<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Perché ho firmato l’appello</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 19:24:51 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.1</generator>
	<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Ancora sulla Fiera del Libro di Torino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-88143</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; Ancora sulla Fiera del Libro di Torino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 23:33:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-88143</guid>
		<description>[...] distinguo dell&#8217;appello stilato da Raul Montanari il 6 febbraio, ho proposto a Gianni Biondillo, un po&#8217; provocatoriamente un po&#8217; seriamente, di concentrare gli sforzi non sulle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] distinguo dell&#8217;appello stilato da Raul Montanari il 6 febbraio, ho proposto a Gianni Biondillo, un po&#8217; provocatoriamente un po&#8217; seriamente, di concentrare gli sforzi non sulle [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: J.P. Rossano &#187; Blog Archive &#187; Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-88056</link>
		<dc:creator>J.P. Rossano &#187; Blog Archive &#187; Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:58:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-88056</guid>
		<description>[...] cui vale la pena di sottoscrivere l’appello, potete leggere quelle di Gianni Biondillo sempre su Nazione Indiana, parole le sue, che sottoscrivo completamente.   Categoria: Blog &#124;     Lascia un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] cui vale la pena di sottoscrivere l’appello, potete leggere quelle di Gianni Biondillo sempre su Nazione Indiana, parole le sue, che sottoscrivo completamente.   Categoria: Blog |     Lascia un [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-88012</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 18:39:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-88012</guid>
		<description>Sottoscrivo Georgia.

(mentre Helena è inutile dirlo. La sottoscrivo SEMPRE!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo Georgia.</p>
<p>(mentre Helena è inutile dirlo. La sottoscrivo SEMPRE!)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sebastian</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87999</link>
		<dc:creator>sebastian</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 16:26:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87999</guid>
		<description>@helena
Helena,
hai ragione sul fatto che il mio parallelismo con la Lombardia e i rom abbia qualche forzatura, ma mi è sembrato un modo creare un modellino di compensato o cartapesta, una maquette in scala 1:1, che rappresenti anche i termini numerici la situazione israeliana rispetto al problema del rispetto delle minoranze. Forse ce ne sono di migliori, anche come efficacia narrativa, a me è venuto in mente quello, Per il resto 
- cerco di discutere di una cosa alla volta ed evito ad esempio (una paio di volte non mi è riuscito) di controbilanciare le colpe di Israele con quelle dei palestinesi e dei paesi arabi
- cerco di evitare gli slogan, soprattutto quelli più efficaci e di successo, che una volta resi noti, sono usati a ripetizione fino nascondere la realtà dei fatti cui si riferiscono. Così mi interessa di più trovare la specifica sentenza della corte suprema israeliana, che l'ennesima ripetizione di uno slogan sia pure ad opera di Chomsky
- cerco di evidenziare il meccanismo della deriva verso i termini estremi, per cui, individuata una colpa o una responsabilità della parte avversa nella polemica, non si riesce a evitare di descriverla nei termini più negativi e appunto estremi (fascista, razzista, sterminio, apartheid)  
- cerco di trattenermi di fronte ad affermazioni con quelle di Maurizio Matteuzzi (dal Manifesto, 6 febbraio) citata in http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comments 
che descrive Israele come terza potenza militare mondiale (e Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Popolare Cinese, India, Pakistan... ?)
e che rimprovera a Oz,Grossmann,Yehoshua di non essere in esilio come Gardimer o Coetze durante l'apartheid in RSA

Forse mi interessa più come discutere che loggetto del discutere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@helena<br />
Helena,<br />
hai ragione sul fatto che il mio parallelismo con la Lombardia e i rom abbia qualche forzatura, ma mi è sembrato un modo creare un modellino di compensato o cartapesta, una maquette in scala 1:1, che rappresenti anche i termini numerici la situazione israeliana rispetto al problema del rispetto delle minoranze. Forse ce ne sono di migliori, anche come efficacia narrativa, a me è venuto in mente quello, Per il resto<br />
- cerco di discutere di una cosa alla volta ed evito ad esempio (una paio di volte non mi è riuscito) di controbilanciare le colpe di Israele con quelle dei palestinesi e dei paesi arabi<br />
- cerco di evitare gli slogan, soprattutto quelli più efficaci e di successo, che una volta resi noti, sono usati a ripetizione fino nascondere la realtà dei fatti cui si riferiscono. Così mi interessa di più trovare la specifica sentenza della corte suprema israeliana, che l&#8217;ennesima ripetizione di uno slogan sia pure ad opera di Chomsky<br />
- cerco di evidenziare il meccanismo della deriva verso i termini estremi, per cui, individuata una colpa o una responsabilità della parte avversa nella polemica, non si riesce a evitare di descriverla nei termini più negativi e appunto estremi (fascista, razzista, sterminio, apartheid)<br />
- cerco di trattenermi di fronte ad affermazioni con quelle di Maurizio Matteuzzi (dal Manifesto, 6 febbraio) citata in <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comments"  rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/#comments</a><br />
che descrive Israele come terza potenza militare mondiale (e Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Popolare Cinese, India, Pakistan&#8230; ?)<br />
e che rimprovera a Oz,Grossmann,Yehoshua di non essere in esilio come Gardimer o Coetze durante l&#8217;apartheid in RSA</p>
<p>Forse mi interessa più come discutere che loggetto del discutere</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87997</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 15:57:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87997</guid>
		<description>lorenzo per la precisione l'elenco stilato dal gruppo ultrasionista di ultradestra americano, masada (che è una bella porcata e che gira in rete indisturbato, senza che pacifici si sia mai preso la briga di denunciarlo), non credo che possa essere definito elenco di ebrei antisionisti. Molti di quelli elencati tu forse li definiresti sionisti, e, per quanto riguarda Yossi Beilin (per intenderci quello che ha scritto il patto di Ginevra insieme al palestinese  Yasser Abed Rabbo), si autodefinisce sionista, ed infatti è stato più volte ministro, oggi è a capo del partito di sinistra Meretz-Yachad. Diciamo che sono solo persone che danno noia all'ultradestra israeliana, fra loro (nella lista) c'è anche lo scrittore Amos Oz.
Per questo forse sarebbe bene non usare il termine sionista alla io boja, esistono sionisti di sinistra che pensano come noi, o perlomeno, in parte, come me, o che per lo meno mi guarderei bene dal definirli fascisti.
Il guaio di certa sinistra è di fare sempre di tutta un'erba un FASCIO ;-).
Il razzismo in fondo non è altro che vedere gli altri tutti uguali, come fossero formiche, senza percepirne le differenze. Perchè il male assoluto è sempre un tutto unico senza differenze.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lorenzo per la precisione l&#8217;elenco stilato dal gruppo ultrasionista di ultradestra americano, masada (che è una bella porcata e che gira in rete indisturbato, senza che pacifici si sia mai preso la briga di denunciarlo), non credo che possa essere definito elenco di ebrei antisionisti. Molti di quelli elencati tu forse li definiresti sionisti, e, per quanto riguarda Yossi Beilin (per intenderci quello che ha scritto il patto di Ginevra insieme al palestinese  Yasser Abed Rabbo), si autodefinisce sionista, ed infatti è stato più volte ministro, oggi è a capo del partito di sinistra Meretz-Yachad. Diciamo che sono solo persone che danno noia all&#8217;ultradestra israeliana, fra loro (nella lista) c&#8217;è anche lo scrittore Amos Oz.<br />
Per questo forse sarebbe bene non usare il termine sionista alla io boja, esistono sionisti di sinistra che pensano come noi, o perlomeno, in parte, come me, o che per lo meno mi guarderei bene dal definirli fascisti.<br />
Il guaio di certa sinistra è di fare sempre di tutta un&#8217;erba un FASCIO ;-).<br />
Il razzismo in fondo non è altro che vedere gli altri tutti uguali, come fossero formiche, senza percepirne le differenze. Perchè il male assoluto è sempre un tutto unico senza differenze.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87991</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 14:59:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87991</guid>
		<description>Cazzo, FURIA COLOMBA è strepitoso!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cazzo, FURIA COLOMBA è strepitoso!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87983</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 13:49:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87983</guid>
		<description>Furia Colomba.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Furia Colomba.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: JP Rossano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87976</link>
		<dc:creator>JP Rossano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 13:08:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87976</guid>
		<description>Dopo avere a lungo riflettuto se mi si nota di più se commentavo le motivazioni di Gianni o se non le commentavo, non sono arrivato ad una conclusione :). Tuttavia restando nel dubbio ho deciso di postare, che mi si noti o meno, perchè le sue motivazioni concordano pienamente con le mie e soprattutto ho apprezzato molto il modo in cui le ha espresse.
JP Rossano
www.jprossano.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo avere a lungo riflettuto se mi si nota di più se commentavo le motivazioni di Gianni o se non le commentavo, non sono arrivato ad una conclusione :). Tuttavia restando nel dubbio ho deciso di postare, che mi si noti o meno, perchè le sue motivazioni concordano pienamente con le mie e soprattutto ho apprezzato molto il modo in cui le ha espresse.<br />
JP Rossano<br />
<a href="http://www.jprossano.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.jprossano.com');" rel="nofollow">http://www.jprossano.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87974</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 12:55:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87974</guid>
		<description>@ Lorenzo

1) ovviamente sì

2) IO NON SONO FURIO COLOMBO!!!! 
Scherzi a parte: mi rendo conto che l'informazione spesso gioca sporco e che per una parte è interessata a far passare l'assioma che la sinistra di un certo tipo è antisemita ossia che l'antisemitismo oggi è di sinistra, cosa che è una grandissima stronzata, che sia o meno detta in malafede, come il più spesso è. In più, io non salto dalla gioia a vedere che Fini o peggio ancora dei bravi leghisti strarazzisti (gli ebrei son diventati bravi occidentali che lavorano) diventano amici di Israele e del popolo ebraico, o che certi scoprono una cosa idilliacamente unita dal trattino che si chiama "cultura giudiaico-cristiana" da opporre al nemico islamico cattivo.
3) no, non c'è una situazione simmetrica. Ma se chiedo uno sforzo di comprensione dell'altra parte, non chiedo che si vesta una posizione assetticamente bipartisan. E non ti chiedo di identificarti. Solo considerare le difficoltà cui va incontro un cittadino x israeliano, le sue paure reali, che diventano come sempre facilmente manipolabili sia dai media che dalla politica, israeliani e non. Che Ahmadinejad o altri continuino a dichiarare che Israele vada distrutta, certo non lo aiuta a dire "beh, col cazzo che quest'ennesimo raid me lo spacciate per leggittima difesa".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo</p>
<p>1) ovviamente sì</p>
<p>2) IO NON SONO FURIO COLOMBO!!!!<br />
Scherzi a parte: mi rendo conto che l&#8217;informazione spesso gioca sporco e che per una parte è interessata a far passare l&#8217;assioma che la sinistra di un certo tipo è antisemita ossia che l&#8217;antisemitismo oggi è di sinistra, cosa che è una grandissima stronzata, che sia o meno detta in malafede, come il più spesso è. In più, io non salto dalla gioia a vedere che Fini o peggio ancora dei bravi leghisti strarazzisti (gli ebrei son diventati bravi occidentali che lavorano) diventano amici di Israele e del popolo ebraico, o che certi scoprono una cosa idilliacamente unita dal trattino che si chiama &#8220;cultura giudiaico-cristiana&#8221; da opporre al nemico islamico cattivo.<br />
3) no, non c&#8217;è una situazione simmetrica. Ma se chiedo uno sforzo di comprensione dell&#8217;altra parte, non chiedo che si vesta una posizione assetticamente bipartisan. E non ti chiedo di identificarti. Solo considerare le difficoltà cui va incontro un cittadino x israeliano, le sue paure reali, che diventano come sempre facilmente manipolabili sia dai media che dalla politica, israeliani e non. Che Ahmadinejad o altri continuino a dichiarare che Israele vada distrutta, certo non lo aiuta a dire &#8220;beh, col cazzo che quest&#8217;ennesimo raid me lo spacciate per leggittima difesa&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87968</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 11:44:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87968</guid>
		<description>@helena
Sul problema di cosa sia un certo antisionismo e se sia o meno un
antisemitismo larvato provo a dire la mia.
In primo luogo è evidente che l’atteggiamento degli israeliani, ebrei e
peggio ancora “amici d’Israele” che rispondono alle critiche dure alla
politica israeliana o persino alle eventuali contradizioni che alcuni vedono insiste nel progetto sionista, tacciando chiunque li espliciti di antisemitismo sia liquidiatorio e strumentale. E’ un modo vittimistico per far tacere. E capisco che possa far incazzare. Ma questo forse non è tanto un problema nostro.
&#62;&#62; a quanto pare, pure tu, pur non avendomi dato dell'antisemita, hai cercato di liquidare un mio commento al primo thread sulla fiera del libro parlando di un mio risentimento (non ricordo la parola esatta) che contraddistingue la mia posizione.
E il problema è nostro e di tutti, visto quanto è diffuso in Italia e in alcuni dei commenti al blog.
Sull'Italia basti citare questo inizio di articolo di Furio Colombo sull'Unità del 10 febbraio

Il giorno delle svastiche

di Furio Colombo
Nel giorno in cui ci avvertono che i nomi di docenti ebrei o ritenuti ebrei vengono indicati in un elenco su un misterioso sito antisemita, presumibilmente a cura del vasto rigurgito di destra che è rimasto tra le rovine del passato e i tentativi - sempre incompleti, a volte disastrati - di costruire una vera civiltà democratica, in un giorno così minaccioso abbiamo il dovere di allargare la brutta scena che stiamo osservando. Cercare tra i fascisti è un esercizio ovvio e però marginale, se si considera che solo pochi giorni fa abbiamo dovuto difendere gli scrittori israeliani che saranno onorati a maggio al Salone del Libro di Torino, dalla minaccia di boicottaggio (ovvero di un atto di disprezzo verso lo Stato di Israele, che di tutto ciò è simbolo, imperfetto ma pieno), e se si tiene conto che quelle minacce venivano da alcuni che sono o ritengono davvero di essere di sinistra, cioè dalla parte che ha combattuto e pagato con la vita per ridare la libertà e la dignità all’Europa senza il fascismo.
Non c’è bisogno di conferme: l’antisemitismo è vivo, sa come nascondersi, spostarsi e rinascere. E questo spiega perché alcuni di noi si sono battuti perché ci fosse un “Giorno della Memoria”; per ripensare a uno dei momenti più spaventosi di quel male, che è stato sul punto di riuscire nel progetto di sterminio di un popolo e di una cultura. Propongo che sia necessario notare un fatto che aiuta non tanto le grida di scandalo quanto la riflessione. Fatti del genere accadono in coincidenza con un espandersi, niente affatto mistico, ma esclusivamente terreno, della Chiesa cattolica come potere politico, capace di dare regole, di dettare leggi, di impartire ordini, di punire e premiare, per esempio con il voto.Qui importa notare l’intreccio fra l’allargarsi - nei fatti - di un potere temporale della Chiesa, che torna a parlare con una volontà di controllo su tutto, pensieri inclusi. E il ritorno di un atteggiamento di potenza, di intervento, di arbitrio, di coloro che colgono - nel loro modo distorto però già noto nella storia - il messaggio: si può dare la caccia, cominciando con il disprezzo, a chi non è nella Chiesa.. [e l'articolo prosegue attaccando la Chiesa]

faccio presente che 
1. Il sito "misterioso" era solo anonimo, ovviamente antisemita, come ce ne sono tanti, di antisemiti e razzisti in giro a livello nazionale e internazionale (c'è anche quello sugli ebrei antisionisti, citati in ordine alfabetico lettera per lettera, con tanto di commenti uno a uno, mentre in questo caso italiano non si era fatto che appendere nel sito la lista di docenti della Sapienza non solo ebrei - lista tuttora visibile! - che avevano firmato una petizione : dove sta lo scandalo nello scoprire uno dei tanti siti anonimi antisemita che da tempo circola in rete e che copiaincolla una lista di formatari?)
2. Dal sito antisemita venuto alla ribalta grazie anche alle falsità e all'enfasi di cui i media l'hanno avvolto si è fatto questo percorso

SITO ANTISEMITA --&#62; DIFFUSIONE ANTISEMITISMO STORICO (FASCISMO)--&#62; FIERA DEL LIBRO --&#62; MINACCE DA PARTE DI GENTE CHE SI RITIENE DI SINISTRA --&#62; ANTISEMITISMO CHE SI SPOSTA SI TRASFORMA RINASCE --&#62; LA CHIESA CATTOLICA COME UNA DELLE PRINCIPALI CAUSE DI QUESTO FENOMENO.

In un colpo solo si è detto, implicitamente, che l'antisemitismo storico di destra si è ora diffuso a sinistra e grazie alla Chiesa si diffonde altrove dando "la caccia" a chi non è cattolico - gli ebrei evidentemente, per primi. Antisemitismo a destra, a sinistra, e ovunque, insomma.... 

Continuo con helena
Il problema nostro è quello
di capire cos’è che non va nell’atteggiamento di quelli che starebbero dalla nostra parte, 
&#62;&#62; quale parte?

di quelli che avrebbero a cuore il diritto delle persone e dei popoli e la fine del conflitto. Quel che non va è l’eccesso di risentimento per non dire di odio nei confronti di Israele. 
&#62;&#62; non è né risentimento né odio verso Israele, è avversione verso le sue politiche. 

Quel che non va (sono esempi emblematici) è quando si parla di genocidio, quando si sottolinea mille volte che chi è stato vittima
è diventato carnefice e dunque non merita più nessun appoggio, nessuna
empatia.
&#62;&#62; genocidio tecnicamente è una parola eccessiva per le politiche di Israele, ma non è che ci si oppone solo se è genocidio verso e proprio: quel che si vede nella West Bank pur non essendo vero genocidio è piùche sufficiente per provocare denuncia e lotta (nonviolenta) qui da noi.

E questo vedere tutto con le maiuscole: la VITTIMA che diventa CARNEFICE e dunque diventa NEMICO.
&#60;&#60; Odia il peccato non il peccatore: il nemico è l'ingiustizia non Israele. Certo che poi a livello personale nel confronto tutti ci dimentichiamo di questo, a volte.

Bebbe Sebaste e Moresco si chiedono se reazioni analoghe a quelle di oggi si sarebbero avute se si fosse trattato degli USA, della terribile Russia di Putin e altri. In genere il metodo “eh, ma che ti indigni a fare per questa roba qui, non vedi che nei casi x y è pure peggio” è un’altra mossa scorretta. 
&#60;&#60; Già a poi magari Sebaste e Moresco si sbagliano.

Ma qui la domanda del perché il male commesso da Israele susciti
reazioni così imparagonabilmente più violente, credo sia giusto porsela.
&#60;&#60;Perché è un paese occupante da 40 anni? Perché è al centro di un coflitto che coinvolge il Medioriente, l'area più calda del mondo? Magari sono questi i motivi più che il fatto che sia lo stato ebraico.

Cos’è che viene proiettato su Israele che non viene invece proiettato su
altri? Io credo che c’entri la percezione di quell’impercettibilmente altro
di cui parlava Beppe citando Jankelevitch. E’ come se fosse lo specchio su
cui far riflettere quel che espelliamo da noi stessi. E questo è pericoloso.
E’ sempre stata una componente essenziale dell’odio contro gli ebrei.
&#60;&#62;la prima che hai detto, per quanto mi riguarda, Fatah e Arafat mai mi hanno affascinato in sè.

Tornando a quanto dicevo sopra, quel che mi ha sempre colpito è la scarsa disposizione dei filopalestinesi di mettersi nei panni degli israeliani: di pensare, per esempio, cosa succederebbe qui se per anni tutta la popolazione dovesse vivere con la paura di attentati, se i paesi limitrofi continuassero a negare il diritto all’esistenza al paese dove vivi, se la possibilità di guerre fosse il tuo orizzonte quotidiano ecc. Io credo che la cultura israeliana abbia fatto da diga straordinaria verso una deriva razzista e fascista che poteva essere ben più forte di così, frutto di una paranoia collettiva che non bisogna aver subito secoli di persecuzioni più sterminio per poter sviluppare. Attenzione: capire non significa giustificare. Capire significa capire.
&#62;&#62; sulla difficoltà di identificarsi siamo d'accordo, ma non è solo la difficoltà ad identificarsi quando si subisce attentati ma anche quando si accetta uno stato che pratica il terrorismo, che spara sulla basilica della natività a Betlemme quando questa è scelta come rifugio. Confesso che fatico a identificarmi con un isrealiano che accetta tutta questa serie di cose come normali.

Io credo di poter capire e lo spiego anche ai filoisraeliani beccandomi la
mia dose di insulti e sputi e “traditrice”, quel che spinge un ragazzo dei
territori verso Hamas o a fare lo shahid che è poi l’emblema, se volete,
della tragedia, della fusione di vittima e carnefice in cui si condensa la
tragedia. Ma non capisco come sia possibile che chi non vive quell’esperienza, dal massimo di comprensione ed empatia sacrosanta finisca in un’identificazione assoluta. Questo è anche rifiutare la cosa che fa più male, la tragedia.
Questo manicheismo che non solo fa della parte prescelta i buoni di fronte ai cattivi, ma assorbe persino la loro paranoia vittimaria (vittimaria, non vittimista: per capirci) è abberrante.
Se io, israeliano non razzista, convinto dei diritti dei palestinesi ad uno
stato, ma affezionato q.b. al mio paese ecc., se io ebrea cogliona da sempre di sinistra, mi sento investire di queste ondate di virulenza bava allabocca che ti dicono “solo se diventi come Shabtai o Chomsky ecc, puoiconsiderarti degno di rispetto”, mi sento aggredita ed isolata. E sì,
l’imprintig di secoli di antisemitismo qualcosa c’entra. Perché così come
una donna è capace di distinguere fra maschilismo più o meno blando, ma comunque fastidioso e vera e propria misoginia, così io sono in grado di avvertire la differenza fra un’adesione appassionata a chi subisce
ingiustizia e il risentimento virulento per un nemico indistinto.
&#62;&#62; permettimi di dubitare delle ultime tue frasi, per quanto rigaurda me. Per il resto apprezzo molto della tua analisi. Anche se per me è necessario sempre ricordare che qui non c'è una situazione simmetrica: due stati in guerra, due vittime, qui c'è una pseudoguerra tra uno stato che occupa da 40 anni un popolo oramai quasi senza terra, visto tutte le colonie costruite (come dicono appunto Chomsky e Shabtai - e molto meno gli altri.)
---
Seconda aggiunta: il boicottaggio come strumento di critica e protesta non mi piace. Non mi piace nei confronti della letteratura, anche se
rappresentata da una nazione e immagino dunque ambasciatori e ministri della cultura oltre che singoli scrittori e non mi piace in genere. Mi sembra uno strumento di aggressività passiva ottusa che rischia di compattare attorno al paese espulso anche chi in genere ne è critico. E quindi non lo applicherei neanche all’Iran, non ai libri e neppure, per dire, ai tappeti o ai melograni. @ ops. persino con la Birmania e la Cina avrei dei dubbi, anche se è assai più verosimile che il boicotaggio funzioni senza contracoplpi se indirizzato a una dittatura. 
-- Su questo ci sarebbe molto da dire, ricordo solo che il boicottaggio è un diritto ed è uno strumento nonviolento.

Posso contraccambiare l'abbraccio?
Lorenz</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@helena<br />
Sul problema di cosa sia un certo antisionismo e se sia o meno un<br />
antisemitismo larvato provo a dire la mia.<br />
In primo luogo è evidente che l’atteggiamento degli israeliani, ebrei e<br />
peggio ancora “amici d’Israele” che rispondono alle critiche dure alla<br />
politica israeliana o persino alle eventuali contradizioni che alcuni vedono insiste nel progetto sionista, tacciando chiunque li espliciti di antisemitismo sia liquidiatorio e strumentale. E’ un modo vittimistico per far tacere. E capisco che possa far incazzare. Ma questo forse non è tanto un problema nostro.<br />
&gt;&gt; a quanto pare, pure tu, pur non avendomi dato dell&#8217;antisemita, hai cercato di liquidare un mio commento al primo thread sulla fiera del libro parlando di un mio risentimento (non ricordo la parola esatta) che contraddistingue la mia posizione.<br />
E il problema è nostro e di tutti, visto quanto è diffuso in Italia e in alcuni dei commenti al blog.<br />
Sull&#8217;Italia basti citare questo inizio di articolo di Furio Colombo sull&#8217;Unità del 10 febbraio</p>
<p>Il giorno delle svastiche</p>
<p>di Furio Colombo<br />
Nel giorno in cui ci avvertono che i nomi di docenti ebrei o ritenuti ebrei vengono indicati in un elenco su un misterioso sito antisemita, presumibilmente a cura del vasto rigurgito di destra che è rimasto tra le rovine del passato e i tentativi - sempre incompleti, a volte disastrati - di costruire una vera civiltà democratica, in un giorno così minaccioso abbiamo il dovere di allargare la brutta scena che stiamo osservando. Cercare tra i fascisti è un esercizio ovvio e però marginale, se si considera che solo pochi giorni fa abbiamo dovuto difendere gli scrittori israeliani che saranno onorati a maggio al Salone del Libro di Torino, dalla minaccia di boicottaggio (ovvero di un atto di disprezzo verso lo Stato di Israele, che di tutto ciò è simbolo, imperfetto ma pieno), e se si tiene conto che quelle minacce venivano da alcuni che sono o ritengono davvero di essere di sinistra, cioè dalla parte che ha combattuto e pagato con la vita per ridare la libertà e la dignità all’Europa senza il fascismo.<br />
Non c’è bisogno di conferme: l’antisemitismo è vivo, sa come nascondersi, spostarsi e rinascere. E questo spiega perché alcuni di noi si sono battuti perché ci fosse un “Giorno della Memoria”; per ripensare a uno dei momenti più spaventosi di quel male, che è stato sul punto di riuscire nel progetto di sterminio di un popolo e di una cultura. Propongo che sia necessario notare un fatto che aiuta non tanto le grida di scandalo quanto la riflessione. Fatti del genere accadono in coincidenza con un espandersi, niente affatto mistico, ma esclusivamente terreno, della Chiesa cattolica come potere politico, capace di dare regole, di dettare leggi, di impartire ordini, di punire e premiare, per esempio con il voto.Qui importa notare l’intreccio fra l’allargarsi - nei fatti - di un potere temporale della Chiesa, che torna a parlare con una volontà di controllo su tutto, pensieri inclusi. E il ritorno di un atteggiamento di potenza, di intervento, di arbitrio, di coloro che colgono - nel loro modo distorto però già noto nella storia - il messaggio: si può dare la caccia, cominciando con il disprezzo, a chi non è nella Chiesa.. [e l'articolo prosegue attaccando la Chiesa]</p>
<p>faccio presente che<br />
1. Il sito &#8220;misterioso&#8221; era solo anonimo, ovviamente antisemita, come ce ne sono tanti, di antisemiti e razzisti in giro a livello nazionale e internazionale (c&#8217;è anche quello sugli ebrei antisionisti, citati in ordine alfabetico lettera per lettera, con tanto di commenti uno a uno, mentre in questo caso italiano non si era fatto che appendere nel sito la lista di docenti della Sapienza non solo ebrei - lista tuttora visibile! - che avevano firmato una petizione : dove sta lo scandalo nello scoprire uno dei tanti siti anonimi antisemita che da tempo circola in rete e che copiaincolla una lista di formatari?)<br />
2. Dal sito antisemita venuto alla ribalta grazie anche alle falsità e all&#8217;enfasi di cui i media l&#8217;hanno avvolto si è fatto questo percorso</p>
<p>SITO ANTISEMITA &#8211;&gt; DIFFUSIONE ANTISEMITISMO STORICO (FASCISMO)&#8211;&gt; FIERA DEL LIBRO &#8211;&gt; MINACCE DA PARTE DI GENTE CHE SI RITIENE DI SINISTRA &#8211;&gt; ANTISEMITISMO CHE SI SPOSTA SI TRASFORMA RINASCE &#8211;&gt; LA CHIESA CATTOLICA COME UNA DELLE PRINCIPALI CAUSE DI QUESTO FENOMENO.</p>
<p>In un colpo solo si è detto, implicitamente, che l&#8217;antisemitismo storico di destra si è ora diffuso a sinistra e grazie alla Chiesa si diffonde altrove dando &#8220;la caccia&#8221; a chi non è cattolico - gli ebrei evidentemente, per primi. Antisemitismo a destra, a sinistra, e ovunque, insomma&#8230;. </p>
<p>Continuo con helena<br />
Il problema nostro è quello<br />
di capire cos’è che non va nell’atteggiamento di quelli che starebbero dalla nostra parte,<br />
&gt;&gt; quale parte?</p>
<p>di quelli che avrebbero a cuore il diritto delle persone e dei popoli e la fine del conflitto. Quel che non va è l’eccesso di risentimento per non dire di odio nei confronti di Israele.<br />
&gt;&gt; non è né risentimento né odio verso Israele, è avversione verso le sue politiche. </p>
<p>Quel che non va (sono esempi emblematici) è quando si parla di genocidio, quando si sottolinea mille volte che chi è stato vittima<br />
è diventato carnefice e dunque non merita più nessun appoggio, nessuna<br />
empatia.<br />
&gt;&gt; genocidio tecnicamente è una parola eccessiva per le politiche di Israele, ma non è che ci si oppone solo se è genocidio verso e proprio: quel che si vede nella West Bank pur non essendo vero genocidio è piùche sufficiente per provocare denuncia e lotta (nonviolenta) qui da noi.</p>
<p>E questo vedere tutto con le maiuscole: la VITTIMA che diventa CARNEFICE e dunque diventa NEMICO.<br />
&lt;&lt; Odia il peccato non il peccatore: il nemico è l&#8217;ingiustizia non Israele. Certo che poi a livello personale nel confronto tutti ci dimentichiamo di questo, a volte.</p>
<p>Bebbe Sebaste e Moresco si chiedono se reazioni analoghe a quelle di oggi si sarebbero avute se si fosse trattato degli USA, della terribile Russia di Putin e altri. In genere il metodo “eh, ma che ti indigni a fare per questa roba qui, non vedi che nei casi x y è pure peggio” è un’altra mossa scorretta.<br />
&lt;&lt; Già a poi magari Sebaste e Moresco si sbagliano.</p>
<p>Ma qui la domanda del perché il male commesso da Israele susciti<br />
reazioni così imparagonabilmente più violente, credo sia giusto porsela.<br />
&lt;&lt;Perché è un paese occupante da 40 anni? Perché è al centro di un coflitto che coinvolge il Medioriente, l&#8217;area più calda del mondo? Magari sono questi i motivi più che il fatto che sia lo stato ebraico.</p>
<p>Cos’è che viene proiettato su Israele che non viene invece proiettato su<br />
altri? Io credo che c’entri la percezione di quell’impercettibilmente altro<br />
di cui parlava Beppe citando Jankelevitch. E’ come se fosse lo specchio su<br />
cui far riflettere quel che espelliamo da noi stessi. E questo è pericoloso.<br />
E’ sempre stata una componente essenziale dell’odio contro gli ebrei.<br />
&lt;&gt;la prima che hai detto, per quanto mi riguarda, Fatah e Arafat mai mi hanno affascinato in sè.</p>
<p>Tornando a quanto dicevo sopra, quel che mi ha sempre colpito è la scarsa disposizione dei filopalestinesi di mettersi nei panni degli israeliani: di pensare, per esempio, cosa succederebbe qui se per anni tutta la popolazione dovesse vivere con la paura di attentati, se i paesi limitrofi continuassero a negare il diritto all’esistenza al paese dove vivi, se la possibilità di guerre fosse il tuo orizzonte quotidiano ecc. Io credo che la cultura israeliana abbia fatto da diga straordinaria verso una deriva razzista e fascista che poteva essere ben più forte di così, frutto di una paranoia collettiva che non bisogna aver subito secoli di persecuzioni più sterminio per poter sviluppare. Attenzione: capire non significa giustificare. Capire significa capire.<br />
&gt;&gt; sulla difficoltà di identificarsi siamo d&#8217;accordo, ma non è solo la difficoltà ad identificarsi quando si subisce attentati ma anche quando si accetta uno stato che pratica il terrorismo, che spara sulla basilica della natività a Betlemme quando questa è scelta come rifugio. Confesso che fatico a identificarmi con un isrealiano che accetta tutta questa serie di cose come normali.</p>
<p>Io credo di poter capire e lo spiego anche ai filoisraeliani beccandomi la<br />
mia dose di insulti e sputi e “traditrice”, quel che spinge un ragazzo dei<br />
territori verso Hamas o a fare lo shahid che è poi l’emblema, se volete,<br />
della tragedia, della fusione di vittima e carnefice in cui si condensa la<br />
tragedia. Ma non capisco come sia possibile che chi non vive quell’esperienza, dal massimo di comprensione ed empatia sacrosanta finisca in un’identificazione assoluta. Questo è anche rifiutare la cosa che fa più male, la tragedia.<br />
Questo manicheismo che non solo fa della parte prescelta i buoni di fronte ai cattivi, ma assorbe persino la loro paranoia vittimaria (vittimaria, non vittimista: per capirci) è abberrante.<br />
Se io, israeliano non razzista, convinto dei diritti dei palestinesi ad uno<br />
stato, ma affezionato q.b. al mio paese ecc., se io ebrea cogliona da sempre di sinistra, mi sento investire di queste ondate di virulenza bava allabocca che ti dicono “solo se diventi come Shabtai o Chomsky ecc, puoiconsiderarti degno di rispetto”, mi sento aggredita ed isolata. E sì,<br />
l’imprintig di secoli di antisemitismo qualcosa c’entra. Perché così come<br />
una donna è capace di distinguere fra maschilismo più o meno blando, ma comunque fastidioso e vera e propria misoginia, così io sono in grado di avvertire la differenza fra un’adesione appassionata a chi subisce<br />
ingiustizia e il risentimento virulento per un nemico indistinto.<br />
&gt;&gt; permettimi di dubitare delle ultime tue frasi, per quanto rigaurda me. Per il resto apprezzo molto della tua analisi. Anche se per me è necessario sempre ricordare che qui non c&#8217;è una situazione simmetrica: due stati in guerra, due vittime, qui c&#8217;è una pseudoguerra tra uno stato che occupa da 40 anni un popolo oramai quasi senza terra, visto tutte le colonie costruite (come dicono appunto Chomsky e Shabtai - e molto meno gli altri.)<br />
&#8212;<br />
Seconda aggiunta: il boicottaggio come strumento di critica e protesta non mi piace. Non mi piace nei confronti della letteratura, anche se<br />
rappresentata da una nazione e immagino dunque ambasciatori e ministri della cultura oltre che singoli scrittori e non mi piace in genere. Mi sembra uno strumento di aggressività passiva ottusa che rischia di compattare attorno al paese espulso anche chi in genere ne è critico. E quindi non lo applicherei neanche all’Iran, non ai libri e neppure, per dire, ai tappeti o ai melograni. @ ops. persino con la Birmania e la Cina avrei dei dubbi, anche se è assai più verosimile che il boicotaggio funzioni senza contracoplpi se indirizzato a una dittatura.<br />
&#8211; Su questo ci sarebbe molto da dire, ricordo solo che il boicottaggio è un diritto ed è uno strumento nonviolento.</p>
<p>Posso contraccambiare l&#8217;abbraccio?<br />
Lorenz</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87963</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 10:59:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87963</guid>
		<description>@diego
aspetto curioso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@diego<br />
aspetto curioso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87961</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 10:31:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87961</guid>
		<description>Vi metto a disposizione un po' di cosa scritte agli amici con cui si è discusso di questi temi.

Sul problema di cosa sia un certo antisionismo e se sia o meno un
antisemitismo larvato provo a dire la mia.
In primo luogo è evidente che l'atteggiamento degli israeliani, ebrei e
peggio ancora "amici d'Israele" che rispondono alle critiche dure alla
politica israeliana o persino alle eventuali contradizioni che alcuni vedono insiste nel
progetto sionista, tacciando chiunque li espliciti di antisemitismo sia
liquidiatorio e strumentale. E' un modo vittimistico per far tacere. E capisco che possa far incazzare.
Ma questo forse non è tanto un problema nostro. Il problema nostro è quello
di capire cos'è che non va nell'atteggiamento di quelli che starebbero dalla
nostra parte, di quelli che avrebbero a cuore il diritto delle persone e dei
popoli e la fine del conflitto.
Quel che non va è l'eccesso di risentimento per non dire di odio nei
confronti di Israele. Quel che non va (sono esempi emblematici) è quando si
parla di genocidio, quando si sottolinea mille volte che chi è stato vittima
è diventato carnefice e dunque non merita più nessun appoggio, nessuna
empatia.
E questo vedere tutto con le maiuscole: la VITTIMA che diventa CARNEFICE e
dunque diventa NEMICO.
Bebbe Sebaste e Moresco si chiedono se reazioni analoghe a quelle di oggi si
sarebbero avute se si fosse trattato degli USA, della terribile Russia di
Putin e altri. In genere il metodo "eh, ma che ti indigni a fare per questa
roba qui, non vedi che nei casi x y è pure peggio" è un'altra mossa
scorretta. Ma qui la domanda del perché il male commesso da Israele susciti
reazioni così imparagonabilmente più violente, credo sia giusto porsela.
Cos'è che viene proiettato su Israele che non viene invece proiettato su
altri? Io credo che c'entri la percezione di quell'impercettibilmente altro
di cui parlava Beppe citando Jankelevitch. E' come se fosse lo specchio su
cui far riflettere quel che espelliamo da noi stessi. E questo è pericoloso.
E' sempre stata una componente essenziale dell'odio contro gli ebrei.
Poi, d'accordo, c'è anche un fatto tradizionale, nel senso che molte persona
di sinistra si sono interessate alla questione israelo-palestinese da molto
tempo, essendo un nodo centrale degli equilibri geopolitici mondiali ed
essendo stato un tempo anche un luogo in cui ci si poteva identificare
politicamente con Al-Fatah.
Tornando a quanto dicevo sopra, quel che mi ha sempre colpito è la scarsa
disposizione dei filopalestinesi di mettersi nei panni degli israeliani: di
pensare, per esempio, cosa succederebbe qui se per anni tutta la popolazione
dovesse vivere con la paura di attentati, se i paesi limitrofi continuassero
a negare il diritto all'esistenza al paese dove vivi, se la possibilità di
guerre fosse il tuo orizzonte quotidiano ecc. Io credo che la cultura
israeliana abbia fatto da diga straordinaria verso una deriva razzista e
fascista che poteva essere ben più forte di così, frutto di una paranoia
collettiva che non bisogna aver subito secoli di persecuzioni più sterminio
per poter sviluppare. Attenzione: capire non significa giustificare. Capire
significa capire. 
Io credo di poter capire e lo spiego anche ai filoisraeliani beccandomi la
mia dose di insulti e sputi e "traditrice", quel che spinge un ragazzo dei
territori verso Hamas o a fare lo shahid che è poi l'emblema, se volete,
della tragedia, della fusione di vittima e carnefice in cui si condensa la
tragedia.
Ma non capisco come sia possibile che chi non vive quell'esperienza, dal
massimo di comprensione ed empatia sacrosanta finisca in un'identificazione
assoluta. Questo è anche rifiutare la cosa che fa più male, la tragedia.
Questo manicheismo che non solo fa della parte prescelta i buoni di fronte
ai cattivi, ma assorbe persino la loro paranoia vittimaria (vittimaria, non
vittimista: per capirci) è abberrante.
Se io, israeliano non razzista, convinto dei diritti dei palestinesi ad uno
stato, ma affezionato q.b. al mio paese ecc., se io ebrea cogliona da sempre
di sinistra, mi sento investire di queste ondate di virulenza bava alla
bocca che ti dicono "solo se diventi come Shabtai o Chomsky ecc, puoi
considerarti degno di rispetto", mi sento aggredita ed isolata. E sì,
l'imprintig di secoli di antisemitismo qualcosa c'entra. Perché così come
una donna è capace di distinguere fra maschilismo più o meno blando, ma
comunque fastidioso e vera e propria misoginia, così io sono in grado di
avvertire la differenza fra un'adesione appassionata a chi subisce
ingiustizia e il risentimento virulento per un nemico indistinto.
Se dalla parte da cui voglio stare mi viene incontro una ferocia che sempra
riguardare anche me, faccio sempre più fatica a stare da quella parte. Ci
vuole, per riuscirci, lo sforzo della ragione e del senso di giustizia a
prescindere. Sta capitando anche così che si erode sempre più il campo di
chi cerca mediazioni e i muri diventano sempre più alti. Molti intellettuali
israeliani che hanno fatto molto per chiarire cosìè veramente successo ai
palestinesi, hanno gettato la spunga. Penso a Benny Morris, ad esempio.
Ovvio che non è primariamente colpa dei filopalestinesi non palestinesi, ma
il fatto che si identifichino quasi senza residui coi palestinesi non aiuta certo.
Le cosa sono ancora più complicate di così, ma per ora mi fermo.

un abbraccio a tutti

h


Prima aggiunta: così come un certo modo di ricordare la shoah e sottolineare 
la sua unicità, ha avuto l'effetto di oscurare i genocidi (per non dire dei 
semplici "pogrom" o pulizie entiche) precedenti e soprattutto successivi, 
legittimando l'indifferenza nei confronti di quelli che si stavano 
compiendo, così un certo tipo di adesione alla causa palestinese è stata 
deresponsabilizzante nei confronti dei molti massacri e delle molte 
oppressioni sistematiche che si stavano e stanno compiedo altrove.
E questo, a mio modo di vedere, non è solo eticamente inaccettabile, ma 
anche di una miopia politica estrema, incompatibile sia con una visione 
davvero egalitaria e universalistica degli uomini che del mondo globale e 
globalizzato dove non puoi semplicemente fottertene di quel che succede in 
Africa, in Cecenia, in Indonesia o nei Balcani perché quelli sembrano nodi 
meno importanti dal punto di vista geopolitico.

Seconda aggiunta: il boicottaggio come strumento di critica e protesta non 
mi piace. Non mi piace nei confronti della letteratura, anche se 
rappresentata da una nazione e immagino dunque ambasciatori e ministri della 
cultura oltre che singoli scrittori e non mi piace in genere. Mi sembra uno 
strumento di aggressività passiva ottusa che rischia di compattare attorno 
al paese espulso anche chi in genere ne è critico. E quindi non lo 
applicherei neanche all'Iran, non ai libri e neppure, per dire, ai tappeti o 
ai melograni. @ ops. persino con la Birmania e la Cina avrei dei dubbi, anche se è assai più verosimile che il boicotaggio funzioni senza contracoplpi se indirizzato a una dittatura. Secondo me, visto che riemerge l'esempio del Sudafrica, anche in quel caso le ragioni del successo furono assai più complicate.

Aggiungo per Sebastian: c'è qualcosa che non mi quadra in quel che scrivi e che riguarda il come. Ad esempio il modo in cui metti giù il parallelismo con Lombardia e rom, mi pare contenere una certa forzatura retorica che facilmente ottiene il risultato di non generare ascolto. Se continuiamo a far cozzare una contra l'altra posizioni che pretendono di essere oggettive e di aver ragione, non cominciamo più a ragionare insieme.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi metto a disposizione un po&#8217; di cosa scritte agli amici con cui si è discusso di questi temi.</p>
<p>Sul problema di cosa sia un certo antisionismo e se sia o meno un<br />
antisemitismo larvato provo a dire la mia.<br />
In primo luogo è evidente che l&#8217;atteggiamento degli israeliani, ebrei e<br />
peggio ancora &#8220;amici d&#8217;Israele&#8221; che rispondono alle critiche dure alla<br />
politica israeliana o persino alle eventuali contradizioni che alcuni vedono insiste nel<br />
progetto sionista, tacciando chiunque li espliciti di antisemitismo sia<br />
liquidiatorio e strumentale. E&#8217; un modo vittimistico per far tacere. E capisco che possa far incazzare.<br />
Ma questo forse non è tanto un problema nostro. Il problema nostro è quello<br />
di capire cos&#8217;è che non va nell&#8217;atteggiamento di quelli che starebbero dalla<br />
nostra parte, di quelli che avrebbero a cuore il diritto delle persone e dei<br />
popoli e la fine del conflitto.<br />
Quel che non va è l&#8217;eccesso di risentimento per non dire di odio nei<br />
confronti di Israele. Quel che non va (sono esempi emblematici) è quando si<br />
parla di genocidio, quando si sottolinea mille volte che chi è stato vittima<br />
è diventato carnefice e dunque non merita più nessun appoggio, nessuna<br />
empatia.<br />
E questo vedere tutto con le maiuscole: la VITTIMA che diventa CARNEFICE e<br />
dunque diventa NEMICO.<br />
Bebbe Sebaste e Moresco si chiedono se reazioni analoghe a quelle di oggi si<br />
sarebbero avute se si fosse trattato degli USA, della terribile Russia di<br />
Putin e altri. In genere il metodo &#8220;eh, ma che ti indigni a fare per questa<br />
roba qui, non vedi che nei casi x y è pure peggio&#8221; è un&#8217;altra mossa<br />
scorretta. Ma qui la domanda del perché il male commesso da Israele susciti<br />
reazioni così imparagonabilmente più violente, credo sia giusto porsela.<br />
Cos&#8217;è che viene proiettato su Israele che non viene invece proiettato su<br />
altri? Io credo che c&#8217;entri la percezione di quell&#8217;impercettibilmente altro<br />
di cui parlava Beppe citando Jankelevitch. E&#8217; come se fosse lo specchio su<br />
cui far riflettere quel che espelliamo da noi stessi. E questo è pericoloso.<br />
E&#8217; sempre stata una componente essenziale dell&#8217;odio contro gli ebrei.<br />
Poi, d&#8217;accordo, c&#8217;è anche un fatto tradizionale, nel senso che molte persona<br />
di sinistra si sono interessate alla questione israelo-palestinese da molto<br />
tempo, essendo un nodo centrale degli equilibri geopolitici mondiali ed<br />
essendo stato un tempo anche un luogo in cui ci si poteva identificare<br />
politicamente con Al-Fatah.<br />
Tornando a quanto dicevo sopra, quel che mi ha sempre colpito è la scarsa<br />
disposizione dei filopalestinesi di mettersi nei panni degli israeliani: di<br />
pensare, per esempio, cosa succederebbe qui se per anni tutta la popolazione<br />
dovesse vivere con la paura di attentati, se i paesi limitrofi continuassero<br />
a negare il diritto all&#8217;esistenza al paese dove vivi, se la possibilità di<br />
guerre fosse il tuo orizzonte quotidiano ecc. Io credo che la cultura<br />
israeliana abbia fatto da diga straordinaria verso una deriva razzista e<br />
fascista che poteva essere ben più forte di così, frutto di una paranoia<br />
collettiva che non bisogna aver subito secoli di persecuzioni più sterminio<br />
per poter sviluppare. Attenzione: capire non significa giustificare. Capire<br />
significa capire.<br />
Io credo di poter capire e lo spiego anche ai filoisraeliani beccandomi la<br />
mia dose di insulti e sputi e &#8220;traditrice&#8221;, quel che spinge un ragazzo dei<br />
territori verso Hamas o a fare lo shahid che è poi l&#8217;emblema, se volete,<br />
della tragedia, della fusione di vittima e carnefice in cui si condensa la<br />
tragedia.<br />
Ma non capisco come sia possibile che chi non vive quell&#8217;esperienza, dal<br />
massimo di comprensione ed empatia sacrosanta finisca in un&#8217;identificazione<br />
assoluta. Questo è anche rifiutare la cosa che fa più male, la tragedia.<br />
Questo manicheismo che non solo fa della parte prescelta i buoni di fronte<br />
ai cattivi, ma assorbe persino la loro paranoia vittimaria (vittimaria, non<br />
vittimista: per capirci) è abberrante.<br />
Se io, israeliano non razzista, convinto dei diritti dei palestinesi ad uno<br />
stato, ma affezionato q.b. al mio paese ecc., se io ebrea cogliona da sempre<br />
di sinistra, mi sento investire di queste ondate di virulenza bava alla<br />
bocca che ti dicono &#8220;solo se diventi come Shabtai o Chomsky ecc, puoi<br />
considerarti degno di rispetto&#8221;, mi sento aggredita ed isolata. E sì,<br />
l&#8217;imprintig di secoli di antisemitismo qualcosa c&#8217;entra. Perché così come<br />
una donna è capace di distinguere fra maschilismo più o meno blando, ma<br />
comunque fastidioso e vera e propria misoginia, così io sono in grado di<br />
avvertire la differenza fra un&#8217;adesione appassionata a chi subisce<br />
ingiustizia e il risentimento virulento per un nemico indistinto.<br />
Se dalla parte da cui voglio stare mi viene incontro una ferocia che sempra<br />
riguardare anche me, faccio sempre più fatica a stare da quella parte. Ci<br />
vuole, per riuscirci, lo sforzo della ragione e del senso di giustizia a<br />
prescindere. Sta capitando anche così che si erode sempre più il campo di<br />
chi cerca mediazioni e i muri diventano sempre più alti. Molti intellettuali<br />
israeliani che hanno fatto molto per chiarire cosìè veramente successo ai<br />
palestinesi, hanno gettato la spunga. Penso a Benny Morris, ad esempio.<br />
Ovvio che non è primariamente colpa dei filopalestinesi non palestinesi, ma<br />
il fatto che si identifichino quasi senza residui coi palestinesi non aiuta certo.<br />
Le cosa sono ancora più complicate di così, ma per ora mi fermo.</p>
<p>un abbraccio a tutti</p>
<p>h</p>
<p>Prima aggiunta: così come un certo modo di ricordare la shoah e sottolineare<br />
la sua unicità, ha avuto l&#8217;effetto di oscurare i genocidi (per non dire dei<br />
semplici &#8220;pogrom&#8221; o pulizie entiche) precedenti e soprattutto successivi,<br />
legittimando l&#8217;indifferenza nei confronti di quelli che si stavano<br />
compiendo, così un certo tipo di adesione alla causa palestinese è stata<br />
deresponsabilizzante nei confronti dei molti massacri e delle molte<br />
oppressioni sistematiche che si stavano e stanno compiedo altrove.<br />
E questo, a mio modo di vedere, non è solo eticamente inaccettabile, ma<br />
anche di una miopia politica estrema, incompatibile sia con una visione<br />
davvero egalitaria e universalistica degli uomini che del mondo globale e<br />
globalizzato dove non puoi semplicemente fottertene di quel che succede in<br />
Africa, in Cecenia, in Indonesia o nei Balcani perché quelli sembrano nodi<br />
meno importanti dal punto di vista geopolitico.</p>
<p>Seconda aggiunta: il boicottaggio come strumento di critica e protesta non<br />
mi piace. Non mi piace nei confronti della letteratura, anche se<br />
rappresentata da una nazione e immagino dunque ambasciatori e ministri della<br />
cultura oltre che singoli scrittori e non mi piace in genere. Mi sembra uno<br />
strumento di aggressività passiva ottusa che rischia di compattare attorno<br />
al paese espulso anche chi in genere ne è critico. E quindi non lo<br />
applicherei neanche all&#8217;Iran, non ai libri e neppure, per dire, ai tappeti o<br />
ai melograni. @ ops. persino con la Birmania e la Cina avrei dei dubbi, anche se è assai più verosimile che il boicotaggio funzioni senza contracoplpi se indirizzato a una dittatura. Secondo me, visto che riemerge l&#8217;esempio del Sudafrica, anche in quel caso le ragioni del successo furono assai più complicate.</p>
<p>Aggiungo per Sebastian: c&#8217;è qualcosa che non mi quadra in quel che scrivi e che riguarda il come. Ad esempio il modo in cui metti giù il parallelismo con Lombardia e rom, mi pare contenere una certa forzatura retorica che facilmente ottiene il risultato di non generare ascolto. Se continuiamo a far cozzare una contra l&#8217;altra posizioni che pretendono di essere oggettive e di aver ragione, non cominciamo più a ragionare insieme.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87959</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 10:11:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87959</guid>
		<description>&#62;comunque se il progetto nasce mi impegno a fare il possibile per rendermi utile..veramente contaci..

Ci stiamo mettendo mano... sarà pronto quanto prima. 
Nel frattempo c'è da "saggiare" un po' il terreno.
grazie cmq.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;comunque se il progetto nasce mi impegno a fare il possibile per rendermi utile..veramente contaci..</p>
<p>Ci stiamo mettendo mano&#8230; sarà pronto quanto prima.<br />
Nel frattempo c&#8217;è da &#8220;saggiare&#8221; un po&#8217; il terreno.<br />
grazie cmq.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87956</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 09:32:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87956</guid>
		<description>Boicotta il boicottaggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Boicotta il boicottaggio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabio Orecchini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87942</link>
		<dc:creator>Fabio Orecchini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 19:47:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87942</guid>
		<description>Perdonami per prima, solo che sdrammatizzare, a volte, può servire.
La tua proposta credo sia apprezzabile da tutti, anche da chi ha già firmato l'appello di montanari e degli altri. E concordo pienamente con te nel richiedere la partecipazione di soli autori Israeliani, (di nascita, abitanti lo stato di Israele, di qualsiasi lingua e religione, o con passaporto israeliano ma autoesiliati) e di evitare autori palestinesi(richiesta inutile poichè realmente impossibile); insomma di invitare le varie culture e le differenti anime del pensiero che fanno riferimento ad Israele. Poichè parlare di Cultura Israeliana (come fosse una e monolitica) per me che sono antropologo è una follia addirittura pre Levistraussiana, come se esistesse Una Cultura italica.. 

comunque se il progetto nasce mi impegno a fare il possibile per rendermi utile..veramente contaci..

non ricordo se è stato fatto anche il nome di Keret..potrebbe essere una buona idea...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonami per prima, solo che sdrammatizzare, a volte, può servire.<br />
La tua proposta credo sia apprezzabile da tutti, anche da chi ha già firmato l&#8217;appello di montanari e degli altri. E concordo pienamente con te nel richiedere la partecipazione di soli autori Israeliani, (di nascita, abitanti lo stato di Israele, di qualsiasi lingua e religione, o con passaporto israeliano ma autoesiliati) e di evitare autori palestinesi(richiesta inutile poichè realmente impossibile); insomma di invitare le varie culture e le differenti anime del pensiero che fanno riferimento ad Israele. Poichè parlare di Cultura Israeliana (come fosse una e monolitica) per me che sono antropologo è una follia addirittura pre Levistraussiana, come se esistesse Una Cultura italica.. </p>
<p>comunque se il progetto nasce mi impegno a fare il possibile per rendermi utile..veramente contaci..</p>
<p>non ricordo se è stato fatto anche il nome di Keret..potrebbe essere una buona idea&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabio Orecchini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87941</link>
		<dc:creator>Fabio Orecchini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 18:05:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87941</guid>
		<description>Caro Diego, mi dispiace di non averti conosciuto di persona. E mi dispiace ancor di più che debba essere proprio io a dirtelo: il Mossad è già sulle tue tracce. E non ti servirà a nulla bruciare quei vecchi poster e volantini che tieni in soffitta. Loro sanno chi sei.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Diego, mi dispiace di non averti conosciuto di persona. E mi dispiace ancor di più che debba essere proprio io a dirtelo: il Mossad è già sulle tue tracce. E non ti servirà a nulla bruciare quei vecchi poster e volantini che tieni in soffitta. Loro sanno chi sei.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ops</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87932</link>
		<dc:creator>ops</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:53:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87932</guid>
		<description>Biondill,
leggo di corsa e prima di staccare la spina, Non metto in dubbio la buona fede, neanche nella firma, ma una certa frettolosità sì. Se vi foste presi dieci minuti di riflessione non sareste costretti (non da noi, ma da vostre riflessioni successive) a dare un sacco di spiegazioni. Punto.
Facendo così avreste potuto probabilemnte anche aiutare chi ha scritto l'appello a formularlo meglio o fare altro. punto.
Ti invito anche a riguardare la frase che ho contestato prima perchè può essere letta in modo ambiguo. 
Secondo me la Destra non è interessata al boicottagio così come inteso dai palestinesi e dagli ebrei che lo hanno promosso e da noi che lo pratichiamo pacificamente.
Sono interessati a forze di potere che esulano dai boicottaggi e vanno dritti alla carne umana. Per questo li temo e temo gli infiltrati in qualsiasi manifestazione per la palestina. Se ne hai frequentato qualcuna non puoi non esserti chiesto come mai a fronte di esplicite richieste di pacifismo da parte dei palestinesi alla fine saltassero fuori un paio di coglioni in passamontagna (italiani) a bruciare bandiere e subito accanto operatori televesivi di cui prima non avevi avvertito la presenza. Chi dei manifestanti ha provato a levargli il passamontagna e allontanarli si è ritrovato spintonato o peggio. Comunque si voglia chiamare quella gente: è Destra, Destra pura
e il treno passa tra mezz'ora. Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Biondill,<br />
leggo di corsa e prima di staccare la spina, Non metto in dubbio la buona fede, neanche nella firma, ma una certa frettolosità sì. Se vi foste presi dieci minuti di riflessione non sareste costretti (non da noi, ma da vostre riflessioni successive) a dare un sacco di spiegazioni. Punto.<br />
Facendo così avreste potuto probabilemnte anche aiutare chi ha scritto l&#8217;appello a formularlo meglio o fare altro. punto.<br />
Ti invito anche a riguardare la frase che ho contestato prima perchè può essere letta in modo ambiguo.<br />
Secondo me la Destra non è interessata al boicottagio così come inteso dai palestinesi e dagli ebrei che lo hanno promosso e da noi che lo pratichiamo pacificamente.<br />
Sono interessati a forze di potere che esulano dai boicottaggi e vanno dritti alla carne umana. Per questo li temo e temo gli infiltrati in qualsiasi manifestazione per la palestina. Se ne hai frequentato qualcuna non puoi non esserti chiesto come mai a fronte di esplicite richieste di pacifismo da parte dei palestinesi alla fine saltassero fuori un paio di coglioni in passamontagna (italiani) a bruciare bandiere e subito accanto operatori televesivi di cui prima non avevi avvertito la presenza. Chi dei manifestanti ha provato a levargli il passamontagna e allontanarli si è ritrovato spintonato o peggio. Comunque si voglia chiamare quella gente: è Destra, Destra pura<br />
e il treno passa tra mezz&#8217;ora. Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ops</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87930</link>
		<dc:creator>ops</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:39:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87930</guid>
		<description>Sebastia
chiaro che per me è importante parlare di Razzismo prima ancora di antisemitismo e questa cosa interessa anche agli ebrei. Infatti in Europa molti di loro, memori della loro esperienza si schierano e condannano anche l'aumento del razzismo nei confronti dei mussulmani e degli stranieri in genere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sebastia<br />
chiaro che per me è importante parlare di Razzismo prima ancora di antisemitismo e questa cosa interessa anche agli ebrei. Infatti in Europa molti di loro, memori della loro esperienza si schierano e condannano anche l&#8217;aumento del razzismo nei confronti dei mussulmani e degli stranieri in genere</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87929</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:37:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87929</guid>
		<description>Ops fai uno strano salto della quaglia. Non ho mai detto che tu "e molti altri" sareste "destra fascista che boicotta israele". Mai. Leggi, ovunque ho scritto. MAI.
E così Francesco Marotta. MAI detto che tu sia antisemita. MAI.
Che esistano gruppi neofascisti che appoggiano la lotta di liberazione palestinese è un fatto (non oso neppure linkarvi, per lo schifo, i loro siti). Detto ciò io so perfettamente distinguere loro da quelli con cui qui interloquisco. E vorrei che si facesse lo stesso con me. Distinguermi dagli eventuali "imbarcati".
Ecco l'aggressività che sento in questi commenti. Leggiamo quello che vogliamo leggere. Forse è vero, occorre staccare la spina, che qui si gira a vuoto.
Con Francesco so che, de visu, di fronte una birra, riusciremo a comprendere le rispettive posizioni (io la sua la trovo assolutamente coerente, insisto. Non voglio convertirlo a un bel niente). Con ops, non sapendo chi sia, non potrò spiegarmi. Purtroppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ops fai uno strano salto della quaglia. Non ho mai detto che tu &#8220;e molti altri&#8221; sareste &#8220;destra fascista che boicotta israele&#8221;. Mai. Leggi, ovunque ho scritto. MAI.<br />
E così Francesco Marotta. MAI detto che tu sia antisemita. MAI.<br />
Che esistano gruppi neofascisti che appoggiano la lotta di liberazione palestinese è un fatto (non oso neppure linkarvi, per lo schifo, i loro siti). Detto ciò io so perfettamente distinguere loro da quelli con cui qui interloquisco. E vorrei che si facesse lo stesso con me. Distinguermi dagli eventuali &#8220;imbarcati&#8221;.<br />
Ecco l&#8217;aggressività che sento in questi commenti. Leggiamo quello che vogliamo leggere. Forse è vero, occorre staccare la spina, che qui si gira a vuoto.<br />
Con Francesco so che, de visu, di fronte una birra, riusciremo a comprendere le rispettive posizioni (io la sua la trovo assolutamente coerente, insisto. Non voglio convertirlo a un bel niente). Con ops, non sapendo chi sia, non potrò spiegarmi. Purtroppo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ops</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87928</link>
		<dc:creator>ops</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:33:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87928</guid>
		<description>Sebastian 
In Israele i principi di piena cittadinanza per le minoranze sono 
sebastian, rispondo a questa e poi via
Mi potrò sbagliare, ma gli zingari non sono di origine indo-europea? Cosa c’entrano con l’anitisemitismo’

hai presente cosa fecero i nazisti agli ebrei e agli zingari, ma anche agli omossessuali e ai dissidenti prima e durante la seconda guerra mondiale?
quali tra questi gruppi erano quelli che, anche volendo cambiare parrocchia (gli omossessuali diventare etero e i dissidenti diventare nazi, per esempio) non avevano comunque scampo non potendo cambiare il loro certificato di nascita? per non parlare dei neri che non potevano scampare perchè ancora non si era scoperto (o era troppo costoso) il metodo M. Jackson. L'antisemitismo non è altro che quella forma di Razzismo che ha come specifico bersaglio gli ebrei (la chiesa cattolica ha parecchie responsabilità in merito), ma è raro che sia circoscritta solo a loro, di solito non sopporta parecchi umani (per etnia/povertà/religione per es.). Non so se l'odio particolare per i neri, i bianchi (può esistere anche questo anche se non ci fa felici vista la nostra abitudine a predominare) o gli aborigeni australiani ha un nome specifico. La parola Razzismo li comprende tutti.
E questa cosa terribile succede ancora, forse, se ci pensi bene, colpisce anche i palestinesi perchè anche loro, pur volendolo (può succedere) non possono cambiare il proprio certificato di nascita, i propri nonni ecc.. i religiosi hanno anche difficoltà a cambiare religione per inscriversi in un'altra vincente (non necessariamete ebraica) e per i laici non ne parliamo.

ok, meglio se vado altrimenti cazzeggio e non va bene. Starò via per un po', in vacanza e senza internet tra i piedi.
bye</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sebastian<br />
In Israele i principi di piena cittadinanza per le minoranze sono<br />
sebastian, rispondo a questa e poi via<br />
Mi potrò sbagliare, ma gli zingari non sono di origine indo-europea? Cosa c’entrano con l’anitisemitismo’</p>
<p>hai presente cosa fecero i nazisti agli ebrei e agli zingari, ma anche agli omossessuali e ai dissidenti prima e durante la seconda guerra mondiale?<br />
quali tra questi gruppi erano quelli che, anche volendo cambiare parrocchia (gli omossessuali diventare etero e i dissidenti diventare nazi, per esempio) non avevano comunque scampo non potendo cambiare il loro certificato di nascita? per non parlare dei neri che non potevano scampare perchè ancora non si era scoperto (o era troppo costoso) il metodo M. Jackson. L&#8217;antisemitismo non è altro che quella forma di Razzismo che ha come specifico bersaglio gli ebrei (la chiesa cattolica ha parecchie responsabilità in merito), ma è raro che sia circoscritta solo a loro, di solito non sopporta parecchi umani (per etnia/povertà/religione per es.). Non so se l&#8217;odio particolare per i neri, i bianchi (può esistere anche questo anche se non ci fa felici vista la nostra abitudine a predominare) o gli aborigeni australiani ha un nome specifico. La parola Razzismo li comprende tutti.<br />
E questa cosa terribile succede ancora, forse, se ci pensi bene, colpisce anche i palestinesi perchè anche loro, pur volendolo (può succedere) non possono cambiare il proprio certificato di nascita, i propri nonni ecc.. i religiosi hanno anche difficoltà a cambiare religione per inscriversi in un&#8217;altra vincente (non necessariamete ebraica) e per i laici non ne parliamo.</p>
<p>ok, meglio se vado altrimenti cazzeggio e non va bene. Starò via per un po&#8217;, in vacanza e senza internet tra i piedi.<br />
bye</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87927</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:26:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87927</guid>
		<description>Per rispondere a Georgia,

Sono d'accordo con Maria per il suo sguardo acuto, sottile, senza concessione. Son d'accordo anche con i firmatori, ho già spiegato che è importante che un paese sia riconosciuto nella sua memoria (che ha tanto sofferto) e che gli intellettuali possano aprire un dialogo.
Sono lunatica ma non volubile. Riconosco intelligenza di vista a quelli che hanno firmato e a quelli che non hanno firmato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere a Georgia,</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con Maria per il suo sguardo acuto, sottile, senza concessione. Son d&#8217;accordo anche con i firmatori, ho già spiegato che è importante che un paese sia riconosciuto nella sua memoria (che ha tanto sofferto) e che gli intellettuali possano aprire un dialogo.<br />
Sono lunatica ma non volubile. Riconosco intelligenza di vista a quelli che hanno firmato e a quelli che non hanno firmato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ops</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87925</link>
		<dc:creator>ops</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:07:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87925</guid>
		<description>Sebastian 
indipendentemente dall'avvertenza i link sono a notizie vere. Fai lo sforzo di andare a guardare, poi al limite criticale singolarmente.

Sebastian
In Israele i principi di piena cittadinanza per le minoranze sono esplicitamente conclamati e in grande parte applicati (senz’altro di più che in altre parti del mondo dove si vivono simili situazioni),

Spero che Noam Chomsky non sia per te un nome sconosciuto. Ha idee leggermente diverse dal suo amico Uri e non è schierato per il boicottaggio, ma non nega il fatto che la cittadinanza è diversa a secondo se sei Ebreo o no. L'intervista è del 2004 
Se credi che questa sia un'intervista falsificata ti cerchero' l'originale in inglese, se intanto vuoi cominciare a leggerla.
http://www.zmag.org/italy/chomsky-ordinemondiale.htm

Comunque Uri Davis è contattabile via e-mail e puoi chiedergli direttamente cosa è cambiato e perchè nel sito dell'associazione MAIAP c'è ancora la richiesta di boicottaggio e la raccolta firme.
Dr. Davis can be reached by email at uridavis@actcom.co.il.
tratto la mail da: http://student.cs.ucc.ie/cs1064/jabowen/IPSC/php/authors.php?auid=1

non riuscirò a rispondere a tutto perchè devo partire. ti consiglio di leggere anche questa intervista a Mustafa Barguti che parla di lotte comuni tra israeliani e palestinesi contro il muro, del'utilità delle pressioni internazionali e anche di boicottaggio e di accordi militari tra italia e Israele
http://www.peacelink.it/palestina/a/23297.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sebastian<br />
indipendentemente dall&#8217;avvertenza i link sono a notizie vere. Fai lo sforzo di andare a guardare, poi al limite criticale singolarmente.</p>
<p>Sebastian<br />
In Israele i principi di piena cittadinanza per le minoranze sono esplicitamente conclamati e in grande parte applicati (senz’altro di più che in altre parti del mondo dove si vivono simili situazioni),</p>
<p>Spero che Noam Chomsky non sia per te un nome sconosciuto. Ha idee leggermente diverse dal suo amico Uri e non è schierato per il boicottaggio, ma non nega il fatto che la cittadinanza è diversa a secondo se sei Ebreo o no. L&#8217;intervista è del 2004<br />
Se credi che questa sia un&#8217;intervista falsificata ti cerchero&#8217; l&#8217;originale in inglese, se intanto vuoi cominciare a leggerla.<br />
<a href="http://www.zmag.org/italy/chomsky-ordinemondiale.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.zmag.org');" rel="nofollow">http://www.zmag.org/italy/chomsky-ordinemondiale.htm</a></p>
<p>Comunque Uri Davis è contattabile via e-mail e puoi chiedergli direttamente cosa è cambiato e perchè nel sito dell&#8217;associazione MAIAP c&#8217;è ancora la richiesta di boicottaggio e la raccolta firme.<br />
Dr. Davis can be reached by email at <a href="mailto:uridavis@actcom.co.il">uridavis@actcom.co.il</a>.<br />
tratto la mail da: <a href="http://student.cs.ucc.ie/cs1064/jabowen/IPSC/php/authors.php?auid=1" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/student.cs.ucc.ie');" rel="nofollow">http://student.cs.ucc.ie/cs1064/jabowen/IPSC/php/authors.php?auid=1</a></p>
<p>non riuscirò a rispondere a tutto perchè devo partire. ti consiglio di leggere anche questa intervista a Mustafa Barguti che parla di lotte comuni tra israeliani e palestinesi contro il muro, del&#8217;utilità delle pressioni internazionali e anche di boicottaggio e di accordi militari tra italia e Israele<br />
<a href="http://www.peacelink.it/palestina/a/23297.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.peacelink.it');" rel="nofollow">http://www.peacelink.it/palestina/a/23297.html</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sebastian</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87924</link>
		<dc:creator>Sebastian</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:03:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87924</guid>
		<description>Chiedo scusa e mi emendo da solo:

Errata:
La superficie di Israele (confini 1967) è di circa 21000 kmq, di cui 8000 kmq costituiti dal deserto del Golan.

Corrige:
La superficie di Israele (confini 1967) è di circa 21000 kmq, di cui 8000 kmq costituiti dal deserto del Negev.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa e mi emendo da solo:</p>
<p>Errata:<br />
La superficie di Israele (confini 1967) è di circa 21000 kmq, di cui 8000 kmq costituiti dal deserto del Golan.</p>
<p>Corrige:<br />
La superficie di Israele (confini 1967) è di circa 21000 kmq, di cui 8000 kmq costituiti dal deserto del Negev.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Marotta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87923</link>
		<dc:creator>Francesco Marotta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 13:54:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87923</guid>
		<description>Gianni, per chiudere ua polemica (che non esiste):

1) L'amicizia, la stima, l'affetto, per quanto mi riguarda, stanno sempre fuori, ben al riparo da qualsiasi virulenza verbale del confronto dialettico. Per me. Il resto non so.

2) Il fatto che io non sia d'accordo, in niente (e l'ho scritto chiaramente), con l'appello, non significa che metto in discussione l'onestà intellettuale e morale, l'appartenenza, la militanza, o quello che vuoi, dell'estensore e dei firmatari che conosco: sono sempre intervenuto nel merito e nella sostanza del testo, formulando delle domande, così come (pochi) altri, alle quali non è stata data nessuna risposta.
  
2) Dimmi in quale commento hai subito, da parte di chiunque, attacchi alla persona, tu o chiunque abbia mai firmato l'appello: fai dei nomi, cita un solo commento, qui o altrove.

3) Cumuli di spazzatura, invece, sono stati riversati, da tanti firmatari, sui favorevoli al boicottaggio della fiera (da antisemiti, a terroristi, ad assassini al soldo di Al Qaeda), senza che uno solo dei firmatari (che ti aspetteresti) abbia scritto due righe due per prendere le distanze su quelle oscenità.

4) Ho scritto chiaramente, sotto la mole di immondizia scaricata da tanti "aderisco": pensate, prima di scrivere i vostri commenti ingiuriosi, cosa debba provare, nel leggerli e nel vederseli appioppare solo perché non è d'accordo con i contenuti dell'appello, nel sentirsi dare dell'antisemita, uno che ha sangue ebreo nelle vene e che ha avuto due familiari internati e giustiziati nei lager. Antisemita anche la società civile israeliana che si oppone all'apartheid, al muro, alle violenze, alla guerra? Antisemita anche Shabtai e gli altri intellettuali che si guardano bene dall'intervenire a una fiera nella quale, parole vostre, si celebrano i valori della letteratura (sic!) come fosse un mondo a parte?

Nessuna risposta, nessun distinguo.

Chi vi contesta o ha contestato questo vostro diritto di esprimervi con l'appello? Nessuno, certamente non io.

E quando, sotto l'incalzare della marea di merda (da qui a lipperatura ad altri mille blog, soprattutto quelli personali di tanti firmatari), senti che non ce la fai più a reggere 'sta schifezza e, provocatoriamente, scrivi: bene, volete sapere come mi sento? esattamente come vi sentireste voi se qualcuno dicesse che siete tutti al soldo dell'industria editoriale...

Apriti cielo: ecco che quella frase, estrapolata dal contesto, diventa per qualcuno l'accusa infamante lanciata a... etc. etc. 
Fate un  po' voi. Scripta manent: qui e altrove: basta leggere quello che c'è, non quello che ci fa comodo ci sia.

Resta il fatto che: nessuno ha risposto a una sola delle "domande" poste da Inglese, Benedetti e altri: le uniche risposte che ho letto sono state, complessivamente, una rispolverata di meriti e medaglieri.

E con questo ho chiuso. Definitivamente.

fm 

p.s.

Il tuo parallelo con l'estrema destra fascista antisionista non regge, né nei miei confronti, né in assoluto, si commenta da solo: se io fossi l'estensore di un testo/appello e mi accorgessi che tra quelli che "s'imbarcano" c'è gente che con le sue parole schifose getta merda innanzitutto sulle intenzioni e la ragion d'essere stessa di ciò su cui ho chiesto adesione, mi premunirei, almeno, di intervenire e fare chiarezza: io, con questi, non ci sto.

Gianni, scusa, dov'eravate quando militanti pacifisti di provata fede antifascista, favorevoli al boicottaggio per le ragioni che in tanti hanno esposto chiaramente anche qui, sono stati insultati a sangue da epiteti ingiuriosi...? (vedi sopra).

Ti saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, per chiudere ua polemica (che non esiste):</p>
<p>1) L&#8217;amicizia, la stima, l&#8217;affetto, per quanto mi riguarda, stanno sempre fuori, ben al riparo da qualsiasi virulenza verbale del confronto dialettico. Per me. Il resto non so.</p>
<p>2) Il fatto che io non sia d&#8217;accordo, in niente (e l&#8217;ho scritto chiaramente), con l&#8217;appello, non significa che metto in discussione l&#8217;onestà intellettuale e morale, l&#8217;appartenenza, la militanza, o quello che vuoi, dell&#8217;estensore e dei firmatari che conosco: sono sempre intervenuto nel merito e nella sostanza del testo, formulando delle domande, così come (pochi) altri, alle quali non è stata data nessuna risposta.</p>
<p>2) Dimmi in quale commento hai subito, da parte di chiunque, attacchi alla persona, tu o chiunque abbia mai firmato l&#8217;appello: fai dei nomi, cita un solo commento, qui o altrove.</p>
<p>3) Cumuli di spazzatura, invece, sono stati riversati, da tanti firmatari, sui favorevoli al boicottaggio della fiera (da antisemiti, a terroristi, ad assassini al soldo di Al Qaeda), senza che uno solo dei firmatari (che ti aspetteresti) abbia scritto due righe due per prendere le distanze su quelle oscenità.</p>
<p>4) Ho scritto chiaramente, sotto la mole di immondizia scaricata da tanti &#8220;aderisco&#8221;: pensate, prima di scrivere i vostri commenti ingiuriosi, cosa debba provare, nel leggerli e nel vederseli appioppare solo perché non è d&#8217;accordo con i contenuti dell&#8217;appello, nel sentirsi dare dell&#8217;antisemita, uno che ha sangue ebreo nelle vene e che ha avuto due familiari internati e giustiziati nei lager. Antisemita anche la società civile israeliana che si oppone all&#8217;apartheid, al muro, alle violenze, alla guerra? Antisemita anche Shabtai e gli altri intellettuali che si guardano bene dall&#8217;intervenire a una fiera nella quale, parole vostre, si celebrano i valori della letteratura (sic!) come fosse un mondo a parte?</p>
<p>Nessuna risposta, nessun distinguo.</p>
<p>Chi vi contesta o ha contestato questo vostro diritto di esprimervi con l&#8217;appello? Nessuno, certamente non io.</p>
<p>E quando, sotto l&#8217;incalzare della marea di merda (da qui a lipperatura ad altri mille blog, soprattutto quelli personali di tanti firmatari), senti che non ce la fai più a reggere &#8217;sta schifezza e, provocatoriamente, scrivi: bene, volete sapere come mi sento? esattamente come vi sentireste voi se qualcuno dicesse che siete tutti al soldo dell&#8217;industria editoriale&#8230;</p>
<p>Apriti cielo: ecco che quella frase, estrapolata dal contesto, diventa per qualcuno l&#8217;accusa infamante lanciata a&#8230; etc. etc.<br />
Fate un  po&#8217; voi. Scripta manent: qui e altrove: basta leggere quello che c&#8217;è, non quello che ci fa comodo ci sia.</p>
<p>Resta il fatto che: nessuno ha risposto a una sola delle &#8220;domande&#8221; poste da Inglese, Benedetti e altri: le uniche risposte che ho letto sono state, complessivamente, una rispolverata di meriti e medaglieri.</p>
<p>E con questo ho chiuso. Definitivamente.</p>
<p>fm </p>
<p>p.s.</p>
<p>Il tuo parallelo con l&#8217;estrema destra fascista antisionista non regge, né nei miei confronti, né in assoluto, si commenta da solo: se io fossi l&#8217;estensore di un testo/appello e mi accorgessi che tra quelli che &#8220;s&#8217;imbarcano&#8221; c&#8217;è gente che con le sue parole schifose getta merda innanzitutto sulle intenzioni e la ragion d&#8217;essere stessa di ciò su cui ho chiesto adesione, mi premunirei, almeno, di intervenire e fare chiarezza: io, con questi, non ci sto.</p>
<p>Gianni, scusa, dov&#8217;eravate quando militanti pacifisti di provata fede antifascista, favorevoli al boicottaggio per le ragioni che in tanti hanno esposto chiaramente anche qui, sono stati insultati a sangue da epiteti ingiuriosi&#8230;? (vedi sopra).</p>
<p>Ti saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sebastian</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87922</link>
		<dc:creator>Sebastian</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 13:53:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/#comment-87922</guid>
		<description>@ops
Il paragrafo sui diritti umani da te citato in Wikipedia è preceduto da una avvertenza da te omessa:

Questa sezione è ritenuta non neutrale: per contribuire, partecipa alla discussione.
Motivo: Evidente unilateralità e documentazione faziosa e poco affidabile. Segnalazione di Sicilgolem

A te concludere cosa questo significhi nel contesto di Wikipedia, frutto di uno sforzo di conoscenza collettiva e per quanto possibile vagliata.  
 
Quello che scrive Davis è sbagliato, inaccurato, non aggiornato. Puoi verificarlo da te se solo ti impegni un poco.

Ripeto, fa uno sforzo di approfondimento, evita una volta tanto di farti condizionare  da qualsiasi affermazione per il solo fatto che questa collima con le tue opinioni correnti, liberati da questa predisposizioni alle verità semplici e preconfezionate (o caratterizzate da "Evidente unilateralità e documentazione faziosa e poco affidabile", come direbbe Wikipedia) che è la stessa che guida molti degli israeliani più integralisti e xenofobi.


Mi potrò sbagliare, ma gli zingari non sono di origine indo-europea? Cosa c'entrano con l'anitisemitismo'</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ops<br />
Il paragrafo sui diritti umani da te citato in Wikipedia è preceduto da una avvertenza da te omessa:</p>
<p>Questa sezione è ritenuta non neutrale: per contribuire, partecipa alla discussione.<br />
Motivo: Evidente unilateralità e documentazione faziosa e poco affidabile. Segnalazione di Sicilgolem</p>
<p>A te concludere cosa questo significhi nel contesto di Wikipedia, frutto di uno sforzo di conoscenza collettiva e per quanto possibile vagliata.  </p>
<p>Quello che scrive Davis è sbagliato, inaccurato, non aggiornato. Puoi verificarlo da te se solo ti impegni un poco.</p>
<p>Ripeto, fa uno sforzo di approfondimento, evita una volta tanto di farti condizionare  da qualsiasi affermazione per il solo fatto che questa collima con le tue opinioni correnti, liberati da questa predisposizioni alle verità semplici e preconfezionate (o caratterizzate da &#8220;Evidente unilateralità e documentazione faziosa e poco affidabile&#8221;, come direbbe Wikipedia) che è la stessa che guida molti degli israeliani più integralisti e xenofobi.</p>
<p>Mi potrò sbagliare, ma gli zingari non sono di origine indo-europea? Cosa c&#8217;entrano con l&#8217;anitisemitismo&#8217;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 0.570 seconds -->
