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	<title>Commenti a: L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa</title>
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		<title>Di: giuseppe</title>
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		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 13:07:18 +0000</pubDate>
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		<description>condivido in pieno. T. S. , una volta di più, entra nel profondo delle questioni letterarie e, a mio parere, riesce a farlo con grande onestà intellettuale. Val la pena ringraziarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido in pieno. T. S. , una volta di più, entra nel profondo delle questioni letterarie e, a mio parere, riesce a farlo con grande onestà intellettuale. Val la pena ringraziarlo.</p>
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		<title>Di: Valerio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-108097</link>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 18:09:00 +0000</pubDate>
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		<description>Io credo che la poetica di WM sia una poetica da avanguardia trans-pop. Il trans di quei trans che sono costretti a prostituirsi per sopravvivere, anche perché in fin dei conti non vogliono fare altro per il momento. Pop di quei pop-corn che sanno di prodotto industriale. Perché WM si nutre di prodotti industriali, ma in maniera pantagruelica e non ha paura di ruttare. La sua poetica del mascheramento rinvia alla cortigianeria d’antan, ma anche al carnevale. E carnevalesca è la società dei consumi. WM si muove su quel discrimine. Non si può pretendere che salti giù. O che porti su qualcun altro. Dobbiamo giudicare le sue capriole, se vogliamo fare critica. Altrimenti possiamo dire quel che vogliamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che la poetica di WM sia una poetica da avanguardia trans-pop. Il trans di quei trans che sono costretti a prostituirsi per sopravvivere, anche perché in fin dei conti non vogliono fare altro per il momento. Pop di quei pop-corn che sanno di prodotto industriale. Perché WM si nutre di prodotti industriali, ma in maniera pantagruelica e non ha paura di ruttare. La sua poetica del mascheramento rinvia alla cortigianeria d’antan, ma anche al carnevale. E carnevalesca è la società dei consumi. WM si muove su quel discrimine. Non si può pretendere che salti giù. O che porti su qualcun altro. Dobbiamo giudicare le sue capriole, se vogliamo fare critica. Altrimenti possiamo dire quel che vogliamo.</p>
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		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-108063</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 08:03:56 +0000</pubDate>
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		<description>P.S.

http://lucioangelini.splinder.com/post/20054564/NEW+ITALIAN+EPIC%3A+REAZIONI+DE+</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S.</p>
<p><a href="http://lucioangelini.splinder.com/post/20054564/NEW+ITALIAN+EPIC%3A+REAZIONI+DE+" rel="nofollow">http://lucioangelini.splinder.com/post/20054564/NEW+ITALIAN+EPIC%3A+REAZIONI+DE+</a></p>
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		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-108000</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 12:52:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=15200#comment-108000</guid>
		<description>Era già qua:

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/19902948/NEW+ITALIAN+EPIC%3A+REAZIONI+DE+

Provo a riassumere.

Due grandi insiemi: 

1) &quot;Le mie teorie sono ganzissime&quot; (nessun sotto-insieme)

2) Le vostre obiezioni sono mere cazzate (da &quot;fallo&quot;= cazzo &gt; fallacia &gt; cazzata). Seguono vari sotto-insiemi (cazzata A, cazzata B eccetera)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era già qua:</p>
<p><a href="http://www.lucioangelini.splinder.com/post/19902948/NEW+ITALIAN+EPIC%3A+REAZIONI+DE+" rel="nofollow">http://www.lucioangelini.splinder.com/post/19902948/NEW+ITALIAN+EPIC%3A+REAZIONI+DE+</a></p>
<p>Provo a riassumere.</p>
<p>Due grandi insiemi: </p>
<p>1) &#8220;Le mie teorie sono ganzissime&#8221; (nessun sotto-insieme)</p>
<p>2) Le vostre obiezioni sono mere cazzate (da &#8220;fallo&#8221;= cazzo &gt; fallacia &gt; cazzata). Seguono vari sotto-insiemi (cazzata A, cazzata B eccetera)</p>
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	<item>
		<title>Di: Wu Ming 1</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107963</link>
		<dc:creator>Wu Ming 1</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 22:41:24 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;attesissima seconda parte:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/03/002968.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attesissima seconda parte:<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/03/002968.html" rel="nofollow">http://www.carmillaonline.com/archives/2009/03/002968.html</a></p>
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		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107849</link>
		<dc:creator>Tiziano Scarpa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 09:03:22 +0000</pubDate>
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		<description>Da un certo punto in poi non mi è stato possibile intervenire (ero in giro e il telefonino visualizzava troppo faticosamente i commenti divenuti nel frattempo numerosi). Ci tenevo comunque a ringraziare tutti quelli che si sono sorbiti il mio post così lungo e l&#039;hanno commentato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da un certo punto in poi non mi è stato possibile intervenire (ero in giro e il telefonino visualizzava troppo faticosamente i commenti divenuti nel frattempo numerosi). Ci tenevo comunque a ringraziare tutti quelli che si sono sorbiti il mio post così lungo e l&#8217;hanno commentato.</p>
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		<title>Di: harzie</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107767</link>
		<dc:creator>harzie</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 20:13:13 +0000</pubDate>
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		<description>Cazzata per cazzata, sottoscrivo gli ultimi due paragrafi di Soldato blu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cazzata per cazzata, sottoscrivo gli ultimi due paragrafi di Soldato blu.</p>
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	<item>
		<title>Di: e.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107749</link>
		<dc:creator>e.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 12:35:02 +0000</pubDate>
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		<description>ecco: l&#039;immagine del maremoto mi piace assai.
solo che l&#039;onda sì è già abbattuta - oh sì che s&#039;è abbattuta.
e c&#039;è da ricostruire. e - si sa - &lt;em&gt;insieme&lt;/em&gt; le cose si fanno meglio e con più senso.
perché altrimenti - se anche ciascuno si dedica [solo] alle proprie mura - mancheranno le piazze e i bar e le biblioteche e le pasticcerie.
e.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco: l&#8217;immagine del maremoto mi piace assai.<br />
solo che l&#8217;onda sì è già abbattuta &#8211; oh sì che s&#8217;è abbattuta.<br />
e c&#8217;è da ricostruire. e &#8211; si sa &#8211; <em>insieme</em> le cose si fanno meglio e con più senso.<br />
perché altrimenti &#8211; se anche ciascuno si dedica [solo] alle proprie mura &#8211; mancheranno le piazze e i bar e le biblioteche e le pasticcerie.<br />
e.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Soldato blu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107734</link>
		<dc:creator>Soldato blu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 08:44:10 +0000</pubDate>
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		<description>Posso rischiare la cazzata mattutina?

Sono convinto che la confusione in questa discussione dipenda non certo dagli intervenuti, ma dalla confusione. o addirittura dalla nullità - io non l&#039;ho letto tutto, ma quattro pagine sono bastate - dell&#039;oggetto sottoposto ad analisi. 
E da un certo malinteso dovere di dire la propria opinione a proposito di un evento che, per la letteratura attuale, dovrebbe avere una qualche importanza.

Penso che l&#039;importanza attribuita alla NIE abbia senso soltanto se prima si sia provveduto a procurargli come sfondo il nulla.

E  passando dalle cazzate alle scemenze: la NIE (italiana) sta a quello di cui pretende di parlare (es. non italiano:Roberto Bolano, 2666) come il bignami di Baricco sta all&#039;Iliade.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso rischiare la cazzata mattutina?</p>
<p>Sono convinto che la confusione in questa discussione dipenda non certo dagli intervenuti, ma dalla confusione. o addirittura dalla nullità &#8211; io non l&#8217;ho letto tutto, ma quattro pagine sono bastate &#8211; dell&#8217;oggetto sottoposto ad analisi.<br />
E da un certo malinteso dovere di dire la propria opinione a proposito di un evento che, per la letteratura attuale, dovrebbe avere una qualche importanza.</p>
<p>Penso che l&#8217;importanza attribuita alla NIE abbia senso soltanto se prima si sia provveduto a procurargli come sfondo il nulla.</p>
<p>E  passando dalle cazzate alle scemenze: la NIE (italiana) sta a quello di cui pretende di parlare (es. non italiano:Roberto Bolano, 2666) come il bignami di Baricco sta all&#8217;Iliade.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Diamante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107727</link>
		<dc:creator>Diamante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 07:53:10 +0000</pubDate>
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		<description>@andrea leone
D&#039;accordo con te: TEMA DELL&#039;ADDIO di De Angelis è un libro di bella, a tratti bellissima poesia.
@raveggi
Ho detto anch&#039;io più o meno quello che dici tu, e condivido dunque il tuo pensiero...e il mio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea leone<br />
D&#8217;accordo con te: TEMA DELL&#8217;ADDIO di De Angelis è un libro di bella, a tratti bellissima poesia.<br />
@raveggi<br />
Ho detto anch&#8217;io più o meno quello che dici tu, e condivido dunque il tuo pensiero&#8230;e il mio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107725</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 04:56:07 +0000</pubDate>
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		<description>battagliucce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>battagliucce</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107724</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 04:43:05 +0000</pubDate>
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		<description>Per una sintesi dell&#039;articolo di Carla Benedetti:

http://lucioangelini.splinder.com/post/20014410/CARLA+BENEDETTI+E+LA+SUA+%22STRO

@Raveggi. Verissimo, là fuori c&#039;è il maremoto. Ben altro che le battugliucce di Don Wumingotte con la fida scudiera Lippa Panza servirebbe...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per una sintesi dell&#8217;articolo di Carla Benedetti:</p>
<p><a href="http://lucioangelini.splinder.com/post/20014410/CARLA+BENEDETTI+E+LA+SUA+%22STRO" rel="nofollow">http://lucioangelini.splinder.com/post/20014410/CARLA+BENEDETTI+E+LA+SUA+%22STRO</a></p>
<p>@Raveggi. Verissimo, là fuori c&#8217;è il maremoto. Ben altro che le battugliucce di Don Wumingotte con la fida scudiera Lippa Panza servirebbe&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Leone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107721</link>
		<dc:creator>Andrea Leone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 00:26:54 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;...l’emersione di fenomeni e narratologie “pop”, fra cui buon ultimo il NIE, e’ proprio un effetto dell’allentamento sociale di tutto cio’ che connota(va) la parola fra le classi intellettuali del Paese, connotazione uccisa dai media e dal culturame di gender (dal cinema ai fumetti, dalla musica alla tv, dalla “comunicazione” alla “populizzazione”) affermatisi dal basso, senza necessita’ di studio, senza necessita’ di orecchio, senza necessita’ di talento, ma come semplice sputacchio delle emozzzioni prima e dello scaracchio umorale del momento adesso.&quot;
Sono perfettamente d&#039;accordo con l&#039;intervento di GiusCo. Eppure la grande Letteratura continua ad esistere, senza distinzioni tra narrativa e poesia (un esempio di questi anni: Tema dell&#039;addio di Milo De Angelis).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;l’emersione di fenomeni e narratologie “pop”, fra cui buon ultimo il NIE, e’ proprio un effetto dell’allentamento sociale di tutto cio’ che connota(va) la parola fra le classi intellettuali del Paese, connotazione uccisa dai media e dal culturame di gender (dal cinema ai fumetti, dalla musica alla tv, dalla “comunicazione” alla “populizzazione”) affermatisi dal basso, senza necessita’ di studio, senza necessita’ di orecchio, senza necessita’ di talento, ma come semplice sputacchio delle emozzzioni prima e dello scaracchio umorale del momento adesso.&#8221;<br />
Sono perfettamente d&#8217;accordo con l&#8217;intervento di GiusCo. Eppure la grande Letteratura continua ad esistere, senza distinzioni tra narrativa e poesia (un esempio di questi anni: Tema dell&#8217;addio di Milo De Angelis).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Raveggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107715</link>
		<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 22:18:58 +0000</pubDate>
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		<description>Che confusione! Apprezzo comunque il saggio di Tiziano perchè dà bidimensionalità alla faccenda della New Italian Epic. Taccio per le diatribe tra autori, editori, starsi o prendersi per le palle. Là fuori c&#039;è l&#039;allarme, sta suonando da tempo e non ci chetiamo un attimo, ognuno con le proprie sacrosante ragioni, contro o con Calvino, contro o con Pasolini, ma là fuori bisognerebbe fare qualcosa. Non possiamo ridurre tutto ad un celebrity death match, torniamo a parlare di quello che sarà non di quello che è stato, primo a dopo il 1993, prima o dopo la caduta del Muro, prima o dopo la lettura dei comics e la visione dei cartoni animati come Ken Shiro come prime epiche popular, etc. etc. per serrare i ranghi in tempo in tempo di maretta. Altro che maretta, c&#039;è il maremoto. Bisognerebbe trovare dei punti in comune, discuterne senza alzare ognuno la mano, altrimenti il maestro che decide chi far parlare è solo il vecchio e caro Mercato. Bene per la transmedialità, bene per il recupero epic (W Moresco che fa la sua new epic con Leopardi), interroghiamoci anche sui confini di quella che ancora stancamente chiamiamo Italia, sulla storia della nostra letteratura - che mi pare alquanto appassita. Forse lì, forse, ci si troverebbe d&#039;accordo. 

Apro con la confusione e chiudo con un&#039;altra, la mia che ho in testa,
a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che confusione! Apprezzo comunque il saggio di Tiziano perchè dà bidimensionalità alla faccenda della New Italian Epic. Taccio per le diatribe tra autori, editori, starsi o prendersi per le palle. Là fuori c&#8217;è l&#8217;allarme, sta suonando da tempo e non ci chetiamo un attimo, ognuno con le proprie sacrosante ragioni, contro o con Calvino, contro o con Pasolini, ma là fuori bisognerebbe fare qualcosa. Non possiamo ridurre tutto ad un celebrity death match, torniamo a parlare di quello che sarà non di quello che è stato, primo a dopo il 1993, prima o dopo la caduta del Muro, prima o dopo la lettura dei comics e la visione dei cartoni animati come Ken Shiro come prime epiche popular, etc. etc. per serrare i ranghi in tempo in tempo di maretta. Altro che maretta, c&#8217;è il maremoto. Bisognerebbe trovare dei punti in comune, discuterne senza alzare ognuno la mano, altrimenti il maestro che decide chi far parlare è solo il vecchio e caro Mercato. Bene per la transmedialità, bene per il recupero epic (W Moresco che fa la sua new epic con Leopardi), interroghiamoci anche sui confini di quella che ancora stancamente chiamiamo Italia, sulla storia della nostra letteratura &#8211; che mi pare alquanto appassita. Forse lì, forse, ci si troverebbe d&#8217;accordo. </p>
<p>Apro con la confusione e chiudo con un&#8217;altra, la mia che ho in testa,<br />
a.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Diamante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107691</link>
		<dc:creator>Diamante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 17:48:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=15200#comment-107691</guid>
		<description>@luminamenti
Sono d&#039;accordo con te. Non è questione di descrizione, ma di adesione intima alla realtà delle cose. Kafka scriveva cose impossibili, che poi si sono puntualmente verificate, in via diretta o figurata, poco conta. Ora, le antenne di Kafka erano più uniche che rare, ma è innegabile una certa debolezza creativo/fondativo/poetica, oggi in Italia. LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI trovo anch&#039;io sia un libro insulso, men che mediocre; e ha vinto a mani basse il più prestigioso premio letterario di questo Paese. Tornando ancora a NIE, non credo possa fungere da base credibile per lo sviluppo di una nuova cultura (ché quello sembrerebbe l&#039;intento), e ci vedo anch&#039;io forti condizionamenti foucaultiani, ma più in generale un materialismo assoluto, con pochi spiragli verso un pluralismo d&#039;idee e un ampio respiro, di cui un&#039; &quot;epica&quot; dovrebbe essere fornita. Altrimenti, siamo alle solite quattro chiacchiere sul pianerottolo di casa. Come dice Carla Benedetti sull&#039;Espresso, lascia alquanto stupefatti la ristrettezza del numero degli autori presi in considerazione, e l&#039;inclusione nel &quot;canone&quot; di Saviano, fatta un po&#039; di sbieco, fra gli &quot;oggetti non identificati&quot;, parrebbe una sorta di captatio benevolentiae, vista la risonanza mondiale di GOMORRA.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@luminamenti<br />
Sono d&#8217;accordo con te. Non è questione di descrizione, ma di adesione intima alla realtà delle cose. Kafka scriveva cose impossibili, che poi si sono puntualmente verificate, in via diretta o figurata, poco conta. Ora, le antenne di Kafka erano più uniche che rare, ma è innegabile una certa debolezza creativo/fondativo/poetica, oggi in Italia. LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI trovo anch&#8217;io sia un libro insulso, men che mediocre; e ha vinto a mani basse il più prestigioso premio letterario di questo Paese. Tornando ancora a NIE, non credo possa fungere da base credibile per lo sviluppo di una nuova cultura (ché quello sembrerebbe l&#8217;intento), e ci vedo anch&#8217;io forti condizionamenti foucaultiani, ma più in generale un materialismo assoluto, con pochi spiragli verso un pluralismo d&#8217;idee e un ampio respiro, di cui un&#8217; &#8220;epica&#8221; dovrebbe essere fornita. Altrimenti, siamo alle solite quattro chiacchiere sul pianerottolo di casa. Come dice Carla Benedetti sull&#8217;Espresso, lascia alquanto stupefatti la ristrettezza del numero degli autori presi in considerazione, e l&#8217;inclusione nel &#8220;canone&#8221; di Saviano, fatta un po&#8217; di sbieco, fra gli &#8220;oggetti non identificati&#8221;, parrebbe una sorta di captatio benevolentiae, vista la risonanza mondiale di GOMORRA.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valerio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107680</link>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 15:57:27 +0000</pubDate>
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		<description>Qui ho risposto in parte anche all&#039;intervento di Tiziano: http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1700</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui ho risposto in parte anche all&#8217;intervento di Tiziano: <a href="http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1700" rel="nofollow">http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1700</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107672</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 15:02:32 +0000</pubDate>
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		<description>Il reale non è uno scontro di discorsi, o di &quot;retoriche&quot;. Nei gangli del reale a-retorico (per dir così, ma va bene anche se si postulasse una retorica dell&#039;economia) il Potere affonda le sue radici. Queste radici si chiamano Banca, Borsa, Produzione, Mercato, Esercito, Media. Dopodiché (e contempraneamente) il Potere può avvalersi della sua &quot;retorica&quot; che, supportata dal reale a-retorico, ha la meglio su una &quot;retorica&quot; critica, analitica, d&#039;opposizione, dissidente, che viene sconfitta da un discorso reorico basso, volgare, fatto d&#039;insulti e barzellette. Se lo scontro fosse tra due &quot;retoriche&quot;, e la posta in gioco sarebbe il governo della res publica, beh, si vivrebbe molto meglio, e si godrebbe collettivamente dei frutti di quella che gli illuministi chiamavano Dea Ragione.
Inoltte, spesso, nelle argomentazioni o nella retorica dell&#039;élite intellettuale che argomenta, analizza, critica il Potere e dissente (cioè quella minoritaria e quotidianamente sconfitta) mi pare di riscontrare un vuoto di memoria, come se gli apporti teorici e politici degli anni &#039;60 e &#039;70 fossero stati cestinati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il reale non è uno scontro di discorsi, o di &#8220;retoriche&#8221;. Nei gangli del reale a-retorico (per dir così, ma va bene anche se si postulasse una retorica dell&#8217;economia) il Potere affonda le sue radici. Queste radici si chiamano Banca, Borsa, Produzione, Mercato, Esercito, Media. Dopodiché (e contempraneamente) il Potere può avvalersi della sua &#8220;retorica&#8221; che, supportata dal reale a-retorico, ha la meglio su una &#8220;retorica&#8221; critica, analitica, d&#8217;opposizione, dissidente, che viene sconfitta da un discorso reorico basso, volgare, fatto d&#8217;insulti e barzellette. Se lo scontro fosse tra due &#8220;retoriche&#8221;, e la posta in gioco sarebbe il governo della res publica, beh, si vivrebbe molto meglio, e si godrebbe collettivamente dei frutti di quella che gli illuministi chiamavano Dea Ragione.<br />
Inoltte, spesso, nelle argomentazioni o nella retorica dell&#8217;élite intellettuale che argomenta, analizza, critica il Potere e dissente (cioè quella minoritaria e quotidianamente sconfitta) mi pare di riscontrare un vuoto di memoria, come se gli apporti teorici e politici degli anni &#8216;60 e &#8216;70 fossero stati cestinati.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Anais</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107666</link>
		<dc:creator>Anais</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:35:30 +0000</pubDate>
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		<description>In tema cultura popolare di massa, pop e pimp segnalo due esplorazioni uscite da poco:

- The Poor Man&#039;s Follies (documentario)
- Stickyboy, Per Dio e l&#039;Impero (libro, Edizioni Tea)


M.dme Anais

Friendly Management
Istituto Micropunta
www.micropunta.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In tema cultura popolare di massa, pop e pimp segnalo due esplorazioni uscite da poco:</p>
<p>- The Poor Man&#8217;s Follies (documentario)<br />
- Stickyboy, Per Dio e l&#8217;Impero (libro, Edizioni Tea)</p>
<p>M.dme Anais</p>
<p>Friendly Management<br />
Istituto Micropunta<br />
<a href="http://www.micropunta.it" rel="nofollow">http://www.micropunta.it</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107663</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:23:37 +0000</pubDate>
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		<description>@diamante &quot; ...se NIE sia l’ennesimo tentativo di coltivare un orticello letterario, o invece una credibile piattaforma per una maggiore, più acuta comprensione di ciò che sta diventando la letteratura in Italia&quot;

Se sia un orticello letterario non mi pronunzio perché non amo il processo alle intenzioni - anche se dal gran da farsi intorno a questa questione, il sospetto sarebbe leggittimo. 
Ma che NIE possa essere considerata una credibile piattaforma di ciò che sta diventando la letteratura italiana mi sembra impossibile dirlo se uno guarda a ciò che si pubblica in italia. Naturalmente nulla esclude che possa in futuro accadere - anche dietro questa spinta, si sa che spesso anche gli scrittori cavalcano nuove onde se possono trarne profitto, ma secondo me sarebbe una cosa negativa come ogni movimento letterario che voglia fossilizzare quella che giustamente è stata chiamata rappresentazione della storia dentro un paradigma e/o ideologia.
Inoltre dalla lettura di Nie emergono anche degli impliciti che hanno a che fare con la questione del potere. E&#039; evidente l&#039;influenza di Foucault.
Il richiamo all&#039;epica nasce dall&#039;idea dell&#039;analisi della conoscenza in termini di potere proposta da Foucault: cioè l&#039;idea che la versione del passato destinata a prevalere sia quella retoricamente più efficace. Da qui nasce l&#039;idea del NIE e della riscoperta e ripresentazione dell&#039;epica con modalità nuove che devono risultare efficaci.
Ora entrambe le prospettive derivano dalla lettura foucaultiana di Nietszche che sostiene in un suo inedito giovanile che la nozione di verità deve essere ricondotta a una dimensione retorica. E&#039; da qui che Foucault deriva e costruisce il suo castello teoretico sul sapere e potere.
Devo dire che Foucault mi sembrava persuasivo e per alcuni anni ho aderito a questa idea,ma poi grazie a Ginzburg mi sono accorto che c&#039;era un&#039;altra retorica. Ma qui mi fermo perchè divagherei sulla riduzone della storiografia a retorica, alimentata dallo scetticismo postmoderno come dice Ginzburg.
Ma è da lì che nasce l&#039;idea del rinovellamento epico. Ma una cosa è riprendere in mano il discorso epico con quel retroterra di convinzioni - che comporta quell&#039;impoverimento del linguaggio che mi sembra qualcuno ha nominato con altri termini meglio di me, reificando ulteriormente il linguaggio postmoderno verso il peggio ulteriore di se stesso, un&#039; altra cosa è mettere mano all&#039;epica come fa Walcott.
Ma non mi stupisce questo accentrarsi del discorso in Italia sul Nie, perchè c&#039;è un grande vuoto, un vuoto di storie e sentimenti (poi non ci dobbiamo lamentare se un modesto libro come la Solitudine dei numeri primi l&#039;hanno letto tutti, perchè quell&#039;idea in testa poteve essere raccontata con ben altra arte) sul quale ha facile appiglio un&#039;idea nuova di narrativa basata sulla costruzione di macchine retoriche, di un macchinismo retorico inconsistente perché depersonalizzato e privo di ancoraggi alla realtà non perchè non si parli o non si tratti di realtà nei testi - perchè anche con la fantasia si può parlare di realtà - ma perchè non vi corrisponde un sentimento di realtà, ma vi è solo costruzione retorica efficace di realtà privata di un vero sentire  e percepire. Non c&#039;è scavo mentre lo scavo è solo nella Storia - raffredata. Non mi stupisco quindi che possa avere successo in un paese come l&#039;Italia affetto temporaneamente da afasia sentimentale e alla ricerca di punti di riferimento.
Ma, fortunatamente, anche testi lontano mille miglia da tutto questo come Gomorra, riescono proprio perché vi corrisponde nel testo un sentimento di realtà che non ha bisogno per raggiungere i suoi lettori di retorica efficace, riescono dicevo a scuotere le coscienze, cosa che un libro nell&#039;idea del NIE non è in grado di fare - come se quindi vi si aderisse per l&#039;ineluttabile vuoto rispetto al reale esistente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@diamante &#8221; &#8230;se NIE sia l’ennesimo tentativo di coltivare un orticello letterario, o invece una credibile piattaforma per una maggiore, più acuta comprensione di ciò che sta diventando la letteratura in Italia&#8221;</p>
<p>Se sia un orticello letterario non mi pronunzio perché non amo il processo alle intenzioni &#8211; anche se dal gran da farsi intorno a questa questione, il sospetto sarebbe leggittimo.<br />
Ma che NIE possa essere considerata una credibile piattaforma di ciò che sta diventando la letteratura italiana mi sembra impossibile dirlo se uno guarda a ciò che si pubblica in italia. Naturalmente nulla esclude che possa in futuro accadere &#8211; anche dietro questa spinta, si sa che spesso anche gli scrittori cavalcano nuove onde se possono trarne profitto, ma secondo me sarebbe una cosa negativa come ogni movimento letterario che voglia fossilizzare quella che giustamente è stata chiamata rappresentazione della storia dentro un paradigma e/o ideologia.<br />
Inoltre dalla lettura di Nie emergono anche degli impliciti che hanno a che fare con la questione del potere. E&#8217; evidente l&#8217;influenza di Foucault.<br />
Il richiamo all&#8217;epica nasce dall&#8217;idea dell&#8217;analisi della conoscenza in termini di potere proposta da Foucault: cioè l&#8217;idea che la versione del passato destinata a prevalere sia quella retoricamente più efficace. Da qui nasce l&#8217;idea del NIE e della riscoperta e ripresentazione dell&#8217;epica con modalità nuove che devono risultare efficaci.<br />
Ora entrambe le prospettive derivano dalla lettura foucaultiana di Nietszche che sostiene in un suo inedito giovanile che la nozione di verità deve essere ricondotta a una dimensione retorica. E&#8217; da qui che Foucault deriva e costruisce il suo castello teoretico sul sapere e potere.<br />
Devo dire che Foucault mi sembrava persuasivo e per alcuni anni ho aderito a questa idea,ma poi grazie a Ginzburg mi sono accorto che c&#8217;era un&#8217;altra retorica. Ma qui mi fermo perchè divagherei sulla riduzone della storiografia a retorica, alimentata dallo scetticismo postmoderno come dice Ginzburg.<br />
Ma è da lì che nasce l&#8217;idea del rinovellamento epico. Ma una cosa è riprendere in mano il discorso epico con quel retroterra di convinzioni &#8211; che comporta quell&#8217;impoverimento del linguaggio che mi sembra qualcuno ha nominato con altri termini meglio di me, reificando ulteriormente il linguaggio postmoderno verso il peggio ulteriore di se stesso, un&#8217; altra cosa è mettere mano all&#8217;epica come fa Walcott.<br />
Ma non mi stupisce questo accentrarsi del discorso in Italia sul Nie, perchè c&#8217;è un grande vuoto, un vuoto di storie e sentimenti (poi non ci dobbiamo lamentare se un modesto libro come la Solitudine dei numeri primi l&#8217;hanno letto tutti, perchè quell&#8217;idea in testa poteve essere raccontata con ben altra arte) sul quale ha facile appiglio un&#8217;idea nuova di narrativa basata sulla costruzione di macchine retoriche, di un macchinismo retorico inconsistente perché depersonalizzato e privo di ancoraggi alla realtà non perchè non si parli o non si tratti di realtà nei testi &#8211; perchè anche con la fantasia si può parlare di realtà &#8211; ma perchè non vi corrisponde un sentimento di realtà, ma vi è solo costruzione retorica efficace di realtà privata di un vero sentire  e percepire. Non c&#8217;è scavo mentre lo scavo è solo nella Storia &#8211; raffredata. Non mi stupisco quindi che possa avere successo in un paese come l&#8217;Italia affetto temporaneamente da afasia sentimentale e alla ricerca di punti di riferimento.<br />
Ma, fortunatamente, anche testi lontano mille miglia da tutto questo come Gomorra, riescono proprio perché vi corrisponde nel testo un sentimento di realtà che non ha bisogno per raggiungere i suoi lettori di retorica efficace, riescono dicevo a scuotere le coscienze, cosa che un libro nell&#8217;idea del NIE non è in grado di fare &#8211; come se quindi vi si aderisse per l&#8217;ineluttabile vuoto rispetto al reale esistente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107660</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 14:05:54 +0000</pubDate>
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		<description>P.S. Corro in edicola. Leggo sull&#039;Espresso on line: &quot;Per anni si parlava dell&#039;incapacità degli scrittori a raccontare il Paese. E non era vero. Ora si esalta una nuova tendenza italiana. Ma è solo una furbata. Il polemico atto di accusa di una critica radicale... &quot;
Adoro Carla Benedetti!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. Corro in edicola. Leggo sull&#8217;Espresso on line: &#8220;Per anni si parlava dell&#8217;incapacità degli scrittori a raccontare il Paese. E non era vero. Ora si esalta una nuova tendenza italiana. Ma è solo una furbata. Il polemico atto di accusa di una critica radicale&#8230; &#8221;<br />
Adoro Carla Benedetti!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107658</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 13:48:46 +0000</pubDate>
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		<description>@ Diamante. Be&#039;, più soffrono, più producono. Difficilmente la gioia di vivere secerne poesia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Diamante. Be&#8217;, più soffrono, più producono. Difficilmente la gioia di vivere secerne poesia&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Diamante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107657</link>
		<dc:creator>Diamante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 13:40:52 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo un bell&#039;articolo sull&#039;Espresso di Carla Benedetti, a proposito di NIE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un bell&#8217;articolo sull&#8217;Espresso di Carla Benedetti, a proposito di NIE.</p>
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	<item>
		<title>Di: Diamante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107656</link>
		<dc:creator>Diamante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 13:39:43 +0000</pubDate>
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		<description>Mi riferisco alla solitudine artistica e di pensiero dei poeti, non alla loro vita quotidiana, che è tutt&#039;altro paio di maniche. Uno può pure lavorare in un ufficio sovraffollato dove però non scambia parola con nessuno, o scambia parole inutili e formali, o anche parole gradevoli ma che non hanno a che vedere con la poesia; ma dove, in quanto poeta, troverà un luogo di confronto, dialogo, dibattito? Anche i grandi solitari della poesia si sono nutriti di ambienti, di humus favorevoli, cosa che oggi in Italia non mi sembra esistere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi riferisco alla solitudine artistica e di pensiero dei poeti, non alla loro vita quotidiana, che è tutt&#8217;altro paio di maniche. Uno può pure lavorare in un ufficio sovraffollato dove però non scambia parola con nessuno, o scambia parole inutili e formali, o anche parole gradevoli ma che non hanno a che vedere con la poesia; ma dove, in quanto poeta, troverà un luogo di confronto, dialogo, dibattito? Anche i grandi solitari della poesia si sono nutriti di ambienti, di humus favorevoli, cosa che oggi in Italia non mi sembra esistere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Annichilito Morgillo Annichilito</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107652</link>
		<dc:creator>Annichilito Morgillo Annichilito</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 13:01:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=15200#comment-107652</guid>
		<description>Ma infatti. E ne hanno lavate di scale! :- ))))))))))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma infatti. E ne hanno lavate di scale! :- ))))))))))</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/04/l%e2%80%99epica-popular-gli-anni-novanta-la-parresia/#comment-107650</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 12:51:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=15200#comment-107650</guid>
		<description>@ Diamante. Dici &quot;per i poeti solitudine, angoscia, spaesamento, mancanza di un luogo di riconoscimento di sé, di condivisione, confronto, crescita, conforto o attacco. Il rimedio a tale frantumazione, a tale cieco e monadico vagare... &quot;

Non ti pare di esagerare con le macerazioni, i tormenti e le estasi dei poeti d&#039;oggi dì? Molti di loro, per fortuna, hanno anche un lavoro vero°-*</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Diamante. Dici &#8220;per i poeti solitudine, angoscia, spaesamento, mancanza di un luogo di riconoscimento di sé, di condivisione, confronto, crescita, conforto o attacco. Il rimedio a tale frantumazione, a tale cieco e monadico vagare&#8230; &#8221;</p>
<p>Non ti pare di esagerare con le macerazioni, i tormenti e le estasi dei poeti d&#8217;oggi dì? Molti di loro, per fortuna, hanno anche un lavoro vero°-*</p>
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	</item>
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