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	<title>Commenti a: Inchino a Marianne Fritz</title>
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/03/inchino-a-marianne-fritz/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 17 May 2008 05:01:19 +0000</pubDate>
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		<title>Di: lezama</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/03/inchino-a-marianne-fritz/#comment-92507</link>
		<dc:creator>lezama</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 16:01:36 +0000</pubDate>
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		<description>è vero, ho scritto che solo la difficoltà è stimolante!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è vero, ho scritto che solo la difficoltà è stimolante!</p>
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		<title>Di: Cappuccetto rosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/03/inchino-a-marianne-fritz/#comment-92486</link>
		<dc:creator>Cappuccetto rosso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 18:43:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/03/inchino-a-marianne-fritz/#comment-92486</guid>
		<description>sembra molto interessante la presentazione di questa figura femminile che non conoscevo e che parla una lingua che richiama i grandi poemi, la profondità degli archetipi...
è curioso come quasi tutti abbiamo una figura che ammiriamo, che ci guida, che in certo modo ci influenza, ma con questa figura si avrà sempre un certo distacco dovuto forse alla stima, o al pudore...
o magari, semplicemente, non esiste più.
il fatto di parlare, nella narrazione di un libro,  a un collettivo, io non lo trovo particolarmente presuntuoso se questo narrare viene fatto con una certa umiltà, con tono sapienzale ma non categorico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sembra molto interessante la presentazione di questa figura femminile che non conoscevo e che parla una lingua che richiama i grandi poemi, la profondità degli archetipi&#8230;<br />
è curioso come quasi tutti abbiamo una figura che ammiriamo, che ci guida, che in certo modo ci influenza, ma con questa figura si avrà sempre un certo distacco dovuto forse alla stima, o al pudore&#8230;<br />
o magari, semplicemente, non esiste più.<br />
il fatto di parlare, nella narrazione di un libro,  a un collettivo, io non lo trovo particolarmente presuntuoso se questo narrare viene fatto con una certa umiltà, con tono sapienzale ma non categorico.</p>
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