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	<title>Commenti a: Urbanità 2</title>
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		<title>Di: IO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-98728</link>
		<dc:creator>IO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 20:48:15 +0000</pubDate>
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		<description>MA PERCHE&#039; ESISTE ANCORA QUEL PAESE DI MERDA CHIAMATO ITALIA? COSA ASPETTANO AD INVADERLO E COLONIZZARLO?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MA PERCHE&#8217; ESISTE ANCORA QUEL PAESE DI MERDA CHIAMATO ITALIA? COSA ASPETTANO AD INVADERLO E COLONIZZARLO?</p>
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		<title>Di: - Urbanità 3 -Nazione Indiana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97853</link>
		<dc:creator>- Urbanità 3 -Nazione Indiana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 09:13:03 +0000</pubDate>
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		<description>[...] [pubblicato su Velvet n.22 settembre 2008] Urbanità 1 urbanità 2 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] [pubblicato su Velvet n.22 settembre 2008] Urbanità 1 urbanità 2 [...]</p>
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		<title>Di: Tash</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97578</link>
		<dc:creator>Tash</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 12:07:45 +0000</pubDate>
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		<description>però le macchine a berlino non ci sono perché molta gente non ha i soldi per comprarsele: è la bellezza delle città povere, quella.
come roma, un tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>però le macchine a berlino non ci sono perché molta gente non ha i soldi per comprarsele: è la bellezza delle città povere, quella.<br />
come roma, un tempo.</p>
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		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97577</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 11:50:08 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Francesca, ripeto qui quello che ho già detto al telefono Gianni. Io non ho mai chiesto che un redattore di NI scrivesse al volo un bel coccodrillo su DFW, mi sono solo lamentato del fatto che il post di Orsola sia stato in poche ore sommerso da altri 4 post nello stesso giorno. Mi sarebbe piaciuto che gli fosse dato spazio, respiro, evidenza, chiamatela come volete, non postando altro per 24 ore. In passato, quando facevo parte del blog, questa pratica è stata usata spesso e secondo me anche a sproposito; con il suicidio di DFW, ossia in una delle rare occasioni per cui valeva la pena adottarla, non lo si è fatto. Questo per me significa aver perso una grande occasione. E non l&#039;ho detto privatamente a Gianni perché non era a lui solo che mi rivolgevo, dato che i post successivi a quello di Orsola erano firmati da 4 redattori diversi. Il suicidio di DFW è una cosa enorme, che meritava a mio avviso una maggiore attenzione. Si poteva non postare nient&#039;altro per un giorno e lasciare che i lettori intervenissero nei commenti con le loro impressioni. E&#039; la scelta che ha fatto per esempio la Lipperini, e non a caso nello spazio dei commenti sono intervenuti Lagioia, WM1 ed altri. A tempo debito sono certo che qualche indiano scriverà su questo tragico evento un pezzo importante, le firme per farlo non mancano, ma l&#039;altro giorno, a caldo, io ho avuto l&#039;impressione di un sostanziale disinteresse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Francesca, ripeto qui quello che ho già detto al telefono Gianni. Io non ho mai chiesto che un redattore di NI scrivesse al volo un bel coccodrillo su DFW, mi sono solo lamentato del fatto che il post di Orsola sia stato in poche ore sommerso da altri 4 post nello stesso giorno. Mi sarebbe piaciuto che gli fosse dato spazio, respiro, evidenza, chiamatela come volete, non postando altro per 24 ore. In passato, quando facevo parte del blog, questa pratica è stata usata spesso e secondo me anche a sproposito; con il suicidio di DFW, ossia in una delle rare occasioni per cui valeva la pena adottarla, non lo si è fatto. Questo per me significa aver perso una grande occasione. E non l&#8217;ho detto privatamente a Gianni perché non era a lui solo che mi rivolgevo, dato che i post successivi a quello di Orsola erano firmati da 4 redattori diversi. Il suicidio di DFW è una cosa enorme, che meritava a mio avviso una maggiore attenzione. Si poteva non postare nient&#8217;altro per un giorno e lasciare che i lettori intervenissero nei commenti con le loro impressioni. E&#8217; la scelta che ha fatto per esempio la Lipperini, e non a caso nello spazio dei commenti sono intervenuti Lagioia, WM1 ed altri. A tempo debito sono certo che qualche indiano scriverà su questo tragico evento un pezzo importante, le firme per farlo non mancano, ma l&#8217;altro giorno, a caldo, io ho avuto l&#8217;impressione di un sostanziale disinteresse.</p>
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	<item>
		<title>Di: francesca matteoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97572</link>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 11:04:37 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; il solito problema dell&#039;Italia tutta: stiamo arretrando a paese incivile, ma c&#039;abbiamo il paesaggio, c&#039;abbiamo l&#039;arte (fermata al &#039;500 nella mentalità dei più), c&#039;abbiamo lo spaghetto con la pummarola...  e con questo ci fregano sempre, impedendoci di vedere il baratro che queste cose nascondono malamente.  Per me, ma mi rendo conto di essere un&#039;eccezione, è diverso - non mi piace il caldo, non ho la fissa del cibo, mi piace stare per i fatti miei e sono innamorata dei paesaggi nordici - quindi tutta un&#039;altra questione.  E&#039; assai brutto però sentirsi dire che non si ama l&#039;Italia perché se ne vedono i difetti, perché si fanno paragoni: chiaramente per motivi demografici, ambientali etc etc una città italiana non avrà mai la vivibilità di una città norvegese, però Gianni ha ragione - lavorare per essere per lo meno civili mostrando così davvero rispetto per il luogo dove si abita, dovrebbe essere il minimo  (non affatto scontato e anzi quasi fantascientifico dato il nostro paese).

Vorrei anche rispondere all&#039;OT su Wallace, ai commenti di Sergio e Franz: la notizia della morte di DF Wallace è terribile, ma non so se NI abbia perso un&#039;occasione. Orsola ha fatto un post proponendo una traduzione inedita e penso che in questi giorni possano apparire altre cose. Non la vedo una notizia con imminente &quot;data di scadenza&quot; e soprattutto trovo difficile scrivere subito, sull&#039;onda di un&#039;emozione o giocando sull&#039;effetto-suicidio che farà aumentare le vendite, ma non certo i lettori. Personalmente la cosa mi ha raggelato e il primo pensiero è stato condividere con gli amici o con coloro che so amare Wallace. La dimensione pubblica è passata, magari colpevolmente, in secondo piano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il solito problema dell&#8217;Italia tutta: stiamo arretrando a paese incivile, ma c&#8217;abbiamo il paesaggio, c&#8217;abbiamo l&#8217;arte (fermata al &#8217;500 nella mentalità dei più), c&#8217;abbiamo lo spaghetto con la pummarola&#8230;  e con questo ci fregano sempre, impedendoci di vedere il baratro che queste cose nascondono malamente.  Per me, ma mi rendo conto di essere un&#8217;eccezione, è diverso &#8211; non mi piace il caldo, non ho la fissa del cibo, mi piace stare per i fatti miei e sono innamorata dei paesaggi nordici &#8211; quindi tutta un&#8217;altra questione.  E&#8217; assai brutto però sentirsi dire che non si ama l&#8217;Italia perché se ne vedono i difetti, perché si fanno paragoni: chiaramente per motivi demografici, ambientali etc etc una città italiana non avrà mai la vivibilità di una città norvegese, però Gianni ha ragione &#8211; lavorare per essere per lo meno civili mostrando così davvero rispetto per il luogo dove si abita, dovrebbe essere il minimo  (non affatto scontato e anzi quasi fantascientifico dato il nostro paese).</p>
<p>Vorrei anche rispondere all&#8217;OT su Wallace, ai commenti di Sergio e Franz: la notizia della morte di DF Wallace è terribile, ma non so se NI abbia perso un&#8217;occasione. Orsola ha fatto un post proponendo una traduzione inedita e penso che in questi giorni possano apparire altre cose. Non la vedo una notizia con imminente &#8220;data di scadenza&#8221; e soprattutto trovo difficile scrivere subito, sull&#8217;onda di un&#8217;emozione o giocando sull&#8217;effetto-suicidio che farà aumentare le vendite, ma non certo i lettori. Personalmente la cosa mi ha raggelato e il primo pensiero è stato condividere con gli amici o con coloro che so amare Wallace. La dimensione pubblica è passata, magari colpevolmente, in secondo piano.</p>
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	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97569</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 08:59:41 +0000</pubDate>
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		<description>a Franz e Sergio. Non sono d&#039;accordo, ma non è questo il post(o) per discutere. Tra l&#039;altro basterebbe alzare la cornetta per dircelo. Anzi, adesso lo faccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a Franz e Sergio. Non sono d&#8217;accordo, ma non è questo il post(o) per discutere. Tra l&#8217;altro basterebbe alzare la cornetta per dircelo. Anzi, adesso lo faccio.</p>
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		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97567</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 06:18:50 +0000</pubDate>
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		<description>Milano ha bellezza offerta al primo sguardo, ma anche bellezza nascondita: il sole che dà il suo ultimo raggio nell&#039;acqua della fontana nei giardini publicci, il calore che stringe il cuore ( in estate), I palazzi alti che filano verso il cielo, la gentilezza cortese dei milanesi.
Franz ha ben scritto su Milano: Milano ti accoglie a tua insaputa.
Quando ho lasciato Milano, avevo lacrime negli occhi, sentivo che la città mi tratteneva. Non ho sentito un amore pieno e subito come quando ho incontrato Napoli, ma un sentimento di affetto nascondito ( forse lo più terribile: avere rimpianti).
E&#039; un amore del paese Italia, anche della gente, della lingua.
Non ho mai sentito un amore cosi grande per una terra, neppure la mia terra natale.
Quando sono tornata in Francia, ho avuto l&#039;impressione di urtarmi a un mondo freddo, depresso, con asperite dappertutto.
La lingua modella il paesaggio, il paesaggio modella la lingua; paesaggio e lingua fanno l&#039;anima della gente.
Devo dire che l&#039;amore per il cielo grigio è venuto lentamente nel mio cuore, come un veleno di tristezza dolce. Sono abituata al cielo inglese di Picardia, un cielo sfumato che racconta storia di romantismo, un cielo che cerca un blu pallido, leggero. 
Quando affronto il cielo blu malva del sud, ho un momento quasi di dolore mentale, perché mi penetra troppo il cuore con violenza. Ho un tempo quasi di depressione annegata di luce, poi mi afferro alla luce e allora devo fare daccapo un lento riconoscimento del cielo grigio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Milano ha bellezza offerta al primo sguardo, ma anche bellezza nascondita: il sole che dà il suo ultimo raggio nell&#8217;acqua della fontana nei giardini publicci, il calore che stringe il cuore ( in estate), I palazzi alti che filano verso il cielo, la gentilezza cortese dei milanesi.<br />
Franz ha ben scritto su Milano: Milano ti accoglie a tua insaputa.<br />
Quando ho lasciato Milano, avevo lacrime negli occhi, sentivo che la città mi tratteneva. Non ho sentito un amore pieno e subito come quando ho incontrato Napoli, ma un sentimento di affetto nascondito ( forse lo più terribile: avere rimpianti).<br />
E&#8217; un amore del paese Italia, anche della gente, della lingua.<br />
Non ho mai sentito un amore cosi grande per una terra, neppure la mia terra natale.<br />
Quando sono tornata in Francia, ho avuto l&#8217;impressione di urtarmi a un mondo freddo, depresso, con asperite dappertutto.<br />
La lingua modella il paesaggio, il paesaggio modella la lingua; paesaggio e lingua fanno l&#8217;anima della gente.<br />
Devo dire che l&#8217;amore per il cielo grigio è venuto lentamente nel mio cuore, come un veleno di tristezza dolce. Sono abituata al cielo inglese di Picardia, un cielo sfumato che racconta storia di romantismo, un cielo che cerca un blu pallido, leggero.<br />
Quando affronto il cielo blu malva del sud, ho un momento quasi di dolore mentale, perché mi penetra troppo il cuore con violenza. Ho un tempo quasi di depressione annegata di luce, poi mi afferro alla luce e allora devo fare daccapo un lento riconoscimento del cielo grigio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97565</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:45:46 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa Gianni se mi attacco qui per dire una cosa che non c’entra col tuo pezzo, e scusa se i miei toni non saranno urbani, non ho mai avuto un gran tatto, ma mi è dispiaciuto vedere che NI abbia dato così poco risalto al suicidio di David Foster Wallace. Il post di Orsola in poche ore è stato sommerso da altri pezzi che forse potevano attendere qualche ora, magari domani, per essere pubblicati. Il fatto è che ieri è successa una cosa enorme. Chiunque abbia a cuore la letteratura non può non esserne stato scosso. Ieri uno dei maggiori scrittori del nostro tempo, non un vecchio, uno della nostra generazione, si è ucciso. Non faccio più parte di NI, per cui non ho più voce in capitolo, ma continuo a leggerla e a riconoscerle una grande autorevolezza, e dal lit blog più letto e stimato della rete mi sarei aspettato una partecipazione maggiore a questo terribile lutto collettivo. Ricordo le frequenti discussioni interne, quando ero nella redazione, sulle pretese di alcuni che i propri scritti fossero inseriti nella categoria “speciale” delle incisioni, o la richiesta esplicita che altri non scrivessero niente dopo per dargli il giusto risalto. Ecco, questa era l’occasione giusta per tacere, per dare il giusto respiro, fosse anche solo 24 ore, a una notizia devastante come il suicidio di David Foster Wallace. Un autore a proposito del quale si potevano esprimere riserve, come io feci a suo tempo, ma sul cui immenso talento non ci potevano essere dubbi. Per me è stata una grande occasione persa. &quot;

Riporto qui l&#039;off topic di Sergio Garufi. Come dicono quelli che parlano bene, non è stato &quot;minimamente cagato&quot;. 
Anch&#039;io da NI mi aspetto sempre il meglio - perlomeno meglio degli altri. Un nostro coetaneo, il più bravo di tutti, si è ammazzato e non abbiamo nulla da dire...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Gianni se mi attacco qui per dire una cosa che non c’entra col tuo pezzo, e scusa se i miei toni non saranno urbani, non ho mai avuto un gran tatto, ma mi è dispiaciuto vedere che NI abbia dato così poco risalto al suicidio di David Foster Wallace. Il post di Orsola in poche ore è stato sommerso da altri pezzi che forse potevano attendere qualche ora, magari domani, per essere pubblicati. Il fatto è che ieri è successa una cosa enorme. Chiunque abbia a cuore la letteratura non può non esserne stato scosso. Ieri uno dei maggiori scrittori del nostro tempo, non un vecchio, uno della nostra generazione, si è ucciso. Non faccio più parte di NI, per cui non ho più voce in capitolo, ma continuo a leggerla e a riconoscerle una grande autorevolezza, e dal lit blog più letto e stimato della rete mi sarei aspettato una partecipazione maggiore a questo terribile lutto collettivo. Ricordo le frequenti discussioni interne, quando ero nella redazione, sulle pretese di alcuni che i propri scritti fossero inseriti nella categoria “speciale” delle incisioni, o la richiesta esplicita che altri non scrivessero niente dopo per dargli il giusto risalto. Ecco, questa era l’occasione giusta per tacere, per dare il giusto respiro, fosse anche solo 24 ore, a una notizia devastante come il suicidio di David Foster Wallace. Un autore a proposito del quale si potevano esprimere riserve, come io feci a suo tempo, ma sul cui immenso talento non ci potevano essere dubbi. Per me è stata una grande occasione persa. &#8221;</p>
<p>Riporto qui l&#8217;off topic di Sergio Garufi. Come dicono quelli che parlano bene, non è stato &#8220;minimamente cagato&#8221;.<br />
Anch&#8217;io da NI mi aspetto sempre il meglio &#8211; perlomeno meglio degli altri. Un nostro coetaneo, il più bravo di tutti, si è ammazzato e non abbiamo nulla da dire&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio c.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97552</link>
		<dc:creator>claudio c.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 17:11:10 +0000</pubDate>
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		<description>Sono stato a berlino  a luglio, per la prima volta, mi riconosco molto in questi racconti. Le strade larghe senza traffico, il rapporto libero con gli spazi della città, il respiro e senso di relax. Ricordo un pomeriggio di domenica in un parco, la musica elettronica e le persone che ballavano almeno dalla notte prima. Nello stesso luogo, madri e padri che portavano bambini piccoli a passeggio, i più grandicelli che si mettevano anche a ballare per un po&#039; con le persone rimaste in pista. Niente di strano, bellissimo. Certo, verrebbe quasi da cedere alla tentazione di partire, ma ho timore a confondere l&#039;esilio con l&#039;esotismo. Solo mi piacerebbe imparare a fare la spola tra il qui e l&#039;altrove. 
un saluto,
c.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato a berlino  a luglio, per la prima volta, mi riconosco molto in questi racconti. Le strade larghe senza traffico, il rapporto libero con gli spazi della città, il respiro e senso di relax. Ricordo un pomeriggio di domenica in un parco, la musica elettronica e le persone che ballavano almeno dalla notte prima. Nello stesso luogo, madri e padri che portavano bambini piccoli a passeggio, i più grandicelli che si mettevano anche a ballare per un po&#8217; con le persone rimaste in pista. Niente di strano, bellissimo. Certo, verrebbe quasi da cedere alla tentazione di partire, ma ho timore a confondere l&#8217;esilio con l&#8217;esotismo. Solo mi piacerebbe imparare a fare la spola tra il qui e l&#8217;altrove.<br />
un saluto,<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97543</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 14:14:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97543</guid>
		<description>Avrebbe torto. E infatti non ci va.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe torto. E infatti non ci va.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena janeczek</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97541</link>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 14:04:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97541</guid>
		<description>Torno dal parrucchiere dove, per caso, la ragazza più giovane che ci lavora, originaria di Torre Annunziata (e Maddaloni, per dirla tutta, Gianni!), diceva che lei a Napoli andrebbe abitarci anche domani.
Facendo la tara sugli entusiami giovanili: e se avesse ragione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Torno dal parrucchiere dove, per caso, la ragazza più giovane che ci lavora, originaria di Torre Annunziata (e Maddaloni, per dirla tutta, Gianni!), diceva che lei a Napoli andrebbe abitarci anche domani.<br />
Facendo la tara sugli entusiami giovanili: e se avesse ragione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97519</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 10:36:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97519</guid>
		<description>Rick, continuiamo a non capirci: io non ho nostalgia di un bel niente. Ma guardare verso il futuro non significa accettarlo acriticamente, e come viene viene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rick, continuiamo a non capirci: io non ho nostalgia di un bel niente. Ma guardare verso il futuro non significa accettarlo acriticamente, e come viene viene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tash</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97514</link>
		<dc:creator>Tash</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:42:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97514</guid>
		<description>mi accorgo ora del commento di garufi sulla morte di Wallace, al quale mi associo.

&quot;Cristo, non mi pare ci voglia sto gran spirito utopistico nel pensare che anche le città italiane possano essere all’altezza di Barcellona e Madrid.&quot;
pare proprio che invece ci voglia, cara helena.
difficile dire perché.
molti ci hanno provato, adesso ci siamo stancati anche di questo, ci è venuta a noia anche l&#039;auto-analisi.
ma resta l&#039;autodenigrazione, sacrosanta.
perché l&#039;intervento pubblico in una città - direi in una società - funzioni, occorre la collaborazione mentale, culturale di tutti.
occorre il senso della condivisione e del rispetto della norma.
occorre che ciascuno consideri il pubblico, invece che un esternità estraneo che in quanto non ci appartiene è fuori dei nostri interessi, il prolungamento dell&#039;internità stessa dello spazio privato, fisico e mentale.
rammento il nostro miglior saggista politico, corrado guzzanti, quando anni fa diceva: &quot;noi facciamo un po&#039; come cazzo ci pare&quot;.
se il messaggio è questo - ed è questo - come si spera in un&#039;inversione di rotta?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi accorgo ora del commento di garufi sulla morte di Wallace, al quale mi associo.</p>
<p>&#8220;Cristo, non mi pare ci voglia sto gran spirito utopistico nel pensare che anche le città italiane possano essere all’altezza di Barcellona e Madrid.&#8221;<br />
pare proprio che invece ci voglia, cara helena.<br />
difficile dire perché.<br />
molti ci hanno provato, adesso ci siamo stancati anche di questo, ci è venuta a noia anche l&#8217;auto-analisi.<br />
ma resta l&#8217;autodenigrazione, sacrosanta.<br />
perché l&#8217;intervento pubblico in una città &#8211; direi in una società &#8211; funzioni, occorre la collaborazione mentale, culturale di tutti.<br />
occorre il senso della condivisione e del rispetto della norma.<br />
occorre che ciascuno consideri il pubblico, invece che un esternità estraneo che in quanto non ci appartiene è fuori dei nostri interessi, il prolungamento dell&#8217;internità stessa dello spazio privato, fisico e mentale.<br />
rammento il nostro miglior saggista politico, corrado guzzanti, quando anni fa diceva: &#8220;noi facciamo un po&#8217; come cazzo ci pare&#8221;.<br />
se il messaggio è questo &#8211; ed è questo &#8211; come si spera in un&#8217;inversione di rotta?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97511</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:35:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97511</guid>
		<description>Gianni, capisco il tuo punto di vista, ma resto del mio. Credo che si debba avere il coraggio di andare incontro al futuro sapendo che si faranno degli errori. L&#039;unico errore imperdonabile è andare verso il futuro rimpiangendo questa o quella cosa del passato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, capisco il tuo punto di vista, ma resto del mio. Credo che si debba avere il coraggio di andare incontro al futuro sapendo che si faranno degli errori. L&#8217;unico errore imperdonabile è andare verso il futuro rimpiangendo questa o quella cosa del passato.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: helena janeczek</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97510</link>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:21:17 +0000</pubDate>
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		<description>Molto d&#039;accordo con Alcor. Ma persino nella fighettissima Monaco di Baviera puoi sparanzarti gratis nel parco o in riva al fiume, berti una birra al Biergarten e portarti da mangiare da casa, o, col tempo brutto, portare i figli a un museo adatto a loro, passare la giornata in una piscina con scivoli o onde dove l&#039;ingresso costa 4 euro...E le piste ciclabili, ovviamente, ci sono da oltre vent&#039;anni (il problema del nord ciclabile è che i pedoni rischiano di essere arrotati dai ciclisti).
Insomma: nemmeno Monaco è una città così esclusivamente da ricchi e non lo è diventata propio perché ci sono strutture pubbliche o sovvenzionate coi soldi pubblici.
Cristo, non mi pare ci voglia sto gran spirito utopistico nel pensare che anche le città italiane possano essere all&#039;altezza di Barcellona e Madrid.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto d&#8217;accordo con Alcor. Ma persino nella fighettissima Monaco di Baviera puoi sparanzarti gratis nel parco o in riva al fiume, berti una birra al Biergarten e portarti da mangiare da casa, o, col tempo brutto, portare i figli a un museo adatto a loro, passare la giornata in una piscina con scivoli o onde dove l&#8217;ingresso costa 4 euro&#8230;E le piste ciclabili, ovviamente, ci sono da oltre vent&#8217;anni (il problema del nord ciclabile è che i pedoni rischiano di essere arrotati dai ciclisti).<br />
Insomma: nemmeno Monaco è una città così esclusivamente da ricchi e non lo è diventata propio perché ci sono strutture pubbliche o sovvenzionate coi soldi pubblici.<br />
Cristo, non mi pare ci voglia sto gran spirito utopistico nel pensare che anche le città italiane possano essere all&#8217;altezza di Barcellona e Madrid.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97509</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:12:08 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione, ma non sono ancora pronta all&#039;esilio, diciamo che qui si parla italiano, e per me non è poco:–)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, ma non sono ancora pronta all&#8217;esilio, diciamo che qui si parla italiano, e per me non è poco:–)</p>
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		<title>Di: Natàlia Castaldi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97508</link>
		<dc:creator>Natàlia Castaldi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:10:08 +0000</pubDate>
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		<description>ma qui Zapatero sarebbe durato mno d&#039;un soffio...
chissà perchè... ed hanno anche l&#039;Opus Dei.... eppure!
grazie Gianni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma qui Zapatero sarebbe durato mno d&#8217;un soffio&#8230;<br />
chissà perchè&#8230; ed hanno anche l&#8217;Opus Dei&#8230;. eppure!<br />
grazie Gianni.</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97505</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 08:46:30 +0000</pubDate>
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		<description>Anche a Barcellona sono &quot;mediterranei e disordinati&quot;. Però ci sono i matrimoni civili fra omosessuali e una decina di linee metropolitane, tanto per dire...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a Barcellona sono &#8220;mediterranei e disordinati&#8221;. Però ci sono i matrimoni civili fra omosessuali e una decina di linee metropolitane, tanto per dire&#8230;</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97503</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 08:27:55 +0000</pubDate>
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		<description>Anch&#039;io come Helena preferisco poi stare qui, forse sono ormai drogata dalla quantità di empatia che emanano i popoli mediterranei e disordinati, ma la cosa che apprezzo di più a Berlino, a parte i ciclisti che sfrecciano sui marciapiedi cercando di metterti sotto, è che la città non sembra avere quel disperato bisogno di essere ricca, avere successo e mostrarlo che vedo a Milano. 
Ci sarà forse anche lì, ma così annacquato e mescolato ad altro che non disturba. C&#039;è una declinazione sociale che da noi manca e anche se in realtà c&#039;è vorrebbe negarsi in un sogno tutto berlusconiano di splendore televisivo.
Monaco in questo è molto più simile a Milano, e infatti, pur essendo bellissima, mi piace molto meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io come Helena preferisco poi stare qui, forse sono ormai drogata dalla quantità di empatia che emanano i popoli mediterranei e disordinati, ma la cosa che apprezzo di più a Berlino, a parte i ciclisti che sfrecciano sui marciapiedi cercando di metterti sotto, è che la città non sembra avere quel disperato bisogno di essere ricca, avere successo e mostrarlo che vedo a Milano.<br />
Ci sarà forse anche lì, ma così annacquato e mescolato ad altro che non disturba. C&#8217;è una declinazione sociale che da noi manca e anche se in realtà c&#8217;è vorrebbe negarsi in un sogno tutto berlusconiano di splendore televisivo.<br />
Monaco in questo è molto più simile a Milano, e infatti, pur essendo bellissima, mi piace molto meno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena janeczek</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97500</link>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 07:58:49 +0000</pubDate>
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		<description>Io che vengo da Monaco di Baviera e mi trovo spesso guardata come una marziana perché continuo a dire che sto meglio qui, intuisco cosa voglia dire Alessandra quando accenna a problemi di socialità.
Continuo ad avere la percezione che la socialità diffusa sia migliore in Italia, persino a Milano, anche se il peggioramento è stato enorme. Ed è credo stato così enorme, perché con un&#039;assenza quasi totale di investimento pubblico sulla qualità della vita, gran parte di quello che la città ti offre è servizio privato. Uscire a mangiare qualcosa (cinema ecc.) è diventato carissimo, i negozi e negozietti spariscono (i dati di Gianni parlano di una lacerazione del tessuto sociale), e c&#039;è poco da storcere il naso se le famiglie passano le domenice dentro ai centri commerciali.
L&#039;immagine emblematica della Milano di questi anni sono i bar dell&#039;Happy hour con la gente che si abboffa di pasta fredda per poter saltare la cena.
Insomma ci vorrebbe senz&#039;altro un intervento perché la città possa essere vissuta dalla maggioranza di coloro che ci abitano: vecchi, bambini, famiglie, e chiunque non possa permettersi di spendere più di cinquanta euro a testa per USCIRE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io che vengo da Monaco di Baviera e mi trovo spesso guardata come una marziana perché continuo a dire che sto meglio qui, intuisco cosa voglia dire Alessandra quando accenna a problemi di socialità.<br />
Continuo ad avere la percezione che la socialità diffusa sia migliore in Italia, persino a Milano, anche se il peggioramento è stato enorme. Ed è credo stato così enorme, perché con un&#8217;assenza quasi totale di investimento pubblico sulla qualità della vita, gran parte di quello che la città ti offre è servizio privato. Uscire a mangiare qualcosa (cinema ecc.) è diventato carissimo, i negozi e negozietti spariscono (i dati di Gianni parlano di una lacerazione del tessuto sociale), e c&#8217;è poco da storcere il naso se le famiglie passano le domenice dentro ai centri commerciali.<br />
L&#8217;immagine emblematica della Milano di questi anni sono i bar dell&#8217;Happy hour con la gente che si abboffa di pasta fredda per poter saltare la cena.<br />
Insomma ci vorrebbe senz&#8217;altro un intervento perché la città possa essere vissuta dalla maggioranza di coloro che ci abitano: vecchi, bambini, famiglie, e chiunque non possa permettersi di spendere più di cinquanta euro a testa per USCIRE.</p>
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	<item>
		<title>Di: Tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97487</link>
		<dc:creator>Tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 04:59:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97487</guid>
		<description>solo un appunto o. t.
berlino è meravigliosa.
a partire dal &#039;35, punto di applicazione di tutte le forze storiche del Novecento.
poi distrutta quasi per intero.
adesso è come se prendesse fiato, sembra in convalescenza.
ma è solo un&#039;immagine, naturalmente.
però dai musei inter-attivi io mi tengo alla larga, come terrei i miei figli alla larga dai musei &quot;per bambini&quot;, che sono ovunque un&#039;orribile cazzata e un orrore didattico, volendo essi &quot;istruire divertendo&quot;, piegando dimostrazioni, pensiero, oggetti ad un supposto livello cognitivo infantile i cui parametri internazionali sono stati stabiliti, in california, dalla walt disney.
fate annoiare il più possibile i vostri figli, dico io.
che si rompano il cazzo a morte nei musei per grandi, che si trascinino contro-voglia di sala in sala, che non vedano l&#039;ora di uscire: qualcosa resterà.
che sappiano che il godimento della cultura e dell&#039;arte non è intuitivo e non è gratis, che non è per loro, insomma.
curiamoli con dosi massicce di noia, i ragazzini.
evitiamo a tutti i costi l&#039;inter-attivo: abituarsi ad essere solo visitatori, spettatori passivi, fa bene, dico io.
anche all&#039;adulto.
ed è meno noioso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>solo un appunto o. t.<br />
berlino è meravigliosa.<br />
a partire dal &#8217;35, punto di applicazione di tutte le forze storiche del Novecento.<br />
poi distrutta quasi per intero.<br />
adesso è come se prendesse fiato, sembra in convalescenza.<br />
ma è solo un&#8217;immagine, naturalmente.<br />
però dai musei inter-attivi io mi tengo alla larga, come terrei i miei figli alla larga dai musei &#8220;per bambini&#8221;, che sono ovunque un&#8217;orribile cazzata e un orrore didattico, volendo essi &#8220;istruire divertendo&#8221;, piegando dimostrazioni, pensiero, oggetti ad un supposto livello cognitivo infantile i cui parametri internazionali sono stati stabiliti, in california, dalla walt disney.<br />
fate annoiare il più possibile i vostri figli, dico io.<br />
che si rompano il cazzo a morte nei musei per grandi, che si trascinino contro-voglia di sala in sala, che non vedano l&#8217;ora di uscire: qualcosa resterà.<br />
che sappiano che il godimento della cultura e dell&#8217;arte non è intuitivo e non è gratis, che non è per loro, insomma.<br />
curiamoli con dosi massicce di noia, i ragazzini.<br />
evitiamo a tutti i costi l&#8217;inter-attivo: abituarsi ad essere solo visitatori, spettatori passivi, fa bene, dico io.<br />
anche all&#8217;adulto.<br />
ed è meno noioso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97486</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 23:37:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97486</guid>
		<description>Le latterie sono un nervo scoperto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le latterie sono un nervo scoperto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: A. Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97484</link>
		<dc:creator>A. Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 23:22:51 +0000</pubDate>
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		<description>Io al massimo azzarderei un paragone fra Milano e Monaco di Baviera. Non mi spingerei oltre. Per restituire senso e valore. Proporzione. 

E ricordatevi, un berlinese medio è più colto di un milanese alto. Dato di fatto. Statistico. Verificabile. Dai libri letti ai biglietti teatrali acquistati. Fino all&#039;attitudine alla vita. E all&#039;altro da sé.

Sulle latterie poi... Noi questi siamo. Umani. Vecchi e superati. Abbiamo bisogno di incontrarci in posti vecchi e superati. Una volta un politicante, urlando, su una rete padana, col suo affettato e orrendo accento milanese, sentenziò: &lt;em&gt;Nel 2000 esistono ancora i Mercati Rionali?&lt;/em&gt; Io gli avrei sputato in faccia. Insisto. Noi questi siamo. E i mercati rionali, nelle città civili, esisteranno fino a quando saranno ancora degli umani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io al massimo azzarderei un paragone fra Milano e Monaco di Baviera. Non mi spingerei oltre. Per restituire senso e valore. Proporzione. </p>
<p>E ricordatevi, un berlinese medio è più colto di un milanese alto. Dato di fatto. Statistico. Verificabile. Dai libri letti ai biglietti teatrali acquistati. Fino all&#8217;attitudine alla vita. E all&#8217;altro da sé.</p>
<p>Sulle latterie poi&#8230; Noi questi siamo. Umani. Vecchi e superati. Abbiamo bisogno di incontrarci in posti vecchi e superati. Una volta un politicante, urlando, su una rete padana, col suo affettato e orrendo accento milanese, sentenziò: <em>Nel 2000 esistono ancora i Mercati Rionali?</em> Io gli avrei sputato in faccia. Insisto. Noi questi siamo. E i mercati rionali, nelle città civili, esisteranno fino a quando saranno ancora degli umani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: aditus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97479</link>
		<dc:creator>aditus</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 22:12:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97479</guid>
		<description>Le vespe! Ma allora non sono un&#039;esclusiva della Corsica! Vedendo nei bar e nei negozi, appesi ai muri, quei simulacri di ceramica neri e gialli, credevo fosse il loro animale sacro... Ma in effetti la Corsica mi ha fatto dimenticare l&#039;inquinamento. Ingenuamente, non pensavo così di Berlino.

(@GB. Ti ho scritto in mail)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le vespe! Ma allora non sono un&#8217;esclusiva della Corsica! Vedendo nei bar e nei negozi, appesi ai muri, quei simulacri di ceramica neri e gialli, credevo fosse il loro animale sacro&#8230; Ma in effetti la Corsica mi ha fatto dimenticare l&#8217;inquinamento. Ingenuamente, non pensavo così di Berlino.</p>
<p>(@GB. Ti ho scritto in mail)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Nuscis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/#comment-97475</link>
		<dc:creator>Giovanni Nuscis</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 21:40:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=7898#comment-97475</guid>
		<description>Ero a Berlino pure io in luglio, con la famiglia, e mi ritrovo perfettamente nel giudizio positivo espresso. E&#039; vero che bisognerebbe viverci un certo tempo per scoprirne le eventuali magagne, ma l&#039;impressione è stata appunto di una città a misura d&#039;uomo; vale a dire, in cui è tangibile il rispetto per l&#039;altro, l&#039;ascolto delle sue esigenze tradotto in soluzioni fattive. Si parla di bici, bene. Le bici, appunto, non vengono solo utilizzate nelle numerose piste ciclabili ma anche parcheggiate, spesso, senza catena. E&#039; una società che avrà magari i suoi problemi, intuibilmente, come tutte, ma è certo che tutto il positivo che può essere dato per mano pubblica lì viene dato; in particolare, sul piano organizzativo e ambientale. Tutto il rispetto che ci si aspetta da uffici e negozi lì non viene lesinato. Così l&#039;educazione da parte delle persone del posto contattate, per informazioni ed altro. Avremo forse pure visto il meglio, della città, per nostra fortuna, ma le virtù sociali che vi stanno dietro sono tangibili anche un cieco, e ben misera cosa è ciò che si ritrova e si avverte rientrando in patria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ero a Berlino pure io in luglio, con la famiglia, e mi ritrovo perfettamente nel giudizio positivo espresso. E&#8217; vero che bisognerebbe viverci un certo tempo per scoprirne le eventuali magagne, ma l&#8217;impressione è stata appunto di una città a misura d&#8217;uomo; vale a dire, in cui è tangibile il rispetto per l&#8217;altro, l&#8217;ascolto delle sue esigenze tradotto in soluzioni fattive. Si parla di bici, bene. Le bici, appunto, non vengono solo utilizzate nelle numerose piste ciclabili ma anche parcheggiate, spesso, senza catena. E&#8217; una società che avrà magari i suoi problemi, intuibilmente, come tutte, ma è certo che tutto il positivo che può essere dato per mano pubblica lì viene dato; in particolare, sul piano organizzativo e ambientale. Tutto il rispetto che ci si aspetta da uffici e negozi lì non viene lesinato. Così l&#8217;educazione da parte delle persone del posto contattate, per informazioni ed altro. Avremo forse pure visto il meglio, della città, per nostra fortuna, ma le virtù sociali che vi stanno dietro sono tangibili anche un cieco, e ben misera cosa è ciò che si ritrova e si avverte rientrando in patria.</p>
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