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	<title>Commenti a: Breve storia dell’emergenza rifiuti in Campania</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 19:59:38 +0000</pubDate>
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		<title>Di: maurizio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-94479</link>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 11:56:27 +0000</pubDate>
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		<description>grazie a daniela della notazione sui termovalorizzatori, in effetti dall'articolo non viene chiarita tale questione. Il termine termovalorizzatori è stato abrogato dall'Unione Europea, visto che creava confusione, in quanto era stato adottato per far rientrare gli inceneritori nella categoria di produttori di energia rinnovabile, cosa che oggi viene  messa in discussione, ma la questione rimane legislativamente ancora aperta perché la lobby dei produttori di inceneritori preme sui politici in quanto la convenienza a produrre energia dagli inceneritori permane solo grazie gli incentivi europei detti CIP6 (che prevedono 55 euro per tonnellata bruciata). Insomma, la sola cosa che è cambiata è che per legge non si chiamerebbero più termovalorizzatori.
L'altra questione, a griglia mobile, secondo alcuni celerebbe la possibilità tecnica di bruciare ogni tipo di rifiuti, quindi non solo CDR, e per questo i comitati di Acerra sospettano che le finte ecoballe erano in fondo volute perché l'inceneritore avrebbe una tecnologia capace di bruciare il tal quale, senza necessità di selezione (come purtroppo è avvenuto) dei rifiuti e con notevole risparmio di soldi per la Fibe. Ma mi rendo conto che sono questioni tecniche molto complesse, almeno per me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a daniela della notazione sui termovalorizzatori, in effetti dall&#8217;articolo non viene chiarita tale questione. Il termine termovalorizzatori è stato abrogato dall&#8217;Unione Europea, visto che creava confusione, in quanto era stato adottato per far rientrare gli inceneritori nella categoria di produttori di energia rinnovabile, cosa che oggi viene  messa in discussione, ma la questione rimane legislativamente ancora aperta perché la lobby dei produttori di inceneritori preme sui politici in quanto la convenienza a produrre energia dagli inceneritori permane solo grazie gli incentivi europei detti CIP6 (che prevedono 55 euro per tonnellata bruciata). Insomma, la sola cosa che è cambiata è che per legge non si chiamerebbero più termovalorizzatori.<br />
L&#8217;altra questione, a griglia mobile, secondo alcuni celerebbe la possibilità tecnica di bruciare ogni tipo di rifiuti, quindi non solo CDR, e per questo i comitati di Acerra sospettano che le finte ecoballe erano in fondo volute perché l&#8217;inceneritore avrebbe una tecnologia capace di bruciare il tal quale, senza necessità di selezione (come purtroppo è avvenuto) dei rifiuti e con notevole risparmio di soldi per la Fibe. Ma mi rendo conto che sono questioni tecniche molto complesse, almeno per me.</p>
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		<title>Di: Pacoloio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-94337</link>
		<dc:creator>Pacoloio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 17:02:49 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho niente da commentare, è tutto chiaro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho niente da commentare, è tutto chiaro.</p>
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		<title>Di: daniela</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-94282</link>
		<dc:creator>daniela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 13:25:57 +0000</pubDate>
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		<description>L'articolo è senza dubbio interessante nello spiegare la situazione... mi sembra pero' ci sia una confusione di termini: l'impianto di Acerra non è un "semplice" inceneritore, ma è un  termovalorizzatore (produce energia elettrica recuperando parte dell'energia contenuta nei rifiuti).  Gli impianti a griglia mobile sono molto diffusi in Europa, e la  produzione di inquinanti non dipende dal fatto che ci sia una griglia, ma piuttosto da come viene realizzata e gestita la linea di trattamento fumi. 
Forse sono precisazioni di poco conto, pero' credo sia necessaria un po' di chiarezza...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo è senza dubbio interessante nello spiegare la situazione&#8230; mi sembra pero&#8217; ci sia una confusione di termini: l&#8217;impianto di Acerra non è un &#8220;semplice&#8221; inceneritore, ma è un  termovalorizzatore (produce energia elettrica recuperando parte dell&#8217;energia contenuta nei rifiuti).  Gli impianti a griglia mobile sono molto diffusi in Europa, e la  produzione di inquinanti non dipende dal fatto che ci sia una griglia, ma piuttosto da come viene realizzata e gestita la linea di trattamento fumi.<br />
Forse sono precisazioni di poco conto, pero&#8217; credo sia necessaria un po&#8217; di chiarezza&#8230;</p>
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		<title>Di: Oh Oh Ahi! (anche qui!) &#171; bananAsso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93769</link>
		<dc:creator>Oh Oh Ahi! (anche qui!) &#171; bananAsso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 13:34:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] breve storia dell&#8217;emergenza rifiuti in campania [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] breve storia dell&#8217;emergenza rifiuti in campania [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: a proposito di rifiuti&#8230; &#171; da qualche parte&#8230;</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93711</link>
		<dc:creator>a proposito di rifiuti&#8230; &#171; da qualche parte&#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 14:55:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] per farvi un&#8217;idea dell&#8217;emergenza rifiuti in Campania leggete qui: è un articolo di Maurizio Braucci (partenopeo come me) apparso qualche giorno fa su [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] per farvi un&#8217;idea dell&#8217;emergenza rifiuti in Campania leggete qui: è un articolo di Maurizio Braucci (partenopeo come me) apparso qualche giorno fa su [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: carmine vitale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93593</link>
		<dc:creator>carmine vitale</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 16:00:04 +0000</pubDate>
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		<description>"del resto la mia inserzione riguarda una casa in cui non voglio più abitare" ( b.hrabal, da una poesia di viola fischerova)


napul'è:.dal colera all'immondizia passando per la speculazione edilizia per arrivare all'erosione dell'uomo 


napoli 1973
 ha due volti, , dei traffici, della necessità di non intralciare lo sviluppo commerciale della contrada e  del sottosviluppo, della degradazione igienica e ambientale. Il primo prevale sul secondo.  i topi sono più numerosi delle persone e, poco prima dello spettacolo serale alla TV, fanno un carosello pazzesco che si svolge fra i chiusini dei pozzi neri, le scale di casa e i corridoi, i vicoli del quartiere

ancora napoli 1973
 June Chambers che, una volta dimessa dal Cotugno dove era stata ricoverata, pubblica sul quotidiano “Times” il diario delle sue giornate napoletane definendole "da incubo" e denunciando l’abbandono in cui era stato lasciato, nel suo stesso reparto, un bambino di due anni. 

ancora una perla 1973

Napoli nel 1973 1973 Napoli vive in una situazione di atavica miseria e arretratezza. Le condizioni igieniche della città partenopea sono disastrose, la speculazione edilizia è irrefrenabile, la mortalità infantile sensibilmente più alta di quella delle città del nord e l'aspettativa di vita decisamente inferiore. 


trentacinque anni nel vuoto trentacinque anni di stato di necessità che ha generato mostruosità
oggi come ieri mi sento come un rigorista nella sua solitudine prima del tiro decisivo preda di una confusione inenarrabile appesi ad un sole insaguinato emergiamo dal cono rovesciato di Bosch la nostra è una visione dall'aldiquà
inconcepibile
tutto sotto gli occhi di tutti fino al prossimo primo gol della nazionale agli europei per proseguire con il calciomercato la manovra finanziaria le autorità ai funerali di questo o quel morto ammazzato le intercettazioni le interrogazioni parlamentari fino alle ferie e poi alle olimpiadi nel paese più assassino del mondo dove basterà un record per far dimenticare ancora una volta dimenticando i ragazzi di tienamen ancora in carcere i morti per gli espianti degli organi per far brillare il made in italy per coprire di ombre e nebbia la civiltà degli umili


ps il vibrione che causò il colera isolato in laboratorio du denominato O'Gawa. che destino crudele

ossequi
c.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;del resto la mia inserzione riguarda una casa in cui non voglio più abitare&#8221; ( b.hrabal, da una poesia di viola fischerova)</p>
<p>napul&#8217;è:.dal colera all&#8217;immondizia passando per la speculazione edilizia per arrivare all&#8217;erosione dell&#8217;uomo </p>
<p>napoli 1973<br />
 ha due volti, , dei traffici, della necessità di non intralciare lo sviluppo commerciale della contrada e  del sottosviluppo, della degradazione igienica e ambientale. Il primo prevale sul secondo.  i topi sono più numerosi delle persone e, poco prima dello spettacolo serale alla TV, fanno un carosello pazzesco che si svolge fra i chiusini dei pozzi neri, le scale di casa e i corridoi, i vicoli del quartiere</p>
<p>ancora napoli 1973<br />
 June Chambers che, una volta dimessa dal Cotugno dove era stata ricoverata, pubblica sul quotidiano “Times” il diario delle sue giornate napoletane definendole &#8220;da incubo&#8221; e denunciando l’abbandono in cui era stato lasciato, nel suo stesso reparto, un bambino di due anni. </p>
<p>ancora una perla 1973</p>
<p>Napoli nel 1973 1973 Napoli vive in una situazione di atavica miseria e arretratezza. Le condizioni igieniche della città partenopea sono disastrose, la speculazione edilizia è irrefrenabile, la mortalità infantile sensibilmente più alta di quella delle città del nord e l&#8217;aspettativa di vita decisamente inferiore. </p>
<p>trentacinque anni nel vuoto trentacinque anni di stato di necessità che ha generato mostruosità<br />
oggi come ieri mi sento come un rigorista nella sua solitudine prima del tiro decisivo preda di una confusione inenarrabile appesi ad un sole insaguinato emergiamo dal cono rovesciato di Bosch la nostra è una visione dall&#8217;aldiquà<br />
inconcepibile<br />
tutto sotto gli occhi di tutti fino al prossimo primo gol della nazionale agli europei per proseguire con il calciomercato la manovra finanziaria le autorità ai funerali di questo o quel morto ammazzato le intercettazioni le interrogazioni parlamentari fino alle ferie e poi alle olimpiadi nel paese più assassino del mondo dove basterà un record per far dimenticare ancora una volta dimenticando i ragazzi di tienamen ancora in carcere i morti per gli espianti degli organi per far brillare il made in italy per coprire di ombre e nebbia la civiltà degli umili</p>
<p>ps il vibrione che causò il colera isolato in laboratorio du denominato O&#8217;Gawa. che destino crudele</p>
<p>ossequi<br />
c.</p>
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	<item>
		<title>Di: aitan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93591</link>
		<dc:creator>aitan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 15:15:21 +0000</pubDate>
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		<description>L'articolo di Braucci è interessante, mette ordine tra tanti fatti sparsi, individua nessi, dà un nome e una storia a tante responsabilità che chi come me vive in Campania sente aleggiare da tempo, intuisce, conosce… 
Ma questo è anche un problema di civiltà, di rispetto di sé e degli altri: Napoli è una tragica metonimia della questione dello sviluppo sostenibile, che è tra le più rognose di tutto l’occidente, ed ora anche dell’oriente. E qui la questione assume dimensioni e forme parossistiche perché manca una coscienza civile, un senso di appartenza; perché c’è la camorra; perché i politici locali sono poco capaci o corrotti e nominano nei posti direttivi persone incapaci o corruttibili. Quando i Panebianco parlano della latitanza della borghesia meridionale mi viene da ridere, mi viene da piangere: quale sarebbe questa borghesia napoletana: gli avvocati dei camorristi? i direttori d'ospedale nominati dai politici? i professori universitari messi lì dai potentati di turno e in attesa di commesse e prebende?
Quello napoletano è un popolo abituato ad essere servile e poco propenso a organizzarsi per il bene comune. Qui non abbiamo avuto un medioevo di Comuni e Signorie. C’era il sole, il mare era bello, la costiera affascinante. C’era sempre qualcuno che cercava tra le terre e le spiagge campane il suo posto al sole: ci conquistava, ci dominava e noi fingevamo di crederci, gli facevamo credere che era veramente lui il padrone; ma ci chiudevamo nelle nostre case, che normalmente tenevamo e teniamo molto pulite; e tutta la monnezza la buttavamo fuori, che tanto le strade sono dei dominatori, dei signori; qui non esiste una res pubblica e nemmeno la campagna, la spiaggia e il sole ci appartengono… Quelle restano nelle canzoni. Tutto il resto è niente e non è di nessuno. Nihil et res nullius.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di Braucci è interessante, mette ordine tra tanti fatti sparsi, individua nessi, dà un nome e una storia a tante responsabilità che chi come me vive in Campania sente aleggiare da tempo, intuisce, conosce…<br />
Ma questo è anche un problema di civiltà, di rispetto di sé e degli altri: Napoli è una tragica metonimia della questione dello sviluppo sostenibile, che è tra le più rognose di tutto l’occidente, ed ora anche dell’oriente. E qui la questione assume dimensioni e forme parossistiche perché manca una coscienza civile, un senso di appartenza; perché c’è la camorra; perché i politici locali sono poco capaci o corrotti e nominano nei posti direttivi persone incapaci o corruttibili. Quando i Panebianco parlano della latitanza della borghesia meridionale mi viene da ridere, mi viene da piangere: quale sarebbe questa borghesia napoletana: gli avvocati dei camorristi? i direttori d&#8217;ospedale nominati dai politici? i professori universitari messi lì dai potentati di turno e in attesa di commesse e prebende?<br />
Quello napoletano è un popolo abituato ad essere servile e poco propenso a organizzarsi per il bene comune. Qui non abbiamo avuto un medioevo di Comuni e Signorie. C’era il sole, il mare era bello, la costiera affascinante. C’era sempre qualcuno che cercava tra le terre e le spiagge campane il suo posto al sole: ci conquistava, ci dominava e noi fingevamo di crederci, gli facevamo credere che era veramente lui il padrone; ma ci chiudevamo nelle nostre case, che normalmente tenevamo e teniamo molto pulite; e tutta la monnezza la buttavamo fuori, che tanto le strade sono dei dominatori, dei signori; qui non esiste una res pubblica e nemmeno la campagna, la spiaggia e il sole ci appartengono… Quelle restano nelle canzoni. Tutto il resto è niente e non è di nessuno. Nihil et res nullius.</p>
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	<item>
		<title>Di: niky lismo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93486</link>
		<dc:creator>niky lismo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:31:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ma l’aspetto più terribile è che veramente non ci sono colpevoli perché, come al solito, sono colpevoli tutti. Contrapporre una presunta “società civile” alla triade impresa/amministrazione/criminalità, o diversificare chi subisce da chi esercita il (un) potere, è ingenuo e fuorviante. Un sistema di potere (economico, politico o violento tout court) così longevo e intangibile postula necessariamente una partecipazione diffusa, un consenso esteso alle sue stesse vittime, peraltro perfettamente consapevoli. Prima della sua ufficializzazione televisiva, l’emergenza-rifiuti allignava a Napoli da decenni, con piena coscienza e blanda soddisfazione dei cittadini/elettori. La logica democristiana dell’inclusione a raggiera (ce n’è per tutti: di più per i più vicini, un po’ meno per gli altri, ma comunque per tutti) affibbiava a chiunque una briciola o una speranza di potere: una casa popolare grazie a un protettore, un posto di lavoro per raccomandazione, un ricovero dovuto a conoscenze… Avrebbero potuto destra e sinistra post-DC non fare propria e perfezionare questa logica? E in nome di quale rivolta civile, di quale sacrosanta sollevazione a venire? Quanti napoletani (categoria di cui faccio parte) avrebbero ceduto la propria fettina di potere potenziale in cambio di cinque minuti di “buona amministrazione”, cioè imparziale, legalitaria, efficiente? Troppo facile, oggi, iscriversi al partito dell’indignazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma l’aspetto più terribile è che veramente non ci sono colpevoli perché, come al solito, sono colpevoli tutti. Contrapporre una presunta “società civile” alla triade impresa/amministrazione/criminalità, o diversificare chi subisce da chi esercita il (un) potere, è ingenuo e fuorviante. Un sistema di potere (economico, politico o violento tout court) così longevo e intangibile postula necessariamente una partecipazione diffusa, un consenso esteso alle sue stesse vittime, peraltro perfettamente consapevoli. Prima della sua ufficializzazione televisiva, l’emergenza-rifiuti allignava a Napoli da decenni, con piena coscienza e blanda soddisfazione dei cittadini/elettori. La logica democristiana dell’inclusione a raggiera (ce n’è per tutti: di più per i più vicini, un po’ meno per gli altri, ma comunque per tutti) affibbiava a chiunque una briciola o una speranza di potere: una casa popolare grazie a un protettore, un posto di lavoro per raccomandazione, un ricovero dovuto a conoscenze… Avrebbero potuto destra e sinistra post-DC non fare propria e perfezionare questa logica? E in nome di quale rivolta civile, di quale sacrosanta sollevazione a venire? Quanti napoletani (categoria di cui faccio parte) avrebbero ceduto la propria fettina di potere potenziale in cambio di cinque minuti di “buona amministrazione”, cioè imparziale, legalitaria, efficiente? Troppo facile, oggi, iscriversi al partito dell’indignazione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: graziella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93485</link>
		<dc:creator>graziella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:09:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6047#comment-93485</guid>
		<description>Il nuovo governo risolverà tutti i problemi come li ha risolti la sinistra che per anni ha gestito la Campania. Comunque , per me, le ideologie sono finite! Io non credo più nè alla destra nè alla sinistra . Sarà retorica ma è cosi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo governo risolverà tutti i problemi come li ha risolti la sinistra che per anni ha gestito la Campania. Comunque , per me, le ideologie sono finite! Io non credo più nè alla destra nè alla sinistra . Sarà retorica ma è cosi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93484</link>
		<dc:creator>gena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 17:57:51 +0000</pubDate>
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		<description>Non dobbiamo preoccuparci, il nuovo governo risolverà tutti i problemi:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dobbiamo preoccuparci, il nuovo governo risolverà tutti i problemi:-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: graziella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93483</link>
		<dc:creator>graziella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 17:54:54 +0000</pubDate>
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		<description>Nella mia terra non ho mai visto nessuno protestare. Nessuno, in Campania,ha mai detto una sola parola per le scuole fatiscenti, le palestre inesistenti, gli uffici pubblici inefficienti, le strade rotte, per i parcheggiatori abusivi e minacciosi, e per il verde soffocato dal cemento. Questa è la protesta della rabbia, dell'impotenza, di una terra senza Stato, senza leggi. Ed è, forse, la protesta del pentimento, del mea culpa per non essersi svegliati prima.

www.graziellamazzoni2.blogspot.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia terra non ho mai visto nessuno protestare. Nessuno, in Campania,ha mai detto una sola parola per le scuole fatiscenti, le palestre inesistenti, gli uffici pubblici inefficienti, le strade rotte, per i parcheggiatori abusivi e minacciosi, e per il verde soffocato dal cemento. Questa è la protesta della rabbia, dell&#8217;impotenza, di una terra senza Stato, senza leggi. Ed è, forse, la protesta del pentimento, del mea culpa per non essersi svegliati prima.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: graziella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93482</link>
		<dc:creator>graziella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 17:52:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6047#comment-93482</guid>
		<description>Sono nata e vissuta in questa terra campana. Dopo anni di attente riflessioni, vi posso assicurare che il nostro problema non è la camorra o la malapolitica. Il problema siamo noi. Ed è arrivato il momento di avere il coraggio di ammetterlo. Siamo noi che abbiamo permesso a chiunque di abusare della nostra terra.La camorra è solo il contrario della civiltà. E' l'interesse privato al di sopra di tutto. Quei pochi che hanno una mentalità veramente diversa possono fare solo una scelta: barricarsi in casa o fare le valige.
www.graziellamazzoni2.blogspot.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono nata e vissuta in questa terra campana. Dopo anni di attente riflessioni, vi posso assicurare che il nostro problema non è la camorra o la malapolitica. Il problema siamo noi. Ed è arrivato il momento di avere il coraggio di ammetterlo. Siamo noi che abbiamo permesso a chiunque di abusare della nostra terra.La camorra è solo il contrario della civiltà. E&#8217; l&#8217;interesse privato al di sopra di tutto. Quei pochi che hanno una mentalità veramente diversa possono fare solo una scelta: barricarsi in casa o fare le valige.<br />
<a href="http://www.graziellamazzoni2.blogspot.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.graziellamazzoni2.blogspot.com');" rel="nofollow">http://www.graziellamazzoni2.blogspot.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93477</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 16:36:37 +0000</pubDate>
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		<description>Questa breve storia di Braucci mi sembra indispensabile per comprendere ancora una volta come funziona il capitalismo all'italiana, come si articola in modo criminale sulla pelle della gente la triade costituita da imprenditori privati, politici e camorristi. Un'articolazione che crea complicità diffusa, fino agli strati più popolari, secondo l'immutato sistema democristiano dell'elargizione feudale del posto di lavoro inteso come favore personale.

Un lavoro di controinformazione nel momento stesso in cui l'informazione inflaziona l'emergenza rifiuti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa breve storia di Braucci mi sembra indispensabile per comprendere ancora una volta come funziona il capitalismo all&#8217;italiana, come si articola in modo criminale sulla pelle della gente la triade costituita da imprenditori privati, politici e camorristi. Un&#8217;articolazione che crea complicità diffusa, fino agli strati più popolari, secondo l&#8217;immutato sistema democristiano dell&#8217;elargizione feudale del posto di lavoro inteso come favore personale.</p>
<p>Un lavoro di controinformazione nel momento stesso in cui l&#8217;informazione inflaziona l&#8217;emergenza rifiuti.</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93476</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 13:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo il Divo, il Principe. Ma non ci sono Garroni in giro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il Divo, il Principe. Ma non ci sono Garroni in giro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini &#187; Blog Archive &#187; DA CHIAIANO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93470</link>
		<dc:creator>Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini &#187; Blog Archive &#187; DA CHIAIANO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 08:50:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il primo è il racconto di Helena Janeckzek sulla sua visita a Chiaiano. Il secondo porta alla storia dell’emergenza rifiuti raccontata da Maurizio [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il primo è il racconto di Helena Janeckzek sulla sua visita a Chiaiano. Il secondo porta alla storia dell’emergenza rifiuti raccontata da Maurizio [...]</p>
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		<title>Di: Baldrus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/04/breve-storia-dell%e2%80%99emergenza-rifiuti-in-campania/#comment-93464</link>
		<dc:creator>Baldrus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 08:10:32 +0000</pubDate>
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		<description>Posso dire che, leggendo i giornali (della TV meglio non parlare, le solite immagini d'effetto e i talk show coi politici sono inutili) non ho mai capito granché di questa tragedia. Ottimo quindi questo articolo, anche se - e non so perché, forse per una sorta di attaccamento disperato a residui di certezza , a una difesa più pisicologica che altro - mi sembra impossibile, non riesco a credere fino in fondo che il Bassolino sia come gli altri, ma proprio COME gli altri, e mi sussurro da solo: ma no, in qualcosa sarà un po' più meglio, più migliore almeno un piccolo poco, una sfumatura, una svirgolata, tipo che dice ogni mattina quando si fa la barba "vorrei, ma non posso", non può essere che è uguale sputato a tutti gli altri, allora, come diceva Leo Ferrè, "non c'è più niente"...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso dire che, leggendo i giornali (della TV meglio non parlare, le solite immagini d&#8217;effetto e i talk show coi politici sono inutili) non ho mai capito granché di questa tragedia. Ottimo quindi questo articolo, anche se - e non so perché, forse per una sorta di attaccamento disperato a residui di certezza , a una difesa più pisicologica che altro - mi sembra impossibile, non riesco a credere fino in fondo che il Bassolino sia come gli altri, ma proprio COME gli altri, e mi sussurro da solo: ma no, in qualcosa sarà un po&#8217; più meglio, più migliore almeno un piccolo poco, una sfumatura, una svirgolata, tipo che dice ogni mattina quando si fa la barba &#8220;vorrei, ma non posso&#8221;, non può essere che è uguale sputato a tutti gli altri, allora, come diceva Leo Ferrè, &#8220;non c&#8217;è più niente&#8221;&#8230;</p>
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