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	<title>Commenti a: I limiti dell&#8217;arte</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 20:34:05 +0000</pubDate>
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		<title>Di: cara polvere</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95046</link>
		<dc:creator>cara polvere</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 16:18:48 +0000</pubDate>
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		<description>Arare - Insufficiente tenuta di un'ancora nel fondo; l'ancora che striscia sul fondo si dice che "ara".


Paternostro - Serie di sferette di legno infilate in un cavetto per farlo scorrere lungo un'asta, un albero o altro. In gergo è detto anche "bertocchid".

Presentare - Disporre qualcosa in corrispondenza di altro; esempi: presentare la prora al vento, la poppa alla banchina, un dado al perno, ecc.

Zappa - In gergo sta per ancora. L'azione dell'ancora sul fondo marino è simile a quella dell'arnese agricolo.


chiedo scusa per l' invadenza.
ecco, solo qualche termine ad esempio marinaresco
sono poesia se per poesia si intende "invenzione" scoperta"
trovo siano terreni  infiniti che volenti o nolenti portano la nostra storia
ci CONTENGONO.

i mestieri sono le casseforti dei gerghi
e anche la poesia o viceversa, almeno per quanto mi riguarda
p.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Arare - Insufficiente tenuta di un&#8217;ancora nel fondo; l&#8217;ancora che striscia sul fondo si dice che &#8220;ara&#8221;.</p>
<p>Paternostro - Serie di sferette di legno infilate in un cavetto per farlo scorrere lungo un&#8217;asta, un albero o altro. In gergo è detto anche &#8220;bertocchid&#8221;.</p>
<p>Presentare - Disporre qualcosa in corrispondenza di altro; esempi: presentare la prora al vento, la poppa alla banchina, un dado al perno, ecc.</p>
<p>Zappa - In gergo sta per ancora. L&#8217;azione dell&#8217;ancora sul fondo marino è simile a quella dell&#8217;arnese agricolo.</p>
<p>chiedo scusa per l&#8217; invadenza.<br />
ecco, solo qualche termine ad esempio marinaresco<br />
sono poesia se per poesia si intende &#8220;invenzione&#8221; scoperta&#8221;<br />
trovo siano terreni  infiniti che volenti o nolenti portano la nostra storia<br />
ci CONTENGONO.</p>
<p>i mestieri sono le casseforti dei gerghi<br />
e anche la poesia o viceversa, almeno per quanto mi riguarda<br />
p.</p>
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		<title>Di: cara polvere</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95045</link>
		<dc:creator>cara polvere</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 16:08:11 +0000</pubDate>
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		<description>non sono affatto d'A ccordo.
e bellissimo che sia difficile definere le parole con contorni.
le parole contengono e scontengono. una parola contiene la sua bibbia.
la parola è un cervello. ne puoi imprigionare il corpo che la contiene ma non 
l' espansione catarticamente metamorfosizzante (se la si tratta bene se la si sa ascoltare) - la parola - 

non è che vogliamo far approvare qualche "nodo" pure qui?

e i gerghi? W i gerghi,. che contengono navi boschi geomanzia e via così.
i gerghi li ha inventati il sudore umano- sono letteratura pura sono COMUNICAZIONE pura.
ma vorrei dire di più. ma gli strumenti sono già stanchi dalla noia. 

B 

oggi la poesia si tiene sotto licenza creative common o come cavolo si scrive. bleah. 
la poesia - almeno tanta che leggo in rete - nn "inventa" niente ma soprattutto "non viene da Niente" almeno venisse dal Niente. manco da quello: altro che mito diacronico. spesso si tratta di mito diarroico
rumoroso e nonostante la "parola molle da diarrea: senza fetore" (poetico fetore, s' intende) l' articolo qui è molto lungo e dice cose che si dicono da anni. e pure io scrivo cose da anni sempre le stesse.
così ci reincarneremo se e quando e saremo già "preparati".  

sono solo opinioni personali senza alcun intento polemico.
un saluto
paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono affatto d&#8217;A ccordo.<br />
e bellissimo che sia difficile definere le parole con contorni.<br />
le parole contengono e scontengono. una parola contiene la sua bibbia.<br />
la parola è un cervello. ne puoi imprigionare il corpo che la contiene ma non<br />
l&#8217; espansione catarticamente metamorfosizzante (se la si tratta bene se la si sa ascoltare) - la parola - </p>
<p>non è che vogliamo far approvare qualche &#8220;nodo&#8221; pure qui?</p>
<p>e i gerghi? W i gerghi,. che contengono navi boschi geomanzia e via così.<br />
i gerghi li ha inventati il sudore umano- sono letteratura pura sono COMUNICAZIONE pura.<br />
ma vorrei dire di più. ma gli strumenti sono già stanchi dalla noia. </p>
<p>B </p>
<p>oggi la poesia si tiene sotto licenza creative common o come cavolo si scrive. bleah.<br />
la poesia - almeno tanta che leggo in rete - nn &#8220;inventa&#8221; niente ma soprattutto &#8220;non viene da Niente&#8221; almeno venisse dal Niente. manco da quello: altro che mito diacronico. spesso si tratta di mito diarroico<br />
rumoroso e nonostante la &#8220;parola molle da diarrea: senza fetore&#8221; (poetico fetore, s&#8217; intende) l&#8217; articolo qui è molto lungo e dice cose che si dicono da anni. e pure io scrivo cose da anni sempre le stesse.<br />
così ci reincarneremo se e quando e saremo già &#8220;preparati&#8221;.  </p>
<p>sono solo opinioni personali senza alcun intento polemico.<br />
un saluto<br />
paola</p>
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		<title>Di: giorgio mascitelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95041</link>
		<dc:creator>giorgio mascitelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 12:39:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6366#comment-95041</guid>
		<description>Caro Massimo,
sono molto d'accordo su quanto dici a proposito dello scrivere intransitivo, anzi aggiungerei o si scrive dentro un genere, al limite per essere contro, o si ha la forza quasi divina di crearne uno nuovo, tutto il resto sono sotterfugi. E' interessante la domanda che poni sul masochismo della letteratura che rinuncia alla lotta contro il tempo. Per quanto riguarda i movimenti di avanguardia del novecento, essi hanno sostituito il mito diacronico della immortalità con quello sincronico della funzione critica dell'arte all'interno di un progetto di cambiamento del mondo, dunque hanno cercato razionalisticamente una fondazione extraestetica dell'arte. In questo senso pur accogliendo nominalmente l'eredità di Baudelaire sull'arte per l'arte che rifiuta i contenuti socialmenente positivi, l'hanno istituzionalizzata e dunque tutto sommato travisata, perchè hanno preteso che l'arte pura senza contenuti positivi trovasse in quanto linguaggio una validità di tipo etico come strumento di una progettualità complessiva di modernizzazione del mondo ( pensa a Majakowski e anche a Trockij che dice che Maiakowski vuole portare le masse, l'uomo in generale al livello di Maiakowski). Cade così il dilemma ancora tragico di Baudelaire dell'arte senza fondazione alcuna.
Quello delle avanguardie era un mito legato a una fase della storia culturale dell'occidente, ma la verità è che noi non possiamo sapere per quali strade i testi rimangano vivi nel tempo e per il resto, come affermi tu giustamente richiamandoti a Castoriadis, ciò che possiamo fare è accettare la natura precaria o tragica dell'irruzione dell'immaginazione.
Giorgio Mascitelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Massimo,<br />
sono molto d&#8217;accordo su quanto dici a proposito dello scrivere intransitivo, anzi aggiungerei o si scrive dentro un genere, al limite per essere contro, o si ha la forza quasi divina di crearne uno nuovo, tutto il resto sono sotterfugi. E&#8217; interessante la domanda che poni sul masochismo della letteratura che rinuncia alla lotta contro il tempo. Per quanto riguarda i movimenti di avanguardia del novecento, essi hanno sostituito il mito diacronico della immortalità con quello sincronico della funzione critica dell&#8217;arte all&#8217;interno di un progetto di cambiamento del mondo, dunque hanno cercato razionalisticamente una fondazione extraestetica dell&#8217;arte. In questo senso pur accogliendo nominalmente l&#8217;eredità di Baudelaire sull&#8217;arte per l&#8217;arte che rifiuta i contenuti socialmenente positivi, l&#8217;hanno istituzionalizzata e dunque tutto sommato travisata, perchè hanno preteso che l&#8217;arte pura senza contenuti positivi trovasse in quanto linguaggio una validità di tipo etico come strumento di una progettualità complessiva di modernizzazione del mondo ( pensa a Majakowski e anche a Trockij che dice che Maiakowski vuole portare le masse, l&#8217;uomo in generale al livello di Maiakowski). Cade così il dilemma ancora tragico di Baudelaire dell&#8217;arte senza fondazione alcuna.<br />
Quello delle avanguardie era un mito legato a una fase della storia culturale dell&#8217;occidente, ma la verità è che noi non possiamo sapere per quali strade i testi rimangano vivi nel tempo e per il resto, come affermi tu giustamente richiamandoti a Castoriadis, ciò che possiamo fare è accettare la natura precaria o tragica dell&#8217;irruzione dell&#8217;immaginazione.<br />
Giorgio Mascitelli</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Saya</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95040</link>
		<dc:creator>Marco Saya</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 12:33:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6366#comment-95040</guid>
		<description>poesia di ricerca, tradizionale, un'eterna diatriba che troviamo anche nella musica, ad esempio, nella distinzione tra classica e jazz. Penso che sia necessario seguire il tempo che si vive, pochi, però,ci riescono. le gabbie di qualsiasi sapere forse limitano la visuale di quella siepe che si potrebbe tranquillamente saltare.

Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>poesia di ricerca, tradizionale, un&#8217;eterna diatriba che troviamo anche nella musica, ad esempio, nella distinzione tra classica e jazz. Penso che sia necessario seguire il tempo che si vive, pochi, però,ci riescono. le gabbie di qualsiasi sapere forse limitano la visuale di quella siepe che si potrebbe tranquillamente saltare.</p>
<p>Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: orsola puecher</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95027</link>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 08:58:45 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;... mestiere e dello sforzo che è necessario per superare le resistenze della materia.&lt;/i&gt;

Canto d’emergenza di pensieri
nato da un sentimento, 
che ha
dei nomi svegliati dal canto
non molti, 
spinoso,
così, inconfondibile,
dalla macchia di duro fogliame,
sporge con loro; a te
incontro, 
spinoso, 
vaga
un piccolo morire.


[ Paul Celan
Sotto il tiro di presagi
Poesie inedite 1948-1969
traduzione M. Banchetti
Einaudi ]

,\\'</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>&#8230; mestiere e dello sforzo che è necessario per superare le resistenze della materia.</i></p>
<p>Canto d’emergenza di pensieri<br />
nato da un sentimento,<br />
che ha<br />
dei nomi svegliati dal canto<br />
non molti,<br />
spinoso,<br />
così, inconfondibile,<br />
dalla macchia di duro fogliame,<br />
sporge con loro; a te<br />
incontro,<br />
spinoso,<br />
vaga<br />
un piccolo morire.</p>
<p>[ Paul Celan<br />
Sotto il tiro di presagi<br />
Poesie inedite 1948-1969<br />
traduzione M. Banchetti<br />
Einaudi ]</p>
<p>,\\&#8217;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gerhard</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95025</link>
		<dc:creator>Gerhard</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 08:11:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6366#comment-95025</guid>
		<description>Mi chiedo sempre, quando leggo questi scritti di Rizzante su NAZIONE INDIANA, come mai attirino sempre pochissimi commentatori e commenti. Eppure, sono tra le cose più belle che si possano leggere qui. La risposta che mi do è che la loro "serietà" tenga naturalmente alla larga i chiacchieroni, perché in fondo la letteratura "seria" non ha bisogno delle chiacchiere dei commenti - che, tra l'altro, sono l'opposto esatto e preciso di quello che Rizzante qui chiama "opera", in opposizione, appunto, alla "scrittura" (delle chat, dei commenti, etc) che oramai devasta tutto dappertutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo sempre, quando leggo questi scritti di Rizzante su NAZIONE INDIANA, come mai attirino sempre pochissimi commentatori e commenti. Eppure, sono tra le cose più belle che si possano leggere qui. La risposta che mi do è che la loro &#8220;serietà&#8221; tenga naturalmente alla larga i chiacchieroni, perché in fondo la letteratura &#8220;seria&#8221; non ha bisogno delle chiacchiere dei commenti - che, tra l&#8217;altro, sono l&#8217;opposto esatto e preciso di quello che Rizzante qui chiama &#8220;opera&#8221;, in opposizione, appunto, alla &#8220;scrittura&#8221; (delle chat, dei commenti, etc) che oramai devasta tutto dappertutto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jacopo galimberti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95004</link>
		<dc:creator>jacopo galimberti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 13:10:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6366#comment-95004</guid>
		<description>Capisco l'incazzatura di Joyce e non mi sembra sufficiente per sostenere che  considerasse il suo libro piu' importante della guerra. Mi sembra una deduzione un po' troppo rapida.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco l&#8217;incazzatura di Joyce e non mi sembra sufficiente per sostenere che  considerasse il suo libro piu&#8217; importante della guerra. Mi sembra una deduzione un po&#8217; troppo rapida.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-95003</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 12:42:38 +0000</pubDate>
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		<description>Amo l'idea della bottega collegata alla vista dei luoghi misteriosi, invisibili dove si nasconde la creazione nella sua accezione concreta ma anche alchemica. Creazione magica mescolando l'esperienza e la tradizione alla ricerca di una materia che unisce l'ebano all'oro, una materia lavorando la memoria del passato e al sogno futuro.
Ricerca dedicata all'anima stregone della scrittura.
Lo scrittore alchemico è quello che lavora nell'oscurità di un atelier o di una bottega, o di una grotta marina.
La creazione fa apparire il gioiello creato con tanta danza e patienza, una creazione da cui lo scrittore ignora il destino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Amo l&#8217;idea della bottega collegata alla vista dei luoghi misteriosi, invisibili dove si nasconde la creazione nella sua accezione concreta ma anche alchemica. Creazione magica mescolando l&#8217;esperienza e la tradizione alla ricerca di una materia che unisce l&#8217;ebano all&#8217;oro, una materia lavorando la memoria del passato e al sogno futuro.<br />
Ricerca dedicata all&#8217;anima stregone della scrittura.<br />
Lo scrittore alchemico è quello che lavora nell&#8217;oscurità di un atelier o di una bottega, o di una grotta marina.<br />
La creazione fa apparire il gioiello creato con tanta danza e patienza, una creazione da cui lo scrittore ignora il destino.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-94990</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:20:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6366#comment-94990</guid>
		<description>caro Max, condivido fin nelle virgole questo tuo pezzo, a mio parere molto importante, mettilo nelle "incisioni". A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Max, condivido fin nelle virgole questo tuo pezzo, a mio parere molto importante, mettilo nelle &#8220;incisioni&#8221;. A.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea branco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-94987</link>
		<dc:creator>andrea branco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:57:29 +0000</pubDate>
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		<description>Non è facile scegliere le parole. Definire le cose. Quanto più si cerca di essere precisi nella definizione, e tanto più questa sembra sfuggire, ed essere inadeguata. Secondo me però non è umiltà riconoscere i limiti di ogni arte. Anzi. Nel momento in cui non si riconoscono i limiti delle cose, queste ci appaiono tutte allo stesso livello, tutte indistinte, lo schermo è una bottiglia di plastica è la cassa di uno stereo è una scarpa. Per dire. Quando si riconoscono i limiti di una scarpa si può lavorare per migliorarla, o peggiorarla, per superarla. Per certi versi, riconoscere i limiti delle cose significa estrarle dal Caos, prendere della terra e modellarla. Farsi creatori?
Più che di umiltà parlerei di consapevolezza. Però forse ho inteso io male il senso di quest'ultima frase. 
Pezzo interessante, grazie per averlo offerto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è facile scegliere le parole. Definire le cose. Quanto più si cerca di essere precisi nella definizione, e tanto più questa sembra sfuggire, ed essere inadeguata. Secondo me però non è umiltà riconoscere i limiti di ogni arte. Anzi. Nel momento in cui non si riconoscono i limiti delle cose, queste ci appaiono tutte allo stesso livello, tutte indistinte, lo schermo è una bottiglia di plastica è la cassa di uno stereo è una scarpa. Per dire. Quando si riconoscono i limiti di una scarpa si può lavorare per migliorarla, o peggiorarla, per superarla. Per certi versi, riconoscere i limiti delle cose significa estrarle dal Caos, prendere della terra e modellarla. Farsi creatori?<br />
Più che di umiltà parlerei di consapevolezza. Però forse ho inteso io male il senso di quest&#8217;ultima frase.<br />
Pezzo interessante, grazie per averlo offerto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/11/i-limiti-dellarte/#comment-94986</link>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:51:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6366#comment-94986</guid>
		<description>sarebbe stato un bellissimo intervento. grazie per averlo postato qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sarebbe stato un bellissimo intervento. grazie per averlo postato qui.</p>
]]></content:encoded>
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