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	<title>Commenti a: Come fu che alla fine ho ascoltato (e amato) i Radiohead</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 11:04:52 +0000</pubDate>
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		<title>Di: carmine vitale</title>
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		<dc:creator>carmine vitale</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 12:01:45 +0000</pubDate>
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		<description>pellegrinaggio musicale
dai miei 14anni agli anta e passa di oggi
il mio primo viaggio fu a parigi al perè lachais poi andai a porth arthur per vedere la vista che lei vedeva a zurigo vidi un aereo infrangersi sul muro una sera sul porto di calvi in corsica sentii un biondino cantare so lonely la mia epoca ,salvo eccezioni shadows and light l'estate scorsa con mia suocera ho visto bob aggirarsi tra i templi con il suo cappellaccio, è passata come coltrane nel cielo come frequenza cardiaca come umore e nuvole in pioggia come ossessione come una scala verso il cielo blu
wish you were here
c.

ps  a volte gioisco come un bambino
una volta chiamarono quelli dell'ufficio mentale dovetti mostrare loro la carta d'identità....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pellegrinaggio musicale<br />
dai miei 14anni agli anta e passa di oggi<br />
il mio primo viaggio fu a parigi al perè lachais poi andai a porth arthur per vedere la vista che lei vedeva a zurigo vidi un aereo infrangersi sul muro una sera sul porto di calvi in corsica sentii un biondino cantare so lonely la mia epoca ,salvo eccezioni shadows and light l&#8217;estate scorsa con mia suocera ho visto bob aggirarsi tra i templi con il suo cappellaccio, è passata come coltrane nel cielo come frequenza cardiaca come umore e nuvole in pioggia come ossessione come una scala verso il cielo blu<br />
wish you were here<br />
c.</p>
<p>ps  a volte gioisco come un bambino<br />
una volta chiamarono quelli dell&#8217;ufficio mentale dovetti mostrare loro la carta d&#8217;identità&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Jazz e xenoglossia</title>
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		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; Jazz e xenoglossia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 04:01:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sono venuto qui su Nazione Indiana, ho visto il pezzo di Gianni Biondillo sui Radiohead e sul rock contemporaneo, ho letto i nomi di Coltrane, di John Zorn, dei Weather [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sono venuto qui su Nazione Indiana, ho visto il pezzo di Gianni Biondillo sui Radiohead e sul rock contemporaneo, ho letto i nomi di Coltrane, di John Zorn, dei Weather [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Laura</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94340</link>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 19:13:58 +0000</pubDate>
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		<description>Gli amori "maturi" pare che siano i piú belli. A me è successo con i KENT (per chi è lontano dalla Scandinavia, sono ascoltabili su youtube, naturalmente). 
I testi sono spettacolari, ma 'tanto mi pare di aver capito che qui inglese o ostrogoto, non fa differenza ;o)
Un amico mi ha fatto leggere il post di Gianni sui Radiohead perché io avevo scritto sul mio Facebook una cosetta simile: poche righe che copio-incollo solo perché ho controllato preventivamente che Gianni non mi sbrani (non mi sbrana) e come omaggio reciproco tra freschi quarantenni.

""Avete sentito l'ultimo dei Coldplay?"
&#62; (venerdì 13 giugno 2008 alle 18.08)
&#62; È lì che capisci che un'epoca se n'è andata, e che era la tua.
&#62; Non importa che le creme funzionino e il gene
&#62; dell'invecchiamento se la stia prendendo comoda.
&#62; Canali di conversazione si chiudono, le sensazioni si
&#62; infeltriscono.
&#62; Te lo puoi beccare per caso alla radio, l'ultimo dei Coldplay:
&#62; non sarà mai come correre a comprare l'ultimo dei Depeche Mode
&#62; a scatola chiusa.
&#62;
&#62; I cordoni della mia borsa musicale si stringono agli inizi
&#62; degli anni '90, giusto il tempo di farci entrare i Green Day e
&#62; non poter ignorare i R.E.M.
&#62; Come un'adolescente fuori tempo massimo, si puo fare un mazzo
&#62; dei titoli che ti raccontano e porgerlo, piatto, tondo e
&#62; compatto col sottotitolo: "Eccomi, sono tutta lì. Ti piaccio?".
&#62; Una canzone o un gruppo per ogni cosa: il battito del cuore e
&#62; l'aria nei polmoni, la depressione, l'inquietudine, il mistero,
&#62; la rabbia, la seduzione, l'energia...
&#62;
&#62;
&#62; Fiumi di pensieri che non si ha più voglia di guadare.
&#62; La mia musica è diventata un profondo lago alpino."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amori &#8220;maturi&#8221; pare che siano i piú belli. A me è successo con i KENT (per chi è lontano dalla Scandinavia, sono ascoltabili su youtube, naturalmente).<br />
I testi sono spettacolari, ma &#8216;tanto mi pare di aver capito che qui inglese o ostrogoto, non fa differenza ;o)<br />
Un amico mi ha fatto leggere il post di Gianni sui Radiohead perché io avevo scritto sul mio Facebook una cosetta simile: poche righe che copio-incollo solo perché ho controllato preventivamente che Gianni non mi sbrani (non mi sbrana) e come omaggio reciproco tra freschi quarantenni.</p>
<p>&#8220;&#8221;Avete sentito l&#8217;ultimo dei Coldplay?&#8221;<br />
&gt; (venerdì 13 giugno 2008 alle 18.08)<br />
&gt; È lì che capisci che un&#8217;epoca se n&#8217;è andata, e che era la tua.<br />
&gt; Non importa che le creme funzionino e il gene<br />
&gt; dell&#8217;invecchiamento se la stia prendendo comoda.<br />
&gt; Canali di conversazione si chiudono, le sensazioni si<br />
&gt; infeltriscono.<br />
&gt; Te lo puoi beccare per caso alla radio, l&#8217;ultimo dei Coldplay:<br />
&gt; non sarà mai come correre a comprare l&#8217;ultimo dei Depeche Mode<br />
&gt; a scatola chiusa.<br />
&gt;<br />
&gt; I cordoni della mia borsa musicale si stringono agli inizi<br />
&gt; degli anni &#8216;90, giusto il tempo di farci entrare i Green Day e<br />
&gt; non poter ignorare i R.E.M.<br />
&gt; Come un&#8217;adolescente fuori tempo massimo, si puo fare un mazzo<br />
&gt; dei titoli che ti raccontano e porgerlo, piatto, tondo e<br />
&gt; compatto col sottotitolo: &#8220;Eccomi, sono tutta lì. Ti piaccio?&#8221;.<br />
&gt; Una canzone o un gruppo per ogni cosa: il battito del cuore e<br />
&gt; l&#8217;aria nei polmoni, la depressione, l&#8217;inquietudine, il mistero,<br />
&gt; la rabbia, la seduzione, l&#8217;energia&#8230;<br />
&gt;<br />
&gt;<br />
&gt; Fiumi di pensieri che non si ha più voglia di guadare.<br />
&gt; La mia musica è diventata un profondo lago alpino.&#8221;</p>
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		<title>Di: Gianluca Minotti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94246</link>
		<dc:creator>Gianluca Minotti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 13:03:00 +0000</pubDate>
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		<description>Bel post e grande Biondillo!

Anche io sono stato contagiato anni fa dai Radiohead e la malattia permane ancora, più forte di prima dopo averli visti, per la seconda volta (la prima fu a Ferrara nel 2003) a Milano la sera del 18.
Che i radiohead siano degli alchimisti che mescolano elettronica e melodia, jazz e musica classica, è un fatto. Com'è un fatto che siano tra i pochi oggi ad aver colto tutta la complessità del vivere contemporaneo, in bilico tra tecnologia e solitudine.
I loro dischi sono delle opere d'arte.
In giro per il mondo ci sono però altri artisti e gruppi che sono altrettanto degni di nota.
A Gianni consiglio gli Eels: scaricarsi per credere anche solo lo strepitoso "blinking lights and other revelation", in cui Mister E, una specie di tom waits rivisto e corretto, racconta la sua vita sospesa tra dolore e consapevolezza.
E poi ci sono gli Wilco, i Blonde Redhead, i Grandaddy, i primi dischi dei Black Heart Procession, i primi dischi dei Calexico, e gente come Mark lanegan: forse l'ultimo grande narratore e cantore americano, con una voce e un'intensdità da brivido.
In Italia ricorderei anche I Giardino di Mirò.

Ci si vede al prossimo concerto dei Radiohead, magari tra un paio d'anni!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bel post e grande Biondillo!</p>
<p>Anche io sono stato contagiato anni fa dai Radiohead e la malattia permane ancora, più forte di prima dopo averli visti, per la seconda volta (la prima fu a Ferrara nel 2003) a Milano la sera del 18.<br />
Che i radiohead siano degli alchimisti che mescolano elettronica e melodia, jazz e musica classica, è un fatto. Com&#8217;è un fatto che siano tra i pochi oggi ad aver colto tutta la complessità del vivere contemporaneo, in bilico tra tecnologia e solitudine.<br />
I loro dischi sono delle opere d&#8217;arte.<br />
In giro per il mondo ci sono però altri artisti e gruppi che sono altrettanto degni di nota.<br />
A Gianni consiglio gli Eels: scaricarsi per credere anche solo lo strepitoso &#8220;blinking lights and other revelation&#8221;, in cui Mister E, una specie di tom waits rivisto e corretto, racconta la sua vita sospesa tra dolore e consapevolezza.<br />
E poi ci sono gli Wilco, i Blonde Redhead, i Grandaddy, i primi dischi dei Black Heart Procession, i primi dischi dei Calexico, e gente come Mark lanegan: forse l&#8217;ultimo grande narratore e cantore americano, con una voce e un&#8217;intensdità da brivido.<br />
In Italia ricorderei anche I Giardino di Mirò.</p>
<p>Ci si vede al prossimo concerto dei Radiohead, magari tra un paio d&#8217;anni!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94211</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 12:50:05 +0000</pubDate>
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		<description>Plessus: "Roger Waters per me da solo non è nessuno. Peter Gabriel è e rimane un grande."
Questa avrei potuto scriverla io! ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Plessus: &#8220;Roger Waters per me da solo non è nessuno. Peter Gabriel è e rimane un grande.&#8221;<br />
Questa avrei potuto scriverla io! ;-)</p>
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	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94154</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 15:24:11 +0000</pubDate>
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		<description>diego, non avevo colto il sarcasmo. Dire che i Pink Floyd erano Roger Waters mi sembra un'iperbole, come dire che i Genesis erano Peter Gabriel. Ma è una questione di anima, o di pancia. Roger Waters per me da solo non è nessuno. Peter Gabriel è e rimane un grande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>diego, non avevo colto il sarcasmo. Dire che i Pink Floyd erano Roger Waters mi sembra un&#8217;iperbole, come dire che i Genesis erano Peter Gabriel. Ma è una questione di anima, o di pancia. Roger Waters per me da solo non è nessuno. Peter Gabriel è e rimane un grande.</p>
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	<item>
		<title>Di: Edoardo Acotto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94153</link>
		<dc:creator>Edoardo Acotto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 14:21:50 +0000</pubDate>
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		<description>Per me esistono solo i Radiohead, del rock non mi importa nient'altro, semmai ascolto Miles Davis elettrico (il che mi accomuna ai RH) o la musica contemporanea, non molto diversamente da Gianni.
Da questa mia manìa, iniziata dopo aver ascoltato per la prima volta Paranoid Android nel 2001 al Parco Dello Zingaro, è nato appunto Narradiohead, di cui fa parte il bel pezzo che avete letto qui sopra (e che sono andato espressamente a chiedere a Gianni senza attirarlo in un tranello come lui finge nel senso della fictio...)
http://bcdeditore.it/product.php?productid=16300&#38;cat=0&#38;page=1</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per me esistono solo i Radiohead, del rock non mi importa nient&#8217;altro, semmai ascolto Miles Davis elettrico (il che mi accomuna ai RH) o la musica contemporanea, non molto diversamente da Gianni.<br />
Da questa mia manìa, iniziata dopo aver ascoltato per la prima volta Paranoid Android nel 2001 al Parco Dello Zingaro, è nato appunto Narradiohead, di cui fa parte il bel pezzo che avete letto qui sopra (e che sono andato espressamente a chiedere a Gianni senza attirarlo in un tranello come lui finge nel senso della fictio&#8230;)<br />
<a href="http://bcdeditore.it/product.php?productid=16300&amp;cat=0&amp;page=1" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/bcdeditore.it');" rel="nofollow">http://bcdeditore.it/product.php?productid=16300&amp;cat=0&amp;page=1</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94151</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 12:26:21 +0000</pubDate>
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		<description>Plessus, l'ultima mia affermazione era provocatoria. Considero Roger Waters i Pink Floyd, e considero il suo primo album solista la prova schiacciante di questo. Io credo che la lora vena creativa si sia esaurita dopo Wish You Were Here senza nulla togliere al capolavoro del Muro. Non conosci ancora i RadioHead ? Ti invidio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Plessus, l&#8217;ultima mia affermazione era provocatoria. Considero Roger Waters i Pink Floyd, e considero il suo primo album solista la prova schiacciante di questo. Io credo che la lora vena creativa si sia esaurita dopo Wish You Were Here senza nulla togliere al capolavoro del Muro. Non conosci ancora i RadioHead ? Ti invidio&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94149</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:53:31 +0000</pubDate>
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		<description>Diego, i Pink Floyd hanno esaurito la loro vena creativa nel ’94 con l’ultimo album in studio, the division bell. L’ennesima, e spero ultima, loro uscita sotto forma di raccolta è Oh, by the way, un cofanone uscito mi sembra l’anno scorso. The Pros and Cons of HitchHiking è il primo di Roger Waters da solista.
Farò un salto in torrent per i Radiohead, siete piuttosto convincenti.

Concordo anch'io sul fatto che John Zorn è bravo. Salvo quando scorreggia nel sax, e purtroppo lo fa spesso. O sono probabilmente io che non lo capisco.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diego, i Pink Floyd hanno esaurito la loro vena creativa nel ’94 con l’ultimo album in studio, the division bell. L’ennesima, e spero ultima, loro uscita sotto forma di raccolta è Oh, by the way, un cofanone uscito mi sembra l’anno scorso. The Pros and Cons of HitchHiking è il primo di Roger Waters da solista.<br />
Farò un salto in torrent per i Radiohead, siete piuttosto convincenti.</p>
<p>Concordo anch&#8217;io sul fatto che John Zorn è bravo. Salvo quando scorreggia nel sax, e purtroppo lo fa spesso. O sono probabilmente io che non lo capisco.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94136</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 07:52:36 +0000</pubDate>
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		<description>credo sia una questione di sensi, di musica da ascoltare con le orecchie e musica da ascoltare con la pancia. Orfani di roger waters (quindi dei pink floyd)  aspettavamo da tempo che qualcuno smuovesse gli intestini. Sulla copertina di ok computer avrebbero dovuto inserire un'etichetta: attenzione, genera dipendenza!. Poi nasce un senso di appartenenza alla casta dei RHologi, di difesa, e di evangelizzazione continua tra gli amici, i colleghi, i parenti. Inutile pero' fare classifiche. Ok Computer, votato come miglior disco del decennio passato sara' probabilmente il miglior disco anche nel decennio a venire. In Raimbows e' da digerire, da assumere almeno 5-6 volte per intero, anche in macchina, meglio a casa, preferibilmente pero' in cuffia. Una volta assimilato generera' nel paziente una malattia dai contorni simili a quella di Ok Computer, dai sintomi di cui abbiamo bisogno. Perche' i RH sono perfetti per dare un senso alla coda del mattino, per immaginare che ci sia dell'altro, qualcosa che assomigli a una speranza, per iniziare e chiudere una travolgente storia d'amore, per ascoltare un frigobar che ronza discreto nella notte in una stanza di un albergo in fondo all'Europa, per rendersi conto che dell'altro...non c'e'. Per tutto il resto c'e' Ligabue e Jovanotti. Nota per Biondillo: L'ultimo disco dei PF non e' The Final Cut ma The Pros and Cons of HitchHiking.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo sia una questione di sensi, di musica da ascoltare con le orecchie e musica da ascoltare con la pancia. Orfani di roger waters (quindi dei pink floyd)  aspettavamo da tempo che qualcuno smuovesse gli intestini. Sulla copertina di ok computer avrebbero dovuto inserire un&#8217;etichetta: attenzione, genera dipendenza!. Poi nasce un senso di appartenenza alla casta dei RHologi, di difesa, e di evangelizzazione continua tra gli amici, i colleghi, i parenti. Inutile pero&#8217; fare classifiche. Ok Computer, votato come miglior disco del decennio passato sara&#8217; probabilmente il miglior disco anche nel decennio a venire. In Raimbows e&#8217; da digerire, da assumere almeno 5-6 volte per intero, anche in macchina, meglio a casa, preferibilmente pero&#8217; in cuffia. Una volta assimilato generera&#8217; nel paziente una malattia dai contorni simili a quella di Ok Computer, dai sintomi di cui abbiamo bisogno. Perche&#8217; i RH sono perfetti per dare un senso alla coda del mattino, per immaginare che ci sia dell&#8217;altro, qualcosa che assomigli a una speranza, per iniziare e chiudere una travolgente storia d&#8217;amore, per ascoltare un frigobar che ronza discreto nella notte in una stanza di un albergo in fondo all&#8217;Europa, per rendersi conto che dell&#8217;altro&#8230;non c&#8217;e&#8217;. Per tutto il resto c&#8217;e&#8217; Ligabue e Jovanotti. Nota per Biondillo: L&#8217;ultimo disco dei PF non e&#8217; The Final Cut ma The Pros and Cons of HitchHiking.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94121</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 19:40:33 +0000</pubDate>
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		<description>Aditus chiede: "Che te ne pare di John Zorn?"

"Che è bravo", come giudizio ultrasintetico, ti può bastare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aditus chiede: &#8220;Che te ne pare di John Zorn?&#8221;</p>
<p>&#8220;Che è bravo&#8221;, come giudizio ultrasintetico, ti può bastare?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: aditus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94108</link>
		<dc:creator>aditus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 16:29:49 +0000</pubDate>
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		<description>@GB. Che te ne pare di John Zorn?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@GB. Che te ne pare di John Zorn?</p>
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	</item>
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		<title>Di: giulia fazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94090</link>
		<dc:creator>giulia fazzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:53:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6141#comment-94090</guid>
		<description>I Radiohead sono la mia colonna sonora esistenziale dal 1997. Anche per me Ok Computer è stato una folgorazione e da allora non li ho più abbandonati. E anche io adoro Kid A/Amnesiac, ma anche le cose che hanno fatto dopo. In effetti, sono lontane anni luce rispetto ai primi due album. (In The Bends, però, c'è Street Spirit, una delle loro cose più devastanti a livello emotivo, e chi l'ha sentita dal vivo lo può confermare...). 
Gli After fanno un "pop grazioso"? no, dai... ma no!! :)

giulia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I Radiohead sono la mia colonna sonora esistenziale dal 1997. Anche per me Ok Computer è stato una folgorazione e da allora non li ho più abbandonati. E anche io adoro Kid A/Amnesiac, ma anche le cose che hanno fatto dopo. In effetti, sono lontane anni luce rispetto ai primi due album. (In The Bends, però, c&#8217;è Street Spirit, una delle loro cose più devastanti a livello emotivo, e chi l&#8217;ha sentita dal vivo lo può confermare&#8230;).<br />
Gli After fanno un &#8220;pop grazioso&#8221;? no, dai&#8230; ma no!! :)</p>
<p>giulia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94066</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 22:25:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6141#comment-94066</guid>
		<description>Andrea dice: "quella sul rock italiano che non esiste mi è parsa più una battuta per far drizzare le orecchie e scatenare le tastiere"

In effetti... ;-)

Se vuoi te ne dico un'altra: i Baustelle alla terza canzone mi fanno cadere in catalessi. ;-)))

(concerto pazzesco, sotto la pioggia, col culo bagnato e i piedi a mollo... non ho più l'età per queste cose...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea dice: &#8220;quella sul rock italiano che non esiste mi è parsa più una battuta per far drizzare le orecchie e scatenare le tastiere&#8221;</p>
<p>In effetti&#8230; ;-)</p>
<p>Se vuoi te ne dico un&#8217;altra: i Baustelle alla terza canzone mi fanno cadere in catalessi. ;-)))</p>
<p>(concerto pazzesco, sotto la pioggia, col culo bagnato e i piedi a mollo&#8230; non ho più l&#8217;età per queste cose&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94047</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 16:23:33 +0000</pubDate>
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		<description>Ho scordato di dire che i Radiohead piacciono molto anche a me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scordato di dire che i Radiohead piacciono molto anche a me.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94046</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 16:21:32 +0000</pubDate>
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		<description>"Gli Afterhours fanno un pop grazioso"

Uhm, giudizio curioso, Agnelli è famoso per ballate struggenti come per pezzi di un'aggressività sonora assoluta, non certo ospitali per le orecchie dell'ascoltatore.
Comunque quella sul rock italiano che non esiste mi è parsa più una battuta per far drizzare le orecchie e scatenare le tastiere, quindi non mi ci fisso più di tanto. Ascolto con molto piacere Baustelle, Afterhours, Marlene Kuntz, Giancarlo Onorato eccetera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Gli Afterhours fanno un pop grazioso&#8221;</p>
<p>Uhm, giudizio curioso, Agnelli è famoso per ballate struggenti come per pezzi di un&#8217;aggressività sonora assoluta, non certo ospitali per le orecchie dell&#8217;ascoltatore.<br />
Comunque quella sul rock italiano che non esiste mi è parsa più una battuta per far drizzare le orecchie e scatenare le tastiere, quindi non mi ci fisso più di tanto. Ascolto con molto piacere Baustelle, Afterhours, Marlene Kuntz, Giancarlo Onorato eccetera.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94045</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 16:13:37 +0000</pubDate>
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		<description>Stupefacente, oppure perché stupirsi: è normale, come alcuni pensieri, esperienze e tagli con l’accetta di Gianni Biondillo si possano sovrapporre ai miei senza una sbavatura di differenza. Anzi, solo quattro anni d’età. Fu infatti Wish you were here ricevuto in regalo per il quattordicesimo compleanno a cambiare radicalmente i miei gusti musicali. Dalla immatura superficie d’ascolto di Liszt, Gerschwin, Mozart, Beethoven, mi immergei completamente in quel fluido rosa che mi fece crescere i capelli nella mia camera donde una volta inducevo ad una stratosferica estensione il regno dei signori Pink Floyd. Ne dominavo l’espansione con il controllo del volume, ed ero io stesso dominato da questa estensione audio con video interno in grado di regolare i controlli per il cuore del sole, ero esaltato dal lato oscuro della luna, abbagliato dallo splendore del pazzo diamante, posseduto dalla supremazia del suo intimo taglio definitivo, in riflessione ai confini del muro e perso nella follia del suo cosmico significato introspettivo…
Bah. Anche il sottoscritto crede che nella musica sia essenzialmente il suono a conquistare l’individuo che ascolta. Più che il testo, sul quale, si riflette. Su cui ci si può discutere. O si impara. E’ però il suono, scevro dalle caratteristiche intrinseche del testo - che insegna, indica, racconta, dedica, suggerisce - che impatta sull’anima. Che scuote il corpo, o lo culla, e rende vibratile l’epidermide, come assorbissimo qualcosa di tangibile. Non so cosa sia l’anima. Ma è da questo luogo imprecisato ed imprecisabile che sgorga e si dipana lentamente, o percorre la carne alla velocità di una scossa elettrica, il brivido assolutamente personale ed individualistico da cui, a turno, ciascuno di noi viene piacevolmente posseduto. E che rende impossibile l’ascolto in sottofondo, o condurre qualsivoglia attività che implichi un utilizzo più che parziale della ragione.
Credo sia questa la chiave interpretativa che molti di noi hanno dimenticato chiusa nel cassetto dei propri vent’anni. E’ molto bella, Gianni, l’immagine del drogato in crisi d’astinenza con cui ti sei dipinto quando hai finalmente scoperto i Radiohead. Le cui sonorità, per inciso, ancora non mi hanno convinto appieno forse perché sempre ascoltati superficialmente. Mi hai fatto venir voglia di ascoltarli meglio… 
Nell’improbabilità di ritrovarsi posseduto da adulto dalle stesse percussività, o inondazioni, animiste, animose, animali prodotte dall’ascolto di un brano musicale, rimango convinto che sia quasi doveroso accontentare questa sorta di esigenza carnale. Qualcosa di creativo, in giro, c’è. Pronto a sorprendere noi stessi per la diversità di genere. Basta esplorare qualche orizzonte finora sconosciuto. Ce ne sono di vastissimi, pronti a rigenerare la propria playlist personale.
Da Chet Baker e John Coltrane, scoperti troppo tardi, ai Muse (non l’ultimo lavoro) e ai Mars Volta (anch’essi, purtroppo, in calando emotivo), rimanendo nei territori rock. 
Grazie, Gianni. Grande pezzo, bello e intimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stupefacente, oppure perché stupirsi: è normale, come alcuni pensieri, esperienze e tagli con l’accetta di Gianni Biondillo si possano sovrapporre ai miei senza una sbavatura di differenza. Anzi, solo quattro anni d’età. Fu infatti Wish you were here ricevuto in regalo per il quattordicesimo compleanno a cambiare radicalmente i miei gusti musicali. Dalla immatura superficie d’ascolto di Liszt, Gerschwin, Mozart, Beethoven, mi immergei completamente in quel fluido rosa che mi fece crescere i capelli nella mia camera donde una volta inducevo ad una stratosferica estensione il regno dei signori Pink Floyd. Ne dominavo l’espansione con il controllo del volume, ed ero io stesso dominato da questa estensione audio con video interno in grado di regolare i controlli per il cuore del sole, ero esaltato dal lato oscuro della luna, abbagliato dallo splendore del pazzo diamante, posseduto dalla supremazia del suo intimo taglio definitivo, in riflessione ai confini del muro e perso nella follia del suo cosmico significato introspettivo…<br />
Bah. Anche il sottoscritto crede che nella musica sia essenzialmente il suono a conquistare l’individuo che ascolta. Più che il testo, sul quale, si riflette. Su cui ci si può discutere. O si impara. E’ però il suono, scevro dalle caratteristiche intrinseche del testo - che insegna, indica, racconta, dedica, suggerisce - che impatta sull’anima. Che scuote il corpo, o lo culla, e rende vibratile l’epidermide, come assorbissimo qualcosa di tangibile. Non so cosa sia l’anima. Ma è da questo luogo imprecisato ed imprecisabile che sgorga e si dipana lentamente, o percorre la carne alla velocità di una scossa elettrica, il brivido assolutamente personale ed individualistico da cui, a turno, ciascuno di noi viene piacevolmente posseduto. E che rende impossibile l’ascolto in sottofondo, o condurre qualsivoglia attività che implichi un utilizzo più che parziale della ragione.<br />
Credo sia questa la chiave interpretativa che molti di noi hanno dimenticato chiusa nel cassetto dei propri vent’anni. E’ molto bella, Gianni, l’immagine del drogato in crisi d’astinenza con cui ti sei dipinto quando hai finalmente scoperto i Radiohead. Le cui sonorità, per inciso, ancora non mi hanno convinto appieno forse perché sempre ascoltati superficialmente. Mi hai fatto venir voglia di ascoltarli meglio…<br />
Nell’improbabilità di ritrovarsi posseduto da adulto dalle stesse percussività, o inondazioni, animiste, animose, animali prodotte dall’ascolto di un brano musicale, rimango convinto che sia quasi doveroso accontentare questa sorta di esigenza carnale. Qualcosa di creativo, in giro, c’è. Pronto a sorprendere noi stessi per la diversità di genere. Basta esplorare qualche orizzonte finora sconosciuto. Ce ne sono di vastissimi, pronti a rigenerare la propria playlist personale.<br />
Da Chet Baker e John Coltrane, scoperti troppo tardi, ai Muse (non l’ultimo lavoro) e ai Mars Volta (anch’essi, purtroppo, in calando emotivo), rimanendo nei territori rock.<br />
Grazie, Gianni. Grande pezzo, bello e intimo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94044</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:44:59 +0000</pubDate>
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		<description>Orsola, sei adorabile!

(vado al concerto, ciao)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Orsola, sei adorabile!</p>
<p>(vado al concerto, ciao)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: orsola puecher</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94043</link>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:35:26 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;Quando tu entri a 14 anni, nel mondo della musica con John Coltrane, tutto il resto non ti sembra mai all’altezza.&lt;/i&gt;

è come quando entri a 7 con Stockhausen:
non è questione di altezza ma di frequenza
finisce che alla fine ti da sollievo quella malinconia strascicata ed azzurrina dei Radiohead
deve essere una compensazione di elettroni zoppi ed inquieti che cercano quiete e legami stabili

,\\'</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>Quando tu entri a 14 anni, nel mondo della musica con John Coltrane, tutto il resto non ti sembra mai all’altezza.</i></p>
<p>è come quando entri a 7 con Stockhausen:<br />
non è questione di altezza ma di frequenza<br />
finisce che alla fine ti da sollievo quella malinconia strascicata ed azzurrina dei Radiohead<br />
deve essere una compensazione di elettroni zoppi ed inquieti che cercano quiete e legami stabili</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fede</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94042</link>
		<dc:creator>fede</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:25:43 +0000</pubDate>
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		<description>Je suis snob, cantava il buon vecchio Vian...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Je suis snob, cantava il buon vecchio Vian&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio falcone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94041</link>
		<dc:creator>sergio falcone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:16:11 +0000</pubDate>
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		<description>... e Janis non era l'unica ad essere degna di nota.
Se penso alle musiche improbabili ed improponibili che ci hanno costretto a digerire, quando eravamo adolescenti... E le spacciavano per capolavori, per originali ed innovative... Sic!
Ma il livello medio delle produzioni di allora era notevolmente, ed ancora notevolmente più alto. Assieme alla sincerità.
(Cos'è più la sincerità?... E cos'è più... ?...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e Janis non era l&#8217;unica ad essere degna di nota.<br />
Se penso alle musiche improbabili ed improponibili che ci hanno costretto a digerire, quando eravamo adolescenti&#8230; E le spacciavano per capolavori, per originali ed innovative&#8230; Sic!<br />
Ma il livello medio delle produzioni di allora era notevolmente, ed ancora notevolmente più alto. Assieme alla sincerità.<br />
(Cos&#8217;è più la sincerità?&#8230; E cos&#8217;è più&#8230; ?&#8230;).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: magda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94040</link>
		<dc:creator>magda</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:04:58 +0000</pubDate>
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		<description>cmq c'entro qualchecosa con il clamore di questi ultimi tempi sul gruppo...persino Moretti li ha usati nel suo caos calmo.  c'entro qualcosa anche con caos calmo....poi penso di c'entrare qualcosa con Lorenzo quando dice: tutte le forze della natura si scatenano in te che sei...una roccia sei una pianta sei un uragano.... beh forse in questo tutte le donne s'immedesimano.
insomma io  c'entro ma  non voglio...ah....avete sentito la collection the best of janis joplin? il doppio cd in offerta ......una cosa da panico! "summertime" è qualcosa di ....insomma ....insuperabile da 40 anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cmq c&#8217;entro qualchecosa con il clamore di questi ultimi tempi sul gruppo&#8230;persino Moretti li ha usati nel suo caos calmo.  c&#8217;entro qualcosa anche con caos calmo&#8230;.poi penso di c&#8217;entrare qualcosa con Lorenzo quando dice: tutte le forze della natura si scatenano in te che sei&#8230;una roccia sei una pianta sei un uragano&#8230;. beh forse in questo tutte le donne s&#8217;immedesimano.<br />
insomma io  c&#8217;entro ma  non voglio&#8230;ah&#8230;.avete sentito la collection the best of janis joplin? il doppio cd in offerta &#8230;&#8230;una cosa da panico! &#8220;summertime&#8221; è qualcosa di &#8230;.insomma &#8230;.insuperabile da 40 anni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94039</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:59:47 +0000</pubDate>
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		<description>E comunque: Il Banco fa parte della stagione della PFM, Area, etc. non li metterei dentro questo discorso. 
Gli Afterhours fanno un pop grazioso, non a caso Mina ha cantato una loro canzone. I Marlene Kuntz, nel panorama rock mondiale, sono un gruppo come tanti, l'ennesimo. I Litfiba, quando eravamo in 15 in tutta Italia ad ascoltarli (davvero moltissimi lustri fa) già mi annoiavano per prevedibilità.
E' tutta gente che ho ascoltato e tutt'ora ascolto, così come ascolto molta musica pop, meno saccente e autocelebrativa. E in fondo più onesta.
Ma l'ho detto, sono uno snob. Quando tu entri a 14 anni, nel mondo della musica con John Coltrane, tutto il resto non ti sembra mai all'altezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E comunque: Il Banco fa parte della stagione della PFM, Area, etc. non li metterei dentro questo discorso.<br />
Gli Afterhours fanno un pop grazioso, non a caso Mina ha cantato una loro canzone. I Marlene Kuntz, nel panorama rock mondiale, sono un gruppo come tanti, l&#8217;ennesimo. I Litfiba, quando eravamo in 15 in tutta Italia ad ascoltarli (davvero moltissimi lustri fa) già mi annoiavano per prevedibilità.<br />
E&#8217; tutta gente che ho ascoltato e tutt&#8217;ora ascolto, così come ascolto molta musica pop, meno saccente e autocelebrativa. E in fondo più onesta.<br />
Ma l&#8217;ho detto, sono uno snob. Quando tu entri a 14 anni, nel mondo della musica con John Coltrane, tutto il resto non ti sembra mai all&#8217;altezza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fede</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94038</link>
		<dc:creator>fede</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:33:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6141#comment-94038</guid>
		<description>A parte gli After e i Marlene, la new wave fiorentina degli anni '80 Diaframma-Litfiba dove la mettiamo? E il Banco del mutuo soccorso dove lo mettiamo? E il Rock punk dei Franti? Comunque j'adore Radiohead, nel post di stamani mica l'avevo detto, e Ok computer è davvero un bellissimo disco, ma anche Mellon Collie degli Smashing, per restare nei '90, lo era, e forse anche... buon concerto, beati voi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A parte gli After e i Marlene, la new wave fiorentina degli anni &#8216;80 Diaframma-Litfiba dove la mettiamo? E il Banco del mutuo soccorso dove lo mettiamo? E il Rock punk dei Franti? Comunque j&#8217;adore Radiohead, nel post di stamani mica l&#8217;avevo detto, e Ok computer è davvero un bellissimo disco, ma anche Mellon Collie degli Smashing, per restare nei &#8216;90, lo era, e forse anche&#8230; buon concerto, beati voi!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/17/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead/#comment-94037</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:31:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6141#comment-94037</guid>
		<description>Dai, Andrea, mica vengo giù con la piena... ;-)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dai, Andrea, mica vengo giù con la piena&#8230; ;-)))</p>
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	</item>
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