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	<title>Commenti a: I taxi di Milano, la privacy e tutto quanto</title>
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		<title>Di: jan reister</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95981</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 13:11:07 +0000</pubDate>
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		<description>@Plessus: interessante questa cosa dei quartieri recintati e vigilati, un po&#039; come la Brianza urbanizzata descritta da Biondillo nel libro di urbanistica. La premessa di questi pueblos/ghetti di lusso è la distruzione dello spazio urbano condiviso, a cui le telecamere pian piano contribuiscono sottraendo libertà (che è una delle qualità cittadine) nella città, per restituirne l&#039;illusione nei quartieri cintati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Plessus: interessante questa cosa dei quartieri recintati e vigilati, un po&#8217; come la Brianza urbanizzata descritta da Biondillo nel libro di urbanistica. La premessa di questi pueblos/ghetti di lusso è la distruzione dello spazio urbano condiviso, a cui le telecamere pian piano contribuiscono sottraendo libertà (che è una delle qualità cittadine) nella città, per restituirne l&#8217;illusione nei quartieri cintati.</p>
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		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95971</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 13:11:25 +0000</pubDate>
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		<description>@ jan: mi viene da pensare che, comunque, i rapinatori preferiscano alleggerire gli esercizi commerciali privi di sistemi di sicurezza, o dotati di sistemi facilmente aggirabili. I vecchi  cappuccio o calza di nylon – che fa saltare alla mente il patetico tentativo di Veltroni di arginare il dilagare della prostituzione sulla via salaria a roma installando telecamere dal cui occhio nessuno guardava e dal cui sguardo le prostitute si spostavano di qualche metro – ficcàti in testa e si diventa videoinsorvegliabili.  
La nuova classe di controllori incontrollati cui fai cenno è una, possibile, inquietante entità futura. 
Che calzerà come un preservativo ad una società in cui “crimine e creatività sono entrambe trasgressione della norma”, scriveva il buon, vecchio, visionario Ballard in Cocaine nights. E per questo isolate e recintate. Buona parte del romanzo è ambientato in “pueblos […] disposti lungo l&#039;autostrada, imbalsamati in un sogno di sole da cui non si sarebbero mai svegliati”, protetti da telecamere e da guardie della sicurezza.
Sento voci contrarie. Mai abbassarle.
Ma non vedo orizzonti granchè diversi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ jan: mi viene da pensare che, comunque, i rapinatori preferiscano alleggerire gli esercizi commerciali privi di sistemi di sicurezza, o dotati di sistemi facilmente aggirabili. I vecchi  cappuccio o calza di nylon – che fa saltare alla mente il patetico tentativo di Veltroni di arginare il dilagare della prostituzione sulla via salaria a roma installando telecamere dal cui occhio nessuno guardava e dal cui sguardo le prostitute si spostavano di qualche metro – ficcàti in testa e si diventa videoinsorvegliabili.<br />
La nuova classe di controllori incontrollati cui fai cenno è una, possibile, inquietante entità futura.<br />
Che calzerà come un preservativo ad una società in cui “crimine e creatività sono entrambe trasgressione della norma”, scriveva il buon, vecchio, visionario Ballard in Cocaine nights. E per questo isolate e recintate. Buona parte del romanzo è ambientato in “pueblos […] disposti lungo l&#8217;autostrada, imbalsamati in un sogno di sole da cui non si sarebbero mai svegliati”, protetti da telecamere e da guardie della sicurezza.<br />
Sento voci contrarie. Mai abbassarle.<br />
Ma non vedo orizzonti granchè diversi.</p>
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		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95968</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 12:35:59 +0000</pubDate>
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		<description>@jan reister

O è l&#039;uso dei soldi pubblici che giustifica sempre una qualche politica? Proviamo a immaginare uno scenario: togliamo agli amministratori pubblici (ai &quot;politici&quot; ma non solo) la possibilità di qualsiasi forma di guadagno o di (re)distribuzione di soldi/favori/posti di lavoro. Credi che gliene importerebbe a qualcuno della &quot;politica della paura&quot;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@jan reister</p>
<p>O è l&#8217;uso dei soldi pubblici che giustifica sempre una qualche politica? Proviamo a immaginare uno scenario: togliamo agli amministratori pubblici (ai &#8220;politici&#8221; ma non solo) la possibilità di qualsiasi forma di guadagno o di (re)distribuzione di soldi/favori/posti di lavoro. Credi che gliene importerebbe a qualcuno della &#8220;politica della paura&#8221;?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: jan reister</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95959</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 09:55:28 +0000</pubDate>
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		<description>@Plessus: la videosorveglianza non funge da deterrente, non sposta i crimini in aree non sorvegliate o meno pregiate. Le farmacie di Milano per esempio sono tutte dotate di telecamere da anni, eppure vengono regolarmente rapinate. 
&lt;blockquote&gt;Chi controlla i controllori?&lt;/blockquote&gt; Una delle conseguenze dell&#039;uso esteso di tecnologie di controllo è la creazione delle condizioni per l&#039;esistenza di una nuova classe di controllori, fuori da ogni controllo democratico. Creare una massa di dati raccolti abusivamente, e creare le posizioni per il loro uso e controllo.
&lt;blockquote&gt;accogliete cortesemente la cacca dei vostri rottweiler e depositatela negli appositi riciclatori: diventerà profumo per le vostre signore!&lt;/blockquote&gt; mi ricorda l&#039;analoga storiella della fabbrica di burro in Unione Sovietica.

@Cristoforo: l&#039;uso dei soldi pubblici qui è una declinazione minore della politica della paura: come la paura dà potere, così la gestione di soldi e progetti. Un uso della politica come leva di potere personale, di carriera, ma qui la cosa non è nuova né strana.

@Isabella: delinquere è questione di bisogno, opportunità, costi e benefici. E versatilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Plessus: la videosorveglianza non funge da deterrente, non sposta i crimini in aree non sorvegliate o meno pregiate. Le farmacie di Milano per esempio sono tutte dotate di telecamere da anni, eppure vengono regolarmente rapinate. </p>
<blockquote><p>Chi controlla i controllori?</p></blockquote>
<p> Una delle conseguenze dell&#8217;uso esteso di tecnologie di controllo è la creazione delle condizioni per l&#8217;esistenza di una nuova classe di controllori, fuori da ogni controllo democratico. Creare una massa di dati raccolti abusivamente, e creare le posizioni per il loro uso e controllo.</p>
<blockquote><p>accogliete cortesemente la cacca dei vostri rottweiler e depositatela negli appositi riciclatori: diventerà profumo per le vostre signore!</p></blockquote>
<p> mi ricorda l&#8217;analoga storiella della fabbrica di burro in Unione Sovietica.</p>
<p>@Cristoforo: l&#8217;uso dei soldi pubblici qui è una declinazione minore della politica della paura: come la paura dà potere, così la gestione di soldi e progetti. Un uso della politica come leva di potere personale, di carriera, ma qui la cosa non è nuova né strana.</p>
<p>@Isabella: delinquere è questione di bisogno, opportunità, costi e benefici. E versatilità.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95955</link>
		<dc:creator>Plessus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 07:43:19 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo possa prersentarsi un futuro di una società perfettamente e totalmente controllata, videosorvegliata 24ore su 24. Siamo troppi in un territorio troppo esteso. E si ripeterebbe all’infinito, come in un gioco di specchi, il problema di “chi controlla i controllori”.
Le telecamere singole servono a far spostare di qualche metro l’eventuale crimine dovesse compiersi (non a casa mia, per favore nalla fabbrica vicina, nel taxi di un altro, non davanti alle mie vetrine, ecc…). Senza che il cittadino ci stia troppo a riflettere su. 
Cosa vuoi che sia, è solo una telecamera… Non ho niente da nascondere…
O, nel caso di un’area completamente e perfettamente sorvegliata, di fungere da deterrente contro atti criminosi ed allo stesso tempo da lexotan per i bravi cittadini.
Ripeterà l’altoparlante con voce suadente: Signori e signore, questa è un’area completamente videosorvegliata. Potrete passeggiare tranquillamente. Raccogliete cortesemente la cacca dei vostri rottweiler e depositatela negli appositi riciclatori: diventerà profumo per le vostre signore! Potete sguinzagliare i vostri bambini nelle aree giochi dedicate. La libertà del vostro shopping è naturalmente garantita dal nostro sistema di sicurezza! 
Lo scopo ultimo, l’obbiettivo finale non è quello di creare delle aree sicure. Ma di confinare in aree specifiche le attività criminali. Creando delle isole fuorilegge in cui tutto è permesso, in mezzo ad un mare di legalità in cui – ah, che bello – navigare radiocontrollati, videoincapsulati,  i-pod intabarrati in tutta tranquillità.
Impoverendo e togliendo ogni minima, residua speranza di recupero agli emarginati.
Cosa? Vuoi andare a xxxbronx? Ma sei matto? Lì non ci sono le telecamere…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo possa prersentarsi un futuro di una società perfettamente e totalmente controllata, videosorvegliata 24ore su 24. Siamo troppi in un territorio troppo esteso. E si ripeterebbe all’infinito, come in un gioco di specchi, il problema di “chi controlla i controllori”.<br />
Le telecamere singole servono a far spostare di qualche metro l’eventuale crimine dovesse compiersi (non a casa mia, per favore nalla fabbrica vicina, nel taxi di un altro, non davanti alle mie vetrine, ecc…). Senza che il cittadino ci stia troppo a riflettere su.<br />
Cosa vuoi che sia, è solo una telecamera… Non ho niente da nascondere…<br />
O, nel caso di un’area completamente e perfettamente sorvegliata, di fungere da deterrente contro atti criminosi ed allo stesso tempo da lexotan per i bravi cittadini.<br />
Ripeterà l’altoparlante con voce suadente: Signori e signore, questa è un’area completamente videosorvegliata. Potrete passeggiare tranquillamente. Raccogliete cortesemente la cacca dei vostri rottweiler e depositatela negli appositi riciclatori: diventerà profumo per le vostre signore! Potete sguinzagliare i vostri bambini nelle aree giochi dedicate. La libertà del vostro shopping è naturalmente garantita dal nostro sistema di sicurezza!<br />
Lo scopo ultimo, l’obbiettivo finale non è quello di creare delle aree sicure. Ma di confinare in aree specifiche le attività criminali. Creando delle isole fuorilegge in cui tutto è permesso, in mezzo ad un mare di legalità in cui – ah, che bello – navigare radiocontrollati, videoincapsulati,  i-pod intabarrati in tutta tranquillità.<br />
Impoverendo e togliendo ogni minima, residua speranza di recupero agli emarginati.<br />
Cosa? Vuoi andare a xxxbronx? Ma sei matto? Lì non ci sono le telecamere…</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: isabella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95951</link>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 20:30:45 +0000</pubDate>
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		<description>@jan reister

ma non si cade infatti nel rischio più grande di allarmare esageratamente i cittadini e permettere più semplicemente ai delinquenti di &#039;affinare il loro mestiere&#039; mettendoli tra l&#039;altro al corrente di tutto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@jan reister</p>
<p>ma non si cade infatti nel rischio più grande di allarmare esageratamente i cittadini e permettere più semplicemente ai delinquenti di &#8216;affinare il loro mestiere&#8217; mettendoli tra l&#8217;altro al corrente di tutto?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95950</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 20:01:53 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che il dissenso alto dei tassisti milanesi sia dovuto quasi esclusivamente ai 1.400 euro che dovrebbero sborsare per l&#039;aggeggio. In questo paese è notorio che le iniziative dei politici servono solo per inculare soldi ai cittadini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il dissenso alto dei tassisti milanesi sia dovuto quasi esclusivamente ai 1.400 euro che dovrebbero sborsare per l&#8217;aggeggio. In questo paese è notorio che le iniziative dei politici servono solo per inculare soldi ai cittadini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: jan reister</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95949</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 19:32:29 +0000</pubDate>
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		<description>@ tashtego: la paura è un&#039;arma politica, ho cercato di occuparmene con la serie di Adam Curtis: 
http://www.nazioneindiana.com/tag/power-of-nightmares/

@ Guido: a quanto pare la videosorvegliana non serve a ridurre o prevenire la criminalità; quello che invece realizza sono grandi database di informazioni (dalle più grezze alle più sofisticate con tecniche biometriche); in Cina e USA l&#039;interesse per la biometria (riconoscimento facciale) è molto alto.

@ isabella: penso che i delinquenti siano persone motivate ed energiche, capaci di affrontare ostacoli tra i quali la videosorveglianza; basta cammuffare il volto, accecare i sensori con dei led infrarossi, usare targhe auto rubate, come da sempre; alla fine la videosorveglianza alla De Corato serve solo a creare allarme e paura nella cittadinanza, da incanalare a scopi politici.

@ véronique: la foto mi piace molto, aspettavo l&#039;occasione per usarla; purtroppo non so chi l&#039;ha scattata né quando, ogni aiuto in tal senso è benvenuto. Per la Plaça George Orwell sono passato un paio di volte invece.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ tashtego: la paura è un&#8217;arma politica, ho cercato di occuparmene con la serie di Adam Curtis:<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/tag/power-of-nightmares/" rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/tag/power-of-nightmares/</a></p>
<p>@ Guido: a quanto pare la videosorvegliana non serve a ridurre o prevenire la criminalità; quello che invece realizza sono grandi database di informazioni (dalle più grezze alle più sofisticate con tecniche biometriche); in Cina e USA l&#8217;interesse per la biometria (riconoscimento facciale) è molto alto.</p>
<p>@ isabella: penso che i delinquenti siano persone motivate ed energiche, capaci di affrontare ostacoli tra i quali la videosorveglianza; basta cammuffare il volto, accecare i sensori con dei led infrarossi, usare targhe auto rubate, come da sempre; alla fine la videosorveglianza alla De Corato serve solo a creare allarme e paura nella cittadinanza, da incanalare a scopi politici.</p>
<p>@ véronique: la foto mi piace molto, aspettavo l&#8217;occasione per usarla; purtroppo non so chi l&#8217;ha scattata né quando, ogni aiuto in tal senso è benvenuto. Per la Plaça George Orwell sono passato un paio di volte invece.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: isabella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95947</link>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 17:55:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7063#comment-95947</guid>
		<description>è un po&#039; agghiacciante tutto questo poiché sembra sempre di più di vivere in una sorta truman show, praticamente.
poi non capisco, chi mai salirà sui taxi in stile grande fratello?
nessuno che abbia piccolezze da nascondere e nessuno che abbia rispetto per la privacy. 
frose i tassisti che hanno aderito subiranno un calo di chiamate; sarebbe curioso l&#039;aggiornamento in merito.
io in codesti taxi  immagino solo qualche mamma paranoica e roba simile,  un figlio cresciuto nel calvario di genitori opprimenti e protettivi oltre misura (cose così)... e non capisco poi un&#039;altra cosa... che le telecamere possano mettere in crisi i delinquenti, ok, quelli più informati, ci sono, ma i delinquenti vanno in giro col taxi?

la segnaletica utilizzata come immagine del post anche io la trovo ironica. è divertente pensare di comunicare ai delinquenti &#039;spostatevi oltre 500 metri perché in questo raggio siete ripresi dalle telecamere&#039;.

e forse il dissenso alto dei tassisti milanesi alla proposta dovrebbe far riflettere.

chissà che succederà in quel di roma

saluti,:-)
isabella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è un po&#8217; agghiacciante tutto questo poiché sembra sempre di più di vivere in una sorta truman show, praticamente.<br />
poi non capisco, chi mai salirà sui taxi in stile grande fratello?<br />
nessuno che abbia piccolezze da nascondere e nessuno che abbia rispetto per la privacy.<br />
frose i tassisti che hanno aderito subiranno un calo di chiamate; sarebbe curioso l&#8217;aggiornamento in merito.<br />
io in codesti taxi  immagino solo qualche mamma paranoica e roba simile,  un figlio cresciuto nel calvario di genitori opprimenti e protettivi oltre misura (cose così)&#8230; e non capisco poi un&#8217;altra cosa&#8230; che le telecamere possano mettere in crisi i delinquenti, ok, quelli più informati, ci sono, ma i delinquenti vanno in giro col taxi?</p>
<p>la segnaletica utilizzata come immagine del post anche io la trovo ironica. è divertente pensare di comunicare ai delinquenti &#8217;spostatevi oltre 500 metri perché in questo raggio siete ripresi dalle telecamere&#8217;.</p>
<p>e forse il dissenso alto dei tassisti milanesi alla proposta dovrebbe far riflettere.</p>
<p>chissà che succederà in quel di roma</p>
<p>saluti,:-)<br />
isabella</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95945</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 15:33:34 +0000</pubDate>
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		<description>non so dove scrivere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non so dove scrivere</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95944</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 15:33:04 +0000</pubDate>
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		<description>Non so devo scrivere il messaggio: domani esce in Francia Gomorra dal libro magnifico di Roberto Saviano che rileggo ( è la terza volta che rileggo e scopro ancora pepita di verità)
Domani vedro il film molto attenta all&#039;emozione e alla verità che emana dai personaggi e luoghi.
E&#039; lo penso un libro e un film universali che svelano della sofferenza del sud ( un luogo dunque circonscritto) ma che colpiscono l&#039;anima di tutti perché entrano nel labirinto del malo e della pena e non siamo al riparo di tutta innocenza, usando le merce transitando dal porto di Napoli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so devo scrivere il messaggio: domani esce in Francia Gomorra dal libro magnifico di Roberto Saviano che rileggo ( è la terza volta che rileggo e scopro ancora pepita di verità)<br />
Domani vedro il film molto attenta all&#8217;emozione e alla verità che emana dai personaggi e luoghi.<br />
E&#8217; lo penso un libro e un film universali che svelano della sofferenza del sud ( un luogo dunque circonscritto) ma che colpiscono l&#8217;anima di tutti perché entrano nel labirinto del malo e della pena e non siamo al riparo di tutta innocenza, usando le merce transitando dal porto di Napoli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95939</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 14:30:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7063#comment-95939</guid>
		<description>Testo che informa e trovo l&#039;immagine scelta con ironia: è un projettore delle paure, ambiente giallo.
Per la sorveglianza, siamo per la nostra sfortuna influenzati dagli Stati Uniti che rappresenta per me il modello peggio: ipocrisia, cultura del denaro, volgarità, impressione falsa di potenza; è l&#039;imperio non della libertà, ma dell&#039;imprigionamento della mente, è l&#039;imperio del gusto cattivo.
Quando impereremo a lasciare questo modello?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Testo che informa e trovo l&#8217;immagine scelta con ironia: è un projettore delle paure, ambiente giallo.<br />
Per la sorveglianza, siamo per la nostra sfortuna influenzati dagli Stati Uniti che rappresenta per me il modello peggio: ipocrisia, cultura del denaro, volgarità, impressione falsa di potenza; è l&#8217;imperio non della libertà, ma dell&#8217;imprigionamento della mente, è l&#8217;imperio del gusto cattivo.<br />
Quando impereremo a lasciare questo modello?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido Tedoldi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95936</link>
		<dc:creator>Guido Tedoldi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 13:49:04 +0000</pubDate>
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		<description>Uno dei problemi legati alle telecamere è che i loro dati sono praticamente non utilizzabili a fini pratici, come il riconoscimento delle facce degli scippatori o delle targhe di auto e moto.

Se ne accorsero gli amministratori pubblici che per primi, in provincia di Bergamo, fecero installare telecamere di sorveglianza. A memoria ricordo 3 casi di cui mi sono occupato per lavoro (il primo è stato il tema di una tesina che ho presentato all&#039;Ordine dei Giornalisti nell&#039;ambito della procedura per l&#039;esame di Stato e per essere ammesso nell&#039;Albo dei professionisti).

– Nel 2001 a Telgate (in provincia di Bergamo) vennero installate telecamere a guardia della zona industriale. All&#039;epoca era un progresso innovativo, quasi mai tentato prima altrove e non nelle stesse modalità. La zona industriale di Telgate si trova a breve distanza dal casello autostradale di Seriate, il che facilitava le imprese di bande che rubavano materiali nelle aziende della zona.
Il provvedimento, molto pubblicizzato sui giornali locali, alla resa dei conti non portò a una diminuzione dei furti, né all&#039;arresto dei responsabili: le targhe dei mezzi utilizzati, infatti, non erano visibili.
– Nel 2002 alcune telecamere vennero installate nel centro della città di Bergamo. Qualche giorno dopo l&#039;operazione ripresero uno scippo, ma ciò non ebbe nessuna conseguenza riguardo le indagini perché il responsabile non era riconoscibile.
– Negli anni successivi altri Comuni della bergamasca installarono telecamere, tra cui Caravaggio il cui sistema di sorveglianza venne utilizzato da altri paesi limitrofi ed esteso sui loro territori. Il provvedimento fu però, per un lungo periodo, soltanto un deterrente psicologico perché alcune delle apparecchiature predisposte non erano nelle condizioni di funzionare.
Per completezza d&#039;informazione, va detto che a Telgate e Caravaggio i provvedimenti di installazione vennero presi da Amministrazioni comunali leghiste, mentre Bergamo e alcuni dei Comuni che collaborarono con Caravaggio erano governati da liste di centrosinistra.

Nel corso degli anni la tecnologia delle telecamere ambientali è probabilmente migliorata. Osservo però che quelle consigliate ai taxisti milanesi riprendono le immagini da distanza ravvicinata, così come molte di quelle in uso in banche e locali pubblici.

Guido Tedoldi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi legati alle telecamere è che i loro dati sono praticamente non utilizzabili a fini pratici, come il riconoscimento delle facce degli scippatori o delle targhe di auto e moto.</p>
<p>Se ne accorsero gli amministratori pubblici che per primi, in provincia di Bergamo, fecero installare telecamere di sorveglianza. A memoria ricordo 3 casi di cui mi sono occupato per lavoro (il primo è stato il tema di una tesina che ho presentato all&#8217;Ordine dei Giornalisti nell&#8217;ambito della procedura per l&#8217;esame di Stato e per essere ammesso nell&#8217;Albo dei professionisti).</p>
<p>– Nel 2001 a Telgate (in provincia di Bergamo) vennero installate telecamere a guardia della zona industriale. All&#8217;epoca era un progresso innovativo, quasi mai tentato prima altrove e non nelle stesse modalità. La zona industriale di Telgate si trova a breve distanza dal casello autostradale di Seriate, il che facilitava le imprese di bande che rubavano materiali nelle aziende della zona.<br />
Il provvedimento, molto pubblicizzato sui giornali locali, alla resa dei conti non portò a una diminuzione dei furti, né all&#8217;arresto dei responsabili: le targhe dei mezzi utilizzati, infatti, non erano visibili.<br />
– Nel 2002 alcune telecamere vennero installate nel centro della città di Bergamo. Qualche giorno dopo l&#8217;operazione ripresero uno scippo, ma ciò non ebbe nessuna conseguenza riguardo le indagini perché il responsabile non era riconoscibile.<br />
– Negli anni successivi altri Comuni della bergamasca installarono telecamere, tra cui Caravaggio il cui sistema di sorveglianza venne utilizzato da altri paesi limitrofi ed esteso sui loro territori. Il provvedimento fu però, per un lungo periodo, soltanto un deterrente psicologico perché alcune delle apparecchiature predisposte non erano nelle condizioni di funzionare.<br />
Per completezza d&#8217;informazione, va detto che a Telgate e Caravaggio i provvedimenti di installazione vennero presi da Amministrazioni comunali leghiste, mentre Bergamo e alcuni dei Comuni che collaborarono con Caravaggio erano governati da liste di centrosinistra.</p>
<p>Nel corso degli anni la tecnologia delle telecamere ambientali è probabilmente migliorata. Osservo però che quelle consigliate ai taxisti milanesi riprendono le immagini da distanza ravvicinata, così come molte di quelle in uso in banche e locali pubblici.</p>
<p>Guido Tedoldi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/12/i-taxi-di-milano-la-privacy-e-tutto-quanto/#comment-95933</link>
		<dc:creator>Tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 10:17:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7063#comment-95933</guid>
		<description>le telecamere non servono a mostrare i comportamenti individuali.
servono soprattutto a rassicurare chi è sotto il loro occhio.
vogliono essere viste da noi.
vogliamo essere visti da loro.
il tutto serve a soffiare sul fuoco della paura e dell&#039;insicurezza, serve a dare la sensazione sempre più forte, di vivere sotto minaccia.
la telecamera serve a ingenerare la doppia emozione: minaccia/protezione.
si tratta di politica.
la paura è emozione politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le telecamere non servono a mostrare i comportamenti individuali.<br />
servono soprattutto a rassicurare chi è sotto il loro occhio.<br />
vogliono essere viste da noi.<br />
vogliamo essere visti da loro.<br />
il tutto serve a soffiare sul fuoco della paura e dell&#8217;insicurezza, serve a dare la sensazione sempre più forte, di vivere sotto minaccia.<br />
la telecamera serve a ingenerare la doppia emozione: minaccia/protezione.<br />
si tratta di politica.<br />
la paura è emozione politica.</p>
]]></content:encoded>
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