<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Disperato amore senza fine</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:49:56 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.2</generator>
	<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>Di: Giovanni Monasteri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90865</link>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 23:21:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90865</guid>
		<description>errata corrige: O se ci &lt;b&gt;si&lt;/b&gt; possa scandalizzare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>errata corrige: O se ci <b>si</b> possa scandalizzare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Monasteri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90863</link>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 23:17:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90863</guid>
		<description>... c'è qualche parola di troppo. Per esempio, quell'aggettivo schifoso/a, riferito alla troia e al cazzone. 
Troverei più sobrio ed efficace un "toh, prendi, dai" ripetuto un migliaio di volte (che stupirebbe il lettore per la tenuta del... testo). Oppure un ciuf-ciuf-ciuf alternato a un clop-clop-clop. Così il "pezzo" sarebbe ancora più icastico ed evocativo, ma suonerebbe meno sgradevole a un orecchio sensibile. Per non dire che il lettore colto (ma anche uno che ha fatto le medie) penserebbe a un rifacimento, o una parodia de "la fontana malata" di Palazzeschi ("Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete ...").
Franz ci ha regalato cose migliori di questa, senza dubbio. Poi, non so che bisogno ci sia di nuovi misfatti letterari, o se ci possa scandalizzare di alcunché, dopo un secolo di stravaganze avanguardistiche alternate ad altrettanti rappelle à l'ordre.

repeat
... c'è qualche parola di troppo. Per esempio, quell'aggettivo schifoso/a, riferito alla troia e al cazzone.  
ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; c&#8217;è qualche parola di troppo. Per esempio, quell&#8217;aggettivo schifoso/a, riferito alla troia e al cazzone.<br />
Troverei più sobrio ed efficace un &#8220;toh, prendi, dai&#8221; ripetuto un migliaio di volte (che stupirebbe il lettore per la tenuta del&#8230; testo). Oppure un ciuf-ciuf-ciuf alternato a un clop-clop-clop. Così il &#8220;pezzo&#8221; sarebbe ancora più icastico ed evocativo, ma suonerebbe meno sgradevole a un orecchio sensibile. Per non dire che il lettore colto (ma anche uno che ha fatto le medie) penserebbe a un rifacimento, o una parodia de &#8220;la fontana malata&#8221; di Palazzeschi (&#8221;Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete &#8230;&#8221;).<br />
Franz ci ha regalato cose migliori di questa, senza dubbio. Poi, non so che bisogno ci sia di nuovi misfatti letterari, o se ci possa scandalizzare di alcunché, dopo un secolo di stravaganze avanguardistiche alternate ad altrettanti rappelle à l&#8217;ordre.</p>
<p>repeat<br />
&#8230; c&#8217;è qualche parola di troppo. Per esempio, quell&#8217;aggettivo schifoso/a, riferito alla troia e al cazzone.<br />
ecc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabrizio Corselli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90614</link>
		<dc:creator>Fabrizio Corselli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 16:21:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90614</guid>
		<description>Notevole caro Franz...

Adesso so per certo che anche la mente è un organo che eiacula.!!! ;)


Fabrizio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Notevole caro Franz&#8230;</p>
<p>Adesso so per certo che anche la mente è un organo che eiacula.!!! ;)</p>
<p>Fabrizio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90613</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 15:33:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90613</guid>
		<description>Grazie Giuseppe, anche qui hai colpito splendidamente nel segno.

Mi dispiace per Angelini, in fondo gli volevo bene, anche se a modo mio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giuseppe, anche qui hai colpito splendidamente nel segno.</p>
<p>Mi dispiace per Angelini, in fondo gli volevo bene, anche se a modo mio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90612</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 15:23:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90612</guid>
		<description>Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;
Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;
Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;
Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;
Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;
Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;
Cercavo di &lt;b&gt;venire&lt;/b&gt; nello spirito di questo tuo orgasmo &lt;b&gt;prolunga prolungato ato ato ato ... ... ... &lt;/b&gt;

...

:-D

Però adesso che qualcuno scriva l'epigrafe a Lucio Angelini. 
Leggete sul suo blog. :'(</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b><br />
Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b><br />
Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b><br />
Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b><br />
Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b><br />
Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b><br />
Cercavo di <b>venire</b> nello spirito di questo tuo orgasmo <b>prolunga prolungato ato ato ato &#8230; &#8230; &#8230; </b></p>
<p>&#8230;</p>
<p>:-D</p>
<p>Però adesso che qualcuno scriva l&#8217;epigrafe a Lucio Angelini.<br />
Leggete sul suo blog. :&#8217;(</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90592</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 11:04:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90592</guid>
		<description>Grazie a Renata, Biancarosa, Nadia e Nina per i commenti.

Una lettura affascinante, quella di Renata e Nina.

Ma "romanticissimo", Nina, mi pare  davvero troppo!

:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Renata, Biancarosa, Nadia e Nina per i commenti.</p>
<p>Una lettura affascinante, quella di Renata e Nina.</p>
<p>Ma &#8220;romanticissimo&#8221;, Nina, mi pare  davvero troppo!</p>
<p>:-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nina Maroccolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90578</link>
		<dc:creator>Nina Maroccolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 01:48:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90578</guid>
		<description>Caro Franz,
Io credo che lo "sbilanciamento" fra le parti bellissime in prosa e i refrain continui ed ossessivi portino ad una soluzione, invece, di pacifica convivenza. 
Nei giudizi appena letti, che rispetto profondamente, trovo una sorta di ostilità, a volte palesata, a volte con un carico di omissione pesante rispetto a quello che si vorrebbe dire sulla scabrosità - chiamamola così - del testo morbosamente/provocatoriamente/sessual-porno. Credo che in fondo ognuno di noi si sia accostato al concetto e al fare tattile/verbale del nostro Franz: ma lui ostenta sino alla repulsione sia il fare sia la verbalità sconcia e musicale, con la ragione della scrittura (e forse non solo). E questo desta clamore.
E adesso scandalizziamoci del tutto! Io, come donna, non mi sento né offesa, né vacca, né puttana. Dunque no problem.
Piuttosto l'offesa sta nei rapporti che non funzionano e si vogliono mantenere intatti pur di non restare soli; nei falsi pudori; nel passatismo dipinto di nostalgico fulgore al tetrapak; nei sentimentalismi patetici che offuscano quella rara, miracolata passione/amore senza la quale si potrebbe anche morire.
Qui sta la malinconia, la voragine che non si ripete più tra due atomi d'amore: fra uomo e donna. Oppure: fra uomo e uomo. Oppure: fra donna e donna. Poco importa.
Questo mi commuove. Qui sta quel romanticismo che l'amica Renata commentava sopra.
Tutto il resto è gioco.
Bravo, romanticissimo Franz!
Nina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franz,<br />
Io credo che lo &#8220;sbilanciamento&#8221; fra le parti bellissime in prosa e i refrain continui ed ossessivi portino ad una soluzione, invece, di pacifica convivenza.<br />
Nei giudizi appena letti, che rispetto profondamente, trovo una sorta di ostilità, a volte palesata, a volte con un carico di omissione pesante rispetto a quello che si vorrebbe dire sulla scabrosità - chiamamola così - del testo morbosamente/provocatoriamente/sessual-porno. Credo che in fondo ognuno di noi si sia accostato al concetto e al fare tattile/verbale del nostro Franz: ma lui ostenta sino alla repulsione sia il fare sia la verbalità sconcia e musicale, con la ragione della scrittura (e forse non solo). E questo desta clamore.<br />
E adesso scandalizziamoci del tutto! Io, come donna, non mi sento né offesa, né vacca, né puttana. Dunque no problem.<br />
Piuttosto l&#8217;offesa sta nei rapporti che non funzionano e si vogliono mantenere intatti pur di non restare soli; nei falsi pudori; nel passatismo dipinto di nostalgico fulgore al tetrapak; nei sentimentalismi patetici che offuscano quella rara, miracolata passione/amore senza la quale si potrebbe anche morire.<br />
Qui sta la malinconia, la voragine che non si ripete più tra due atomi d&#8217;amore: fra uomo e donna. Oppure: fra uomo e uomo. Oppure: fra donna e donna. Poco importa.<br />
Questo mi commuove. Qui sta quel romanticismo che l&#8217;amica Renata commentava sopra.<br />
Tutto il resto è gioco.<br />
Bravo, romanticissimo Franz!<br />
Nina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90577</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 21:26:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90577</guid>
		<description>Sottoscrivo Biancarosa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo Biancarosa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Biancarosa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90568</link>
		<dc:creator>Biancarosa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 15:05:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90568</guid>
		<description>...Mamma mia, quanti commenti!!! Franz...mi hai fatto divertire!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Mamma mia, quanti commenti!!! Franz&#8230;mi hai fatto divertire!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Renata Morresi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90564</link>
		<dc:creator>Renata Morresi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 12:58:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90564</guid>
		<description>a me questo pezzo piace molto, lo trovo di un *romanticismo* (si può dire su NI?;) disperato e struggente - e non grazie alle parole in corsivo, ma proprio per i "toh, prendi, dai", nella ripetizione di un canovaccio che è ricerca ossessiva di possedere l'altra, di godere l'altra, senza però arrivarci mai (e infatti la voce di lei non si sente: c'è? c'era? stava a quel gioco? non sappiamo)

insomma, può anche essere letto semplicemente come alternanza tra momenti lirici e patetici stereotipi porno, ma se va a toccare certe corde, (non solo le mie, da quel che leggo qui), è perché il sesso a volte è stato un gioco, con le sue regole e le sue messe in scena del primitivo (e qui il rispetto sta a monte: nella ricerca vicendevole del piacere, non in quello che si fa per arrivarci), e il "bel sentimento" invece è stato, lui sì, pornografico, narcisistico, egocentrico e "voragine". 

insomma, c'è ambiguità, e, a mio avviso, per questo funziona. 

re</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me questo pezzo piace molto, lo trovo di un *romanticismo* (si può dire su NI?;) disperato e struggente - e non grazie alle parole in corsivo, ma proprio per i &#8220;toh, prendi, dai&#8221;, nella ripetizione di un canovaccio che è ricerca ossessiva di possedere l&#8217;altra, di godere l&#8217;altra, senza però arrivarci mai (e infatti la voce di lei non si sente: c&#8217;è? c&#8217;era? stava a quel gioco? non sappiamo)</p>
<p>insomma, può anche essere letto semplicemente come alternanza tra momenti lirici e patetici stereotipi porno, ma se va a toccare certe corde, (non solo le mie, da quel che leggo qui), è perché il sesso a volte è stato un gioco, con le sue regole e le sue messe in scena del primitivo (e qui il rispetto sta a monte: nella ricerca vicendevole del piacere, non in quello che si fa per arrivarci), e il &#8220;bel sentimento&#8221; invece è stato, lui sì, pornografico, narcisistico, egocentrico e &#8220;voragine&#8221;. </p>
<p>insomma, c&#8217;è ambiguità, e, a mio avviso, per questo funziona. </p>
<p>re</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Martino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90548</link>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 07:26:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90548</guid>
		<description>Ho riconosciuto il film. Mi ricordo quel giorno. Eravamo in sala insieme? Io ero quello con il Corriere della Sera aperto sulle ginocchia in penultima fila. Altri erano più disinibiti di me. La cassiera tra un biglietto e il rarissimo altro leggeva un romanzo di Lansdale. Una volta le avevo lasciato il Magazine e proprio lì diceva d'averne trovato una recensione promozionale di D'Orrico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riconosciuto il film. Mi ricordo quel giorno. Eravamo in sala insieme? Io ero quello con il Corriere della Sera aperto sulle ginocchia in penultima fila. Altri erano più disinibiti di me. La cassiera tra un biglietto e il rarissimo altro leggeva un romanzo di Lansdale. Una volta le avevo lasciato il Magazine e proprio lì diceva d&#8217;averne trovato una recensione promozionale di D&#8217;Orrico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90539</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 20:41:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90539</guid>
		<description>Parto dal fondo.

@Plessus. 

Intanto grazie per l'attenzione.
Ho scritto il pezzo perchè volevo trattare in un modo diverso l'argomento. Un argomento molto difficile e scivoloso. Non ricordo chi, mi pare Warhol, diceva che trattare diciamo così artisticamente il sesso significa camminare su un terreno scivoloso, perchè trovare un tono (e il tono è tutto, o quasi) è molto difficile. 
Ma l'amore, chiamiamolo così, è qualcosa - anche- di astratto, no? 
Paradossalmente, secondo me, si presta ad essere rappresentato per segni, per scorci, per flashes, più che per mezzo di una narrazione. Narrare l'amore finisce molto spesso per diventare stucchevole, noioso, sopra le righe nel senso più banale del termine.
E allora penso che l'amore venga trattato meglio dal cinema, dalla pittura, dalla musica, meno dalla narrativa. Dopo De Sade, dopo Henry Miller... Ognuno ha i suoi eroi. Ma la poesia? Beh, quella l'amore lo ha consegnato e lo consegna al nostro sguardo e al nostro cuore per come è. E allora mi è venuta questa idea di fare una specie di quadro pop fatto con le parole, ma con un senso. Mi si dirà: "Ma scrivere per 10 volte 'toh prendi, troia, oh ah oh' non è scrivere parole in libertà? Sì, appunto. Più libere di così... Ma hanno o non hanno un senso, che, soprattutto, non è quello letterale?
Lo vogliamo dire a chiare lettere, questo?.
Provocare? Dentro di me c'è il gusto di fare qualcosa che dica qualcosa. A volte ci si riesce, a volte ci si riesce poco, a volte si fa un errore, o non si comunica nulla. Ciao!


@Giovanni.

Che devo dire? Mi sorprendi ad ogni stoccata. Comunque sì, l'intenzione c'è sempre. Perchè scrivi? "Perchè non ho tempo per leggere".
:-)


@Guido.

Questo sì che è un terreno scivoloso. Il rispetto. E' anche su questo terreno che si gioca questo pezzullo: è un altro dei possibili argomenti di discussione. (Ma il sesso qui lo "parliamo" e basta?:-)

@Angie.

Ti confesso che avevo fatto finta di non aver capito che sei una donna. Ma quel "lui/lei", molto "radical chic/pari opportunità" una volta tanto volevo usarlo anch'io. Anch'io tendo a filtrare la scrittura attraverso il vissuto, mi ha fatto piacere il tuo commento. Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parto dal fondo.</p>
<p>@Plessus. </p>
<p>Intanto grazie per l&#8217;attenzione.<br />
Ho scritto il pezzo perchè volevo trattare in un modo diverso l&#8217;argomento. Un argomento molto difficile e scivoloso. Non ricordo chi, mi pare Warhol, diceva che trattare diciamo così artisticamente il sesso significa camminare su un terreno scivoloso, perchè trovare un tono (e il tono è tutto, o quasi) è molto difficile.<br />
Ma l&#8217;amore, chiamiamolo così, è qualcosa - anche- di astratto, no?<br />
Paradossalmente, secondo me, si presta ad essere rappresentato per segni, per scorci, per flashes, più che per mezzo di una narrazione. Narrare l&#8217;amore finisce molto spesso per diventare stucchevole, noioso, sopra le righe nel senso più banale del termine.<br />
E allora penso che l&#8217;amore venga trattato meglio dal cinema, dalla pittura, dalla musica, meno dalla narrativa. Dopo De Sade, dopo Henry Miller&#8230; Ognuno ha i suoi eroi. Ma la poesia? Beh, quella l&#8217;amore lo ha consegnato e lo consegna al nostro sguardo e al nostro cuore per come è. E allora mi è venuta questa idea di fare una specie di quadro pop fatto con le parole, ma con un senso. Mi si dirà: &#8220;Ma scrivere per 10 volte &#8216;toh prendi, troia, oh ah oh&#8217; non è scrivere parole in libertà? Sì, appunto. Più libere di così&#8230; Ma hanno o non hanno un senso, che, soprattutto, non è quello letterale?<br />
Lo vogliamo dire a chiare lettere, questo?.<br />
Provocare? Dentro di me c&#8217;è il gusto di fare qualcosa che dica qualcosa. A volte ci si riesce, a volte ci si riesce poco, a volte si fa un errore, o non si comunica nulla. Ciao!</p>
<p>@Giovanni.</p>
<p>Che devo dire? Mi sorprendi ad ogni stoccata. Comunque sì, l&#8217;intenzione c&#8217;è sempre. Perchè scrivi? &#8220;Perchè non ho tempo per leggere&#8221;.<br />
:-)</p>
<p>@Guido.</p>
<p>Questo sì che è un terreno scivoloso. Il rispetto. E&#8217; anche su questo terreno che si gioca questo pezzullo: è un altro dei possibili argomenti di discussione. (Ma il sesso qui lo &#8220;parliamo&#8221; e basta?:-)</p>
<p>@Angie.</p>
<p>Ti confesso che avevo fatto finta di non aver capito che sei una donna. Ma quel &#8220;lui/lei&#8221;, molto &#8220;radical chic/pari opportunità&#8221; una volta tanto volevo usarlo anch&#8217;io. Anch&#8217;io tendo a filtrare la scrittura attraverso il vissuto, mi ha fatto piacere il tuo commento. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90536</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 18:58:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90536</guid>
		<description>Franz, a me sembra che (permettimi l'amichevole tu), più che credere appieno nella "qualità" di ciò che hai scritto, hai pubblicato in virtù della forte curiosità sulle reazioni che lo scritto stesso avrebbe potuto provocare.
Insomma, hai provocato.
Ti ho letto altre volte, anche su LPELS, e, al contrario delle precedenti, questa è stata la meno pregna di significato.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, a me sembra che (permettimi l&#8217;amichevole tu), più che credere appieno nella &#8220;qualità&#8221; di ciò che hai scritto, hai pubblicato in virtù della forte curiosità sulle reazioni che lo scritto stesso avrebbe potuto provocare.<br />
Insomma, hai provocato.<br />
Ti ho letto altre volte, anche su LPELS, e, al contrario delle precedenti, questa è stata la meno pregna di significato.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90535</link>
		<dc:creator>giovanni cossu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 18:48:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90535</guid>
		<description>Un attimo!
Quello che è in discussione, per me, non è quello che è letteratura o come è che è letteratura. 
In questo impera  sovrano il Soggetto. 
Forme e contenuti  si impongono come canone attraverso il processo storico. 
E anche la più turpe delle oscenità può venire a far parte di un valore assoluto.
Bloom al cesso.

Quello che mi interessa è cosa se ne fa. Della letteratura. Perché la si fa.
E una risposta del tutto dignitosa può essere anche, da parte di un autore,: “Perché si!”
Ma è questo: una risposta, che mi aspetto.

Altrimenti, senza intenzione dell’autore, non esisterebbe affatto letteratura. 
Questa sarebbe semplicemente un evento naturale. 
Allora sì senza alcun bisogno di giustificazione.
Mi ucciderei in tal caso.

Già ho rinunciato a scrivere seriamente da quando ho conosciuto Gadda, ho smesso di scrivere poesie da quando ho conosciuto ee.cummings, ho rinunciato a tradurre da quando ho visto la traduzione in italiano che Mary de Rachwiltz ha fatto della poesia di quello “L’ape”. 
Perché non c’e alcuna possibilità di superamento.

Come farei a competere col rumore del mare o con lo stormire delle foglie?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un attimo!<br />
Quello che è in discussione, per me, non è quello che è letteratura o come è che è letteratura.<br />
In questo impera  sovrano il Soggetto.<br />
Forme e contenuti  si impongono come canone attraverso il processo storico.<br />
E anche la più turpe delle oscenità può venire a far parte di un valore assoluto.<br />
Bloom al cesso.</p>
<p>Quello che mi interessa è cosa se ne fa. Della letteratura. Perché la si fa.<br />
E una risposta del tutto dignitosa può essere anche, da parte di un autore,: “Perché si!”<br />
Ma è questo: una risposta, che mi aspetto.</p>
<p>Altrimenti, senza intenzione dell’autore, non esisterebbe affatto letteratura.<br />
Questa sarebbe semplicemente un evento naturale.<br />
Allora sì senza alcun bisogno di giustificazione.<br />
Mi ucciderei in tal caso.</p>
<p>Già ho rinunciato a scrivere seriamente da quando ho conosciuto Gadda, ho smesso di scrivere poesie da quando ho conosciuto ee.cummings, ho rinunciato a tradurre da quando ho visto la traduzione in italiano che Mary de Rachwiltz ha fatto della poesia di quello “L’ape”.<br />
Perché non c’e alcuna possibilità di superamento.</p>
<p>Come farei a competere col rumore del mare o con lo stormire delle foglie?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido Tedoldi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90534</link>
		<dc:creator>Guido Tedoldi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 18:24:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90534</guid>
		<description>Il testo di Krauspenhaar mette in evidenza un aspetto dei rapporti tra i sessi che non ho mai capito bene: la differenza che passa tra la concezione di «rispetto» che si ha nella vita quotidiana, tra maschi e femmine che lavorano insieme o semplicemente si incrociano percorrendo la stessa strada, e il «rispetto» reciproco tra due persone che fanno sesso insieme. Ciò che vale in un contesto, nell'altro può essere controproducente.
Ma probabilmente è una carenza mia. Affronto il problema troppo cerebralmente. Delle volte è richiesto di ragionare con il cazzo invece che con il cervello (scusate la volgarità).

Guido Tedoldi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo di Krauspenhaar mette in evidenza un aspetto dei rapporti tra i sessi che non ho mai capito bene: la differenza che passa tra la concezione di «rispetto» che si ha nella vita quotidiana, tra maschi e femmine che lavorano insieme o semplicemente si incrociano percorrendo la stessa strada, e il «rispetto» reciproco tra due persone che fanno sesso insieme. Ciò che vale in un contesto, nell&#8217;altro può essere controproducente.<br />
Ma probabilmente è una carenza mia. Affronto il problema troppo cerebralmente. Delle volte è richiesto di ragionare con il cazzo invece che con il cervello (scusate la volgarità).</p>
<p>Guido Tedoldi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: a.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90533</link>
		<dc:creator>a.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 17:49:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90533</guid>
		<description>in effetti la condizione di coppia è una mia interpretazione. sono un'umanista: tendo a filtrare la scrittura attraverso il vissuto. e paradossalmente la mia realtà somiglia alla tua interpretazione.
a.=angie (f)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti la condizione di coppia è una mia interpretazione. sono un&#8217;umanista: tendo a filtrare la scrittura attraverso il vissuto. e paradossalmente la mia realtà somiglia alla tua interpretazione.<br />
a.=angie (f)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90531</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 17:14:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90531</guid>
		<description>Beccalossi, mi sa che sono quasi d'accordo: le parentesi in corsivo a me hanno fatto venire in mente (dopo che le avevo scritte - ho fatto tutto molto alla svelta, devo dire) proprio un Piero Chiara che però si fonde (letterariamente!) con la Mazzantini più infima. 
Interessante quanto dici, stranamente (scherzo sull'interessante:-)

Avevo pensato anche a quanto dice a. , secondo me con molto acume. Lui /lei parla alla fine di "capacità di sapersi contraddire, evolvere, o anche -perché no- la volontà di rimanere in uno stato di stasi-duplice". Io però lo vedo qui  non come atto volontario, (in una rappresentazione dell'amore di coppia) ma come condizione non voluta, come condizione e basta.

Per chi ha detto che il pezzullo fa schifo, a parte Iannox: mi dispiace non essere (perlomeno ancora) d'accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beccalossi, mi sa che sono quasi d&#8217;accordo: le parentesi in corsivo a me hanno fatto venire in mente (dopo che le avevo scritte - ho fatto tutto molto alla svelta, devo dire) proprio un Piero Chiara che però si fonde (letterariamente!) con la Mazzantini più infima.<br />
Interessante quanto dici, stranamente (scherzo sull&#8217;interessante:-)</p>
<p>Avevo pensato anche a quanto dice a. , secondo me con molto acume. Lui /lei parla alla fine di &#8220;capacità di sapersi contraddire, evolvere, o anche -perché no- la volontà di rimanere in uno stato di stasi-duplice&#8221;. Io però lo vedo qui  non come atto volontario, (in una rappresentazione dell&#8217;amore di coppia) ma come condizione non voluta, come condizione e basta.</p>
<p>Per chi ha detto che il pezzullo fa schifo, a parte Iannox: mi dispiace non essere (perlomeno ancora) d&#8217;accordo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90530</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 17:01:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90530</guid>
		<description>a me in fondo non dispiace. anzi mi piace quel contrasto tra le parentesi -che richiamano romanzi anni sessanta ambientati sul lago maggiore, amori crepuscolari, di confine, a metà tra Liala e Vittorini - e il neretto - fumettacci porno di quelli che il barbiere teneva per i clienti più affezionati, nel cassetto. 

Da un punto di vista letterario, l'impressione è che le parentesi siano più border-line degli insulti (se non altro geograficamente: ripeto, leggo le parentesi e rivedo Locarno). Quello che apre ferite nel quotidiano letterario (come squarci tra le nubi sopra le alpi lepontine) non sono le parole reiterate in neretto, ma gli incisi in corsivo. 

Le parentesi al confine, un confine privato; l'orgasmo al centro, pubblico, ostentato, violentemente urlato.

d'altra parte basta aprire la finestra, e guardare di sotto, o in televisione. non mi sembra ci sia da stupirsi mica tanto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me in fondo non dispiace. anzi mi piace quel contrasto tra le parentesi -che richiamano romanzi anni sessanta ambientati sul lago maggiore, amori crepuscolari, di confine, a metà tra Liala e Vittorini - e il neretto - fumettacci porno di quelli che il barbiere teneva per i clienti più affezionati, nel cassetto. </p>
<p>Da un punto di vista letterario, l&#8217;impressione è che le parentesi siano più border-line degli insulti (se non altro geograficamente: ripeto, leggo le parentesi e rivedo Locarno). Quello che apre ferite nel quotidiano letterario (come squarci tra le nubi sopra le alpi lepontine) non sono le parole reiterate in neretto, ma gli incisi in corsivo. </p>
<p>Le parentesi al confine, un confine privato; l&#8217;orgasmo al centro, pubblico, ostentato, violentemente urlato.</p>
<p>d&#8217;altra parte basta aprire la finestra, e guardare di sotto, o in televisione. non mi sembra ci sia da stupirsi mica tanto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bruno</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90529</link>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 16:52:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90529</guid>
		<description>E' un rap.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un rap.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: a.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90525</link>
		<dc:creator>a.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 15:43:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90525</guid>
		<description>è un pezzo così vero! esiste una sola Letteratura e molti modi di leggerla. questo pezzo non offende - come ha detto qualcuna/o - la femminilità; è una sorta di requiem del rapporto donna-uomo (anche al di fuori delle lenzuola), le parentesi non vanno viste in antitesi con il testo "pop" ma testimoniano le tante sfumature della mente: la capacità di sapersi contraddire, evolvere, o anche -perché no- la volontà di rimanere in uno stato di stasi-duplice.
a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è un pezzo così vero! esiste una sola Letteratura e molti modi di leggerla. questo pezzo non offende - come ha detto qualcuna/o - la femminilità; è una sorta di requiem del rapporto donna-uomo (anche al di fuori delle lenzuola), le parentesi non vanno viste in antitesi con il testo &#8220;pop&#8221; ma testimoniano le tante sfumature della mente: la capacità di sapersi contraddire, evolvere, o anche -perché no- la volontà di rimanere in uno stato di stasi-duplice.<br />
a.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90524</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 14:29:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90524</guid>
		<description>Mi pare che tu la prenda troppo sul serio, sinceramente.

Secondo me non esistono scritture sbagliate, esistono scritture brutte, semmai. Questa è una scrittura non brutta, secondo me. 
Perchè, forse, (così immaginavo e immagino io) può essere aperta a una vera interpretazione.
Ci si può costruire sopra un'altra storia. Non è narrativa, dove ti viene raccontata una storia nella quale tu, lettore, sei tutto sommato alla mercè di chi scrive. Qui, in questo poetry writing, diciamo, ti viene offerto uno scorcio, violento, certo, ma incrociato. Positivo e negativo in un montaggio alternato. 

Le parti in corsivo sono, per questo, indispensabili. Altrimenti avresti ragione tu. (E magari hai ragione davvero, però ti dico come la penso io, e secondo me hai torto).

Questa, insomma, almeno nel mio intento, non è una provocazione, è un esperimento, semmai. Magari di dubbio gusto. Nessun nichilismo, nella mia personale lettura.

Sempre grazie per i tuoi affondi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare che tu la prenda troppo sul serio, sinceramente.</p>
<p>Secondo me non esistono scritture sbagliate, esistono scritture brutte, semmai. Questa è una scrittura non brutta, secondo me.<br />
Perchè, forse, (così immaginavo e immagino io) può essere aperta a una vera interpretazione.<br />
Ci si può costruire sopra un&#8217;altra storia. Non è narrativa, dove ti viene raccontata una storia nella quale tu, lettore, sei tutto sommato alla mercè di chi scrive. Qui, in questo poetry writing, diciamo, ti viene offerto uno scorcio, violento, certo, ma incrociato. Positivo e negativo in un montaggio alternato. </p>
<p>Le parti in corsivo sono, per questo, indispensabili. Altrimenti avresti ragione tu. (E magari hai ragione davvero, però ti dico come la penso io, e secondo me hai torto).</p>
<p>Questa, insomma, almeno nel mio intento, non è una provocazione, è un esperimento, semmai. Magari di dubbio gusto. Nessun nichilismo, nella mia personale lettura.</p>
<p>Sempre grazie per i tuoi affondi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90523</link>
		<dc:creator>giovanni cossu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 13:07:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90523</guid>
		<description>Scusate l’ossessività, ma sono abituato ad andare a fondo, nelle cose.
Franz dice che è soggettiva la mia opinione sul fatto che il suo scritto “offenda “ oggettivamente alcune sensibilità, non tutte femminili.
Non sono d’accordo.
E’ oggettivo: prevedibile – come è avvenuto – che certe sensibilità sarebbero state ferite dal suo scritto.
E non esistono scritti in cui, chiunque, ci possa leggere quello che vuole.
Questo può accadere per un segno convenzionale : X [e anche questo è opinabile].
La scrittura è invece fatta di segni, ma segno non è.
La convenzionalità, storicamente ineludibile, l’ha già caricata di significati, di cui possiamo prevedere gli effetti.
Ma non per questo giudico illegittima l’operazione di Franz. Anzi.
L’offesa e la distruzione delle sensibilità sono sempre state le caratteristiche di ogni Avanguardia.
Ma quelle cercavano di colpire sensibilità che giudicavano irretite con mezzi illeciti da una qualche Autorità Tradizionale. 
E’ qui che  il problema si affaccia sull’abisso: vedi la vicenda  delle vignette su Maometto.
Le Avanguardie cercavano di distruggere l’Autorità Tradizionale e perciò colpivano le sensibilità in quanto le reputavano artificiose, costruite, imposte, ma mai avrebbero offeso La Sensibilità in quanto tale..
E’ proprio quello che accade oggi.
In mancanza di un’Autorità Tradizionale – i gesti eversivi sono quanto di meglio è apprezzato dal business – le avanguardie sprecano le loro funzioni in modo del tutto soggettivo.
 La provocazione è contro chi non sente e non vede come loro.
Dice un certo Cristo agnostico (cito a memoria): “Se non sai quello che fai sarai maledetto, se sai quello che fai sarai salvato”.

So di spendere due nomi che sono importanti per questo sito.
Il nichilismo è una faccenda troppo seria per essere praticata senza responsabilità. 
E nella nostra storia c’è stato un Kraus che ci ha insegnato che proprio chi riesce a raggiungere la più profonda confidenza con le parole è anche quello che, con le parole, può fare più male.
Ho cercato di imparare a scrivere per fare il più male possibile, ma nel modo giusto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate l’ossessività, ma sono abituato ad andare a fondo, nelle cose.<br />
Franz dice che è soggettiva la mia opinione sul fatto che il suo scritto “offenda “ oggettivamente alcune sensibilità, non tutte femminili.<br />
Non sono d’accordo.<br />
E’ oggettivo: prevedibile – come è avvenuto – che certe sensibilità sarebbero state ferite dal suo scritto.<br />
E non esistono scritti in cui, chiunque, ci possa leggere quello che vuole.<br />
Questo può accadere per un segno convenzionale : X [e anche questo è opinabile].<br />
La scrittura è invece fatta di segni, ma segno non è.<br />
La convenzionalità, storicamente ineludibile, l’ha già caricata di significati, di cui possiamo prevedere gli effetti.<br />
Ma non per questo giudico illegittima l’operazione di Franz. Anzi.<br />
L’offesa e la distruzione delle sensibilità sono sempre state le caratteristiche di ogni Avanguardia.<br />
Ma quelle cercavano di colpire sensibilità che giudicavano irretite con mezzi illeciti da una qualche Autorità Tradizionale.<br />
E’ qui che  il problema si affaccia sull’abisso: vedi la vicenda  delle vignette su Maometto.<br />
Le Avanguardie cercavano di distruggere l’Autorità Tradizionale e perciò colpivano le sensibilità in quanto le reputavano artificiose, costruite, imposte, ma mai avrebbero offeso La Sensibilità in quanto tale..<br />
E’ proprio quello che accade oggi.<br />
In mancanza di un’Autorità Tradizionale – i gesti eversivi sono quanto di meglio è apprezzato dal business – le avanguardie sprecano le loro funzioni in modo del tutto soggettivo.<br />
 La provocazione è contro chi non sente e non vede come loro.<br />
Dice un certo Cristo agnostico (cito a memoria): “Se non sai quello che fai sarai maledetto, se sai quello che fai sarai salvato”.</p>
<p>So di spendere due nomi che sono importanti per questo sito.<br />
Il nichilismo è una faccenda troppo seria per essere praticata senza responsabilità.<br />
E nella nostra storia c’è stato un Kraus che ci ha insegnato che proprio chi riesce a raggiungere la più profonda confidenza con le parole è anche quello che, con le parole, può fare più male.<br />
Ho cercato di imparare a scrivere per fare il più male possibile, ma nel modo giusto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90521</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:59:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90521</guid>
		<description>Giuseppe, non ci crederai, ma apprezzo molto il tuo commento.
:-)

Giovanni, apprezzo davvero i tuoi interventi, e sono d'accordo - cioè li sento vicini alla mia sensibilità - in alcuni punti. 
Però non credo, come dici tu, che quel messaggio sia offensivo per le sensibilità non solo femminili ecc. Voglio dire, ognuno ci può leggere, là dentro, quello che vuole. Pure un'altra cosa, per dire.
Tu dici "oggettivamente".
Ma il tuo è un giudizio soggettivo. E' la tua sensibilità, che parla. Almeno credo.

Ciao Morgillo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe, non ci crederai, ma apprezzo molto il tuo commento.<br />
:-)</p>
<p>Giovanni, apprezzo davvero i tuoi interventi, e sono d&#8217;accordo - cioè li sento vicini alla mia sensibilità - in alcuni punti.<br />
Però non credo, come dici tu, che quel messaggio sia offensivo per le sensibilità non solo femminili ecc. Voglio dire, ognuno ci può leggere, là dentro, quello che vuole. Pure un&#8217;altra cosa, per dire.<br />
Tu dici &#8220;oggettivamente&#8221;.<br />
Ma il tuo è un giudizio soggettivo. E&#8217; la tua sensibilità, che parla. Almeno credo.</p>
<p>Ciao Morgillo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90520</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 09:43:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90520</guid>
		<description>----------- Sipario -----------</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Sipario &#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90515</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 07:57:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/03/29/disperato-amore-senza-fine/#comment-90515</guid>
		<description>&lt;b&gt;CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO &lt;/b&gt;

il trollaccio Iannozzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO </b></p>
<p>il trollaccio Iannozzi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
