Gradazioni di Viola

11 gennaio 2009
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À gauche il s’agit d’un violet saturé RVB composé de 100% de bleu et 75% de rouge. À droite c’est ce même violet séparé en quadrichromie, ce qui donne 51% de cyan et 65% de magenta. Comme on peut le voir, la séparation quadri ne parvient pas à restituer un violet pur.

( Una fra tante)
di
Viola Amarelli

Fard. Terra. Rimmel. Matita, per gli occhi e per le labbra. E stretti i capelli lucidi, cortina nera di arabie e medioriente. Maschera tribale, jeans improbabili su fianchi, pancia e cosce, chili di carne e grasso che strabordano, gonfiando un bomber arancio, lo stesso del rossetto. E nelle feste, parenti e capitoni, in motoretta, cacciarla la pistola, una fra tante a casa, premi il grilletto. Sparando, all’aria, al mondo, rumore di casino come un tamburo rituale a richiamare sorte, dire son io son qui venite, soldi e. Nessun ragazzo, nessun uomo da un pezzo. E ritrovarsi con uno morto ucciso. Sfortuna nera. Io non volevo, no, gesù, davvero.

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13 Responses to Gradazioni di Viola

  1. macondo on 11 gennaio 2009 at 18:50

    Viola, ti facevo più una Viola d’amore che di guerra.
    T’arrabbi (e mi spari) se ti dico che prefrisco le tue poesie?

  2. lucia cossu on 11 gennaio 2009 at 20:41

    tremendo, terra e fard e sempe morte, come questi giorni, come tutti i giorni da qualche parte

  3. Natàlia Castaldi on 11 gennaio 2009 at 21:38

    sembra la sintesi di una sanguina scenografia, la vedrei perfetta per le visioni di Almodóvar.

  4. bimodale on 11 gennaio 2009 at 21:42

    :)

  5. Natàlia Castaldi on 11 gennaio 2009 at 21:46

    oh my God! *sanguigna

  6. Parco on 11 gennaio 2009 at 21:51

    Retorica a go-gò

  7. soldato blu on 11 gennaio 2009 at 22:06

    A me pare che non ci sia definizione più giusta:
    “gradazioni”.
    Non c’è alcun stacco dalla poesia.
    Il mondo si presenta con la stessa intensità di luce.
    Variano le componenti al cambio delle situazioni.
    Ma noi restiamo avvolti nella nostra coperta, viola.

  8. Abele Longo on 11 gennaio 2009 at 23:12

    Cara Viola, a proposito di gradazioni, questa ricorda ‘Quartieri Spagnoli’, la vedo quasi come una continuazione:
    Magro il palazzo pigiama, la cannottiera/ nera su nero lungo i quartieri/ spande eleganza/ alto, le spalle larghe/…

    ti dona molto comunque sia anche questo bel viola sangria
    Abele

  9. stalker on 12 gennaio 2009 at 00:12

    Fard. Terra. Rimmel. Matita, per gli occhi e per le labbra.

    parenti e capitoni

    E ritrovarsi con un morto ucciso.

    …intravedo il volto di manuela terracciano, e di tante altre donne come lei, in una notte di fine d’anno in cui ogni inibizione cessa e a tutti i costi bisogna divertirsi…

    viola, parole forti
    crudelmente reali

    v

  10. nadia agustoni on 12 gennaio 2009 at 03:20

    anche a me ha ricordato l’episodio dei quartieri spagnoli.

    la “maschera tribale” e la morte , accostamento potente.

    un saluto

  11. véronique vergé on 12 gennaio 2009 at 09:10

    Qualche riga di descrizione. Una scena di teatro. Lotta dei colori. I vestiti sono di guerra. Molto crudele, la maschera tribale, perché si appica al fiato. Un garofano carmin fiorisce sulla pelle incisa.

    Bellissimo Viola.

    I nomi dei colori di pittura indovinano l’universo ampio dell’immaginazione. Chi si rammenta la magia di mescolare i colori di pittura in un bicchiere?

  12. no/made on 12 gennaio 2009 at 12:46

    ormai il nostro è un paese in cui ci si sveglia con la voglia di mettere subito le mani alla pistola.

  13. roberto donatelli on 12 gennaio 2009 at 13:53

    lacca di garanza profonda, alambicco viola dalle intense bolle