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	<title>Commenti a: Delle cose perdute</title>
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	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 23:06:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: niky lismo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92158</link>
		<dc:creator>niky lismo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 15:47:26 +0000</pubDate>
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		<description>Tre proposte che rimarrano inascoltate:
1) sotto questo tipo di articoli, che non richiedono commenti perché sono essi stessi un commento (alla vita, alla società, a tutto), elencare soltanto una lista di nomi;
2) eliminare per sempre la prima persona singolare;
3) astenersi dal commentare certi commenti che sono essi stessi un commento (all'autore, al vuoto che ci sta dentro e dintorno, a tutto)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tre proposte che rimarrano inascoltate:<br />
1) sotto questo tipo di articoli, che non richiedono commenti perché sono essi stessi un commento (alla vita, alla società, a tutto), elencare soltanto una lista di nomi;<br />
2) eliminare per sempre la prima persona singolare;<br />
3) astenersi dal commentare certi commenti che sono essi stessi un commento (all&#8217;autore, al vuoto che ci sta dentro e dintorno, a tutto)</p>
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		<title>Di: jan reister</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92089</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 12:54:53 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Orsola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Orsola.</p>
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	</item>
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		<title>Di: mf</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92056</link>
		<dc:creator>mf</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 14:54:36 +0000</pubDate>
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		<description>vado, espulso dalle commemorazioni. in gamba, monom, e buon lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vado, espulso dalle commemorazioni. in gamba, monom, e buon lavoro.</p>
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	</item>
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		<title>Di: monom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92054</link>
		<dc:creator>monom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 14:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>1. Dovrei lasciare perdere, perché non è questo il luog...
2. Sono molto indeciso, se sia giustificato continuare questo tipo di discussione.
3. lasciare da parte gli scrupoli
4. Sir Karl Popper.

v/s

1. certezze logorroiche
2.figurine snob
3.valori incrollabili
4. dalla Resistenza a Roberto Calasso via Moby Dick

sule serio: è possibile? E' possibile!
E' possibile che possano essere necessari altri 25 Aprile. 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. Dovrei lasciare perdere, perché non è questo il luog&#8230;<br />
2. Sono molto indeciso, se sia giustificato continuare questo tipo di discussione.<br />
3. lasciare da parte gli scrupoli<br />
4. Sir Karl Popper.</p>
<p>v/s</p>
<p>1. certezze logorroiche<br />
2.figurine snob<br />
3.valori incrollabili<br />
4. dalla Resistenza a Roberto Calasso via Moby Dick</p>
<p>sule serio: è possibile? E&#8217; possibile!<br />
E&#8217; possibile che possano essere necessari altri 25 Aprile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: litbrother</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92052</link>
		<dc:creator>litbrother</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 13:59:11 +0000</pubDate>
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		<description>accetto il tè di Florence e mi tengo stretto il mio Musil.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>accetto il tè di Florence e mi tengo stretto il mio Musil.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mf</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92047</link>
		<dc:creator>mf</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 12:00:15 +0000</pubDate>
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		<description>monom! quante puntute certezze logorroiche, quante figurine snob e giudizi di valore incrollabili, mamma mia. e poi molto bene, dalla resistenza siamo arrivati a roberto calasso, via moby dick. meno male che c'è andrea inglese coi suoi piselli, te lo consiglio per non prendersi troppo sul serio (e per non prendere troppo sul serio gli scrittori, grandi e piccini).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>monom! quante puntute certezze logorroiche, quante figurine snob e giudizi di valore incrollabili, mamma mia. e poi molto bene, dalla resistenza siamo arrivati a roberto calasso, via moby dick. meno male che c&#8217;è andrea inglese coi suoi piselli, te lo consiglio per non prendersi troppo sul serio (e per non prendere troppo sul serio gli scrittori, grandi e piccini).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: monom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92038</link>
		<dc:creator>monom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 09:45:43 +0000</pubDate>
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		<description>Sono molto indeciso, se sia giustificato continuare questo tipo di discussione.
Quello che mi intriga e che mi spinge a lasciare da parte gli scrupoli è quel
*poco probabili* e *poco probabilmente soggettive*, come se io avessi detto:"io la penso così" e chi ribatte, ribattesse "e io la penso così" e fossimo
tutti alla pari, e le nostre affermazioni avessero [messe così, sì] lo stesso
peso.
No. Io ho detto che posso *dimostrare*, non che "posso farmene un'idea".
Avrei gradito due diverse, possibili, risposte:
1. Io "mi sono fatto un'idea diversa" quindi, se tu affermi così, dimostralo 
    come hai preteso di poter fare.
2. No, non è cosi e ti *dimostro* il contrario.

La risposta che più mi avrebbe soddisfatto sarebbe stata la seconda, e io sarei rimasto imbambolato ad ascoltare uno che riesce a distruggere i miei argomenti e a farmi cambiare idea su Gadda, non su Musil o Mann.
La mia ammirazione per loro non deve certo essere sollecitata, come p.es. per un Pelé. Io sto solo dicendo che Gadda è Maradona.


*Una volta avanzata, nessuna delle nostre ‘anticipazioni’ viene sostenuta dogmaticamente. Il nostro metodo di ricerca non è quello che consiste nel difenderle, per provare quanta ragione avessimo. Al contrario tentiamo di rovesciarle. Usando tutte le armi della nostra armeria logica, matematica e tecnica, tentiamo di provare che le nostre anticipazioni erano false, allo scopo di avanzare, in loro luogo, nuove anticipazioni ingiustificate e ingiustificabili.*

 Sir Karl Popper.

Chi vuole partecipare a questi *giochi olimpici* deve però, appunto, sapere che si tratta di *giochi*. Ma, come Sparz sa, di giochi *formali*
che hanno proprie regole e, sopra tutto, che si parte, sempre, da un gruppo di, chiamiamoli così rubando il termine dalla scienza, *assiomi*, che poi non sono altro che definizioni, che costituiscono il terreno comune su cui gli avversari si scontrano e  che *si fa finta* di considerare veri.
Ci sono tre assiomi su cui io mi baso:

1. E' mutuato da Hegel e da Rorty: letteratura è la scrittura che contiene
    in sé *il confine più avanzato del pensiero che gli è contemporaneo*.
2. Viene accettata la differenza tra "letteratura assoluta" e tutto l'altro
    proposta da Roberto Calasso in "La letteratura e gli dèi" in cui, alla
    fine, viene ipotizzato un rapporto necessario tra "grande letteratura"
    e mitologia, ma non in termni di descrizione o richiamo, bensì di "
    "forma di vita"
3. La lingua. "Descrivere" e "Mostrare" sono termini che derivano dalla
    filosofia del linguaggio di Wittgenstein. Descrivere è quello che può
    fare chiunque. Anche se a livelli infinitamente distanti uno dall'altro, 
    naturalmente. 
    Mostrare è costruire, con l'opera, una nuova "forma di vita". 

    Il descrivere lo devi capire, tutto, e forse ti servirà a qualcosa, il 
    mostrare ti cambierà che tu lo voglia o no.
    Insomma, per parlare francamente, è la differenza tra Calvino che
    serve solamente a far fare i soli al suo editore, a essere letto a scuola
    per imparare la "lingua pulita", e a molti professori per fare carriera   
    tra di loro.
    Tutto l'altro è Gadda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto indeciso, se sia giustificato continuare questo tipo di discussione.<br />
Quello che mi intriga e che mi spinge a lasciare da parte gli scrupoli è quel<br />
*poco probabili* e *poco probabilmente soggettive*, come se io avessi detto:&#8221;io la penso così&#8221; e chi ribatte, ribattesse &#8220;e io la penso così&#8221; e fossimo<br />
tutti alla pari, e le nostre affermazioni avessero [messe così, sì] lo stesso<br />
peso.<br />
No. Io ho detto che posso *dimostrare*, non che &#8220;posso farmene un&#8217;idea&#8221;.<br />
Avrei gradito due diverse, possibili, risposte:<br />
1. Io &#8220;mi sono fatto un&#8217;idea diversa&#8221; quindi, se tu affermi così, dimostralo<br />
    come hai preteso di poter fare.<br />
2. No, non è cosi e ti *dimostro* il contrario.</p>
<p>La risposta che più mi avrebbe soddisfatto sarebbe stata la seconda, e io sarei rimasto imbambolato ad ascoltare uno che riesce a distruggere i miei argomenti e a farmi cambiare idea su Gadda, non su Musil o Mann.<br />
La mia ammirazione per loro non deve certo essere sollecitata, come p.es. per un Pelé. Io sto solo dicendo che Gadda è Maradona.</p>
<p>*Una volta avanzata, nessuna delle nostre ‘anticipazioni’ viene sostenuta dogmaticamente. Il nostro metodo di ricerca non è quello che consiste nel difenderle, per provare quanta ragione avessimo. Al contrario tentiamo di rovesciarle. Usando tutte le armi della nostra armeria logica, matematica e tecnica, tentiamo di provare che le nostre anticipazioni erano false, allo scopo di avanzare, in loro luogo, nuove anticipazioni ingiustificate e ingiustificabili.*</p>
<p> Sir Karl Popper.</p>
<p>Chi vuole partecipare a questi *giochi olimpici* deve però, appunto, sapere che si tratta di *giochi*. Ma, come Sparz sa, di giochi *formali*<br />
che hanno proprie regole e, sopra tutto, che si parte, sempre, da un gruppo di, chiamiamoli così rubando il termine dalla scienza, *assiomi*, che poi non sono altro che definizioni, che costituiscono il terreno comune su cui gli avversari si scontrano e  che *si fa finta* di considerare veri.<br />
Ci sono tre assiomi su cui io mi baso:</p>
<p>1. E&#8217; mutuato da Hegel e da Rorty: letteratura è la scrittura che contiene<br />
    in sé *il confine più avanzato del pensiero che gli è contemporaneo*.<br />
2. Viene accettata la differenza tra &#8220;letteratura assoluta&#8221; e tutto l&#8217;altro<br />
    proposta da Roberto Calasso in &#8220;La letteratura e gli dèi&#8221; in cui, alla<br />
    fine, viene ipotizzato un rapporto necessario tra &#8220;grande letteratura&#8221;<br />
    e mitologia, ma non in termni di descrizione o richiamo, bensì di &#8221;<br />
    &#8220;forma di vita&#8221;<br />
3. La lingua. &#8220;Descrivere&#8221; e &#8220;Mostrare&#8221; sono termini che derivano dalla<br />
    filosofia del linguaggio di Wittgenstein. Descrivere è quello che può<br />
    fare chiunque. Anche se a livelli infinitamente distanti uno dall&#8217;altro,<br />
    naturalmente.<br />
    Mostrare è costruire, con l&#8217;opera, una nuova &#8220;forma di vita&#8221;. </p>
<p>    Il descrivere lo devi capire, tutto, e forse ti servirà a qualcosa, il<br />
    mostrare ti cambierà che tu lo voglia o no.<br />
    Insomma, per parlare francamente, è la differenza tra Calvino che<br />
    serve solamente a far fare i soli al suo editore, a essere letto a scuola<br />
    per imparare la &#8220;lingua pulita&#8221;, e a molti professori per fare carriera<br />
    tra di loro.<br />
    Tutto l&#8217;altro è Gadda.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: orsola puecher</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92037</link>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 09:09:07 +0000</pubDate>
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		<description>grazie a tutti

{da brava Florence li tenga calmi... metta qualche goccia di laudano nella tisana e porti le carte da ramino, che qui son capaci di copiaincollarmi tutta la Recherche o il Finnegans}</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a tutti</p>
<p>{da brava Florence li tenga calmi&#8230; metta qualche goccia di laudano nella tisana e porti le carte da ramino, che qui son capaci di copiaincollarmi tutta la Recherche o il Finnegans}</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Florence Nightingale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92036</link>
		<dc:creator>Florence Nightingale</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 08:55:40 +0000</pubDate>
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		<description>"Il mio treno era appena arrivato a Baden e io avevo appena disceso, con un po' di fatica, i gradini della carrozza, quando già il fascino di Baden mi si faceva sentire. Mentre, in piedi sull'umido marciapiede di cemento, cercavo con gli occhi il portiere dell'albergo, vidi scendere da mio stesso treno tre o quattro colleghi in sciatica, come appariva chiaro dalla trepida apprensione con cui stringevano le natiche, dal loro passo incerto e dalla mimica piuttosto smarrita e piagnucolosa che accompagnava i loro cauti movimenti. "

Su mettete  il plaid sulle ginocchia da bravi e sedetevi un po' qui sulla chaise longue al sole nella veranda, che fra un po' passo con la tisana diaforetica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il mio treno era appena arrivato a Baden e io avevo appena disceso, con un po&#8217; di fatica, i gradini della carrozza, quando già il fascino di Baden mi si faceva sentire. Mentre, in piedi sull&#8217;umido marciapiede di cemento, cercavo con gli occhi il portiere dell&#8217;albergo, vidi scendere da mio stesso treno tre o quattro colleghi in sciatica, come appariva chiaro dalla trepida apprensione con cui stringevano le natiche, dal loro passo incerto e dalla mimica piuttosto smarrita e piagnucolosa che accompagnava i loro cauti movimenti. &#8221;</p>
<p>Su mettete  il plaid sulle ginocchia da bravi e sedetevi un po&#8217; qui sulla chaise longue al sole nella veranda, che fra un po&#8217; passo con la tisana diaforetica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92035</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 08:33:31 +0000</pubDate>
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		<description>queste graduatorie sono ovviamente poco probabili e poco probabilmente intersoggettive; se dovessi dire io, non vedo questa lampante differenza tra "descritto" e "mostrato" e metto certamente Musil almeno sullo stesso livello di Gadda. E ci metterei vicino anche Mann.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>queste graduatorie sono ovviamente poco probabili e poco probabilmente intersoggettive; se dovessi dire io, non vedo questa lampante differenza tra &#8220;descritto&#8221; e &#8220;mostrato&#8221; e metto certamente Musil almeno sullo stesso livello di Gadda. E ci metterei vicino anche Mann.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: monom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92034</link>
		<dc:creator>monom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 08:28:55 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dimenticavo: non si dovrebbero fare affermazioni, in quel modo, come la tua. Si potrebbe dare l'impressione di far parte di quelli che leggono  i sondaggi dei giornali. 
Come quello che, qualche tempo tempo fa, a livello internazionale, ha scelto come più grande romanzo di tutti i tempi un remake dell'"Asino d'oro" di Apuleio: il "Don Chisciotte" di Cervanes. 
Dimenticando che il più grande "romanzo" di tutti i tempi, che sia stato scritto da un'*unica* persona [insomma che non sia un plagio e non sia la "Divina Commedia" che è un poema] è: il "Moby Dick o la Balena" di Herman Melville.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dimenticavo: non si dovrebbero fare affermazioni, in quel modo, come la tua. Si potrebbe dare l&#8217;impressione di far parte di quelli che leggono  i sondaggi dei giornali.<br />
Come quello che, qualche tempo tempo fa, a livello internazionale, ha scelto come più grande romanzo di tutti i tempi un remake dell&#8217;&#8221;Asino d&#8217;oro&#8221; di Apuleio: il &#8220;Don Chisciotte&#8221; di Cervanes.<br />
Dimenticando che il più grande &#8220;romanzo&#8221; di tutti i tempi, che sia stato scritto da un&#8217;*unica* persona [insomma che non sia un plagio e non sia la "Divina Commedia" che è un poema] è: il &#8220;Moby Dick o la Balena&#8221; di Herman Melville.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: monom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92033</link>
		<dc:creator>monom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 08:13:53 +0000</pubDate>
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		<description>@librother
Dovrei lasciare perdere, perché non è questo il luogo...
Ma semberebbe, così, che ti si dia ragione.
No! non è affatto *de gustibus* in *letteratura*, forse nella rete.

Posso *dimostrarti* che se il mitico teo-biologo Joyce, *nel Novecento* può stare, lui, vicino a Gadda, mentre il gospsicanalista Proust gli sta vicino solo perché, lui, è dell'Ottocento, Musil non può affatto stargli vicino, perché Musil il pensiero del Novecento lo ha solo *saputo*, e, per quanto ne può dire uno che l'ha letto solo in traduzione, lo ha solo *descritto*, mentre Gadda lo ha *mostrato*. 
E questa è la differenza tra *romanzo* e *letteratura assoluta]*.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@librother<br />
Dovrei lasciare perdere, perché non è questo il luogo&#8230;<br />
Ma semberebbe, così, che ti si dia ragione.<br />
No! non è affatto *de gustibus* in *letteratura*, forse nella rete.</p>
<p>Posso *dimostrarti* che se il mitico teo-biologo Joyce, *nel Novecento* può stare, lui, vicino a Gadda, mentre il gospsicanalista Proust gli sta vicino solo perché, lui, è dell&#8217;Ottocento, Musil non può affatto stargli vicino, perché Musil il pensiero del Novecento lo ha solo *saputo*, e, per quanto ne può dire uno che l&#8217;ha letto solo in traduzione, lo ha solo *descritto*, mentre Gadda lo ha *mostrato*.<br />
E questa è la differenza tra *romanzo* e *letteratura assoluta]*.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: litbrother</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92030</link>
		<dc:creator>litbrother</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 05:59:17 +0000</pubDate>
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		<description>se dovessi indicare un terzo penserei a Musil, non al Gadda del Pasticciaccio, 
ma de gustibus...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se dovessi indicare un terzo penserei a Musil, non al Gadda del Pasticciaccio,<br />
ma de gustibus&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: monom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92028</link>
		<dc:creator>monom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 05:10:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92028</guid>
		<description>Mi sembrava ridicolo specificare qual è l'autore è del brano:
con Joyce e Proust è il più grande scrittore del Novecento europeo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembrava ridicolo specificare qual è l&#8217;autore è del brano:<br />
con Joyce e Proust è il più grande scrittore del Novecento europeo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: monom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92027</link>
		<dc:creator>monom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 04:59:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92027</guid>
		<description>@Francesca pistoiese


Dira canam.

OVIDIO, Metamorfosi, Libro X.




Il corpo della povera signora giaceva in una posizione infame, supino, con la gonna di lana grigia e una sottogonna bianca buttate all’indietro, fin quasi al petto: come se alcuno avesse voluto scoprire il candore affascinante di quel dessous, o indagarne lo stato di nettezza. Aveva mutande bianche, di maglia a punto gentile, sottilissimo, che terminavano a metà coscia in una delicata orlatura. Tra l’orlatura e le calze, ch’erano in una lieve luce di seta, denudò sé stessa la bianchezza estrema della carne, d’un pallore da cloròsi: quelle due cosce un po’ aperte, che i due elastici – un tono di lillà – parevano distinguere in grado, avevano perduto il loro tepido senso… già si adeguavano al gelo… al gelo del marmo, e delle sue taciturne dimore. L’esatto officiare del punto a maglia, per lo sguardo di quei frequentatori di domestiche, modellò inutilmente le stanche proposte d’una voluttà il cui ardore, il cui fremito, pareva essersi appena esalato dalla dolce mollezza del monte, da quella riga… il segno del mistero… quella che Michelangelo, (don Ciccio ripensò a san Lorenzo) aveva creduto opportuno… di dover omettere… Pignolerie! Lassa perde!…

Le giarrettiere, ondulate appena agli orli, d’un’ondulazione chiara di lattuga: l’elastico di seta lilla, in quel tono che pareva dare un profumo, significava a momenti la frale gentilezza e della creatura e del ceto, l’eleganza spenta degli indumenti, degli atti, il secreto modo della sommissione… tramutata ora nella immobilità di un oggetto… o come d’uno sfigurato manichino… Tese, le calze, in una eleganza bionda quasi una nuova pelle, datale (sopra il tepore creato) dalla fiaba degli anni nuovi, delle magliatrici blasfeme: le calze incorticavano di quel velo di lor luce il modellato delle gambe, dei meravigliosi ginocchi: delle gambe un po’ divaricate, come ad un invito orribile. Oh, gli occhi!… dove, chi guardavano?… Il volto!… Oh, era sgraffiata… poverina!… Fin sotto un occhio, sur naso!… Oh, quel viso!… Com’era stanco, stanco, povera Liliana, quel capo, nel nimbo, che l’avvolgeva, dei capelli, fili tuttavia operosi della carità… Affilato nel pallore, il volto: sfinito, succhiato dal succhiare della Morte…Un profondo… un orribile taglio rosso le apriva la gola, ferocemente. Aveva preso metà il collo, dal davanti verso destra… cioè verso sinistra, pellei… destra per loro che gurdaveno: sfrangiato ai due margini come da un reiterarsi dei colpi, lama o punta… un orrore! da no se potello vede. Manifestava come delle filacce rosse… strani aspetti, all’interno… tra quella spumiccia mezzo nera der sangue, per qua e pe llà di già raggrumato, a momenti, ‘n pasticcio!… con quarche bollicine rimaste a mezzo… Curiose forme, agli agenti: parevano buchi, ai novizzi, come de maccheroncelli color rosso, o rosa… “La trachèa”, mormorò  Ingràvola chinandosi, “la carotide!… la giugulare… Dio!”

Er sangue aveva ‘mpiastricciato tutto er collo, il davanti d’a camicetta, na manica: la mano: una spaventevole colatura d’un rosso nero, da Faiti o da Cengio: (don Ciccio rammemorò subito, con un lontano pianto nell’anima, povera mammà!). S’era accagliato sul pavimento, sulla camicetta, tra i seni: n’era tinto anche l’orlo della gonna, il lembo rovescio de quella gonna de lana buttata su, e l’altra spalla: pareva si dovesse raggrinzare da un momento all’altro: doveva de certo resultarne un coagulo… tutto appiccicoso… Come quelli tondi molli molli delli pollaroli, o de certe vetrine de salumaio.

Il naso e la faccia, così abbandonata, e un po’ rigirata da na parte, come de chi nun po’ più combatte… la faccia!… rassegnata alla volontà della Morte… apparivano offesi da sgraffiature… unghiate… come ciavesse preso gusto… quer boja… a volella spregiare a quer modo… Assassino!

Gli occhi s’ereno affisati orrendamente: a gguardà che, poi?… guardaveno, guardaveno, in direzzione nun se capiva de che cosa, verso ‘a credenza grande, in cima in cima… o ar soffitto… Le mutandine non ereno insaguinate: lasciaveno scoperti li du’ tratti delle cosce, come du’ anelli de pelle: fino alle calze, d’un biondo lucido. La solcatura del sesso… pareva d’esse a Ostia d’istate, o ar Forte de marmo de Viareggio, quanno so sdraiate sulla rena a còcese, che te fanno vede tutto quello che vojjono. Co’ quelle majje tirate tirate d’oggigiorno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesca pistoiese</p>
<p>Dira canam.</p>
<p>OVIDIO, Metamorfosi, Libro X.</p>
<p>Il corpo della povera signora giaceva in una posizione infame, supino, con la gonna di lana grigia e una sottogonna bianca buttate all’indietro, fin quasi al petto: come se alcuno avesse voluto scoprire il candore affascinante di quel dessous, o indagarne lo stato di nettezza. Aveva mutande bianche, di maglia a punto gentile, sottilissimo, che terminavano a metà coscia in una delicata orlatura. Tra l’orlatura e le calze, ch’erano in una lieve luce di seta, denudò sé stessa la bianchezza estrema della carne, d’un pallore da cloròsi: quelle due cosce un po’ aperte, che i due elastici – un tono di lillà – parevano distinguere in grado, avevano perduto il loro tepido senso… già si adeguavano al gelo… al gelo del marmo, e delle sue taciturne dimore. L’esatto officiare del punto a maglia, per lo sguardo di quei frequentatori di domestiche, modellò inutilmente le stanche proposte d’una voluttà il cui ardore, il cui fremito, pareva essersi appena esalato dalla dolce mollezza del monte, da quella riga… il segno del mistero… quella che Michelangelo, (don Ciccio ripensò a san Lorenzo) aveva creduto opportuno… di dover omettere… Pignolerie! Lassa perde!…</p>
<p>Le giarrettiere, ondulate appena agli orli, d’un’ondulazione chiara di lattuga: l’elastico di seta lilla, in quel tono che pareva dare un profumo, significava a momenti la frale gentilezza e della creatura e del ceto, l’eleganza spenta degli indumenti, degli atti, il secreto modo della sommissione… tramutata ora nella immobilità di un oggetto… o come d’uno sfigurato manichino… Tese, le calze, in una eleganza bionda quasi una nuova pelle, datale (sopra il tepore creato) dalla fiaba degli anni nuovi, delle magliatrici blasfeme: le calze incorticavano di quel velo di lor luce il modellato delle gambe, dei meravigliosi ginocchi: delle gambe un po’ divaricate, come ad un invito orribile. Oh, gli occhi!… dove, chi guardavano?… Il volto!… Oh, era sgraffiata… poverina!… Fin sotto un occhio, sur naso!… Oh, quel viso!… Com’era stanco, stanco, povera Liliana, quel capo, nel nimbo, che l’avvolgeva, dei capelli, fili tuttavia operosi della carità… Affilato nel pallore, il volto: sfinito, succhiato dal succhiare della Morte…Un profondo… un orribile taglio rosso le apriva la gola, ferocemente. Aveva preso metà il collo, dal davanti verso destra… cioè verso sinistra, pellei… destra per loro che gurdaveno: sfrangiato ai due margini come da un reiterarsi dei colpi, lama o punta… un orrore! da no se potello vede. Manifestava come delle filacce rosse… strani aspetti, all’interno… tra quella spumiccia mezzo nera der sangue, per qua e pe llà di già raggrumato, a momenti, ‘n pasticcio!… con quarche bollicine rimaste a mezzo… Curiose forme, agli agenti: parevano buchi, ai novizzi, come de maccheroncelli color rosso, o rosa… “La trachèa”, mormorò  Ingràvola chinandosi, “la carotide!… la giugulare… Dio!”</p>
<p>Er sangue aveva ‘mpiastricciato tutto er collo, il davanti d’a camicetta, na manica: la mano: una spaventevole colatura d’un rosso nero, da Faiti o da Cengio: (don Ciccio rammemorò subito, con un lontano pianto nell’anima, povera mammà!). S’era accagliato sul pavimento, sulla camicetta, tra i seni: n’era tinto anche l’orlo della gonna, il lembo rovescio de quella gonna de lana buttata su, e l’altra spalla: pareva si dovesse raggrinzare da un momento all’altro: doveva de certo resultarne un coagulo… tutto appiccicoso… Come quelli tondi molli molli delli pollaroli, o de certe vetrine de salumaio.</p>
<p>Il naso e la faccia, così abbandonata, e un po’ rigirata da na parte, come de chi nun po’ più combatte… la faccia!… rassegnata alla volontà della Morte… apparivano offesi da sgraffiature… unghiate… come ciavesse preso gusto… quer boja… a volella spregiare a quer modo… Assassino!</p>
<p>Gli occhi s’ereno affisati orrendamente: a gguardà che, poi?… guardaveno, guardaveno, in direzzione nun se capiva de che cosa, verso ‘a credenza grande, in cima in cima… o ar soffitto… Le mutandine non ereno insaguinate: lasciaveno scoperti li du’ tratti delle cosce, come du’ anelli de pelle: fino alle calze, d’un biondo lucido. La solcatura del sesso… pareva d’esse a Ostia d’istate, o ar Forte de marmo de Viareggio, quanno so sdraiate sulla rena a còcese, che te fanno vede tutto quello che vojjono. Co’ quelle majje tirate tirate d’oggigiorno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: litbrother</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92025</link>
		<dc:creator>litbrother</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 22:36:14 +0000</pubDate>
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		<description>grazie, Orsola.
siamo noi gli appenditori e gli appesi, siamo noi la spilla da balia e il sedere scoperto, siamo noi questo povero uomo che parte in una fredda mattina d'inverno, bella ciao, siamo noi, questo piatto di grano.
http://www.youtube.com/watch?v=K-VpPGI2S50&#38;feature=related</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, Orsola.<br />
siamo noi gli appenditori e gli appesi, siamo noi la spilla da balia e il sedere scoperto, siamo noi questo povero uomo che parte in una fredda mattina d&#8217;inverno, bella ciao, siamo noi, questo piatto di grano.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=K-VpPGI2S50&amp;feature=related" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.youtube.com');" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=K-VpPGI2S50&amp;feature=related</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca matteoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92023</link>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 20:13:12 +0000</pubDate>
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		<description>L'orrore e la rabbia arrivano e colpiscono da tutte le parti coinvolte - e ugualmente la pietà, anche solo in un gesto, come quello di fissare una gonna con una spilla a balia, la si può provare per chiunque, anche per un nemico, quando è spogliato di tutto.

Quello che non si può dimenticare è la spinta dietro le azioni: l'oppressione da una parte, il diritto alla libertà dall'altra. E' questo che dovrebbe restare vivo nella lezione della Storia - mentre troppo spesso rimangono pagine di nostalgia o, sempre di più per molti giovani, di noia. Occorre insegnare nuovamente a riappropriarsi della parola 'libertà', una parola oscenamente messa al potere oggi nel nostro paese. E nonostante i cancellatori che verranno, ricordare che di totalitarsimi ce ne sono stati vari, ma in Italia ne abbiamo sperimentato solo uno (la mia generazione solo nel racconto dei nonni, per fortuna)- e si chiamava fascismo.
Grazie a Orsola anche da parte mia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;orrore e la rabbia arrivano e colpiscono da tutte le parti coinvolte - e ugualmente la pietà, anche solo in un gesto, come quello di fissare una gonna con una spilla a balia, la si può provare per chiunque, anche per un nemico, quando è spogliato di tutto.</p>
<p>Quello che non si può dimenticare è la spinta dietro le azioni: l&#8217;oppressione da una parte, il diritto alla libertà dall&#8217;altra. E&#8217; questo che dovrebbe restare vivo nella lezione della Storia - mentre troppo spesso rimangono pagine di nostalgia o, sempre di più per molti giovani, di noia. Occorre insegnare nuovamente a riappropriarsi della parola &#8216;libertà&#8217;, una parola oscenamente messa al potere oggi nel nostro paese. E nonostante i cancellatori che verranno, ricordare che di totalitarsimi ce ne sono stati vari, ma in Italia ne abbiamo sperimentato solo uno (la mia generazione solo nel racconto dei nonni, per fortuna)- e si chiamava fascismo.<br />
Grazie a Orsola anche da parte mia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92016</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 17:05:34 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a te Orsola.
Buon 25 aprile</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te Orsola.<br />
Buon 25 aprile</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristò</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92008</link>
		<dc:creator>Cristò</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 15:21:40 +0000</pubDate>
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		<description>Qualcuno cancellerà il 25 aprile... non ne dubito. Hanno già cancellato la voglia di riscatto, la capacità di critica... cancellano ogni giorno un pezzo di memoria. Ci dicono che non ci sono più fascisti, niente più partigiani... tutto va bene... abbiamo "il popolo della libertà" al potere! E pensare che qualcuno al potere voleva l'immaginazione... forse sarebbe stato meglio... perché se questa è libertà... allora tutte quelle sbarre davanti ai nostri occhi cosa sono?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno cancellerà il 25 aprile&#8230; non ne dubito. Hanno già cancellato la voglia di riscatto, la capacità di critica&#8230; cancellano ogni giorno un pezzo di memoria. Ci dicono che non ci sono più fascisti, niente più partigiani&#8230; tutto va bene&#8230; abbiamo &#8220;il popolo della libertà&#8221; al potere! E pensare che qualcuno al potere voleva l&#8217;immaginazione&#8230; forse sarebbe stato meglio&#8230; perché se questa è libertà&#8230; allora tutte quelle sbarre davanti ai nostri occhi cosa sono?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Luisa Venuta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92006</link>
		<dc:creator>Maria Luisa Venuta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 14:34:13 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie. Hai ragione occorrono parole, ma di spessore e cariche di memoria non propagandistica o nostalgica. Parole e immagini come queste. Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie. Hai ragione occorrono parole, ma di spessore e cariche di memoria non propagandistica o nostalgica. Parole e immagini come queste. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-92003</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 13:30:40 +0000</pubDate>
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		<description>E' un testo che marca.

Grazie Orsola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un testo che marca.</p>
<p>Grazie Orsola.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ***********</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-91993</link>
		<dc:creator>***********</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 11:49:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-91993</guid>
		<description>Di tanto in tanto mi alzo e spio la finestra la strada. C'è del movimento. Fascisti che fuggono o fascisti che si preparano a difendersi!? Verso il mattino mi addormento. Mi sveglia il trillo del telefono, all'alba. E' Vergani.
Pronuncia le parole che aspetto ormai da tanto tempo. Il momento è giunto. Tutte le pene, i lutti, le persecuzioni stanni per finire. Mi pare impossibile. Non avrei mai immaginato di ascoltare la telefono quelle parole di Vergani:
"La città insorge, agisci con la tua brigata secondo il piano stabilito." Forse mi ero sempre figurato che le parole fossero guidate da un altoparlante alle folle sulle piazze.
Scendo in strada. E' il 25 aprile. C'è gente. Ci sono operai armati, squadre di giovani che corrono verso le caserme abbandonate nella notte dai fascisti. Vogliono anch'essi, questi ragazzi, impugnare un'arma, il nemico non è dovunque battuto: asserragliato nei fortlizi e nei punti strategici, tenta la fuga su mezzi corazzati."

GIOVANNI PESCE, Senza tregua. La guerra dei GAP. Feltrinelli, 1967.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di tanto in tanto mi alzo e spio la finestra la strada. C&#8217;è del movimento. Fascisti che fuggono o fascisti che si preparano a difendersi!? Verso il mattino mi addormento. Mi sveglia il trillo del telefono, all&#8217;alba. E&#8217; Vergani.<br />
Pronuncia le parole che aspetto ormai da tanto tempo. Il momento è giunto. Tutte le pene, i lutti, le persecuzioni stanni per finire. Mi pare impossibile. Non avrei mai immaginato di ascoltare la telefono quelle parole di Vergani:<br />
&#8220;La città insorge, agisci con la tua brigata secondo il piano stabilito.&#8221; Forse mi ero sempre figurato che le parole fossero guidate da un altoparlante alle folle sulle piazze.<br />
Scendo in strada. E&#8217; il 25 aprile. C&#8217;è gente. Ci sono operai armati, squadre di giovani che corrono verso le caserme abbandonate nella notte dai fascisti. Vogliono anch&#8217;essi, questi ragazzi, impugnare un&#8217;arma, il nemico non è dovunque battuto: asserragliato nei fortlizi e nei punti strategici, tenta la fuga su mezzi corazzati.&#8221;</p>
<p>GIOVANNI PESCE, Senza tregua. La guerra dei GAP. Feltrinelli, 1967.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/25/delle-cose-perdute/#comment-91992</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 11:32:03 +0000</pubDate>
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		<description>G R A Z I E,   O R S O L A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>G R A Z I E,   O R S O L A.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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