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	<title>Commenti a: Il sogno del nomade. Appunti dalla terra estrema.</title>
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		<title>Di: Gabriele</title>
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		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 13:20:38 +0000</pubDate>
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		<description>Post molto bello, dove tutto ruota in armonia, toccando tanti argomenti diversi. Mi ha ricordato, sia nella forma sia nel contenuto, il libro migliore di Antonio Franchini: Quando vi ucciderete maestro, perchè anche lì si parla di un atto estremo, l&#039;arte del combattimento, che però non va mai a segno, in quanto non arriva mai al suo vero scopo: che è uccidere. Così il confronto con la natura: portato alle estreme conseguenze, quando , come tu dici, &quot;il fuori e il dentro coincidono&quot;, quando non c&#039;è più letteratura, questo confronto è mortale. L&#039;ho avvertito tante volte in montagna: oltre una certa altezza, non siamo più previsti e la natura amica è un vaneggiamento.
Aggiungo ai titoli suggeriti da altri commenti un articolo di James Hamilton -Paterson, che ha vissuto di pesca in un villaggio sperduto delle Filippine, e si confronta con la sofferenza animale. E&#039; questo uno dei misuratori del nostro grado &quot;civiltà&quot;: quanto siamo lontani dall&#039;uccisione di ciò che mangiamo (Do the fish fell pain? in &quot;Granta&quot; 83).
Comunque grazie, Francesca. Mi è venuta voglia di incamminarmi col mio cane per San Giacomo di Compostela o di vagare per le Alpi. Di sentire il freddo che il partigiano Johnny di Fenoglio sente nel suo corpo, senza più differenza tra dentro e fuori, e che gli rivela l&#039;essenza stessa della libertà. Grazie per aver parlato di un bel film con profondità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Post molto bello, dove tutto ruota in armonia, toccando tanti argomenti diversi. Mi ha ricordato, sia nella forma sia nel contenuto, il libro migliore di Antonio Franchini: Quando vi ucciderete maestro, perchè anche lì si parla di un atto estremo, l&#8217;arte del combattimento, che però non va mai a segno, in quanto non arriva mai al suo vero scopo: che è uccidere. Così il confronto con la natura: portato alle estreme conseguenze, quando , come tu dici, &#8220;il fuori e il dentro coincidono&#8221;, quando non c&#8217;è più letteratura, questo confronto è mortale. L&#8217;ho avvertito tante volte in montagna: oltre una certa altezza, non siamo più previsti e la natura amica è un vaneggiamento.<br />
Aggiungo ai titoli suggeriti da altri commenti un articolo di James Hamilton -Paterson, che ha vissuto di pesca in un villaggio sperduto delle Filippine, e si confronta con la sofferenza animale. E&#8217; questo uno dei misuratori del nostro grado &#8220;civiltà&#8221;: quanto siamo lontani dall&#8217;uccisione di ciò che mangiamo (Do the fish fell pain? in &#8220;Granta&#8221; 83).<br />
Comunque grazie, Francesca. Mi è venuta voglia di incamminarmi col mio cane per San Giacomo di Compostela o di vagare per le Alpi. Di sentire il freddo che il partigiano Johnny di Fenoglio sente nel suo corpo, senza più differenza tra dentro e fuori, e che gli rivela l&#8217;essenza stessa della libertà. Grazie per aver parlato di un bel film con profondità.</p>
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	<item>
		<title>Di: Cappuccetto rosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88191</link>
		<dc:creator>Cappuccetto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 12:58:10 +0000</pubDate>
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		<description>e per la tigre siberiana...
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e per la tigre siberiana&#8230;<br />
;-)</p>
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	</item>
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		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88099</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 14:48:38 +0000</pubDate>
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		<description>Un testo sublime che mi ha fatto pensare a Jim Harrison.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un testo sublime che mi ha fatto pensare a Jim Harrison.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: orsola puecher</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88086</link>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 12:51:22 +0000</pubDate>
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		<description>grazie Francesca del cammino errante

&lt;i&gt;Una volta l’Europa era tutta Lapponia&lt;/i&gt;

per questo si prova una profonda ammirazione e tenerezza per Oetzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Francesca del cammino errante</p>
<p><i>Una volta l’Europa era tutta Lapponia</i></p>
<p>per questo si prova una profonda ammirazione e tenerezza per Oetzi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88079</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 12:14:33 +0000</pubDate>
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		<description>La cosa che più mi affascina nel nomadismo e nella vita dei cacciatori-raccoglitori è che questo è stato lo stile di vita dell&#039;Homo Sapiens per centinaia di migliaia, se non milioni, di anni. La nostra comoda vita sedentaria e urbana ha 10 o 20mila anni, che è un tempo ridicolmente breve se raffrontato a quello totale dell&#039;evoluzione umana. 
Voglio dire che ciò che a me sembra irrinunciabile (quattro mura di pietra, una quantità di oggetti e suppellettili, il piatto in tavola, il cibo in dispensa, i libri sugli scaffali) per un tempo lunghissimo non è stato nemmeno lontanamente parte dell&#039;orizzonte cognitivo dell&#039;uomo. E&#039; un pensiero che a volte mi sconvolge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa che più mi affascina nel nomadismo e nella vita dei cacciatori-raccoglitori è che questo è stato lo stile di vita dell&#8217;Homo Sapiens per centinaia di migliaia, se non milioni, di anni. La nostra comoda vita sedentaria e urbana ha 10 o 20mila anni, che è un tempo ridicolmente breve se raffrontato a quello totale dell&#8217;evoluzione umana.<br />
Voglio dire che ciò che a me sembra irrinunciabile (quattro mura di pietra, una quantità di oggetti e suppellettili, il piatto in tavola, il cibo in dispensa, i libri sugli scaffali) per un tempo lunghissimo non è stato nemmeno lontanamente parte dell&#8217;orizzonte cognitivo dell&#8217;uomo. E&#8217; un pensiero che a volte mi sconvolge.</p>
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	<item>
		<title>Di: francesca matteoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88066</link>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 11:08:06 +0000</pubDate>
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		<description>@Sergio, a me pare che tu abbia colto alcuni punti importanti per me, su cui sono da sempre contrastata. L&#039;idea di comunità nomade, direi che è centrale, che segna la differenza tra l&#039;esperienza di MacCandless o un qualsiasi occidentale intraprenda il viaggio solitario nella natura (lontano dalla società), e la reale tradizione nomadica. Pensa che l&#039;ultimo paragrafo, prima di rubare il verso a Leopardi, si chiamava proprio comunità nomade. La solitudine a cui associo il nomade si estende per forza di cose alla sua comunità. Come è vero che essi mappano una rotta sulla terra che costantemente seguono e ripercorrono, così che alla fine &quot;sono&quot; quella data terra. Ho usato La vita de Lappone, proprio perché ha di fondo questo singolare paradosso: il lappone che conosce ed è quel pezzo di natura in cui si muove, ne viene dispossessato dai governi. (Naturalmente tutto questo va volto al passato, ai tempi in cui il libro fu scritto). Sull&#039;indole pacifica - mai creduto che un nomade sia pacifico. Nel caso del lappone, è in genere così, però ad esempio questa pacificità svanisce nella caccia ai cuccioli di lupo che venivano uccisi in modo orribile. Mi fermo, perché ne parlerei per ore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Sergio, a me pare che tu abbia colto alcuni punti importanti per me, su cui sono da sempre contrastata. L&#8217;idea di comunità nomade, direi che è centrale, che segna la differenza tra l&#8217;esperienza di MacCandless o un qualsiasi occidentale intraprenda il viaggio solitario nella natura (lontano dalla società), e la reale tradizione nomadica. Pensa che l&#8217;ultimo paragrafo, prima di rubare il verso a Leopardi, si chiamava proprio comunità nomade. La solitudine a cui associo il nomade si estende per forza di cose alla sua comunità. Come è vero che essi mappano una rotta sulla terra che costantemente seguono e ripercorrono, così che alla fine &#8220;sono&#8221; quella data terra. Ho usato La vita de Lappone, proprio perché ha di fondo questo singolare paradosso: il lappone che conosce ed è quel pezzo di natura in cui si muove, ne viene dispossessato dai governi. (Naturalmente tutto questo va volto al passato, ai tempi in cui il libro fu scritto). Sull&#8217;indole pacifica &#8211; mai creduto che un nomade sia pacifico. Nel caso del lappone, è in genere così, però ad esempio questa pacificità svanisce nella caccia ai cuccioli di lupo che venivano uccisi in modo orribile. Mi fermo, perché ne parlerei per ore.</p>
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	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88064</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 10:37:45 +0000</pubDate>
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		<description>@ ruggero solmi
&quot;fermo restando che se non condivide niente come fa a “gradirlo”?&quot;

Perché è scritto bene, contiene concetti interessanti (che in parte non condivido, ma questo è un altro discorso) e mi ha fatto riflettere.
Saluti
SP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ ruggero solmi<br />
&#8220;fermo restando che se non condivide niente come fa a “gradirlo”?&#8221;</p>
<p>Perché è scritto bene, contiene concetti interessanti (che in parte non condivido, ma questo è un altro discorso) e mi ha fatto riflettere.<br />
Saluti<br />
SP</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88063</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 10:34:21 +0000</pubDate>
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		<description>@lum
meno male.
stavo in ansia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@lum<br />
meno male.<br />
stavo in ansia.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88057</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 09:01:36 +0000</pubDate>
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		<description>Finalmente tashtego ha detto qualcosa di condivisibile nell&#039;ultimo suo post, che però implica una completa revisione di quanto aveva detto prima</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente tashtego ha detto qualcosa di condivisibile nell&#8217;ultimo suo post, che però implica una completa revisione di quanto aveva detto prima</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cristina annino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88051</link>
		<dc:creator>cristina annino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:25:03 +0000</pubDate>
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		<description>grazie, Francesca, sai quanto scrivi mi abbia potuto interessare, avvincere e ovviamente insegnare. Bravissima!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, Francesca, sai quanto scrivi mi abbia potuto interessare, avvincere e ovviamente insegnare. Bravissima!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Martino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88050</link>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:01:22 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate, non per fare del relativismo spicciolo, ma, al di là del contenuto dell&#039;esperienza, non vi sembra che sia qui in causa il senso dell&#039;esperienza stessa dell&#039;avventura (nell&#039;opposizione già approfondita dell&#039;avventura con la noia e la serietà, nonché dell&#039;avventuroso con l&#039;avventuriero: Jankelevith docet)? Perché a me pare che giudicare un&#039;esperienza a partire dal proprio gradimento nei confronti del mito che contiene sia una cosa un po&#039; tristemente soggettiva, come dire: youtubiana (Adolfo Celi vs. Vladimir Jankelevitch). Ricorderei anche il bellissimo diario tenuto da Werner Herzog durante le riprese di Fitzcarraldo, col suo magnifico titolo, &quot;La conquista dell&#039;inutile&quot;, mi chiedo: è forse questo che qualcuno sta cercando di dire qui: che la conquista dell&#039;inutile è &quot;inutile&quot;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, non per fare del relativismo spicciolo, ma, al di là del contenuto dell&#8217;esperienza, non vi sembra che sia qui in causa il senso dell&#8217;esperienza stessa dell&#8217;avventura (nell&#8217;opposizione già approfondita dell&#8217;avventura con la noia e la serietà, nonché dell&#8217;avventuroso con l&#8217;avventuriero: Jankelevith docet)? Perché a me pare che giudicare un&#8217;esperienza a partire dal proprio gradimento nei confronti del mito che contiene sia una cosa un po&#8217; tristemente soggettiva, come dire: youtubiana (Adolfo Celi vs. Vladimir Jankelevitch). Ricorderei anche il bellissimo diario tenuto da Werner Herzog durante le riprese di Fitzcarraldo, col suo magnifico titolo, &#8220;La conquista dell&#8217;inutile&#8221;, mi chiedo: è forse questo che qualcuno sta cercando di dire qui: che la conquista dell&#8217;inutile è &#8220;inutile&#8221;?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88049</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 07:42:34 +0000</pubDate>
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		<description>d&#039;accordo con sergio, tra gli altri.
il solitario ce la può fare solo a certe rare condizioni: i trapper dell&#039;Ovest americano si rifornivano regolarmente delle provviste che servivano ad integrare la caccia.
la caccia non era primaria fonte di cibo, serviva per procurarsi pellicce da vendere.

un altro punto cruciale è il nostro sentirci e considerarci come diversi e saparati dalla natura (selvaggia o no), mentre siamo natura, lo sono le nostre città, le nostre macchine, persino i computer sono natura.
natura e realtà coincidono.
per questo non ha senso il concetto di contaminazione.
una colonia di uccelli, o di formiche, o di foche, contamina esattamente come facciamo noi: è solo la scala della contaminazione che cambia.
le specie vincenti e invasive come la nostra modificano fortemente il territorio e distruggono le altre specie.
il tutto si svolge sempre nella &quot;natura&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;accordo con sergio, tra gli altri.<br />
il solitario ce la può fare solo a certe rare condizioni: i trapper dell&#8217;Ovest americano si rifornivano regolarmente delle provviste che servivano ad integrare la caccia.<br />
la caccia non era primaria fonte di cibo, serviva per procurarsi pellicce da vendere.</p>
<p>un altro punto cruciale è il nostro sentirci e considerarci come diversi e saparati dalla natura (selvaggia o no), mentre siamo natura, lo sono le nostre città, le nostre macchine, persino i computer sono natura.<br />
natura e realtà coincidono.<br />
per questo non ha senso il concetto di contaminazione.<br />
una colonia di uccelli, o di formiche, o di foche, contamina esattamente come facciamo noi: è solo la scala della contaminazione che cambia.<br />
le specie vincenti e invasive come la nostra modificano fortemente il territorio e distruggono le altre specie.<br />
il tutto si svolge sempre nella &#8220;natura&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Nuscis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88045</link>
		<dc:creator>Giovanni Nuscis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 01:09:07 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Non era un fuggiasco, ma un cercatore, un giovane uomo pieno di domande, più che di certezze da mettere in pratica.&quot;

Bellissimo scritto. Grazie, Francesca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non era un fuggiasco, ma un cercatore, un giovane uomo pieno di domande, più che di certezze da mettere in pratica.&#8221;</p>
<p>Bellissimo scritto. Grazie, Francesca.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88044</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 01:02:20 +0000</pubDate>
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		<description>fermo restando che se non condivide niente come fa a &quot;gradirlo&quot;?

saluti,
rs</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fermo restando che se non condivide niente come fa a &#8220;gradirlo&#8221;?</p>
<p>saluti,<br />
rs</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88040</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 00:20:52 +0000</pubDate>
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		<description>La natura mi dà la febbre da fieno.
E i nomadi, quelli veri, non viaggiavano da soli. Un uomo solo, in mezzo al gelo della Lapponia o alle sabbie del Sahara, è un uomo morto.
E i cacciatori-raccoglitori non sono necessariamente le persone pacifiche che spesso si descrivono. Jared Diamonds, in &quot;Armi acciaio e malattie&quot;, descrive le bande nomadi della Nuova Guinea e la violenza che scoppia facilmente quando due di questi gruppi umani, non inseriti in un più ampio insieme sociale, si incontrano. Per non parlare delle tribù di nativi americani delle praterie, che spesso e volentieri si scannavano a vicenda.
E i nomadi nei loro spostamenti seguivano perlopiù vie fisse, tracciate da tradizioni millenarie.
Insomma, per dire che non ho visto il film, e non ho dubbi che possa essere anche molto bello, però tutta una serie di miti (la natura, il vagabondaggio solitario, la libertà dell&#039;autosufficienza) mi trovano alquanto dubbioso.

Fermo restando che questo è un gran bel post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La natura mi dà la febbre da fieno.<br />
E i nomadi, quelli veri, non viaggiavano da soli. Un uomo solo, in mezzo al gelo della Lapponia o alle sabbie del Sahara, è un uomo morto.<br />
E i cacciatori-raccoglitori non sono necessariamente le persone pacifiche che spesso si descrivono. Jared Diamonds, in &#8220;Armi acciaio e malattie&#8221;, descrive le bande nomadi della Nuova Guinea e la violenza che scoppia facilmente quando due di questi gruppi umani, non inseriti in un più ampio insieme sociale, si incontrano. Per non parlare delle tribù di nativi americani delle praterie, che spesso e volentieri si scannavano a vicenda.<br />
E i nomadi nei loro spostamenti seguivano perlopiù vie fisse, tracciate da tradizioni millenarie.<br />
Insomma, per dire che non ho visto il film, e non ho dubbi che possa essere anche molto bello, però tutta una serie di miti (la natura, il vagabondaggio solitario, la libertà dell&#8217;autosufficienza) mi trovano alquanto dubbioso.</p>
<p>Fermo restando che questo è un gran bel post.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca matteoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88037</link>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 22:54:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88037</guid>
		<description>Grazie a te, Andrea. Mi ero scordata di risponderti prima - quando dicevi della natura data per scontata. Nel libro di Krakauer c&#039;è una riflessione simile verso la fine. Il ragazzo era così proiettato verso se stesso da compiere molti errori... ma direi che è anche una cosa tipica di molti ventenni. 

@Helena: direi che il paragone ci sta tutto. 
@Alcor - felice che tu la conoscessi! Per me trovare quella poesia è come incontrare una vecchia compagna.
@Martino: grazie.

Prima di scordarmi ancora qualcosa - se Fabian Lloyd ritorna, al di là di cosa pensa del film di Penn, il suo nick è azzeccatissimo, direi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te, Andrea. Mi ero scordata di risponderti prima &#8211; quando dicevi della natura data per scontata. Nel libro di Krakauer c&#8217;è una riflessione simile verso la fine. Il ragazzo era così proiettato verso se stesso da compiere molti errori&#8230; ma direi che è anche una cosa tipica di molti ventenni. </p>
<p>@Helena: direi che il paragone ci sta tutto.<br />
@Alcor &#8211; felice che tu la conoscessi! Per me trovare quella poesia è come incontrare una vecchia compagna.<br />
@Martino: grazie.</p>
<p>Prima di scordarmi ancora qualcosa &#8211; se Fabian Lloyd ritorna, al di là di cosa pensa del film di Penn, il suo nick è azzeccatissimo, direi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea branco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88036</link>
		<dc:creator>andrea branco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 22:42:28 +0000</pubDate>
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		<description>@ Francesca
Il post è lungo ma si legge bene. Il film l&#039;ho visto due settimane fa, è fresco, e riesco a parlarne meglio che di Leopardi. o dei Lapponi (ma mi hai fatto ricordare che ho visto una mostra sugli sciamani, a Firenze, tempo fa. compreso orso imbalsamato. molto belli gli abiti, e un sacco di cose interessanti). 
ma visto che ci sono: &quot;Perché proprio un nomade, perché non un altro uomo qualunque, suo vicino e conterraneo?

Il nomade per nascita non ha bisogno di esplorazioni, rinunce, allontanamenti dalla comunità per esperire il limite dell’uomo, la sua originale collocazione nel mondo. Non ha nessuna idilliaca visione della natura da coltivare o una società animale che sopperisca alle mancanze della sua propria. Uomini, animali, potenze terrestri e celesti cooperano e si avversano in modo egalitario.
La sua solitudine è quella di ogni creatura vivente.&quot;

Ci sono più tipi di nomadi, secondo me. Leopardi era un nomade. Dell&#039;anima. Dei sensi. Del pensiero. Molto più vicino a lui e conterraneo un pastore errante, che non altri. &quot;non ha bisogno di esplorazioni...&quot;
Nomade poi è forse chi accetta di più, e magari comprende meno.

sulla libertà, data l&#039;istigazione;) ecco mario borsa:
“Chi non sente la libertà come un dovere non può invocarla come un diritto”.

e finisco qua. grazie ancora francesca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Francesca<br />
Il post è lungo ma si legge bene. Il film l&#8217;ho visto due settimane fa, è fresco, e riesco a parlarne meglio che di Leopardi. o dei Lapponi (ma mi hai fatto ricordare che ho visto una mostra sugli sciamani, a Firenze, tempo fa. compreso orso imbalsamato. molto belli gli abiti, e un sacco di cose interessanti).<br />
ma visto che ci sono: &#8220;Perché proprio un nomade, perché non un altro uomo qualunque, suo vicino e conterraneo?</p>
<p>Il nomade per nascita non ha bisogno di esplorazioni, rinunce, allontanamenti dalla comunità per esperire il limite dell’uomo, la sua originale collocazione nel mondo. Non ha nessuna idilliaca visione della natura da coltivare o una società animale che sopperisca alle mancanze della sua propria. Uomini, animali, potenze terrestri e celesti cooperano e si avversano in modo egalitario.<br />
La sua solitudine è quella di ogni creatura vivente.&#8221;</p>
<p>Ci sono più tipi di nomadi, secondo me. Leopardi era un nomade. Dell&#8217;anima. Dei sensi. Del pensiero. Molto più vicino a lui e conterraneo un pastore errante, che non altri. &#8220;non ha bisogno di esplorazioni&#8230;&#8221;<br />
Nomade poi è forse chi accetta di più, e magari comprende meno.</p>
<p>sulla libertà, data l&#8217;istigazione;) ecco mario borsa:<br />
“Chi non sente la libertà come un dovere non può invocarla come un diritto”.</p>
<p>e finisco qua. grazie ancora francesca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88029</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 21:32:27 +0000</pubDate>
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		<description>...

Un alce è sbucato
dal bosco impenetrabile
e sta lì, con che imponenza,
in mezzo alla strada.
Si avvicina; annusa il cofano
caldo della corriera.

Torreggiante, privo di corna,
alto come una chiesa,
familiare come una casa
(o sicuro come le case).
Una voce maschile ci rincuora
&quot;E&#039; assolutamente innocuo...&quot;

Alcuni passeggeri
esclamano sottovoce,
in tono infantile, sommesso,
&quot;Che razza di bestioni&quot;.
&quot;Di una bruttezza, poi&quot;.
&quot;Guardate! E&#039; una femmina!&quot;.

Maestosa, ultraterrena,
con comodo ispeziona
la corriera. Perché,
perché proviamo
(proviamo tutti) questa dolce sensazione di gioia?

...

(Chissà perché tutte l&#039;abbiamo vista da una corriera?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;</p>
<p>Un alce è sbucato<br />
dal bosco impenetrabile<br />
e sta lì, con che imponenza,<br />
in mezzo alla strada.<br />
Si avvicina; annusa il cofano<br />
caldo della corriera.</p>
<p>Torreggiante, privo di corna,<br />
alto come una chiesa,<br />
familiare come una casa<br />
(o sicuro come le case).<br />
Una voce maschile ci rincuora<br />
&#8220;E&#8217; assolutamente innocuo&#8230;&#8221;</p>
<p>Alcuni passeggeri<br />
esclamano sottovoce,<br />
in tono infantile, sommesso,<br />
&#8220;Che razza di bestioni&#8221;.<br />
&#8220;Di una bruttezza, poi&#8221;.<br />
&#8220;Guardate! E&#8217; una femmina!&#8221;.</p>
<p>Maestosa, ultraterrena,<br />
con comodo ispeziona<br />
la corriera. Perché,<br />
perché proviamo<br />
(proviamo tutti) questa dolce sensazione di gioia?</p>
<p>&#8230;</p>
<p>(Chissà perché tutte l&#8217;abbiamo vista da una corriera?)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Martino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88028</link>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 21:19:47 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bel pezzo quello di Francesca e se mi passa questa maledetta influenza me ne vado a vedere pure il film. Sull&#039;utilità o meno, sul coraggio o meno, sul fallimento o meno... semplicemente affermare che ognuno insegue se stesso e accontentarsi di celebrare chi riesce a dare un esempio di dispendio della propria vita per ampliare lo spettro dei possibili, spingendosi fino al più estremo margine di incarnazione della propria idea di bellezza nel proprio destino, immagino non basti per placare la fame di ragioni, eh?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel pezzo quello di Francesca e se mi passa questa maledetta influenza me ne vado a vedere pure il film. Sull&#8217;utilità o meno, sul coraggio o meno, sul fallimento o meno&#8230; semplicemente affermare che ognuno insegue se stesso e accontentarsi di celebrare chi riesce a dare un esempio di dispendio della propria vita per ampliare lo spettro dei possibili, spingendosi fino al più estremo margine di incarnazione della propria idea di bellezza nel proprio destino, immagino non basti per placare la fame di ragioni, eh?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca matteoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88023</link>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 20:34:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88023</guid>
		<description>@Alcor - se non la conosci leggi THE MOOSE (l&#039;alce) di Elizabeth Bishop. 
Al limite la metto nei commenti prossimamente!
E&#039; bellissima.


Una nota: so che il post è molto lungo, però se vi prendete la briga di leggerlo, che vi colpisca positivamente o meno la vicenda di Chris,  arrivate fino in fondo. Insomma: vero che per più di metà parlo di McCandless, ma poi arrivo da altre parti. Ai nomadi veri e soprattutto a Leopardi.

Il commento di trattino: quando sono riuscita a svegliare i neuroni e capire che dovevo mettere l&#039;audio a ciò che stavo guardando mi ha fatto assai ridere! Però a qualcuno per tirar fuori la meschinità non serve il luogo selvaggio. 

Riguardo a McCandless: una delle cose che trovò, così lascia intuire il film e più latamente il libro, fu il bisogno di condividere la bellezza. Ne La felicità domestica la protagonista infatti si chiede come e con chi condividere la felicità. Per questo, anche se sono sostanzialmente d&#039;accordo con molte delle cose notate da Tashtego, non mi sentirei di definire il percorso di McCandless un fallimento. Se lo si pensa in funzione del fatto che morì - che non ebbe modo di tornare indietro (o andare avanti), senz&#039;altro. Ma a me piace pensare che lui cercasse una risposta e credo che la trovò o almeno la suggerisce ai suoi interpreti. E questa risposta, sebbene non così consapevole, non andava così lontano da quello che trovò Leopardi quando poi scrisse la Ginestra. Volgersi all&#039;uomo. Scusate lo dico rozzamente, ma ci ho già scritto oltre tremila parole sopra non voglio esagerare. Anche quando parlo di illusioni la citazione è un rimando al contino di Recanati.

Libertà per me è la parola più importante del vocabolario e la più vicina a responsabilità - non penso di dover dire altro. 

Una nota su Herzog: Grizzly Man è un film che ferisce dolorosamente proprio con la sua bellezza. Non so secondo me è difficile non sentirsi presi in mezzo, tra il regista e Treadwell e sperare contro noi stessi almeno per qualche secondo che l&#039;amicizia con i grizzly esista.

@Filippo, parli di autoannientamento. Mi pare interessante riflettere su quanto questo coincida con il &quot;nulla&quot;, il &quot;nadir &quot;che il ragazzo trova. Noi spettatori non lo accompagnamo. Eppure concordi o critici (c&#039;è un articolo che ho usato qui: http://www.mensjournal.com/feature/M162/M162_TheCultofChrisMcCandless.html, che parla dei detrattori e delle reazioni degli Alaskans alla vicenda) ci sentiamo chiamati in causa.

Infine restando a Penn- qualcuno ha visto Lupo Solitario? Mi piaceva molto l&#039;idea di continuità tra le due opere...

Per il resto grazie a voi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Alcor &#8211; se non la conosci leggi THE MOOSE (l&#8217;alce) di Elizabeth Bishop.<br />
Al limite la metto nei commenti prossimamente!<br />
E&#8217; bellissima.</p>
<p>Una nota: so che il post è molto lungo, però se vi prendete la briga di leggerlo, che vi colpisca positivamente o meno la vicenda di Chris,  arrivate fino in fondo. Insomma: vero che per più di metà parlo di McCandless, ma poi arrivo da altre parti. Ai nomadi veri e soprattutto a Leopardi.</p>
<p>Il commento di trattino: quando sono riuscita a svegliare i neuroni e capire che dovevo mettere l&#8217;audio a ciò che stavo guardando mi ha fatto assai ridere! Però a qualcuno per tirar fuori la meschinità non serve il luogo selvaggio. </p>
<p>Riguardo a McCandless: una delle cose che trovò, così lascia intuire il film e più latamente il libro, fu il bisogno di condividere la bellezza. Ne La felicità domestica la protagonista infatti si chiede come e con chi condividere la felicità. Per questo, anche se sono sostanzialmente d&#8217;accordo con molte delle cose notate da Tashtego, non mi sentirei di definire il percorso di McCandless un fallimento. Se lo si pensa in funzione del fatto che morì &#8211; che non ebbe modo di tornare indietro (o andare avanti), senz&#8217;altro. Ma a me piace pensare che lui cercasse una risposta e credo che la trovò o almeno la suggerisce ai suoi interpreti. E questa risposta, sebbene non così consapevole, non andava così lontano da quello che trovò Leopardi quando poi scrisse la Ginestra. Volgersi all&#8217;uomo. Scusate lo dico rozzamente, ma ci ho già scritto oltre tremila parole sopra non voglio esagerare. Anche quando parlo di illusioni la citazione è un rimando al contino di Recanati.</p>
<p>Libertà per me è la parola più importante del vocabolario e la più vicina a responsabilità &#8211; non penso di dover dire altro. </p>
<p>Una nota su Herzog: Grizzly Man è un film che ferisce dolorosamente proprio con la sua bellezza. Non so secondo me è difficile non sentirsi presi in mezzo, tra il regista e Treadwell e sperare contro noi stessi almeno per qualche secondo che l&#8217;amicizia con i grizzly esista.</p>
<p>@Filippo, parli di autoannientamento. Mi pare interessante riflettere su quanto questo coincida con il &#8220;nulla&#8221;, il &#8220;nadir &#8220;che il ragazzo trova. Noi spettatori non lo accompagnamo. Eppure concordi o critici (c&#8217;è un articolo che ho usato qui: <a href="http://www.mensjournal.com/feature/M162/M162_TheCultofChrisMcCandless.html" rel="nofollow">http://www.mensjournal.com/feature/M162/M162_TheCultofChrisMcCandless.html</a>, che parla dei detrattori e delle reazioni degli Alaskans alla vicenda) ci sentiamo chiamati in causa.</p>
<p>Infine restando a Penn- qualcuno ha visto Lupo Solitario? Mi piaceva molto l&#8217;idea di continuità tra le due opere&#8230;</p>
<p>Per il resto grazie a voi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88021</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 20:24:40 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è venuto in mente il cantico di San Franceso, ovvero sopratutto il titolo &quot;Cantico delle Creature&quot; (laudato sii...cum tutte le tue creature) e il famoso &quot;nostra corporal sorella morte&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente il cantico di San Franceso, ovvero sopratutto il titolo &#8220;Cantico delle Creature&#8221; (laudato sii&#8230;cum tutte le tue creature) e il famoso &#8220;nostra corporal sorella morte&#8221;&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88019</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 20:11:42 +0000</pubDate>
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		<description>@tasghtego la noia sei tu con le fesserie che metti in giro. Sei tu che hai citato i raccoglitori-cacciatori. Il mio intervento era pertinente e mi sveglio sembre bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tasghtego la noia sei tu con le fesserie che metti in giro. Sei tu che hai citato i raccoglitori-cacciatori. Il mio intervento era pertinente e mi sveglio sembre bene.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88018</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 19:59:23 +0000</pubDate>
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		<description>Io della natura ho paura.

E anch&#039;io ho visto un alce (alcia, era femmina) con stupore infantile, andrò a vedere il film.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io della natura ho paura.</p>
<p>E anch&#8217;io ho visto un alce (alcia, era femmina) con stupore infantile, andrò a vedere il film.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88004</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 17:43:55 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho visto il film ma quoto alanina (e anche Sordi):

&quot;non riesco a vedere coraggio né lotta né ricerca nel coltivare in sé così scarso senso della realtà.&quot;

Più che da una mitologizzazione della natura, nasce da una mitologizzazione della libertà: come se libertà fosse sinonimo di autosufficienza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho visto il film ma quoto alanina (e anche Sordi):</p>
<p>&#8220;non riesco a vedere coraggio né lotta né ricerca nel coltivare in sé così scarso senso della realtà.&#8221;</p>
<p>Più che da una mitologizzazione della natura, nasce da una mitologizzazione della libertà: come se libertà fosse sinonimo di autosufficienza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88003</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 17:18:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/12/il-sogno-del-nomade-appunti-dalla-terra-estrema/#comment-88003</guid>
		<description>a me, invece, il film  ha lasciato un sapore fastidioso.

quello che ci ho visto io (per volermene stare sempre terra terra) è la storia triste di un ragazzo preso da un delirio di onnipotenza. anoressico. suicida. 
se è vero, per esempio, che c&#039;era un ponte per traversare il fiume a sei miglia da lui. ma lui non aveva voluto prendere mappe.
se è vero che non si sono mai trovate tracce di veleni nei resti del suo cibo o nel suo corpo. però era arrivato a pesare trenta chili.
non a caso, diventa oggetto di culto tal quale come un&#039;indossatrice moribonda.

io, non riesco a vedere coraggio né lotta né ricerca nel coltivare in sé così scarso senso della realtà. 

vero è che il film è (forse volutamente) abbastanza ambiguo da consentire a ciascuno di vederci quello che vuole (sarà un pregio o un difetto?)

ma io, senza togliere nulla al pezzo di francesca, che segue un legittimo percorso, concordo sostanzialmente col punto di vista youtube.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me, invece, il film  ha lasciato un sapore fastidioso.</p>
<p>quello che ci ho visto io (per volermene stare sempre terra terra) è la storia triste di un ragazzo preso da un delirio di onnipotenza. anoressico. suicida.<br />
se è vero, per esempio, che c&#8217;era un ponte per traversare il fiume a sei miglia da lui. ma lui non aveva voluto prendere mappe.<br />
se è vero che non si sono mai trovate tracce di veleni nei resti del suo cibo o nel suo corpo. però era arrivato a pesare trenta chili.<br />
non a caso, diventa oggetto di culto tal quale come un&#8217;indossatrice moribonda.</p>
<p>io, non riesco a vedere coraggio né lotta né ricerca nel coltivare in sé così scarso senso della realtà. </p>
<p>vero è che il film è (forse volutamente) abbastanza ambiguo da consentire a ciascuno di vederci quello che vuole (sarà un pregio o un difetto?)</p>
<p>ma io, senza togliere nulla al pezzo di francesca, che segue un legittimo percorso, concordo sostanzialmente col punto di vista youtube.</p>
]]></content:encoded>
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