Gradazioni di Viola

12 febbraio 2009
By

aaca_1
di
Viola Amarelli

( necessità)

Sarà polvere, e brezza, e cerchio in goccia
o in ombra,
e cenere, e fumo di spirali e afa
pioggia e verde, e odore di muschio
e gran silenzio,
e fiamme e rombi e razzi cadenti di scie striate arcobaleni
argenti, fissi, immoti tristi
allegri sfingi
sarà l’acqua e l’aria e il fuoco con la terra
fino a una supernova
pura materia e spirito
iustum in perpetuum vivet, basta e avanza
al cuore.

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16 Responses to Gradazioni di Viola

  1. Natàlia Castaldi on 12 febbraio 2009 at 12:16

    è bellissima e non si può aggiungere altro.

  2. macondo on 12 febbraio 2009 at 12:46

    Bella. Da invidiare…

  3. Abele Longo on 12 febbraio 2009 at 12:52

    Sarà che sei come una fresca pioggia nel tuo canto sincopato di polvere brezza afa e fiamme e rombi e razzi che vanno dritti al cuore.

  4. véronique vergé on 12 febbraio 2009 at 13:52

    Sarà il nucleo vivo
    della poesia,
    particelle
    di un estate incendio
    un silenzio immenso
    cosmico,
    una stella
    esplosa
    nel cielo malva
    viola
    della lettura
    un’anima
    di grazia
    acqua
    nuda
    in me
    raggiunta.

  5. carmine vitale on 12 febbraio 2009 at 14:06

    sarà che sei una gran poetessa!!!!!
    illuminante!
    c.

  6. soldato blu on 12 febbraio 2009 at 14:37

    Sarà che sei Viola:

  7. nadia agustoni on 12 febbraio 2009 at 17:14

    Viola per sempre.

    Un cosmo.

    Un abbraccio

  8. teqnofobico on 12 febbraio 2009 at 17:48

    voilà viola:

    vìola la violenza viola volando
    la purezza sua di canto: d’incanto
    la ‘viola d’amore’ usa l’esperanto
    di sòno dissono ma sol levando

    nota accorda con sòno consono
    capo volto teatro di necessità
    diversa – dì versa nell’infinità
    della notte quel che pèrdono

    non per dono né perdono dèi metro
    nomi misura verbi analfabeta
    origine la fine d’incompleta

    ora fine ignora pietà di vetro
    diaccio l’addio a dio cuore s’impetra
    petra tua nei penetrali penetra

  9. servo della gleba on 12 febbraio 2009 at 18:44

    una volta un signore si accorse che il suo feudo era troppo piccolo per la fame di onori che lo divorava, così s’inventò un luogo virtuale dove tutti potessero baciargli la mano e visto che mi trovo di passaggio, anch’io mi prostro e lascio il mio omaggio.
    la poesia è bella, è l’ossequio che disgusta soprattutto visto ciò che ricorda

  10. stalker on 12 febbraio 2009 at 19:24

    viola, sarà che quando ti leggo non vorrei commentare
    nessuna parola serve
    bastano le tue

    però commento per dirti che ti ho letta
    e che sono contenta di averlo fatto
    ancora un tassello, prezioso

    “sarà che sei viola” :)

  11. viola on 12 febbraio 2009 at 19:41

    molti versi, e parole e affetti, spesso ci servono, vi ricambio tutti, grazie, Viola

  12. Ivan on 12 febbraio 2009 at 19:51

    Ne rimane abbastanza per me
    Ne rimane abbastanza, cuore mio.
    (Boris Vian)

  13. williamdollace on 13 febbraio 2009 at 07:28

    ancora ancora ancòra ancorà ancora ancora

  14. Chiara Daino on 17 febbraio 2009 at 20:43

    Forza della Natura che fraseggi, Viola.

    Ogni “elemento”: alimenta e anima.

    e Grazie

    Chiara

  15. renatamorresi on 18 febbraio 2009 at 13:52

    il titolo la dice lunga sulla pasta di cui è fatta la viola, signora dalle vaste letture filosofiche che ben sa che nel “nullo ninnolo d’inanità sonora” s’invera il dire l’impossibile (necessario) di cui è fatto il mondo…
    bravà!
    r

  16. viola on 18 febbraio 2009 at 18:47

    m’inchino di fronte a tante e cotali immagini…mi piacciono (la grazia è sempre Chiara, il nulla è davvero un ninnolo, Vian è Vian- per nostra fortuna e ancora àncora è gioia delle parole), un abbraccio,V.
    ps. siamo tutti gleba, e servi servorum dei…, basta saperlo..