Pezzi di dolore

19 gennaio 2009
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Raccolte disperse ritrovate
Pale d’altare ricomposte dopo secoli,
Sarà così pensavo un giorno
Delle voci dei bambini
Separati dai padri
All’ingresso dei campi?
Perché si può dire ciò che è bello
E ciò che è brutto
Si può dire anche ciò che è molto bello.
È il troppo brutto
Che non si riesce a dire
Perché esistono tutte le parole
Ma sono lunghe e finisce
Che assorbono
Dei pezzi di dolore.

FRANCO BUFFONI

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10 Responses to Pezzi di dolore

  1. gianluca g. on 19 gennaio 2009 at 20:35

    è bello questo pezzo, non mi piace lo stile troppo lineare, e comprensibile. ma è bello uguale, è umano. secondo me bisognerebbe sentire l’altro, e questo pezzo lo dice benissimo. buffoni riesce a comunicarmi sensibilità, bontà e gentilezza pur essendo un indiano! :)

  2. Apolide on 19 gennaio 2009 at 21:29

    Assorbono pezzi di dolore, sì si imbevono di pianto e ne grondano, alla fine, pesanti, grevi. Scure, cupe.

    Adonai

    Apolide

  3. viola on 20 gennaio 2009 at 06:59

    di una limpidezza ficcante, grazie, V.

  4. Carla on 20 gennaio 2009 at 07:46

    in poche parole
    l’immagine forte del dolore.

  5. véronique vergé on 20 gennaio 2009 at 08:06

    In un campo di dolore,
    si mangia il deserto,
    la separazione,
    voce poetica
    di semplice dolcezza.

    bello…

  6. franz krauspenhaar on 20 gennaio 2009 at 08:31

    Di Buffoni ho letto cose decisamente migliori.

  7. Natàlia Castaldi on 20 gennaio 2009 at 11:47

    il dolore ci scarnifica al punto da non riuscire a trovare parole adatte alla sua descrizione, è uno stato attonito di sgomento cui subentra anche il pudore nell’espressione.

  8. manuel cohen on 21 gennaio 2009 at 00:17

    @Franz K. – Ciao Franz, non capisco il tuo “decisamente”. Sarà che per me questo nuovo anno inizia con l’orrore dei bambini a Gaza che fa rima col dolore, ma stavolta non ti seguo. Mentre seguo benissino Franco Buffoni, perché quel suo dolore credo sia anche nostro. A volte è il troppo brutto che non si riesce a dire. La limpidezza di questo pensiero non è una deriva ma un non facile, un non sereno approdo.

  9. franz krauspenhaar on 21 gennaio 2009 at 09:08

    Caro Manuel, penso che il valore di un testo letterario non dipenda molto dalla sua attualità, diciamo così.

    Questa poesia non mi trasmette molto di quel dolore di cui parli. E’ forse un mio limite, non è per niente escluso.

  10. cherokee3364 on 25 gennaio 2009 at 19:23

    non è bella, il dolore di un popolo non lo si assorbe; lo si deve vivere.