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	<title>Commenti a: A gamba tesa: Sergio Bologna</title>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100922</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 17:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>gina :) sei un pensiero felice!!
bacio
la fu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gina :) sei un pensiero felice!!<br />
bacio<br />
la fu</p>
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		<title>Di: librista</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100769</link>
		<dc:creator>librista</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:59:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho linkato anch&#039;io dal mio blog all&#039;interessante articolo di Sergio Bologna. (http://dispersioni.splinder.com)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho linkato anch&#8217;io dal mio blog all&#8217;interessante articolo di Sergio Bologna. (<a href="http://dispersioni.splinder.com" rel="nofollow">http://dispersioni.splinder.com</a>)</p>
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		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100694</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 19:11:56 +0000</pubDate>
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		<description>Da qualche giorno leggo con attenzione gli articoli sull&#039;università sulla Repubblica . E ora ho capito meglio la portata del testo di Sergio Bologna. Ho letto che le ragazze studentesse sono molto impegnate nel movimento. Mi piacerebbe leggere qualcosa sul movimento femminile o sulla situazione delle donne in università.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno leggo con attenzione gli articoli sull&#8217;università sulla Repubblica . E ora ho capito meglio la portata del testo di Sergio Bologna. Ho letto che le ragazze studentesse sono molto impegnate nel movimento. Mi piacerebbe leggere qualcosa sul movimento femminile o sulla situazione delle donne in università.</p>
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	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100571</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 07:46:08 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno a Gena, dalla mia piccola scuola alla tua, come un saluto sospeso nella mattina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a Gena, dalla mia piccola scuola alla tua, come un saluto sospeso nella mattina.</p>
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	</item>
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		<title>Di: soldato blu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100570</link>
		<dc:creator>soldato blu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 05:20:08 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Qualcuno di loro mente,
forse anche a se stesso&quot;.

Questa è una frase di Rino Sanna, qui sopra.
E vuole essere spunto per una risposta a  @ in pillole
che guarda ai &quot;ragazzi dl &#039;68&#039; in modo diffidente,
quasi invitando a non tener conto dell&#039;offerta 
che da parte di alcuni di essi viene fatta
di mettere la loro esperienza a disposizione
dei ragazzi che lottano oggi.

Fare di ogni erba un fascio, é farne fascio,
e, secondo me, contribuire allo sfascio.
Non tutti i ragazzi del &#039;68 &quot;sono in cattedra&quot;,
Sergio Bologna non lo è e non è il solo.

Avevo scritto questa cosa in privato
e spedita ad alcuni amici, ora la metto qui:

                                                        In occasione dell’articolo 
                                                        di Sergio Bologna 
                                                        su Nazione Indiana


CACCIARA

Una volta ci si conosceva tutti
E ci davamo del tu, naturalmente

Invece, poi, dovetti darLe del Lei
Professore, quando venne in libreria
Dove io facevo le mie otto ore.

(Se Le sembran poche)

E non è che, Lei, disse: no
Continuiamo col tu com’è normale
Diventato Sindaco, a quel punto
Ancora meno del Tu  Le potevo dare

(Chissà cosa ne pensa della cacciara in atto)

Alla fine glielo dissi, nella mia ignoranza a fette
A una cena di lavoro con i colleghi della libreria
A cui  Lui era stato invitato come ospite d’onore
dal mio Padrone che voleva esibirlo come Salvatore

“La deve smettere caro Professore
Con questa politica del cazzo
Che fa Lei
Ho letto i suoi libri, dall’Inizio alla Fine

(E non ci ho capito niente, Lei dirà.)

Sarà così. Ma una cosa mi par certa
Quello che Lei fa politicamente 
Somiglia in modo impressionante
A quello che c’è scritto nei Suoi libri

Come un pesce puzzolente 
Assomiglia a uno fresco 
Infarinato e nell’Olio
Dell’Unzione 
Ariosamente fritto”.

Soldato blu.

Firenze 14.11.2008</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Qualcuno di loro mente,<br />
forse anche a se stesso&#8221;.</p>
<p>Questa è una frase di Rino Sanna, qui sopra.<br />
E vuole essere spunto per una risposta a  @ in pillole<br />
che guarda ai &#8220;ragazzi dl &#8216;68&#8242; in modo diffidente,<br />
quasi invitando a non tener conto dell&#8217;offerta<br />
che da parte di alcuni di essi viene fatta<br />
di mettere la loro esperienza a disposizione<br />
dei ragazzi che lottano oggi.</p>
<p>Fare di ogni erba un fascio, é farne fascio,<br />
e, secondo me, contribuire allo sfascio.<br />
Non tutti i ragazzi del &#8216;68 &#8220;sono in cattedra&#8221;,<br />
Sergio Bologna non lo è e non è il solo.</p>
<p>Avevo scritto questa cosa in privato<br />
e spedita ad alcuni amici, ora la metto qui:</p>
<p>                                                        In occasione dell’articolo<br />
                                                        di Sergio Bologna<br />
                                                        su Nazione Indiana</p>
<p>CACCIARA</p>
<p>Una volta ci si conosceva tutti<br />
E ci davamo del tu, naturalmente</p>
<p>Invece, poi, dovetti darLe del Lei<br />
Professore, quando venne in libreria<br />
Dove io facevo le mie otto ore.</p>
<p>(Se Le sembran poche)</p>
<p>E non è che, Lei, disse: no<br />
Continuiamo col tu com’è normale<br />
Diventato Sindaco, a quel punto<br />
Ancora meno del Tu  Le potevo dare</p>
<p>(Chissà cosa ne pensa della cacciara in atto)</p>
<p>Alla fine glielo dissi, nella mia ignoranza a fette<br />
A una cena di lavoro con i colleghi della libreria<br />
A cui  Lui era stato invitato come ospite d’onore<br />
dal mio Padrone che voleva esibirlo come Salvatore</p>
<p>“La deve smettere caro Professore<br />
Con questa politica del cazzo<br />
Che fa Lei<br />
Ho letto i suoi libri, dall’Inizio alla Fine</p>
<p>(E non ci ho capito niente, Lei dirà.)</p>
<p>Sarà così. Ma una cosa mi par certa<br />
Quello che Lei fa politicamente<br />
Somiglia in modo impressionante<br />
A quello che c’è scritto nei Suoi libri</p>
<p>Come un pesce puzzolente<br />
Assomiglia a uno fresco<br />
Infarinato e nell’Olio<br />
Dell’Unzione<br />
Ariosamente fritto”.</p>
<p>Soldato blu.</p>
<p>Firenze 14.11.2008</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100568</link>
		<dc:creator>gena</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 20:01:54 +0000</pubDate>
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		<description>La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.

Mi piace il tuo pezzo!!

Anche la mia è piccola e presto ci sarà la neve!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.</p>
<p>Mi piace il tuo pezzo!!</p>
<p>Anche la mia è piccola e presto ci sarà la neve!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: matteo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100564</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:58:17 +0000</pubDate>
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		<description>a proposito di meritocrazia:
&quot;Non è questo il luogo di mostrare come era diffusa l’istruzione nella Cina antica, e come erano istituite e ripartite le scuole; ma importa al nostro soggetto notare come la scuola fosse aperta ad ogni classe di cittadini.
I figliuoli dei re e dei principi dei vari Stati feudali, che componevano l’antica Cina, e in pari tempo i fanciulli appartenenti ad ogni ordine di cittadini, agricoltori, artigiani e mercanti, ricevevano la loro prima educazione in comune nelle scuole Siao-hio, o “Scuole elementari”; dove, oltre alle prime cognizioni necessarie, s’insegnava il governo della famiglia e i doveri degli uomini.
Quando i giovanetti, trattati fino allora alla medesima guisa, erano arrivati a quell’età, in cui il carattere è formato e s’è resa manifesta la diversità degli ingegni e delle capacità individuali, non si procedeva più con tutti ugualmente, ma conforme la condizione, le attitudini e l’ingegno degli alunni, e del frutto da loro tratto da’ primi studi. Perciò entravano nella “Scuola superiore”, Ta-hio, insieme co’ figlioli dei principi, dei ministri e dei grandi, tutti i figliuoli del popolo, che avessero dato prove di singolare capacità: in questa scuola insegnavasi l’arte di governare lo Stato, e da essa uscivano gli uomini eletti al maneggio delle cose pubbliche. Si saliva a’ pubblici uffici pei gradini della scuola, le cui porte erano aperte a tutti.
Questo modo d’uguaglianza politica rende necessaria una certa uguaglianza civile; etc...etc...etc...&quot;
tratto da &quot;l&#039;antica cina&quot; di carlo puini - www.liberliber.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito di meritocrazia:<br />
&#8220;Non è questo il luogo di mostrare come era diffusa l’istruzione nella Cina antica, e come erano istituite e ripartite le scuole; ma importa al nostro soggetto notare come la scuola fosse aperta ad ogni classe di cittadini.<br />
I figliuoli dei re e dei principi dei vari Stati feudali, che componevano l’antica Cina, e in pari tempo i fanciulli appartenenti ad ogni ordine di cittadini, agricoltori, artigiani e mercanti, ricevevano la loro prima educazione in comune nelle scuole Siao-hio, o “Scuole elementari”; dove, oltre alle prime cognizioni necessarie, s’insegnava il governo della famiglia e i doveri degli uomini.<br />
Quando i giovanetti, trattati fino allora alla medesima guisa, erano arrivati a quell’età, in cui il carattere è formato e s’è resa manifesta la diversità degli ingegni e delle capacità individuali, non si procedeva più con tutti ugualmente, ma conforme la condizione, le attitudini e l’ingegno degli alunni, e del frutto da loro tratto da’ primi studi. Perciò entravano nella “Scuola superiore”, Ta-hio, insieme co’ figlioli dei principi, dei ministri e dei grandi, tutti i figliuoli del popolo, che avessero dato prove di singolare capacità: in questa scuola insegnavasi l’arte di governare lo Stato, e da essa uscivano gli uomini eletti al maneggio delle cose pubbliche. Si saliva a’ pubblici uffici pei gradini della scuola, le cui porte erano aperte a tutti.<br />
Questo modo d’uguaglianza politica rende necessaria una certa uguaglianza civile; etc&#8230;etc&#8230;etc&#8230;&#8221;<br />
tratto da &#8220;l&#8217;antica cina&#8221; di carlo puini &#8211; <a href="http://www.liberliber.it" rel="nofollow">http://www.liberliber.it</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100563</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>La mia scuola,

La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.
La mia scuola apre per accogliere i bambini venuti dalla campagna, scintilla da 8 ore come un nave che aspetta la giovinezza.
La mia scuola ha una pancia di madre.
Amo arrivare in anticipo, preparare la classe; c&#039;è un silenzio che finirà presto. Le voci della giovinezza come un canto dolce, un canto di vita sono qui.
La mia scuola non impara la schiavitù, neanche la rivoltà, ma impara il rispetto, il desiderio di leggere, di creare, di parlare: un mondo ancora protetto, caldo come una pancia di madre. 
La mia scuola non è ricca, ma ciascuno puo fare un progetto, sognare un po&#039;, ridere, litigare, riconciliare.
Non conosco l&#039;università, ma penso che ci sono professori che sono attenti al successo della giovinezza. Non puo credere che qualcuno entra nel mestiere di insegnante senza rispetto e generosità. Non è possibile insegnare senza passione.
Invece credo che c&#039;è una mancazza di orientamento &quot;orientation&quot;, e di sostegno economico per gli studenti. Molti lavorano per pagare l&#039;affitto, hanno preoccupazioni, hanno una vita dura.
Ma invece di seminare la disperazione, perché non gridare la speranza, richiedere con alta voce un futuro?
Per esempio, penso a un caso concretto: in lettere, perché non creare &quot;options&quot;? scelte: come mestiere dei libri, giornalismo, edizione...
Le scuole private sono care, perché non supprimare la zone delle scuole private? è la vera ingiustizia!
Per finire, penso che l&#039;università soffre di una mancanza di riconoscimento, perché il gusto della cultura non va con il profitto.
Questo post mi ha molto sconvolta, perché non riconosco niente della scuola dove vivo.
Ma come sono in voce minore, non dico più niente.
Forse non vedo i problemi, sono cieca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia scuola,</p>
<p>La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.<br />
La mia scuola apre per accogliere i bambini venuti dalla campagna, scintilla da 8 ore come un nave che aspetta la giovinezza.<br />
La mia scuola ha una pancia di madre.<br />
Amo arrivare in anticipo, preparare la classe; c&#8217;è un silenzio che finirà presto. Le voci della giovinezza come un canto dolce, un canto di vita sono qui.<br />
La mia scuola non impara la schiavitù, neanche la rivoltà, ma impara il rispetto, il desiderio di leggere, di creare, di parlare: un mondo ancora protetto, caldo come una pancia di madre.<br />
La mia scuola non è ricca, ma ciascuno puo fare un progetto, sognare un po&#8217;, ridere, litigare, riconciliare.<br />
Non conosco l&#8217;università, ma penso che ci sono professori che sono attenti al successo della giovinezza. Non puo credere che qualcuno entra nel mestiere di insegnante senza rispetto e generosità. Non è possibile insegnare senza passione.<br />
Invece credo che c&#8217;è una mancazza di orientamento &#8220;orientation&#8221;, e di sostegno economico per gli studenti. Molti lavorano per pagare l&#8217;affitto, hanno preoccupazioni, hanno una vita dura.<br />
Ma invece di seminare la disperazione, perché non gridare la speranza, richiedere con alta voce un futuro?<br />
Per esempio, penso a un caso concretto: in lettere, perché non creare &#8220;options&#8221;? scelte: come mestiere dei libri, giornalismo, edizione&#8230;<br />
Le scuole private sono care, perché non supprimare la zone delle scuole private? è la vera ingiustizia!<br />
Per finire, penso che l&#8217;università soffre di una mancanza di riconoscimento, perché il gusto della cultura non va con il profitto.<br />
Questo post mi ha molto sconvolta, perché non riconosco niente della scuola dove vivo.<br />
Ma come sono in voce minore, non dico più niente.<br />
Forse non vedo i problemi, sono cieca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: in pillole</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100560</link>
		<dc:creator>in pillole</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 11:49:07 +0000</pubDate>
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		<description>un po&#039; confuso il ragazzo.
&quot;state&quot;? voi chi? cosa fa il prete di mestiere?
con la citazione del libro di Perotti abbiamo toccato il Luogo comune principe molto utile alla destra(libertaria?)- sì, fanno bene ed è giusto che protestino ma l&#039;università proprio non va quindi avanti con la riforma -.

mi sembra un discorso o di un prete o di un vecchio che si guarda indietro e crede che il tempo che ha vissuto lui fosse migliore.
davvero nel &#039;68 era così diffusa questa coscienza/conoscenza? o non era allora come oggi una superficiale messa in scena borghese che poi ha fatto vittime solo in basso?

perchè nessuno dice con un po&#039; di coraggio che questa università è figlia di quei ragazzi del&#039;68 anzi è piena di quelli che il &#039;68....ovviamente in cattedra. 
perchè nessuno dice che questa università con la massificazione dei suoi corsi non ha retto, non può reggere. primo perchè non c&#039;è fisicamente spazio per tutti, secondo perchè la democratizzazione dello studio - il diritto allo studio - ha portato ad un gravissimo fraintendimento: non è vero che tutti debbano studiare, chi vuole, chi sa - non chi può -, ha il diritto di avere corsi di alto studio - inteso sia come fatica che come profondità degli argomenti - non quelle pappette che per alcuni sono un passo indietro rispetto allo stesso liceo. deve esserci una selezione e questa selezione non si fa necessariamente con il numero chiuso ma con la difficoltà degli esami dei corsi. lì si fa selezione, non con il 3+2.

auguri, ma la messa è finita da tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un po&#8217; confuso il ragazzo.<br />
&#8220;state&#8221;? voi chi? cosa fa il prete di mestiere?<br />
con la citazione del libro di Perotti abbiamo toccato il Luogo comune principe molto utile alla destra(libertaria?)- sì, fanno bene ed è giusto che protestino ma l&#8217;università proprio non va quindi avanti con la riforma -.</p>
<p>mi sembra un discorso o di un prete o di un vecchio che si guarda indietro e crede che il tempo che ha vissuto lui fosse migliore.<br />
davvero nel &#8216;68 era così diffusa questa coscienza/conoscenza? o non era allora come oggi una superficiale messa in scena borghese che poi ha fatto vittime solo in basso?</p>
<p>perchè nessuno dice con un po&#8217; di coraggio che questa università è figlia di quei ragazzi del&#8217;68 anzi è piena di quelli che il &#8216;68&#8230;.ovviamente in cattedra.<br />
perchè nessuno dice che questa università con la massificazione dei suoi corsi non ha retto, non può reggere. primo perchè non c&#8217;è fisicamente spazio per tutti, secondo perchè la democratizzazione dello studio &#8211; il diritto allo studio &#8211; ha portato ad un gravissimo fraintendimento: non è vero che tutti debbano studiare, chi vuole, chi sa &#8211; non chi può -, ha il diritto di avere corsi di alto studio &#8211; inteso sia come fatica che come profondità degli argomenti &#8211; non quelle pappette che per alcuni sono un passo indietro rispetto allo stesso liceo. deve esserci una selezione e questa selezione non si fa necessariamente con il numero chiuso ma con la difficoltà degli esami dei corsi. lì si fa selezione, non con il 3+2.</p>
<p>auguri, ma la messa è finita da tempo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: A. Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100558</link>
		<dc:creator>A. Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 09:38:19 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;em&gt;sì morgillo, puzza di chiuso. non so te, ma quelli come me possono anche soffocare, tanto nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno io. sono avvezzo ormai ad attendere alcuni decenni prima che qualcuno, più conosciuto di me, esprima i miei stessi concetti, ed io possa dire: visto? lo dicevo che era così.&lt;/em&gt;

Guarda, &lt;strong&gt;Leo&lt;/strong&gt;, io dico che fra qualche decennio &#039;sta ggènte a noi avversa sarà tutta definitivamente vinta dai fatti.  E ti invito a resistere. Buona domenica. Oggi non lavoro, così me ne vado al mare. A Brighton.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>sì morgillo, puzza di chiuso. non so te, ma quelli come me possono anche soffocare, tanto nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno io. sono avvezzo ormai ad attendere alcuni decenni prima che qualcuno, più conosciuto di me, esprima i miei stessi concetti, ed io possa dire: visto? lo dicevo che era così.</em></p>
<p>Guarda, <strong>Leo</strong>, io dico che fra qualche decennio &#8217;sta ggènte a noi avversa sarà tutta definitivamente vinta dai fatti.  E ti invito a resistere. Buona domenica. Oggi non lavoro, così me ne vado al mare. A Brighton.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: soldato blu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100557</link>
		<dc:creator>soldato blu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 07:30:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100557</guid>
		<description>Sapevo di un sindaco di Sassari Sanna, ma Anna,
che contendeva il primato al palindromo montaliano.

Ma forse contendere a Bologna 
il primato della chiarezza, 
non è contendere. 
E&#039; un voler accompagnare voce con voce
da parte di un Sanna
- a me sino ad ora sconosciuto-,
che, ne sono certo, 
non è la prima volta 
che si sente chiamato:

O sanna!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevo di un sindaco di Sassari Sanna, ma Anna,<br />
che contendeva il primato al palindromo montaliano.</p>
<p>Ma forse contendere a Bologna<br />
il primato della chiarezza,<br />
non è contendere.<br />
E&#8217; un voler accompagnare voce con voce<br />
da parte di un Sanna<br />
- a me sino ad ora sconosciuto-,<br />
che, ne sono certo,<br />
non è la prima volta<br />
che si sente chiamato:</p>
<p>O sanna!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: rino sanna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100555</link>
		<dc:creator>rino sanna</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 21:19:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100555</guid>
		<description>scuola e rancore: maieutica della schiavitù ?

In una casa-fortezza cova il Rancore di un tardo discepolo.

Già la vita finisce ed ancora non impari?
Ancora non impari e già insegni?
Ma insegni a chi?
Ma insegni perchè?
Ma cosa insegni?
Insegni denaro ? Insegni potere?
Insegni davvero la scienza?
 
Oppure forse insegni la Storia...
Insegni allo schiavo di essere sottomesso?
E gli insegni o no di essere figlio di 8000 anni d&#039;impero?
Di nascere suddito anche per i suoi eredi?
Scuola di denaro ? Denaro perchè? Scuola perchè?Denaro per chi?
 
Già finisce la vita ed ancora non imparo.
 
A chi insegnerò la mia Protesta di uomo?
E chi sarà stato il mio Socrate?
A quale Socrate insano lascerete voi sottomessi i vostri figli ?
 
In qualche piccola casa-fortezza  si riuniscono i presunti carbonari:
una casa per spezzare pane e polenta, 
una fortezza per nascondere i tesori dell&#039;amicizia.
Loro preparano brandelli d&#039;utopia e si chiedono come scaraventarli nel vento,
con molta forza, perchè l&#039;aria li porti dovunque come polline della rinascita.
Ma tu scuola che insegni?L&#039;eversione del gene? l&#039;eversione del nucleo?
Il nucleo e il gene della follia?l&#039;identità del denaro? denaro per chi?
 
Qualcuno di loro mente, anche a se stesso.
Ma altri, molti, forse sono sinceri.
C&#039;è un padre che a piedi nudi ha attraversato le sofferenze del Mondo Escluso,
e che tuttavia non ha perso la cocciuta speranza, di cantare ai figli il suo immaginario.
Soffoca ancora un grido. Del dolore senza risposte. E non può rinunciare.
 
Noi lo circondiamo,  insieme proteggiamo i  nostri futuri sconosciuti, 
i lontani da noi, vicini agli assenti, i miti di vite vissute.
Ma tu scuola, insegni l&#039;arte maieutica di estrarre da dentro ?
partorire ogni piccolo nostro coraggio e il più grande desiderio di essere?
 
Cerchiamo dov&#039;è il nostro Socrate ,
il taumaturgo Esperto, che ancora sarà condannato, 
docente libero di quotidiano, dovrà morire ogni giorno, 
sparso e cosparso per strade di scuole e di case.
Umanità nuova, per elaborare, rielaborare e non tradire: un manifesto di nuova cultura
 
cultura del coraggio, del significato, della ribellione, della bellezza, della resistenza.
 
Siamo noi i nuovi docenti? Noi cospiratori, carbonari, specialisti di miti e utopie
Nella notte di Festa delle Streghe regaliamo caramelle ai bambini del mondo
che hanno fame di essere, che hanno fame di vivere in pace,
che hanno fame di bruciare i denari della bugia e dell&#039;impero di guerra.
 
E tu scuola , scuola di denaro, che cosa gli insegnerai?
 
(rino sanna)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scuola e rancore: maieutica della schiavitù ?</p>
<p>In una casa-fortezza cova il Rancore di un tardo discepolo.</p>
<p>Già la vita finisce ed ancora non impari?<br />
Ancora non impari e già insegni?<br />
Ma insegni a chi?<br />
Ma insegni perchè?<br />
Ma cosa insegni?<br />
Insegni denaro ? Insegni potere?<br />
Insegni davvero la scienza?</p>
<p>Oppure forse insegni la Storia&#8230;<br />
Insegni allo schiavo di essere sottomesso?<br />
E gli insegni o no di essere figlio di 8000 anni d&#8217;impero?<br />
Di nascere suddito anche per i suoi eredi?<br />
Scuola di denaro ? Denaro perchè? Scuola perchè?Denaro per chi?</p>
<p>Già finisce la vita ed ancora non imparo.</p>
<p>A chi insegnerò la mia Protesta di uomo?<br />
E chi sarà stato il mio Socrate?<br />
A quale Socrate insano lascerete voi sottomessi i vostri figli ?</p>
<p>In qualche piccola casa-fortezza  si riuniscono i presunti carbonari:<br />
una casa per spezzare pane e polenta,<br />
una fortezza per nascondere i tesori dell&#8217;amicizia.<br />
Loro preparano brandelli d&#8217;utopia e si chiedono come scaraventarli nel vento,<br />
con molta forza, perchè l&#8217;aria li porti dovunque come polline della rinascita.<br />
Ma tu scuola che insegni?L&#8217;eversione del gene? l&#8217;eversione del nucleo?<br />
Il nucleo e il gene della follia?l&#8217;identità del denaro? denaro per chi?</p>
<p>Qualcuno di loro mente, anche a se stesso.<br />
Ma altri, molti, forse sono sinceri.<br />
C&#8217;è un padre che a piedi nudi ha attraversato le sofferenze del Mondo Escluso,<br />
e che tuttavia non ha perso la cocciuta speranza, di cantare ai figli il suo immaginario.<br />
Soffoca ancora un grido. Del dolore senza risposte. E non può rinunciare.</p>
<p>Noi lo circondiamo,  insieme proteggiamo i  nostri futuri sconosciuti,<br />
i lontani da noi, vicini agli assenti, i miti di vite vissute.<br />
Ma tu scuola, insegni l&#8217;arte maieutica di estrarre da dentro ?<br />
partorire ogni piccolo nostro coraggio e il più grande desiderio di essere?</p>
<p>Cerchiamo dov&#8217;è il nostro Socrate ,<br />
il taumaturgo Esperto, che ancora sarà condannato,<br />
docente libero di quotidiano, dovrà morire ogni giorno,<br />
sparso e cosparso per strade di scuole e di case.<br />
Umanità nuova, per elaborare, rielaborare e non tradire: un manifesto di nuova cultura</p>
<p>cultura del coraggio, del significato, della ribellione, della bellezza, della resistenza.</p>
<p>Siamo noi i nuovi docenti? Noi cospiratori, carbonari, specialisti di miti e utopie<br />
Nella notte di Festa delle Streghe regaliamo caramelle ai bambini del mondo<br />
che hanno fame di essere, che hanno fame di vivere in pace,<br />
che hanno fame di bruciare i denari della bugia e dell&#8217;impero di guerra.</p>
<p>E tu scuola , scuola di denaro, che cosa gli insegnerai?</p>
<p>(rino sanna)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pessimesempio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100552</link>
		<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 15:45:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100552</guid>
		<description>Emozionante. L&#039;ho letto in classe, una quinta, futuri universitari, futuri precari, futuro niente, stamattina. Ne ho dato una copia. Importante che leggano queste cose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Emozionante. L&#8217;ho letto in classe, una quinta, futuri universitari, futuri precari, futuro niente, stamattina. Ne ho dato una copia. Importante che leggano queste cose.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GiusCo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100550</link>
		<dc:creator>GiusCo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 15:06:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100550</guid>
		<description>&gt; &quot;Il PC ai giovani&quot;

Per fortuna oggi per pc si intende tutt&#039;altro, ma questo ancora non emerge a sufficienza. 

Il discorso di Bologna, come quello di molti commentatori mediatici, e&#039; quello di un adulto della generazione precedente se non due, che coglie nel segno perche&#039; tranquillizza lo spaurito giovane e indica capri espiatori in altri adulti (o quasi anziani) come lui, o in entita&#039; fumosamente incombenti su tutti noi (il mercato, la concorrenza globale, la non-etica). &quot;L&#039;e&#039; tutto da rifare&quot; lo diceva anche il Bartali, da vecchio, ma finche&#039; stava dentro il suo mondo, brontolava e basta.

Non e&#039; chiara una cosa e questo testimonia piu&#039; di tutto l&#039;arretratezza dell&#039;universita&#039; italiana e di tutti i suoi attori, studenti compresi. Non e&#039; chiaro che davvero oggi basta un pc con una buona connessione internet per accedere a tutto cio&#039; che serve a fare ricerca a livello mondiale in tutti i settori nei quali non e&#039; necessaria la prova di laboratorio, ramo umanistico incluso; ma anche lo scientifico e il tecnico, liddove si faccia modellazione, che altri -con le risorse e le strutture- verificheranno in laboratorio. E non si tratta di wikipedia o delle altre scematine orizzontali, le quali hanno piu&#039; valenza sociale che metodologica; si tratta invece di interi archivi di software a libera distribuzione (ormai al livello di quello che costa decine di migliaia di euro, dunque fuori portata) e di interi archivi di paper pubblicati sui giornali specialistici, i giornali delle cosi&#039; vantate &quot;pubblicazioni&quot; che fanno punteggio e posti in accademie serie. Ma anche a proposito di queste ci sarebbe da dire: ad esempio, che il 90% dei paper accademici sono puro jargon settoriale (riscrittura in linguaggio iperspecialistico di concetti gia&#039; acquisiti) e che quindi non sono ricerca, ma truismi del sapere.

Allora vorrei capire e far capire cosa manca davvero, cosa devono i giovani chiedere all&#039;universita&#039;, che deve essere questo: il training necessario per imparare a leggere la letteratura scientifica e poi arrivare al livello di poterla reinterpretare criticamente; o superare con nuove ricerche originali. In questo sono d&#039;accordo con Bologna.

Non sono d&#039;accordo con Bologna quando butta a mare tutto, la tanta acqua sporca e il bel bambino che spesso fa notizia di risultati eccezionali nei piu&#039; svariati campi e che tuttoggi ancora piazza i suoi migliori elementi nelle universita&#039; di tutto il mondo. Non sono nemmeno d&#039;accordo con la giaculatoria del &quot;tutti corrotti&quot;... non ci riguarda piu&#039;, non ce n&#039;e&#039; piu&#039; bisogno. Chi e&#039; davvero bravo, oggi non ha piu&#039; bisogno dell&#039;universita&#039;, sia questa italiana o di altre nazioni prese a modello. E se il modello sociale dominante in Italia ancora conferisce prestigio all&#039;universita&#039;, e&#039; sia per la rozza patriarcalita&#039; sulla quale ancora si basa, sia per la presenza dei tanti prof. Bologna che alzavano il livello medio dell&#039;istituzione.

A chi dice che non sono i blog come Nazione Indiana a poter sostituire l&#039;universita&#039;: be&#039;, senza dubbio, ci sono posti migliori in internet e di livello piu&#039; vicino alla ricerca accademica; ma forse in Nazione Indiana -come in tanti altri luoghi assimilabili- si troveranno molti piu&#039; stimoli (quelli a la Bologna, quelli alla base della ricerca vera, non solo scientifica o di jargon) che in anni di universita&#039;. Dopo di che il singolo, portato dall&#039;universita&#039; al livello di saper leggere e ricostruire criticamente le idee, fara&#039; la sua strada e proporra&#039; la sua ricerca.

Allora, e qui chiudo, il senso del commento e&#039;: i giovani intenzionati a fare ricerca hanno diritto SOLO al miglior training possibile, che in genere dura anni prima di consentire frutti maturi (ed e&#039; quindi grave perderne il diritto). Se si trovano luoghi di training alternativo all&#039;universita&#039; canonica, tanto di guadagnato; e questi luoghi ci sono gia&#039; in rete e maturi da almeno dieci anni: comunita&#039; di specialisti raccolte intorno alle pubblicazioni di spessore, comunita&#039; critico/divulgative (come Nazione Indiana in campi letterari e loro presa sociale), comunita&#039; di produzione di software specialistico dove necessario. Tutto il resto e&#039; contorno, freno, arretratezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; &#8220;Il PC ai giovani&#8221;</p>
<p>Per fortuna oggi per pc si intende tutt&#8217;altro, ma questo ancora non emerge a sufficienza. </p>
<p>Il discorso di Bologna, come quello di molti commentatori mediatici, e&#8217; quello di un adulto della generazione precedente se non due, che coglie nel segno perche&#8217; tranquillizza lo spaurito giovane e indica capri espiatori in altri adulti (o quasi anziani) come lui, o in entita&#8217; fumosamente incombenti su tutti noi (il mercato, la concorrenza globale, la non-etica). &#8220;L&#8217;e&#8217; tutto da rifare&#8221; lo diceva anche il Bartali, da vecchio, ma finche&#8217; stava dentro il suo mondo, brontolava e basta.</p>
<p>Non e&#8217; chiara una cosa e questo testimonia piu&#8217; di tutto l&#8217;arretratezza dell&#8217;universita&#8217; italiana e di tutti i suoi attori, studenti compresi. Non e&#8217; chiaro che davvero oggi basta un pc con una buona connessione internet per accedere a tutto cio&#8217; che serve a fare ricerca a livello mondiale in tutti i settori nei quali non e&#8217; necessaria la prova di laboratorio, ramo umanistico incluso; ma anche lo scientifico e il tecnico, liddove si faccia modellazione, che altri -con le risorse e le strutture- verificheranno in laboratorio. E non si tratta di wikipedia o delle altre scematine orizzontali, le quali hanno piu&#8217; valenza sociale che metodologica; si tratta invece di interi archivi di software a libera distribuzione (ormai al livello di quello che costa decine di migliaia di euro, dunque fuori portata) e di interi archivi di paper pubblicati sui giornali specialistici, i giornali delle cosi&#8217; vantate &#8220;pubblicazioni&#8221; che fanno punteggio e posti in accademie serie. Ma anche a proposito di queste ci sarebbe da dire: ad esempio, che il 90% dei paper accademici sono puro jargon settoriale (riscrittura in linguaggio iperspecialistico di concetti gia&#8217; acquisiti) e che quindi non sono ricerca, ma truismi del sapere.</p>
<p>Allora vorrei capire e far capire cosa manca davvero, cosa devono i giovani chiedere all&#8217;universita&#8217;, che deve essere questo: il training necessario per imparare a leggere la letteratura scientifica e poi arrivare al livello di poterla reinterpretare criticamente; o superare con nuove ricerche originali. In questo sono d&#8217;accordo con Bologna.</p>
<p>Non sono d&#8217;accordo con Bologna quando butta a mare tutto, la tanta acqua sporca e il bel bambino che spesso fa notizia di risultati eccezionali nei piu&#8217; svariati campi e che tuttoggi ancora piazza i suoi migliori elementi nelle universita&#8217; di tutto il mondo. Non sono nemmeno d&#8217;accordo con la giaculatoria del &#8220;tutti corrotti&#8221;&#8230; non ci riguarda piu&#8217;, non ce n&#8217;e&#8217; piu&#8217; bisogno. Chi e&#8217; davvero bravo, oggi non ha piu&#8217; bisogno dell&#8217;universita&#8217;, sia questa italiana o di altre nazioni prese a modello. E se il modello sociale dominante in Italia ancora conferisce prestigio all&#8217;universita&#8217;, e&#8217; sia per la rozza patriarcalita&#8217; sulla quale ancora si basa, sia per la presenza dei tanti prof. Bologna che alzavano il livello medio dell&#8217;istituzione.</p>
<p>A chi dice che non sono i blog come Nazione Indiana a poter sostituire l&#8217;universita&#8217;: be&#8217;, senza dubbio, ci sono posti migliori in internet e di livello piu&#8217; vicino alla ricerca accademica; ma forse in Nazione Indiana -come in tanti altri luoghi assimilabili- si troveranno molti piu&#8217; stimoli (quelli a la Bologna, quelli alla base della ricerca vera, non solo scientifica o di jargon) che in anni di universita&#8217;. Dopo di che il singolo, portato dall&#8217;universita&#8217; al livello di saper leggere e ricostruire criticamente le idee, fara&#8217; la sua strada e proporra&#8217; la sua ricerca.</p>
<p>Allora, e qui chiudo, il senso del commento e&#8217;: i giovani intenzionati a fare ricerca hanno diritto SOLO al miglior training possibile, che in genere dura anni prima di consentire frutti maturi (ed e&#8217; quindi grave perderne il diritto). Se si trovano luoghi di training alternativo all&#8217;universita&#8217; canonica, tanto di guadagnato; e questi luoghi ci sono gia&#8217; in rete e maturi da almeno dieci anni: comunita&#8217; di specialisti raccolte intorno alle pubblicazioni di spessore, comunita&#8217; critico/divulgative (come Nazione Indiana in campi letterari e loro presa sociale), comunita&#8217; di produzione di software specialistico dove necessario. Tutto il resto e&#8217; contorno, freno, arretratezza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100549</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 13:55:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100549</guid>
		<description>e il 17 novembre, sempre per derive approdi (mica vero che nn se l&#039;è filato nessuno, ceti medi:)  &lt;a href=&quot;http://www.deriveapprodi.org/admin/articoli/img/articoli/214_A_thumb.jpg&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;è la volta dell&#039;internazionale surfista&lt;/a&gt;

La marea sale. L’onda cresce. Imbracciamo le tavole. Siamo l’esercito del surf.

Siamo quelli che credevate assopiti. Quelli disposti a tutto per un posto nel mondo.
Che credevate timorosi, impauriti, docili a ogni riforma. Bamboccioni, fuori corso, perditempo, inetti. E invece eccoci qui, a fare surf nelle piazze, nelle scuole, nelle stazioni, nelle università. A fare surf sulle riforme, sul ministro, sulla crisi, sui ricatti, sul nostro presente e il vostro futuro.
Facciamo surf sull’anti-politica, perché l’unica politica possibile è il nostro surf.
Facciamo surf sui percorsi formativi, sugli avviamenti professionali, sui muretti delle discipline, sugli steccati delle conoscenze. Sulla miseria di oggi, sulla precarietà di domani.
Abbiamo imbracciato le tavole e abitiamo le pieghe dell’onda.

Internazionale surfista
L&#039;Internazionale surfista vive e lavora tra le pieghe dell&#039;onda.

un assaggio...
Antefatto
Compassione, odio e amore: l’età sociale dell’esercito del surf

Lo studente è oggi in Italia, dopo rom e rumeni, la categoria sociale più generalmente disprezzata. Sia che faccia quello che dovrebbe fare, andare a scuola o all’università, sia che faccia altro, lavorare o andare a divertirsi, la categoria sociale dello studente (meglio conosciuta come «i giovani») è da alcuni semplicemente compatita e dai più apertamente temuta.

Quelli che compatiscono lo studente sono in genere coloro che li frequentano. Che ne hanno una qualche vicinanza o che, per un verso o per l’altro, ci hanno a che fare. Genitori e fratelli, qualche nonno e famigliari in genere. I genitori nutrono per lo studente, sia esso liceale o universitario, una vera e propria compassione, per le più svariate ragioni. Lo compatiscono innanzitutto perché, avendocelo in casa ed essendo spesso frutto del loro sangue, non possono permettersi di odiarlo. Nel tentativo di contenere un sentimento che così tanto contrasta con la naturalità dell’amore genitoriale, gli tocca ripiegare sul compatimento. Del resto solo così si spiega perché non dilaghi un’epidemia di omicidi di figli in età scolare. Allora lo studente, anziché essere odiato dai genitori come una condanna all’ergastolo, viene compatito e biasimato per la condizione che gli tocca di vivere e che di rimando fa vivere a madri e padri. La cosa peggiora con l’avvicinarsi del periodo universitario.
Lo studente viene qui compatito per come si deve districare tra moduli e crediti, tesine lunghe e brevi, stage obbligatori e stage volontari, tra le scelte formative più estreme, gli esami di ammissione più deliranti. In questa fase ognuna delle sue scelte è come una giocata al lotto, può determinare per sempre il suo futuro. Il mancato accesso a una facoltà a numero chiuso trasformerà un potenziale ottimo medico in un pessimo avvocato. Lo stage presso una casa editrice sull’orlo del fallimento lo costringerà a ripensare alle migliaia di ore trascorse sulla storia della letteratura italiana. Un aspirante ricercatore che s’immaginava una carriera brillante inizierà a intravedere la sua condizione di precario sfigato. Un concorso di dottorato gli farà rimpiangere per sempre di aver scelto un esame «perché gli piaceva» e non «perché il prof conta qualcosa». La vita, soprattutto universitaria, dello studente è una strada lastricata di buone intenzioni che conducono allo stesso inferno: il rammarico di aver sbagliato tutto. Ma il senso di colpa può risalire anche fino alla scuola superiore e persino alle medie. In questa fase può accadere che lo studente decida di entrare in analisi. Mano mano che nello studente si fa largo la coscienza dell’inutilità del proprio curriculum formativo – ai fini di avere una vita piena, indipendente e felice –, la compassione di cui è oggetto da parte del contesto famigliare si accresce. Così non è raro vedere dei padri fare appello a ogni rapporto di amicizia nel tentativo di procurargli l’ennesimo stage. O madri dilapidare gli alimenti per pagare master in varie specializzazioni. O nonni rimpiangere il Fascio perché lì era tutto più chiaro. Se, disgraziatamente, la famiglia dello studente eccede la media di prolificazione nazionale, allora lo studente potrebbe trovarsi nella condizione di dover perpetuare il circolo della compassione e doverla applicare al fratello o alla sorella minore. Compassione che in questo caso sarà basata sull’esperienza, avendo lo studente ultimato il suo ciclo di studi che lo ha portato dall’immaginarsi un futuro alla condizione di non averne alcuno. Ovviamente la compassione dello studente per lo studente minore sarà tale solo se quest’ultimo si dimostrerà almeno altrettanto tonto quanto sé medesimo. Si sa che chi riesce a sbancare il lotto è unicamente oggetto di odio e invidia...

torna su
le novità editoriali di DeriveApprodi

    * Bolzaneto (Massimo Calandri)
    * Gli autonomi – volume III (a cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti)
    * Ichigo ichie (Makoto Oda)
    * Il mostro e la morte (Mark Neocleous)
    * L&#039;esercito del surf (Internazionale surfista)
    * La fabbrica del falso (Vladimiro Giacché)
    * Vento del del meriggio (Franco Piperno (a cura di))

le riviste edite da DeriveApprodi
L&#039;accalappiacani #2
L&#039;accalappiacani #2
Il miglior settemestrale di letteratura esistente. Contiene il CD con l&#039;unico &quot;convegno ballabile&quot; al mondo.
leggi ancora &gt;
le prossime uscite previste
Vesti la giubba di battaglia
Vesti la giubba di battaglia La Resistenza e i suoi simboli
leggi ancora &gt;
gli appuntamenti in agenda

    * [pisa] +++ 15/11/2008
      (circolo Agorà – via Bovio 48/50) Presentazione del libro di Vladimiro Giacché «La fabbrica del falso»...
    * [Trento] +++ 19/11/2008
      (libreria EINAUDI – piazza della Mostra 8) Presentazione del progetto editoriale GLI AUTONOMI...

(info) at DeriveApprodi.org &#124; Condizioni Generali di Vendita &#124; privacy e sicurezza &#124; questo sito è certificato CCC:nois3lab</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e il 17 novembre, sempre per derive approdi (mica vero che nn se l&#8217;è filato nessuno, ceti medi:)  <a href="http://www.deriveapprodi.org/admin/articoli/img/articoli/214_A_thumb.jpg" rel="nofollow">è la volta dell&#8217;internazionale surfista</a></p>
<p>La marea sale. L’onda cresce. Imbracciamo le tavole. Siamo l’esercito del surf.</p>
<p>Siamo quelli che credevate assopiti. Quelli disposti a tutto per un posto nel mondo.<br />
Che credevate timorosi, impauriti, docili a ogni riforma. Bamboccioni, fuori corso, perditempo, inetti. E invece eccoci qui, a fare surf nelle piazze, nelle scuole, nelle stazioni, nelle università. A fare surf sulle riforme, sul ministro, sulla crisi, sui ricatti, sul nostro presente e il vostro futuro.<br />
Facciamo surf sull’anti-politica, perché l’unica politica possibile è il nostro surf.<br />
Facciamo surf sui percorsi formativi, sugli avviamenti professionali, sui muretti delle discipline, sugli steccati delle conoscenze. Sulla miseria di oggi, sulla precarietà di domani.<br />
Abbiamo imbracciato le tavole e abitiamo le pieghe dell’onda.</p>
<p>Internazionale surfista<br />
L&#8217;Internazionale surfista vive e lavora tra le pieghe dell&#8217;onda.</p>
<p>un assaggio&#8230;<br />
Antefatto<br />
Compassione, odio e amore: l’età sociale dell’esercito del surf</p>
<p>Lo studente è oggi in Italia, dopo rom e rumeni, la categoria sociale più generalmente disprezzata. Sia che faccia quello che dovrebbe fare, andare a scuola o all’università, sia che faccia altro, lavorare o andare a divertirsi, la categoria sociale dello studente (meglio conosciuta come «i giovani») è da alcuni semplicemente compatita e dai più apertamente temuta.</p>
<p>Quelli che compatiscono lo studente sono in genere coloro che li frequentano. Che ne hanno una qualche vicinanza o che, per un verso o per l’altro, ci hanno a che fare. Genitori e fratelli, qualche nonno e famigliari in genere. I genitori nutrono per lo studente, sia esso liceale o universitario, una vera e propria compassione, per le più svariate ragioni. Lo compatiscono innanzitutto perché, avendocelo in casa ed essendo spesso frutto del loro sangue, non possono permettersi di odiarlo. Nel tentativo di contenere un sentimento che così tanto contrasta con la naturalità dell’amore genitoriale, gli tocca ripiegare sul compatimento. Del resto solo così si spiega perché non dilaghi un’epidemia di omicidi di figli in età scolare. Allora lo studente, anziché essere odiato dai genitori come una condanna all’ergastolo, viene compatito e biasimato per la condizione che gli tocca di vivere e che di rimando fa vivere a madri e padri. La cosa peggiora con l’avvicinarsi del periodo universitario.<br />
Lo studente viene qui compatito per come si deve districare tra moduli e crediti, tesine lunghe e brevi, stage obbligatori e stage volontari, tra le scelte formative più estreme, gli esami di ammissione più deliranti. In questa fase ognuna delle sue scelte è come una giocata al lotto, può determinare per sempre il suo futuro. Il mancato accesso a una facoltà a numero chiuso trasformerà un potenziale ottimo medico in un pessimo avvocato. Lo stage presso una casa editrice sull’orlo del fallimento lo costringerà a ripensare alle migliaia di ore trascorse sulla storia della letteratura italiana. Un aspirante ricercatore che s’immaginava una carriera brillante inizierà a intravedere la sua condizione di precario sfigato. Un concorso di dottorato gli farà rimpiangere per sempre di aver scelto un esame «perché gli piaceva» e non «perché il prof conta qualcosa». La vita, soprattutto universitaria, dello studente è una strada lastricata di buone intenzioni che conducono allo stesso inferno: il rammarico di aver sbagliato tutto. Ma il senso di colpa può risalire anche fino alla scuola superiore e persino alle medie. In questa fase può accadere che lo studente decida di entrare in analisi. Mano mano che nello studente si fa largo la coscienza dell’inutilità del proprio curriculum formativo – ai fini di avere una vita piena, indipendente e felice –, la compassione di cui è oggetto da parte del contesto famigliare si accresce. Così non è raro vedere dei padri fare appello a ogni rapporto di amicizia nel tentativo di procurargli l’ennesimo stage. O madri dilapidare gli alimenti per pagare master in varie specializzazioni. O nonni rimpiangere il Fascio perché lì era tutto più chiaro. Se, disgraziatamente, la famiglia dello studente eccede la media di prolificazione nazionale, allora lo studente potrebbe trovarsi nella condizione di dover perpetuare il circolo della compassione e doverla applicare al fratello o alla sorella minore. Compassione che in questo caso sarà basata sull’esperienza, avendo lo studente ultimato il suo ciclo di studi che lo ha portato dall’immaginarsi un futuro alla condizione di non averne alcuno. Ovviamente la compassione dello studente per lo studente minore sarà tale solo se quest’ultimo si dimostrerà almeno altrettanto tonto quanto sé medesimo. Si sa che chi riesce a sbancare il lotto è unicamente oggetto di odio e invidia&#8230;</p>
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le novità editoriali di DeriveApprodi</p>
<p>    * Bolzaneto (Massimo Calandri)<br />
    * Gli autonomi – volume III (a cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti)<br />
    * Ichigo ichie (Makoto Oda)<br />
    * Il mostro e la morte (Mark Neocleous)<br />
    * L&#8217;esercito del surf (Internazionale surfista)<br />
    * La fabbrica del falso (Vladimiro Giacché)<br />
    * Vento del del meriggio (Franco Piperno (a cura di))</p>
<p>le riviste edite da DeriveApprodi<br />
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Vesti la giubba di battaglia<br />
Vesti la giubba di battaglia La Resistenza e i suoi simboli<br />
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gli appuntamenti in agenda</p>
<p>    * [pisa] +++ 15/11/2008<br />
      (circolo Agorà – via Bovio 48/50) Presentazione del libro di Vladimiro Giacché «La fabbrica del falso»&#8230;<br />
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      (libreria EINAUDI – piazza della Mostra 8) Presentazione del progetto editoriale GLI AUTONOMI&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100548</link>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 13:54:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100548</guid>
		<description>Ciao, stò facendo girare in rete tra i vari blog, che in Parlamento hanno nuovamente riproposto la legge blocca-blog, quella che, se ho ben capito, potrebbe farci chiudere a tutti. Ci sono delle petizioni firmabili on-line in riguardo. Ciao e buon fine settimana. Maria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, stò facendo girare in rete tra i vari blog, che in Parlamento hanno nuovamente riproposto la legge blocca-blog, quella che, se ho ben capito, potrebbe farci chiudere a tutti. Ci sono delle petizioni firmabili on-line in riguardo. Ciao e buon fine settimana. Maria</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sandro Zucchi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100547</link>
		<dc:creator>Sandro Zucchi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 12:48:49 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Sergio, 
dici molte cose importanti e proprio per questo mi dispiace non essere d&#039;accordo su alcuni punti centrali. 

Mi limito a due esempi. Tu dici: &quot;Se non temessi d’essere frainteso vi direi: &#039;La difendano loro questa Università, i professori&#039;. Voi che c’entrate?&quot;. C&#039;entrano per questa ragione.  I professori, che un lavoro all&#039;università ce l&#039;hanno, sono meno colpiti da questi tagli dei precari (dottorandi e assegnisti) che, se i tagli vengono mantenuti, all&#039;università non entreranno mai. Certo, tra i precari ci sono dei portaborse, ma ci sono anche quelli che fanno un onesto lavoro di ricerca. E i tagli non fanno distinzione tra gli uni e gli altri. 

Quanto al libro di Perotti (L&#039;università truccata), di cui tu consigli la lettura, contiene molte informazioni interessanti. Ma la tesi di fondo è espressa così a p. 15: &quot;Anziché occuparci di problemi irrisolvibili dato lo stato attuale dell&#039;università, occupiamoci degli unici problemi che possiamo risolvere: introduciamo più concorrenza e gli incentivi corretti, e gli altri problemi si risolveranno in gran parte da soli.&quot; Questa mi pare un&#039;applicazione all&#039;università della tesi: lasciamo fare al mercato e i problemi si risolveranno da soli. Applicata all&#039;economia non ha funzionato, resta da vedere se funzionerebbe per l&#039;università. Se ne può discutere, è una tesi che va accettata o respinta proponendo degli argomenti. Però è importante capire che il modello proposto è quello.

Ciao,

sandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sergio,<br />
dici molte cose importanti e proprio per questo mi dispiace non essere d&#8217;accordo su alcuni punti centrali. </p>
<p>Mi limito a due esempi. Tu dici: &#8220;Se non temessi d’essere frainteso vi direi: &#8216;La difendano loro questa Università, i professori&#8217;. Voi che c’entrate?&#8221;. C&#8217;entrano per questa ragione.  I professori, che un lavoro all&#8217;università ce l&#8217;hanno, sono meno colpiti da questi tagli dei precari (dottorandi e assegnisti) che, se i tagli vengono mantenuti, all&#8217;università non entreranno mai. Certo, tra i precari ci sono dei portaborse, ma ci sono anche quelli che fanno un onesto lavoro di ricerca. E i tagli non fanno distinzione tra gli uni e gli altri. </p>
<p>Quanto al libro di Perotti (L&#8217;università truccata), di cui tu consigli la lettura, contiene molte informazioni interessanti. Ma la tesi di fondo è espressa così a p. 15: &#8220;Anziché occuparci di problemi irrisolvibili dato lo stato attuale dell&#8217;università, occupiamoci degli unici problemi che possiamo risolvere: introduciamo più concorrenza e gli incentivi corretti, e gli altri problemi si risolveranno in gran parte da soli.&#8221; Questa mi pare un&#8217;applicazione all&#8217;università della tesi: lasciamo fare al mercato e i problemi si risolveranno da soli. Applicata all&#8217;economia non ha funzionato, resta da vedere se funzionerebbe per l&#8217;università. Se ne può discutere, è una tesi che va accettata o respinta proponendo degli argomenti. Però è importante capire che il modello proposto è quello.</p>
<p>Ciao,</p>
<p>sandro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: leo bloom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100545</link>
		<dc:creator>leo bloom</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 11:54:59 +0000</pubDate>
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		<description>sì morgillo, puzza di chiuso. non so te, ma quelli come me possono anche soffocare, tanto nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno io. sono avvezzo ormai ad attendere alcuni decenni prima che qualcuno, più conosciuto di me, esprima i miei stessi concetti, ed io possa dire: visto? lo dicevo che era così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sì morgillo, puzza di chiuso. non so te, ma quelli come me possono anche soffocare, tanto nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno io. sono avvezzo ormai ad attendere alcuni decenni prima che qualcuno, più conosciuto di me, esprima i miei stessi concetti, ed io possa dire: visto? lo dicevo che era così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100544</link>
		<dc:creator>plessus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 11:30:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100544</guid>
		<description>Tutti, compresi gli studenti, dovrebbero capire che più che un pezzo di carta, serve una forma di cultura. Iniziare la lotta allenati. Preparati.
Altro non dico se non che è un piacere leggervi, e che concordo con coloro che reputano il testo di Bologna prodotto da una gran testa. Una cazzuta e coraggiosa riflessione sul mondo universitario e studentesco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti, compresi gli studenti, dovrebbero capire che più che un pezzo di carta, serve una forma di cultura. Iniziare la lotta allenati. Preparati.<br />
Altro non dico se non che è un piacere leggervi, e che concordo con coloro che reputano il testo di Bologna prodotto da una gran testa. Una cazzuta e coraggiosa riflessione sul mondo universitario e studentesco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valter Binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100539</link>
		<dc:creator>Valter Binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 08:39:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100539</guid>
		<description>Caro Effeffe, questo testo è veramente un gran regalo (come tutti quelli di Sergio Bologna che ho letto qui e altrove). Diffondere, assolutamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Effeffe, questo testo è veramente un gran regalo (come tutti quelli di Sergio Bologna che ho letto qui e altrove). Diffondere, assolutamente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: A. Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100537</link>
		<dc:creator>A. Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 07:05:25 +0000</pubDate>
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		<description>Per promuoverlo o confutarlo, dopo l&#039;ultimo intervento di &lt;strong&gt;macondo&lt;/strong&gt;, se adesso qualcuno mi cita&lt;em&gt; Il PC ai giovani!!&lt;/em&gt; di Pasolini, soffoco. Nel sistema culturale italiano non circolano idee da decenni. Si rischia l&#039;asfissia. Aria putrida.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per promuoverlo o confutarlo, dopo l&#8217;ultimo intervento di <strong>macondo</strong>, se adesso qualcuno mi cita<em> Il PC ai giovani!!</em> di Pasolini, soffoco. Nel sistema culturale italiano non circolano idee da decenni. Si rischia l&#8217;asfissia. Aria putrida.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100534</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 21:14:48 +0000</pubDate>
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		<description>Però... la grossa differenza tra il movimento del &#039;68 e questo, un po&#039; in sedicesoimo rispetto a quello, è di classe o ceto sociale, sociologica se vogliamo. La generazione del &#039;68 era, per la maggiror parte, figlia (oltre che di un contesto storico diverso: il comunismo ancora all&#039;ordine del giorno, la critica del &quot;socialismo reale&quot; - il muro di Berlino si era già visto marcio allora -, gli intellettuali e gli scrittori militanti, ecc., ma questo lo direbbe anche La Palisse), figlia di un ceto sociale senza titoli di studio medio-alti, uscito dalla miseria della guerra, che con questo retaggio (conti in sospeso?) si affacciava sulla scena dell&#039;istruzione superiore e universitaria con tutta la sua voglia di esserci, di conoscere e criticare il mondo. Oggi questo movimento è figlio di un certo benessere diffuso, di padri che hanno vissuto la fase craxiana dell&#039;&quot;arricchitevi&quot;, che hanno usufruito dei piccoli privilegi a pioggia dati dal regime democristiano, che hanno vissuto la società dello spettacolo nel suo apogeo. Insomma, la generazione di allora usciva dalla povertà per entrare in una società del benessere diffuso, oggi questa generazione sta uscendo dal benessere diffuso per entrare nella nuova povertà del ceto medio che si prospetta in fondo al tunnel della crisi sistemica o epocale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però&#8230; la grossa differenza tra il movimento del &#8216;68 e questo, un po&#8217; in sedicesoimo rispetto a quello, è di classe o ceto sociale, sociologica se vogliamo. La generazione del &#8216;68 era, per la maggiror parte, figlia (oltre che di un contesto storico diverso: il comunismo ancora all&#8217;ordine del giorno, la critica del &#8220;socialismo reale&#8221; &#8211; il muro di Berlino si era già visto marcio allora -, gli intellettuali e gli scrittori militanti, ecc., ma questo lo direbbe anche La Palisse), figlia di un ceto sociale senza titoli di studio medio-alti, uscito dalla miseria della guerra, che con questo retaggio (conti in sospeso?) si affacciava sulla scena dell&#8217;istruzione superiore e universitaria con tutta la sua voglia di esserci, di conoscere e criticare il mondo. Oggi questo movimento è figlio di un certo benessere diffuso, di padri che hanno vissuto la fase craxiana dell&#8217;&#8221;arricchitevi&#8221;, che hanno usufruito dei piccoli privilegi a pioggia dati dal regime democristiano, che hanno vissuto la società dello spettacolo nel suo apogeo. Insomma, la generazione di allora usciva dalla povertà per entrare in una società del benessere diffuso, oggi questa generazione sta uscendo dal benessere diffuso per entrare nella nuova povertà del ceto medio che si prospetta in fondo al tunnel della crisi sistemica o epocale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia Cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100533</link>
		<dc:creator>Lucia Cossu</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 20:50:58 +0000</pubDate>
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		<description>Certo che c&#039;è da fare, anche se sembra inutile al momento, mentre non è mai inutile. Baldrus scrive delle cose anche molto giuste e vere, ma la richiesta dell&#039;articolo è forse di non appiattirsi solo sulla 133, di pensare anche senza bisogno di una riforma punitiva ad un&#039;università e un mondo diverso. Io lo vedo da fuori e un po&#039; da dentro avendo degli allievi di varie età che ne fanno parte e mi sembra molto bello e pulito e anche meno ingenuo riguardo certi meccanismi e ricatti, ma anche io rimanevo stupita che non fosse nato solo perché non è possibile un sistema come quello che abbiamo. Forse è un modo per spronarvi a rimanere altrettanto belli e trasversali e spontanei ma più uniti per non ricominciare come prima a sapere che i proprio bravi dovranno andare via oppure vivere quasi in incognito e sempre ricattati e agli altri a non avere prospettive in una società molto passiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che c&#8217;è da fare, anche se sembra inutile al momento, mentre non è mai inutile. Baldrus scrive delle cose anche molto giuste e vere, ma la richiesta dell&#8217;articolo è forse di non appiattirsi solo sulla 133, di pensare anche senza bisogno di una riforma punitiva ad un&#8217;università e un mondo diverso. Io lo vedo da fuori e un po&#8217; da dentro avendo degli allievi di varie età che ne fanno parte e mi sembra molto bello e pulito e anche meno ingenuo riguardo certi meccanismi e ricatti, ma anche io rimanevo stupita che non fosse nato solo perché non è possibile un sistema come quello che abbiamo. Forse è un modo per spronarvi a rimanere altrettanto belli e trasversali e spontanei ma più uniti per non ricominciare come prima a sapere che i proprio bravi dovranno andare via oppure vivere quasi in incognito e sempre ricattati e agli altri a non avere prospettive in una società molto passiva.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100532</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 19:05:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100532</guid>
		<description>lavoro giusto per pagare l&#039;affitto e scrivere
Scrivere: è un barlume. 
Il lavora divora, lo so. Ho momenti anch&#039;io di dubbio, di scoraggiamento.
Ma ci credo ancora, spero essere utile. Ho ancora una grande fiamma nel mio cuore.
E credo, caro GG, che la tua fiamma vive ancora, ma il vento la fa vacillare. E&#039; fragile una fiamma pronta a grandire e a scomparire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lavoro giusto per pagare l&#8217;affitto e scrivere<br />
Scrivere: è un barlume.<br />
Il lavora divora, lo so. Ho momenti anch&#8217;io di dubbio, di scoraggiamento.<br />
Ma ci credo ancora, spero essere utile. Ho ancora una grande fiamma nel mio cuore.<br />
E credo, caro GG, che la tua fiamma vive ancora, ma il vento la fa vacillare. E&#8217; fragile una fiamma pronta a grandire e a scomparire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gg</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100531</link>
		<dc:creator>gg</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 18:54:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100531</guid>
		<description>cara véronique, noi italiani siamo un po&#039; così: facciamo sempre scarica barile. giorno per giorno, io vedo affievolirsi la mia voglia di vivere come la fiammella di una candela che sta per finire. comincio a fregarmene. lavoro giusto per pagare l&#039;affitto e per scrivere. è tutto nero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara véronique, noi italiani siamo un po&#8217; così: facciamo sempre scarica barile. giorno per giorno, io vedo affievolirsi la mia voglia di vivere come la fiammella di una candela che sta per finire. comincio a fregarmene. lavoro giusto per pagare l&#8217;affitto e per scrivere. è tutto nero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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