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	<title>Commenti a: Dodecabomber, le mucche del Wisconsin e i porcellini d’India.</title>
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		<title>Di: enrico spoletini</title>
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		<dc:creator>enrico spoletini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 08:51:45 +0000</pubDate>
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		<description>Una piccola precisazione:  Usare la vivisezione per dimostrare la preferenza dei topi ad un tipo di musica piuttosto che un altro è grottesco.  Usare la vivisezione in tutti gli altri ambiti è, come ben noto da oltre un secolo, solo per scopo di lucro, che diviene semprè più spudorato. 
   
                                                                 Enrico Spoletini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola precisazione:  Usare la vivisezione per dimostrare la preferenza dei topi ad un tipo di musica piuttosto che un altro è grottesco.  Usare la vivisezione in tutti gli altri ambiti è, come ben noto da oltre un secolo, solo per scopo di lucro, che diviene semprè più spudorato. </p>
<p>                                                                 Enrico Spoletini</p>
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		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96152</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 21:12:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Luca, che dire. Sono d&#039;accordo con il tuo intervento. E l&#039;accordo a questo punto non può che essere consonante!

Per Capitan Feendoos. Si potrebbe (e dovrebbe) discutere molto su cosa significa veramente &quot;capire la musica&quot;. Io penso che l&#039;idea astratta di &quot;pubblico&quot; mimi in realtà il concetto di &quot;mercato&quot;. E sia il mercato sia il pubblico sono due cose costruite, e dunque modificabili, che non preesistono alle azioni umane, siano esse di natura artistica o di natura economica. Ed è ovvio che fa comodo pensare il contrario invece: il prodotto si deve adattare al &quot;mercato&quot;, così come la musica al &quot;pubblico&quot;.
Detto questo, mi viene in mente Michele Apicella, il regista incompreso del film &quot;Sogni d&#039;oro&quot; di Nanni Moretti, che dopo l&#039;ennesima sconfitta in una gara assurda decide di salutare per l&#039;ultima volta il suo pubblico che una volta l&#039;aveva idolatrato e grida: Pubblico di merda! Pubblico di merda! Pubblico di merda! E il pubblico che si alza tutto in piedi e comincia a urlare a tempo &quot;Pubblico di merda!&quot;. Grandiosa scena:
http://it.youtube.com/watch?v=J1r2PoPgkgw</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luca, che dire. Sono d&#8217;accordo con il tuo intervento. E l&#8217;accordo a questo punto non può che essere consonante!</p>
<p>Per Capitan Feendoos. Si potrebbe (e dovrebbe) discutere molto su cosa significa veramente &#8220;capire la musica&#8221;. Io penso che l&#8217;idea astratta di &#8220;pubblico&#8221; mimi in realtà il concetto di &#8220;mercato&#8221;. E sia il mercato sia il pubblico sono due cose costruite, e dunque modificabili, che non preesistono alle azioni umane, siano esse di natura artistica o di natura economica. Ed è ovvio che fa comodo pensare il contrario invece: il prodotto si deve adattare al &#8220;mercato&#8221;, così come la musica al &#8220;pubblico&#8221;.<br />
Detto questo, mi viene in mente Michele Apicella, il regista incompreso del film &#8220;Sogni d&#8217;oro&#8221; di Nanni Moretti, che dopo l&#8217;ennesima sconfitta in una gara assurda decide di salutare per l&#8217;ultima volta il suo pubblico che una volta l&#8217;aveva idolatrato e grida: Pubblico di merda! Pubblico di merda! Pubblico di merda! E il pubblico che si alza tutto in piedi e comincia a urlare a tempo &#8220;Pubblico di merda!&#8221;. Grandiosa scena:<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=J1r2PoPgkgw" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=J1r2PoPgkgw</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96150</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 18:06:36 +0000</pubDate>
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		<description>Errata corrige
Giro il mio commento a Cristoforo Prodan e ringrazio Orsola per avermi fatto notare l&#039;errore e se mi è permesso consiglio a Roberto l&#039;ascolto dei  &quot;Cinque pezzi per orchestra op. 10&quot; (1911-13) di Anton Webern, un brevissimo esempio di vecchia &quot;nuova musica&quot;...in tutto l&#039;opera dura 4 minuti e mezzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Errata corrige<br />
Giro il mio commento a Cristoforo Prodan e ringrazio Orsola per avermi fatto notare l&#8217;errore e se mi è permesso consiglio a Roberto l&#8217;ascolto dei  &#8220;Cinque pezzi per orchestra op. 10&#8243; (1911-13) di Anton Webern, un brevissimo esempio di vecchia &#8220;nuova musica&#8221;&#8230;in tutto l&#8217;opera dura 4 minuti e mezzo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96146</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 13:49:00 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondo al buon Americo (Enrico), se avrà ancora la pazienza di seguirci.

Non ho approfondito gli studi del musicologo tedesco Hugo Riemann sulla &quot;tonnetz&quot; (rete di suoni) e sull&#039;approccio matematico alla musica attraverso la geometria algebrica e la topologia. Personalmente ho l&#039;impressione che si tratti di una delle tante possibili applicazioni di moderni e potenti modelli matematici. Poco più che un utile esercizio di sintesi dunque, poiché la matematica, pur non essendo scienza, è economia di pensiero.

E comunque concordo con te sul fatto che riferirsi a tecniche vivisettore per indagare su delle preferenze auditive in campo musicale è grottesco. Nella pagina a cui ti riferisci Frova dice testualmente: «A proposito degli effetti fisici relativi all&#039;ascolto di accordi [...] esiste uno studio pionieristico che indicherebbe che topi usati come cavie in laboratorio mostrano preferenza per certi intervalli classicamente consonanti rispetto a quelli dissonanti». E l&#039;articolo di riferimento, citato in nota a piè di pagina, è il seguente: H.M. Borchgrevink, &quot;Musikalske akkordpreferanser hos mennesket belyst ved dyreforsøk [Musical chord preferences in human as demonstrated through animal experiments]&quot;, «Tidskrift for den Norske Laegeforening», Vol. 95, 1975, p. 356.

Il suddetto articolo &quot;scientifico&quot; è anche più raccapricciante, sotto certi aspetti, di quello che citavo a proposito dei porcellini d&#039;India, che era: I. Tasaki, &quot;Nerve impulses in individual auditory nerve fibers of Guinea pig&quot;, «Journal of Neurophysiology», Vol. 17, 1954, p. 97. Più raccapricciante perché mentre quest&#039;ultimo - si spera - dovrebbe essere stato condotto per analizzare gli impulsi nervosi nel nervo uditivo, e dunque a fini per così dire &quot;nobili&quot; nel campo della ricerca scientifica neurofisiologica, l&#039;altro sembra sia stato fatto quasi esclusivamente per dimostrare perché gli umani preferiscono ascoltare determinati accordi. Se di questo veramente si trattasse, sarebbe veramente aberrante.

Mi viene in mente un articolo che lessi tantissimi anni fa sulla rivista Sapere nel quale, per descrivere gli usi impropri e aberranti del paradigma scientifico, si raccontava la storia di un medico ottocentesco che si era messo in testa di sbiancare i neri, e aveva cominciato a torturare dei poveretti con l&#039;uso di acidi.

Ma al di là di questi aspetti etici della ricerca in questi e altri campi, rimane lo stupore per il fatto che proprio sulla musica si mobilitino tante e tali intelligenze, sia in campo scientifico sia in campo filosofico. Il tutto per dimostrare che cosa? Che la musica deve essere fatta in un certo modo?, o che non serve a niente? Se così stanno le cose è meglio allora non ascoltare più musica; e non fare più scienza o filosofia, visto che queste ultime a quel punto servirebbero solo a prolungare la nostra agonia su questo pianeta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo al buon Americo (Enrico), se avrà ancora la pazienza di seguirci.</p>
<p>Non ho approfondito gli studi del musicologo tedesco Hugo Riemann sulla &#8220;tonnetz&#8221; (rete di suoni) e sull&#8217;approccio matematico alla musica attraverso la geometria algebrica e la topologia. Personalmente ho l&#8217;impressione che si tratti di una delle tante possibili applicazioni di moderni e potenti modelli matematici. Poco più che un utile esercizio di sintesi dunque, poiché la matematica, pur non essendo scienza, è economia di pensiero.</p>
<p>E comunque concordo con te sul fatto che riferirsi a tecniche vivisettore per indagare su delle preferenze auditive in campo musicale è grottesco. Nella pagina a cui ti riferisci Frova dice testualmente: «A proposito degli effetti fisici relativi all&#8217;ascolto di accordi [...] esiste uno studio pionieristico che indicherebbe che topi usati come cavie in laboratorio mostrano preferenza per certi intervalli classicamente consonanti rispetto a quelli dissonanti». E l&#8217;articolo di riferimento, citato in nota a piè di pagina, è il seguente: H.M. Borchgrevink, &#8220;Musikalske akkordpreferanser hos mennesket belyst ved dyreforsøk [Musical chord preferences in human as demonstrated through animal experiments]&#8220;, «Tidskrift for den Norske Laegeforening», Vol. 95, 1975, p. 356.</p>
<p>Il suddetto articolo &#8220;scientifico&#8221; è anche più raccapricciante, sotto certi aspetti, di quello che citavo a proposito dei porcellini d&#8217;India, che era: I. Tasaki, &#8220;Nerve impulses in individual auditory nerve fibers of Guinea pig&#8221;, «Journal of Neurophysiology», Vol. 17, 1954, p. 97. Più raccapricciante perché mentre quest&#8217;ultimo &#8211; si spera &#8211; dovrebbe essere stato condotto per analizzare gli impulsi nervosi nel nervo uditivo, e dunque a fini per così dire &#8220;nobili&#8221; nel campo della ricerca scientifica neurofisiologica, l&#8217;altro sembra sia stato fatto quasi esclusivamente per dimostrare perché gli umani preferiscono ascoltare determinati accordi. Se di questo veramente si trattasse, sarebbe veramente aberrante.</p>
<p>Mi viene in mente un articolo che lessi tantissimi anni fa sulla rivista Sapere nel quale, per descrivere gli usi impropri e aberranti del paradigma scientifico, si raccontava la storia di un medico ottocentesco che si era messo in testa di sbiancare i neri, e aveva cominciato a torturare dei poveretti con l&#8217;uso di acidi.</p>
<p>Ma al di là di questi aspetti etici della ricerca in questi e altri campi, rimane lo stupore per il fatto che proprio sulla musica si mobilitino tante e tali intelligenze, sia in campo scientifico sia in campo filosofico. Il tutto per dimostrare che cosa? Che la musica deve essere fatta in un certo modo?, o che non serve a niente? Se così stanno le cose è meglio allora non ascoltare più musica; e non fare più scienza o filosofia, visto che queste ultime a quel punto servirebbero solo a prolungare la nostra agonia su questo pianeta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Capitan Feendoos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96143</link>
		<dc:creator>Capitan Feendoos</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 13:05:13 +0000</pubDate>
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		<description>Frova commette, evidentemente, lo stesso errore dei teorici della musica,  di qualunque tipo di &quot;nuova&quot; musica si tratti: tentare un approccio scientifico, matematico, all&#039;arte, quando questa non è altro che un fluire di emozioni, anche quando attraversi il cervello e non il cuore, per usare termini ancora meno scientifici. In quanto alla musica rifiutata dal pubblico, siamo sicuri che non sia essa a rifiutare il pubblico e a essere rivolta solo a chi ha un background tale da permettere di &quot;capire&quot;, e cioè, come dice Baricco, accartocciata su se stessa, rivolta soltanto a un auditorio scelto? 
Osservazioni, le mie, da profano, da amatore della Musica tutta, dai Canti Gregoriani a Luigi Nono, da Jelly Roll Morton ai Non Phixxion.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Frova commette, evidentemente, lo stesso errore dei teorici della musica,  di qualunque tipo di &#8220;nuova&#8221; musica si tratti: tentare un approccio scientifico, matematico, all&#8217;arte, quando questa non è altro che un fluire di emozioni, anche quando attraversi il cervello e non il cuore, per usare termini ancora meno scientifici. In quanto alla musica rifiutata dal pubblico, siamo sicuri che non sia essa a rifiutare il pubblico e a essere rivolta solo a chi ha un background tale da permettere di &#8220;capire&#8221;, e cioè, come dice Baricco, accartocciata su se stessa, rivolta soltanto a un auditorio scelto?<br />
Osservazioni, le mie, da profano, da amatore della Musica tutta, dai Canti Gregoriani a Luigi Nono, da Jelly Roll Morton ai Non Phixxion.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96139</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 10:58:53 +0000</pubDate>
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		<description>Articolo molto interessante, con spunti per i profani come me, che vogliano poi approfondire. Complimenti a Cristoforo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto interessante, con spunti per i profani come me, che vogliano poi approfondire. Complimenti a Cristoforo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: robertorossitesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96138</link>
		<dc:creator>robertorossitesta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 10:32:56 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Cristoforo,
come bue (troppo grasso) non ho il problema di fare più o meno latte, ma quello di dimagrire; alla risoluzione del quale potrebbe contribuire il tuo ultimo suggerimento: mezz&#039;ora al giorno di &quot;rilassante&quot; ascolto ballato  e la perdita di peso è assicurata! 
(Ma anche quella della salute mentale, posto che la cosa abbia qualche importanza.)
Grazie e buon proseguimento,
Roberto (/a?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Cristoforo,<br />
come bue (troppo grasso) non ho il problema di fare più o meno latte, ma quello di dimagrire; alla risoluzione del quale potrebbe contribuire il tuo ultimo suggerimento: mezz&#8217;ora al giorno di &#8220;rilassante&#8221; ascolto ballato  e la perdita di peso è assicurata!<br />
(Ma anche quella della salute mentale, posto che la cosa abbia qualche importanza.)<br />
Grazie e buon proseguimento,<br />
Roberto (/a?)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96137</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 09:48:33 +0000</pubDate>
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		<description>Roberto,

la Nuova Musica (e anche la dodecafonia dunque) è assimilabile a un movimento di liberazione del linguaggio musicale. Da quel momento ognuno ha scelto la sua strada per esprimersi. Quindi, con gli ascolti, puoi anche tralasciare la dodecafonia e cominciare con lo storico:

Gesang der Junglinge (1956) di Karlheinz Stockhausen:

http://it.youtube.com/watch?v=4RkdO_qBGvM

passare poi attraverso &quot;... sofferte onde serene...&quot;, per pianoforte e nastro magnetico (1976) di Luigi Nono:

http://it.youtube.com/watch?v=OXcclxL1ZIY
http://it.youtube.com/watch?v=HldTiNWVvno

solo così:

Non più andrai, farfallone amoroso,
Notte e giorno d&#039;intorno girando,
Delle belle turbando il riposo,
Narcisetto, Adoncino d&#039;amor. 

http://it.youtube.com/watch?v=vWTtNUZUH8U

e se alla fine,

in quanto mucca del Wisconsin, avrai prodotto più latte (anche se acido non fa niente, tanto lo vendiamo lo stesso) e non avrai fatto come il Carlos di &quot;Switched on Bach&quot; che da Walter divenne Wendy,

allora, e solo allora,

andremo in discoteca a rilassarci con un dj-set di Ricardo Villalobos:

http://it.youtube.com/watch?v=h0i1Szq6GM8

e di &quot;nuova&quot; in &quot;neue&quot;, tutto il resto è noia.

Cristoforo (che tra poco, sulla scia di Wendy Carlos, si farà chiamare Orsola)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto,</p>
<p>la Nuova Musica (e anche la dodecafonia dunque) è assimilabile a un movimento di liberazione del linguaggio musicale. Da quel momento ognuno ha scelto la sua strada per esprimersi. Quindi, con gli ascolti, puoi anche tralasciare la dodecafonia e cominciare con lo storico:</p>
<p>Gesang der Junglinge (1956) di Karlheinz Stockhausen:</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=4RkdO_qBGvM" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=4RkdO_qBGvM</a></p>
<p>passare poi attraverso &#8220;&#8230; sofferte onde serene&#8230;&#8221;, per pianoforte e nastro magnetico (1976) di Luigi Nono:</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=OXcclxL1ZIY" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=OXcclxL1ZIY</a><br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=HldTiNWVvno" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=HldTiNWVvno</a></p>
<p>solo così:</p>
<p>Non più andrai, farfallone amoroso,<br />
Notte e giorno d&#8217;intorno girando,<br />
Delle belle turbando il riposo,<br />
Narcisetto, Adoncino d&#8217;amor. </p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=vWTtNUZUH8U" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=vWTtNUZUH8U</a></p>
<p>e se alla fine,</p>
<p>in quanto mucca del Wisconsin, avrai prodotto più latte (anche se acido non fa niente, tanto lo vendiamo lo stesso) e non avrai fatto come il Carlos di &#8220;Switched on Bach&#8221; che da Walter divenne Wendy,</p>
<p>allora, e solo allora,</p>
<p>andremo in discoteca a rilassarci con un dj-set di Ricardo Villalobos:</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=h0i1Szq6GM8" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=h0i1Szq6GM8</a></p>
<p>e di &#8220;nuova&#8221; in &#8220;neue&#8221;, tutto il resto è noia.</p>
<p>Cristoforo (che tra poco, sulla scia di Wendy Carlos, si farà chiamare Orsola)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: orsola puecher</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96136</link>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 09:42:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7101#comment-96136</guid>
		<description>Grazie per i commenti di qualità davvero alta e per l&#039;attenzione, ma il bell&#039;articolo è di &lt;b&gt;Cristoforo Prodan&lt;/b&gt; non mio, che l&#039;ho soltanto pubblicato come redattrice di Nazione Indiana.

,\\&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i commenti di qualità davvero alta e per l&#8217;attenzione, ma il bell&#8217;articolo è di <b>Cristoforo Prodan</b> non mio, che l&#8217;ho soltanto pubblicato come redattrice di Nazione Indiana.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96135</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 09:33:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Orsola
mi chiamo Luca Di Bucchianico e sono un musicista e un futuro(?) professore di musica. Ho trovato il tuo articolo molto interessante. Anni fa quando studiavo al DAMS di Roma ho partecipato ad una conferenza in cui il prof. Frova aveva esposto questa sua teoria sulla predilezione fisiologica dell&#039;orecchio all&#039;eufonia o consonanza o tonalità o triade maggiore etc.
Quella volta la sua argomentazione non ebbe molto successo forse perchè al dibattito parteciparono anche compositori di musica elettronica, fra i quali Giorgio Nottoli, ed etnomusicologi che solitamente vedono nella cacofonia solo un&#039;altra modalità di espressione musicale peculiare ad ogni cultura. Ricordo che nel corso della conferenza la discussione si era progressivamente infuocata ed è stato molto divertente ed interessante. Puntare il dito sulla dodecafonia (cos&#039;è la dodecafonia? un metodo? una scuola? un genere? Schoenberg non ha mai definito la sua musica &quot;dodecafonica&quot;!) è come sputare in cielo, non capisco l&#039;utilità di questa critica. Se la &quot;seconda scuola di Vienna&quot; avrebbe proiettato la musica alla sua età della pietra perchè allora non criticare lo stile galante di aver bollato lo stile maturo di J. S. Bach come astruso e di difficile ascolto? E tanti altri casi potrebbero essere citati. E pensare che da questa età della pietra hanno prolificato una miriade di compositori e di composizioni di enorme valore come sempre accade nella storia della musica, la quale non può e non deve essere valutata con criteri ideologici radicali e assolutizzanti. Io credo che certi brani di musica d&#039;avanguardia, come sostiene R. Middleton, possano creare i loro propri codici individuali non espliciti che necessitano di essere recepiti all&#039;interno di un senso generale di &quot;comprensione&quot; ; questo vale per la dodecafonia, per il serialimo, per il minimalismo e vari &quot;ismi&quot; ancora. Questo tipo di musica &quot;ipocodificata&quot; (usando un termine di Umberto Eco) ci chiede di ascoltare la musica ed il suono non in senso edonistico o ludico ma di vivere una esperienza estetica nuova, legata ad un contesto culturale specifico, e connessa anche alla musica del passato (Schoenberg non distrugge il linguaggio tonale, lo trasforma, lo fa evolvere, lo cambia utilizzando gli strumenti forniti dalla sua sintassi, come fece ad esempio Monteverdi con la musica a lui precedente).
Per quanto riguarda il pubblico credo che purtroppo molte persone vedranno sempre la musica più come un fastidio che come una forma d&#039;arte, so di essere spietato ma quando mi trovo a &quot;schippare&quot; tra centinaia di mp3 spasmodicamente in cerca di musica che mi attiri anch&#039;io mi sento infastidito dalla &quot;musica&quot;, la quale non è semplicemente un brano, una melodia, un concerto ma forse un concetto cuturale, sociale e psiocologico complesso che ci fa essere contradditori. 
Scusa se mi sono dilungato.
Grazie per l&#039;attenzione
Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Orsola<br />
mi chiamo Luca Di Bucchianico e sono un musicista e un futuro(?) professore di musica. Ho trovato il tuo articolo molto interessante. Anni fa quando studiavo al DAMS di Roma ho partecipato ad una conferenza in cui il prof. Frova aveva esposto questa sua teoria sulla predilezione fisiologica dell&#8217;orecchio all&#8217;eufonia o consonanza o tonalità o triade maggiore etc.<br />
Quella volta la sua argomentazione non ebbe molto successo forse perchè al dibattito parteciparono anche compositori di musica elettronica, fra i quali Giorgio Nottoli, ed etnomusicologi che solitamente vedono nella cacofonia solo un&#8217;altra modalità di espressione musicale peculiare ad ogni cultura. Ricordo che nel corso della conferenza la discussione si era progressivamente infuocata ed è stato molto divertente ed interessante. Puntare il dito sulla dodecafonia (cos&#8217;è la dodecafonia? un metodo? una scuola? un genere? Schoenberg non ha mai definito la sua musica &#8220;dodecafonica&#8221;!) è come sputare in cielo, non capisco l&#8217;utilità di questa critica. Se la &#8220;seconda scuola di Vienna&#8221; avrebbe proiettato la musica alla sua età della pietra perchè allora non criticare lo stile galante di aver bollato lo stile maturo di J. S. Bach come astruso e di difficile ascolto? E tanti altri casi potrebbero essere citati. E pensare che da questa età della pietra hanno prolificato una miriade di compositori e di composizioni di enorme valore come sempre accade nella storia della musica, la quale non può e non deve essere valutata con criteri ideologici radicali e assolutizzanti. Io credo che certi brani di musica d&#8217;avanguardia, come sostiene R. Middleton, possano creare i loro propri codici individuali non espliciti che necessitano di essere recepiti all&#8217;interno di un senso generale di &#8220;comprensione&#8221; ; questo vale per la dodecafonia, per il serialimo, per il minimalismo e vari &#8220;ismi&#8221; ancora. Questo tipo di musica &#8220;ipocodificata&#8221; (usando un termine di Umberto Eco) ci chiede di ascoltare la musica ed il suono non in senso edonistico o ludico ma di vivere una esperienza estetica nuova, legata ad un contesto culturale specifico, e connessa anche alla musica del passato (Schoenberg non distrugge il linguaggio tonale, lo trasforma, lo fa evolvere, lo cambia utilizzando gli strumenti forniti dalla sua sintassi, come fece ad esempio Monteverdi con la musica a lui precedente).<br />
Per quanto riguarda il pubblico credo che purtroppo molte persone vedranno sempre la musica più come un fastidio che come una forma d&#8217;arte, so di essere spietato ma quando mi trovo a &#8220;schippare&#8221; tra centinaia di mp3 spasmodicamente in cerca di musica che mi attiri anch&#8217;io mi sento infastidito dalla &#8220;musica&#8221;, la quale non è semplicemente un brano, una melodia, un concerto ma forse un concetto cuturale, sociale e psiocologico complesso che ci fa essere contradditori.<br />
Scusa se mi sono dilungato.<br />
Grazie per l&#8217;attenzione<br />
Luca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Americo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96122</link>
		<dc:creator>Americo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 12:54:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7101#comment-96122</guid>
		<description>Il libro citato nel sudetto articolo riporta, a p.116, un esperimento vivisettorio dove si vuole dimostrare che ai topi piace la musica classicamente consonante. Il capitolo dove si ripota tale esperimento è introdotto da una massima di H.Riemann: &quot;il percorso storico della musica è segnato dal dito indice della natura&quot;.  In effetti, H. Riemann, anche se non deve confondersi con il famoso MATEMATICO G.F.B.Riemann, vi converge attraverso l&#039;uso del &quot; Tonnetz&quot; (tone-network). In questo contesto non posso soffermarmi sul percorso matematico musicale, da Euler a H.Riemann fino a Lewin et Al., ma segue a tutti gli effetti la massima di H.Riemann attraverso l&#039;innalzamento della musica ai vertici dell&#039;alta matematica con l&#039;uso della Geometria Algebrica -a partire dalla topologia.    Tutto ciò rende grottesco ogni riferimento alle vecchie e, già da oltre un secolo rivelate fallaci e dannose, tecniche meccanistiche vivisettorie.   Il fare ricorso a tali fallaci tecniche tradisce una limitazione di conoscenze scientifiche e filosofiche; significa vedere solo il dito e non ciò che indica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro citato nel sudetto articolo riporta, a p.116, un esperimento vivisettorio dove si vuole dimostrare che ai topi piace la musica classicamente consonante. Il capitolo dove si ripota tale esperimento è introdotto da una massima di H.Riemann: &#8220;il percorso storico della musica è segnato dal dito indice della natura&#8221;.  In effetti, H. Riemann, anche se non deve confondersi con il famoso MATEMATICO G.F.B.Riemann, vi converge attraverso l&#8217;uso del &#8221; Tonnetz&#8221; (tone-network). In questo contesto non posso soffermarmi sul percorso matematico musicale, da Euler a H.Riemann fino a Lewin et Al., ma segue a tutti gli effetti la massima di H.Riemann attraverso l&#8217;innalzamento della musica ai vertici dell&#8217;alta matematica con l&#8217;uso della Geometria Algebrica -a partire dalla topologia.    Tutto ciò rende grottesco ogni riferimento alle vecchie e, già da oltre un secolo rivelate fallaci e dannose, tecniche meccanistiche vivisettorie.   Il fare ricorso a tali fallaci tecniche tradisce una limitazione di conoscenze scientifiche e filosofiche; significa vedere solo il dito e non ciò che indica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96110</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 08:37:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7101#comment-96110</guid>
		<description>http://maxviel.wordpress.com/2008/07/29/andrea-frova-e-la-musica-1-quale-musica/

e su stockhausen/torrigemelle:

http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73580</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maxviel.wordpress.com/2008/07/29/andrea-frova-e-la-musica-1-quale-musica/" rel="nofollow">http://maxviel.wordpress.com/2008/07/29/andrea-frova-e-la-musica-1-quale-musica/</a></p>
<p>e su stockhausen/torrigemelle:</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73580" rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73580</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: robertorossitesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96109</link>
		<dc:creator>robertorossitesta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 08:21:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7101#comment-96109</guid>
		<description>Nota al mio commento precedente.

&quot;Nella seconda [...] la democrazia che vige fra gli elementi delle serie vieta l’idea stessa dello svolgimento di un (pre)esistente disegno.&quot;
Il disegno di cui pare vietata ogni possibilità d&#039;esistenza è ovviamente quello provvidenzialistico rispetto all&#039;ipotetico organismo cui l&#039;opera rimanderebbe, contrapposto a quello algoritmico rispetto al meccanismo che l&#039;opera è.

Un altro saluto,
Roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nota al mio commento precedente.</p>
<p>&#8220;Nella seconda [...] la democrazia che vige fra gli elementi delle serie vieta l’idea stessa dello svolgimento di un (pre)esistente disegno.&#8221;<br />
Il disegno di cui pare vietata ogni possibilità d&#8217;esistenza è ovviamente quello provvidenzialistico rispetto all&#8217;ipotetico organismo cui l&#8217;opera rimanderebbe, contrapposto a quello algoritmico rispetto al meccanismo che l&#8217;opera è.</p>
<p>Un altro saluto,<br />
Roberto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: robertorossitesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/08/19/dodecabomber-le-mucche-del-wisconsin-e-i-porcellini-d%e2%80%99india/#comment-96108</link>
		<dc:creator>robertorossitesta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 08:12:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7101#comment-96108</guid>
		<description>Cara Orsola,
non sono una vacca del Wisconsin ma un bue (ahimè piuttosto grasso) del Piemonte e volentieri mi offro, nella mia deprecabile ignoranza musicale, come cavia con  indubbi tratti di umanità ma ancora sufficientemente bestia.
Per me la differenza fra la Musica Vecchia e quella Nuova (in quanto separabili) è la seguente.
Nella prima, per quanto difficile sia, si riesce comunque a individuarne capo, svolgimento e coda; quindi un disegno, l&#039;affermazione dell&#039;idea di un senso; pertanto l&#039;ascolto, a volte frustrante, in realtà non lo è mai del tutto, e almeno un po&#039; di consolazione non la nega a nessuno.
Nella seconda, per quanto calda sia (chi lo ha detto che è sempre fredda? Ce n&#039;è di caldissima, ma non chiedetemi titoli, oltre che ignorante sono anche smemorato), la democrazia che vige fra gli elementi delle serie vieta l&#039;idea stessa dello svolgimento di un (pre)esistente disegno. Il brano, almeno per l’ascoltatore candido come me, comincia all&#039;improvviso, finisce all’improvviso, ed in mezzo non ci sono che episodi, che in quanto tali si può anche imparare ad apprezzare, senza però la pretesa di trarne indicazioni o morali, se non debolissime e rigorosamente negative. 
Pertanto, ciò che al massimo si può trarre dall’ascolto, se non ci si  riesce  a liberare dei panni dell’uomo vecchio, è una sensazione di vanità (la “imminenza d’attesa” è protratta dall’inizio alla fine del pezzo, giunti alla quale si ha la conferma che di quell’attesa mancavano i presupposti e l’oggetto), e magari persino di  verità; ma di una verità da rimuovere e rioccultare più che in fretta, se si ha il sacro timore di poter attingere a un ascetismo contermine al cinismo.
In cambio di questa noterella approssimativa e banale chiederei alla tua cortesia una lista d’ascolti (di Musica Vecchia o Nuova, vedi un po’ tu) capaci di farmi dimagrire; mandamela però discretamente, perché se se ne accorge il mio Allevatore passiamo entrambi un guaio.
Un caro saluto,
Roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Orsola,<br />
non sono una vacca del Wisconsin ma un bue (ahimè piuttosto grasso) del Piemonte e volentieri mi offro, nella mia deprecabile ignoranza musicale, come cavia con  indubbi tratti di umanità ma ancora sufficientemente bestia.<br />
Per me la differenza fra la Musica Vecchia e quella Nuova (in quanto separabili) è la seguente.<br />
Nella prima, per quanto difficile sia, si riesce comunque a individuarne capo, svolgimento e coda; quindi un disegno, l&#8217;affermazione dell&#8217;idea di un senso; pertanto l&#8217;ascolto, a volte frustrante, in realtà non lo è mai del tutto, e almeno un po&#8217; di consolazione non la nega a nessuno.<br />
Nella seconda, per quanto calda sia (chi lo ha detto che è sempre fredda? Ce n&#8217;è di caldissima, ma non chiedetemi titoli, oltre che ignorante sono anche smemorato), la democrazia che vige fra gli elementi delle serie vieta l&#8217;idea stessa dello svolgimento di un (pre)esistente disegno. Il brano, almeno per l’ascoltatore candido come me, comincia all&#8217;improvviso, finisce all’improvviso, ed in mezzo non ci sono che episodi, che in quanto tali si può anche imparare ad apprezzare, senza però la pretesa di trarne indicazioni o morali, se non debolissime e rigorosamente negative.<br />
Pertanto, ciò che al massimo si può trarre dall’ascolto, se non ci si  riesce  a liberare dei panni dell’uomo vecchio, è una sensazione di vanità (la “imminenza d’attesa” è protratta dall’inizio alla fine del pezzo, giunti alla quale si ha la conferma che di quell’attesa mancavano i presupposti e l’oggetto), e magari persino di  verità; ma di una verità da rimuovere e rioccultare più che in fretta, se si ha il sacro timore di poter attingere a un ascetismo contermine al cinismo.<br />
In cambio di questa noterella approssimativa e banale chiederei alla tua cortesia una lista d’ascolti (di Musica Vecchia o Nuova, vedi un po’ tu) capaci di farmi dimagrire; mandamela però discretamente, perché se se ne accorge il mio Allevatore passiamo entrambi un guaio.<br />
Un caro saluto,<br />
Roberto</p>
]]></content:encoded>
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