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	<title>Commenti a: Variazioni Meridiano - 3: Giulio Marzaioli</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 19:45:53 +0000</pubDate>
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		<title>Di: variazioni meridiano &#171; slowforward</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-89249</link>
		<dc:creator>variazioni meridiano &#171; slowforward</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 08:05:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Variazioni Meridiano - 3: Giulio Marzaioli, In assenza di.   Sono passati 38 anni da Il Meridiano di Paul Celan. Quel discorso, pronunciato in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Variazioni Meridiano - 3: Giulio Marzaioli, In assenza di.   Sono passati 38 anni da Il Meridiano di Paul Celan. Quel discorso, pronunciato in [...]</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-89032</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 12:50:45 +0000</pubDate>
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		<description>@cino lumi
avevo letto, certo, avevo colto l'ironia, ma la tua formulazione mi interessa lo stesso, sembra avere un senso, non so, ci ho pensato, ne ho scritto, ne ho provvisoriamente decretato la falsità, ma non ne sono sicuro.
sul resto concordo al 100%.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@cino lumi<br />
avevo letto, certo, avevo colto l&#8217;ironia, ma la tua formulazione mi interessa lo stesso, sembra avere un senso, non so, ci ho pensato, ne ho scritto, ne ho provvisoriamente decretato la falsità, ma non ne sono sicuro.<br />
sul resto concordo al 100%.</p>
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	<item>
		<title>Di: Cino Lumi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-89028</link>
		<dc:creator>Cino Lumi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:23:10 +0000</pubDate>
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		<description>@ Tashtego

"non so che caxxo c’entra, ma a quest’ora può andar bene tutto"

L'avevi letto? Era parte integrante del testo, al quale dava il giusto tono di delirio più o meno controllato.

L'ironia non è mai provocazione, tanto meno volgarità.

Provocazione e volgarità stanno, piuttosto, nella spocchia e nella saccenza esibite, nell'incapacità di accettare una critica (fosse anche uno sfottò) ad un proprio scritto, nel sentirsi portatori del verbo e circonfusi di aura solo perché si scrivono dei versi o dei racconti, nell'usare un linguaggio da iniziati anche al bar, davanti a una birra.

Questo era dovuto, e questo è quanto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Tashtego</p>
<p>&#8220;non so che caxxo c’entra, ma a quest’ora può andar bene tutto&#8221;</p>
<p>L&#8217;avevi letto? Era parte integrante del testo, al quale dava il giusto tono di delirio più o meno controllato.</p>
<p>L&#8217;ironia non è mai provocazione, tanto meno volgarità.</p>
<p>Provocazione e volgarità stanno, piuttosto, nella spocchia e nella saccenza esibite, nell&#8217;incapacità di accettare una critica (fosse anche uno sfottò) ad un proprio scritto, nel sentirsi portatori del verbo e circonfusi di aura solo perché si scrivono dei versi o dei racconti, nell&#8217;usare un linguaggio da iniziati anche al bar, davanti a una birra.</p>
<p>Questo era dovuto, e questo è quanto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marion</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-89006</link>
		<dc:creator>marion</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 17:56:44 +0000</pubDate>
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		<description>caro giulio, sollecitata dopo l'incontro di ieri cerco di entrare nel merito e butto giù una suggestione brutale. Potremmo pensarlo anche come spazio destinato ad altro, all'alterità di chi scrive, all'alterità dei suoi mondi. Oppure, ancora: potrebbe questo spazio altro essere quello che occupa il lettore, con la sua presenza fantasmatica eppure decisiva? Se poniamo questo altro al centro dell'esperienza dello scrivere, forse, magari, un senso civile non sarà più così lontano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro giulio, sollecitata dopo l&#8217;incontro di ieri cerco di entrare nel merito e butto giù una suggestione brutale. Potremmo pensarlo anche come spazio destinato ad altro, all&#8217;alterità di chi scrive, all&#8217;alterità dei suoi mondi. Oppure, ancora: potrebbe questo spazio altro essere quello che occupa il lettore, con la sua presenza fantasmatica eppure decisiva? Se poniamo questo altro al centro dell&#8217;esperienza dello scrivere, forse, magari, un senso civile non sarà più così lontano.</p>
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	<item>
		<title>Di: marion</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-89005</link>
		<dc:creator>marion</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 17:51:25 +0000</pubDate>
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		<description>caro giulio, sollecitata dopo l'incontro di ieri cerco di entrare nel merito e butto giù un paio di suggestioni brutali. Mi sembra interessante la tua idea di eterotopia, ma forse confinata a un circolo vizioso poeta mondo che non può non toglierti il respiro. O sbaglio? Potremmo pensarlo anche come spazio destinato ad altro, all'alterità di chi scrive, all'alterità dei suoi mondi. Oppure, ancora: potrebbe questo spazio altro essere quello che occupa il lettore, con la sua presenza fantasmatica eppure decisiva? Se poniamo questo altro al centro dell'esperienza dello scrivere, forse, magari, un senso civile non sarà più così lontano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro giulio, sollecitata dopo l&#8217;incontro di ieri cerco di entrare nel merito e butto giù un paio di suggestioni brutali. Mi sembra interessante la tua idea di eterotopia, ma forse confinata a un circolo vizioso poeta mondo che non può non toglierti il respiro. O sbaglio? Potremmo pensarlo anche come spazio destinato ad altro, all&#8217;alterità di chi scrive, all&#8217;alterità dei suoi mondi. Oppure, ancora: potrebbe questo spazio altro essere quello che occupa il lettore, con la sua presenza fantasmatica eppure decisiva? Se poniamo questo altro al centro dell&#8217;esperienza dello scrivere, forse, magari, un senso civile non sarà più così lontano.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giulio Marzaioli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88998</link>
		<dc:creator>Giulio Marzaioli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 14:49:43 +0000</pubDate>
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		<description>A quanto scrive Francesco Forlani  rispondo in primo luogo che, nell'affrontare il tema del "fare versi" - in linea con il Meridiano di Celan, ho preferito affrontare alcune categorie relative alla scrittura, o alla lettura, della poesia così come la intendo e ciò non per reticenza a scrivere della "mia" poesia, ma semplicemente per maggiore interesse a riflettere su questioni che possono risultare "comuni". A ciò si aggiunga che ho sempre il timore di non essere sufficientemente distante dall'oggetto proprio  per poterne scrivere con esattezza (in tal senso mi sembrano più aderenti le osservazioni altrui, quando si riferiscono ai testi). 
Per quanto riguarda il confronto con la fotografia (nel caso di Anzellini) o con il cinema (ad esempio Tarkovskij), ma in generale con qualsiasi altra forma di espressione mi sia capitato di interagire, credo che vi siano soprattutto due motivi che spingono a tentare la ricerca di una ulteriore possibilità di dialogo: prima che il dialogo sia avviato, la sfida a portare il proprio linguaggio su territori non conosciuti, eppure percepiti affini, nella speranza di formularne ulteriori e differenti modulazioni; a dialogo compiuto, l'arricchimento che alla propria esperienza e al proprio linguaggio deriva dal rapporto consumato che, a differenza del rapporto d'amore, produce i suoi frutti migliori a partire dalla sua fine, soprattutto se si tratta di maestri comeTarkovskij e Anzellini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto scrive Francesco Forlani  rispondo in primo luogo che, nell&#8217;affrontare il tema del &#8220;fare versi&#8221; - in linea con il Meridiano di Celan, ho preferito affrontare alcune categorie relative alla scrittura, o alla lettura, della poesia così come la intendo e ciò non per reticenza a scrivere della &#8220;mia&#8221; poesia, ma semplicemente per maggiore interesse a riflettere su questioni che possono risultare &#8220;comuni&#8221;. A ciò si aggiunga che ho sempre il timore di non essere sufficientemente distante dall&#8217;oggetto proprio  per poterne scrivere con esattezza (in tal senso mi sembrano più aderenti le osservazioni altrui, quando si riferiscono ai testi).<br />
Per quanto riguarda il confronto con la fotografia (nel caso di Anzellini) o con il cinema (ad esempio Tarkovskij), ma in generale con qualsiasi altra forma di espressione mi sia capitato di interagire, credo che vi siano soprattutto due motivi che spingono a tentare la ricerca di una ulteriore possibilità di dialogo: prima che il dialogo sia avviato, la sfida a portare il proprio linguaggio su territori non conosciuti, eppure percepiti affini, nella speranza di formularne ulteriori e differenti modulazioni; a dialogo compiuto, l&#8217;arricchimento che alla propria esperienza e al proprio linguaggio deriva dal rapporto consumato che, a differenza del rapporto d&#8217;amore, produce i suoi frutti migliori a partire dalla sua fine, soprattutto se si tratta di maestri comeTarkovskij e Anzellini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88994</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 13:57:31 +0000</pubDate>
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		<description>"nessun effetto può produrre più realtà della causa che lo genera".
questo teorema, che non ho mai formulato, né da solo né in compagnia di binaghi, è falso.
è quasi ovvio che basta guardarsi in giro e subito vedi gente come berlusconi e veltroni che nei fatti contraddicono il principio di conservazione della realtà, secondo il quale esisterebbero delle evidenze del tutto non-negabili che costituirebbero il nerbo condivisibile del reale, rispetto alle quali la realtà non può essere incrementata ma solo diminuita.
ma ormai è chiaro che non è così: quella che nel primo novecento qualcuno chiamava "surrealtà", oggi, in ambiente surmoderno, è diventata realtà a tutti gli effetti, capace di retro-agire su quello che un tempo era il nerbo del reale.
(questo per rispondere alle provocazioni di Cino Lumi).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;nessun effetto può produrre più realtà della causa che lo genera&#8221;.<br />
questo teorema, che non ho mai formulato, né da solo né in compagnia di binaghi, è falso.<br />
è quasi ovvio che basta guardarsi in giro e subito vedi gente come berlusconi e veltroni che nei fatti contraddicono il principio di conservazione della realtà, secondo il quale esisterebbero delle evidenze del tutto non-negabili che costituirebbero il nerbo condivisibile del reale, rispetto alle quali la realtà non può essere incrementata ma solo diminuita.<br />
ma ormai è chiaro che non è così: quella che nel primo novecento qualcuno chiamava &#8220;surrealtà&#8221;, oggi, in ambiente surmoderno, è diventata realtà a tutti gli effetti, capace di retro-agire su quello che un tempo era il nerbo del reale.<br />
(questo per rispondere alle provocazioni di Cino Lumi).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: furlen</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88993</link>
		<dc:creator>furlen</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 13:43:57 +0000</pubDate>
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		<description>Con tutto il bene che voglio a Giulio, e la stima che gli porto come scrittore, al gioco cui è stato invitato non ha dato, né poteva dare (per fortuna aggiungo io) il meglio di sé. 
Sul testo proposto, nelle modalità in cui lo leggiamo, mi pare normale che alcuni commentatori abbiano manifestato perplessità, e troppo facile mi sembra la scorciatoia di chi immediatamente sancisce e sanziona i commentatori.
Proprio perché ho letto i testi di Giulio noto come  in nessun punto del suo autoportrait  faccia  cenno ai giochi linguistici e di registro che rappresentano un nodo importante della sua estetica. Come per esempio la sua frequentazione del teatro, della performance, dove l'oralità impone naturalmente una dialogicità concreta. Per certi versi una rottura con la tradizione - quella della lettura e della scrittura segreta, interna, silenziosa. Allora provo a chiedergli,sperando che risponda, cosa significa lavorare con un grande artista come Anzellini in un'azione d'arret sur image sull'opera di un grande regista. In che modo si sviluppa la sua incursione nell'immagine in movimento, come nello splendido libro (doppio libro) tripla voce ovvero La stanza [opera in versi sulla filmografia di A. Tarkovskij] di Giulio Marzaioli e Rizoma Tarkovskij di Alfredo Anzellini. (ed. La camera Verde)
qui potete trovare un esempio
http://slowforward.wordpress.com/2007/10/16/tarkovskij-20-ott/
effeffe
ps
Alcor tu ce l'hai il numero 80, spettri?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con tutto il bene che voglio a Giulio, e la stima che gli porto come scrittore, al gioco cui è stato invitato non ha dato, né poteva dare (per fortuna aggiungo io) il meglio di sé.<br />
Sul testo proposto, nelle modalità in cui lo leggiamo, mi pare normale che alcuni commentatori abbiano manifestato perplessità, e troppo facile mi sembra la scorciatoia di chi immediatamente sancisce e sanziona i commentatori.<br />
Proprio perché ho letto i testi di Giulio noto come  in nessun punto del suo autoportrait  faccia  cenno ai giochi linguistici e di registro che rappresentano un nodo importante della sua estetica. Come per esempio la sua frequentazione del teatro, della performance, dove l&#8217;oralità impone naturalmente una dialogicità concreta. Per certi versi una rottura con la tradizione - quella della lettura e della scrittura segreta, interna, silenziosa. Allora provo a chiedergli,sperando che risponda, cosa significa lavorare con un grande artista come Anzellini in un&#8217;azione d&#8217;arret sur image sull&#8217;opera di un grande regista. In che modo si sviluppa la sua incursione nell&#8217;immagine in movimento, come nello splendido libro (doppio libro) tripla voce ovvero La stanza [opera in versi sulla filmografia di A. Tarkovskij] di Giulio Marzaioli e Rizoma Tarkovskij di Alfredo Anzellini. (ed. La camera Verde)<br />
qui potete trovare un esempio<br />
<a href="http://slowforward.wordpress.com/2007/10/16/tarkovskij-20-ott/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/slowforward.wordpress.com');" rel="nofollow">http://slowforward.wordpress.com/2007/10/16/tarkovskij-20-ott/</a><br />
effeffe<br />
ps<br />
Alcor tu ce l&#8217;hai il numero 80, spettri?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ellepi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88991</link>
		<dc:creator>ellepi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 13:13:54 +0000</pubDate>
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		<description>beh il trio funziona sempre: aldo-giovanni-giacomo docet</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh il trio funziona sempre: aldo-giovanni-giacomo docet</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pierino Lumi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88990</link>
		<dc:creator>Pierino Lumi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 12:48:24 +0000</pubDate>
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		<description>io ciò tuta la collezzione anghe le risdambe a colori, sevuoi tela impresto, amme mela recalata ilmio papa cino chemmi vuole tandobbene e mia detto chemi devo fare un istruzzione perche atrendanni come titolo di stutio o solo il certi fica to di baddesimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io ciò tuta la collezzione anghe le risdambe a colori, sevuoi tela impresto, amme mela recalata ilmio papa cino chemmi vuole tandobbene e mia detto chemi devo fare un istruzzione perche atrendanni come titolo di stutio o solo il certi fica to di baddesimo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88987</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 12:10:41 +0000</pubDate>
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		<description>me lo presti poi?
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>me lo presti poi?<br />
effeffe</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88986</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 11:59:54 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione @Ellepi, non abbiamo mai letto Fucò.
Torno a Tex.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione @Ellepi, non abbiamo mai letto Fucò.<br />
Torno a Tex.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ellepi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88975</link>
		<dc:creator>ellepi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 09:03:29 +0000</pubDate>
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		<description>Davvero non capisco una cosa, che tuttavia emerge con evidenza da questo dialogo. Qui nessuno legge testi, epperò sono tutti pronti a parlarne. Qui nessuno 'usa' il testo come una sorta di link che rimandi all'approfondimento. L'importante è dire la propria, dire qualcosa, la caciara. Meglio addirittura tacitare l'autore perché non deve intervenire nel dialogo proponendo una direttrice di senso e di lettura.
Rispetto al testo di Giulio che trovo difficile, impegnativo, in alcuni punti con addirittura dei buchi, avrei immaginato silenzio o al massimo un'ammissione di impotenza concettuale. Invece no, che il barnum esista!
Poi, a chi parla di poeti come fossero un'entità mistica-anomala, vorrei dire: quale accidenti è il problema?  La poesia è molto semplicemente, per alcuni, una cosa dannatamente seria; se uno non la vive così puo' sempre consolarsi con l'ultimo tex willer in edicola. O guardarsi in tv l'ultimo Annozero sulla 'munnezza', la delega addolcisce sempre la coscienza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero non capisco una cosa, che tuttavia emerge con evidenza da questo dialogo. Qui nessuno legge testi, epperò sono tutti pronti a parlarne. Qui nessuno &#8216;usa&#8217; il testo come una sorta di link che rimandi all&#8217;approfondimento. L&#8217;importante è dire la propria, dire qualcosa, la caciara. Meglio addirittura tacitare l&#8217;autore perché non deve intervenire nel dialogo proponendo una direttrice di senso e di lettura.<br />
Rispetto al testo di Giulio che trovo difficile, impegnativo, in alcuni punti con addirittura dei buchi, avrei immaginato silenzio o al massimo un&#8217;ammissione di impotenza concettuale. Invece no, che il barnum esista!<br />
Poi, a chi parla di poeti come fossero un&#8217;entità mistica-anomala, vorrei dire: quale accidenti è il problema?  La poesia è molto semplicemente, per alcuni, una cosa dannatamente seria; se uno non la vive così puo&#8217; sempre consolarsi con l&#8217;ultimo tex willer in edicola. O guardarsi in tv l&#8217;ultimo Annozero sulla &#8216;munnezza&#8217;, la delega addolcisce sempre la coscienza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cino Lumi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88968</link>
		<dc:creator>Cino Lumi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 01:01:36 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Nina,

credo tu abbia trovato in me (e ti prego di credere che lo credo davvero) un tuo "simile", e per svariate assonanti convergenze, o convergenti assonanze. 
Vediamo: 1) anch'io conosco l'opera di Giulio Marzaioli (e, credimi sulla parola, la apprezzo anche molto); 
2) anch'io vivo nel sottobosco letterario (solo come lettore, però, e la cosa non mi dispiace affatto); 
3) anch'io sono dedito, ma solo a "molto altro", non alla narrativa (per le ragioni di cui al punto due); 
4) anch'io sento la "forza terragna", soprattutto quella "forza" che, di natura, guarda in giù, verso terra e... 
5) anch'io la "seguo", la "annuso" come un cane; 
6) anch'io "latro" e, quando la "forza" mi chiama a tutta voce, "ringhio" al meglio che posso; 
7) anch'io ho rigurgiti, come tutti, ma non credo (e ti prego di credere che non lo credo davvero) che siano pavloviani.

Ragion per cui, sulla base del noto teorema tash-binaghiano, secondo il quale nessun effetto può produrre più realtà della causa che lo genera (non so che caxxo c'entra, ma a quest'ora può andar bene tutto), si può dedurre quanto segue: 
a) ho preso le tue "frasi" senza nessun intento parodistico, solo per avvalorare una mia teoria in merito al processo di luminamentizzazione, e di relativa bondizzazione versicolare, dello spazio virtuale (e, se tanto mi dà tanto, ti lascio immaginare come deve essere conciato lo spazio reale); 
b) si trattava di una reazione al processo di interiorizzazione di una esclusione di cui mi sentivo vittima (l'essere escluso, per manifesta mia incapacità, s'intende, dalla comprensione dei punti salienti del tuo commento); 
c) l'introiezione forzata, alla quale mi vedevo costretto, scatenava in me urgenti aspettative catartiche, aprioristicamente propulse nella frustazione seminconscia a monte del processo innescato dalla improvvida lettura.

Quindi, illuminato e confortato dal primo postulato del teorema post trinitario, partorito in cooperativa dagli encomiabili caffarra - the o.c. - cappuccetto rosso, teorema che abbraccio totalmente e faccio mio (ma solo per la parte riguardante cappuccetto rosso nostro), mi sento di dirti: 

non prendertela, in fondo è tutto un gioco, sorridi...

Io, se posso "annusare" (pardon: osare), ti vedo già volare tra le corde dell'altalena...

Buona notte, cara.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Nina,</p>
<p>credo tu abbia trovato in me (e ti prego di credere che lo credo davvero) un tuo &#8220;simile&#8221;, e per svariate assonanti convergenze, o convergenti assonanze.<br />
Vediamo: 1) anch&#8217;io conosco l&#8217;opera di Giulio Marzaioli (e, credimi sulla parola, la apprezzo anche molto);<br />
2) anch&#8217;io vivo nel sottobosco letterario (solo come lettore, però, e la cosa non mi dispiace affatto);<br />
3) anch&#8217;io sono dedito, ma solo a &#8220;molto altro&#8221;, non alla narrativa (per le ragioni di cui al punto due);<br />
4) anch&#8217;io sento la &#8220;forza terragna&#8221;, soprattutto quella &#8220;forza&#8221; che, di natura, guarda in giù, verso terra e&#8230;<br />
5) anch&#8217;io la &#8220;seguo&#8221;, la &#8220;annuso&#8221; come un cane;<br />
6) anch&#8217;io &#8220;latro&#8221; e, quando la &#8220;forza&#8221; mi chiama a tutta voce, &#8220;ringhio&#8221; al meglio che posso;<br />
7) anch&#8217;io ho rigurgiti, come tutti, ma non credo (e ti prego di credere che non lo credo davvero) che siano pavloviani.</p>
<p>Ragion per cui, sulla base del noto teorema tash-binaghiano, secondo il quale nessun effetto può produrre più realtà della causa che lo genera (non so che caxxo c&#8217;entra, ma a quest&#8217;ora può andar bene tutto), si può dedurre quanto segue:<br />
a) ho preso le tue &#8220;frasi&#8221; senza nessun intento parodistico, solo per avvalorare una mia teoria in merito al processo di luminamentizzazione, e di relativa bondizzazione versicolare, dello spazio virtuale (e, se tanto mi dà tanto, ti lascio immaginare come deve essere conciato lo spazio reale);<br />
b) si trattava di una reazione al processo di interiorizzazione di una esclusione di cui mi sentivo vittima (l&#8217;essere escluso, per manifesta mia incapacità, s&#8217;intende, dalla comprensione dei punti salienti del tuo commento);<br />
c) l&#8217;introiezione forzata, alla quale mi vedevo costretto, scatenava in me urgenti aspettative catartiche, aprioristicamente propulse nella frustazione seminconscia a monte del processo innescato dalla improvvida lettura.</p>
<p>Quindi, illuminato e confortato dal primo postulato del teorema post trinitario, partorito in cooperativa dagli encomiabili caffarra - the o.c. - cappuccetto rosso, teorema che abbraccio totalmente e faccio mio (ma solo per la parte riguardante cappuccetto rosso nostro), mi sento di dirti: </p>
<p>non prendertela, in fondo è tutto un gioco, sorridi&#8230;</p>
<p>Io, se posso &#8220;annusare&#8221; (pardon: osare), ti vedo già volare tra le corde dell&#8217;altalena&#8230;</p>
<p>Buona notte, cara.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: NINA MAROCCOLO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88967</link>
		<dc:creator>NINA MAROCCOLO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 23:31:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88967</guid>
		<description>Caro Cino,
sono Nina. Conosco l'opera di Giulio Marzaioli, lo seguo da anni e per quanto possa valere una mia interpretazione, giusta o sbagliata che sia, condivisibile o no, ho sempre cercato di entrare nel suo mondo. Tutte le frasi che hai sottolineato riguardo il mio intervento hanno una sua ragione d'esistere, credimi.
Per il resto non voglio diffondere nessun verbo. Non ho questa presunzione. Io sono solo una scrittrice del sottobosco letterario, dedita alla narrativa e a molto altro. E vivendo nel bosco faccio bellissimi incontri. Ed è proprio la forza terragna, radicata da tempi immemorabili, che io seguo, annuso come una cagna. 
Anzi, se stanotte senti latrare, quella sono io. Una cagna in cerca di simili. Ma la similitudine non prevede discepoli, solo simili o "simillimi". Quindi, per favore, ringhia. Così che anch'io possa sentirti... Ma senza rigurgiti pavloviani...

Nina Maroccolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Cino,<br />
sono Nina. Conosco l&#8217;opera di Giulio Marzaioli, lo seguo da anni e per quanto possa valere una mia interpretazione, giusta o sbagliata che sia, condivisibile o no, ho sempre cercato di entrare nel suo mondo. Tutte le frasi che hai sottolineato riguardo il mio intervento hanno una sua ragione d&#8217;esistere, credimi.<br />
Per il resto non voglio diffondere nessun verbo. Non ho questa presunzione. Io sono solo una scrittrice del sottobosco letterario, dedita alla narrativa e a molto altro. E vivendo nel bosco faccio bellissimi incontri. Ed è proprio la forza terragna, radicata da tempi immemorabili, che io seguo, annuso come una cagna.<br />
Anzi, se stanotte senti latrare, quella sono io. Una cagna in cerca di simili. Ma la similitudine non prevede discepoli, solo simili o &#8220;simillimi&#8221;. Quindi, per favore, ringhia. Così che anch&#8217;io possa sentirti&#8230; Ma senza rigurgiti pavloviani&#8230;</p>
<p>Nina Maroccolo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cino Lumi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88962</link>
		<dc:creator>Cino Lumi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 20:25:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88962</guid>
		<description>'una magrelliana Pompei delle pupille'

'Tagliente Polaroid d'un alter-ego provvisorio'

'nel suo laboratorio umano non esiste un Io unicum: lo sparpaglia in tutto quel biancore cartaceo che vive di perenne bianchezza, e con tale potenza magnetizza il nero.'

@ Luminamenti

Mi arrendo, hai vinto: l'Itaglia dei p(o)eti è ai tuoi piedi: i tuoi discepoli ormai sono schiere, inarrestabili, e diffondono il tuo verbo come fa il vento con il polline.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;una magrelliana Pompei delle pupille&#8217;</p>
<p>&#8216;Tagliente Polaroid d&#8217;un alter-ego provvisorio&#8217;</p>
<p>&#8216;nel suo laboratorio umano non esiste un Io unicum: lo sparpaglia in tutto quel biancore cartaceo che vive di perenne bianchezza, e con tale potenza magnetizza il nero.&#8217;</p>
<p>@ Luminamenti</p>
<p>Mi arrendo, hai vinto: l&#8217;Itaglia dei p(o)eti è ai tuoi piedi: i tuoi discepoli ormai sono schiere, inarrestabili, e diffondono il tuo verbo come fa il vento con il polline.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: NINA MAROCCOLO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88955</link>
		<dc:creator>NINA MAROCCOLO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 18:33:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88955</guid>
		<description>Marzaioli è un convoglio di cristalli, come tutti quei poeti e scrittori che tratteggiando un percorso di ricerca letteraria, e intimamente vorrebbero tornare al primo giorno di partenza. Perché ci vuole coraggio nel riuscire a non disperdersi nel fondo della memoria, a non abbassare "le persiane sugli occhi".
Molti hanno bisogno di decorare il vuoto anteriore. Altri lo riempiono – bulimici. 
Marzaioli non infarcisce, non usa edulcoranti, non si disperde nell’ordito poetico. Piuttosto tenta di superare il falso pudore della contemporaneità. Lui, che con la "contemporaneità" ed i suoi nuovi linguaggi ha molto da condividere, significare ed azzerare.
Giulio è senz’altro un poeta non-facile. Lavora sulla distillazione del verso, compatta scelte espressive, fatte anche di dettami, precetti filosofici, alternandoli ad un vasto argomentare in territori solo apparentemente dissimili. 
Fateci caso, è talmente motivante il suo pensiero, così preciso e inderogabile, che mai si disgiunge dal verso. Questo perfetto gemellaggio rischia una coazione a ripetere: tuttavia sempre diversa. E noi… Noi non ne restiamo immuni: questo è certo.
L’audacia culturale che sostiene ogni sua curva creativa, quel lasciarsi trascinare in territori angusti laddove il verso travolge ratio e sentimento, spazio e labilità del tempo, attrae irrimediabilmente. Perché nel suo laboratorio umano non esiste un Io unicum: lo sparpaglia in tutto quel biancore cartaceo che vive di perenne bianchezza, e con tale potenza magnetizza il nero. Tagliente Polaroid d’un alter-ego provvisorio, fatto, disfatto e riconsegnato da un grafismo poetico minimale. 
Se il nero è privo di dubbi, la diade b/n è perfetta, poiché Marzaioli tenta di superarne l’angoscia. 
Non è da tutti.
Come la capacità d’osservare. Con la sua "lente", Marzaioli riesuma una magrelliana Pompei delle pupille.
Definisce l’immagine: la lente si sposta, rivolge lo sguardo in un altrove indefinito. E se si deforma? 
Domanda: deforme è ciò che l’occhio non riesce a percepire? Cosa distingue la percezione del sé dalla percezione dell’altro da sé: un pianerottolo geografico, un sito archeologico, un luogo, un palpito, un’idea, un filosofema, un essere, una donna, un uomo? Una donna e un uomo: l’amore? Oppure è quel movimento dinamico interiore ed esteriore che richiama al concetto di "inessenza"? Termine ineguagliabile, e che solo Paul Auster è riuscito ad avvicinare… 
Concludo questa mia con un sorridente commiato, un po’ giocherelloso:
“ci sono quelli che tengono un piede nel nero / ed un altro nel bianco, / i discendenti del Winckelmann, / che passano la vita a studiare / la bellezza classica delle pulci.” (Angelo Maria Ripellino, da "La Fortezza di Alvernia"). 
Ma non è il caso di Marzaioli: a Giulio non interessa il feticcio. 

Nina Maroccolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marzaioli è un convoglio di cristalli, come tutti quei poeti e scrittori che tratteggiando un percorso di ricerca letteraria, e intimamente vorrebbero tornare al primo giorno di partenza. Perché ci vuole coraggio nel riuscire a non disperdersi nel fondo della memoria, a non abbassare &#8220;le persiane sugli occhi&#8221;.<br />
Molti hanno bisogno di decorare il vuoto anteriore. Altri lo riempiono – bulimici.<br />
Marzaioli non infarcisce, non usa edulcoranti, non si disperde nell’ordito poetico. Piuttosto tenta di superare il falso pudore della contemporaneità. Lui, che con la &#8220;contemporaneità&#8221; ed i suoi nuovi linguaggi ha molto da condividere, significare ed azzerare.<br />
Giulio è senz’altro un poeta non-facile. Lavora sulla distillazione del verso, compatta scelte espressive, fatte anche di dettami, precetti filosofici, alternandoli ad un vasto argomentare in territori solo apparentemente dissimili.<br />
Fateci caso, è talmente motivante il suo pensiero, così preciso e inderogabile, che mai si disgiunge dal verso. Questo perfetto gemellaggio rischia una coazione a ripetere: tuttavia sempre diversa. E noi… Noi non ne restiamo immuni: questo è certo.<br />
L’audacia culturale che sostiene ogni sua curva creativa, quel lasciarsi trascinare in territori angusti laddove il verso travolge ratio e sentimento, spazio e labilità del tempo, attrae irrimediabilmente. Perché nel suo laboratorio umano non esiste un Io unicum: lo sparpaglia in tutto quel biancore cartaceo che vive di perenne bianchezza, e con tale potenza magnetizza il nero. Tagliente Polaroid d’un alter-ego provvisorio, fatto, disfatto e riconsegnato da un grafismo poetico minimale.<br />
Se il nero è privo di dubbi, la diade b/n è perfetta, poiché Marzaioli tenta di superarne l’angoscia.<br />
Non è da tutti.<br />
Come la capacità d’osservare. Con la sua &#8220;lente&#8221;, Marzaioli riesuma una magrelliana Pompei delle pupille.<br />
Definisce l’immagine: la lente si sposta, rivolge lo sguardo in un altrove indefinito. E se si deforma?<br />
Domanda: deforme è ciò che l’occhio non riesce a percepire? Cosa distingue la percezione del sé dalla percezione dell’altro da sé: un pianerottolo geografico, un sito archeologico, un luogo, un palpito, un’idea, un filosofema, un essere, una donna, un uomo? Una donna e un uomo: l’amore? Oppure è quel movimento dinamico interiore ed esteriore che richiama al concetto di &#8220;inessenza&#8221;? Termine ineguagliabile, e che solo Paul Auster è riuscito ad avvicinare…<br />
Concludo questa mia con un sorridente commiato, un po’ giocherelloso:<br />
“ci sono quelli che tengono un piede nel nero / ed un altro nel bianco, / i discendenti del Winckelmann, / che passano la vita a studiare / la bellezza classica delle pulci.” (Angelo Maria Ripellino, da &#8220;La Fortezza di Alvernia&#8221;).<br />
Ma non è il caso di Marzaioli: a Giulio non interessa il feticcio. </p>
<p>Nina Maroccolo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Marzaioli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88954</link>
		<dc:creator>Giulio Marzaioli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 17:46:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88954</guid>
		<description>Non credo che una proposta di confronto sui temi trattati possa equivalere a volontà di controllo o possa considerarsi assurda. Se questo spazio è, per definizione, aperto al dialogo, immagino che lo stesso non sia precluso ad alcuno e proprio in tal senso considero l’espressione “relazionarsi” al lettore. Umilmente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che una proposta di confronto sui temi trattati possa equivalere a volontà di controllo o possa considerarsi assurda. Se questo spazio è, per definizione, aperto al dialogo, immagino che lo stesso non sia precluso ad alcuno e proprio in tal senso considero l’espressione “relazionarsi” al lettore. Umilmente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Silenzioso Non Oggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88952</link>
		<dc:creator>Silenzioso Non Oggi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 17:05:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88952</guid>
		<description>Se uno dice che il silenzio è importante e spiega perché, non significa voler dire a qualcuno "allora stai zitto".
Ciò che ha scritto Alcor l'ho trovato importantissimo, tanto che l'ho salvato (andrebbe letto ogni giorno, per non dimenticarne il contenuto: nella pratica).
Qua si vedono con incredibile chiarezza le "condizioni di vita dei poeti oggi, dalla loro ansia performativa, dalla loro ansia personale, dal silenzio che circonda loro e tutti noi". 
E non bastasse, dopo questo, si vede la volontà, da parte dell'Autore, di "controllo" sull'effetto che producono le proprie stesse parole nei Lettori: una cosa veramente assurda.
Quando si è scritto qualcosa e si è pubblicato e si è lasciato spazio ai commenti del Lettore, si deve avere l'umiltà di leggere (possibilmente in silenzio) quello che ne pensa il Lettore, qualsiasi cosa essa sia.
Se non lo si vuole sapere, allora si pubblichino libri cercando di evitare di sapere gli altri che cosa dicono del proprio lavoro; si cerchi il meno possibile di "relazionarsi" al lettore, si cerchi di fare i propri libri, la propria vita, e chi s'è visto s'è visto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se uno dice che il silenzio è importante e spiega perché, non significa voler dire a qualcuno &#8220;allora stai zitto&#8221;.<br />
Ciò che ha scritto Alcor l&#8217;ho trovato importantissimo, tanto che l&#8217;ho salvato (andrebbe letto ogni giorno, per non dimenticarne il contenuto: nella pratica).<br />
Qua si vedono con incredibile chiarezza le &#8220;condizioni di vita dei poeti oggi, dalla loro ansia performativa, dalla loro ansia personale, dal silenzio che circonda loro e tutti noi&#8221;.<br />
E non bastasse, dopo questo, si vede la volontà, da parte dell&#8217;Autore, di &#8220;controllo&#8221; sull&#8217;effetto che producono le proprie stesse parole nei Lettori: una cosa veramente assurda.<br />
Quando si è scritto qualcosa e si è pubblicato e si è lasciato spazio ai commenti del Lettore, si deve avere l&#8217;umiltà di leggere (possibilmente in silenzio) quello che ne pensa il Lettore, qualsiasi cosa essa sia.<br />
Se non lo si vuole sapere, allora si pubblichino libri cercando di evitare di sapere gli altri che cosa dicono del proprio lavoro; si cerchi il meno possibile di &#8220;relazionarsi&#8221; al lettore, si cerchi di fare i propri libri, la propria vita, e chi s&#8217;è visto s&#8217;è visto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88932</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 10:39:48 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88930</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 10:31:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88930</guid>
		<description>Nel commentare, anche i commenti, lì sta la libertà d'espressione, o no?
Poi capisco che chi posta vorrebbe che si commentasse in un modo piuttosto che in un altro, ma la vita non funziona così, uno lancia un amo e abboccano pesci tutti diversi da quelli che voleva mangiare a cena.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel commentare, anche i commenti, lì sta la libertà d&#8217;espressione, o no?<br />
Poi capisco che chi posta vorrebbe che si commentasse in un modo piuttosto che in un altro, ma la vita non funziona così, uno lancia un amo e abboccano pesci tutti diversi da quelli che voleva mangiare a cena.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88926</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 07:55:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88926</guid>
		<description>Certo che, se nelle belle cose che ogni tanto vengono postate, ci mettiamo a commentare i commenti, allora dov'è, dov'è dico io, la libertà d'espressione?!
elasticità è la parola chiave :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che, se nelle belle cose che ogni tanto vengono postate, ci mettiamo a commentare i commenti, allora dov&#8217;è, dov&#8217;è dico io, la libertà d&#8217;espressione?!<br />
elasticità è la parola chiave :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Marzaioli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88915</link>
		<dc:creator>Giulio Marzaioli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 18:25:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88915</guid>
		<description>Una ulteriore considerazione. Il testo può non interessare, ma allora è difficile trovare la ragione stessa di alcuni interventi nonché l’uso di espressioni quali ”autolesionismo” o “irritazione” (che sia vana o meno) che, con il testo in questione, non hanno niente a che vedere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una ulteriore considerazione. Il testo può non interessare, ma allora è difficile trovare la ragione stessa di alcuni interventi nonché l’uso di espressioni quali ”autolesionismo” o “irritazione” (che sia vana o meno) che, con il testo in questione, non hanno niente a che vedere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88909</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 16:52:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88909</guid>
		<description>non per tutti, vero.
nemmeno per me.
tuttavia, scrivere una frase come questa "Venendo alla scrittura in versi, può essere considerata la pagina una forma di eterotopia, laddove con la violazione del bianco si delinea e perimetra uno spazio (coperto da inchiostro) che prima non esisteva e dove, tuttavia, non si può trovare ferma collocazione nel momento in cui le parole chiamano ad andare altrove (così il noto aforisma di K. Kraus: “quanto più vicino si guarda una parola, tanto più lontano essa rimanda lo sguardo”)", per esempio, che vale per qualsiasi forma di scrittura, anche per la prosa, anche per una lettera commerciale, anche per il disegno, anche per il disegno tecnico ( basta sostituire al termine "parola" il termine "linea" oppure "segno"), la trovo puro auto-lesionismo.
nel tentativo di mostrarsi molto consapevole del fare poesia, marzaioli, di cui non conosco il lavoro (e che magari è bravissimo), infila una serie di frasi sdate, che lasciano il tempo che trovano e, soprattutto, nel cui "merito" qualora ne avessero uno, non vale la pena di entrare.
ma la mia è solo vana irritazione, lo so.
devo stare meno al pc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non per tutti, vero.<br />
nemmeno per me.<br />
tuttavia, scrivere una frase come questa &#8220;Venendo alla scrittura in versi, può essere considerata la pagina una forma di eterotopia, laddove con la violazione del bianco si delinea e perimetra uno spazio (coperto da inchiostro) che prima non esisteva e dove, tuttavia, non si può trovare ferma collocazione nel momento in cui le parole chiamano ad andare altrove (così il noto aforisma di K. Kraus: “quanto più vicino si guarda una parola, tanto più lontano essa rimanda lo sguardo”)&#8221;, per esempio, che vale per qualsiasi forma di scrittura, anche per la prosa, anche per una lettera commerciale, anche per il disegno, anche per il disegno tecnico ( basta sostituire al termine &#8220;parola&#8221; il termine &#8220;linea&#8221; oppure &#8220;segno&#8221;), la trovo puro auto-lesionismo.<br />
nel tentativo di mostrarsi molto consapevole del fare poesia, marzaioli, di cui non conosco il lavoro (e che magari è bravissimo), infila una serie di frasi sdate, che lasciano il tempo che trovano e, soprattutto, nel cui &#8220;merito&#8221; qualora ne avessero uno, non vale la pena di entrare.<br />
ma la mia è solo vana irritazione, lo so.<br />
devo stare meno al pc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Canea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88908</link>
		<dc:creator>Canea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 16:16:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/25/variazioni-meridiano-3-giulio-marzaioli/#comment-88908</guid>
		<description>Tashtego non per tutti la poesia è: cuore-amore, pecoraro-(fai un po' tu)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tashtego non per tutti la poesia è: cuore-amore, pecoraro-(fai un po&#8217; tu)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
