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	<title>Commenti a: Sicurezza contro Privacy</title>
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	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 20:06:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Chapucer</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/13/sicurezza-contro-privacy/#comment-91313</link>
		<dc:creator>Chapucer</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 04:06:36 +0000</pubDate>
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		<description>Un cassetto di calze di lana. Questo è sicurezza.
Charles Schulz, I Peanuts (Linus)

:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un cassetto di calze di lana. Questo è sicurezza.<br />
Charles Schulz, I Peanuts (Linus)</p>
<p>:-)</p>
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		<title>Di: maria v</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/13/sicurezza-contro-privacy/#comment-91307</link>
		<dc:creator>maria v</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 21:28:21 +0000</pubDate>
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		<description>interessante  discorso, sicuramente il mio intervento non sarà all'altezza, però, ci tengo a dire "BASTA" alla sindrome-sicurezza, i cui dispositivi si stanno blindando sopra le nostre teste, seminando diffidenza, sospetto, muri, gioco al rialzo, regime del terrore e guerre preventive che conducono solo all'escalation. 
senza bisogno di ribadire a che prezzo paghiamo questa presunta sicurezza, rinunciando ogni giorno di più a una fetta consistente della nostra libertà, che nessun eden in gabbia dorata a sensori luminosi o a raggi x potrà mai rimpiazzare.
e quanto più si rafforzano e si assimilano i dispositivi di sicurezza, tanto più respingiamo l'altro, tanto più aumenta la distanza che, dagli altri, appunto, ci separa.
una volta lessi un articolo a proposito della Danimarca dove esiste un Personregister, cui i cittadini avrebbero consegnato la loro identità...non conservo più la copia dell'internazionale, ma trascrissi alcune righe perché non riuscivo a credere, perché francamente non sospettavo nemmeno esistesse una cosa del genere, magari voi sì, ma comunque riporto:
"Personregister...la registrazione centralizzata dei dati personali di tutti i cittadini. [...] Da allora in poi ad ogni danese è assegnato un numero CPR, un codice di 10 cifre valido dalla nascita alla morte. Chi non ha un CPR non può lavorare e difficilmente riesce ad avere un appartamento, allaccio telefono, appuntamento dal medico, prestito bibliotecario.
Lo stato registra continuamente indirizzi, date di nascita, conti bancari, numeri telefonici, redditi annuali, numero figli, religione...
I dati vengono archiviati in un enorme computer collocato in un edificio di massima sicurezza alla periferia di Copenaghen.
Copia del database è custodita in luogo segreto...è il cervello della Danimarca. Ogni giorno le autorità inviano al Cpr info su nascite, traslochi. pagamenti. All'inizio dell'anno i danesi ricevono a casa una dichiarazione dei redditi già compilata che devono solo firmare. I ministeri chiedono al CPR quante donne in età fertile, quanti bambini andranno a scuola nei prossimi anni... tecnicamente il ministero degli interni potrebbe sapere con moltra facilità quali libri legge un cittadino o quante volte si è sottoposto al test dell'Aids...
se si chiede aun danese di descrivere la società risponde senza esitazione: omogeneità...basata però sulla più rigida esclusione e sul risentimento contro gli immigrati"
a questo punto il mio foglio s'interrompe, ma ricordo che i matrimoni misti venivano  a tal punto scoraggiati da costringere all'esilio.
l'art s'intitolava la "Danimarca L'isola "felice"(sic!) d'Europa

ecco, appunto, a che prezzo ci vendano (r)assicurazioni, garanzie e quant'altro.

il  monitoraggio costante è una delle peggiori reclusioni, 
mi pare fosse Boccia Artieri ad assimilare il modello disciplinare delle società cibernetiche non alla disciplina -blocco, ma alla disciplina-meccanismo di Foucault, sul modello del panottimo di Bentham: invece che la reclusione al buio, la condanna alla luce o del monitoraggio continuo che influisce a tal punto sui detenuti, tenuti sotto costante osservazione, da giungere sino al punto di incorporare lo sguardo del secondino, per cui il potere dell'ottica diventa l'ottica del potere che si autoinscrive nei corpi. 
insomma, sempre la stessa domanda: a che prezzo? finché siamo ancora, più o meno, in grado di porci una tale domanda....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante  discorso, sicuramente il mio intervento non sarà all&#8217;altezza, però, ci tengo a dire &#8220;BASTA&#8221; alla sindrome-sicurezza, i cui dispositivi si stanno blindando sopra le nostre teste, seminando diffidenza, sospetto, muri, gioco al rialzo, regime del terrore e guerre preventive che conducono solo all&#8217;escalation.<br />
senza bisogno di ribadire a che prezzo paghiamo questa presunta sicurezza, rinunciando ogni giorno di più a una fetta consistente della nostra libertà, che nessun eden in gabbia dorata a sensori luminosi o a raggi x potrà mai rimpiazzare.<br />
e quanto più si rafforzano e si assimilano i dispositivi di sicurezza, tanto più respingiamo l&#8217;altro, tanto più aumenta la distanza che, dagli altri, appunto, ci separa.<br />
una volta lessi un articolo a proposito della Danimarca dove esiste un Personregister, cui i cittadini avrebbero consegnato la loro identità&#8230;non conservo più la copia dell&#8217;internazionale, ma trascrissi alcune righe perché non riuscivo a credere, perché francamente non sospettavo nemmeno esistesse una cosa del genere, magari voi sì, ma comunque riporto:<br />
&#8220;Personregister&#8230;la registrazione centralizzata dei dati personali di tutti i cittadini. [...] Da allora in poi ad ogni danese è assegnato un numero CPR, un codice di 10 cifre valido dalla nascita alla morte. Chi non ha un CPR non può lavorare e difficilmente riesce ad avere un appartamento, allaccio telefono, appuntamento dal medico, prestito bibliotecario.<br />
Lo stato registra continuamente indirizzi, date di nascita, conti bancari, numeri telefonici, redditi annuali, numero figli, religione&#8230;<br />
I dati vengono archiviati in un enorme computer collocato in un edificio di massima sicurezza alla periferia di Copenaghen.<br />
Copia del database è custodita in luogo segreto&#8230;è il cervello della Danimarca. Ogni giorno le autorità inviano al Cpr info su nascite, traslochi. pagamenti. All&#8217;inizio dell&#8217;anno i danesi ricevono a casa una dichiarazione dei redditi già compilata che devono solo firmare. I ministeri chiedono al CPR quante donne in età fertile, quanti bambini andranno a scuola nei prossimi anni&#8230; tecnicamente il ministero degli interni potrebbe sapere con moltra facilità quali libri legge un cittadino o quante volte si è sottoposto al test dell&#8217;Aids&#8230;<br />
se si chiede aun danese di descrivere la società risponde senza esitazione: omogeneità&#8230;basata però sulla più rigida esclusione e sul risentimento contro gli immigrati&#8221;<br />
a questo punto il mio foglio s&#8217;interrompe, ma ricordo che i matrimoni misti venivano  a tal punto scoraggiati da costringere all&#8217;esilio.<br />
l&#8217;art s&#8217;intitolava la &#8220;Danimarca L&#8217;isola &#8220;felice&#8221;(sic!) d&#8217;Europa</p>
<p>ecco, appunto, a che prezzo ci vendano (r)assicurazioni, garanzie e quant&#8217;altro.</p>
<p>il  monitoraggio costante è una delle peggiori reclusioni,<br />
mi pare fosse Boccia Artieri ad assimilare il modello disciplinare delle società cibernetiche non alla disciplina -blocco, ma alla disciplina-meccanismo di Foucault, sul modello del panottimo di Bentham: invece che la reclusione al buio, la condanna alla luce o del monitoraggio continuo che influisce a tal punto sui detenuti, tenuti sotto costante osservazione, da giungere sino al punto di incorporare lo sguardo del secondino, per cui il potere dell&#8217;ottica diventa l&#8217;ottica del potere che si autoinscrive nei corpi.<br />
insomma, sempre la stessa domanda: a che prezzo? finché siamo ancora, più o meno, in grado di porci una tale domanda&#8230;.</p>
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		<title>Di: gio.co</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/13/sicurezza-contro-privacy/#comment-91303</link>
		<dc:creator>gio.co</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 20:34:18 +0000</pubDate>
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		<description>Un'integrazione, anche se siamo fuori tempo massimo:
qual è la politica di sicurezza ( e di controllo) della sinistra
che possa soddisfare anche l'elettorato di destra?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;integrazione, anche se siamo fuori tempo massimo:<br />
qual è la politica di sicurezza ( e di controllo) della sinistra<br />
che possa soddisfare anche l&#8217;elettorato di destra?</p>
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		<title>Di: gio.co</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/13/sicurezza-contro-privacy/#comment-91298</link>
		<dc:creator>gio.co</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 18:39:37 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è parso di leggere - da un’altra parte - qualcun altro che proponeva il gioco delle *dicotomie fondanti* per chiarire e chiarirsi.
Ogni volta ci casco. Alla prima ci casco: mi sembra un buona idea. 
Poi ci ragiono e canto: la semplificazione è all’inizio del ragionamento, o è quella che si raggiunge nella conclusione?
Nel primo caso si vuole uno schieramento, nel secondo qualcosa su cui tutti si possano trovare d’accordo.

Glucksman qualche giorno fa dicolobotomizzava sul giornale in: proibire/non proibire.
Quello interessante, serbo, in: libertà/uguaglianza. 
Basta dare uno sguardo alle opere dei due per sapere se quello che propongono faccia parte del primo o del secondo caso.

Di questo terzo, purtroppo non so nulla.
E non mi ha aiutato certo a farmi un’idea ragionata su questo problema drammatico.
Solo ad accentuare la sensazione che sicurezza sia di destra e privacy di sinistra. 
Buscherate.

Qual è la politica sulla sicurezza della sinistra?
I lavavetri e i mendicanti di Cioni?
O a un altro, più dignitoso livello: 
quando D’Alema, noi – e io allora ero d’accordo - partecipammo al bombardamento della Serbia, [senza bombardamento morti = X, con bombardamento morti Y; ( X=Y+a)], era veramente questo che facevamo, oppure, come scrisse sul ‘Manifesto’ la Collotti-Pischel, che se ne intende molto più di me, si stava soltanto aiutando gli americani a sperimentare un loro intervento anticinese, nel caso di una secessione del Tibet?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è parso di leggere - da un’altra parte - qualcun altro che proponeva il gioco delle *dicotomie fondanti* per chiarire e chiarirsi.<br />
Ogni volta ci casco. Alla prima ci casco: mi sembra un buona idea.<br />
Poi ci ragiono e canto: la semplificazione è all’inizio del ragionamento, o è quella che si raggiunge nella conclusione?<br />
Nel primo caso si vuole uno schieramento, nel secondo qualcosa su cui tutti si possano trovare d’accordo.</p>
<p>Glucksman qualche giorno fa dicolobotomizzava sul giornale in: proibire/non proibire.<br />
Quello interessante, serbo, in: libertà/uguaglianza.<br />
Basta dare uno sguardo alle opere dei due per sapere se quello che propongono faccia parte del primo o del secondo caso.</p>
<p>Di questo terzo, purtroppo non so nulla.<br />
E non mi ha aiutato certo a farmi un’idea ragionata su questo problema drammatico.<br />
Solo ad accentuare la sensazione che sicurezza sia di destra e privacy di sinistra.<br />
Buscherate.</p>
<p>Qual è la politica sulla sicurezza della sinistra?<br />
I lavavetri e i mendicanti di Cioni?<br />
O a un altro, più dignitoso livello:<br />
quando D’Alema, noi – e io allora ero d’accordo - partecipammo al bombardamento della Serbia, [senza bombardamento morti = X, con bombardamento morti Y; ( X=Y+a)], era veramente questo che facevamo, oppure, come scrisse sul ‘Manifesto’ la Collotti-Pischel, che se ne intende molto più di me, si stava soltanto aiutando gli americani a sperimentare un loro intervento anticinese, nel caso di una secessione del Tibet?</p>
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	<item>
		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/13/sicurezza-contro-privacy/#comment-91294</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 17:53:48 +0000</pubDate>
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		<description>La mancanza della Sicurezza può provocare la morte, la mancanza della Privacy al massimo può provocare uno scandalo
evidente quale sia fondamentale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mancanza della Sicurezza può provocare la morte, la mancanza della Privacy al massimo può provocare uno scandalo<br />
evidente quale sia fondamentale</p>
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	<item>
		<title>Di: Cappuccetto rosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/13/sicurezza-contro-privacy/#comment-91292</link>
		<dc:creator>Cappuccetto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 16:35:14 +0000</pubDate>
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		<description>mentre sicurezza e privacy viaggiano su due piani paralleli, quindi uno può fare a meno dell'altro (io credo che la sicurezza sia più importante)
lo stesso discorso non vale per: libetrà e controllo,
la libertà può essere soggetta a controllo, e sarebbe giusto che lo fosse, perchè la libertà da sola può portare alla follia, e il controllo da solo può portare alla prigionia.

Ottimo articolo!
Ciao Jan!:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mentre sicurezza e privacy viaggiano su due piani paralleli, quindi uno può fare a meno dell&#8217;altro (io credo che la sicurezza sia più importante)<br />
lo stesso discorso non vale per: libetrà e controllo,<br />
la libertà può essere soggetta a controllo, e sarebbe giusto che lo fosse, perchè la libertà da sola può portare alla follia, e il controllo da solo può portare alla prigionia.</p>
<p>Ottimo articolo!<br />
Ciao Jan!:-)</p>
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