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	<title>Commenti a: Caro bimbo ti penso</title>
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		<title>Di: Ghega</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-104077</link>
		<dc:creator>Ghega</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:16:33 +0000</pubDate>
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		<description>(Cara Portinaia, apprezzo il tuo stare sull&#039;uscio indicando la strada, proverò a prendere la porta e ad avventurarmi oltre.)

Quanti aspiranti anatomopatologi... è un bel mestiere, votato alla scienza e alla ricerca della verità, e la verità mobilita le coscienze.
Però va fatto fino in fondo, il mestiere, da bravi professionisti.
Un anatomopatologo non si limita a guardare. Eh no.
La Conoscenza ha bisogno di ben altro, la Conoscenza ha bisogno dell&#039;esperienza di tutti e cinque i sensi umani per essere definita compiutamente tale.
Allora che si provi il tatto, ove la vista non basti, è forse un senso meno nobile e con meno diritti? Dopo averla veduta, la verità, la si deve toccare con mano.
Quindi l&#039;olfatto, perché ogni verità ha un odore, un fetore da dar la nausea. Snuff it! e vomitala, la verità, potrai dire che finalmente ti ha mosso qualcosa, dentro.
E l&#039;udito, è importante l&#039;udito, perché la verità fa rumore: un rumore di carni mosse.
Rimane il gusto.
Che ne facciamo del gusto? E&#039; un bel problema. Ne facciamo l&#039;ultimo tabù da infrangere? O lo sacrifichiamo in nome della civiltà e dell&#039;etica?
Eppure, come può dirsi l&#039;esperienza completa senza il gusto?
Una società meno ipocrita l&#039;ha messo in scena con Medea, il gusto della verità.

Portinaia, non beviamo un bicchiere d&#039;acqua sulla pelle degli altri, noi quella pelle la divoriamo, un pezzo alla volta.

Ghega</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(Cara Portinaia, apprezzo il tuo stare sull&#8217;uscio indicando la strada, proverò a prendere la porta e ad avventurarmi oltre.)</p>
<p>Quanti aspiranti anatomopatologi&#8230; è un bel mestiere, votato alla scienza e alla ricerca della verità, e la verità mobilita le coscienze.<br />
Però va fatto fino in fondo, il mestiere, da bravi professionisti.<br />
Un anatomopatologo non si limita a guardare. Eh no.<br />
La Conoscenza ha bisogno di ben altro, la Conoscenza ha bisogno dell&#8217;esperienza di tutti e cinque i sensi umani per essere definita compiutamente tale.<br />
Allora che si provi il tatto, ove la vista non basti, è forse un senso meno nobile e con meno diritti? Dopo averla veduta, la verità, la si deve toccare con mano.<br />
Quindi l&#8217;olfatto, perché ogni verità ha un odore, un fetore da dar la nausea. Snuff it! e vomitala, la verità, potrai dire che finalmente ti ha mosso qualcosa, dentro.<br />
E l&#8217;udito, è importante l&#8217;udito, perché la verità fa rumore: un rumore di carni mosse.<br />
Rimane il gusto.<br />
Che ne facciamo del gusto? E&#8217; un bel problema. Ne facciamo l&#8217;ultimo tabù da infrangere? O lo sacrifichiamo in nome della civiltà e dell&#8217;etica?<br />
Eppure, come può dirsi l&#8217;esperienza completa senza il gusto?<br />
Una società meno ipocrita l&#8217;ha messo in scena con Medea, il gusto della verità.</p>
<p>Portinaia, non beviamo un bicchiere d&#8217;acqua sulla pelle degli altri, noi quella pelle la divoriamo, un pezzo alla volta.</p>
<p>Ghega</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: - Di-mostrare l&#8217;orrore -Nazione Indiana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-104012</link>
		<dc:creator>- Di-mostrare l&#8217;orrore -Nazione Indiana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 07:01:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sto pensando da alcuni giorni - dopo aver seguito la discussione a questo post - non ho il modo di articolare come vorrei, ma ora che trovo il tempo scrivo quanto meno questi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sto pensando da alcuni giorni &#8211; dopo aver seguito la discussione a questo post &#8211; non ho il modo di articolare come vorrei, ma ora che trovo il tempo scrivo quanto meno questi [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: La Portinaia dell'Accademia della Crusca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103934</link>
		<dc:creator>La Portinaia dell'Accademia della Crusca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:38:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103934</guid>
		<description>Lorenzo Carlucci, ti ringrazio molto.

Tuttavia, sono certa, pur non conoscendoci, che tu sappia che a me importa molto molto poco, se mi danno d&#039;isterica o di donnetta o mi mandano a cagare. Mica perdo la ragione così facilmente, io.

Mi dispiace, questo sì, che si voglia (anche non volendolo) distogliere l&#039;attenzione da cose che ritengo abbastanza importanti: tipo provare ad analizzare anche un po&#039; noi stessi. Tipo.


*


(D)

“tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini”


Domanda ingenua: ora o da un po&#039;? 


“ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.”


Ma io le fotografie le ho guardate: non ho “distolto lo sguardo”. 
Però dopo che le ho guardate non ho pensato: ora basta, faccio la magia. Abracadabra... La guerra da oggi non ci sarà più, i bambini non moriranno più ecc. ecc.


*


Io credo che ci sono due specie di ipocriti: quelli che sanno d&#039;esserlo (carnefici) e quelli che non sanno minimamente d&#039;esserlo. Qua io vedo diverse vittime (non tutte, per fortuna, anzi, con sommo piacere non ne ho viste tanto quanto avrei creduto), mi dispiace dirlo, dell&#039;ipocrisia. 
La nostra società (noi) è vittima dell&#039;ipocrisia che sta a raccontarsela.
Vorrei che smettessimo di raccontarcela: ammettendo la nostra (reale) impotenza.
Qua si richiama continuamente l&#039;opinione pubblica e il suo (ancora tutto da dimostrare, secondo me; e riconosco a D almeno di avere portato un esempio positivo e concreto in tal senso) “potere”. Bene.

Quando l&#039;opinione pubblica, da diverse parti nel mondo, mi pare, diceva con forza no alla guerra, Bush non l&#039;ha fatta la guerra?
Quale “potere” avrebbe l&#039;opinione pubblica? Qua, a casa nostra, abbiamo la metà del paese RINCRETINITO e dai problemi reali e dai sogni televisivi...

Quanti di quelli che pensano che sia “giusto” (per informare) esporre le fotografie senza preoccuparsi dei rischi (certi) che quelle fotografie siano USATE per tutt&#039;altri scopi (compreso quello di farci sentire, a noi, tanto bravi, tanto buoni) ammettono che in questo paese non si leggono libri, anzi, nemmeno si leggono quotidiani? 

Quale potere dovrebbe avere una “portinaia”, un pescivendolo, un camionista, un extracomunitario, una donna delle pulizie, una babysitter, una commessa, un cameriere, un vattelapesca che compone LA MAGGIORANZA?
O nel mondo siamo diventati tutti professori, scrittori, saggisti, studenti universitari?

Perché allora anche questi hanno iniziato ad affidarsi alle immagini? Forse perché hanno capito che qui in Italia siamo mezzi analfabeti?
La maggioranza degli Italiani non legge. Bene. Quindi, cortesemente: ammettiamo questa cosa semplice. E dopo ammettiamo anche che TUTTE QUESTE PERSONE, dopo avere visto le fotografie ed essere inorridite (esattamente come me) NON HANNO ALCUN POTERE DI FARE qualcosa (non riescono manco a far valere i loro diritti in Italia, figuriamoci in Palestina...).

Ammettiamo che l&#039;opinione pubblica qui tanto richiamata (l&#039;attenzione, il risveglio ecc.) di fatto è solo una “manciata di persone”, che sta in piedi di fronte a un gigante, ecco cos&#039;è.
E dentro a quel gigante, ora uscendone ora entrandone, ci siamo anche noi: con le nostre automobili, le nostre energie sporche, le nostre perversioni.

Infine, vorrei far notare che quando parliamo del caso Israele/Palestina o Palestina/Israele (parliamo per esempio in televisione) non so nemmeno se ci accorgiamo (giornalisti, intervistati ecc.) che tendiamo a dire “Israele” da una parte e “Palestinesi” dall&#039;altra. Che cosa significa questo? Significa che abbiamo “interiorizzato” che Israele è uno Stato, mentre i Palestinesi sono i Palestinesi sparsi per il mondo...
 

*


A che cosa serviva vedere in televisione, ieri sera, ad Anno Zero, l&#039;esagitata asmatica israeliana ragazza che raccontava il suo (ovvio umanissimo) panico, con sullo sfondo, dietro a lei, la fotografia orrenda della bimba che emergeva solo con la testa dalla terra? La fotografia grande grande tutta ripetuta sullo sfondo dello studio? Cos&#039;è, una tenda, quella bimba? Una scenografia? Si può, dico, fare una “scenografia” con la testa del cadavere di una bimba?
Possiamo, dico, PROVARE a RESTARE SVEGLI in mezzo a tutto questo che  accade, nel nostro bel mondo occidentale, e non comportarci come se stessimo bevendo un bicchiere d&#039;acqua SULLA PELLE DEGLI ALTRI?
“Stiamo informando”. Va bene, ma mica siamo a teatro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo Carlucci, ti ringrazio molto.</p>
<p>Tuttavia, sono certa, pur non conoscendoci, che tu sappia che a me importa molto molto poco, se mi danno d&#8217;isterica o di donnetta o mi mandano a cagare. Mica perdo la ragione così facilmente, io.</p>
<p>Mi dispiace, questo sì, che si voglia (anche non volendolo) distogliere l&#8217;attenzione da cose che ritengo abbastanza importanti: tipo provare ad analizzare anche un po&#8217; noi stessi. Tipo.</p>
<p>*</p>
<p>(D)</p>
<p>“tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini”</p>
<p>Domanda ingenua: ora o da un po&#8217;? </p>
<p>“ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.”</p>
<p>Ma io le fotografie le ho guardate: non ho “distolto lo sguardo”.<br />
Però dopo che le ho guardate non ho pensato: ora basta, faccio la magia. Abracadabra&#8230; La guerra da oggi non ci sarà più, i bambini non moriranno più ecc. ecc.</p>
<p>*</p>
<p>Io credo che ci sono due specie di ipocriti: quelli che sanno d&#8217;esserlo (carnefici) e quelli che non sanno minimamente d&#8217;esserlo. Qua io vedo diverse vittime (non tutte, per fortuna, anzi, con sommo piacere non ne ho viste tanto quanto avrei creduto), mi dispiace dirlo, dell&#8217;ipocrisia.<br />
La nostra società (noi) è vittima dell&#8217;ipocrisia che sta a raccontarsela.<br />
Vorrei che smettessimo di raccontarcela: ammettendo la nostra (reale) impotenza.<br />
Qua si richiama continuamente l&#8217;opinione pubblica e il suo (ancora tutto da dimostrare, secondo me; e riconosco a D almeno di avere portato un esempio positivo e concreto in tal senso) “potere”. Bene.</p>
<p>Quando l&#8217;opinione pubblica, da diverse parti nel mondo, mi pare, diceva con forza no alla guerra, Bush non l&#8217;ha fatta la guerra?<br />
Quale “potere” avrebbe l&#8217;opinione pubblica? Qua, a casa nostra, abbiamo la metà del paese RINCRETINITO e dai problemi reali e dai sogni televisivi&#8230;</p>
<p>Quanti di quelli che pensano che sia “giusto” (per informare) esporre le fotografie senza preoccuparsi dei rischi (certi) che quelle fotografie siano USATE per tutt&#8217;altri scopi (compreso quello di farci sentire, a noi, tanto bravi, tanto buoni) ammettono che in questo paese non si leggono libri, anzi, nemmeno si leggono quotidiani? </p>
<p>Quale potere dovrebbe avere una “portinaia”, un pescivendolo, un camionista, un extracomunitario, una donna delle pulizie, una babysitter, una commessa, un cameriere, un vattelapesca che compone LA MAGGIORANZA?<br />
O nel mondo siamo diventati tutti professori, scrittori, saggisti, studenti universitari?</p>
<p>Perché allora anche questi hanno iniziato ad affidarsi alle immagini? Forse perché hanno capito che qui in Italia siamo mezzi analfabeti?<br />
La maggioranza degli Italiani non legge. Bene. Quindi, cortesemente: ammettiamo questa cosa semplice. E dopo ammettiamo anche che TUTTE QUESTE PERSONE, dopo avere visto le fotografie ed essere inorridite (esattamente come me) NON HANNO ALCUN POTERE DI FARE qualcosa (non riescono manco a far valere i loro diritti in Italia, figuriamoci in Palestina&#8230;).</p>
<p>Ammettiamo che l&#8217;opinione pubblica qui tanto richiamata (l&#8217;attenzione, il risveglio ecc.) di fatto è solo una “manciata di persone”, che sta in piedi di fronte a un gigante, ecco cos&#8217;è.<br />
E dentro a quel gigante, ora uscendone ora entrandone, ci siamo anche noi: con le nostre automobili, le nostre energie sporche, le nostre perversioni.</p>
<p>Infine, vorrei far notare che quando parliamo del caso Israele/Palestina o Palestina/Israele (parliamo per esempio in televisione) non so nemmeno se ci accorgiamo (giornalisti, intervistati ecc.) che tendiamo a dire “Israele” da una parte e “Palestinesi” dall&#8217;altra. Che cosa significa questo? Significa che abbiamo “interiorizzato” che Israele è uno Stato, mentre i Palestinesi sono i Palestinesi sparsi per il mondo&#8230;</p>
<p>*</p>
<p>A che cosa serviva vedere in televisione, ieri sera, ad Anno Zero, l&#8217;esagitata asmatica israeliana ragazza che raccontava il suo (ovvio umanissimo) panico, con sullo sfondo, dietro a lei, la fotografia orrenda della bimba che emergeva solo con la testa dalla terra? La fotografia grande grande tutta ripetuta sullo sfondo dello studio? Cos&#8217;è, una tenda, quella bimba? Una scenografia? Si può, dico, fare una “scenografia” con la testa del cadavere di una bimba?<br />
Possiamo, dico, PROVARE a RESTARE SVEGLI in mezzo a tutto questo che  accade, nel nostro bel mondo occidentale, e non comportarci come se stessimo bevendo un bicchiere d&#8217;acqua SULLA PELLE DEGLI ALTRI?<br />
“Stiamo informando”. Va bene, ma mica siamo a teatro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103922</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 23:00:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103922</guid>
		<description>Maria V ha ragione. a mio avviso.

Sebbene penso ora, dopo una buona riflessione, che ci sia una distizione tra il mostrare delle foto in un social network (come Facebook) e per esempio qui.

Tra i cazzeggi del social network la cosa stona alquanto, e fa venir voglia di rimozione (esperienza mia e di vari altri.)

Qui effettivamente è diverso. Ma Maria V la comprendo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maria V ha ragione. a mio avviso.</p>
<p>Sebbene penso ora, dopo una buona riflessione, che ci sia una distizione tra il mostrare delle foto in un social network (come Facebook) e per esempio qui.</p>
<p>Tra i cazzeggi del social network la cosa stona alquanto, e fa venir voglia di rimozione (esperienza mia e di vari altri.)</p>
<p>Qui effettivamente è diverso. Ma Maria V la comprendo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lorenzo carlucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103915</link>
		<dc:creator>lorenzo carlucci</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 18:14:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103915</guid>
		<description>alcuni contestano a.a) e a.b). alcuni contestano a.a) e a.b) basandosi sulla essenziale ambiguità delle immagini, che parlano non all&#039;intelletto, ma all&#039;immaginazione. poi se vogliamo far finta che a.a) e a.b) siano incontestabili, facciamo finta. 

saluti, 
lorenzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>alcuni contestano a.a) e a.b). alcuni contestano a.a) e a.b) basandosi sulla essenziale ambiguità delle immagini, che parlano non all&#8217;intelletto, ma all&#8217;immaginazione. poi se vogliamo far finta che a.a) e a.b) siano incontestabili, facciamo finta. </p>
<p>saluti,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: soldato blu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103908</link>
		<dc:creator>soldato blu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 16:27:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103908</guid>
		<description>@ Lorenzo Carlucci

&quot;qui non trattiamo di pace, ma dell’opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall’auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.&quot;

a) alcuni pensano che l&#039;orientamento dell&#039;opinione pubblica influenzi le parti in guerra, aumentando o diminuendo la possibilità che vogliano perseguire la pace

a.a) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio venga fermato.

a.b) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio prosegua.

*

&quot;non rubare, non lanciare missili, non dire fesserie&quot;

Non rubare un panino, se stai morendo di fame.

Non lanciare missili, se devi inviare una spedizione di soccorso a un astronauta.

Non dire fesserie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo Carlucci</p>
<p>&#8220;qui non trattiamo di pace, ma dell’opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall’auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.&#8221;</p>
<p>a) alcuni pensano che l&#8217;orientamento dell&#8217;opinione pubblica influenzi le parti in guerra, aumentando o diminuendo la possibilità che vogliano perseguire la pace</p>
<p>a.a) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio venga fermato.</p>
<p>a.b) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio prosegua.</p>
<p>*</p>
<p>&#8220;non rubare, non lanciare missili, non dire fesserie&#8221;</p>
<p>Non rubare un panino, se stai morendo di fame.</p>
<p>Non lanciare missili, se devi inviare una spedizione di soccorso a un astronauta.</p>
<p>Non dire fesserie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103897</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:50:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103897</guid>
		<description>Volevo segnalare una cosa letta sul blog di Andrea Pomini ( http://www.soulfood.blogspot.com ). Riguarda il doppiaggio del film &quot;The Millionaire&quot;, ma più profondamente concerne il nostro rapporto con l&#039;islam, e spiega l&#039;inconsapevole doppiopesismo col quale giudichiamo il conflitto fra israeliani e palestinesi. Beh, nel film di Danny Boyle c&#039;è una scena in cui i due bambini protagonisti vedono la madre assassinata a sangue freddo. Tutto è ambientato in un lavatoio pieno di donne e bambini allegri, in cui a un certo punto irrompono un centinaio di uomini armati di bastoni e molotov. Si sente una voce femminile che grida: &quot;aiuto, sono musulmani, scappiamo!&quot;. Pomini, insospettito dal fatto che i due bambini erano stati fino a quel momento presentati come musulmani, si informa e scopre che la frase originale in realtà proviene da una voce maschile, cioè da uno degli assalitori, che invece dice: &quot;they are muslims, get them!&quot;, vale a dire &quot;sono musulmani, prendeteli!&quot; In sintesi: quella scena del film narrava un eccidio compiuto da hindù contro musulmani, e in fase di doppiaggio la voce femminile, di una vittima, è diventata una voce maschile, di un assalitore, e la frase &quot;sono musulmani, prendeteli!&quot; è diventata &quot;aiuto, sono musulmani!&quot; Il che, secondo me, e anche volendo credere alla buona fede dell&#039;errore del doppiatore, fa capire che tipo di atteggiamento abbiamo nei confronti dei musulmani, colpevoli a prescindere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo segnalare una cosa letta sul blog di Andrea Pomini ( <a href="http://www.soulfood.blogspot.com" rel="nofollow">http://www.soulfood.blogspot.com</a> ). Riguarda il doppiaggio del film &#8220;The Millionaire&#8221;, ma più profondamente concerne il nostro rapporto con l&#8217;islam, e spiega l&#8217;inconsapevole doppiopesismo col quale giudichiamo il conflitto fra israeliani e palestinesi. Beh, nel film di Danny Boyle c&#8217;è una scena in cui i due bambini protagonisti vedono la madre assassinata a sangue freddo. Tutto è ambientato in un lavatoio pieno di donne e bambini allegri, in cui a un certo punto irrompono un centinaio di uomini armati di bastoni e molotov. Si sente una voce femminile che grida: &#8220;aiuto, sono musulmani, scappiamo!&#8221;. Pomini, insospettito dal fatto che i due bambini erano stati fino a quel momento presentati come musulmani, si informa e scopre che la frase originale in realtà proviene da una voce maschile, cioè da uno degli assalitori, che invece dice: &#8220;they are muslims, get them!&#8221;, vale a dire &#8220;sono musulmani, prendeteli!&#8221; In sintesi: quella scena del film narrava un eccidio compiuto da hindù contro musulmani, e in fase di doppiaggio la voce femminile, di una vittima, è diventata una voce maschile, di un assalitore, e la frase &#8220;sono musulmani, prendeteli!&#8221; è diventata &#8220;aiuto, sono musulmani!&#8221; Il che, secondo me, e anche volendo credere alla buona fede dell&#8217;errore del doppiatore, fa capire che tipo di atteggiamento abbiamo nei confronti dei musulmani, colpevoli a prescindere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: D</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103896</link>
		<dc:creator>D</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:39:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103896</guid>
		<description>c’è una foto della guerra del Vietnam, una foto famosissima che valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1972.
quella foto rappresenta una bambina ustionata e nuda, che fugge, in preda al terrore, insieme ad altri bambini, mentre il loro villaggio viene bombardato con il napalm, dietro di loro i soldati.
QUESTA foto per chi non la ricorda:

http://www.tevacphoto.com/wp-content/uploads/2008/08/kimphuc1.jpg

a quei tempi ai giornalisti veniva consentito di seguire gli eserciti nei teatri di guerra e quella foto, insieme a molte altre, sconvolse l’opinione pubblica mondiale a tal punto da costituìre, per gli Stati Uniti, una disfatta peggiore di qualunque offensiva Vietcong.
perchè il dolore, l’orrore e la morte dei piccoli è sempre sconvolgente più d’ogni altra cosa per qualunque adulto sufficientemente sano di mente. è una questione legata alla protezione dei cuccioli e alla riproduzione della specie, una questione biologica che, nel nostro caso, ferisce a maggior ragione per la sua valenza culturale.
voglio dire che l’impatto delle immagini, della rappresentazione dei fatti, è fondamentale, assai più delle parole, per la costruzione di un’opinione pubblica libera e capace di autodeterminazione.

esattamente ciò che non si vuole.

non a caso, da allora, hanno imparato bene la lezione e non permettono più ai giornalisti di avvicinarsi.
è chiaro quanto questo atteggiamento sia controproducente: consente ad Hamas di diffondere ciò che gli conviene e di utilizzare anche la morte a scopi propagandistici.
tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>c’è una foto della guerra del Vietnam, una foto famosissima che valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1972.<br />
quella foto rappresenta una bambina ustionata e nuda, che fugge, in preda al terrore, insieme ad altri bambini, mentre il loro villaggio viene bombardato con il napalm, dietro di loro i soldati.<br />
QUESTA foto per chi non la ricorda:</p>
<p><a href="http://www.tevacphoto.com/wp-content/uploads/2008/08/kimphuc1.jpg" rel="nofollow">http://www.tevacphoto.com/wp-content/uploads/2008/08/kimphuc1.jpg</a></p>
<p>a quei tempi ai giornalisti veniva consentito di seguire gli eserciti nei teatri di guerra e quella foto, insieme a molte altre, sconvolse l’opinione pubblica mondiale a tal punto da costituìre, per gli Stati Uniti, una disfatta peggiore di qualunque offensiva Vietcong.<br />
perchè il dolore, l’orrore e la morte dei piccoli è sempre sconvolgente più d’ogni altra cosa per qualunque adulto sufficientemente sano di mente. è una questione legata alla protezione dei cuccioli e alla riproduzione della specie, una questione biologica che, nel nostro caso, ferisce a maggior ragione per la sua valenza culturale.<br />
voglio dire che l’impatto delle immagini, della rappresentazione dei fatti, è fondamentale, assai più delle parole, per la costruzione di un’opinione pubblica libera e capace di autodeterminazione.</p>
<p>esattamente ciò che non si vuole.</p>
<p>non a caso, da allora, hanno imparato bene la lezione e non permettono più ai giornalisti di avvicinarsi.<br />
è chiaro quanto questo atteggiamento sia controproducente: consente ad Hamas di diffondere ciò che gli conviene e di utilizzare anche la morte a scopi propagandistici.<br />
tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lorenzo carlucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103894</link>
		<dc:creator>lorenzo carlucci</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:09:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103894</guid>
		<description>caro soldato blu, tutti i miei interventi, dal primo all&#039;ultimo, erano proprio un richiamo all&#039;intelletto e alla ragione, in contrapposizione con l&#039;immaginazione e la comunicazione non verbale. &quot;riguardi&quot; e &quot;amore&quot; erano menzionati solo nell&#039;ultima mia risposta a maria, che li citava. chi ha criticato l&#039;uso delle fotografie è stato accusato di pregiudizi, di cattiva coscienza, di religiosità da donnetta. per quanto mi riguarda la critica era una critica all&#039;abuso delle immagini a detrimento di un approccio razionale e intellettuale al problema. un approccio che possa aiutare a comprendere, prima che a reagire. 

lei poi richiede di argomentare come una &quot;non azione&quot; (non pubblicare una foto) possa favorire la pace più che un&#039;azione (pubblicare la foto). che una non azione possa favorire l&#039;attuarsi di una condizione è ovvio in più contesti: &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; rubare, &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; lanciare missili, &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; dire fesserie, etc. sono tutte non-azioni che favoriscono l&#039;attuarsi di una condizione desiderabile più di quanto facciano le azioni loro opposte. inoltre, nel nostro caso, nessuno ha detto che la pubblicazione di una fotografia intralci la pace. qui non trattiamo di pace, ma dell&#039;opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall&#039;auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.

spero solo di non vedere rigirata ulteriormente la frittata, facendo passare chi usa immagini sensazionalistiche invece di argomenti come un paladino dell&#039;intelletto e della ragione, e chi ne critica l&#039;uso - su basi razionali - come una donnicciola della parrocchia. 

saluti, 
lorenzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro soldato blu, tutti i miei interventi, dal primo all&#8217;ultimo, erano proprio un richiamo all&#8217;intelletto e alla ragione, in contrapposizione con l&#8217;immaginazione e la comunicazione non verbale. &#8220;riguardi&#8221; e &#8220;amore&#8221; erano menzionati solo nell&#8217;ultima mia risposta a maria, che li citava. chi ha criticato l&#8217;uso delle fotografie è stato accusato di pregiudizi, di cattiva coscienza, di religiosità da donnetta. per quanto mi riguarda la critica era una critica all&#8217;abuso delle immagini a detrimento di un approccio razionale e intellettuale al problema. un approccio che possa aiutare a comprendere, prima che a reagire. </p>
<p>lei poi richiede di argomentare come una &#8220;non azione&#8221; (non pubblicare una foto) possa favorire la pace più che un&#8217;azione (pubblicare la foto). che una non azione possa favorire l&#8217;attuarsi di una condizione è ovvio in più contesti: <i>non</i> rubare, <i>non</i> lanciare missili, <i>non</i> dire fesserie, etc. sono tutte non-azioni che favoriscono l&#8217;attuarsi di una condizione desiderabile più di quanto facciano le azioni loro opposte. inoltre, nel nostro caso, nessuno ha detto che la pubblicazione di una fotografia intralci la pace. qui non trattiamo di pace, ma dell&#8217;opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall&#8217;auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.</p>
<p>spero solo di non vedere rigirata ulteriormente la frittata, facendo passare chi usa immagini sensazionalistiche invece di argomenti come un paladino dell&#8217;intelletto e della ragione, e chi ne critica l&#8217;uso &#8211; su basi razionali &#8211; come una donnicciola della parrocchia. </p>
<p>saluti,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: soldato blu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103892</link>
		<dc:creator>soldato blu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 11:00:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103892</guid>
		<description>Anch&#039;io, come Maria, ho la tentazione di mandare a cagare chi continua a pensare che il &quot;giusto agire&quot; si debba fondare pregiudizialmente sui &quot;riguardi&quot; e sull&#039;&quot;amore&quot;.
Hanno idea di che cosa sia il sentimento? Si tratta, sì, di una facoltà razionale che decide sul bene e sul male, ma che lo fa in base a propri pregiudizi.
Per assumere  la responsabilità di una decisione ci si deve servire di un&#039;altra capacità razionale: l&#039;intelletto.
Assumendo su di sè quello che fa di una persona una persona responsabile dei propri atti: la possibilità di sbagliare.
Per esempio negandosi &quot;riguardi&quot; e &quot;amore&quot; che in questo caso della &quot;fotografia di una fanciullo morto&quot; non servono a niente. 
Ma volendo utilizzando tutto quello che è possibile utilizzare pr far sì che quelle morti non si ripetano.

Resterebbe comunque interessante un ragionamento che argomenti come, la non-azione di pubblicazione della fotografia, favorisca la pace più che l&#039;azione della pubblicazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io, come Maria, ho la tentazione di mandare a cagare chi continua a pensare che il &#8220;giusto agire&#8221; si debba fondare pregiudizialmente sui &#8220;riguardi&#8221; e sull&#8217;&#8221;amore&#8221;.<br />
Hanno idea di che cosa sia il sentimento? Si tratta, sì, di una facoltà razionale che decide sul bene e sul male, ma che lo fa in base a propri pregiudizi.<br />
Per assumere  la responsabilità di una decisione ci si deve servire di un&#8217;altra capacità razionale: l&#8217;intelletto.<br />
Assumendo su di sè quello che fa di una persona una persona responsabile dei propri atti: la possibilità di sbagliare.<br />
Per esempio negandosi &#8220;riguardi&#8221; e &#8220;amore&#8221; che in questo caso della &#8220;fotografia di una fanciullo morto&#8221; non servono a niente.<br />
Ma volendo utilizzando tutto quello che è possibile utilizzare pr far sì che quelle morti non si ripetano.</p>
<p>Resterebbe comunque interessante un ragionamento che argomenti come, la non-azione di pubblicazione della fotografia, favorisca la pace più che l&#8217;azione della pubblicazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lorenzo carlucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103887</link>
		<dc:creator>lorenzo carlucci</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:46:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103887</guid>
		<description>cara maria v, chi critica l&#039;uso delle foto di bambini morti su un blog letterario prende posizione contro qualcosa su cui può avere una influenza diretta: l&#039;opinione di chi legge, &quot;l&#039;opinione pubblica&quot;. sperando di favorire &lt;i&gt;le condizioni&lt;/i&gt; per la formazione di un giudizio fondato, informato, non emotivo. cercare di agire su qualcosa su cui si può avere un effetto è ragionevole. tu invece su cosa vuoi agire? chi usa la foto del bambino morto su cosa vuole agire? forse direttamente su ciò che sta accadendo gaza? ma non sembra, almeno la vostra coscienza dolorosa dei vincoli del sistema ve lo fa ritenere impossibile. allora su cosa? forse anche voi sull&#039;opinione pubblica? già. allora è lecito dirvi: lo fate in modo orrendo, con mezzi sensazionalistici. e tu che ti immedesimi a tal punto da parlare per bocca del bambino morto e mandarci tutti &quot;a cagare&quot; chiedendoci pure &quot;dove eravate ... mentre io ero ancora vivo, dove?&quot;, rispondo: eravamo su nazioneindiana a parlare della guerra in georgia. ciò detto, non vedo perché chi non ha avuto - nei fatti, con le azioni - &quot;riguardi&quot; e &quot;amore&quot; &lt;i&gt;né prima né dopo&lt;/i&gt; debba insultare chi dimostra &quot;riguardi&quot; e &quot;amore&quot; (solo?) dopo. 

lorenzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara maria v, chi critica l&#8217;uso delle foto di bambini morti su un blog letterario prende posizione contro qualcosa su cui può avere una influenza diretta: l&#8217;opinione di chi legge, &#8220;l&#8217;opinione pubblica&#8221;. sperando di favorire <i>le condizioni</i> per la formazione di un giudizio fondato, informato, non emotivo. cercare di agire su qualcosa su cui si può avere un effetto è ragionevole. tu invece su cosa vuoi agire? chi usa la foto del bambino morto su cosa vuole agire? forse direttamente su ciò che sta accadendo gaza? ma non sembra, almeno la vostra coscienza dolorosa dei vincoli del sistema ve lo fa ritenere impossibile. allora su cosa? forse anche voi sull&#8217;opinione pubblica? già. allora è lecito dirvi: lo fate in modo orrendo, con mezzi sensazionalistici. e tu che ti immedesimi a tal punto da parlare per bocca del bambino morto e mandarci tutti &#8220;a cagare&#8221; chiedendoci pure &#8220;dove eravate &#8230; mentre io ero ancora vivo, dove?&#8221;, rispondo: eravamo su nazioneindiana a parlare della guerra in georgia. ciò detto, non vedo perché chi non ha avuto &#8211; nei fatti, con le azioni &#8211; &#8220;riguardi&#8221; e &#8220;amore&#8221; <i>né prima né dopo</i> debba insultare chi dimostra &#8220;riguardi&#8221; e &#8220;amore&#8221; (solo?) dopo. </p>
<p>lorenzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: plessus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103885</link>
		<dc:creator>plessus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:29:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103885</guid>
		<description>Un adulto in vita comoda può darsi pure che riesca ad interpretare esigenze, sogni e pensieri di chi gli sta accanto e in piedi. Attribuire ad un morto le funzioni vitali dell’indignazione ed immedesimarsi nel morto stesso provando ad interpretarne lo spirito  - a meno che non ci riferiamo a qualche film-commedia – trovo che siano due acrobazie simil intellettuali altamente deprimenti. Provocazioni gratuite e mal riuscite. Pantomime a protezione dell’integrità delle proprie emozioni travestite da rispetto delle volontà spirate attraverso due fori nella carne. Assurdo, visto che l’esercizio del rispetto – qualunque tipo di esercizio – appartiene alla vita. 
Piuttosto, ho osservato meglio la foto. Spostando lo sguardo verso i volti e la vita degli adulti dietro al bambino, vi sono delle assenze inquietanti. C’è un’eclisse della disperazione. Un commiato del lutto. Una mancanza femminile che sembra pregiudicare la fertilità e accentua la drammaticità dell’immagine. Non si individua con certezza neanche un supporto a quel corpicino, che sia una mano, un braccio, un cuscino. Quella testa fagocitata dal grandangolo sembra che si sostenga sola, come l’intero popolo palestinese. Un&#039;altra assenza che sembra perpetuare l’invisibilità di un sostegno reale alla costruzione di una via della pace, che si stabilisca permanentemente in quei territori.
Leggo adesso l’ultimo commento di maria v: tutto il mio appoggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un adulto in vita comoda può darsi pure che riesca ad interpretare esigenze, sogni e pensieri di chi gli sta accanto e in piedi. Attribuire ad un morto le funzioni vitali dell’indignazione ed immedesimarsi nel morto stesso provando ad interpretarne lo spirito  &#8211; a meno che non ci riferiamo a qualche film-commedia – trovo che siano due acrobazie simil intellettuali altamente deprimenti. Provocazioni gratuite e mal riuscite. Pantomime a protezione dell’integrità delle proprie emozioni travestite da rispetto delle volontà spirate attraverso due fori nella carne. Assurdo, visto che l’esercizio del rispetto – qualunque tipo di esercizio – appartiene alla vita.<br />
Piuttosto, ho osservato meglio la foto. Spostando lo sguardo verso i volti e la vita degli adulti dietro al bambino, vi sono delle assenze inquietanti. C’è un’eclisse della disperazione. Un commiato del lutto. Una mancanza femminile che sembra pregiudicare la fertilità e accentua la drammaticità dell’immagine. Non si individua con certezza neanche un supporto a quel corpicino, che sia una mano, un braccio, un cuscino. Quella testa fagocitata dal grandangolo sembra che si sostenga sola, come l’intero popolo palestinese. Un&#8217;altra assenza che sembra perpetuare l’invisibilità di un sostegno reale alla costruzione di una via della pace, che si stabilisca permanentemente in quei territori.<br />
Leggo adesso l’ultimo commento di maria v: tutto il mio appoggio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maria v</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103882</link>
		<dc:creator>maria v</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 08:04:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103882</guid>
		<description>il bambino va tutelato quando è vivo.
 scusate ma quand&#039;è morto tutte queste chiacchiere servono a poco, serve solo a voi a lla vostra coscienza,  al bambino di certo non serve, non servite più.

la foto serve a testimoniare almeno questo: &quot;scusate, lo so che vi infastidisce, ma... lo sapete che sono morto ammazzato?&quot;

 lo sapete che in tanti stiamo facendo la stessa fine? non avete opinioni al riguardo a parte la preoccupazione di tutelarmi quando  ormai è troppo tardi? 

bene, volete sapere cosa  mi dice la mia capacità di immedesimarmi? che di tutta la vostra pietà, commozione, premura ecc farei un gran falò e vi manderei tutti quanti in blocco a cagare chiedendovi: dove eravate, dove stavano i vostri riguardi, il vostro amore, la vostra coscienza, mentre io ero ancora vivo, dove?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il bambino va tutelato quando è vivo.<br />
 scusate ma quand&#8217;è morto tutte queste chiacchiere servono a poco, serve solo a voi a lla vostra coscienza,  al bambino di certo non serve, non servite più.</p>
<p>la foto serve a testimoniare almeno questo: &#8220;scusate, lo so che vi infastidisce, ma&#8230; lo sapete che sono morto ammazzato?&#8221;</p>
<p> lo sapete che in tanti stiamo facendo la stessa fine? non avete opinioni al riguardo a parte la preoccupazione di tutelarmi quando  ormai è troppo tardi? </p>
<p>bene, volete sapere cosa  mi dice la mia capacità di immedesimarmi? che di tutta la vostra pietà, commozione, premura ecc farei un gran falò e vi manderei tutti quanti in blocco a cagare chiedendovi: dove eravate, dove stavano i vostri riguardi, il vostro amore, la vostra coscienza, mentre io ero ancora vivo, dove?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pamela</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103877</link>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 00:07:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103877</guid>
		<description>Oggi ho incontrato molte persone. Nessuno parlava di quello che accade a Gaza. Parlavano d&#039;altro. Quando ho portato il discorso sul massacro in corso, rispondevano tutti con parole tipo guerra, battaglia, eterno conflitto. La percezione che queste persone, di cultura medio-alta, mediamente intelligenti hanno di questa aggressione è di uno scontro fra pari. 
Ho detto, spesso troppo brevemente, in metro, in treno, alla macchinetta del caffè del mio ufficio, tutto quello che so: i palestinesi non hanno armi, se non qualcosa che assomiglia a dei fuochi d&#039;artificio, vengono uccisi indiscriminatamente, non solo bombardati, vengono uccisi tutti, anche i civili. ci sono le foto su internet, andate a vederle. Cercate con google Gaza e Gaza bambini. Andate a vedere. C&#039;è la foto di un bambino morto con fori di proiettili. Non bombardano solamente, sparano ai ragazzini, ai bambini piccoli, sparano a tutti. Vogliono sterminare tutti gli abitanti di Gaza. Queste persone sono rimaste colpite. Quando ho detto che c&#039;è una lista per il boicottaggio dei prodotti di Israele, hanno detto: &quot;Mandamela&quot;.

Qui qualcuno ha parlato di sacralità della morte. Non so bene cosa vuol dire. Per me è sacra la vita. Non credo che il bambino, i bambini fotografati avrebbero alcuna opinione sulle loro foto in giro, credo che avrebbero delle opinioni molto forti su altro, sulla vita a cui avevano diritto e che gli è stata tolta. Avrebbero molto da dire sulla paura e il dolore che gli hanno provocato i soldati israeliani, mentre erano ancora vivi. Sulla fame, la sete e tutte le privazioni che hanno provato negli ultimi mesi. 
In occidente abbiamo fiabe che incutono terrore ai bambini. L&#039;orco esiste davvero e guida un carrarmato, ma anche si aggira sparando per le strade di Gaza. La strega cattiva indossa una maschera da ministro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho incontrato molte persone. Nessuno parlava di quello che accade a Gaza. Parlavano d&#8217;altro. Quando ho portato il discorso sul massacro in corso, rispondevano tutti con parole tipo guerra, battaglia, eterno conflitto. La percezione che queste persone, di cultura medio-alta, mediamente intelligenti hanno di questa aggressione è di uno scontro fra pari.<br />
Ho detto, spesso troppo brevemente, in metro, in treno, alla macchinetta del caffè del mio ufficio, tutto quello che so: i palestinesi non hanno armi, se non qualcosa che assomiglia a dei fuochi d&#8217;artificio, vengono uccisi indiscriminatamente, non solo bombardati, vengono uccisi tutti, anche i civili. ci sono le foto su internet, andate a vederle. Cercate con google Gaza e Gaza bambini. Andate a vedere. C&#8217;è la foto di un bambino morto con fori di proiettili. Non bombardano solamente, sparano ai ragazzini, ai bambini piccoli, sparano a tutti. Vogliono sterminare tutti gli abitanti di Gaza. Queste persone sono rimaste colpite. Quando ho detto che c&#8217;è una lista per il boicottaggio dei prodotti di Israele, hanno detto: &#8220;Mandamela&#8221;.</p>
<p>Qui qualcuno ha parlato di sacralità della morte. Non so bene cosa vuol dire. Per me è sacra la vita. Non credo che il bambino, i bambini fotografati avrebbero alcuna opinione sulle loro foto in giro, credo che avrebbero delle opinioni molto forti su altro, sulla vita a cui avevano diritto e che gli è stata tolta. Avrebbero molto da dire sulla paura e il dolore che gli hanno provocato i soldati israeliani, mentre erano ancora vivi. Sulla fame, la sete e tutte le privazioni che hanno provato negli ultimi mesi.<br />
In occidente abbiamo fiabe che incutono terrore ai bambini. L&#8217;orco esiste davvero e guida un carrarmato, ma anche si aggira sparando per le strade di Gaza. La strega cattiva indossa una maschera da ministro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sebastian76</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103874</link>
		<dc:creator>sebastian76</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:04:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103874</guid>
		<description>Ci sono dei casi in cui ci si scopre imbarazzati nello scoprire un inaspettato e spesso non voluto potere sugli altri, cioè quando si osserva qualcuno che non sa che lo stiamo guardando e non può porsi sul nostro stesso piano ricambiando il nostro sguardo. Si avverte in questo voyeurismo involontario la sensazione di rubare qualcosa all&#039;osservato, di portargli via qualcosa che è suo e che in quel momento non può difendere. Capita da bambini sgusciando alle spalle del compagno di giochi giocando a nascondino o alla guerra, capita osservando qualcuno che dorme, anche quando è il caso della persona amata e all&#039;imbarazzo si mescola tenerezza. 

Quando l&#039;altro è depotenziato al massimo livello, quando è morto e non è più, allora questa diseguaglianza raggiunge un livello non sempre sopportabile e il gesto di rispetto di coprire il corpo nel morto vuole anche ribadire la volontà di rimuovere questa incolmabile differenza di potere. E su tutto si copre il viso, perché il viso rappresenta più di tutto la persona e perché il viso del morto ospita occhi che non potranno più realizzare una relazione di parità con i nostri. 

Come dice invisibile, rispettiamo il non essere di chi non è più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono dei casi in cui ci si scopre imbarazzati nello scoprire un inaspettato e spesso non voluto potere sugli altri, cioè quando si osserva qualcuno che non sa che lo stiamo guardando e non può porsi sul nostro stesso piano ricambiando il nostro sguardo. Si avverte in questo voyeurismo involontario la sensazione di rubare qualcosa all&#8217;osservato, di portargli via qualcosa che è suo e che in quel momento non può difendere. Capita da bambini sgusciando alle spalle del compagno di giochi giocando a nascondino o alla guerra, capita osservando qualcuno che dorme, anche quando è il caso della persona amata e all&#8217;imbarazzo si mescola tenerezza. </p>
<p>Quando l&#8217;altro è depotenziato al massimo livello, quando è morto e non è più, allora questa diseguaglianza raggiunge un livello non sempre sopportabile e il gesto di rispetto di coprire il corpo nel morto vuole anche ribadire la volontà di rimuovere questa incolmabile differenza di potere. E su tutto si copre il viso, perché il viso rappresenta più di tutto la persona e perché il viso del morto ospita occhi che non potranno più realizzare una relazione di parità con i nostri. </p>
<p>Come dice invisibile, rispettiamo il non essere di chi non è più.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: La Portinaia dell'Accademia della Crusca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103872</link>
		<dc:creator>La Portinaia dell'Accademia della Crusca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 22:19:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103872</guid>
		<description>(Bimodale)
&quot;quanti fra di noi sono ancora umani? quanti fra di noi metterebbero la foto del proprio figlio in rete. lo sapete che esistono malati mentali che usano foto del genere in siti pedopornografici?&quot;.

Ma cosa vuoi che importi chiedersi se siamo ancora umani? C&#039;è da informarsi, scusa, è la legge. Del più forte, soprattutto. Del vivo che sta sopra al morto, insomma. Ma mica per sotterrarlo, gli sta sopra. Ha da fargli le foto, analizzargli i buchi, e questo per ragioni scientifiche, beninteso, storiche, politiche ecc. Infatti nei siti pedopornografici è risaputo che vi sono delle gran riunioni di esperti: si studiano gli effetti delle bombe sul corpo umano, si archiviamo i documenti storici, si fanno analisi su come raggiungere la pace in Medio Oriente e nel mondo ecc. Anche nelle chat, uguale, anzi, lì ci sono esperti anche minorenni, che chattano con i genitori (pure loro esperti, soprattutto di anatomia patologica) accanto che gli spiegano tutto.

Quanti fra di noi metterebbero la foto del proprio figlio in rete? Ma che domande... In Italia? Sì, col cavolo. 

(Carlucci)
&quot;e in che modo l’ostentazione delle ferite mortali sul corpo di un bambino servirebbe a sovvertire il meccanismo della spettacolarizzazione? non l’ho capito bene.&quot;

Sei sicuramente più intelligente di me: io non l&#039;ho capito per niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(Bimodale)<br />
&#8220;quanti fra di noi sono ancora umani? quanti fra di noi metterebbero la foto del proprio figlio in rete. lo sapete che esistono malati mentali che usano foto del genere in siti pedopornografici?&#8221;.</p>
<p>Ma cosa vuoi che importi chiedersi se siamo ancora umani? C&#8217;è da informarsi, scusa, è la legge. Del più forte, soprattutto. Del vivo che sta sopra al morto, insomma. Ma mica per sotterrarlo, gli sta sopra. Ha da fargli le foto, analizzargli i buchi, e questo per ragioni scientifiche, beninteso, storiche, politiche ecc. Infatti nei siti pedopornografici è risaputo che vi sono delle gran riunioni di esperti: si studiano gli effetti delle bombe sul corpo umano, si archiviamo i documenti storici, si fanno analisi su come raggiungere la pace in Medio Oriente e nel mondo ecc. Anche nelle chat, uguale, anzi, lì ci sono esperti anche minorenni, che chattano con i genitori (pure loro esperti, soprattutto di anatomia patologica) accanto che gli spiegano tutto.</p>
<p>Quanti fra di noi metterebbero la foto del proprio figlio in rete? Ma che domande&#8230; In Italia? Sì, col cavolo. </p>
<p>(Carlucci)<br />
&#8220;e in che modo l’ostentazione delle ferite mortali sul corpo di un bambino servirebbe a sovvertire il meccanismo della spettacolarizzazione? non l’ho capito bene.&#8221;</p>
<p>Sei sicuramente più intelligente di me: io non l&#8217;ho capito per niente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: invisibile</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103869</link>
		<dc:creator>invisibile</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 21:44:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103869</guid>
		<description>anche io, dopo una vita da invisibile, vorrei dignità almeno da morto, continuando a rimanere invisibile all&#039;altrui indignazione.
indignatevi altrove, non sulle mie miserie spoglie che forse avete ricomposto per fare di me un&#039;icona, a beneficio dei vostri tele/obiettivi.
smettetela di guardare il mio straccetto aperto sui quei due buchi che vi indignano, vi fanno schifo e vi fanno sentire ancora vivi, io non lo sono più.
non ricordo bene, ormai non ricordo più niente, ma mentre cadevo avevo un maglione che mi scaldava, lo stringevo forte, faceva freddo.
ora sono un&#039;altro cristo in croce che toglie i peccati del mondo.
io non l&#039;ho chiesto.
indignatevi altrove!
v</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche io, dopo una vita da invisibile, vorrei dignità almeno da morto, continuando a rimanere invisibile all&#8217;altrui indignazione.<br />
indignatevi altrove, non sulle mie miserie spoglie che forse avete ricomposto per fare di me un&#8217;icona, a beneficio dei vostri tele/obiettivi.<br />
smettetela di guardare il mio straccetto aperto sui quei due buchi che vi indignano, vi fanno schifo e vi fanno sentire ancora vivi, io non lo sono più.<br />
non ricordo bene, ormai non ricordo più niente, ma mentre cadevo avevo un maglione che mi scaldava, lo stringevo forte, faceva freddo.<br />
ora sono un&#8217;altro cristo in croce che toglie i peccati del mondo.<br />
io non l&#8217;ho chiesto.<br />
indignatevi altrove!<br />
v</p>
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	<item>
		<title>Di: La Portinaia dell'Accademia della Crusca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103868</link>
		<dc:creator>La Portinaia dell'Accademia della Crusca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 21:24:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103868</guid>
		<description>Certo che provo a immedesimarmi, ed è abbastanza allucinante, credo: visto che mi immedesimo con un morto. 

Allora provo a parlarci e gli chiedo: vorrai essere visto morto dappertutto, dopo che sarai morto, per &quot;mostrare l&#039;orrore&quot;? 

Non mi giunge risposta. 

Allora mi viene rabbia e rispondo io, visto che lui, perdio, non può rispondere.

Non voglio che nessuno fotografi il mio corpo senza vita e lo mostri in giro per il mondo a piacimento, per dimostrare qualcosa di cui a me - francamente - non importa più un piffero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che provo a immedesimarmi, ed è abbastanza allucinante, credo: visto che mi immedesimo con un morto. </p>
<p>Allora provo a parlarci e gli chiedo: vorrai essere visto morto dappertutto, dopo che sarai morto, per &#8220;mostrare l&#8217;orrore&#8221;? </p>
<p>Non mi giunge risposta. </p>
<p>Allora mi viene rabbia e rispondo io, visto che lui, perdio, non può rispondere.</p>
<p>Non voglio che nessuno fotografi il mio corpo senza vita e lo mostri in giro per il mondo a piacimento, per dimostrare qualcosa di cui a me &#8211; francamente &#8211; non importa più un piffero.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni De Martino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103867</link>
		<dc:creator>Gianni De Martino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 20:32:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103867</guid>
		<description>&quot;...vedendo da Sderot e da Ramallah - scrive oggi nel Corriere Bernard Henry Lévy - questa mobilitazione contro un «olocausto», che nel momento in cui scrivo è di 888 morti, mi faccio una semplice domanda. Dov&#039;erano i manifestanti quando si trattava di salvare, non gli 888, ma i 300.000 morti dei massacri programmati del Darfur? Perché non si sono visti nelle strade quando Putin radeva al suolo Grozny e trasformava decine di migliaia di ceceni in tiro al bersaglio? Perché hanno taciuto quando, tempo prima, e per anni, e stavolta nel cuore stesso dell&#039;Europa, sono stati sterminati 200.000 bosniaci, il cui solo crimine era quello di essere nati musulmani? Per alcuni, i musulmani sono buoni solo quando sono in guerra con Israele. Meglio ancora: ecco i nuovi seguaci dell&#039;antico «due pesi, due misure » che si preoccupano della sofferenza di un musulmano solo quando possono attribuirne la colpa agli ebrei. L&#039;autore di questo articolo ha manifestato, in prima fila, per il Darfur, per la Cecenia e per la Bosnia. Si batte, da 40 anni, per un valido stato palestinese accanto a quello di Israele. Mi si permetterà di considerare questo doppio atteggiamento ripugnante e frivolo&quot;.

Non ho l&#039;abitudine di citare l&#039;ex nuovo filosofo Bernard Henry Lévy , ma credo che questa volta pone una vera domanda alla classe letterata europea, medio-europea, che, forse per noia, per sazietà o troppo buon cuore, sembra, ancora una volta, sedotta dalla barbarie incombente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;vedendo da Sderot e da Ramallah &#8211; scrive oggi nel Corriere Bernard Henry Lévy &#8211; questa mobilitazione contro un «olocausto», che nel momento in cui scrivo è di 888 morti, mi faccio una semplice domanda. Dov&#8217;erano i manifestanti quando si trattava di salvare, non gli 888, ma i 300.000 morti dei massacri programmati del Darfur? Perché non si sono visti nelle strade quando Putin radeva al suolo Grozny e trasformava decine di migliaia di ceceni in tiro al bersaglio? Perché hanno taciuto quando, tempo prima, e per anni, e stavolta nel cuore stesso dell&#8217;Europa, sono stati sterminati 200.000 bosniaci, il cui solo crimine era quello di essere nati musulmani? Per alcuni, i musulmani sono buoni solo quando sono in guerra con Israele. Meglio ancora: ecco i nuovi seguaci dell&#8217;antico «due pesi, due misure » che si preoccupano della sofferenza di un musulmano solo quando possono attribuirne la colpa agli ebrei. L&#8217;autore di questo articolo ha manifestato, in prima fila, per il Darfur, per la Cecenia e per la Bosnia. Si batte, da 40 anni, per un valido stato palestinese accanto a quello di Israele. Mi si permetterà di considerare questo doppio atteggiamento ripugnante e frivolo&#8221;.</p>
<p>Non ho l&#8217;abitudine di citare l&#8217;ex nuovo filosofo Bernard Henry Lévy , ma credo che questa volta pone una vera domanda alla classe letterata europea, medio-europea, che, forse per noia, per sazietà o troppo buon cuore, sembra, ancora una volta, sedotta dalla barbarie incombente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni De Martino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103866</link>
		<dc:creator>Gianni De Martino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 20:19:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103866</guid>
		<description>Le foto-simbolo vengono confezionate e diffuse, specialmente dalla propaganda pro-palestinese, per suscitare emozione, non per aiutarci a comprendere. 

In guerra si muore e la Morte resta incomprensibile. Per circoscriverne la minaccia, la si attribuisce a un campo o all&#039;altro ( in questo blog, di preferenza e in maniera pregiudiziale, mi pare, a Israele - che invece andrebbe aiutata a non sentirsi isolata e incoraggiata a fare la pace con i vicini, dopo aver perlomeno eliminato i covi di Hamas ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le foto-simbolo vengono confezionate e diffuse, specialmente dalla propaganda pro-palestinese, per suscitare emozione, non per aiutarci a comprendere. </p>
<p>In guerra si muore e la Morte resta incomprensibile. Per circoscriverne la minaccia, la si attribuisce a un campo o all&#8217;altro ( in questo blog, di preferenza e in maniera pregiudiziale, mi pare, a Israele &#8211; che invece andrebbe aiutata a non sentirsi isolata e incoraggiata a fare la pace con i vicini, dopo aver perlomeno eliminato i covi di Hamas ).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lorenzo carlucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103857</link>
		<dc:creator>lorenzo carlucci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 16:43:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103857</guid>
		<description>non capisco la posizione di chi difende l&#039;uso delle foto di bambini morti ammazzati, l&#039;ostensione delle loro ferite etc. dicendo, come jan reister qui sopra: &quot;Io credo che possiamo fare molto poco. Ma almeno questo, mostrare l’orrore, possiamo.&quot; qui mi sembra esprimersi una sorta di &quot;coscienza dolorosa&quot; novecentesca (o forse ottocentesca). si critica chi distingue (è una caratteristica della ragione tentare di distinguere, argomentare) ma si rischia di cadere in trappole più che raffinate. &quot;possiamo fare molto poco&quot;. giusto. esattamente cosa possiamo fare mostrando le foto dei bimbi ammazzati? si dice: smuovere le coscienze? ma questo &lt;i&gt;non sarebbe poco&lt;/i&gt;. allora non si crede di poterle smuovere. cosa si vuole ottenere dunque? &quot;provate a immedesimarvi&quot;. se questa immedismazione non deve portare a nulla, a nessuna azione, rischia di suonare come un esercizio di scuola di teatro serale metodo stanislavskij. si dice pure (maria v): non abbiamo scampo, siamo costretti a usare le forme di comunicazione che il sistema ci impone. la spettacolarizzazione. al massimo possiamo usare la foto sperando di sovvertire il meccanismo stesso che ci costringe ad usarla, usare la spettacolarizzazione come mezzo di denuncia della spettacolarizzazione. un ragionamento assai raffinato sta dunque dietro all&#039;uso di queste foto, una distinzione degna di quella tra le brioche e la pagnotta? e in che modo l&#039;ostentazione delle ferite mortali sul corpo di un bambino servirebbe a sovvertire il meccanismo della spettacolarizzazione? non l&#039;ho capito bene. mi sembra che abbiamo qui un altra forma di disarmo della ragione, l&#039;assunto teorico dell&#039;impotenza dell&#039;uomo rispetto al &quot;stistema&quot; (o della ragione rispetto alle immagini). 
infatti scrive ancora maria v: &quot;la violenza (umana) fatta al bambino non è comprensibile né giustificabile né in tempo di pace né in tempo di guerra.&quot; se non è &quot;comprensibile&quot; allora non possiamo fare niente. niente. e una fotografia non può aiutarci a comprendere. 

lorenzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non capisco la posizione di chi difende l&#8217;uso delle foto di bambini morti ammazzati, l&#8217;ostensione delle loro ferite etc. dicendo, come jan reister qui sopra: &#8220;Io credo che possiamo fare molto poco. Ma almeno questo, mostrare l’orrore, possiamo.&#8221; qui mi sembra esprimersi una sorta di &#8220;coscienza dolorosa&#8221; novecentesca (o forse ottocentesca). si critica chi distingue (è una caratteristica della ragione tentare di distinguere, argomentare) ma si rischia di cadere in trappole più che raffinate. &#8220;possiamo fare molto poco&#8221;. giusto. esattamente cosa possiamo fare mostrando le foto dei bimbi ammazzati? si dice: smuovere le coscienze? ma questo <i>non sarebbe poco</i>. allora non si crede di poterle smuovere. cosa si vuole ottenere dunque? &#8220;provate a immedesimarvi&#8221;. se questa immedismazione non deve portare a nulla, a nessuna azione, rischia di suonare come un esercizio di scuola di teatro serale metodo stanislavskij. si dice pure (maria v): non abbiamo scampo, siamo costretti a usare le forme di comunicazione che il sistema ci impone. la spettacolarizzazione. al massimo possiamo usare la foto sperando di sovvertire il meccanismo stesso che ci costringe ad usarla, usare la spettacolarizzazione come mezzo di denuncia della spettacolarizzazione. un ragionamento assai raffinato sta dunque dietro all&#8217;uso di queste foto, una distinzione degna di quella tra le brioche e la pagnotta? e in che modo l&#8217;ostentazione delle ferite mortali sul corpo di un bambino servirebbe a sovvertire il meccanismo della spettacolarizzazione? non l&#8217;ho capito bene. mi sembra che abbiamo qui un altra forma di disarmo della ragione, l&#8217;assunto teorico dell&#8217;impotenza dell&#8217;uomo rispetto al &#8220;stistema&#8221; (o della ragione rispetto alle immagini).<br />
infatti scrive ancora maria v: &#8220;la violenza (umana) fatta al bambino non è comprensibile né giustificabile né in tempo di pace né in tempo di guerra.&#8221; se non è &#8220;comprensibile&#8221; allora non possiamo fare niente. niente. e una fotografia non può aiutarci a comprendere. </p>
<p>lorenzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bimodale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103849</link>
		<dc:creator>bimodale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 13:33:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103849</guid>
		<description>i bimbi andrebbero eudcati a non essere fazioni e sviluppare l&#039;empatia. immedesimarsi nei panni delgi altri, soprattutto in chi non la pensa come noi. troppo facile dialagare con chi la pensa come te. secondo me. non secondo l&#039;ideologia partitica. secondo me, non secondo i dettami della religione. secondo me CI manca la fondamentale capacità di essere plastici e non ottusi. CI manca la capacità di aiutare l&#039;altro, di non chiuderci nel nostro orticello. esponenzialmente, questo dato di fatto, diventa strage in popoli &#039;quadrati&#039;. noiu vestiamo meglio di loro (?) e riusciamo ad essere abbastanza ipocriti da mantenere la calma per il quieto vivere. ma non siamo buoni. non ci mettiamo in dubbio, e preferiamo non farci cadere la faccia. il bimbo è morto. in questo sito sappiamo di cosa si sta parlando, non ci serve la foto del bimbo, o meglio non ci serve far intendere che israele è assassino. lo sappiamo. qualcuno, meno capace di pensiero complesso, più indottrinato di noi, dirà: tutti gli israeliani (bimbi compresi) sono degli assassini. a morte israele. obama pensa: vedi? il demonio occidentale è con noi. come? ma in italia come butta? prima noi ora loro? saranno poveri come i palestinesi per difenderli tanto? (scrivo quello che penso, ora) potrei avere torto potrei offendere mancare di rispetto a qualcuno. perché dovrei preoccuparmi? quanti fra di noi sono ancora umani? quanti fra di noi metterebbero la foto del proprio figlio in rete. lo sapete che esistono malati mentali che usano foto del genere in siti pedopornografici? sapete che israele si comporta esattamente come moltissimi di noi: coi paraocchi. obbiettivo da raggiungere. costi quel che costi. dovremmo dare l&#039;esempio, noi demoni occidentali? noi? io? voi? tra muri amici tra muri? me ne fotto, è come dico io. punto e basta. i bimbi sopravvissuti? vendetta? perdono? cosa stiamo comunicando ai piccoli? nel nome del padre? nel nome del duce? nel nome dell&#039;uomo sopra la croce?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i bimbi andrebbero eudcati a non essere fazioni e sviluppare l&#8217;empatia. immedesimarsi nei panni delgi altri, soprattutto in chi non la pensa come noi. troppo facile dialagare con chi la pensa come te. secondo me. non secondo l&#8217;ideologia partitica. secondo me, non secondo i dettami della religione. secondo me CI manca la fondamentale capacità di essere plastici e non ottusi. CI manca la capacità di aiutare l&#8217;altro, di non chiuderci nel nostro orticello. esponenzialmente, questo dato di fatto, diventa strage in popoli &#8216;quadrati&#8217;. noiu vestiamo meglio di loro (?) e riusciamo ad essere abbastanza ipocriti da mantenere la calma per il quieto vivere. ma non siamo buoni. non ci mettiamo in dubbio, e preferiamo non farci cadere la faccia. il bimbo è morto. in questo sito sappiamo di cosa si sta parlando, non ci serve la foto del bimbo, o meglio non ci serve far intendere che israele è assassino. lo sappiamo. qualcuno, meno capace di pensiero complesso, più indottrinato di noi, dirà: tutti gli israeliani (bimbi compresi) sono degli assassini. a morte israele. obama pensa: vedi? il demonio occidentale è con noi. come? ma in italia come butta? prima noi ora loro? saranno poveri come i palestinesi per difenderli tanto? (scrivo quello che penso, ora) potrei avere torto potrei offendere mancare di rispetto a qualcuno. perché dovrei preoccuparmi? quanti fra di noi sono ancora umani? quanti fra di noi metterebbero la foto del proprio figlio in rete. lo sapete che esistono malati mentali che usano foto del genere in siti pedopornografici? sapete che israele si comporta esattamente come moltissimi di noi: coi paraocchi. obbiettivo da raggiungere. costi quel che costi. dovremmo dare l&#8217;esempio, noi demoni occidentali? noi? io? voi? tra muri amici tra muri? me ne fotto, è come dico io. punto e basta. i bimbi sopravvissuti? vendetta? perdono? cosa stiamo comunicando ai piccoli? nel nome del padre? nel nome del duce? nel nome dell&#8217;uomo sopra la croce?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bimodale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103846</link>
		<dc:creator>bimodale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 13:10:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103846</guid>
		<description>il bimbo è un minorenne, ma nella società dello spettacolo ciò è una quisquilia. un bimbo che pare la pagina di NI potrebbe rimanere scioccato. anche ciò non importa. la guerra oppone fazioni opposte ora si sveglia anche osama. la guerra oppone fazioni e se parla da opposte fazioni. alla base c&#039;è una mentalità che andrebbe mutata, no? infondo non è bello nemmeno vedere gay impiccati o una famiglia indiana sospettata di essere un gruppo di terroristi. io mi definisco anarchico e pacifista e sono anche un educatore che cerca di spiegare la violenza senza addurre faziosità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il bimbo è un minorenne, ma nella società dello spettacolo ciò è una quisquilia. un bimbo che pare la pagina di NI potrebbe rimanere scioccato. anche ciò non importa. la guerra oppone fazioni opposte ora si sveglia anche osama. la guerra oppone fazioni e se parla da opposte fazioni. alla base c&#8217;è una mentalità che andrebbe mutata, no? infondo non è bello nemmeno vedere gay impiccati o una famiglia indiana sospettata di essere un gruppo di terroristi. io mi definisco anarchico e pacifista e sono anche un educatore che cerca di spiegare la violenza senza addurre faziosità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103845</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 12:49:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103845</guid>
		<description>@jan
&quot;Qui invece si discute talvolta se sia meglio la brioche o il pane integrale.&quot;

sottoscrivo pienamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@jan<br />
&#8220;Qui invece si discute talvolta se sia meglio la brioche o il pane integrale.&#8221;</p>
<p>sottoscrivo pienamente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jan reister</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103844</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 12:38:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103844</guid>
		<description>Questa lunga discussione mostra anche una cosa: molte persone fanno di tutto pur di non affrontare l&#039;orrore della morte inflitta intenzionalmente e con crudeltà da un esercito a una popolazione civile inerme. Cercano di girarsi dall&#039;altra parte, aromentano, distinguono. Io credo che possiamo fare molto poco. Ma almeno questo, mostrare l&#039;orrore, possiamo.

Sabato scorso ero al passaggio della manifestazione per Gaza a Milano. Molto composta, dolorosa, servizio d&#039;ordine efficiente, grande dignità, famiglie e persone normali. A molti palestinesi è stato tolto tutto, beni, familiari, persone. Restano solo i morti, e quelli loro portano in mano. Provate ad immedesimarvi.

Qui invece si discute talvolta se sia meglio la brioche o il pane integrale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa lunga discussione mostra anche una cosa: molte persone fanno di tutto pur di non affrontare l&#8217;orrore della morte inflitta intenzionalmente e con crudeltà da un esercito a una popolazione civile inerme. Cercano di girarsi dall&#8217;altra parte, aromentano, distinguono. Io credo che possiamo fare molto poco. Ma almeno questo, mostrare l&#8217;orrore, possiamo.</p>
<p>Sabato scorso ero al passaggio della manifestazione per Gaza a Milano. Molto composta, dolorosa, servizio d&#8217;ordine efficiente, grande dignità, famiglie e persone normali. A molti palestinesi è stato tolto tutto, beni, familiari, persone. Restano solo i morti, e quelli loro portano in mano. Provate ad immedesimarvi.</p>
<p>Qui invece si discute talvolta se sia meglio la brioche o il pane integrale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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