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	<title>Commenti a: Per una critica telescopica: genere lirico e sfondi antropologici 2</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 17:00:00 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Per una critica telescopica: genere lirico e sfondi antropologici 1</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/12/per-una-critica-telescopica-genere-lirico-e-sfondi-antropologici-2/#comment-93029</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; Per una critica telescopica: genere lirico e sfondi antropologici 1</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 10:45:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] (La seconda parte del saggio è pubblicata qui.) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] (La seconda parte del saggio è pubblicata qui.) [...]</p>
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		<title>Di: elio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/12/per-una-critica-telescopica-genere-lirico-e-sfondi-antropologici-2/#comment-92852</link>
		<dc:creator>elio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 17:40:08 +0000</pubDate>
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		<description>Sforzo notevole. Non mi convince però la storia della tautologia: non mi risulta essere una proposizione "priva di senso", quanto piuttosto un proposizione dotata di un senso "assoluto", ovvero indipendente da una realtà "altra" modellata (e quindi approssimata) vedi p.es. le tautologie della matematica che noi scopriamo solo con enorme fatica, e non consideriamo certo insensate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sforzo notevole. Non mi convince però la storia della tautologia: non mi risulta essere una proposizione &#8220;priva di senso&#8221;, quanto piuttosto un proposizione dotata di un senso &#8220;assoluto&#8221;, ovvero indipendente da una realtà &#8220;altra&#8221; modellata (e quindi approssimata) vedi p.es. le tautologie della matematica che noi scopriamo solo con enorme fatica, e non consideriamo certo insensate.</p>
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		<title>Di: vito</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/12/per-una-critica-telescopica-genere-lirico-e-sfondi-antropologici-2/#comment-92807</link>
		<dc:creator>vito</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2008 21:27:20 +0000</pubDate>
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		<description>Il post è molto bello e va tenuto in evidenza... detto questo faccio un paio di riflessioni. Prima: narcisismo e narcosi... e cioè credo niente come il narcisismo sia una sorta di fuga dal reale... e tuttavia per i poeti si gioca spesso col paradosso di un narcisismo condiviso col lettore, e cioè che la letteratura non possa che essere un fatto relazionare fra due soggetti che sostituiscono col proprio volto quello dell'altro. Seconda: realtà e rappresentazione... e cioè spesso mi sembra che si cada nell'equivoco che la realtà possa essere intesa come la sua rappresentazione... e tuttavia sarei disposto ad accettare l'idea che la poesia è una realtà linguistica anche per il fatto che può rappresentare un'altra realtà... quella sociale, ad esempio, quella esistenziale... non saprei. Le cose si complicano ulteriormente se penso a cosa spesso identifico la poesia (posso anche sbagliarmi... ovviamente), e cioè che la poesia sia un'esperienza estetica in cui riconoscimento delle immagini e ansie ulteriori finiscono col coincidere. Allora forse la poesia è l'oggetto con cui posso parlare sapendo che non ci sono risposte... nevrosi e poesia... ma qui si apre un altro capitolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il post è molto bello e va tenuto in evidenza&#8230; detto questo faccio un paio di riflessioni. Prima: narcisismo e narcosi&#8230; e cioè credo niente come il narcisismo sia una sorta di fuga dal reale&#8230; e tuttavia per i poeti si gioca spesso col paradosso di un narcisismo condiviso col lettore, e cioè che la letteratura non possa che essere un fatto relazionare fra due soggetti che sostituiscono col proprio volto quello dell&#8217;altro. Seconda: realtà e rappresentazione&#8230; e cioè spesso mi sembra che si cada nell&#8217;equivoco che la realtà possa essere intesa come la sua rappresentazione&#8230; e tuttavia sarei disposto ad accettare l&#8217;idea che la poesia è una realtà linguistica anche per il fatto che può rappresentare un&#8217;altra realtà&#8230; quella sociale, ad esempio, quella esistenziale&#8230; non saprei. Le cose si complicano ulteriormente se penso a cosa spesso identifico la poesia (posso anche sbagliarmi&#8230; ovviamente), e cioè che la poesia sia un&#8217;esperienza estetica in cui riconoscimento delle immagini e ansie ulteriori finiscono col coincidere. Allora forse la poesia è l&#8217;oggetto con cui posso parlare sapendo che non ci sono risposte&#8230; nevrosi e poesia&#8230; ma qui si apre un altro capitolo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Segnalo: &#8216;Per una critica telescopica: genere lirico e sfondi antropologici&#8217; &#171; RETROGUARDIA 2.0- Il testo letterario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/12/per-una-critica-telescopica-genere-lirico-e-sfondi-antropologici-2/#comment-92726</link>
		<dc:creator>Segnalo: &#8216;Per una critica telescopica: genere lirico e sfondi antropologici&#8217; &#171; RETROGUARDIA 2.0- Il testo letterario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 07:13:56 +0000</pubDate>
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		<description>[...] continua a leggere su Nazione indiana     &#171; Vecchio Angelo Mezzanotte di Jack Kerouac (prosa&#160;spontanea) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] continua a leggere su Nazione indiana     &laquo; Vecchio Angelo Mezzanotte di Jack Kerouac (prosa&nbsp;spontanea) [...]</p>
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		<title>Di: Giampaolo Vincenzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/12/per-una-critica-telescopica-genere-lirico-e-sfondi-antropologici-2/#comment-92720</link>
		<dc:creator>Giampaolo Vincenzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 11:46:17 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Andrea,
grazie mille dello scritto. Sono impantanato da sei mesi in un articolo ed il tuo pezzo mi ridà stimoli e spinta a finirlo. In accordo totale con quasi tutto (se vuoi molto interessante è anche l'Agamben di La comunità che viene). Sono troppo invadente se ti chiedo di scriverci? Mi interesserebbero dei chiarimenti su alcuni argomenti di stampo territorial-generazionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Andrea,<br />
grazie mille dello scritto. Sono impantanato da sei mesi in un articolo ed il tuo pezzo mi ridà stimoli e spinta a finirlo. In accordo totale con quasi tutto (se vuoi molto interessante è anche l&#8217;Agamben di La comunità che viene). Sono troppo invadente se ti chiedo di scriverci? Mi interesserebbero dei chiarimenti su alcuni argomenti di stampo territorial-generazionale.</p>
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		<title>Di: jacopo galimberti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/12/per-una-critica-telescopica-genere-lirico-e-sfondi-antropologici-2/#comment-92719</link>
		<dc:creator>jacopo galimberti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 11:14:09 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo doppio pezzo. Forse sarebbe stato opportuno accorciarlo per renderlo più adatto al blog, ma capisco che non sarebbe stato facile vista la densità. Detto questo il pezzo (compreso delle analisi che verranno pero') non è meno importante della analisi di Benjamin su Baudelaire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo doppio pezzo. Forse sarebbe stato opportuno accorciarlo per renderlo più adatto al blog, ma capisco che non sarebbe stato facile vista la densità. Detto questo il pezzo (compreso delle analisi che verranno pero&#8217;) non è meno importante della analisi di Benjamin su Baudelaire.</p>
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