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	<title>Commenti a: Guantanamo, ovunque</title>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93199</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2008 09:20:08 +0000</pubDate>
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		<description>Viva il Sultano dell&#039;Oman.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Viva il Sultano dell&#8217;Oman.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93134</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 21:24:59 +0000</pubDate>
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		<description>Sei accecato dall&#039;ideologia. Tagli con l&#039;accetta questioni complesse, sì, e il tuo discorso è fitto di contraddizioni e aporie. Che non ho più la forza e la voglia di sciogliere, però. La cosa che mi sconvolge in ogni caso è che tu vai fiero di questa semplificazione che produce menzogna - ed è questo un esimio segno di questi tempi di fascismo viscerale. Perchè pensare la complessità è complicato, e si preferisce tagliare con l&#039;accetta. Hélas.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei accecato dall&#8217;ideologia. Tagli con l&#8217;accetta questioni complesse, sì, e il tuo discorso è fitto di contraddizioni e aporie. Che non ho più la forza e la voglia di sciogliere, però. La cosa che mi sconvolge in ogni caso è che tu vai fiero di questa semplificazione che produce menzogna &#8211; ed è questo un esimio segno di questi tempi di fascismo viscerale. Perchè pensare la complessità è complicato, e si preferisce tagliare con l&#8217;accetta. Hélas.</p>
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		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93133</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 21:12:31 +0000</pubDate>
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		<description>Marco, c&#039;è un solo passaggio che può risolvere questa situazione: fare in modo che cresca il livello di benessere nei Paesi dai quali questa gente arriva. Il resto è un pannicello caldo. Mi spiace tagliare con l&#039;accetta un tema apparentemente così complesso, ma la complessità è sempre meno complessa di ciò che appare.
Tutte le altre iniziative sono e rimarranno, comprese quelle che riporto io, dei pannicelli caldi sulla fronte di un morto: morto è e morto rimane.

Che questa illegalità sia funzionale al sistema, scusami, ma non mi convince: un sistema non sicuro e illegale è un vantaggio per pochi e un problema per tanti e i tanti, prima o poi, si stancano. E&#039; il motivo della batosta elettorale della sinistra italiana che ancora non ha capito e continua ad arrotarsi, anche in buona fede, attorno a slogan vecchi e consunti.

Il diritto poi, per dirla tutta, è SEMPRE finzionale: non è altro che una convenzione necessaria per stabilire livelli di convivenza accettabili e non è mai uguale per tutti. Da sempre cambia in funzione delle esigenze di chi ha voce in capitolo per farsi sentire; dovrei scandalizzarmi perché non tutela i Tareq? Scusami, ma ho seppellito questi tempi da anni e (faccio un&#039;affermazione &#039;fascista&#039;), se devo scegliere fra tutelare la mia famiglia e i Tareq, scelgo la mia famiglia.
Forse, in un futuro lontano, sarà possibile tutelare tutti; ora, semplicemente, non esistono i presupposti.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, c&#8217;è un solo passaggio che può risolvere questa situazione: fare in modo che cresca il livello di benessere nei Paesi dai quali questa gente arriva. Il resto è un pannicello caldo. Mi spiace tagliare con l&#8217;accetta un tema apparentemente così complesso, ma la complessità è sempre meno complessa di ciò che appare.<br />
Tutte le altre iniziative sono e rimarranno, comprese quelle che riporto io, dei pannicelli caldi sulla fronte di un morto: morto è e morto rimane.</p>
<p>Che questa illegalità sia funzionale al sistema, scusami, ma non mi convince: un sistema non sicuro e illegale è un vantaggio per pochi e un problema per tanti e i tanti, prima o poi, si stancano. E&#8217; il motivo della batosta elettorale della sinistra italiana che ancora non ha capito e continua ad arrotarsi, anche in buona fede, attorno a slogan vecchi e consunti.</p>
<p>Il diritto poi, per dirla tutta, è SEMPRE finzionale: non è altro che una convenzione necessaria per stabilire livelli di convivenza accettabili e non è mai uguale per tutti. Da sempre cambia in funzione delle esigenze di chi ha voce in capitolo per farsi sentire; dovrei scandalizzarmi perché non tutela i Tareq? Scusami, ma ho seppellito questi tempi da anni e (faccio un&#8217;affermazione &#8216;fascista&#8217;), se devo scegliere fra tutelare la mia famiglia e i Tareq, scelgo la mia famiglia.<br />
Forse, in un futuro lontano, sarà possibile tutelare tutti; ora, semplicemente, non esistono i presupposti.</p>
<p>Blackjack.</p>
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	<item>
		<title>Di: Marlowe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93131</link>
		<dc:creator>Marlowe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 18:59:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93131</guid>
		<description>Caro Blackjack, probabilmente non mi sono spiegato.
Ciò che intendevo è, molto semplicemente, che in questa clandestinità del diritto Tareq e il padrone sono sullo stesso piano, ciascuno dei due si dirige liberamente al proprio interesse, e questa libertà non ha alcun valore per la legge di per se. Almeno, non prima che la legge assuma su di se questa libertà. Nessuno punta sul buonismo, qui, nè sulla purezza di spirito di Tareq. Non è un problema che ci interessa se l&#039;imprenditore sia uno stronzo e Tareq un ingenuo o un santo. Sei tu, invece, che isoli dal problema (che è un problema politico e legislativo) le figure di Tareq e del padrone e ti chiedi se siano buone o cattive.
Il secondo punto è che il diritto non sempre dice la verità di se stesso. Il lavoro nero è illegale e perseguibile, ma se esso continua a prosperare nell&#039;illegalità questo non è semplicemente un problema di cattiva amministrazione. E&#039; una lacuna del diritto stesso, che si pone per essere violato. La Bossi Fini ne è un esempio lampante, è essa stessa a produrre clandestinità, non il clandestino. Dietro a questa legge sta un preciso modo di intendere l&#039;immigrazione e di gestirla. E&#039; legge, sì, e tuttavia ci mette essa stessa nella condizione di infrangerla: evidentemente (anche) perchè lo sfruttamento del lavoro nero fa comodo a tutti, e perchè il clandestino non ha un diritto che ne tuteli le esigenze. Insomma, la legge non consta solo della sua formulazione, ma anche del contesto che la genera. Essa dice molto di più del suo semplice essere legge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Blackjack, probabilmente non mi sono spiegato.<br />
Ciò che intendevo è, molto semplicemente, che in questa clandestinità del diritto Tareq e il padrone sono sullo stesso piano, ciascuno dei due si dirige liberamente al proprio interesse, e questa libertà non ha alcun valore per la legge di per se. Almeno, non prima che la legge assuma su di se questa libertà. Nessuno punta sul buonismo, qui, nè sulla purezza di spirito di Tareq. Non è un problema che ci interessa se l&#8217;imprenditore sia uno stronzo e Tareq un ingenuo o un santo. Sei tu, invece, che isoli dal problema (che è un problema politico e legislativo) le figure di Tareq e del padrone e ti chiedi se siano buone o cattive.<br />
Il secondo punto è che il diritto non sempre dice la verità di se stesso. Il lavoro nero è illegale e perseguibile, ma se esso continua a prosperare nell&#8217;illegalità questo non è semplicemente un problema di cattiva amministrazione. E&#8217; una lacuna del diritto stesso, che si pone per essere violato. La Bossi Fini ne è un esempio lampante, è essa stessa a produrre clandestinità, non il clandestino. Dietro a questa legge sta un preciso modo di intendere l&#8217;immigrazione e di gestirla. E&#8217; legge, sì, e tuttavia ci mette essa stessa nella condizione di infrangerla: evidentemente (anche) perchè lo sfruttamento del lavoro nero fa comodo a tutti, e perchè il clandestino non ha un diritto che ne tuteli le esigenze. Insomma, la legge non consta solo della sua formulazione, ma anche del contesto che la genera. Essa dice molto di più del suo semplice essere legge.</p>
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	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93130</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 18:54:05 +0000</pubDate>
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		<description>@blackjack
Non trovo nei tuoi punti un solo discorso che affronti il cuore della questione. Il lavoro nero è un reato, certo. Non perseguito. Chiediti perché. Dici, &quot;Francamente non capisco come sia possibile che..&quot;. Ecco, ti suggerirei di cercare di comprendere questa mancata comprensione. Quanto tutta questa illegalità sia assolutamente funzionale al sistema nel suo complesso. Quanto il diritto sia finzionale, in fine. Quanto quel che sta avvenendo con la nuova legge sia, né più né meno, la formalizzazione dello stato di servitù dei migranti. 

@ Gianni
Troppo buono, Gianni, quello che ciascuno di noi fa lo fa in base al caso, alla fine. Al caso che ti ha disposto al mondo in un certo modo, magari, ma sempre al caso. E poi (anche per rassicurare Jam) ho le mie buone dosi di letame...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@blackjack<br />
Non trovo nei tuoi punti un solo discorso che affronti il cuore della questione. Il lavoro nero è un reato, certo. Non perseguito. Chiediti perché. Dici, &#8220;Francamente non capisco come sia possibile che..&#8221;. Ecco, ti suggerirei di cercare di comprendere questa mancata comprensione. Quanto tutta questa illegalità sia assolutamente funzionale al sistema nel suo complesso. Quanto il diritto sia finzionale, in fine. Quanto quel che sta avvenendo con la nuova legge sia, né più né meno, la formalizzazione dello stato di servitù dei migranti. </p>
<p>@ Gianni<br />
Troppo buono, Gianni, quello che ciascuno di noi fa lo fa in base al caso, alla fine. Al caso che ti ha disposto al mondo in un certo modo, magari, ma sempre al caso. E poi (anche per rassicurare Jam) ho le mie buone dosi di letame&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93122</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:47:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93122</guid>
		<description>@Marlowe, rileggo la tua frase di chiusura &quot;Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l’illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l’ha sfruttato.&quot; e mi pare di un&#039;ipocrisia allucinante.
In pratica stai dicendo che non è possibile, anche a fronte di normative esistenti, punire chi sfrutta e schiavizza le persone; come se il &#039;padrone&#039; fosse un&#039;entità astratta che non esiste. Francamente non capisco come sia possibile, a fronte di un documento che garantisce un ingresso a fronte di un contratto e presentato all&#039;Ambasciata come documento ufficiale, non riuscire a controllare che il contratto sia registrato a fronte dell&#039;ingresso e che le condizioni contrattuali siano rispettate.

Se invece di stare a farci queste ricche pippe legalistiche alla ricerca della verità perduta, si facessero i controlli che devono essere fatti per legge, gli sfruttatori ci penserebbero un po&#039; di più; ovvio che, fino a quando il rischio che corrono sfruttando le persone è inesistente, molti si sentono autorizzati a correrlo.

Tra l&#039;altro la &#039;cosa&#039; ridicola del racconto di Marco (che ha tutta la mia solidarietà per le battaglie che porta avanti!) è che lo sfruttatore è una Cooperativa. Ridiamo insieme in compagnia subito o fra un attimo?

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marlowe, rileggo la tua frase di chiusura &#8220;Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l’illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l’ha sfruttato.&#8221; e mi pare di un&#8217;ipocrisia allucinante.<br />
In pratica stai dicendo che non è possibile, anche a fronte di normative esistenti, punire chi sfrutta e schiavizza le persone; come se il &#8216;padrone&#8217; fosse un&#8217;entità astratta che non esiste. Francamente non capisco come sia possibile, a fronte di un documento che garantisce un ingresso a fronte di un contratto e presentato all&#8217;Ambasciata come documento ufficiale, non riuscire a controllare che il contratto sia registrato a fronte dell&#8217;ingresso e che le condizioni contrattuali siano rispettate.</p>
<p>Se invece di stare a farci queste ricche pippe legalistiche alla ricerca della verità perduta, si facessero i controlli che devono essere fatti per legge, gli sfruttatori ci penserebbero un po&#8217; di più; ovvio che, fino a quando il rischio che corrono sfruttando le persone è inesistente, molti si sentono autorizzati a correrlo.</p>
<p>Tra l&#8217;altro la &#8216;cosa&#8217; ridicola del racconto di Marco (che ha tutta la mia solidarietà per le battaglie che porta avanti!) è che lo sfruttatore è una Cooperativa. Ridiamo insieme in compagnia subito o fra un attimo?</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93120</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:33:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93120</guid>
		<description>@Marlowe; evidentemente partiamo da punti di vista diversi. Provo a metterli in fila:
1) l&#039;Africa, continente disgraziato eppure bellissimo e che conosco &#039;discretamente&#039;, dovrebbe essere, a fronte di tutte le risorse naturali e non che possiede, in grado di mantenere, non solo i pochi che ci vivono, ma quasi tutta la popolazione mondiale
2) mi sono rotto le tasche di sentirmi addossare, semplicemente perché sono occidentale (e più fortunato), i problemi di tutto il mondo: non è sempre così
3) i Tareq, che conoscono benissimo la nostra legislazione, sul nostro buonismo ci viaggiano e ci marciano; in condizione di inferiorità, per il momento, ma lo fanno e quindi non mi venga a giocare il ruolo del puro di spirito, che a questo mondo, di puri di spirito, sono decenni che non ne incontro nemmeno uno e vorrei proprio vedere il nostro Tareq in condizioni rovesciate come agirebbe
4) il cerchio lo spezzi applicando le normative che esistono e DA SEMPRE il lavoro nero in Italia e non solo, è un reato
5) stiamo sempre a farci quintalate di seghe mentali e a cercare la &#039;regola perfetta&#039;, che non esiste e non esisterà mai
6) sì, è vero: il problema sta a monte, ma il diritto che vediamo è diverso e quello che vedo io è il diritto dei Tareq di riuscire ad avere una vita normale a casa loro e questo è l&#039;unico punto che può risolvere questa &#039;guerra silenziosa&#039; (che di quello si tratta anche se nessuno vuole mai usare per pudore questa parola) che è l&#039;emigrazione forzata.

@Jam, senza l&#039;oro non comperi nemmeno il letame e, con il letame che produci autonomamente non fai crescere nemmeno una margheritina perché, se non fermenta e non si trasforma, nemmeno sul letame crescono i fiori.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marlowe; evidentemente partiamo da punti di vista diversi. Provo a metterli in fila:<br />
1) l&#8217;Africa, continente disgraziato eppure bellissimo e che conosco &#8216;discretamente&#8217;, dovrebbe essere, a fronte di tutte le risorse naturali e non che possiede, in grado di mantenere, non solo i pochi che ci vivono, ma quasi tutta la popolazione mondiale<br />
2) mi sono rotto le tasche di sentirmi addossare, semplicemente perché sono occidentale (e più fortunato), i problemi di tutto il mondo: non è sempre così<br />
3) i Tareq, che conoscono benissimo la nostra legislazione, sul nostro buonismo ci viaggiano e ci marciano; in condizione di inferiorità, per il momento, ma lo fanno e quindi non mi venga a giocare il ruolo del puro di spirito, che a questo mondo, di puri di spirito, sono decenni che non ne incontro nemmeno uno e vorrei proprio vedere il nostro Tareq in condizioni rovesciate come agirebbe<br />
4) il cerchio lo spezzi applicando le normative che esistono e DA SEMPRE il lavoro nero in Italia e non solo, è un reato<br />
5) stiamo sempre a farci quintalate di seghe mentali e a cercare la &#8216;regola perfetta&#8217;, che non esiste e non esisterà mai<br />
6) sì, è vero: il problema sta a monte, ma il diritto che vediamo è diverso e quello che vedo io è il diritto dei Tareq di riuscire ad avere una vita normale a casa loro e questo è l&#8217;unico punto che può risolvere questa &#8216;guerra silenziosa&#8217; (che di quello si tratta anche se nessuno vuole mai usare per pudore questa parola) che è l&#8217;emigrazione forzata.</p>
<p>@Jam, senza l&#8217;oro non comperi nemmeno il letame e, con il letame che produci autonomamente non fai crescere nemmeno una margheritina perché, se non fermenta e non si trasforma, nemmeno sul letame crescono i fiori.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jam</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93119</link>
		<dc:creator>jam</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:54:13 +0000</pubDate>
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		<description>dall&#039;oro non nasce il sole, dal letame nascono i fiori</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dall&#8217;oro non nasce il sole, dal letame nascono i fiori</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marlowe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93116</link>
		<dc:creator>Marlowe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:12:03 +0000</pubDate>
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		<description>Per rompere il cerchio, blackjack, è necessario anzitutto spezzare le coordinate del diritto che ne costituisce il centro. Se il problema è l&#039;illegalità, non si può fare appello a quella legge che produce illegalità, come la Bossi Fini. Giunge un momento in cui se si vuole legalità, è la legge stessa che deve essere abbattuta - per quanto paradossale questo sia. Non serve a nulla chiedersi cosa Tareq sapesse o immaginasse davvero, il punto è sapere che cosa gli è successo e perchè. Accetta la verità, Tareq è partito. La verità è che Tareq è stato trattato come un animale. La verità è anche, poi, che se non si vogliono clandestini non si può neppure favorire la creazione di spazi di clandestinità. Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l&#039;illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l&#039;ha sfruttato. Il problema sta a monte, sta nel diritto. L&#039;etica, poi, condannerà il padrone - il diritto, purtroppo, non ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per rompere il cerchio, blackjack, è necessario anzitutto spezzare le coordinate del diritto che ne costituisce il centro. Se il problema è l&#8217;illegalità, non si può fare appello a quella legge che produce illegalità, come la Bossi Fini. Giunge un momento in cui se si vuole legalità, è la legge stessa che deve essere abbattuta &#8211; per quanto paradossale questo sia. Non serve a nulla chiedersi cosa Tareq sapesse o immaginasse davvero, il punto è sapere che cosa gli è successo e perchè. Accetta la verità, Tareq è partito. La verità è che Tareq è stato trattato come un animale. La verità è anche, poi, che se non si vogliono clandestini non si può neppure favorire la creazione di spazi di clandestinità. Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l&#8217;illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l&#8217;ha sfruttato. Il problema sta a monte, sta nel diritto. L&#8217;etica, poi, condannerà il padrone &#8211; il diritto, purtroppo, non ancora.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93108</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 12:17:56 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Marco, anche solo sapere che esisti mi fa resistere in un paese che sopporto sempre meno. La tua umanità ti fa splendente come oro. Mi appunto al petto la tua amicizia, come una medaglia che non merito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Marco, anche solo sapere che esisti mi fa resistere in un paese che sopporto sempre meno. La tua umanità ti fa splendente come oro. Mi appunto al petto la tua amicizia, come una medaglia che non merito.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93107</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 12:09:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93107</guid>
		<description>Marco, i meccanismi che racconti li conosco più che bene, la mia era &quot;una forzatura&quot; e la descrizione che tu fai, del meccanismo, è perfetta. Ciò non toglie che non credo,o sforzandomi posso credergli solo in parte, a Tareq quando gioca il ruolo del puro di spirito al 100% e si meraviglia che l&#039;abbiano fregato. Gli concedo solo una strada, magari supportato da qualche organizzazione locale: una bella denuncia al figlio di puttana (italiano) che si è prestato a questo gioco.

La denuncia lo esporrebbe, quasi sicuramente, a un decreto di espulsione, ma se non si riesce a rompere il cerchio che tu racconti e ad alzare il rischio per quei bastardi che alimentano questo mercato, la situazione è destinata a incancrenirsi e a non cambiare.

L&#039;ennesima asimmetria.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, i meccanismi che racconti li conosco più che bene, la mia era &#8220;una forzatura&#8221; e la descrizione che tu fai, del meccanismo, è perfetta. Ciò non toglie che non credo,o sforzandomi posso credergli solo in parte, a Tareq quando gioca il ruolo del puro di spirito al 100% e si meraviglia che l&#8217;abbiano fregato. Gli concedo solo una strada, magari supportato da qualche organizzazione locale: una bella denuncia al figlio di puttana (italiano) che si è prestato a questo gioco.</p>
<p>La denuncia lo esporrebbe, quasi sicuramente, a un decreto di espulsione, ma se non si riesce a rompere il cerchio che tu racconti e ad alzare il rischio per quei bastardi che alimentano questo mercato, la situazione è destinata a incancrenirsi e a non cambiare.</p>
<p>L&#8217;ennesima asimmetria.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93105</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 11:48:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93105</guid>
		<description>Scusa Blackjack, ma tu non hai mai parlato con queste persone, e soprattutto non conosci i meccanismi, lo vedo da quel che dici: parli solo per ideologia, e per pre-giudizio (lo facciamo tutti, ogni tanto, niente di male - basta riconoscerlo). 
Nei paesi dì emigrazione i visti non si ottengono così come li possiamo ottenere noi per andare là in vacanza. Anzi, per averli devi pagare, perché sono pochi e centellinati e li ottieni attraverso colloquio con appuntamenti di mesi e anche anni, e spesso ci vuole la bustarella. Allora ti affidi a un intermediario, che ti dà un visto vacanze, per esempio, ma facendotelo pagare migliaia di euro (6mila euro per esempio è la cifra media in Senegal, 10mila in Egitto). In questo caso in vendita era il contratto di lavoro, dunque il permesso di soggiorno che ne consegue: è semplice il ragionamento, Contratto=Permesso. Dunque Tareq si aspettava il permesso, oltre che il contratto. Ma - come dovresti sapere - il contratto di lavoro richiede una registrazione da parte del datore di lavoro per avere successivamente il permesso. E questo non l&#039;ha fatto. In certi casi la cosa va a buon fine: ma, come ogni cosa che vive nell&#039;illegalità, resta un&#039;incognita. E a Tareq è capitato di trovare uno che non ha rispettato i patti, per quanto illegali - e non si può rivalere in nessun modo, come capita normalmente, ad esempio, a tutti quei clandestini che lavorano in edilizia o in agricoltura e non vengono pagati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Blackjack, ma tu non hai mai parlato con queste persone, e soprattutto non conosci i meccanismi, lo vedo da quel che dici: parli solo per ideologia, e per pre-giudizio (lo facciamo tutti, ogni tanto, niente di male &#8211; basta riconoscerlo).<br />
Nei paesi dì emigrazione i visti non si ottengono così come li possiamo ottenere noi per andare là in vacanza. Anzi, per averli devi pagare, perché sono pochi e centellinati e li ottieni attraverso colloquio con appuntamenti di mesi e anche anni, e spesso ci vuole la bustarella. Allora ti affidi a un intermediario, che ti dà un visto vacanze, per esempio, ma facendotelo pagare migliaia di euro (6mila euro per esempio è la cifra media in Senegal, 10mila in Egitto). In questo caso in vendita era il contratto di lavoro, dunque il permesso di soggiorno che ne consegue: è semplice il ragionamento, Contratto=Permesso. Dunque Tareq si aspettava il permesso, oltre che il contratto. Ma &#8211; come dovresti sapere &#8211; il contratto di lavoro richiede una registrazione da parte del datore di lavoro per avere successivamente il permesso. E questo non l&#8217;ha fatto. In certi casi la cosa va a buon fine: ma, come ogni cosa che vive nell&#8217;illegalità, resta un&#8217;incognita. E a Tareq è capitato di trovare uno che non ha rispettato i patti, per quanto illegali &#8211; e non si può rivalere in nessun modo, come capita normalmente, ad esempio, a tutti quei clandestini che lavorano in edilizia o in agricoltura e non vengono pagati.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93103</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 11:24:29 +0000</pubDate>
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		<description>Marco, puoi girarmi la frittata come vuoi e Tareq può raccontare ciò che vuole: padrone lui di raccontare la sua verità, padrone io di non credergli. Che il caporalato nella gestione del lavoro per gli immigrati esista, è un fatto noto e stranoto e, da persona intelligente qual è Tareq, non può venirmi a raccontare che &#039;non sospettava nulla&#039; quando, per arrivare in Italia, gli chiedono 6.000 Euro (se non ricordo male). Perché li paga quando un normale visto ne costa molti di meno? Perché vuole violare una normativa, che conosce bene, e entrare comunque. Sapeva benissimo che sarebbe arrivato da clandestino e, specialmente le persone informate come lui, sanno benissimo a cosa vanno incontro: conoscono le leggi, i tempi di fermo nei CPT e tutto o quasi tutto ciò che ruota intorno.
La favoletta che la realtà è quella dipinta dal &#039;fortunato&#039; che torna con la macchina nuova in Marocco e fa lo sborone, raccontando che qui stanno tutti bene, è una favoletta: ci crede chi vuole.

Il problema, casomai, è fare in modo che la Polizia italiana o chi deve, metta le mani sugli stronzi che gestiscono le attività di caporalato e lavoro nero e li sbatta in galera, invece di chiudere tutti e due gli occhi oppure rifilargli la solita multa.
Il problema è sbattere in galera chi ricostruisce, sfruttando la situazione, forme moderne di schiavismo.

In un mondo asimmetrico non arrivi alla simmetria semplicemente spostando i problemi; in questo modo l&#039;unico risultato raggiungibile è un aumento delle asimmetrie e dei livelli di conflitto.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, puoi girarmi la frittata come vuoi e Tareq può raccontare ciò che vuole: padrone lui di raccontare la sua verità, padrone io di non credergli. Che il caporalato nella gestione del lavoro per gli immigrati esista, è un fatto noto e stranoto e, da persona intelligente qual è Tareq, non può venirmi a raccontare che &#8216;non sospettava nulla&#8217; quando, per arrivare in Italia, gli chiedono 6.000 Euro (se non ricordo male). Perché li paga quando un normale visto ne costa molti di meno? Perché vuole violare una normativa, che conosce bene, e entrare comunque. Sapeva benissimo che sarebbe arrivato da clandestino e, specialmente le persone informate come lui, sanno benissimo a cosa vanno incontro: conoscono le leggi, i tempi di fermo nei CPT e tutto o quasi tutto ciò che ruota intorno.<br />
La favoletta che la realtà è quella dipinta dal &#8216;fortunato&#8217; che torna con la macchina nuova in Marocco e fa lo sborone, raccontando che qui stanno tutti bene, è una favoletta: ci crede chi vuole.</p>
<p>Il problema, casomai, è fare in modo che la Polizia italiana o chi deve, metta le mani sugli stronzi che gestiscono le attività di caporalato e lavoro nero e li sbatta in galera, invece di chiudere tutti e due gli occhi oppure rifilargli la solita multa.<br />
Il problema è sbattere in galera chi ricostruisce, sfruttando la situazione, forme moderne di schiavismo.</p>
<p>In un mondo asimmetrico non arrivi alla simmetria semplicemente spostando i problemi; in questo modo l&#8217;unico risultato raggiungibile è un aumento delle asimmetrie e dei livelli di conflitto.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93096</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 23:30:04 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Prova tu a entrare in Marocco senza visto o con un&#039;identità falsa&quot;- straluno. Ma che ragionamento è? Non ha alcun senso, io posso entrare in Marocco regolarmente, perché mai dovrei farlo in cotanto modo? In un mondo asimmetrico, logiche simmetriche sono di quanto più falsante vi sia.
Quanto alla televisione - tu avevi mai sentito parlare di un traffico di permessi come questo alla tv che i maghrebini guardano? Dimmi. Tareq sta sulla piazza e - grazie alla politica sull&#039;immigrazione che produce clandestinità - è caduto in mano a trafficanti che l&#039;hanno giocato - maghrebini e italiani, come vedi. Alla televisione non ne aveva mai sentito parlare di queste cose, esattamente come te. Si è fidato, affidato. E Tareq io l&#039;ho incontrato due giorni dopo che è arrivato da Zapponeta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Prova tu a entrare in Marocco senza visto o con un&#8217;identità falsa&#8221;- straluno. Ma che ragionamento è? Non ha alcun senso, io posso entrare in Marocco regolarmente, perché mai dovrei farlo in cotanto modo? In un mondo asimmetrico, logiche simmetriche sono di quanto più falsante vi sia.<br />
Quanto alla televisione &#8211; tu avevi mai sentito parlare di un traffico di permessi come questo alla tv che i maghrebini guardano? Dimmi. Tareq sta sulla piazza e &#8211; grazie alla politica sull&#8217;immigrazione che produce clandestinità &#8211; è caduto in mano a trafficanti che l&#8217;hanno giocato &#8211; maghrebini e italiani, come vedi. Alla televisione non ne aveva mai sentito parlare di queste cose, esattamente come te. Si è fidato, affidato. E Tareq io l&#8217;ho incontrato due giorni dopo che è arrivato da Zapponeta.</p>
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		<title>Di: josè stal</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93093</link>
		<dc:creator>josè stal</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 21:07:30 +0000</pubDate>
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		<description>O.C. go back to your tv</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>O.C. go back to your tv</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jam</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93087</link>
		<dc:creator>jam</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 18:31:14 +0000</pubDate>
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		<description>quoto il giocatore d&#039;azzardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quoto il giocatore d&#8217;azzardo</p>
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	</item>
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		<title>Di: Giocatore d'Azzardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93084</link>
		<dc:creator>Giocatore d'Azzardo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 18:03:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93084</guid>
		<description>Marco, tutta la mia solidarietà a chi è sfruttato da imprenditori di merda come quelli, e sarebbe anche ora che qualcuno li pigliasse per la collottola e li sbattesse dentro. Punto.

Ciò non toglie che non credo nemmeno a una virgola quando Tareq racconta che le sue aspettative sono state deluse: prima di arrivare guardano tutti la tv, si informano e sanno benissimo a cosa vanno incontro (i nord africani). Prova poi tu, a entrare in Marocco senza visto o con un&#039;identità falsa e poi riparliamo di una Guantanamo all&#039;ennesima.

Blackjack</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, tutta la mia solidarietà a chi è sfruttato da imprenditori di merda come quelli, e sarebbe anche ora che qualcuno li pigliasse per la collottola e li sbattesse dentro. Punto.</p>
<p>Ciò non toglie che non credo nemmeno a una virgola quando Tareq racconta che le sue aspettative sono state deluse: prima di arrivare guardano tutti la tv, si informano e sanno benissimo a cosa vanno incontro (i nord africani). Prova poi tu, a entrare in Marocco senza visto o con un&#8217;identità falsa e poi riparliamo di una Guantanamo all&#8217;ennesima.</p>
<p>Blackjack</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lacrime di coccodrillo &#124; Ciocci Thinks</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93081</link>
		<dc:creator>Lacrime di coccodrillo &#124; Ciocci Thinks</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 15:50:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] anche lo splendido articolo di Rovelli pubblicato oggi su Nazione Indiana riguardante lo sfruttamento dei lavoratori [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] anche lo splendido articolo di Rovelli pubblicato oggi su Nazione Indiana riguardante lo sfruttamento dei lavoratori [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93080</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 15:02:14 +0000</pubDate>
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		<description>Vallo a dire a Tareq, OC, non a me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vallo a dire a Tareq, OC, non a me.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93076</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:41:36 +0000</pubDate>
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		<description>Guantanamo. Parole grosse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guantanamo. Parole grosse.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: daniele</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93059</link>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 09:14:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93059</guid>
		<description>BAUSTELLE -GHOST TRACK- &quot;SPAGHETTI WESTERN&quot;
http://it.youtube.com/watch?v=EPV1BldJ88M</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BAUSTELLE -GHOST TRACK- &#8220;SPAGHETTI WESTERN&#8221;<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=EPV1BldJ88M" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=EPV1BldJ88M</a></p>
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