
Leggo in ritardo, da Marco Giovenale, della scomparsa di Luigi Schenoni:
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Tags: Finnegans Wake, James Joyce, luigi schenoni, Marco Giovenale
This entry was posted on 1 ottobre 2008 at 15:38 and is filed under diari. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
Domenico Pinto come Alì Babà.: Apriti sesamo!
E’ noto come il tesoro che si trovava nella caverna
fosse formato da pietre preziose e da gioielli appartenenti
a un passato mitico.
I Quaranta Ladroni che Domenico ci dà la possibilità
di incontrare in questa escursione,
ci fanno rimpiangere i tempi in cui le mappe erano chiare,
leggibili facilmente, il tesoro rintracciabile, e le difficoltà soltanto
nella estrema complessità delle tecniche del furto.
Honour to Giogio!
Che brutta notizia! Da un po’ di anni lavoro occasionalmente sul FW in italiano di Schenoni e quello francese di Lauvergne, due operazione diametricalmente opposte nell’affrontare quel monstrum testuale: laddove Lauvergne getta la spugna e si fa piano e perfino didascalico, Schenoni resta sempre eroico, lancia in resta, mento in fuori e riso aperto davanti al guizzo, al pun, alla divertita erudizione joyciana. E adesso chi lo finisce, il suo Finnegans? Mannaggia.
Ecco, l’emozione e la memoria che tradiscono. Il traduttore francese si chiama Lavergne, senza la u.