di Andrea Inglese
Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato,
la nostra storia è sempre la stessa,
anche quando, di mese in mese,
– se ben ricordo qualcosa...
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di Andrea Inglese
Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato,
la nostra storia è sempre la stessa,
anche quando, di mese in mese,
– se ben ricordo qualcosa...
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di Cristina Babino
Gli oggetti nominati da Alessandro De Francesco sono sovraesposti. Esperiti da un punto di vista costantemente modificato, da una prospettiva provvisoria, da una luce estranea e straniante che se illumina, certo, al tempo stesso abbacina. E allora anche confonde, disloca, moltiplica, in scene solo apparentemente statiche, e brulicanti invece di...
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Dopo qualche mese di pausa riapre sperimentalmente lo spazio a disposizione dei lettori di Nazione Indiana per segnalazioni e discussioni varie di pubblico interesse. Non è più una normale colonna di commenti, ma un forum separato che speriamo dia più spazio a chi scrive, e sia più utile...
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di Stefano Gallerani
Già a partire dal titolo – Era mio padre (Fazi Editore, “Le vele”, pp. 281, € 16,50) -, l’ultimo libro di Franz Krauspenhaar si pone di prepotenza, quasi violentemente, di fronte al suo tema, evidente al punto da rendere inevitabile e pressoché automatico il richiamo a quella gran...
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(In occasione dell’uscita di “Iggy Pop – Lust for life” di Paul Trynka, Arcana edizioni).
The worse thing in this world is a rockstar. And the only good rockstar is a dead rockstar.
Si tratta di rock’n’roll. Si tratta di presenze.…
di Paolo Sperandio
__Siamo in undici. Pare un po’ lugubre come sede di una casa editrice, ma forse è un ufficio secondario. Quando sono arrivato c’erano già un giovanotto barbuto e una signora di mezza età dall’aspetto comune.…
per mondi mediali
per mondi mediali allorché mediati da innumeri
digitali profitti divaricano in più zolle slittanti i
continenti
ed umani visibilmente divisi tra belluini e sollevanti
cellulari i più scuri di pelle son come d’estate
alogenati
nuotano per laghi o subacquei nello scuro sommersi
dei telematici frodari mentre si sfanno in acque d’opachi
riciclari
per...
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di Marco Giovenale
Ha molti significati il titolo del recente libro di Mariano Bàino, il romanzo o racconto lungo L’uomo avanzato, uscito nella collana FuoriFormato dell’editrice Le Lettere (con postfazione di Remo Ceserani).
Il protagonista del libro è figura allegorica di una civiltà (occidentale) definibile certo ironicamente “avanzata”; è poi un uomo in sovrappiù (avanzato...
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di Chiara Valerio
(…) se non che arrecava sconforto il doverci allontanare dalle usanze,
le quali tengon luogo di legge, quando vengon fermate dal giro de’ secoli.
N. SANTANGELO, Discorso inaugurale del VII Congresso degli Scienziati Italiani, Napoli, 1845
Gent.mo Signor Ministro della Pubblica Istruzione sono una docente di scuola secondaria superiore e vorrei...
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Come ad altri indiani, mi è accaduto di scrivere sulle pagine di Liberazione. Un quotidiano importante, le cui pagine sono state aperte, negli ultimi anni, a molte e diverse voci. Adesso Liberazione sta vivendo un momento molto difficile – e la cosa che più colpisce è che, prima ancora delle difficoltà dovute...
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di Frank Schäfer
traduzione di Elisa Perotti
Catweazle? Hippy tardivo? Incontro a Knüllwald con Ulrich Holbein, immerso in una “splendid isolation” a disegnare il suo universo letterario con seducente creatività linguistica.
Mi aveva avvisato, non sarebbe stato facile trovarlo. Per fortuna mi imbatto nella postina.…
di Gianni Biondillo
Non è per le merendine. E neppure per la spranga, o il colore della pelle. È l’età. Non si può morire a diciannove anni, non c’è nessuna ragione valida, neppure fossimo in guerra. A diciannove anni sei immortale, uccidere un ragazzo è come sfidare gli dei.…
Immagine di Roberta Della Volpe.
Autoritratto di soliloqui automatici
(APRILE – NOVEMBRE 2006)
di Peter Handke
traduzione di Stefano Zangrando
«Sono io quel che cammina?»
«Qui scorre l’acqua – che ci starei a fare altrove?» (in riva alla Morava, Ćuprija, aprile 2006)
«Non sono così male come sono»
«Stanco, sono.…
di Andrea Inglese
Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato,
Ti ho mentito, non sono mai stato
a Buenos Aires.
Non sopporterei, per altro,
una città dove qualcuno ha sofferto a lungo, inutilmente,
per un amore, continuando a sperare, ad elaborare
una storia parallela, favorevole a sé, come un calmante,
impegnandosi nei dettagli, come un letterato...
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Con grande dispiacere, ma anche con un certo sollievo, segnalo che il mio blog canopo ha interrotto (almeno per un po’) la sua attività, dopo tre anni di posting quasi quotidiano.
Per chi fosse interessato, ho preparato un’edizione in...
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di Roberto Saviano
I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un’anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria.…
di Gianni Biondillo
A detta di Gianluca, il mio mio socio di studio, noi architetti ormai ci siamo trasformati in parrucchieri. E, maledizione, ha ragione da vendere! Forse è anche per questo che ultimamente mi sto convertendo sempre più alla scrittura.…
di Francesca Matteoni
Ne Gli interessi in comune, secondo libro di Vanni Santoni, scrittore trentenne di Montevarchi nel Valdarno, appaiono chiari due protagonisti: la lunga adolescenza di un gruppo di ragazzi nell’arco di dieci anni (1996-2006) ed il luogo dove le loro vicende si intrecciano, Figline Valdarno, il demone della provincia.…
di Maria Cerino
Non è che possa gettarla lì, lanciarla tra le due macchine parcheggiate proprio sotto la sua finestra, infilare le mani tra le serrande abbassate e i vetri che riflettono dentro la stanza il raggio dei tre quarti di mattinata, la mela.…
O l’uno o l’altro
di
Azra Nuhefendić
«Noi che abbiamo vissuto l’assedio di Sarajevo
non ne ricaveremo, si capisce, alcun profitto …
questa conoscenza è la spada che non sguaineremo
in ogni momento io almeno terrò sempre la mano
sul suo manico».…
di Marina Pizzi
(la prima e la seconda parte si possono leggere qui e qui)
51.
respiro un angelo con il diario in faccia
la luce sotto spoglie di rugiade
quella la diga con la voce del padre
morente, e le lentiggini bambine
senza amore, tra le spirali
d’ansia e l’ecumene culla.…
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