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	<title>Commenti a: Abdul, diciannove anni</title>
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		<title>Di: domè</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98935</link>
		<dc:creator>domè</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 03:45:18 +0000</pubDate>
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		<description>che cosa centrano le identità e li ntegrazione con : &quot;se ne devono andare a calci nel culo&quot;(Santanchè) o &quot;vadano a pregare nel deserto facce quelle faccie di merda&quot;(Borghezio) ecc....o ( per non soffermarci su un singolo episodio,se volete) &quot;i gay stanno tutti dall&#039; altra parte&quot;(Berlusconi?)...frasi degne del miglior (neo)fascismo che hanno legittimato veri e propri tentativi di repressione anche se arbitrari? ma ancor più grave è che queste persone &quot;colorite&quot; sono legittimate(democraticamente si intende) dalla maggioranza dei cittadini e da un sentimento di PAURA dell&#039; Altro e del diverso che possa contaminare la propria Identità. Dire democrazia non basta. Vogli ricordare la democratica America e una canzone do BoB DYLAN che più la rappresenta. THE HURRICANE
PS. liberi perchè diversi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che cosa centrano le identità e li ntegrazione con : &#8220;se ne devono andare a calci nel culo&#8221;(Santanchè) o &#8220;vadano a pregare nel deserto facce quelle faccie di merda&#8221;(Borghezio) ecc&#8230;.o ( per non soffermarci su un singolo episodio,se volete) &#8220;i gay stanno tutti dall&#8217; altra parte&#8221;(Berlusconi?)&#8230;frasi degne del miglior (neo)fascismo che hanno legittimato veri e propri tentativi di repressione anche se arbitrari? ma ancor più grave è che queste persone &#8220;colorite&#8221; sono legittimate(democraticamente si intende) dalla maggioranza dei cittadini e da un sentimento di PAURA dell&#8217; Altro e del diverso che possa contaminare la propria Identità. Dire democrazia non basta. Vogli ricordare la democratica America e una canzone do BoB DYLAN che più la rappresenta. THE HURRICANE<br />
PS. liberi perchè diversi</p>
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		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98553</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 17:52:18 +0000</pubDate>
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		<description>marco rovelli, liberissimo.

himmler, la tua polemica è pretestuosa. Hai preso una parola usata per dire una cosa e l&#039;hai stravolta inserendola nel vocabolario del Führer. Mezzucci di chi non ha nulla da dire.
Se ti può interessare, il senso del mio discorso era in queste altre parole: &quot;Noi, invece, abbiamo rinunciato alla nostra identità, intesa non solo in senso razziale (che è un bene), ma soprattutto spirituale&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>marco rovelli, liberissimo.</p>
<p>himmler, la tua polemica è pretestuosa. Hai preso una parola usata per dire una cosa e l&#8217;hai stravolta inserendola nel vocabolario del Führer. Mezzucci di chi non ha nulla da dire.<br />
Se ti può interessare, il senso del mio discorso era in queste altre parole: &#8220;Noi, invece, abbiamo rinunciato alla nostra identità, intesa non solo in senso razziale (che è un bene), ma soprattutto spirituale&#8221;.</p>
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		<title>Di: Himmler</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98518</link>
		<dc:creator>Himmler</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 13:10:02 +0000</pubDate>
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		<description>Non dubito che tu abbia agganci col Fuhrer. Si vede benissimo dalle tue parole.
Il Sangue è un elemento biologico e razziale. Nessun popolo parla di sangue come elemento di continuità culturale. Lo si fa solo dall&#039;ottocento, dal buon vecchio Gobineau in avanti. Questo è. Forse dovresti essere un po&#039; più consapevole delle parole che usi.
Le tue, caro Vincenzillo, sono nostre.
Blut und Hoden.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dubito che tu abbia agganci col Fuhrer. Si vede benissimo dalle tue parole.<br />
Il Sangue è un elemento biologico e razziale. Nessun popolo parla di sangue come elemento di continuità culturale. Lo si fa solo dall&#8217;ottocento, dal buon vecchio Gobineau in avanti. Questo è. Forse dovresti essere un po&#8217; più consapevole delle parole che usi.<br />
Le tue, caro Vincenzillo, sono nostre.<br />
Blut und Hoden.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98516</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 13:09:35 +0000</pubDate>
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		<description>Io non mi ci riconosco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non mi ci riconosco.</p>
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		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98512</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 12:32:35 +0000</pubDate>
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		<description>himmler, proverò a spiegarti una semplice verità nel modo più semplice, a prova di nazista: pur mantenendo tutte le differenze di carne, di sangue, di spirito e di storia, ciascuna civiltà, ciascun popolo, ciascuna religione, ciascuna forza politica, ciascuno di noi 7 miliardi di individui, abitanti della terra, si può riconoscere nella mia espressione: &quot;Carne, sangue, spirito, una storia&quot;.
E&#039; chiaro o hai bisogno dell&#039;approvazione del Führer? Se vuoi ho degli agganci per fartela avere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>himmler, proverò a spiegarti una semplice verità nel modo più semplice, a prova di nazista: pur mantenendo tutte le differenze di carne, di sangue, di spirito e di storia, ciascuna civiltà, ciascun popolo, ciascuna religione, ciascuna forza politica, ciascuno di noi 7 miliardi di individui, abitanti della terra, si può riconoscere nella mia espressione: &#8220;Carne, sangue, spirito, una storia&#8221;.<br />
E&#8217; chiaro o hai bisogno dell&#8217;approvazione del Führer? Se vuoi ho degli agganci per fartela avere.</p>
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	<item>
		<title>Di: Himmler</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98502</link>
		<dc:creator>Himmler</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 09:51:09 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;siamo carne, sangue, spirito, una storia&quot;. Se ne deduce che se il nostro Spirito (Geist!) è differente dagli altri, caratterizzato da e caratterizzante la Storia (una) che lo/ne segue - differente è anche il sangue. (Del resto, se fosse stato il medesimo per tutti - per Noi e per gli Abdul - non se ne sarebbe dovuta fare menzione).
Vincenzillo non conosce la logica.
E&#039; davvero dei nostri.
Blut und Boden!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;siamo carne, sangue, spirito, una storia&#8221;. Se ne deduce che se il nostro Spirito (Geist!) è differente dagli altri, caratterizzato da e caratterizzante la Storia (una) che lo/ne segue &#8211; differente è anche il sangue. (Del resto, se fosse stato il medesimo per tutti &#8211; per Noi e per gli Abdul &#8211; non se ne sarebbe dovuta fare menzione).<br />
Vincenzillo non conosce la logica.<br />
E&#8217; davvero dei nostri.<br />
Blut und Boden!</p>
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		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98495</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 08:44:40 +0000</pubDate>
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		<description>maria(v), rinuncia pure alla tua identità. Ciascuno ha i suoi riferimenti culturali, per carità. Io mi trovo più d&#039;accordo con quel gruppo di studenti che accolsero a Roma il francese Guattari con questo slogan: &quot;Guattari / Guattarà / Che ce sei venuto a fà?&quot;
Detto in altri termini, per me è chiaro che nella nostra epoca e in riferimento alla costruzione di una società futura, pensieri come quelli da te riportati equivalgono a un suicidio culturale di massa. Di conseguenza, dopo averlo studiato, lo si può mettere tranquillamente da parte.

Io invece ritengo che l&#039;uomo abbia in sé una duplice natura, è contadino e nomade, è albero e vento, vegetale e animale, radicamento e libertà. Tutta la grande letteratura del passato lo descrive così, e a me basta per credere che sia ancora così, e che lo sarà anche domani.

himmler, sì, ho detto sangue: sai quella cosa che scorre nelle mie vene e nelle tue, e che scorreva nelle vene di Abdoul? Lo ripeto: &quot;carne, sangue, spirito, una storia&quot;. (un po&#039; sincopato, ma mi è uscito pure un endecasillabo, pensa...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>maria(v), rinuncia pure alla tua identità. Ciascuno ha i suoi riferimenti culturali, per carità. Io mi trovo più d&#8217;accordo con quel gruppo di studenti che accolsero a Roma il francese Guattari con questo slogan: &#8220;Guattari / Guattarà / Che ce sei venuto a fà?&#8221;<br />
Detto in altri termini, per me è chiaro che nella nostra epoca e in riferimento alla costruzione di una società futura, pensieri come quelli da te riportati equivalgono a un suicidio culturale di massa. Di conseguenza, dopo averlo studiato, lo si può mettere tranquillamente da parte.</p>
<p>Io invece ritengo che l&#8217;uomo abbia in sé una duplice natura, è contadino e nomade, è albero e vento, vegetale e animale, radicamento e libertà. Tutta la grande letteratura del passato lo descrive così, e a me basta per credere che sia ancora così, e che lo sarà anche domani.</p>
<p>himmler, sì, ho detto sangue: sai quella cosa che scorre nelle mie vene e nelle tue, e che scorreva nelle vene di Abdoul? Lo ripeto: &#8220;carne, sangue, spirito, una storia&#8221;. (un po&#8217; sincopato, ma mi è uscito pure un endecasillabo, pensa&#8230;).</p>
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	<item>
		<title>Di: Himmler</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98476</link>
		<dc:creator>Himmler</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:22:44 +0000</pubDate>
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		<description>Sangue? Ha detto Sangue!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sangue? Ha detto Sangue!</p>
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		<title>Di: maria(v)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98474</link>
		<dc:creator>maria(v)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 18:56:40 +0000</pubDate>
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		<description>il grassetto, mio, doveva essere solo per &quot;molta gente ha un albero piantato nella testa&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il grassetto, mio, doveva essere solo per &#8220;molta gente ha un albero piantato nella testa&#8221;</p>
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	<item>
		<title>Di: maria(v)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98473</link>
		<dc:creator>maria(v)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 18:55:27 +0000</pubDate>
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		<description>non so cosa dicano in merito Fo ed Ovadia, riporto cosa dicono Deleuze - Guattari (parole che condivido a pieno, perchè sono totalmente allergica alla parola  identità:

&quot;Siamo stanchi dell&#039;albero. Non dobbiamo più credere agli alberi, alle radici, alle radicelle, ci hanno già creato abbastanza problemi.
 Tutta la cultura arborescente è fondata su di essi, dalla biologia alla linguistica. 
Invece niente è bello, niente è innamorato, niente è politico, al di fuori degli steli sotterranei e delle radici aeree, il selvatico e il rizoma [...]
 &lt;b&gt;molta gente ha un albero piantato nella testa, ma il cervello stesso è più erba che albero [...] 
il pensiero non è arborescente e il cervello non è una materia radicata o ramificata [...]
la discontinuità delle cellule, il ruolo degli assoni, l&#039;esistenza di micro-fessure fanno del cervello una molteplicità che irrora nel suo piano di consistenza o nel suo  flusso un sistema probabilistico incerto...&quot;&lt;/b&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non so cosa dicano in merito Fo ed Ovadia, riporto cosa dicono Deleuze &#8211; Guattari (parole che condivido a pieno, perchè sono totalmente allergica alla parola  identità:</p>
<p>&#8220;Siamo stanchi dell&#8217;albero. Non dobbiamo più credere agli alberi, alle radici, alle radicelle, ci hanno già creato abbastanza problemi.<br />
 Tutta la cultura arborescente è fondata su di essi, dalla biologia alla linguistica.<br />
Invece niente è bello, niente è innamorato, niente è politico, al di fuori degli steli sotterranei e delle radici aeree, il selvatico e il rizoma [...]<br />
 <b>molta gente ha un albero piantato nella testa, ma il cervello stesso è più erba che albero [...]<br />
il pensiero non è arborescente e il cervello non è una materia radicata o ramificata [...]<br />
la discontinuità delle cellule, il ruolo degli assoni, l&#8217;esistenza di micro-fessure fanno del cervello una molteplicità che irrora nel suo piano di consistenza o nel suo  flusso un sistema probabilistico incerto&#8230;&#8221;</b></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98460</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 15:12:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98460</guid>
		<description>helena janeczec, dici: &quot;Il problema è l’humus&quot;.
Condivido in pieno. Ed è proprio in questa ottica (per rispondere alla tua domanda) che io considero il presunto razzismo strisciante come un &quot;derivato&quot; dell&#039;ignoranza e dell&#039;indebolirsi del freno inibitorio della violenza. Non è razzismo perché semplicemente non sanno quello che dicono. Non hanno testa. Non gli va bene qualcosa e allora si scagliano contro il più debole, e oggi il più debole è lo straniero.

Guardiamo all&#039;humus della nostra società. Il rapporto tra cultura, leggi, politica, è quanto di più complesso da analizzare, quindi non mi ci metto neanche. Quello che però mi sembra di vedere molto chiaramente è che politicamente e culturalmente, manca un progetto. Anzi, manca anche una riflessione preliminare che parta da dati di fatto. Perché, per esempio, se l&#039;idea di base è &quot;solidarietà&quot;, va bene, benissimo, ma ci deve essere un limite, un limite direi fisiologico, all&#039;ingresso degli immigrati. Altrimenti è chiaro che tutti gli immigrati che il mondo del lavoro non può assorbire saranno portati a delinquere. E questo, in un paese dove la giustizia è oggettivamente al collasso, diventa spunto per la violenza-vendetta. Mi sembra puro buon senso. Tolti gli esponenti più &quot;coloriti&quot;, è quello che dice il centro-destra. Eppure chiunque parla di limiti viene accusato da sinistra di razzismo e fascismo. Perché?

Inoltre, manca una riflessione su due concetti fondamentali: integrazione e senso della patria. Che vuol dire integrare? A me sfugge. E&#039; forse un rapporto tra identità diverse che devono condividere un unico spazio? Bene. Io però vedo che chi arriva da fuori ha un&#039;identità, noi invece no. L&#039;identità di chi arriva c&#039;è. E non è solo di razza, ma anche culturale, religiosa e a volte politica. Noi, invece, abbiamo rinunciato alla nostra identità, intesa non solo in senso razziale (che è un bene), ma soprattutto spirituale. La patria fa ridere, da noi. Invece secondo me potrebbe essere il vero punto di partenza per capire e accogliere l&#039;altro. Tipo: obbligare chi arriva da fuori a imparare la nostra lingua, la nostra letteratura e la nostra storia. Farebbe capire che siamo qualcosa con cui &quot;fare i conti&quot;, cioè condividere la città, e non il nulla. Che non siamo solo i ricchi belli e felici che vedono sui canali televisivi e che li attirano qui. Che siamo carne, sangue, spirito, una storia. Cosa dice Fo su questo? Cosa dice Ovadia su questo?

(Tanto per capirci, prendo Fo come emblema di quella cultura ormai invecchiata, tesa a distruggere il principio stesso di autorità e a deridere il senso della patria identificandolo col fascismo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>helena janeczec, dici: &#8220;Il problema è l’humus&#8221;.<br />
Condivido in pieno. Ed è proprio in questa ottica (per rispondere alla tua domanda) che io considero il presunto razzismo strisciante come un &#8220;derivato&#8221; dell&#8217;ignoranza e dell&#8217;indebolirsi del freno inibitorio della violenza. Non è razzismo perché semplicemente non sanno quello che dicono. Non hanno testa. Non gli va bene qualcosa e allora si scagliano contro il più debole, e oggi il più debole è lo straniero.</p>
<p>Guardiamo all&#8217;humus della nostra società. Il rapporto tra cultura, leggi, politica, è quanto di più complesso da analizzare, quindi non mi ci metto neanche. Quello che però mi sembra di vedere molto chiaramente è che politicamente e culturalmente, manca un progetto. Anzi, manca anche una riflessione preliminare che parta da dati di fatto. Perché, per esempio, se l&#8217;idea di base è &#8220;solidarietà&#8221;, va bene, benissimo, ma ci deve essere un limite, un limite direi fisiologico, all&#8217;ingresso degli immigrati. Altrimenti è chiaro che tutti gli immigrati che il mondo del lavoro non può assorbire saranno portati a delinquere. E questo, in un paese dove la giustizia è oggettivamente al collasso, diventa spunto per la violenza-vendetta. Mi sembra puro buon senso. Tolti gli esponenti più &#8220;coloriti&#8221;, è quello che dice il centro-destra. Eppure chiunque parla di limiti viene accusato da sinistra di razzismo e fascismo. Perché?</p>
<p>Inoltre, manca una riflessione su due concetti fondamentali: integrazione e senso della patria. Che vuol dire integrare? A me sfugge. E&#8217; forse un rapporto tra identità diverse che devono condividere un unico spazio? Bene. Io però vedo che chi arriva da fuori ha un&#8217;identità, noi invece no. L&#8217;identità di chi arriva c&#8217;è. E non è solo di razza, ma anche culturale, religiosa e a volte politica. Noi, invece, abbiamo rinunciato alla nostra identità, intesa non solo in senso razziale (che è un bene), ma soprattutto spirituale. La patria fa ridere, da noi. Invece secondo me potrebbe essere il vero punto di partenza per capire e accogliere l&#8217;altro. Tipo: obbligare chi arriva da fuori a imparare la nostra lingua, la nostra letteratura e la nostra storia. Farebbe capire che siamo qualcosa con cui &#8220;fare i conti&#8221;, cioè condividere la città, e non il nulla. Che non siamo solo i ricchi belli e felici che vedono sui canali televisivi e che li attirano qui. Che siamo carne, sangue, spirito, una storia. Cosa dice Fo su questo? Cosa dice Ovadia su questo?</p>
<p>(Tanto per capirci, prendo Fo come emblema di quella cultura ormai invecchiata, tesa a distruggere il principio stesso di autorità e a deridere il senso della patria identificandolo col fascismo).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: helena janeczek</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98261</link>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 22:51:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98261</guid>
		<description>Giorgio e Vincenzillo,

quel che ho cercato di fare è cercare di spezzare la solita logica degli opposti schieramenti dell&#039;opinione pubblica che arrivano solo a giustapporre, appunto, delle opinioni. Quelli che sono convinti che si sia trattato senz&#039;ombra di dubbio di un omicidio razzista, quelli che - come riporta Vincenzillo - sostengono che qui il razzismo non c&#039;entra nulla e tirarlo fuori è solo una strumentalizzazione.
La cosa grave, orrenda, e siamo d&#039;accordo credo, è che due tizi abbiano ammazzato a sprangate un ragazzo che, di più, già stava a terra. Ma episodi di violenza cieca ci sono sempre stata e mi sentirei un po&#039; vecchia zia a vederci un segno dell&#039;imbarbarimento dei tempi. Quei due avevano precedenti mica da ridere - rissa, RAPINA A MANO ARMATA e altro- ma questo diciamolo piuttosto en passant. E di certo questo caso avrebbe fatto molto meno notizia se vittima e assassini fossero stato dello stesso colore della pelle, bianco o nero che sia.
Ma a me ha interessato da subito proprio perché la questione del razzismo, a naso, mi sembrava che c&#039;entrasse, però in modi più complessi, da verificare.
E torno a ripetermi. I baristi hanno urlato &quot;sporchi negri, vi ammazziamo tutti!&quot;. Ed è stato quell&#039;insulto intollerabile a far fermare i ragazzi. 
Vorrei avere un rapporto di polizia o magistratura per verificare meglio, ma confrontando varie fonti a me accessibili ho ricostruito che è andata così.
Quindi che dire? L&#039;omicidio è stato razzista in senso stretto? Non lo è stato, perché quelli urlavano negri in quanto accidentamente si trovano ad inseguire dei negri e sarebbero stati ugualmente violenti se non fosse stato così? Ripeto, questo non lo possiamo sapere.
Ma possiamo sapere che all&#039;interno di quel fatto un elemento di razzismo ci sia stato e che abbia avuto delle conseguenze tragiche. 
Non ho mai creduto che si possa combattere il razzismo o altre forme di discriminazione con la nomenclatura lessicale del politically correct. Se uno dice &quot;negro&quot; o &quot;giudeo&quot; senza ostilità - e vi assicuro che un negro o giudeo questo lo percepisce - non c&#039;è problema. Ma se invece non è così, quelle parole sono pesantissime. Le parole di cui si dice che uccidono, ma non è vero, a volte sono prodromi di morte.
Il problema non è il razzismo consapevole, ammesso praticamente da nessuno, tranne che in un primo momento dalla signora Cristofoli. Il problema è l&#039;humus, il sostrato di razzismo che non andrebbe preso sottogamba.
E aggiungo, per Vincenzillo che mi pare grosso modo di destra: per me l&#039;antirazzismo non dovrebbe essere di destra o di sinistra. Si può fare una politica di centro destra, anche di destra, decisamente law &amp; order che non sia in odore di alimentare un clima di xenofobia come alcune cose che questo governo ha provato a fare.
Credo che dovresti chiederlo a quelli che voti. (se non faccio esempi è solo per stanchezza)
Ultima domanda: d&#039;accordo che ti stanno antipatici Fo, Ovadia e compagnia, ma ti pare così illeggittimo cogliere un&#039;occasione per accendere l&#039;attenzione su un problema che esiste? ( e non in sé per colpa di Berlusconi, se ti fa piacere che lo aggiunga). O non esiste, secondo te?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio e Vincenzillo,</p>
<p>quel che ho cercato di fare è cercare di spezzare la solita logica degli opposti schieramenti dell&#8217;opinione pubblica che arrivano solo a giustapporre, appunto, delle opinioni. Quelli che sono convinti che si sia trattato senz&#8217;ombra di dubbio di un omicidio razzista, quelli che &#8211; come riporta Vincenzillo &#8211; sostengono che qui il razzismo non c&#8217;entra nulla e tirarlo fuori è solo una strumentalizzazione.<br />
La cosa grave, orrenda, e siamo d&#8217;accordo credo, è che due tizi abbiano ammazzato a sprangate un ragazzo che, di più, già stava a terra. Ma episodi di violenza cieca ci sono sempre stata e mi sentirei un po&#8217; vecchia zia a vederci un segno dell&#8217;imbarbarimento dei tempi. Quei due avevano precedenti mica da ridere &#8211; rissa, RAPINA A MANO ARMATA e altro- ma questo diciamolo piuttosto en passant. E di certo questo caso avrebbe fatto molto meno notizia se vittima e assassini fossero stato dello stesso colore della pelle, bianco o nero che sia.<br />
Ma a me ha interessato da subito proprio perché la questione del razzismo, a naso, mi sembrava che c&#8217;entrasse, però in modi più complessi, da verificare.<br />
E torno a ripetermi. I baristi hanno urlato &#8220;sporchi negri, vi ammazziamo tutti!&#8221;. Ed è stato quell&#8217;insulto intollerabile a far fermare i ragazzi.<br />
Vorrei avere un rapporto di polizia o magistratura per verificare meglio, ma confrontando varie fonti a me accessibili ho ricostruito che è andata così.<br />
Quindi che dire? L&#8217;omicidio è stato razzista in senso stretto? Non lo è stato, perché quelli urlavano negri in quanto accidentamente si trovano ad inseguire dei negri e sarebbero stati ugualmente violenti se non fosse stato così? Ripeto, questo non lo possiamo sapere.<br />
Ma possiamo sapere che all&#8217;interno di quel fatto un elemento di razzismo ci sia stato e che abbia avuto delle conseguenze tragiche.<br />
Non ho mai creduto che si possa combattere il razzismo o altre forme di discriminazione con la nomenclatura lessicale del politically correct. Se uno dice &#8220;negro&#8221; o &#8220;giudeo&#8221; senza ostilità &#8211; e vi assicuro che un negro o giudeo questo lo percepisce &#8211; non c&#8217;è problema. Ma se invece non è così, quelle parole sono pesantissime. Le parole di cui si dice che uccidono, ma non è vero, a volte sono prodromi di morte.<br />
Il problema non è il razzismo consapevole, ammesso praticamente da nessuno, tranne che in un primo momento dalla signora Cristofoli. Il problema è l&#8217;humus, il sostrato di razzismo che non andrebbe preso sottogamba.<br />
E aggiungo, per Vincenzillo che mi pare grosso modo di destra: per me l&#8217;antirazzismo non dovrebbe essere di destra o di sinistra. Si può fare una politica di centro destra, anche di destra, decisamente law &amp; order che non sia in odore di alimentare un clima di xenofobia come alcune cose che questo governo ha provato a fare.<br />
Credo che dovresti chiederlo a quelli che voti. (se non faccio esempi è solo per stanchezza)<br />
Ultima domanda: d&#8217;accordo che ti stanno antipatici Fo, Ovadia e compagnia, ma ti pare così illeggittimo cogliere un&#8217;occasione per accendere l&#8217;attenzione su un problema che esiste? ( e non in sé per colpa di Berlusconi, se ti fa piacere che lo aggiunga). O non esiste, secondo te?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giorgio fontana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98256</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 20:06:13 +0000</pubDate>
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		<description>@ vincenzillo

hai ragione. mi sono lasciato trasportare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ vincenzillo</p>
<p>hai ragione. mi sono lasciato trasportare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98244</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 16:19:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98244</guid>
		<description>mauro piranesi,
nessun problema a parlare di povertà come possibile causa di emarginazione e alla ine di razzismo. E&#039; solo quando la povertà viene trattata come un alibi che giustifica il crimine, che per me nasce il problema. Ma non è il caso di Abdoul.
Il caso di Abdoul è pazzesco per l&#039;evidente sproporzione tra crimine e reazione. E qui allora il problema è: questo caso è davvero il simbolo di uno strisciante razzismo (come ci vuol far credere tanta parte della sinistra politica e culturale), o è semplicemente stato strumentalizzato? Io naturalmente propendo per la seconda.
Altro problema: come si risolve il razzismo, quello vero: creando un modello di convivenza pacifica tra razze, religioni, costumi ADATTO ALL&#039;ITALIA, oppure limitandosi a gridare al fascista? Perché c&#039;è un dato di fatto: questo benedetto modello, la sinistra pur essendo egemone nella cultura, non l&#039;ha mai creato. Io spero che lo crei finalmente la destra, oggi politicamnte egemone.

@giorgio fontana, &quot;segno di un crollo totale di etica civile&quot;. Va bene che qui i toni sono un po&#039; quelli, ma non esageriamo, dai. Sono orribili, certo, ma c&#039;è un limite a tutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mauro piranesi,<br />
nessun problema a parlare di povertà come possibile causa di emarginazione e alla ine di razzismo. E&#8217; solo quando la povertà viene trattata come un alibi che giustifica il crimine, che per me nasce il problema. Ma non è il caso di Abdoul.<br />
Il caso di Abdoul è pazzesco per l&#8217;evidente sproporzione tra crimine e reazione. E qui allora il problema è: questo caso è davvero il simbolo di uno strisciante razzismo (come ci vuol far credere tanta parte della sinistra politica e culturale), o è semplicemente stato strumentalizzato? Io naturalmente propendo per la seconda.<br />
Altro problema: come si risolve il razzismo, quello vero: creando un modello di convivenza pacifica tra razze, religioni, costumi ADATTO ALL&#8217;ITALIA, oppure limitandosi a gridare al fascista? Perché c&#8217;è un dato di fatto: questo benedetto modello, la sinistra pur essendo egemone nella cultura, non l&#8217;ha mai creato. Io spero che lo crei finalmente la destra, oggi politicamnte egemone.</p>
<p>@giorgio fontana, &#8220;segno di un crollo totale di etica civile&#8221;. Va bene che qui i toni sono un po&#8217; quelli, ma non esageriamo, dai. Sono orribili, certo, ma c&#8217;è un limite a tutto.</p>
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	<item>
		<title>Di: giorgio fontana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98186</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 12:04:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98186</guid>
		<description>@ helena.

due cose.

1.&quot;il pm era tenuto a decidere se si trattava di un delitto di stampo inequivocabilmente razzista e qui le cose sono più complicate.&quot;

credo che su questo punto ci sia stata un po&#039; di cattiva informazione su cosa sia o non sia un delitto razzista per la giustizia italiana. in realtà, dal punto di vista giuridico, la decisione del pm è del tutto condivisibile. l&#039;aggravante per fini di odio razziale viene comminata quando l&#039;atto è compiuto con un determinato obiettivo, riconoscibile e passibile di influenza su terzi. se io brucio un campo rom e nel frattempo inneggio al nazismo, il mio delitto è sicuramente aggravato da fini di odio razziale. se a me stanno antipatici i rom e finisce che ne picchio uno per strada, le aggravanti non ci sono.
questo solo per fare chiarezza.


2. &quot;io mi sono fatta l’idea che se non ci fossero stati gli insulti razzisti, i ragazzi sarebbero scappati e basta. Abdul sarebbe ancora vivo e i baristi non rischierebbero l’ergastolo.&quot;

probabilmente è vero. il problema è che il gioco dei &quot;probabilmente&quot; e dei &quot;se&quot; rischia di cadere addosso al &quot;se&quot; iniziale: se abdul e i suoi amici non avessero rubato quelle due merendine, non sarebbe successo niente. e nessuno, ovviamente, vuole sentirsi dire questo.
in sostanza: SENZ&#039;ALTRO c&#039;è un&#039;atmosfera di accanimento diffuso verso l&#039;altro, prodotto di una politica fondata sulla paura e la sicurezza; MOLTO PROBABILMENTE il fatto che abdul fosse nero ha fatto da &quot;disinibitore&quot; alle pulsioni peggiori; PROBABILMENTE se i due non avessero gridato &quot;sporco negro&quot; abdul non sarebbe rimasto.
ma.
in tutto questo proliferare di ipotesi e opinioni, la cosa che a me continua a sembrare più assurda di tutte è proprio il fatto nudo e crudo. la sprangata in testa. che si possa ammazzare un ragazzo con una sprangata in testa. di insulti razzisti se ne sentono quotidianamente. sono cose spaventose e segno di un crollo totale di etica civile. ma una sprangata in testa per due biscotti, in qualunque quantità c&#039;entri il fattore razzismo, è qualcosa che mi lascia senza parole.


giorgio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ helena.</p>
<p>due cose.</p>
<p>1.&#8221;il pm era tenuto a decidere se si trattava di un delitto di stampo inequivocabilmente razzista e qui le cose sono più complicate.&#8221;</p>
<p>credo che su questo punto ci sia stata un po&#8217; di cattiva informazione su cosa sia o non sia un delitto razzista per la giustizia italiana. in realtà, dal punto di vista giuridico, la decisione del pm è del tutto condivisibile. l&#8217;aggravante per fini di odio razziale viene comminata quando l&#8217;atto è compiuto con un determinato obiettivo, riconoscibile e passibile di influenza su terzi. se io brucio un campo rom e nel frattempo inneggio al nazismo, il mio delitto è sicuramente aggravato da fini di odio razziale. se a me stanno antipatici i rom e finisce che ne picchio uno per strada, le aggravanti non ci sono.<br />
questo solo per fare chiarezza.</p>
<p>2. &#8220;io mi sono fatta l’idea che se non ci fossero stati gli insulti razzisti, i ragazzi sarebbero scappati e basta. Abdul sarebbe ancora vivo e i baristi non rischierebbero l’ergastolo.&#8221;</p>
<p>probabilmente è vero. il problema è che il gioco dei &#8220;probabilmente&#8221; e dei &#8220;se&#8221; rischia di cadere addosso al &#8220;se&#8221; iniziale: se abdul e i suoi amici non avessero rubato quelle due merendine, non sarebbe successo niente. e nessuno, ovviamente, vuole sentirsi dire questo.<br />
in sostanza: SENZ&#8217;ALTRO c&#8217;è un&#8217;atmosfera di accanimento diffuso verso l&#8217;altro, prodotto di una politica fondata sulla paura e la sicurezza; MOLTO PROBABILMENTE il fatto che abdul fosse nero ha fatto da &#8220;disinibitore&#8221; alle pulsioni peggiori; PROBABILMENTE se i due non avessero gridato &#8220;sporco negro&#8221; abdul non sarebbe rimasto.<br />
ma.<br />
in tutto questo proliferare di ipotesi e opinioni, la cosa che a me continua a sembrare più assurda di tutte è proprio il fatto nudo e crudo. la sprangata in testa. che si possa ammazzare un ragazzo con una sprangata in testa. di insulti razzisti se ne sentono quotidianamente. sono cose spaventose e segno di un crollo totale di etica civile. ma una sprangata in testa per due biscotti, in qualunque quantità c&#8217;entri il fattore razzismo, è qualcosa che mi lascia senza parole.</p>
<p>giorgio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro Pianesi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98155</link>
		<dc:creator>Mauro Pianesi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 15:50:31 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;mauro pianesi, si stava parlando di razzismo, non di ricchezza e povertà. O vogliamo appiccicare le solite etichette surreali: ricco = razzista, povero = vittima di razzismo?&quot;

Io di etichette surreali ne immaginerei anche di più, cioè anche &quot;povero=razzista&quot; o &quot;ricco=vittima di razzismo&quot; (come mi pare furono gli ebrei nella Germania nazista)
&quot;parlare di razzismo&quot; così... &quot;sui generis&quot; non credo porti molto lontano. Nel caso italiano, gli immigrati sono tali per motivi di povertà. Nella maggiorparte dei casi. O di non sufficiente agiatezza, se &quot;povertà&quot; non è abbastanza à la page. Altrimenti credo che se ne sarebbero rimasti volentieri a casa loro. Questo è uno dei presupposti che,in determinati casi (come quello nostro italiano), contribuiscono a fare scattare la molla del razzismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;mauro pianesi, si stava parlando di razzismo, non di ricchezza e povertà. O vogliamo appiccicare le solite etichette surreali: ricco = razzista, povero = vittima di razzismo?&#8221;</p>
<p>Io di etichette surreali ne immaginerei anche di più, cioè anche &#8220;povero=razzista&#8221; o &#8220;ricco=vittima di razzismo&#8221; (come mi pare furono gli ebrei nella Germania nazista)<br />
&#8220;parlare di razzismo&#8221; così&#8230; &#8220;sui generis&#8221; non credo porti molto lontano. Nel caso italiano, gli immigrati sono tali per motivi di povertà. Nella maggiorparte dei casi. O di non sufficiente agiatezza, se &#8220;povertà&#8221; non è abbastanza à la page. Altrimenti credo che se ne sarebbero rimasti volentieri a casa loro. Questo è uno dei presupposti che,in determinati casi (come quello nostro italiano), contribuiscono a fare scattare la molla del razzismo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98126</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 15:59:16 +0000</pubDate>
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		<description>maria(v) mi dice:
&quot;io e lei siamo diversi sa? e non ho nessunissima intenzione di stringerle la mano&quot;.
Ecco, brava, così non si infetta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>maria(v) mi dice:<br />
&#8220;io e lei siamo diversi sa? e non ho nessunissima intenzione di stringerle la mano&#8221;.<br />
Ecco, brava, così non si infetta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maria(v)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98120</link>
		<dc:creator>maria(v)</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 14:22:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98120</guid>
		<description>senta vincenzillo,


Io attribuisco precise responsabilità a chi ha creato questo clima, a chi ci ha gettato di  proposito il giocattolino perché ci scannassimo tra di noi.
Che un fatto  del genere sia accaduto proprio adesso, dopo un buon numero di bombardamenti mediatici, non mi sembra per niente una coincidenza.
Per il resto, con tutto il rispetto,
mi fa piuttosto schifo litigare con lei, qui sotto, in questa circostanza.
non ho più intenzione di commentare oltre. 
io e lei siamo diversi sa? e non ho nessunissima intenzione di stringerle la mano. La lascio volentieri alla sua identità, se la tenga stretta e  cara.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>senta vincenzillo,</p>
<p>Io attribuisco precise responsabilità a chi ha creato questo clima, a chi ci ha gettato di  proposito il giocattolino perché ci scannassimo tra di noi.<br />
Che un fatto  del genere sia accaduto proprio adesso, dopo un buon numero di bombardamenti mediatici, non mi sembra per niente una coincidenza.<br />
Per il resto, con tutto il rispetto,<br />
mi fa piuttosto schifo litigare con lei, qui sotto, in questa circostanza.<br />
non ho più intenzione di commentare oltre.<br />
io e lei siamo diversi sa? e non ho nessunissima intenzione di stringerle la mano. La lascio volentieri alla sua identità, se la tenga stretta e  cara.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98119</link>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 13:07:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98119</guid>
		<description>Quanto si assomigliano...
http://viaggidellamente.splinder.com/post/18473752/Un+attimo+prima.

Il pantalone mi si è rotto scavalcando un cancello stamattina. L&#039;accesso al cantiere era chiuso, chiuso per gli occhi di altri, per i curiosi, non per chi qui ci lavora e butta il sangue. Per entrare ogni volta devi fare un percorso come in una guerra, un sentiero abbandonato che porta ad una palazzina in costruzione. Quando pensi di esserti perso, allora sei quasi arrivato.

Come quando sono venuto qui, giorni interi senza mangiare, a piedi nel deserto che è come camminare al buio, speri sempre che quando poi la luce si accende sei esattamente dove immaginavi. Ma non è mai così.

Quando pensavo di non arrivare più, quando la voglia di arrendersi si era già impadronita delle mie forze, allora un sospiro e le luci della terra difronte a noi.

Qui mi riconoscono dal colore della mia pelle. Prima di parlarmi per loro sono già assassino, spacciatore, pappone. Rubo il lavoro che non vogliono fare, mi pagano per pulirsi la coscienza come quando danno da mangiare ad un cane randagio. Quando mi parlano non si rivolgono mai a me, mai a me solamente, ma a quelli come me, i negri, la mia gente, le donne della mia terra. Per loro non esisto, non sono una persona. Sono io stesso un popolo per loro, non un nome nè un cognome.

Mi sfruttano di nascosto, mi considerano un problema quando stanno davanti agli altri.

La sartoria chiude tardi stasera, mi hanno detto che per il mio pantalone devo aspettare.

Ho fame e sonno, stasera tornerò tardi.

_________________________________________________________

Eric lavorava in un&#039; impresa edile come piastrellista. Giovedì 18 Settembre era andato alla sartoria Ob Ob exotic fashions per farsi rattoppare il pantalone che aveva addosso. Nella sartoria gli hanno detto che avrebbero pensato a lui soltanto prima della chiusura, alle &quot;nove&quot;. è andato a sedersi in macchina. Era stanco o forse si vergognava a farsi vedere con quello strappo nei calzoni. Con altri cinque immigrati è stato ammazzato dalla mano armata della camorra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto si assomigliano&#8230;<br />
<a href="http://viaggidellamente.splinder.com/post/18473752/Un+attimo+prima" rel="nofollow">http://viaggidellamente.splinder.com/post/18473752/Un+attimo+prima</a>.</p>
<p>Il pantalone mi si è rotto scavalcando un cancello stamattina. L&#8217;accesso al cantiere era chiuso, chiuso per gli occhi di altri, per i curiosi, non per chi qui ci lavora e butta il sangue. Per entrare ogni volta devi fare un percorso come in una guerra, un sentiero abbandonato che porta ad una palazzina in costruzione. Quando pensi di esserti perso, allora sei quasi arrivato.</p>
<p>Come quando sono venuto qui, giorni interi senza mangiare, a piedi nel deserto che è come camminare al buio, speri sempre che quando poi la luce si accende sei esattamente dove immaginavi. Ma non è mai così.</p>
<p>Quando pensavo di non arrivare più, quando la voglia di arrendersi si era già impadronita delle mie forze, allora un sospiro e le luci della terra difronte a noi.</p>
<p>Qui mi riconoscono dal colore della mia pelle. Prima di parlarmi per loro sono già assassino, spacciatore, pappone. Rubo il lavoro che non vogliono fare, mi pagano per pulirsi la coscienza come quando danno da mangiare ad un cane randagio. Quando mi parlano non si rivolgono mai a me, mai a me solamente, ma a quelli come me, i negri, la mia gente, le donne della mia terra. Per loro non esisto, non sono una persona. Sono io stesso un popolo per loro, non un nome nè un cognome.</p>
<p>Mi sfruttano di nascosto, mi considerano un problema quando stanno davanti agli altri.</p>
<p>La sartoria chiude tardi stasera, mi hanno detto che per il mio pantalone devo aspettare.</p>
<p>Ho fame e sonno, stasera tornerò tardi.</p>
<p>_________________________________________________________</p>
<p>Eric lavorava in un&#8217; impresa edile come piastrellista. Giovedì 18 Settembre era andato alla sartoria Ob Ob exotic fashions per farsi rattoppare il pantalone che aveva addosso. Nella sartoria gli hanno detto che avrebbero pensato a lui soltanto prima della chiusura, alle &#8220;nove&#8221;. è andato a sedersi in macchina. Era stanco o forse si vergognava a farsi vedere con quello strappo nei calzoni. Con altri cinque immigrati è stato ammazzato dalla mano armata della camorra.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98118</link>
		<dc:creator>vincenzillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 12:36:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98118</guid>
		<description>mauro pianesi, si stava parlando di razzismo, non di ricchezza e povertà. O vogliamo appiccicare le solite etichette surreali: ricco = razzista, povero = vittima di razzismo? 

maria(v), in realtà io pensavo più che altro a tutti quei signori, capitanati da Dario Fo e Moni Ovadia, che costruiscono le loro fortune su accuse al governo francamente fuori dal mondo, tipo &quot;totalitarismo&quot;, &quot;fascismo&quot; e simili corbellerie, e sfruttando cinicamente il dolore per la morte di quel povero ragazzo.
(poi, se rileggo il suo intervento, parole come &quot;Equazione che gli assassini non hanno fatto altro che mettere in pratica, rispettando alla lettera le nuove disposizioni.&quot; mi sembrano molto in linea con quell&#039;atteggiamento).

helena janeczek, &quot;negro di merda&quot; e &quot;terrone di merda&quot; sono espressioni che non vanno nemmeno commentate. Il ruolo che possono avere nel determinare tragedie e crimini orribili come quello di Abdoul non va certamente sottovalutato, caso per caso. Ciò che io trovo profondamente sbagliato è però il passo successivo, cioè tentare di fare sentire tutti noi in colpa (come fa biondillo, ma non è l&#039;unico), o fare di Abdoul il simbolo di qualcosa che non esiste: &quot;deriva antropologica&quot; o simili (come fanno i Dario Fo, i Moni Ovadia, gli Umberto Eco e tanti altri). Ai miei occhi, chi discetta amabilmente di &quot;deriva antropologica&quot; su giornali, blog etc. dà un contributo al dibattito pari a quello di chi grida &quot;negro di merda&quot;. Dare del subumano sarà anche molto chic, ma è altrettanto offensivo.
Facciamo qualcosa di meglio, invece. Cominciamo finalmente a prendere atto che mancano modelli di riferimento, sia culturali sia politici, con cui mediare questa nuova realtà sociale. In assenza di tali modelli, la difesa della razza è altrettanto irragionevole e dannosa dell&#039;apertura incondizionata, e ti lascio indovinare chi sono gli alfieri di questa apertura incondizionata, talmente incondizionata che contempla perfino la giustificazione del crimine, nonché dell&#039;assoluta ignoranza della lingua e della storia italiana.
Che ne pensi?

gianni biondillo, scusa ma chi ha parlato di &quot;fenotipo indoeuropeo&quot;? Io no di certo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mauro pianesi, si stava parlando di razzismo, non di ricchezza e povertà. O vogliamo appiccicare le solite etichette surreali: ricco = razzista, povero = vittima di razzismo? </p>
<p>maria(v), in realtà io pensavo più che altro a tutti quei signori, capitanati da Dario Fo e Moni Ovadia, che costruiscono le loro fortune su accuse al governo francamente fuori dal mondo, tipo &#8220;totalitarismo&#8221;, &#8220;fascismo&#8221; e simili corbellerie, e sfruttando cinicamente il dolore per la morte di quel povero ragazzo.<br />
(poi, se rileggo il suo intervento, parole come &#8220;Equazione che gli assassini non hanno fatto altro che mettere in pratica, rispettando alla lettera le nuove disposizioni.&#8221; mi sembrano molto in linea con quell&#8217;atteggiamento).</p>
<p>helena janeczek, &#8220;negro di merda&#8221; e &#8220;terrone di merda&#8221; sono espressioni che non vanno nemmeno commentate. Il ruolo che possono avere nel determinare tragedie e crimini orribili come quello di Abdoul non va certamente sottovalutato, caso per caso. Ciò che io trovo profondamente sbagliato è però il passo successivo, cioè tentare di fare sentire tutti noi in colpa (come fa biondillo, ma non è l&#8217;unico), o fare di Abdoul il simbolo di qualcosa che non esiste: &#8220;deriva antropologica&#8221; o simili (come fanno i Dario Fo, i Moni Ovadia, gli Umberto Eco e tanti altri). Ai miei occhi, chi discetta amabilmente di &#8220;deriva antropologica&#8221; su giornali, blog etc. dà un contributo al dibattito pari a quello di chi grida &#8220;negro di merda&#8221;. Dare del subumano sarà anche molto chic, ma è altrettanto offensivo.<br />
Facciamo qualcosa di meglio, invece. Cominciamo finalmente a prendere atto che mancano modelli di riferimento, sia culturali sia politici, con cui mediare questa nuova realtà sociale. In assenza di tali modelli, la difesa della razza è altrettanto irragionevole e dannosa dell&#8217;apertura incondizionata, e ti lascio indovinare chi sono gli alfieri di questa apertura incondizionata, talmente incondizionata che contempla perfino la giustificazione del crimine, nonché dell&#8217;assoluta ignoranza della lingua e della storia italiana.<br />
Che ne pensi?</p>
<p>gianni biondillo, scusa ma chi ha parlato di &#8220;fenotipo indoeuropeo&#8221;? Io no di certo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Natàlia Castaldi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98080</link>
		<dc:creator>Natàlia Castaldi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 10:54:31 +0000</pubDate>
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		<description>Come potrai mai pretender nobil confronto se l&#039;accento trasloca dalla prolusione all&#039;azione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come potrai mai pretender nobil confronto se l&#8217;accento trasloca dalla prolusione all&#8217;azione?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Saya</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98078</link>
		<dc:creator>Marco Saya</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 09:13:45 +0000</pubDate>
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		<description>non esistono quei grandi artisti, oggi gli artisti riconosciuti da questa merda ( e lo ribadisco) di italietta sono le veline, le miss, Totti, la Prestigiacomo, Ignazio che sembra una caricatura fumettistica del tracorso ventennio, gli isolani della Ventura, insomma un&#039;arca composta  dalla peggiore feccia umana. Non sono il solo a pensarla così, se guardiamo il popolo dei grillini al loro confronto sono un&#039;educanda. Solo le caste e le castine si dissociano, ovvero quasi tutti e allora a chi gliene frega di quel &quot;noi&quot; che si assume delle responsabilità per alcuni fatti che succedono? come mai quel &quot;noi&quot;, vox populi, non si preoccupa di altri problemi gravissimi di questo paese? 

Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non esistono quei grandi artisti, oggi gli artisti riconosciuti da questa merda ( e lo ribadisco) di italietta sono le veline, le miss, Totti, la Prestigiacomo, Ignazio che sembra una caricatura fumettistica del tracorso ventennio, gli isolani della Ventura, insomma un&#8217;arca composta  dalla peggiore feccia umana. Non sono il solo a pensarla così, se guardiamo il popolo dei grillini al loro confronto sono un&#8217;educanda. Solo le caste e le castine si dissociano, ovvero quasi tutti e allora a chi gliene frega di quel &#8220;noi&#8221; che si assume delle responsabilità per alcuni fatti che succedono? come mai quel &#8220;noi&#8221;, vox populi, non si preoccupa di altri problemi gravissimi di questo paese? </p>
<p>Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98076</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 00:10:44 +0000</pubDate>
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		<description>A me piace il &quot;noi&quot; di Biondillo, la volontà di non sentirsi e non farci sentire esenti dall&#039;accusa di razzismo. I grandi artisti hanno questo in comune, di mettersi sempre dalla parte del torto, di identificarsi col peggiore, se non altro per cercare di capirne le ragioni. Caravaggio si ritrae in Golia, non in Davide; oppure nello spettatore vigliacco, pavido (vedi il martirio di San Matteo), che assiste all&#039;assassinio dell&#039;innocente senza intervenire. Esattamente il contrario di quanto fa Moresco in &quot;Patrie impure&quot;, quando si identifica col piccolo Alfredino di contro ai maiali guardoni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me piace il &#8220;noi&#8221; di Biondillo, la volontà di non sentirsi e non farci sentire esenti dall&#8217;accusa di razzismo. I grandi artisti hanno questo in comune, di mettersi sempre dalla parte del torto, di identificarsi col peggiore, se non altro per cercare di capirne le ragioni. Caravaggio si ritrae in Golia, non in Davide; oppure nello spettatore vigliacco, pavido (vedi il martirio di San Matteo), che assiste all&#8217;assassinio dell&#8217;innocente senza intervenire. Esattamente il contrario di quanto fa Moresco in &#8220;Patrie impure&#8221;, quando si identifica col piccolo Alfredino di contro ai maiali guardoni.</p>
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	<item>
		<title>Di: Marco Saya</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98075</link>
		<dc:creator>Marco Saya</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 22:16:14 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;ma è un problema prima di tutto sociale e culturale di questa povera Italia.
Ferdinando Martini nel 1896 diceva “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”, ma gli italiani non sono ancora stati fatti… e no.&quot;

Sante parole che sottoscrivo.
Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;ma è un problema prima di tutto sociale e culturale di questa povera Italia.<br />
Ferdinando Martini nel 1896 diceva “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”, ma gli italiani non sono ancora stati fatti… e no.&#8221;</p>
<p>Sante parole che sottoscrivo.<br />
Marco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Natàlia Castaldi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/25/abdul-diciannove-anni/#comment-98074</link>
		<dc:creator>Natàlia Castaldi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 21:18:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=8702#comment-98074</guid>
		<description>farò un gran miscuglio e una gran confusione di pensieri, ma mi esprimo da semplice cittadina, quella della porta accanto.
quello che a me sembra è che qui il problema sia sociale, culturale ed economico, il razzismo ne è la risultanza, la punta dell’iceberg.
se è vero che il comunismo ha fallito, è altrettanto vero che stiamo vivendo l&#039;aspetto più squallido dell&#039;imperversare del capitalismo bieco e disumanante.
abbiamo un nord industrializzato e pullulante di piccoli e medi imprenditori con la loro bella fabbrichetta che guarda al profitto ed alla manodopera a basso costo con l&#039;appoggio del governo ed un sud sempre più povero che funziona solo come macchina porta voti, un sud in cui ci si vende l&#039;anima per un posto di lavoro in un call center (il massimo cui possa aspirare un giovane laureato).
la casa è un bene di lusso, sia a nord che a sud, gli affitti hanno cifre impensabili paragonati allo stipendio medio non di un operaio, ma anche della classe impiegatizia. I beni di consumo divengono prepotentemente beni primari e lo scontento dilaga, non si arriva a fine mese.
in tutto questo quadro di malcontento e sudore, è facile, molto facile rievocare paure arcane, &quot;l&#039;uomo nero&quot;... si sposta l&#039;attenzione sulle mancanze della nazione indirizzando più o meno consciamente l&#039;attenzione delle masse contro il mostro di turno... lo straniero, quello sporco, quello nero, quello che viene a rubarci il pane, a noi che già stiamo male...
e questo è un problema di razzismo, sì, ma è un problema prima di tutto sociale e culturale di questa povera  Italia.
Ferdinando Martini nel 1896 diceva “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”, ma gli italiani non sono ancora stati fatti... e no.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>farò un gran miscuglio e una gran confusione di pensieri, ma mi esprimo da semplice cittadina, quella della porta accanto.<br />
quello che a me sembra è che qui il problema sia sociale, culturale ed economico, il razzismo ne è la risultanza, la punta dell’iceberg.<br />
se è vero che il comunismo ha fallito, è altrettanto vero che stiamo vivendo l&#8217;aspetto più squallido dell&#8217;imperversare del capitalismo bieco e disumanante.<br />
abbiamo un nord industrializzato e pullulante di piccoli e medi imprenditori con la loro bella fabbrichetta che guarda al profitto ed alla manodopera a basso costo con l&#8217;appoggio del governo ed un sud sempre più povero che funziona solo come macchina porta voti, un sud in cui ci si vende l&#8217;anima per un posto di lavoro in un call center (il massimo cui possa aspirare un giovane laureato).<br />
la casa è un bene di lusso, sia a nord che a sud, gli affitti hanno cifre impensabili paragonati allo stipendio medio non di un operaio, ma anche della classe impiegatizia. I beni di consumo divengono prepotentemente beni primari e lo scontento dilaga, non si arriva a fine mese.<br />
in tutto questo quadro di malcontento e sudore, è facile, molto facile rievocare paure arcane, &#8220;l&#8217;uomo nero&#8221;&#8230; si sposta l&#8217;attenzione sulle mancanze della nazione indirizzando più o meno consciamente l&#8217;attenzione delle masse contro il mostro di turno&#8230; lo straniero, quello sporco, quello nero, quello che viene a rubarci il pane, a noi che già stiamo male&#8230;<br />
e questo è un problema di razzismo, sì, ma è un problema prima di tutto sociale e culturale di questa povera  Italia.<br />
Ferdinando Martini nel 1896 diceva “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”, ma gli italiani non sono ancora stati fatti&#8230; e no.</p>
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