il sospetto di un&#8217;operazione commerciale in piena regola. Io ho comprato il libro il 14 gennaio, in una libreria qualunque. Forse è solo un particolare, però&#8230;</p>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-88034</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 22:17:35 +0000</pubDate>
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		<description>I puntuali pareri su Hitler, contrastati e contrastanti, sono finalmente giunti e purtroppo non sono riusciti ad indirizzarmi positivamente alla lettura del romanzo. Giugenna è un grande, grandissimo pensatore, ma il suo stile di scrittura "emotivo" mi risulta difficile. 
A proposito dello stile e della leggibilità di un testo proprio lui ha qualcosa da dire su carmilla, oltre ad offrire altri interessanti spunti di riflessione: http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002528.html#002528 :
“Va assaltato un testo che cede all'idea di autocensura in nome della leggibilità, quale monomandatario che permetterebbe al testo stesso di inserirsi nel vettore unico della vendibilità. Bisogna inserire autenticità, scavo di sé e ricerca nei saperi…”
Ho letto Medium. Dice la quarta di copertina: è un libro che viene proposto senza mediazione tra lo scrittore e il lettore. E’ vero, non solo dal punto di vista commerciale. Nel testo, può darsi che mi sbagli, ma appaiono secondarie, rispetto al copioso flusso intimo, “allo scavo di sé, alla ricerca dei saperi”, i due più potenti strumenti di mediazione tra lo scrittore e e il lettore: la formattazione e lo stile, come forme espressive. La priorità per Genna in Medium, coerentemente con quanto da lui affermato, è consegnare - offrire genuinamente e generosamente - la verità interiore direttamente al lettore. 
Penso peraltro sia possibile accedere alla verità dell’autore ed “alla lettura che si trasforma in incanto” anche scorrendo pagine scritte con con mezzi stilistici semplici, tramite una prosa priva di insistite iterazioni o di eccessi d’enfasi (Binaghi più sopra). Senza che rischi di configurare un monstrum paratattico (Cordelli sul Corriere della sera) e, in finale, di trasformarsi nel classico armadio a tre ante: importante, “esorbitante” e pesante.
La doppia morte di Quincas l’aquaiolo di Amado non c’entra nulla con Hitler, ma con la lettura che si trasforma in incanto tramite mezzi stilistici semplici, sì. 
Perlomeno nei romanzi: leggibilità, grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I puntuali pareri su Hitler, contrastati e contrastanti, sono finalmente giunti e purtroppo non sono riusciti ad indirizzarmi positivamente alla lettura del romanzo. Giugenna è un grande, grandissimo pensatore, ma il suo stile di scrittura &#8220;emotivo&#8221; mi risulta difficile.<br />
A proposito dello stile e della leggibilità di un testo proprio lui ha qualcosa da dire su carmilla, oltre ad offrire altri interessanti spunti di riflessione: <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002528.html#002528" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.carmillaonline.com');" rel="nofollow">http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002528.html#002528</a> :<br />
“Va assaltato un testo che cede all&#8217;idea di autocensura in nome della leggibilità, quale monomandatario che permetterebbe al testo stesso di inserirsi nel vettore unico della vendibilità. Bisogna inserire autenticità, scavo di sé e ricerca nei saperi…”<br />
Ho letto Medium. Dice la quarta di copertina: è un libro che viene proposto senza mediazione tra lo scrittore e il lettore. E’ vero, non solo dal punto di vista commerciale. Nel testo, può darsi che mi sbagli, ma appaiono secondarie, rispetto al copioso flusso intimo, “allo scavo di sé, alla ricerca dei saperi”, i due più potenti strumenti di mediazione tra lo scrittore e e il lettore: la formattazione e lo stile, come forme espressive. La priorità per Genna in Medium, coerentemente con quanto da lui affermato, è consegnare - offrire genuinamente e generosamente - la verità interiore direttamente al lettore.<br />
Penso peraltro sia possibile accedere alla verità dell’autore ed “alla lettura che si trasforma in incanto” anche scorrendo pagine scritte con con mezzi stilistici semplici, tramite una prosa priva di insistite iterazioni o di eccessi d’enfasi (Binaghi più sopra). Senza che rischi di configurare un monstrum paratattico (Cordelli sul Corriere della sera) e, in finale, di trasformarsi nel classico armadio a tre ante: importante, “esorbitante” e pesante.<br />
La doppia morte di Quincas l’aquaiolo di Amado non c’entra nulla con Hitler, ma con la lettura che si trasforma in incanto tramite mezzi stilistici semplici, sì.<br />
Perlomeno nei romanzi: leggibilità, grazie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo S</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87926</link>
		<dc:creator>Paolo S</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:11:58 +0000</pubDate>
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		<description>O GiuGenna mente in tutto e per tutto nelle interviste e nel sito e i suoi recensori gli reggono il gioco, oppure credo sia legittimo pensare di avere un'opinione sull'IMPIANTO del romanzo visto quanto se ne è parlato.
NB - adoro molti libri di Genna e non sto squalificando questo suo romanzo non ancora letto, dico solo che ora come ora, partirei male a leggerlo, perché non mi convincono le sue ipotesi per come le ha enunciate. Forse sarò piacevolmente smentito in lettura.
Di Littel, letto e meditato, invece non mi convincono proprio le interpretazioni dei recensori, che secondo me non raggiungono il cuore del romanzo e non sottolineano le pecche narrative.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>O GiuGenna mente in tutto e per tutto nelle interviste e nel sito e i suoi recensori gli reggono il gioco, oppure credo sia legittimo pensare di avere un&#8217;opinione sull&#8217;IMPIANTO del romanzo visto quanto se ne è parlato.<br />
NB - adoro molti libri di Genna e non sto squalificando questo suo romanzo non ancora letto, dico solo che ora come ora, partirei male a leggerlo, perché non mi convincono le sue ipotesi per come le ha enunciate. Forse sarò piacevolmente smentito in lettura.<br />
Di Littel, letto e meditato, invece non mi convincono proprio le interpretazioni dei recensori, che secondo me non raggiungono il cuore del romanzo e non sottolineano le pecche narrative.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Grassini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87918</link>
		<dc:creator>Andrea Grassini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 13:17:38 +0000</pubDate>
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		<description>"Sono anch’io dell’opinione che l’impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel"

Opinione legittima, ma se non sbaglio poche righe più sotto dici di non averlo letto, quello di Genna, e allora come fai ad affermare una cosa del genere??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono anch’io dell’opinione che l’impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel&#8221;</p>
<p>Opinione legittima, ma se non sbaglio poche righe più sotto dici di non averlo letto, quello di Genna, e allora come fai ad affermare una cosa del genere??</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Stanese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87917</link>
		<dc:creator>Paolo Stanese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 12:12:38 +0000</pubDate>
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		<description>Sono anch'io dell'opinione che l'impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel, Littel offre meno appigli - e non mi stupisce la reazione di chi caparbiamente ne va in cerca per esorcizzare il potenziale nazista in agguato dentro ciascuno di noi. I difetti di Littel sono più di svolgimento romanzesco che di ipotesi di lavoro. 
Il problema con Genna, invece, è che ti assenti due giorni dal web e ti perdi inevitabilmente la pagina in cui lui ti spiega perché il Non-essere può essere (Hitler), oppure perché il nazismo è il portato terminale dell'umanesimo occidentale: ti trovi capovolti anni e anni di mattoncini lego diligentemente impilati a scuola in una pagina web perduta, e senti che non hai le energie per buttarti nella lettura di un romanzo di 600 pagine basato su ipotesi mal digerite (da te lettore).
Altrimenti, leggendo, rischi di prendere la cartapesta per cartapesta, e non per scenografia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anch&#8217;io dell&#8217;opinione che l&#8217;impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel, Littel offre meno appigli - e non mi stupisce la reazione di chi caparbiamente ne va in cerca per esorcizzare il potenziale nazista in agguato dentro ciascuno di noi. I difetti di Littel sono più di svolgimento romanzesco che di ipotesi di lavoro.<br />
Il problema con Genna, invece, è che ti assenti due giorni dal web e ti perdi inevitabilmente la pagina in cui lui ti spiega perché il Non-essere può essere (Hitler), oppure perché il nazismo è il portato terminale dell&#8217;umanesimo occidentale: ti trovi capovolti anni e anni di mattoncini lego diligentemente impilati a scuola in una pagina web perduta, e senti che non hai le energie per buttarti nella lettura di un romanzo di 600 pagine basato su ipotesi mal digerite (da te lettore).<br />
Altrimenti, leggendo, rischi di prendere la cartapesta per cartapesta, e non per scenografia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87867</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 10:08:12 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo. Giusto è che segnali in appropriata sede le mie riflessioni, riviste e corrette là dove presentavano imprecisioni, circa i risvolti di copertina:

http://biogiannozzi.splinder.com/post/15858028/Hitler+%C3%A8+morto%2C+e+a+me+mi+pia#15858028

Chi vuole puo' leggerle. Io non mi offendo. :-)

Grazie. E buona domenica a tutti/e.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo. Giusto è che segnali in appropriata sede le mie riflessioni, riviste e corrette là dove presentavano imprecisioni, circa i risvolti di copertina:</p>
<p><a href="http://biogiannozzi.splinder.com/post/15858028/Hitler+%C3%A8+morto%2C+e+a+me+mi+pia#15858028" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/biogiannozzi.splinder.com');" rel="nofollow">http://biogiannozzi.splinder.com/post/15858028/Hitler+%C3%A8+morto%2C+e+a+me+mi+pia#15858028</a></p>
<p>Chi vuole puo&#8217; leggerle. Io non mi offendo. :-)</p>
<p>Grazie. E buona domenica a tutti/e.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87863</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 08:44:00 +0000</pubDate>
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		<description>@ maro'...

Obbe', tutto qui? :-)
Per quel che mi riguarda puoi continuare all'infinito ad imbrattare NI di parolacce. Ti lasciano libero, quindi continua pure. :-) Però secondo me puoi far di meglio, lo dico per te, perché mi dispiace leggere che ti butti via così dando davvero il minimo sindacale. Dài, continua, tira fuori tutto il tuo sicuramente ricchissimo turpiloquio. Ce la puoi fare. Io tifo per te. :-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ maro&#8217;&#8230;</p>
<p>Obbe&#8217;, tutto qui? :-)<br />
Per quel che mi riguarda puoi continuare all&#8217;infinito ad imbrattare NI di parolacce. Ti lasciano libero, quindi continua pure. :-) Però secondo me puoi far di meglio, lo dico per te, perché mi dispiace leggere che ti butti via così dando davvero il minimo sindacale. Dài, continua, tira fuori tutto il tuo sicuramente ricchissimo turpiloquio. Ce la puoi fare. Io tifo per te. :-D</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maro'...</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87861</link>
		<dc:creator>maro'...</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 01:51:00 +0000</pubDate>
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		<description>Il bello di questa discussione è che Iannozzi, al solito, non avrà letto né fest né kerscio.
Bella anche 'sta cazzata "senz'ombra di dubbio" (giammai!):

"Posso invece dire senz’ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento."

Come dire che "Se questo è un uomo" non è servito a una sega. Ma vaffanculo, va.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello di questa discussione è che Iannozzi, al solito, non avrà letto né fest né kerscio.<br />
Bella anche &#8217;sta cazzata &#8220;senz&#8217;ombra di dubbio&#8221; (giammai!):</p>
<p>&#8220;Posso invece dire senz’ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.&#8221;</p>
<p>Come dire che &#8220;Se questo è un uomo&#8221; non è servito a una sega. Ma vaffanculo, va.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87847</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 19:39:55 +0000</pubDate>
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		<description>Joachim Fest: perché dovrei ritenere la sua biografia su Hitler la più importante?
Preferisco la monumentale biografia di Ian Kershaw “Hitler: 1889-1936-1936-1945". Ritengo che Fest sopravvaluti Hitler, gli dà troppa enfasi dimenticando il contesto sociale. Ian Kershaw descrive alla perfezione Hitler e il contesto sociale proprio facendo di Hitler l'epicentro della Storia, cosa che non fa invece il più tradizionale e sorpassato Fest, anche se più immediato e di più facile lettura. 
Comunque ho letto solo i risvolti di copertina, che non mi hanno per niente convinto. Joachin Fest incluso. E sinceramente spero che Giuseppe Genna abbia preso in esame anche altri testi, oltre alla (sorpassata) biografia di Fest. 

Postilla: La caduta, il film basato su "Gli ultimi giorni di Hitler" di Joackin Fest, anche quello non mi ha convinto, per niente. Lo ritengo un filmetto, ma non per colpa degli attori... per colpa della sceneggiatura che sopravvaluta Hitler. Sinceramente ritengo "La caduta" un film pericoloso, non adatto a tutti, neanche a molti maggiorenni, proprio perché di Hitler viene data una immagine fin troppo esaltata dimenticando completamente il contesto sociale. 

Non posso dire se sia vero che Claude Lanzmann sia in ogni pagina di questo libro, non dai risvolti di copertina, anche se mi sembra una esagerazione pretestuosa asserire che "ricamare con la finzione sulla ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno, come ha detto Claude Lanzmann, l’autore di 'Shoah' che ispira ogni pagina di questo libro." Posso invece dire senz'ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.  

P.S.: Mi pare fosse stato proprio Genna, forse in maniera provocatoria, a recensire per primo partendo dalle alette dei libri. Sì, mi pare proprio di sì. E' stato proprio lui, perlomeno in tempi recenti e "miserabili".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Joachim Fest: perché dovrei ritenere la sua biografia su Hitler la più importante?<br />
Preferisco la monumentale biografia di Ian Kershaw “Hitler: 1889-1936-1936-1945&#8243;. Ritengo che Fest sopravvaluti Hitler, gli dà troppa enfasi dimenticando il contesto sociale. Ian Kershaw descrive alla perfezione Hitler e il contesto sociale proprio facendo di Hitler l&#8217;epicentro della Storia, cosa che non fa invece il più tradizionale e sorpassato Fest, anche se più immediato e di più facile lettura.<br />
Comunque ho letto solo i risvolti di copertina, che non mi hanno per niente convinto. Joachin Fest incluso. E sinceramente spero che Giuseppe Genna abbia preso in esame anche altri testi, oltre alla (sorpassata) biografia di Fest. </p>
<p>Postilla: La caduta, il film basato su &#8220;Gli ultimi giorni di Hitler&#8221; di Joackin Fest, anche quello non mi ha convinto, per niente. Lo ritengo un filmetto, ma non per colpa degli attori&#8230; per colpa della sceneggiatura che sopravvaluta Hitler. Sinceramente ritengo &#8220;La caduta&#8221; un film pericoloso, non adatto a tutti, neanche a molti maggiorenni, proprio perché di Hitler viene data una immagine fin troppo esaltata dimenticando completamente il contesto sociale. </p>
<p>Non posso dire se sia vero che Claude Lanzmann sia in ogni pagina di questo libro, non dai risvolti di copertina, anche se mi sembra una esagerazione pretestuosa asserire che &#8220;ricamare con la finzione sulla ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno, come ha detto Claude Lanzmann, l’autore di &#8216;Shoah&#8217; che ispira ogni pagina di questo libro.&#8221; Posso invece dire senz&#8217;ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.  </p>
<p>P.S.: Mi pare fosse stato proprio Genna, forse in maniera provocatoria, a recensire per primo partendo dalle alette dei libri. Sì, mi pare proprio di sì. E&#8217; stato proprio lui, perlomeno in tempi recenti e &#8220;miserabili&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87836</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 17:12:29 +0000</pubDate>
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		<description>Finito. L'ho trovato artisticamente pregevole (con qualche riserva sull'eccesso di enfasi e l'iterazione insistita), anche più disciplinato e quindi maturo di "Dies Irae", ma ideologicamente discutibile. Il discorso è complesso: se qualche amico qui me la posta, tenterò una recensione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finito. L&#8217;ho trovato artisticamente pregevole (con qualche riserva sull&#8217;eccesso di enfasi e l&#8217;iterazione insistita), anche più disciplinato e quindi maturo di &#8220;Dies Irae&#8221;, ma ideologicamente discutibile. Il discorso è complesso: se qualche amico qui me la posta, tenterò una recensione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Grassini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87822</link>
		<dc:creator>Andrea Grassini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 15:40:18 +0000</pubDate>
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		<description>A questo Iannozzi che si vanta di leggere solo i risvolti di copertina dei libri che stronca, faccio notare che il concetto di "non-persona", che è palesemente empirico e non ha pretese di scientificità, è stato proposto dallo storico Joachim Fest, autore della più importante biografia mai scritta su Hitler nonché uno dei più grandi intellettuali del dopoguerra europeo. A pag. 649 di quella biografia parte un capitolo intitolato "Ritratto di una non-persona". Genna non è il primo romanziere a riprendere quell'immagine, lo ha già fatto Harry Wallisch nel suo "Siegfried", che però non abbracciava l'intera vita del Fuhrer come invece avviene stavolta. L'attribuzione a Fest del concetto, tra l'altro, è presente nel risvolto del romanzo di Genna, che lei ha copia-incollato senza evidentemente averlo letto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A questo Iannozzi che si vanta di leggere solo i risvolti di copertina dei libri che stronca, faccio notare che il concetto di &#8220;non-persona&#8221;, che è palesemente empirico e non ha pretese di scientificità, è stato proposto dallo storico Joachim Fest, autore della più importante biografia mai scritta su Hitler nonché uno dei più grandi intellettuali del dopoguerra europeo. A pag. 649 di quella biografia parte un capitolo intitolato &#8220;Ritratto di una non-persona&#8221;. Genna non è il primo romanziere a riprendere quell&#8217;immagine, lo ha già fatto Harry Wallisch nel suo &#8220;Siegfried&#8221;, che però non abbracciava l&#8217;intera vita del Fuhrer come invece avviene stavolta. L&#8217;attribuzione a Fest del concetto, tra l&#8217;altro, è presente nel risvolto del romanzo di Genna, che lei ha copia-incollato senza evidentemente averlo letto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87814</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 08:28:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87814</guid>
		<description>Ah, be', se sostiene che è una non-persona, allora è tutto un altro paio di maniche. Ma è una persona l'&lt;i&gt;essere umano senza distinzione di sesso, età e condizione, l’uomo come essere intelligente e consapevole di sé, dotato di un’identità singola e personale&lt;/i&gt;. Lo sostiene il Demauro Paravia, citato anche nell'ultima bustina di Minerva di Umberto Eco, quindi dev'essere proprio un buon dizionario. Tra quasi-romanzi e non-persone, ecc. ecc., di questo passo, saremo dipinti tutti come dei freaks.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, be&#8217;, se sostiene che è una non-persona, allora è tutto un altro paio di maniche. Ma è una persona l&#8217;<i>essere umano senza distinzione di sesso, età e condizione, l’uomo come essere intelligente e consapevole di sé, dotato di un’identità singola e personale</i>. Lo sostiene il Demauro Paravia, citato anche nell&#8217;ultima bustina di Minerva di Umberto Eco, quindi dev&#8217;essere proprio un buon dizionario. Tra quasi-romanzi e non-persone, ecc. ecc., di questo passo, saremo dipinti tutti come dei freaks.</p>
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		<title>Di: Andrea Grassini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87799</link>
		<dc:creator>Andrea Grassini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 22:51:22 +0000</pubDate>
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		<description>Attenzione, perché Genna non sostiene affatto che Hitler sia "non-umano", come ipotizzano commentatori che ammettono di non avere (ancora) letto il libro. Genna, sulla scia di Joachim Fest, intende e presenta Hitler come "non-persona", cioè come una nullità, un individuo vuoto e senza alcun talento, senza empatia con gli altri esseri umani, senza nulla che lo renda "speciale" se non proprio questa vacuità. E' molto diverso dall'affermare che Hitler "viene sparato direttamente dall'Empireo". Direi anzi che è l'esatto opposto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione, perché Genna non sostiene affatto che Hitler sia &#8220;non-umano&#8221;, come ipotizzano commentatori che ammettono di non avere (ancora) letto il libro. Genna, sulla scia di Joachim Fest, intende e presenta Hitler come &#8220;non-persona&#8221;, cioè come una nullità, un individuo vuoto e senza alcun talento, senza empatia con gli altri esseri umani, senza nulla che lo renda &#8220;speciale&#8221; se non proprio questa vacuità. E&#8217; molto diverso dall&#8217;affermare che Hitler &#8220;viene sparato direttamente dall&#8217;Empireo&#8221;. Direi anzi che è l&#8217;esatto opposto.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87781</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 17:46:42 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, Biondillo. :-) Gli applausi e le noccioline mi piacciono sempre e comunque. Peccato non fosse una battuta ma uno strale. Nonostante tutto sei un Miserabile simpatico, ma sol perché questo è quel che passa il convento. :-) 

Mi dài altre noccioline? :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Biondillo. :-) Gli applausi e le noccioline mi piacciono sempre e comunque. Peccato non fosse una battuta ma uno strale. Nonostante tutto sei un Miserabile simpatico, ma sol perché questo è quel che passa il convento. :-) </p>
<p>Mi dài altre noccioline? :-)</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87780</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 17:38:37 +0000</pubDate>
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		<description>Applausi per la battuta di Iannozzi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Applausi per la battuta di Iannozzi.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
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		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 17:01:50 +0000</pubDate>
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		<description>Hai letto anche i risvolti, Binaghi? :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai letto anche i risvolti, Binaghi? :-)</p>
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	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87777</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 16:04:48 +0000</pubDate>
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		<description>Sono a metà del libro. Perplesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono a metà del libro. Perplesso.</p>
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	<item>
		<title>Di: Filippo Bologna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87759</link>
		<dc:creator>Filippo Bologna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:33:08 +0000</pubDate>
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		<description>Ah sì, Genna, 
scrittore non stupido, uomo improbabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah sì, Genna,<br />
scrittore non stupido, uomo improbabile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87750</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 11:53:51 +0000</pubDate>
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		<description>Caro cotronoski, questo Cortellaccio sarà pure un finissimissimo affilatissimo stroncatore ma, da quello che leggo, e da quel poco che capisco, dovrebbe fare i conti con gli americani. A quel punto molte delle sue certezze categoriche si affloscerebbero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro cotronoski, questo Cortellaccio sarà pure un finissimissimo affilatissimo stroncatore ma, da quello che leggo, e da quel poco che capisco, dovrebbe fare i conti con gli americani. A quel punto molte delle sue certezze categoriche si affloscerebbero.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87719</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 06:58:04 +0000</pubDate>
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		<description>Di ogni libro di Genna si dice che sia il più bello che abbia scritto. Giusto un appunto questo. Ma se chiedi in libreria Genna nessuno che ne sappia, se non dopo aver consultato più volte sul pc il database degli autori. E' uno di quegli autori di cui si parla in Rete... 
Personalmente dopo uscite editoriali ben tragiche, in senso negativo, ho rivalutato moltissimo il lavoro di Genna nonché le sue idee sulla letteratura. Rimangono i thriller, lavori onesti. 
"Hitler" uscito in una data che non sarebbe dovuto uscire, spiacente, è stato un colpo molto ma molto sporco dell'editore, che è ovviamente di Destra. La copertina fa rabbrividire, tanto è priva di buon gusto. Ma rimanendo su di un piano strettamente critico: Eric-Emmanuel Schmitt, "La parte dell'altro", un romanzo che io ritengo essere esemplare, che mette in gioco la vita reale di Hitler e quella di un Hitler "se fosse stato un buono" e che non esito a consigliare caldamente per chi pretende che un libro sia qualcosa di più di un po' di frasi vergate e inccolate l'una dopo l'altra. "Hitler" di Genna non l'ho letto e non mi piace. E spiego anche il perché. Questi i risvolti di copertina:

&lt;i&gt;Il personaggio che si muove attraverso snodi poco conosciuti oppure tristemente noti, il protagonista di queste pagine, è di fatto Adolf Hitler. E questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su Adolf Hitler. Non ci sono discronie né invenzioni; Genna piuttosto dilata particolari e fatti reali della vita del Führer, dalla sua infanzia fino al suicidio nel bunker, con sguardo attonito di fronte allo scatenamento di uno tsunami di coincidenze che conducono al potere una nullità: l'omuncolo destinato a produrre Ia più efferata tragedia della storia. Hitler è, secondo il suo biografo Joachim Fest, la "non persona", un essere che irradia non essere e morte, banalità e follia, l'uomo le cui donne - tutte - tentarono il suicidio. Ma qui non c'è quasi nulla della morbosità che affligge tanta storiografia hitleriana, né indagini fantasiose sulla sua vita sessuale né evocazioni di inverificate forze esoteriche: Hitler è irrevocabilmente consapevole e responsabile, gli eventi sono descritti per come è accertato che andarono. Ricamare con la finzione sul la ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno, come ha detto Claude Lanzmann, l'autore di "Shoah" che ispira ogni pagina di questo libro. Strutturato per capitoli concepiti come le metope di un frontone, il romanzo di Genna sorprende per come connette i fatti più risaputi con elementi assai poco noti della vita del Führer. Dall'incredibile labirinto familiare da cui fuoriesce il piccolo Hitler, con i suoi deliri di grandezza e le sue improvvise abulie, all'esperienza limite dell'umanità disfatta nel gorgo della Männerheim, l'ostello per poveri e criminali dove passa anni da nullafacente; dall'esposizione al fuoco e ai gas della Prima guerra mondiale al ricovero in ospedale; dal rapporto incestuoso con la nipote Geli Raubal al comporsi dell'abominevole, grottesca corte dei suoi scherani. Quest'opera ispirata e severa smonta qualunque funzione mitica attribuita al Führer, è il canto che non può ma vorrebbe risarcire di amore e di pietà le vittime del suo sterminio. Senza nulla concedere a lui personalmente, all'essere che più di quaranta volte pensò di suicidarsi, non riuscendoci che alla fine, dopo aver trascinato con sé nel baratro milioni di vite.

Dall'anticipazione:
Giuseppe Genna è autore di dodici libri, alcuni dei quali tradotti in Europa, Stati Uniti, Russia e Giappone, scrive su Vanity Fair e nel 2005 su Raitre è andata in onda la fiction “Suor Jo”, ispirata ad alcuni suoi libri.
Il protagonista di queste pagine, è Adolf Hitler e questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su Adolf Hitler. Non ci sono discronie né invenzioni ma particolari e fatti reali della vita del Führer, dalla sua infanzia fino al suicidio nel bunker.
L'autore riserva uno sguardo attonito di fronte allo scatenamento di coincidenze che conducono al potere una nullità: l’omuncolo destinato a produrre la più efferata tragedia della storia. 
Quest’opera ispirata e severa smonta qualunque funzione mitica attribuita ad Hitler e vorrebbe, pur non potendo, risarcire di amore e di pietà le vittime del suo sterminio.&lt;/i&gt;

Solitamente i risvolti di copertina sono la cosa, proprio la "cosa", che vale leggere, più del romanzo, perché ben scritti, mentre il romanzo contenuto fra i risvolti è quasi sempre di uova marce. Non è il caso per "Hitler" di Genna: " E questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su Adolf Hitler", questa la prima macroscopica menzogna tout court. Il primo romanzo su Hitler? Accidenti! Solo qualche bifolco potrebbe crederci e neanche. Ci viene anche detto che questo lavoro "smonta qualsiasi funzione mitica". Ma non era lavoro che era già stato fatto in maniera esemplare da Ian Kershaw in "Hitler: 1889-1936-1936-1945"? Sì. Nelle quasi 2500 pagine Kershaw ci restituisce l'Hitler in tutte le sue sfaccettature, l'uomo, il non uomo, le debolezze, l'ira e la pazzia. Ci sono tantissimi autori che hanno scritto di/su Hitler, ben prima di Genna, sceverandolo del "mito", quindi nei risvolti di copertina ci viene detta un'altra menzogna. Ci viene forse detto qualche cosa che non sapevamo di Hitler? Non mi sembra, tranne nel caso si vogliano considerare verità le menzogne riportate nei risvolti di copertina. 
Non ci sono ragioni sufficienti per impegnarsi a leggere questo ennesimo lavoro di Genna, almeno a mio avviso: non ce ne sono perché il libro è stato fatto uscire il Giorno della Memoria, perché i risvolti di copertina sono ingannevoli e presuntuosi, quindi forse è molto meglio rivolgersi a Louis Ferdinand Céline e alla sua "Trilogia del Nord" per capire il nazismo e quanto esso ha influenzato persone, cose e paesaggi. Per la serie "non l'ho letto ma non mi piace". 

Buone cose</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di ogni libro di Genna si dice che sia il più bello che abbia scritto. Giusto un appunto questo. Ma se chiedi in libreria Genna nessuno che ne sappia, se non dopo aver consultato più volte sul pc il database degli autori. E&#8217; uno di quegli autori di cui si parla in Rete&#8230;<br />
Personalmente dopo uscite editoriali ben tragiche, in senso negativo, ho rivalutato moltissimo il lavoro di Genna nonché le sue idee sulla letteratura. Rimangono i thriller, lavori onesti.<br />
&#8220;Hitler&#8221; uscito in una data che non sarebbe dovuto uscire, spiacente, è stato un colpo molto ma molto sporco dell&#8217;editore, che è ovviamente di Destra. La copertina fa rabbrividire, tanto è priva di buon gusto. Ma rimanendo su di un piano strettamente critico: Eric-Emmanuel Schmitt, &#8220;La parte dell&#8217;altro&#8221;, un romanzo che io ritengo essere esemplare, che mette in gioco la vita reale di Hitler e quella di un Hitler &#8220;se fosse stato un buono&#8221; e che non esito a consigliare caldamente per chi pretende che un libro sia qualcosa di più di un po&#8217; di frasi vergate e inccolate l&#8217;una dopo l&#8217;altra. &#8220;Hitler&#8221; di Genna non l&#8217;ho letto e non mi piace. E spiego anche il perché. Questi i risvolti di copertina:</p>
<p><i>Il personaggio che si muove attraverso snodi poco conosciuti oppure tristemente noti, il protagonista di queste pagine, è di fatto Adolf Hitler. E questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su Adolf Hitler. Non ci sono discronie né invenzioni; Genna piuttosto dilata particolari e fatti reali della vita del Führer, dalla sua infanzia fino al suicidio nel bunker, con sguardo attonito di fronte allo scatenamento di uno tsunami di coincidenze che conducono al potere una nullità: l&#8217;omuncolo destinato a produrre Ia più efferata tragedia della storia. Hitler è, secondo il suo biografo Joachim Fest, la &#8220;non persona&#8221;, un essere che irradia non essere e morte, banalità e follia, l&#8217;uomo le cui donne - tutte - tentarono il suicidio. Ma qui non c&#8217;è quasi nulla della morbosità che affligge tanta storiografia hitleriana, né indagini fantasiose sulla sua vita sessuale né evocazioni di inverificate forze esoteriche: Hitler è irrevocabilmente consapevole e responsabile, gli eventi sono descritti per come è accertato che andarono. Ricamare con la finzione sul la ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno, come ha detto Claude Lanzmann, l&#8217;autore di &#8220;Shoah&#8221; che ispira ogni pagina di questo libro. Strutturato per capitoli concepiti come le metope di un frontone, il romanzo di Genna sorprende per come connette i fatti più risaputi con elementi assai poco noti della vita del Führer. Dall&#8217;incredibile labirinto familiare da cui fuoriesce il piccolo Hitler, con i suoi deliri di grandezza e le sue improvvise abulie, all&#8217;esperienza limite dell&#8217;umanità disfatta nel gorgo della Männerheim, l&#8217;ostello per poveri e criminali dove passa anni da nullafacente; dall&#8217;esposizione al fuoco e ai gas della Prima guerra mondiale al ricovero in ospedale; dal rapporto incestuoso con la nipote Geli Raubal al comporsi dell&#8217;abominevole, grottesca corte dei suoi scherani. Quest&#8217;opera ispirata e severa smonta qualunque funzione mitica attribuita al Führer, è il canto che non può ma vorrebbe risarcire di amore e di pietà le vittime del suo sterminio. Senza nulla concedere a lui personalmente, all&#8217;essere che più di quaranta volte pensò di suicidarsi, non riuscendoci che alla fine, dopo aver trascinato con sé nel baratro milioni di vite.</p>
<p>Dall&#8217;anticipazione:<br />
Giuseppe Genna è autore di dodici libri, alcuni dei quali tradotti in Europa, Stati Uniti, Russia e Giappone, scrive su Vanity Fair e nel 2005 su Raitre è andata in onda la fiction “Suor Jo”, ispirata ad alcuni suoi libri.<br />
Il protagonista di queste pagine, è Adolf Hitler e questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su Adolf Hitler. Non ci sono discronie né invenzioni ma particolari e fatti reali della vita del Führer, dalla sua infanzia fino al suicidio nel bunker.<br />
L&#8217;autore riserva uno sguardo attonito di fronte allo scatenamento di coincidenze che conducono al potere una nullità: l’omuncolo destinato a produrre la più efferata tragedia della storia.<br />
Quest’opera ispirata e severa smonta qualunque funzione mitica attribuita ad Hitler e vorrebbe, pur non potendo, risarcire di amore e di pietà le vittime del suo sterminio.</i></p>
<p>Solitamente i risvolti di copertina sono la cosa, proprio la &#8220;cosa&#8221;, che vale leggere, più del romanzo, perché ben scritti, mentre il romanzo contenuto fra i risvolti è quasi sempre di uova marce. Non è il caso per &#8220;Hitler&#8221; di Genna: &#8221; E questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su Adolf Hitler&#8221;, questa la prima macroscopica menzogna tout court. Il primo romanzo su Hitler? Accidenti! Solo qualche bifolco potrebbe crederci e neanche. Ci viene anche detto che questo lavoro &#8220;smonta qualsiasi funzione mitica&#8221;. Ma non era lavoro che era già stato fatto in maniera esemplare da Ian Kershaw in &#8220;Hitler: 1889-1936-1936-1945&#8243;? Sì. Nelle quasi 2500 pagine Kershaw ci restituisce l&#8217;Hitler in tutte le sue sfaccettature, l&#8217;uomo, il non uomo, le debolezze, l&#8217;ira e la pazzia. Ci sono tantissimi autori che hanno scritto di/su Hitler, ben prima di Genna, sceverandolo del &#8220;mito&#8221;, quindi nei risvolti di copertina ci viene detta un&#8217;altra menzogna. Ci viene forse detto qualche cosa che non sapevamo di Hitler? Non mi sembra, tranne nel caso si vogliano considerare verità le menzogne riportate nei risvolti di copertina.<br />
Non ci sono ragioni sufficienti per impegnarsi a leggere questo ennesimo lavoro di Genna, almeno a mio avviso: non ce ne sono perché il libro è stato fatto uscire il Giorno della Memoria, perché i risvolti di copertina sono ingannevoli e presuntuosi, quindi forse è molto meglio rivolgersi a Louis Ferdinand Céline e alla sua &#8220;Trilogia del Nord&#8221; per capire il nazismo e quanto esso ha influenzato persone, cose e paesaggi. Per la serie &#8220;non l&#8217;ho letto ma non mi piace&#8221;. </p>
<p>Buone cose</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: KABAB-O-RAMA</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87710</link>
		<dc:creator>KABAB-O-RAMA</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 02:58:03 +0000</pubDate>
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		<description>Sempre amato l'Hitler di Gizart, anche se l'ho sempre odiato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre amato l&#8217;Hitler di Gizart, anche se l&#8217;ho sempre odiato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mangiate + acidi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87709</link>
		<dc:creator>mangiate + acidi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 02:31:13 +0000</pubDate>
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		<description>ottimo il Gizart</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ottimo il Gizart</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87703</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 23:51:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87703</guid>
		<description>Cortellessa ha ragione quando scrive, a proposito dell'Hitler di Genna:
«[...] ogni frase scandita come Clausola Definitiva, Marmorea».
Avevo avuto la stessa sensazione di primo acchito, proprio in quella fase in cui si prende un libro in mano per decidere se comprarlo (e leggerlo) oppure no. In quei momenti si cerca di capire dove vuole andare a parare l'autore, e si leggono dei paragrafi a casaccio per assaporarne lo stile. E lo stile dell'Hitler di Genna in effetti è ostico, si potrebbe dire un anti-stile. Si ha l'impressione di pensieri spezzati, un modo di scrivere difficile da seguire nella sua struttura logica; un po' come quello di Filippo Timi nel suo ultimo "romanzo" (E lasciamole cadere queste stelle).
Però da alcuni commenti mi pare di capire che questo modo di scrivere sia frutto di una precisa scelta da parte di Genna, oppure sia semplicemente un riflesso inconsapevole dello scrittore per la difficoltà dell'argomento (la "montagna da scalare").
L'operazione invece di rendere la figura di Hitler non umana, o assurda, spregevole, e dunuqe rendendo anche linguisticamente questa nodosità del personaggio e delle vicende, mi sembra che sia abbastanza pericolosa. Pericolosa perché cerca di scacciare l'Hitler che è in ognuno di noi. Era Virginia Woolf che scriveva: «Cerchiamo di fare conscio l’inconscio hitlerismo che ci opprime. È il desiderio di aggressione; il desiderio di dominare e di rendere schiavi. Perfino nel buio possiamo vederlo chiaramente. Vediamo le vetrine dei negozi illuminati a giorno, e le donne che guardano; donne incipriate; donne travestite; donne dalle labbra rosse e dalle unghie rosse. Sono schiave che cercano di rendere schiavi gli altri. Se potessimo liberarci dalla schiavitù, avremo liberato gli uomini dalla tirannia. Gli Hitler sono generati dagli schiavi».
Nel suo bellissimo romanzo autobiografico "Sbucciando la cipolla", Günter Grass affronta proprio questo argomento, senza farsi sconti di alcun tipo sulla sua consapevole decisione giovanile di aderire alle SS. Scava dentro se stesso, per cercare di capire veramente le ragioni del successo - in termini di consenso - del nazismo. Lo fa da scrittore, e da uomo di sinistra.
Demonizzare Hitler, renderlo come un essere dell'altro mondo e incarnazione del male assoluto, è forse dunque un modo di schivare il nocciolo del problema.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cortellessa ha ragione quando scrive, a proposito dell&#8217;Hitler di Genna:<br />
«[...] ogni frase scandita come Clausola Definitiva, Marmorea».<br />
Avevo avuto la stessa sensazione di primo acchito, proprio in quella fase in cui si prende un libro in mano per decidere se comprarlo (e leggerlo) oppure no. In quei momenti si cerca di capire dove vuole andare a parare l&#8217;autore, e si leggono dei paragrafi a casaccio per assaporarne lo stile. E lo stile dell&#8217;Hitler di Genna in effetti è ostico, si potrebbe dire un anti-stile. Si ha l&#8217;impressione di pensieri spezzati, un modo di scrivere difficile da seguire nella sua struttura logica; un po&#8217; come quello di Filippo Timi nel suo ultimo &#8220;romanzo&#8221; (E lasciamole cadere queste stelle).<br />
Però da alcuni commenti mi pare di capire che questo modo di scrivere sia frutto di una precisa scelta da parte di Genna, oppure sia semplicemente un riflesso inconsapevole dello scrittore per la difficoltà dell&#8217;argomento (la &#8220;montagna da scalare&#8221;).<br />
L&#8217;operazione invece di rendere la figura di Hitler non umana, o assurda, spregevole, e dunuqe rendendo anche linguisticamente questa nodosità del personaggio e delle vicende, mi sembra che sia abbastanza pericolosa. Pericolosa perché cerca di scacciare l&#8217;Hitler che è in ognuno di noi. Era Virginia Woolf che scriveva: «Cerchiamo di fare conscio l’inconscio hitlerismo che ci opprime. È il desiderio di aggressione; il desiderio di dominare e di rendere schiavi. Perfino nel buio possiamo vederlo chiaramente. Vediamo le vetrine dei negozi illuminati a giorno, e le donne che guardano; donne incipriate; donne travestite; donne dalle labbra rosse e dalle unghie rosse. Sono schiave che cercano di rendere schiavi gli altri. Se potessimo liberarci dalla schiavitù, avremo liberato gli uomini dalla tirannia. Gli Hitler sono generati dagli schiavi».<br />
Nel suo bellissimo romanzo autobiografico &#8220;Sbucciando la cipolla&#8221;, Günter Grass affronta proprio questo argomento, senza farsi sconti di alcun tipo sulla sua consapevole decisione giovanile di aderire alle SS. Scava dentro se stesso, per cercare di capire veramente le ragioni del successo - in termini di consenso - del nazismo. Lo fa da scrittore, e da uomo di sinistra.<br />
Demonizzare Hitler, renderlo come un essere dell&#8217;altro mondo e incarnazione del male assoluto, è forse dunque un modo di schivare il nocciolo del problema.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luigi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87699</link>
		<dc:creator>luigi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 22:52:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87699</guid>
		<description>guai a chi tocca Cortellessa...
guai a chi tocca Beppe Genna...
gli si strappa la cotenna
lo si getta nella geenna!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>guai a chi tocca Cortellessa&#8230;<br />
guai a chi tocca Beppe Genna&#8230;<br />
gli si strappa la cotenna<br />
lo si getta nella geenna!</p>
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		<title>Di: Luciano Pagano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87691</link>
		<dc:creator>Luciano Pagano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 22:07:41 +0000</pubDate>
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		<description>io non ho ancora letto Hitler, lo farò, nel frattempo sto leggendo questo altro, interessante romanzo, incentrato sulla figura del fuhrer, nel quale mi sono imbattuto per caso (il romanzo dico)

http://lastanzadeilibri.blogspot.com/2007/11/la-parte-dellaltro.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io non ho ancora letto Hitler, lo farò, nel frattempo sto leggendo questo altro, interessante romanzo, incentrato sulla figura del fuhrer, nel quale mi sono imbattuto per caso (il romanzo dico)</p>
<p><a href="http://lastanzadeilibri.blogspot.com/2007/11/la-parte-dellaltro.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/lastanzadeilibri.blogspot.com');" rel="nofollow">http://lastanzadeilibri.blogspot.com/2007/11/la-parte-dellaltro.html</a></p>
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