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	<title>Commenti a: Dalla Milano da bere a quella da vomitare #1</title>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Dalla Milano da bere a quella da vomitare #2</title>
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		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; &#187; Dalla Milano da bere a quella da vomitare #2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 06:00:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] su La Tribuna. La prima puntata qui. [...]</description>
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		<title>Di: Psicamoro</title>
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		<dc:creator>Psicamoro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 22:09:32 +0000</pubDate>
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		<description>In quegli anni Milano era un circolo persiano perennemente addobato per Natale. Mi ricordo i Pellegrini e i mandarini, assieme nella capanna del presepe. Nel Bar Magenta si fondò Lotta Continua: con quella pubblicità l&#039;Amaro Ramazzoti fece digerire tutti i dissaporti e fece di quel covo di estremisti di sinistra il nucleo del nuovo partito dell&#039;etere. Ma in fondo l&#039;amavo: avevo meno di dieci anni, mi affacciavo al balcone dell&#039;ultimo piano di un palazzone sperso nell&#039;altomilanese e in fondo, ma proprio in fondo, vedevo le lucine delle ciminiere della raffineria di Pero, immersa nel nero. Erano le luci della città.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In quegli anni Milano era un circolo persiano perennemente addobato per Natale. Mi ricordo i Pellegrini e i mandarini, assieme nella capanna del presepe. Nel Bar Magenta si fondò Lotta Continua: con quella pubblicità l&#8217;Amaro Ramazzoti fece digerire tutti i dissaporti e fece di quel covo di estremisti di sinistra il nucleo del nuovo partito dell&#8217;etere. Ma in fondo l&#8217;amavo: avevo meno di dieci anni, mi affacciavo al balcone dell&#8217;ultimo piano di un palazzone sperso nell&#8217;altomilanese e in fondo, ma proprio in fondo, vedevo le lucine delle ciminiere della raffineria di Pero, immersa nel nero. Erano le luci della città.</p>
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	<item>
		<title>Di: Amaro Ramazzotti: the celebration of Urban Life &#171; the downtown creator</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94896</link>
		<dc:creator>Amaro Ramazzotti: the celebration of Urban Life &#171; the downtown creator</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 16:58:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] 8, 2008 by marco    I read today some posts about Milan (here, here and here), and my mind came back to one of the most famous ads who celebrated urban life. The scene is in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] 8, 2008 by marco    I read today some posts about Milan (here, here and here), and my mind came back to one of the most famous ads who celebrated urban life. The scene is in [...]</p>
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		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94776</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 21:16:38 +0000</pubDate>
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		<description>Mille grazie Nina per il tuo intervento.

In pillole: ho accolto il suggerimento e sostituito L&#039;eclisse con La notte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mille grazie Nina per il tuo intervento.</p>
<p>In pillole: ho accolto il suggerimento e sostituito L&#8217;eclisse con La notte.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: in pillole</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94775</link>
		<dc:creator>in pillole</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 21:08:51 +0000</pubDate>
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		<description>caro biondillo
il bar magenta era già mitico nell&#039;altrettanto mitico &#039;68. studenti della cattolica e poliziotti giocavano a biliardo insieme. già segno dei tempi.

di antonioni sarebbe stato meglio ricordare la notte, ambientato a milano, in estate.
alle anime belle che credono fosse meglio allora. miracolo a milano.

il problema è sempre confondere un&#039;età biologica, di ciascuno, con un&#039;età storica, di tutti.

basta guardare indietro, basta pensarsi belli allora e squallidi oggi. eravate altrettanto orrendi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro biondillo<br />
il bar magenta era già mitico nell&#8217;altrettanto mitico &#8216;68. studenti della cattolica e poliziotti giocavano a biliardo insieme. già segno dei tempi.</p>
<p>di antonioni sarebbe stato meglio ricordare la notte, ambientato a milano, in estate.<br />
alle anime belle che credono fosse meglio allora. miracolo a milano.</p>
<p>il problema è sempre confondere un&#8217;età biologica, di ciascuno, con un&#8217;età storica, di tutti.</p>
<p>basta guardare indietro, basta pensarsi belli allora e squallidi oggi. eravate altrettanto orrendi.</p>
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	<item>
		<title>Di: Nina Maroccolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94769</link>
		<dc:creator>Nina Maroccolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:33:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6336#comment-94769</guid>
		<description>Caro Franz,
ho molto apprezzato il tuo articolo e la sua prosa agile, nervosa. Tuttavia non posso tacerti la mia riflessione sulla &quot;milanesità&quot;.
Questo suo vivere nel nascondimento, non mi fa amare Milano. 
Perdona, Franz, sono belli e ricchi i momenti in cui essa si è aperta agli altri umanamente e socialmente: non dimentico che l&#039;Ottocento povero e solidale si chiude con le tragiche cannonate di Bava Beccaris, così come il Novecento futurista si apre con &quot;La città che sale&quot; di Boccioni. 
Gli slogans citati erano certo una fervorosa aspettativa degli anni del boom, oltre che un preciso lampo pubblicitario. E&#039; stata la genialità dei suoi autori ad avvertire una non-primeva chiusura di questo centro polimorfico in vetta alle classifiche italiane delle città da conquistare al consumismo. Erano gli anni (1959) in cui Elio Pagliarani scriveva &quot;La ragazza Carla&quot;, e Milano veniva chiamata &quot;la capitale morale&quot; dell&#039;Italia.
Craxi andava ancora a scuola.
La pubblicità era dunque un amplificatore per dire che Milano esisteva.
Ce n&#039;eravamo già accorti. Contestualmente agli episodi trucidi nelle fabbriche dai sogni alternativi a quelli grigioagnelliani, il caos degli anni Settanta e la bomba di Piazza Fontana, le avanguardie artistiche (sì, lo &quot;spazialismo&quot; del grande Lucio Fontana; &quot;Civiltà delle Macchine&quot; di Sinisgalli). 
Poi, la moda: il catapultarsi europeo ed internazionale, l&#039;Himalaya trendy da Camera di Commercio. 
Malgrado ciò Milano, come cantava Joe del gruppo &quot;La Crus&quot;, ha continuato, e continua, a pullulare di tristezza. 
Preservate questa città anche affascinante, il Duomo, Sant&#039;Ambrogio, la Stazione, la Galleria, i navigli, con trincee difensive che proprio non occorrono. Persino Alda Merini potrebbe dirlo:
&quot;Milano dai vorticosi pensieri / dove le mille allegrie / muoiono piangenti sul Naviglio&quot;. Ma poi ne declama le &quot;mammelle amorose&quot;, come l&#039;auspicio di un rinascere attraverso il generoso nutrimento materno.
Ed oggi che tutto fa tendenza? Tanto stile di vita così perfetto odora d&#039;imperfezione malcelata. Top ten della vita letteraria italiana, i grossi editori si dimenticano che esiste un Centro-Sud prolifico di magnifici autori del Sottosuolo da portare alla luce. Eppure tutto si ferma a mezz&#039;aria: Roma sembra già il caos, e non a torto. La capitale dei parassiti incompetenti, della dispersione di forze energiche, di una politica che non fa rima con etica... Fin qui concordo.
Roma non è amata, ma ha i suoi pregi. E non è l&#039;unica.
Calindri è passato anche di qui: il Cynar e l&#039;amaro Ramazzotti sono un bene comune.
Ecco forse perché, nel tuo immaginario anni Sessanta, hai confuso &quot;L&#039;Eclisse&quot; di Antonioni, girato a Roma, all&#039;EUR, con &quot;La Notte&quot; del medesimo, tutta ambientata a Milano.
Eppure lassù, l&#039;altitudine può inaridire perfino la caligine. 
Potrei dire:
ALTITUDINI DEL SE&#039;
QUAGGIU&#039;-
intendendo quella massa di artisti liberi, slegati dalla logica burocratica del perfezionismo remunerativo o dagli agganci editorial-discografici, che non saranno mai o quasi fatti oggetto di eccessive attenzioni. E le poche eccezioni confermano la regola. 
Quaggiù invece, sì che ci sarebbero molti benefici &quot;carciofi&quot; illuminati di virtù e talento. Venghino, venghino, lor Signori!
Senza confinarci dentro il logorio di una modernità che forse non è mai nata, come la Seconda Repubblica.
*
Nina Maroccolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franz,<br />
ho molto apprezzato il tuo articolo e la sua prosa agile, nervosa. Tuttavia non posso tacerti la mia riflessione sulla &#8220;milanesità&#8221;.<br />
Questo suo vivere nel nascondimento, non mi fa amare Milano.<br />
Perdona, Franz, sono belli e ricchi i momenti in cui essa si è aperta agli altri umanamente e socialmente: non dimentico che l&#8217;Ottocento povero e solidale si chiude con le tragiche cannonate di Bava Beccaris, così come il Novecento futurista si apre con &#8220;La città che sale&#8221; di Boccioni.<br />
Gli slogans citati erano certo una fervorosa aspettativa degli anni del boom, oltre che un preciso lampo pubblicitario. E&#8217; stata la genialità dei suoi autori ad avvertire una non-primeva chiusura di questo centro polimorfico in vetta alle classifiche italiane delle città da conquistare al consumismo. Erano gli anni (1959) in cui Elio Pagliarani scriveva &#8220;La ragazza Carla&#8221;, e Milano veniva chiamata &#8220;la capitale morale&#8221; dell&#8217;Italia.<br />
Craxi andava ancora a scuola.<br />
La pubblicità era dunque un amplificatore per dire che Milano esisteva.<br />
Ce n&#8217;eravamo già accorti. Contestualmente agli episodi trucidi nelle fabbriche dai sogni alternativi a quelli grigioagnelliani, il caos degli anni Settanta e la bomba di Piazza Fontana, le avanguardie artistiche (sì, lo &#8220;spazialismo&#8221; del grande Lucio Fontana; &#8220;Civiltà delle Macchine&#8221; di Sinisgalli).<br />
Poi, la moda: il catapultarsi europeo ed internazionale, l&#8217;Himalaya trendy da Camera di Commercio.<br />
Malgrado ciò Milano, come cantava Joe del gruppo &#8220;La Crus&#8221;, ha continuato, e continua, a pullulare di tristezza.<br />
Preservate questa città anche affascinante, il Duomo, Sant&#8217;Ambrogio, la Stazione, la Galleria, i navigli, con trincee difensive che proprio non occorrono. Persino Alda Merini potrebbe dirlo:<br />
&#8220;Milano dai vorticosi pensieri / dove le mille allegrie / muoiono piangenti sul Naviglio&#8221;. Ma poi ne declama le &#8220;mammelle amorose&#8221;, come l&#8217;auspicio di un rinascere attraverso il generoso nutrimento materno.<br />
Ed oggi che tutto fa tendenza? Tanto stile di vita così perfetto odora d&#8217;imperfezione malcelata. Top ten della vita letteraria italiana, i grossi editori si dimenticano che esiste un Centro-Sud prolifico di magnifici autori del Sottosuolo da portare alla luce. Eppure tutto si ferma a mezz&#8217;aria: Roma sembra già il caos, e non a torto. La capitale dei parassiti incompetenti, della dispersione di forze energiche, di una politica che non fa rima con etica&#8230; Fin qui concordo.<br />
Roma non è amata, ma ha i suoi pregi. E non è l&#8217;unica.<br />
Calindri è passato anche di qui: il Cynar e l&#8217;amaro Ramazzotti sono un bene comune.<br />
Ecco forse perché, nel tuo immaginario anni Sessanta, hai confuso &#8220;L&#8217;Eclisse&#8221; di Antonioni, girato a Roma, all&#8217;EUR, con &#8220;La Notte&#8221; del medesimo, tutta ambientata a Milano.<br />
Eppure lassù, l&#8217;altitudine può inaridire perfino la caligine.<br />
Potrei dire:<br />
ALTITUDINI DEL SE&#8217;<br />
QUAGGIU&#8217;-<br />
intendendo quella massa di artisti liberi, slegati dalla logica burocratica del perfezionismo remunerativo o dagli agganci editorial-discografici, che non saranno mai o quasi fatti oggetto di eccessive attenzioni. E le poche eccezioni confermano la regola.<br />
Quaggiù invece, sì che ci sarebbero molti benefici &#8220;carciofi&#8221; illuminati di virtù e talento. Venghino, venghino, lor Signori!<br />
Senza confinarci dentro il logorio di una modernità che forse non è mai nata, come la Seconda Repubblica.<br />
*<br />
Nina Maroccolo</p>
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	<item>
		<title>Di: Juliette</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94768</link>
		<dc:creator>Juliette</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:15:39 +0000</pubDate>
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		<description>ida in realtà mi hai fatto venire un&#039;idea, grazie. ;))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ida in realtà mi hai fatto venire un&#8217;idea, grazie. ;))</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94767</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:50:16 +0000</pubDate>
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		<description>Mi scuso con i lettori, è vero che L&#039;Eclisse si svolge totalmente a Roma. Forse le scene girate alla Borsa mi hanno rimandato un ricordo (di qualche anno) completamente sballato, facendomi ripensare alla Borsa di Milano. E&#039;pur vero - ma questo non mi giustifica - che in quel film si respira un&#039;aria di indeterminatezza che si attaglia in qualche modo a MIlano. L&#039;EUR può far pensare alla periferia, o alla zona Fiera.

Ida: penso che la prossima puntata uscirà il 15 luglio. Grazie dell&#039;attenzione e ancora tante scuse ai lettori e commentatori per lo svarione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso con i lettori, è vero che L&#8217;Eclisse si svolge totalmente a Roma. Forse le scene girate alla Borsa mi hanno rimandato un ricordo (di qualche anno) completamente sballato, facendomi ripensare alla Borsa di Milano. E&#8217;pur vero &#8211; ma questo non mi giustifica &#8211; che in quel film si respira un&#8217;aria di indeterminatezza che si attaglia in qualche modo a MIlano. L&#8217;EUR può far pensare alla periferia, o alla zona Fiera.</p>
<p>Ida: penso che la prossima puntata uscirà il 15 luglio. Grazie dell&#8217;attenzione e ancora tante scuse ai lettori e commentatori per lo svarione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ida</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94764</link>
		<dc:creator>ida</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 16:45:39 +0000</pubDate>
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		<description>Juliette?

guarda che ho capito. Nè ho intenti polemici. Mi limito ad avere un sentire leggermente difforme. Forse un pochino più severo sul &quot;prima&quot;. Il che non toglie che tutto ciò sia scritto bene, e che io aspetti di leggere il resto con curiosità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Juliette?</p>
<p>guarda che ho capito. Nè ho intenti polemici. Mi limito ad avere un sentire leggermente difforme. Forse un pochino più severo sul &#8220;prima&#8221;. Il che non toglie che tutto ciò sia scritto bene, e che io aspetti di leggere il resto con curiosità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: imbarazzo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94763</link>
		<dc:creator>imbarazzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 16:45:03 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dispiace per il relatore dell&#039;articolo ma L&#039;Eclisse di Antonioni si svolge interamente a Roma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace per il relatore dell&#8217;articolo ma L&#8217;Eclisse di Antonioni si svolge interamente a Roma.</p>
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	<item>
		<title>Di: Juliette</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94755</link>
		<dc:creator>Juliette</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 14:04:00 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Erano finiti i tempi della Milano antonioniana disarcionata da se stessa, quella de L’eclisse, una Milano che si spegne malinconicamente la sera, lasciando andare i propri personaggi verso l’oblio, defluire verso l’indistinto&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Erano finiti i tempi della Milano antonioniana disarcionata da se stessa, quella de L’eclisse, una Milano che si spegne malinconicamente la sera, lasciando andare i propri personaggi verso l’oblio, defluire verso l’indistinto&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ida</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94754</link>
		<dc:creator>ida</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 13:29:53 +0000</pubDate>
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		<description>@Juliette
come vuoi.
Mi pare però che il corso della storia milanese sia tutto fuorché sfumato e indefinito. Che sia stato colto benissimo mentre era in atto, e che sia infatti oggi una pietra di paragone, e non un semplice stadio del fluire. E che l&#039;amore sia il modo in cui vuoi chiamare - ma tutto è lecito - un altro sentire preciso, la nostalgia.
Ma ripeto, preferirei leggere il resto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Juliette<br />
come vuoi.<br />
Mi pare però che il corso della storia milanese sia tutto fuorché sfumato e indefinito. Che sia stato colto benissimo mentre era in atto, e che sia infatti oggi una pietra di paragone, e non un semplice stadio del fluire. E che l&#8217;amore sia il modo in cui vuoi chiamare &#8211; ma tutto è lecito &#8211; un altro sentire preciso, la nostalgia.<br />
Ma ripeto, preferirei leggere il resto!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Juliette</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94753</link>
		<dc:creator>Juliette</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 13:16:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6336#comment-94753</guid>
		<description>@ida
nella fantasia si può essere attratti (malsanamente) anche da un ambiente terribile e tormentato. questo, però, non travalica la consapevolezza di una condizione storica. sono due aspetti distinti. non a caso ho utilizzato il termine &quot;amore&quot; che fa a cazzotti con la storia del momento. perché i corsi della storia, come i sentimenti sono, spesso, così sfumati, indefiniti ed è impossibile -- e ancora più malsano -- schedarli in griglie-confini. mi sembra che la rassegna di franz, non a caso, non si muova per blocchi ma segua lo scorrere del vivere milanèse così come viene riportano -alla luce- dalla memoria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ida<br />
nella fantasia si può essere attratti (malsanamente) anche da un ambiente terribile e tormentato. questo, però, non travalica la consapevolezza di una condizione storica. sono due aspetti distinti. non a caso ho utilizzato il termine &#8220;amore&#8221; che fa a cazzotti con la storia del momento. perché i corsi della storia, come i sentimenti sono, spesso, così sfumati, indefiniti ed è impossibile &#8212; e ancora più malsano &#8212; schedarli in griglie-confini. mi sembra che la rassegna di franz, non a caso, non si muova per blocchi ma segua lo scorrere del vivere milanèse così come viene riportano -alla luce- dalla memoria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ida</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94746</link>
		<dc:creator>ida</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 09:32:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6336#comment-94746</guid>
		<description>@Juliette

i miei genitori la ricordano come una città feroce. Forse solo perché la ferocia non era nascosta da tonnellate di fard da velina.
In una famiglia schizofrenica come la mia, con un nonno morto in fabbrica a 45 anni - le circostanze furono all&#039;epoca tali da escludere la morte bianca - e l&#039;altro dell&#039;altissima borghesia, questa ferocia è stata avvertita tanto, ma tanto. 
Ah signor K., l&#039;ufficio stampa dev&#039;essere in verità romano, ma si capiva che parlavo in generale ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Juliette</p>
<p>i miei genitori la ricordano come una città feroce. Forse solo perché la ferocia non era nascosta da tonnellate di fard da velina.<br />
In una famiglia schizofrenica come la mia, con un nonno morto in fabbrica a 45 anni &#8211; le circostanze furono all&#8217;epoca tali da escludere la morte bianca &#8211; e l&#8217;altro dell&#8217;altissima borghesia, questa ferocia è stata avvertita tanto, ma tanto.<br />
Ah signor K., l&#8217;ufficio stampa dev&#8217;essere in verità romano, ma si capiva che parlavo in generale ;)</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Juliette</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94741</link>
		<dc:creator>Juliette</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 09:14:12 +0000</pubDate>
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		<description>@ida
perdona, ma ti sembra che la Milano descritta in quel particolare momento fosse una milano da amare?
semmai una città quasi nascosta a se stessa, ripiegata in un vortice che non lascia tracce al suo passaggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ida<br />
perdona, ma ti sembra che la Milano descritta in quel particolare momento fosse una milano da amare?<br />
semmai una città quasi nascosta a se stessa, ripiegata in un vortice che non lascia tracce al suo passaggio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dalla Milano fascista alla Milano capitale morale &#171; Le cittá sono la ricchezza delle nazioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94737</link>
		<dc:creator>Dalla Milano fascista alla Milano capitale morale &#171; Le cittá sono la ricchezza delle nazioni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 07:48:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] L&#8217;improvvisa e mostruosa crescita, l&#8217;aumento della popolazione e della ricchezza, l&#8217;incredibile livello di attività di ogni genere hanno messo in pericolo il carattere della citta&#8217;. I nuovi distretti, molti di essi costruiti sopra i vecchi vicoli intricati, sono anonimi e senza carattere, fatti da corporazioni per corporazioni, non da uomini per uomini, come si faceva prima. La naturale diffidenza dei Milanesi per la politica significa che anche in citta&#8217; le posizioni di autorità sono affidate a uomini esterni, nelle mani di una burocrazia che viene da altre parti d&#8217;Italia; e questo non ha portato via alla città la propria onesta&#8217;, i bisogni e le tradizioni fondamentali che hanno lasciato spazio alla &#8220;corruzione Romana&#8221;. Tuttavia, ci sono segni che l&#8217;antico spirito di Milano sopravvivera&#8217;; questo potrebbe gradualmente trasformare gli immigrati in Milanesi e fare in modo che anche Roma ascolti. Cosa cambio&#8217; lo spirito di quelli che vivono a Milano e&#8217; il lavoro, che nessuno puo&#8217; evitare. La domanda di un lavoro ben fatto, a tutti i livelli, forza uomini diversi ad adottare simili stili di vita. La furbizia, gli intrighi ed i brogli amministrativi sono utili altrove; la disonesta&#8217;, la prudenza eccessiva e la mancanza di fiducia in se stessi non si adattano bene al ritmo delle macchine, all&#8217;enorme quantita&#8217; di esportazioni e al progresso tecnologico. E&#8217; il lavoro che ha fatto i Milanesi cio&#8217; che sono e che un giorno eventualmente riuscira&#8217; a trasformare gli immigrati in Milanesi.&#8221; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] L&#8217;improvvisa e mostruosa crescita, l&#8217;aumento della popolazione e della ricchezza, l&#8217;incredibile livello di attività di ogni genere hanno messo in pericolo il carattere della citta&#8217;. I nuovi distretti, molti di essi costruiti sopra i vecchi vicoli intricati, sono anonimi e senza carattere, fatti da corporazioni per corporazioni, non da uomini per uomini, come si faceva prima. La naturale diffidenza dei Milanesi per la politica significa che anche in citta&#8217; le posizioni di autorità sono affidate a uomini esterni, nelle mani di una burocrazia che viene da altre parti d&#8217;Italia; e questo non ha portato via alla città la propria onesta&#8217;, i bisogni e le tradizioni fondamentali che hanno lasciato spazio alla &#8220;corruzione Romana&#8221;. Tuttavia, ci sono segni che l&#8217;antico spirito di Milano sopravvivera&#8217;; questo potrebbe gradualmente trasformare gli immigrati in Milanesi e fare in modo che anche Roma ascolti. Cosa cambio&#8217; lo spirito di quelli che vivono a Milano e&#8217; il lavoro, che nessuno puo&#8217; evitare. La domanda di un lavoro ben fatto, a tutti i livelli, forza uomini diversi ad adottare simili stili di vita. La furbizia, gli intrighi ed i brogli amministrativi sono utili altrove; la disonesta&#8217;, la prudenza eccessiva e la mancanza di fiducia in se stessi non si adattano bene al ritmo delle macchine, all&#8217;enorme quantita&#8217; di esportazioni e al progresso tecnologico. E&#8217; il lavoro che ha fatto i Milanesi cio&#8217; che sono e che un giorno eventualmente riuscira&#8217; a trasformare gli immigrati in Milanesi.&#8221; [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: ida</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94734</link>
		<dc:creator>ida</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 04:01:21 +0000</pubDate>
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		<description>@Juliette
non credo che quella Milano sia finita, come invece scrive k. Non so se fosse da amare. 

Tuttavia, per intervenire in merito, aspetto di leggere il seguito. Voglio capire come Milano riesca a diventare un elemento oggettivo/distante - in un autore il cui recente efficace libro, iniviato da un efficace ufficio stampa milanese, è da poco arrivato sulla scrivania di un&#039;efficace precaria, il tutto in elegante atmosfera postamaroramazzottiana. Prima di mettermi le due dita in gola per il &quot;vomitare&quot; del titolo, voglio capire di chi sono le dita, di chi la gola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Juliette<br />
non credo che quella Milano sia finita, come invece scrive k. Non so se fosse da amare. </p>
<p>Tuttavia, per intervenire in merito, aspetto di leggere il seguito. Voglio capire come Milano riesca a diventare un elemento oggettivo/distante &#8211; in un autore il cui recente efficace libro, iniviato da un efficace ufficio stampa milanese, è da poco arrivato sulla scrivania di un&#8217;efficace precaria, il tutto in elegante atmosfera postamaroramazzottiana. Prima di mettermi le due dita in gola per il &#8220;vomitare&#8221; del titolo, voglio capire di chi sono le dita, di chi la gola.</p>
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		<title>Di: Juliette</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94732</link>
		<dc:creator>Juliette</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 22:14:43 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Erano finiti i tempi della Milano antonioniana disarcionata da se stessa, quella de L’eclisse, una Milano che si spegne malinconicamente la sera, lasciando andare i propri personaggi verso l’oblio, defluire verso l’indistinto.&quot;

credo che sia stata, nella mia fantasia, la Milano che avrei potuto amare di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Erano finiti i tempi della Milano antonioniana disarcionata da se stessa, quella de L’eclisse, una Milano che si spegne malinconicamente la sera, lasciando andare i propri personaggi verso l’oblio, defluire verso l’indistinto.&#8221;</p>
<p>credo che sia stata, nella mia fantasia, la Milano che avrei potuto amare di più.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: jolanda catalano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94725</link>
		<dc:creator>jolanda catalano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 18:03:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ma lo sai che sei proprio bravo? 
jol</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma lo sai che sei proprio bravo?<br />
jol</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio falcone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94721</link>
		<dc:creator>sergio falcone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 15:24:22 +0000</pubDate>
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		<description>Efficace. Non c&#039;è null&#039;altro da aggiungere, credo.
Secondo me, siamo anche andati oltre l&#039;ammazzacaffè, in questo luogo che è tutt&#039;altro che un Belpaese.
All&#039;orizzonte, l&#039;Armageddon del neoliberismo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Efficace. Non c&#8217;è null&#8217;altro da aggiungere, credo.<br />
Secondo me, siamo anche andati oltre l&#8217;ammazzacaffè, in questo luogo che è tutt&#8217;altro che un Belpaese.<br />
All&#8217;orizzonte, l&#8217;Armageddon del neoliberismo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94719</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 13:46:50 +0000</pubDate>
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		<description>«Non è vero che tutto fa brodo» (Marcello Marchesi), sono articoli come questo che fanno la differenza.

Un po&#039; Wall Street un po&#039; Vacanze di Natale... Bello. Solo il titolo mi piace poco... (scontato, troppo espressionista - direi).

Ormai il modello della città &quot;da bere&quot; si è diffuso su tutto il territorio nazionale, almeno in certi strati sociali. Dal digestivo all&#039;aperitivo, appunto. In un paese che sta non alla frutta, ma all&#039;ammazzacaffé!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>«Non è vero che tutto fa brodo» (Marcello Marchesi), sono articoli come questo che fanno la differenza.</p>
<p>Un po&#8217; Wall Street un po&#8217; Vacanze di Natale&#8230; Bello. Solo il titolo mi piace poco&#8230; (scontato, troppo espressionista &#8211; direi).</p>
<p>Ormai il modello della città &#8220;da bere&#8221; si è diffuso su tutto il territorio nazionale, almeno in certi strati sociali. Dal digestivo all&#8217;aperitivo, appunto. In un paese che sta non alla frutta, ma all&#8217;ammazzacaffé!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/05/dalla-milano-da-bere-a-quella-da-vomitare-1/#comment-94715</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:08:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6336#comment-94715</guid>
		<description>Lo spot si apriva col bancone del bar Magenta. Fu uno shock, per me, che lo frequentavo. Fu come scoprirsi dentro una mitologia urbana, senza saperlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spot si apriva col bancone del bar Magenta. Fu uno shock, per me, che lo frequentavo. Fu come scoprirsi dentro una mitologia urbana, senza saperlo.</p>
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