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	<title>Commenti a: «Quindici» colpisce ancora</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 18:56:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91944</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 15:16:17 +0000</pubDate>
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		<description>@Biondillo

Bada però che io non dico che deve esserci semplice accettazione, la visione è importante. 
Dico solo che l'analisi deve essere realistica, perché la visione sia efficace.


Del resto, come forse avete letto, certe innovazioni nascono ancora all'interno della macchina produttiva, e per ragioni economiche. 
Robert Miller intende capovolgere il sistema degli anticipi editoriali agli autori di bestsellers. 
Niente più anticipi, dice Miller, che assorbono troppe risorse e poi spingono le case editrici a puntare sui prodotti che sono costati di più per recuperare l’investimento: "la nostra intenzione è di pubblicare efficacemente libri che altrimenti non riuscirebbero a emergere in questo ambiente crescente di "grandi titoli", in cui gli autori riconosciuti subiscono una pressione enorme...mentre i nuovi autori trovano sempre più difficile trovare un editore". 
Si tornerebbe, se ho ben capito, da un investimento prevalente sui singoli titoli, per i quali i milioni di altri titoli servono prevalentemente come zoccolo, a un investimento più diffuso su un numero maggiore di titoli che verrebbero a costare di meno.
Siccome l’altro corno del meccanismo su cui agirebbero è però quelle delle rese, che non sarebbero più possibili, forse questo è solo il cavallo di troia per pagare meno gli autori e guadagnare molto di più in quanto major.
Il libraio che non può rendere, cosa comprerà, alla fine?
Potrebbe essere una nuova catastrofe per la biodiversità libraria, come dicono alcuni, e forse no, vedremo, ma per l'editoria commerciale è una enorme novità. 
E visto che dopo un po' arriva qui quello che fanno lì, e che l'editoria commerciale è la madre di tutte le editorie, sto in campana.

Del resto, e poi lascio, perché sto andando OT, penso che oggi il nostro massimo problema siano le grandi compagnie, cosa di cui 40 fa non ci occupavamo, compagnie il cui prodotto interno lordo è pari a quello di molti stati, con leggi interne parallele e non controllabili dagli ordinamenti giuridici degli stati, incontrollabili in quanto tali nella loro struttura finanziaria, opache, misteriose e globali. E le grandi industrie culturali sono grandi compagnie. Solo nel nostro piccolo mondo mediterraneo pensiamo di poterci parlate tra noi.
(Guido Rossi, Il mercato d’azzardo, Adelphi, anche se ne ho capito poco, quel che ho capito mi ha ipnotizzata, come si può vedere.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Biondillo</p>
<p>Bada però che io non dico che deve esserci semplice accettazione, la visione è importante.<br />
Dico solo che l&#8217;analisi deve essere realistica, perché la visione sia efficace.</p>
<p>Del resto, come forse avete letto, certe innovazioni nascono ancora all&#8217;interno della macchina produttiva, e per ragioni economiche.<br />
Robert Miller intende capovolgere il sistema degli anticipi editoriali agli autori di bestsellers.<br />
Niente più anticipi, dice Miller, che assorbono troppe risorse e poi spingono le case editrici a puntare sui prodotti che sono costati di più per recuperare l’investimento: &#8220;la nostra intenzione è di pubblicare efficacemente libri che altrimenti non riuscirebbero a emergere in questo ambiente crescente di &#8220;grandi titoli&#8221;, in cui gli autori riconosciuti subiscono una pressione enorme&#8230;mentre i nuovi autori trovano sempre più difficile trovare un editore&#8221;.<br />
Si tornerebbe, se ho ben capito, da un investimento prevalente sui singoli titoli, per i quali i milioni di altri titoli servono prevalentemente come zoccolo, a un investimento più diffuso su un numero maggiore di titoli che verrebbero a costare di meno.<br />
Siccome l’altro corno del meccanismo su cui agirebbero è però quelle delle rese, che non sarebbero più possibili, forse questo è solo il cavallo di troia per pagare meno gli autori e guadagnare molto di più in quanto major.<br />
Il libraio che non può rendere, cosa comprerà, alla fine?<br />
Potrebbe essere una nuova catastrofe per la biodiversità libraria, come dicono alcuni, e forse no, vedremo, ma per l&#8217;editoria commerciale è una enorme novità.<br />
E visto che dopo un po&#8217; arriva qui quello che fanno lì, e che l&#8217;editoria commerciale è la madre di tutte le editorie, sto in campana.</p>
<p>Del resto, e poi lascio, perché sto andando OT, penso che oggi il nostro massimo problema siano le grandi compagnie, cosa di cui 40 fa non ci occupavamo, compagnie il cui prodotto interno lordo è pari a quello di molti stati, con leggi interne parallele e non controllabili dagli ordinamenti giuridici degli stati, incontrollabili in quanto tali nella loro struttura finanziaria, opache, misteriose e globali. E le grandi industrie culturali sono grandi compagnie. Solo nel nostro piccolo mondo mediterraneo pensiamo di poterci parlate tra noi.<br />
(Guido Rossi, Il mercato d’azzardo, Adelphi, anche se ne ho capito poco, quel che ho capito mi ha ipnotizzata, come si può vedere.)</p>
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	<item>
		<title>Di: dege</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91943</link>
		<dc:creator>dege</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 14:40:24 +0000</pubDate>
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		<description>ottima intervista. molto interessante il discorso sui libri senza mercato come investimento sul futuro (del libro, della casa editrice e dell'autore). non a caso, sono i libri che continuiamo a leggere anche trenta-quarant'anni dopo, trovandovi sempre qualcosa di nuovo. a quei tempi, tuttavia, anche i libri che avevano mercato erano in larga parte buoni libri. oggi non è più così. è un dato storico, c'è mercato e mercato. dipende da chi l'ha in mano e lo fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ottima intervista. molto interessante il discorso sui libri senza mercato come investimento sul futuro (del libro, della casa editrice e dell&#8217;autore). non a caso, sono i libri che continuiamo a leggere anche trenta-quarant&#8217;anni dopo, trovandovi sempre qualcosa di nuovo. a quei tempi, tuttavia, anche i libri che avevano mercato erano in larga parte buoni libri. oggi non è più così. è un dato storico, c&#8217;è mercato e mercato. dipende da chi l&#8217;ha in mano e lo fa.</p>
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		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91889</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 16:01:56 +0000</pubDate>
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		<description>Mah,
interessante abbastanza, 
troppi rimpianti,
poca conoscenza e sensibilità per il quotidiano, 
mi pare che NB viva in una sua mentale casetta piccolina in Canadà,

però e tuttavia per 'sta cosa de la scampagnata co' Berlouscòn gli darei 'no schiaffo, a NB, e poi dice, tira fuori gli snob, lui,
non sono divertenti nè quel coso Ueltròn 
nè il suo nanospecchio, no, 
fanno pietà se non schifo

MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah,<br />
interessante abbastanza,<br />
troppi rimpianti,<br />
poca conoscenza e sensibilità per il quotidiano,<br />
mi pare che NB viva in una sua mentale casetta piccolina in Canadà,</p>
<p>però e tuttavia per &#8217;sta cosa de la scampagnata co&#8217; Berlouscòn gli darei &#8216;no schiaffo, a NB, e poi dice, tira fuori gli snob, lui,<br />
non sono divertenti nè quel coso Ueltròn<br />
nè il suo nanospecchio, no,<br />
fanno pietà se non schifo</p>
<p>MarioB.</p>
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		<title>Di: véronique</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91885</link>
		<dc:creator>véronique</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 15:20:26 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto con curiosità l'intervista che mi fa conoscere N Balestreni. Mi ha sorpresa con la sua vista senza concessione. La parte a proposito della mancanza della tensione drammatica è appassionante:  i cattivi assenti dell'arte, non l'avevo mai pensato cosi. Forse il nostro mondo è già troppo fragile: l'arte propone un conforto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con curiosità l&#8217;intervista che mi fa conoscere N Balestreni. Mi ha sorpresa con la sua vista senza concessione. La parte a proposito della mancanza della tensione drammatica è appassionante:  i cattivi assenti dell&#8217;arte, non l&#8217;avevo mai pensato cosi. Forse il nostro mondo è già troppo fragile: l&#8217;arte propone un conforto.</p>
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		<title>Di: gherardo bortolotti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91879</link>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 14:40:34 +0000</pubDate>
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		<description>in rapporto al link segnalato nel secondo commento, è interessante l'accenno che c'è nell'intervista alla questione del contenuto "politico" e della forma "impolitica". la materia che tratta saviano è, come si dice in questi casi, scottante e in rapporto diretto con la nostra vita (un rapporto devastante, per altro). eppure viene letta secondo la cifra indiretta e stilizzante dell'epica (cosa che capita quasi sempre per la produzione italiana specializzata nel genere "misteri italiani" - dalla strategia della tensione al terrorismo etc.). in qualche modo una forma collocabile disinnesca il contenuto incollocabile.

in questo senso andrebbe letta, mi sembra, anche la questione del rischio editoriale. il prodotto dell'industria editorale come merce ha solo valore di scambio (sarà una lettura vetero-marxista ma, da questo punto di vista, dai tempi dell' "invenzione" della merce e della sua critica, mi sembra che non sia capitato molto). nel caso lo scambio vale come trasparenza, riconoscibilità, collocabilità. tant'è che libri come tristano o altri della stessa stagione era virati in modo radicale verso il valore d'uso e, paradossalmente, erano molto più leggibili (proprio perché andavo letti e non solo riconosciuti) di molta produzione corrente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in rapporto al link segnalato nel secondo commento, è interessante l&#8217;accenno che c&#8217;è nell&#8217;intervista alla questione del contenuto &#8220;politico&#8221; e della forma &#8220;impolitica&#8221;. la materia che tratta saviano è, come si dice in questi casi, scottante e in rapporto diretto con la nostra vita (un rapporto devastante, per altro). eppure viene letta secondo la cifra indiretta e stilizzante dell&#8217;epica (cosa che capita quasi sempre per la produzione italiana specializzata nel genere &#8220;misteri italiani&#8221; - dalla strategia della tensione al terrorismo etc.). in qualche modo una forma collocabile disinnesca il contenuto incollocabile.</p>
<p>in questo senso andrebbe letta, mi sembra, anche la questione del rischio editoriale. il prodotto dell&#8217;industria editorale come merce ha solo valore di scambio (sarà una lettura vetero-marxista ma, da questo punto di vista, dai tempi dell&#8217; &#8220;invenzione&#8221; della merce e della sua critica, mi sembra che non sia capitato molto). nel caso lo scambio vale come trasparenza, riconoscibilità, collocabilità. tant&#8217;è che libri come tristano o altri della stessa stagione era virati in modo radicale verso il valore d&#8217;uso e, paradossalmente, erano molto più leggibili (proprio perché andavo letti e non solo riconosciuti) di molta produzione corrente.</p>
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		<title>Di: Curioso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91870</link>
		<dc:creator>Curioso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 13:08:28 +0000</pubDate>
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		<description>una mangiata con Giuliano Ferrara anch'io me la farei, a patto di non essere la pietanza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una mangiata con Giuliano Ferrara anch&#8217;io me la farei, a patto di non essere la pietanza.</p>
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		<title>Di: lezama</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91867</link>
		<dc:creator>lezama</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:19:41 +0000</pubDate>
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		<description>@ un borghese - le persone di sinistra hanno l'idea giusta che la politica abbia a che fare con l'etica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ un borghese - le persone di sinistra hanno l&#8217;idea giusta che la politica abbia a che fare con l&#8217;etica.</p>
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		<title>Di: lezama</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91866</link>
		<dc:creator>lezama</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:17:14 +0000</pubDate>
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		<description>si comincia così e si finisce compagni di merende</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si comincia così e si finisce compagni di merende</p>
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		<title>Di: lezama</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91865</link>
		<dc:creator>lezama</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:16:02 +0000</pubDate>
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		<description>p.s. a queste condizioni, poi, meglio una scampagnata solitaria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. a queste condizioni, poi, meglio una scampagnata solitaria</p>
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		<title>Di: lezama</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91864</link>
		<dc:creator>lezama</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:09:35 +0000</pubDate>
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		<description>@ alcor - non è che più che sintomatici siamo semplicemente sintomi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ alcor - non è che più che sintomatici siamo semplicemente sintomi?</p>
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	<item>
		<title>Di: un borghese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91861</link>
		<dc:creator>un borghese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 11:29:06 +0000</pubDate>
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		<description>Leggendo questa splendida intervista faccio il solito pensiero. Le persone di sinistra hanno un'idea sbagliata della politica, la quale avrebbe a che fare con la morale. Quest'idea, a sua volta, deriva da una concezione sbagliata dell'uomo. Molto divertente, poi, il fatto che editoria e politica siano ritenuti argomenti vicini, attigui, quasi intercambiabili. Quanta 'fede nel linguaggio'...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo questa splendida intervista faccio il solito pensiero. Le persone di sinistra hanno un&#8217;idea sbagliata della politica, la quale avrebbe a che fare con la morale. Quest&#8217;idea, a sua volta, deriva da una concezione sbagliata dell&#8217;uomo. Molto divertente, poi, il fatto che editoria e politica siano ritenuti argomenti vicini, attigui, quasi intercambiabili. Quanta &#8216;fede nel linguaggio&#8217;&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: agesilaus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91850</link>
		<dc:creator>agesilaus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 09:10:03 +0000</pubDate>
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		<description>anche a me piacciono i feti

: li mangio dentro un'ostia,
 come una volta si ingoiavano

  come le medicine amare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche a me piacciono i feti</p>
<p>: li mangio dentro un&#8217;ostia,<br />
 come una volta si ingoiavano</p>
<p>  come le medicine amare</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91847</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:56:07 +0000</pubDate>
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		<description>Sottoscrivo - anzi, come dicono i ggiovani "quoto" - Alcor in pieno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo - anzi, come dicono i ggiovani &#8220;quoto&#8221; - Alcor in pieno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91845</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>scusate per la doppia firma di prima residuato di un precedente commento a quattro mani. comunque Iglesia lo vedo a pranzo. Il cielo è azzurro, il mare calmo, quasi quasi telefono a Ferrara
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate per la doppia firma di prima residuato di un precedente commento a quattro mani. comunque Iglesia lo vedo a pranzo. Il cielo è azzurro, il mare calmo, quasi quasi telefono a Ferrara<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe iglesia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91844</link>
		<dc:creator>effeffe iglesia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:50:37 +0000</pubDate>
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		<description>una mangiata con Giuliano Ferrara io me la farei, a patto che non ci sia il fratello Giorgio
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una mangiata con Giuliano Ferrara io me la farei, a patto che non ci sia il fratello Giorgio<br />
effeffe</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91842</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:34:28 +0000</pubDate>
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		<description>Solo sulla situazione culturale/editoriale

Dice Cortellessa: "ma subentra un tipico fenomeno del nostro tempo che è l’introiezione preventiva del veto. Sono i redattori editoriali che non osano rischiare: più realisti del re. "

E dice Balestrini: "E tanti libri di quel tempo si riuscirono anche a vendere, infatti."

E dice Cortellessa: "Questa è una cosa molto importante. Anche oggi si fa innovazione culturale ed editoriale, ma quasi mai accompagnata da un’adeguata immaginazione editoriale. Non ci si sforza di trovare la giusta comunicazione, trovare l’aria adeguata a far sopravvivere quella che consideriamo cultura. ..."

Direi che non ci voleva molto coraggio, allora,  a fare certi libri. Nelle case editrici, lo spirito del tempo richiedeva proprio quello, gli editori non volevano altro, e quei libri in effetti si vendevano, (e bisogna dire anche  che nessuno pensava di ricavare il 20% dagli investimenti, anche se il denaro era poco, la soddisfazione era grande.)
Evidentemente l'innovazione culturale ed editoriale di oggi non è "davvero" innovativa, o non risponde ai bisogni del pubblico, che invece allora c'era e aveva quel bisogno, benché persino allora fosse in qualche modo di nicchia, benchè di grossa nicchia.
La curiosità per certi libri, Il relativo successo anche economico di quei libri non nasceva negli uffici stampa, (è curioso che Balestrini lo dica) se non in misura molto relativa, ma dal tempo, dal pulviscolo di spore intellettuali che si insinuava ovunque, compresi i gangli produttivi dell'industria culturale,  e da una società che proprio perché era in fortissima espansione economica aveva un settore ricerca&#38;sviluppo sviluppatissimo anche in campo culturale.

Tutto questo è finito, né io credo che - a parte il giustissimo lavoro testimoniale e di memoria - sia possibile riportarlo in vita. Ogni tempo deve necessariamente trovare altre strade, non si va avanti con la testa girata.
In fondo siamo tutti sintomatici.


(Son d'accordo con quasi tutto quello che dice NB, persino sul fatto che per una scampagnata preferirei Berlusconi, il buonismo di Uolter mi ha quasi fatto venire il diabete, salvo scoprire che lo zucchero era un surrogato.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo sulla situazione culturale/editoriale</p>
<p>Dice Cortellessa: &#8220;ma subentra un tipico fenomeno del nostro tempo che è l’introiezione preventiva del veto. Sono i redattori editoriali che non osano rischiare: più realisti del re. &#8221;</p>
<p>E dice Balestrini: &#8220;E tanti libri di quel tempo si riuscirono anche a vendere, infatti.&#8221;</p>
<p>E dice Cortellessa: &#8220;Questa è una cosa molto importante. Anche oggi si fa innovazione culturale ed editoriale, ma quasi mai accompagnata da un’adeguata immaginazione editoriale. Non ci si sforza di trovare la giusta comunicazione, trovare l’aria adeguata a far sopravvivere quella che consideriamo cultura. &#8230;&#8221;</p>
<p>Direi che non ci voleva molto coraggio, allora,  a fare certi libri. Nelle case editrici, lo spirito del tempo richiedeva proprio quello, gli editori non volevano altro, e quei libri in effetti si vendevano, (e bisogna dire anche  che nessuno pensava di ricavare il 20% dagli investimenti, anche se il denaro era poco, la soddisfazione era grande.)<br />
Evidentemente l&#8217;innovazione culturale ed editoriale di oggi non è &#8220;davvero&#8221; innovativa, o non risponde ai bisogni del pubblico, che invece allora c&#8217;era e aveva quel bisogno, benché persino allora fosse in qualche modo di nicchia, benchè di grossa nicchia.<br />
La curiosità per certi libri, Il relativo successo anche economico di quei libri non nasceva negli uffici stampa, (è curioso che Balestrini lo dica) se non in misura molto relativa, ma dal tempo, dal pulviscolo di spore intellettuali che si insinuava ovunque, compresi i gangli produttivi dell&#8217;industria culturale,  e da una società che proprio perché era in fortissima espansione economica aveva un settore ricerca&amp;sviluppo sviluppatissimo anche in campo culturale.</p>
<p>Tutto questo è finito, né io credo che - a parte il giustissimo lavoro testimoniale e di memoria - sia possibile riportarlo in vita. Ogni tempo deve necessariamente trovare altre strade, non si va avanti con la testa girata.<br />
In fondo siamo tutti sintomatici.</p>
<p>(Son d&#8217;accordo con quasi tutto quello che dice NB, persino sul fatto che per una scampagnata preferirei Berlusconi, il buonismo di Uolter mi ha quasi fatto venire il diabete, salvo scoprire che lo zucchero era un surrogato.)</p>
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		<title>Di: Curioso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91841</link>
		<dc:creator>Curioso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:08:18 +0000</pubDate>
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		<description>Non oso immaginare cosa penserà Cortellessa della "NEW ITALIAN EPIC" di cui parla Wu Ming qui:
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/23/new-italian-epic/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non oso immaginare cosa penserà Cortellessa della &#8220;NEW ITALIAN EPIC&#8221; di cui parla Wu Ming qui:<br />
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	</item>
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		<title>Di: agesilaus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91837</link>
		<dc:creator>agesilaus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 06:37:27 +0000</pubDate>
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		<description>Voglio essere il primo: per onorare Balestrini. 
E ringraziare Cortellessa e Pinto.

Oggi, infatti, posso vantarmi di aver trasportato due pacchi interi 
di "Vogliamo tutto", in treno, da Milano a Torino, assieme a lui,
per la presentazione ai compagni.

Bei tempi, malgrado tutto, a pensare che già d'allora
consideravamo una feccia Giuliano Ferrara, segretario in
quest'ultima città, della federazione del PCI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio essere il primo: per onorare Balestrini.<br />
E ringraziare Cortellessa e Pinto.</p>
<p>Oggi, infatti, posso vantarmi di aver trasportato due pacchi interi<br />
di &#8220;Vogliamo tutto&#8221;, in treno, da Milano a Torino, assieme a lui,<br />
per la presentazione ai compagni.</p>
<p>Bei tempi, malgrado tutto, a pensare che già d&#8217;allora<br />
consideravamo una feccia Giuliano Ferrara, segretario in<br />
quest&#8217;ultima città, della federazione del PCI.</p>
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