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	<title>Commenti a: Classifiche Pordenonelegge-Stephen Dedalus, aprile 2009</title>
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		<title>Di: michela franco celani</title>
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		<dc:creator>michela franco celani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 06:19:02 +0000</pubDate>
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		<description>sono una delle poche donne presenti in classifica.
ringrazio chi mi ha segnalato.
ringrazio chi mi ha letto.
ringrazio chi mi ha votato (2).
e ringrazierei ancora di più chi mi facesse uscire da questa classifica e soprattutto da questa bagarre in cui il punto centrale, gira e rigira, è solo quello di difendere il diritto ad essere eletti ed elettori.
tra tante dotte disquisizioni immagino che la mia opinione verrà considerata molto terra a terra, ma sinceramente non me ne importa assolutamente niente. 
non so in quale altro paese del mondo succeda qualcosa del genere...
d&#039;alema forse non diceva cose di sinistra come gli rimproverava moretti, ma aveva ragione nel sognare un paese normale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono una delle poche donne presenti in classifica.<br />
ringrazio chi mi ha segnalato.<br />
ringrazio chi mi ha letto.<br />
ringrazio chi mi ha votato (2).<br />
e ringrazierei ancora di più chi mi facesse uscire da questa classifica e soprattutto da questa bagarre in cui il punto centrale, gira e rigira, è solo quello di difendere il diritto ad essere eletti ed elettori.<br />
tra tante dotte disquisizioni immagino che la mia opinione verrà considerata molto terra a terra, ma sinceramente non me ne importa assolutamente niente.<br />
non so in quale altro paese del mondo succeda qualcosa del genere&#8230;<br />
d&#8217;alema forse non diceva cose di sinistra come gli rimproverava moretti, ma aveva ragione nel sognare un paese normale!</p>
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	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110964</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 17:52:48 +0000</pubDate>
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		<description>Biondillo: 6 pallini a Inglese. In rete non ho trovato invece nessun altro elettore palese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Biondillo: 6 pallini a Inglese. In rete non ho trovato invece nessun altro elettore palese.</p>
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	</item>
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		<title>Di: habanero</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110774</link>
		<dc:creator>habanero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 08:52:18 +0000</pubDate>
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		<description>Quando il parto multiplo delle votazioni sarà finito, potremo, noi critici dei critici,  finalmente votare i cento lettori per i loro giudizi, per essere poi votati a nostra volta. E iniziare così una spirale infinita di votazioni, che ci riporterà ai felici anni della scuola media</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il parto multiplo delle votazioni sarà finito, potremo, noi critici dei critici,  finalmente votare i cento lettori per i loro giudizi, per essere poi votati a nostra volta. E iniziare così una spirale infinita di votazioni, che ci riporterà ai felici anni della scuola media</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Antão Sacarolhas</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110514</link>
		<dc:creator>Antão Sacarolhas</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 08:25:04 +0000</pubDate>
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		<description>Tiziano Scarpa
Pubblicato 8 Aprile 2009 alle 11:07 &#124; Permalink

Se ho capito bene, dal 15 aprile saranno in rete i voti dettagliati di ciascuno.
Io comunque ho votato così:
Narrativa: Antonio Moresco, Canti del caos, 6 punti.
Poesia: Guido Ceronetti, Trafitture di tenerezza, 6 punti.
Saggistica e altre scritture, Zanzotto-Breda, In questo progresso scorsoio, 6 punti.
Come si vede, per ogni categoria ognuno ha a disposizione 6 punti, che può destinare tutti a un solo libro, o dividerli destinandoli a due libri (5 punti a uno e 1 punto all’altro, o 4 e 2, o 3 e 3).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tiziano Scarpa<br />
Pubblicato 8 Aprile 2009 alle 11:07 | Permalink</p>
<p>Se ho capito bene, dal 15 aprile saranno in rete i voti dettagliati di ciascuno.<br />
Io comunque ho votato così:<br />
Narrativa: Antonio Moresco, Canti del caos, 6 punti.<br />
Poesia: Guido Ceronetti, Trafitture di tenerezza, 6 punti.<br />
Saggistica e altre scritture, Zanzotto-Breda, In questo progresso scorsoio, 6 punti.<br />
Come si vede, per ogni categoria ognuno ha a disposizione 6 punti, che può destinare tutti a un solo libro, o dividerli destinandoli a due libri (5 punti a uno e 1 punto all’altro, o 4 e 2, o 3 e 3).</p>
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	<item>
		<title>Di: habanero</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110470</link>
		<dc:creator>habanero</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 13:43:04 +0000</pubDate>
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		<description>ho sognato che cento camilleri entravano in una  libreria e acquistavano un montalbano a testa. Chepoi risultava nella classifica di Repubblica dei romanzi più venduti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho sognato che cento camilleri entravano in una  libreria e acquistavano un montalbano a testa. Chepoi risultava nella classifica di Repubblica dei romanzi più venduti</p>
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		<title>Di: simone battig</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110443</link>
		<dc:creator>simone battig</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:23:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110443</guid>
		<description>@tiziano scarpa

Figurati. 
Non è facile scrivere qui, e mi rendo anche conto che le cose devono essere ripetute perché spesso sfugge qualcosa o si tenta di continuare un ragionamento nella successione di interventi. E&#039; un po&#039; il limite del mezzo. E del tempo

@ilbca (scusa..prima avevo sbagliato il nome mi sa)
Io sono molto d&#039;accordo con te. Se vai a vederti un po&#039; di post sopra troverai anche quello che ho detto su ibs (o altri siti di vendita on-line) e perchè non può essere secondo me l&#039;ancora a cui aggrapparsi ma anzi rischia di diventare un&#039;altra distorsione.
Anche Cortellessa mi pare che in qualche modo abbia espresso il suo rammarico per le librerie, e forse è più pessimista di me. Io non lo sono. Però effettivamente, ribadisco, è un&#039;occasione persa se non si collegano le librerie non appartenenti a catene dove si acquistano i libri di qualità alla classifica di qualità. Basta segnalarle con il voto e magari dopo un po&#039; farebbero a gara per tenere quei libri e apparire anche loro a margine della classifica di qualità.
Io spero che chi di dovere cambi idea e lo faccia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tiziano scarpa</p>
<p>Figurati.<br />
Non è facile scrivere qui, e mi rendo anche conto che le cose devono essere ripetute perché spesso sfugge qualcosa o si tenta di continuare un ragionamento nella successione di interventi. E&#8217; un po&#8217; il limite del mezzo. E del tempo</p>
<p>@ilbca (scusa..prima avevo sbagliato il nome mi sa)<br />
Io sono molto d&#8217;accordo con te. Se vai a vederti un po&#8217; di post sopra troverai anche quello che ho detto su ibs (o altri siti di vendita on-line) e perchè non può essere secondo me l&#8217;ancora a cui aggrapparsi ma anzi rischia di diventare un&#8217;altra distorsione.<br />
Anche Cortellessa mi pare che in qualche modo abbia espresso il suo rammarico per le librerie, e forse è più pessimista di me. Io non lo sono. Però effettivamente, ribadisco, è un&#8217;occasione persa se non si collegano le librerie non appartenenti a catene dove si acquistano i libri di qualità alla classifica di qualità. Basta segnalarle con il voto e magari dopo un po&#8217; farebbero a gara per tenere quei libri e apparire anche loro a margine della classifica di qualità.<br />
Io spero che chi di dovere cambi idea e lo faccia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ilbca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110441</link>
		<dc:creator>ilbca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:15:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110441</guid>
		<description>Secondo me forse, in generale, non si percepisce a sufficienza l&#039;importanza del concetto di libraio e di libreria. Uno pensa: ok, mi piace leggere e ordino tutto quel che voglio su ibs, sempre che io non riesca a trovarlo in un megastore.
Non è tanto una questione di amarcord o di stare dalla parte del più debole, ma piuttosto il fatto di sentire di doversi opporre ad un sistema tanto freddo da allontanarci sempre piu inesorabilmente gli uni dagli altri. Per me è un po&#039; un dispiacere pensare di lasciare da parte la modesta libreria indipendente, anche se un pochino sfigatella e con tutti i suoi limiti. Un piccolo scambio culturale (la discussione e la compravendita di un libro) ha un inizio ottimale se quella traccia di calore che corre fra un appassionato che vende libri e uno che li compra conta ancora. Si chiama fermento letterario pure quello, e probabilmente è il piu autentico.
La cultura e la politica della cultura dovrebbero far sì che si mantengano e sviluppino librerie competenti per clientele esigenti. Non parrebbe essere un equilibrio tanto difficilmente raggiungibile se non fosse per i soliti immani interessi economici, anticulturali e disumanizzanti.
Comunque se il mondo dei lettori coscienziosi non si oppone per primo al rifiuto ed al disinteresse nei confronti delle arrancanti e accalorate librerie indipendenti, allora che non si lamenti neppure di tutto il resto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me forse, in generale, non si percepisce a sufficienza l&#8217;importanza del concetto di libraio e di libreria. Uno pensa: ok, mi piace leggere e ordino tutto quel che voglio su ibs, sempre che io non riesca a trovarlo in un megastore.<br />
Non è tanto una questione di amarcord o di stare dalla parte del più debole, ma piuttosto il fatto di sentire di doversi opporre ad un sistema tanto freddo da allontanarci sempre piu inesorabilmente gli uni dagli altri. Per me è un po&#8217; un dispiacere pensare di lasciare da parte la modesta libreria indipendente, anche se un pochino sfigatella e con tutti i suoi limiti. Un piccolo scambio culturale (la discussione e la compravendita di un libro) ha un inizio ottimale se quella traccia di calore che corre fra un appassionato che vende libri e uno che li compra conta ancora. Si chiama fermento letterario pure quello, e probabilmente è il piu autentico.<br />
La cultura e la politica della cultura dovrebbero far sì che si mantengano e sviluppino librerie competenti per clientele esigenti. Non parrebbe essere un equilibrio tanto difficilmente raggiungibile se non fosse per i soliti immani interessi economici, anticulturali e disumanizzanti.<br />
Comunque se il mondo dei lettori coscienziosi non si oppone per primo al rifiuto ed al disinteresse nei confronti delle arrancanti e accalorate librerie indipendenti, allora che non si lamenti neppure di tutto il resto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110439</link>
		<dc:creator>Tiziano Scarpa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:00:22 +0000</pubDate>
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		<description>@ Simone Battig
Grazie del chiarimento. Se ho equivocato ti chiedo scusa. Effettivamente, essendo il discorso assai frammentato e disseminato in queste decine di commenti, sicuramente avevo capito male io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Simone Battig<br />
Grazie del chiarimento. Se ho equivocato ti chiedo scusa. Effettivamente, essendo il discorso assai frammentato e disseminato in queste decine di commenti, sicuramente avevo capito male io.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simone battig</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110437</link>
		<dc:creator>simone battig</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 13:47:02 +0000</pubDate>
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		<description>@ibca

Era più o meno dello stesso senso l&#039;idea che avevo lanciato una ventina o più di post fa...segnalare le librerie meritorie dove vengono acquistati i libri di &quot;qualità&quot; e quindi incoraggare un circuito virtuoso tra classifica e librerie.....ma pare sia caduta nel vuoto. Gli organizzatori non sembrano interessati a questo aspetto. Ma chissà, vediamo come evolve....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ibca</p>
<p>Era più o meno dello stesso senso l&#8217;idea che avevo lanciato una ventina o più di post fa&#8230;segnalare le librerie meritorie dove vengono acquistati i libri di &#8220;qualità&#8221; e quindi incoraggare un circuito virtuoso tra classifica e librerie&#8230;..ma pare sia caduta nel vuoto. Gli organizzatori non sembrano interessati a questo aspetto. Ma chissà, vediamo come evolve&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: simone battig</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110436</link>
		<dc:creator>simone battig</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 13:43:10 +0000</pubDate>
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		<description>@tiziano scarpa

Guarda che se rileggi bene la mia non era un&#039;insinuazione...immagino che tu possa spostarti e prendere i libri dovunque tu voglia (si parlava anche di ibs). La mia era una battuta in risposta alla questione in cui Biondillo aveva detto che i libri No reply li trovava a Milano perché c&#039;erano delle grandi librerie e non mi ricordo chi aveva detto che le piccole librerie non &quot;potevano&quot; tenere i piccoli editori....
Quindi io ho semplicemente citato te in quanto facente parte delle giuria dei 100 e vivente a venezia facendoti fare la parte del lettore qualunque che, come rilevi tu giustamente, a differenza tua però non gira mezza Italia quando deve prendere un libro ma spera di trovare i libri No reply o Sossella in una libreria della sua città.
Il discorso era spezzettato in vari post, forse tu hai letto solo quello dove venivi citato....mi sembrava abbastanza chiaro, se non era chiaro lo è adesso spero :D.
Io sono molto temerario, tu non mi conosci e non immagini neppure quanto ;) Ma in questo caso proprio no, c&#039;è stato un equivoco. 
Ero più temerario anni fa, come già detto, quando parlavo di editing, e di recente ho visto che anche tu hai detto le stesse cose che dicevo io anni fa proprio da queste parti e che venivano interpretate come lesa maestà dell&#039;editor. La cosa, anche se non ti conosco, mi fa comunque piacere, vedendo che anche qualcun&#039;altro ragiona con un minimo di senso sulla figura dello scrittore e difende la scrittura che si porta appresso e tutta la sua natura. magari tra altri 5 anni saremo in 200 a dirlo chiaro e tondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tiziano scarpa</p>
<p>Guarda che se rileggi bene la mia non era un&#8217;insinuazione&#8230;immagino che tu possa spostarti e prendere i libri dovunque tu voglia (si parlava anche di ibs). La mia era una battuta in risposta alla questione in cui Biondillo aveva detto che i libri No reply li trovava a Milano perché c&#8217;erano delle grandi librerie e non mi ricordo chi aveva detto che le piccole librerie non &#8220;potevano&#8221; tenere i piccoli editori&#8230;.<br />
Quindi io ho semplicemente citato te in quanto facente parte delle giuria dei 100 e vivente a venezia facendoti fare la parte del lettore qualunque che, come rilevi tu giustamente, a differenza tua però non gira mezza Italia quando deve prendere un libro ma spera di trovare i libri No reply o Sossella in una libreria della sua città.<br />
Il discorso era spezzettato in vari post, forse tu hai letto solo quello dove venivi citato&#8230;.mi sembrava abbastanza chiaro, se non era chiaro lo è adesso spero :D.<br />
Io sono molto temerario, tu non mi conosci e non immagini neppure quanto ;) Ma in questo caso proprio no, c&#8217;è stato un equivoco.<br />
Ero più temerario anni fa, come già detto, quando parlavo di editing, e di recente ho visto che anche tu hai detto le stesse cose che dicevo io anni fa proprio da queste parti e che venivano interpretate come lesa maestà dell&#8217;editor. La cosa, anche se non ti conosco, mi fa comunque piacere, vedendo che anche qualcun&#8217;altro ragiona con un minimo di senso sulla figura dello scrittore e difende la scrittura che si porta appresso e tutta la sua natura. magari tra altri 5 anni saremo in 200 a dirlo chiaro e tondo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110434</link>
		<dc:creator>Tiziano Scarpa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:34:40 +0000</pubDate>
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		<description>@ simone battig
Avrei dovuto citare la frase alla quale ribattevo, scusami:
&quot;Quindi a Venezia dove sta Scarpa è impossibile trovare i libri di questi editori..a meno che non metta piede a mestre…&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ simone battig<br />
Avrei dovuto citare la frase alla quale ribattevo, scusami:<br />
&#8220;Quindi a Venezia dove sta Scarpa è impossibile trovare i libri di questi editori..a meno che non metta piede a mestre…&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ilbca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110433</link>
		<dc:creator>ilbca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 11:51:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110433</guid>
		<description>Potrebbe essere l&#039;idea x un nuovo progetto. Una sorta di commissione (magari ol-line) competente, affidabile e disinteressata alla quale un giovane o vecchio libraio indipendente e coraggioso possa affidarsi per selezionare e proporre opere meno pubblicizzate e meno griffate, ma di qualità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere l&#8217;idea x un nuovo progetto. Una sorta di commissione (magari ol-line) competente, affidabile e disinteressata alla quale un giovane o vecchio libraio indipendente e coraggioso possa affidarsi per selezionare e proporre opere meno pubblicizzate e meno griffate, ma di qualità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110429</link>
		<dc:creator>Tiziano Scarpa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:59:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110429</guid>
		<description>@ Simone Battig
Volevo semplicemente dire che tu non mi conosci, non sai come vivo, che città frequento, in quali librerie vado, e inferire quali sono le fonti a cui attingo per procurarmi i libri è quanto meno temerario da parte tua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Simone Battig<br />
Volevo semplicemente dire che tu non mi conosci, non sai come vivo, che città frequento, in quali librerie vado, e inferire quali sono le fonti a cui attingo per procurarmi i libri è quanto meno temerario da parte tua.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simone battig</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110428</link>
		<dc:creator>simone battig</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:50:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110428</guid>
		<description>@tiziano scarpa

Su cosa sto scherzando? Sulle librerie?
No, sono serissimo, e il fatto che tu veda una realtà diversa dimostra semplicemente che la cosa non è così chiara ancora e che prima di dare per morte le librerie &quot;piccole&quot; è meglio capire cosa intendiamo.
Non so che librerie frequenti tu nel tuo girare, io da lettore e non da scrittore, ne ho viste abbastanza. Se vuoi parliamo di quelle di Treviso che forse conosci (a venezia non si può parlare di librerie mi sembra...) o di quelle di Roma o di dove abito io tra Anzio e Nettuno....tutte librerie piccole con però notevoli differenze...
Non sto dicendo che non sono in difficoltà, sto dicendo che è presto per dichiararne la morte, che è una cosa diversa.
Di sicuro non vedo questo boom delle grandi librerie, a meno che non parliamo di vendere bistecche :D....sembrano forse belle perché molto glamour, con molte presentazioni di &quot;personaggi&quot;..ma i libri dove stanno? Vogliamo parlare della libreria feltrinelli di galleria Alberto Sordi e dei pochissimi libri che ha? O della feltrinelli vicino a Piazza delle repubblica o di via del babuino? O di Melbook da cui sono spariti i piccoli editori praticamente...o di Bibli che non ha nemmeno libri a momenti...o vogliamo parlare di una bella libreria come Fahreneit in campo dei fiori?
O di Canova a Treviso? O di quella che ha chiuso da un anno? O della solita marton ora ubik..etc etc...o delle 6 librerie di qui che hanno a che fare con chi hanno a che fare ma forse solo una fa il suo lavoro di libraio? :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tiziano scarpa</p>
<p>Su cosa sto scherzando? Sulle librerie?<br />
No, sono serissimo, e il fatto che tu veda una realtà diversa dimostra semplicemente che la cosa non è così chiara ancora e che prima di dare per morte le librerie &#8220;piccole&#8221; è meglio capire cosa intendiamo.<br />
Non so che librerie frequenti tu nel tuo girare, io da lettore e non da scrittore, ne ho viste abbastanza. Se vuoi parliamo di quelle di Treviso che forse conosci (a venezia non si può parlare di librerie mi sembra&#8230;) o di quelle di Roma o di dove abito io tra Anzio e Nettuno&#8230;.tutte librerie piccole con però notevoli differenze&#8230;<br />
Non sto dicendo che non sono in difficoltà, sto dicendo che è presto per dichiararne la morte, che è una cosa diversa.<br />
Di sicuro non vedo questo boom delle grandi librerie, a meno che non parliamo di vendere bistecche :D&#8230;.sembrano forse belle perché molto glamour, con molte presentazioni di &#8220;personaggi&#8221;..ma i libri dove stanno? Vogliamo parlare della libreria feltrinelli di galleria Alberto Sordi e dei pochissimi libri che ha? O della feltrinelli vicino a Piazza delle repubblica o di via del babuino? O di Melbook da cui sono spariti i piccoli editori praticamente&#8230;o di Bibli che non ha nemmeno libri a momenti&#8230;o vogliamo parlare di una bella libreria come Fahreneit in campo dei fiori?<br />
O di Canova a Treviso? O di quella che ha chiuso da un anno? O della solita marton ora ubik..etc etc&#8230;o delle 6 librerie di qui che hanno a che fare con chi hanno a che fare ma forse solo una fa il suo lavoro di libraio? :D</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110422</link>
		<dc:creator>Tiziano Scarpa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 08:00:01 +0000</pubDate>
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		<description>@ simone battig
Stai scherzando, vero? Io giro un sacco, e frequento le librerie di mezza Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ simone battig<br />
Stai scherzando, vero? Io giro un sacco, e frequento le librerie di mezza Italia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110411</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 22:00:27 +0000</pubDate>
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		<description>in che mondo vivete?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in che mondo vivete?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: simone battig</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110407</link>
		<dc:creator>simone battig</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 20:06:54 +0000</pubDate>
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		<description>@per tutti

Forse non mi sono spiegato bene, per cui ripeto e chiudo l&#039;argomento, sottolineato anche da Garufi. Io sono certo che il giudizio del critico non viene influenzato sul singolo libro che legge pervenuto dall&#039;ufficio stampa. Sono meno certo che il fatto, come dice appunto Garufi, che un critico, qualsiasi critico, venga sommerso da una quantità di libri che non leggerà mai non influenzi &quot;il suo percorso di lettura&quot;. In qualche modo questa quantità a disposizione senza &quot;scelta in proprio&quot; condiziona in linea generale un essere umano, che se si trovasse a scegliere in libreria farebbe probabilmente scelte diverse, ragionando sulla spesa, bestemmiando alla ricerca di un libro che non trova, scartabellando tra i titoli e magari pescando una cosa che non c&#039;entrava nulla e che però decide di leggere su due piedi perché lo colpisce. Qui non si tratta solo di seredenptity ma proprio di &quot;percorso di lettura&quot;, il proprio condizionato da se stessi e dalle proprie scelte oppure, in parte, indotto da scelte di altri (che persino ti sommergono, e fanno confusione).....io penso che questa cosa conti, altrimenti avremmo una panoramica critica molto più varia e ampia. Cosa che non è...basta prendere un qualsiasi giornale o rivista per rendersene conto..

Sulla questione librerie leggo cose molto interessanti e giuste. Però io non credo alla morte delle librerie come &quot;luogo&quot;, nemmeno di quelle piccole. Non ci credo perché conosco librai che sapendo fare il loro mestiere, nonostante tutto, i loro clienti li hanno sempre tenuti se non aumentati. Vedo invece che quelli che affondano semplicemente non sono librai, non sanno mai nulla di quello che di nuovo o buono c&#039;è nell&#039;aria, sembrano gente che nemmeno li legge i libri, se non camilleri pure loro. O sono vecchi librai stanchi che non capiscono più cosa è il mondo dei libri o sono giovani librai magari laureati ma che hanno scarssissima conoscenza del mondo editoriale (forse perché leggono solo giornali con le solite recensioni tutte uguali...il conto tornerebbe..)
In libreria io ci ho lavorato. I clienti ci sono, ma dipende tutto da te. Se sai qualcosa te li prendi i clienti, se ogni richiesta è per te una noia o un problema li perdi. 
Nelle grandi librerie non c&#039;è nulla, non c&#039;è nessuno che sa qualcosa e non ci sono nemmeno Tutti i libri che vuoi. Non credo che saranno il futuro. Staremo a vedere, io continuo a credere che l&#039;unica strada sensata sia che i piccoli editori e i librai non appartenenti a catene siano uniti e si seguano a vicenda, meno risorse in uffici stampa e più risorse per creare una rete di librerie amiche, questo aiuterebbe sul serio i piccoli editori..e varie altre cose dette anche qui.....staremo a vedere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@per tutti</p>
<p>Forse non mi sono spiegato bene, per cui ripeto e chiudo l&#8217;argomento, sottolineato anche da Garufi. Io sono certo che il giudizio del critico non viene influenzato sul singolo libro che legge pervenuto dall&#8217;ufficio stampa. Sono meno certo che il fatto, come dice appunto Garufi, che un critico, qualsiasi critico, venga sommerso da una quantità di libri che non leggerà mai non influenzi &#8220;il suo percorso di lettura&#8221;. In qualche modo questa quantità a disposizione senza &#8220;scelta in proprio&#8221; condiziona in linea generale un essere umano, che se si trovasse a scegliere in libreria farebbe probabilmente scelte diverse, ragionando sulla spesa, bestemmiando alla ricerca di un libro che non trova, scartabellando tra i titoli e magari pescando una cosa che non c&#8217;entrava nulla e che però decide di leggere su due piedi perché lo colpisce. Qui non si tratta solo di seredenptity ma proprio di &#8220;percorso di lettura&#8221;, il proprio condizionato da se stessi e dalle proprie scelte oppure, in parte, indotto da scelte di altri (che persino ti sommergono, e fanno confusione)&#8230;..io penso che questa cosa conti, altrimenti avremmo una panoramica critica molto più varia e ampia. Cosa che non è&#8230;basta prendere un qualsiasi giornale o rivista per rendersene conto..</p>
<p>Sulla questione librerie leggo cose molto interessanti e giuste. Però io non credo alla morte delle librerie come &#8220;luogo&#8221;, nemmeno di quelle piccole. Non ci credo perché conosco librai che sapendo fare il loro mestiere, nonostante tutto, i loro clienti li hanno sempre tenuti se non aumentati. Vedo invece che quelli che affondano semplicemente non sono librai, non sanno mai nulla di quello che di nuovo o buono c&#8217;è nell&#8217;aria, sembrano gente che nemmeno li legge i libri, se non camilleri pure loro. O sono vecchi librai stanchi che non capiscono più cosa è il mondo dei libri o sono giovani librai magari laureati ma che hanno scarssissima conoscenza del mondo editoriale (forse perché leggono solo giornali con le solite recensioni tutte uguali&#8230;il conto tornerebbe..)<br />
In libreria io ci ho lavorato. I clienti ci sono, ma dipende tutto da te. Se sai qualcosa te li prendi i clienti, se ogni richiesta è per te una noia o un problema li perdi.<br />
Nelle grandi librerie non c&#8217;è nulla, non c&#8217;è nessuno che sa qualcosa e non ci sono nemmeno Tutti i libri che vuoi. Non credo che saranno il futuro. Staremo a vedere, io continuo a credere che l&#8217;unica strada sensata sia che i piccoli editori e i librai non appartenenti a catene siano uniti e si seguano a vicenda, meno risorse in uffici stampa e più risorse per creare una rete di librerie amiche, questo aiuterebbe sul serio i piccoli editori..e varie altre cose dette anche qui&#8230;..staremo a vedere.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110403</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 19:09:23 +0000</pubDate>
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		<description>cmq, se non ricordo male, i fattori predominanti erano due, distribuzione e presenza sugli scaffali &amp; banche</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cmq, se non ricordo male, i fattori predominanti erano due, distribuzione e presenza sugli scaffali &amp; banche</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110402</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 19:07:34 +0000</pubDate>
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		<description>credo che la incontrollata proliferazione dei titoli dipenda da ragioni esclusivamente economiche e finanziarie, non dalla scarsa autorevolezza della critica, mi è stato anche raccontato il perché e per come, ma non me lo ricordo con sufficiente precisione per poterlo raccontare con qualche guadagno per chi legge, non credo però che sia difficile trovare  un parere più informato e autorevole del mio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che la incontrollata proliferazione dei titoli dipenda da ragioni esclusivamente economiche e finanziarie, non dalla scarsa autorevolezza della critica, mi è stato anche raccontato il perché e per come, ma non me lo ricordo con sufficiente precisione per poterlo raccontare con qualche guadagno per chi legge, non credo però che sia difficile trovare  un parere più informato e autorevole del mio</p>
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	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110401</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 18:27:52 +0000</pubDate>
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		<description>Una piccola precisazione a proposito dell&#039;obiezione circa il fatto che ricevere libri gratis influenzi in qualche modo il critico; obiezione da cui è nata la discussione sulle librerie, la scarsa presenza dei piccoli editori e gli acquisti in rete. Io credo che sarebbe più utile rivelare il segreto di Pulcinella, e cioè che perfino all&#039;ultimo e più sfigato dei critici (come me, per es.), che scrive ogni morte di papa e per grazia ricevuta, vengono spediti in omaggio un numero spaventoso di libri, ben più di quanti ne potrà leggere, altro che recensire; onde per cui il senso di colpa per i benefici ottenuti si annacqua considerevolmente, e che viene considerato alla stregua di una misera compensazione per la mancata retribuzione, vera e propria regola del mestiere con pochissime eccezioni. Dettaglio significativo anche del fatto che la proliferazione incontrollata dei titoli pubblicati è una diretta conseguenza della scarsa autorevolezza della critica, che all&#039;interno dell&#039;organismo letterario dovrebbe svolgere il ruolo del sistema endocrino, fungendo da fattore di stimolo o di inibizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola precisazione a proposito dell&#8217;obiezione circa il fatto che ricevere libri gratis influenzi in qualche modo il critico; obiezione da cui è nata la discussione sulle librerie, la scarsa presenza dei piccoli editori e gli acquisti in rete. Io credo che sarebbe più utile rivelare il segreto di Pulcinella, e cioè che perfino all&#8217;ultimo e più sfigato dei critici (come me, per es.), che scrive ogni morte di papa e per grazia ricevuta, vengono spediti in omaggio un numero spaventoso di libri, ben più di quanti ne potrà leggere, altro che recensire; onde per cui il senso di colpa per i benefici ottenuti si annacqua considerevolmente, e che viene considerato alla stregua di una misera compensazione per la mancata retribuzione, vera e propria regola del mestiere con pochissime eccezioni. Dettaglio significativo anche del fatto che la proliferazione incontrollata dei titoli pubblicati è una diretta conseguenza della scarsa autorevolezza della critica, che all&#8217;interno dell&#8217;organismo letterario dovrebbe svolgere il ruolo del sistema endocrino, fungendo da fattore di stimolo o di inibizione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Cortellessa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110397</link>
		<dc:creator>Andrea Cortellessa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 17:42:42 +0000</pubDate>
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		<description>magia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>magia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Cortellessa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110396</link>
		<dc:creator>Andrea Cortellessa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 17:40:43 +0000</pubDate>
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		<description>@ Battig e Soldato
Siamo leggermente OT, credo, ma ne sono lieto. La questione delle librerie è invero capitale. Negli ultimi anni si sono dedicati libri e convegni alle trasformazioni del luogo-Museo e del luogo-Biblioteca, ma le ancora più macroscopiche trasformazioni subite dal luogo-Libreria non sono state invece accompagnate da una adeguata riflessione. Eppure è questa la base della piramide-filiera che tanto ci fa accapigliare. E&#039; questo il luogo - su questo Battig ha ragione da vendere - in cui ci siamo cominciati a orientare, nei primi passi della formazione letteraria, leggiucchiando qui e là. 
Ma questo luogo, tranne le eccezioni che citava Soldato, semplicemente non esiste più. Ci si può battere per proteggere le eccezioni (primo passo: censirle; secondo passo, da parte degli editori piccoli e di qualità: aiutarle con sconti supplementari; terzo passo, da parte dei lettori consapevoli: rifornirsi solo presso di esse), ma si deve prendere atto di un mutamento epocale e, temo, irreversibile. Allora acquistare in rete rappresenta il minore dei mali. Ed ecco che, senza la possibilità di annusare e piluccare (se non nelle forme un po&#039; frustranti delle anteprime di lettura che pure diversi siti propongono) torna paradossalmente più utile che in passato la segnalazione critica o, in alternativa o in sinergia, la Classifica di qualità. Accanto a quella di vendita, perché no? (Ma al momento nei megabookshop trovo solo quest&#039;ultima.) Come ammette Soldato, se le proposte della piccola e della piccolissima editoria venissero, per così dire, scremate alla fonte anche il lavoro del libraio di qualità verrebbe favorito (consentendogli tempi di rotazione più lenti, e una maggiore apertura alla bibliodiversità; perché quel che va fatto è ridurre il più possibile l&#039;eventualità della sòla). Tornando alle domande di Battig, mi pare che circoli un&#039;idea un po&#039; iperuranica della critica. Come se ogni critico avesse o potesse o dovesse avere l&#039;occhio di Giove, singula enumerare et omnia circumspicere. E&#039; evidente che il critico, appena meno casualmente del common reader, s&#039;imbatte nei libri &quot;buoni&quot;, a volte, per puro caso; c&#039;è chi fa della serendipity persino un&#039;ideologia (non è il mio caso). Al contrario, magari aspetti per anni un libro da quell&#039;autore che ti pareva promettente, e poi quando arriva è una solenne delusione. 
Non esistono condizioni pure, da laboratorio. Quello che esiste è un grandissimo casino di informazioni e stimoli sovrapposti, contraddittori, frastornanti: nel quale si può tentare di fare un ordine relativo (come stiamo provando a fare anche con questo strumento), senza nemmeno ipotizzare di creare,  per maga, un cosmo cartesianamente cristallino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Battig e Soldato<br />
Siamo leggermente OT, credo, ma ne sono lieto. La questione delle librerie è invero capitale. Negli ultimi anni si sono dedicati libri e convegni alle trasformazioni del luogo-Museo e del luogo-Biblioteca, ma le ancora più macroscopiche trasformazioni subite dal luogo-Libreria non sono state invece accompagnate da una adeguata riflessione. Eppure è questa la base della piramide-filiera che tanto ci fa accapigliare. E&#8217; questo il luogo &#8211; su questo Battig ha ragione da vendere &#8211; in cui ci siamo cominciati a orientare, nei primi passi della formazione letteraria, leggiucchiando qui e là.<br />
Ma questo luogo, tranne le eccezioni che citava Soldato, semplicemente non esiste più. Ci si può battere per proteggere le eccezioni (primo passo: censirle; secondo passo, da parte degli editori piccoli e di qualità: aiutarle con sconti supplementari; terzo passo, da parte dei lettori consapevoli: rifornirsi solo presso di esse), ma si deve prendere atto di un mutamento epocale e, temo, irreversibile. Allora acquistare in rete rappresenta il minore dei mali. Ed ecco che, senza la possibilità di annusare e piluccare (se non nelle forme un po&#8217; frustranti delle anteprime di lettura che pure diversi siti propongono) torna paradossalmente più utile che in passato la segnalazione critica o, in alternativa o in sinergia, la Classifica di qualità. Accanto a quella di vendita, perché no? (Ma al momento nei megabookshop trovo solo quest&#8217;ultima.) Come ammette Soldato, se le proposte della piccola e della piccolissima editoria venissero, per così dire, scremate alla fonte anche il lavoro del libraio di qualità verrebbe favorito (consentendogli tempi di rotazione più lenti, e una maggiore apertura alla bibliodiversità; perché quel che va fatto è ridurre il più possibile l&#8217;eventualità della sòla). Tornando alle domande di Battig, mi pare che circoli un&#8217;idea un po&#8217; iperuranica della critica. Come se ogni critico avesse o potesse o dovesse avere l&#8217;occhio di Giove, singula enumerare et omnia circumspicere. E&#8217; evidente che il critico, appena meno casualmente del common reader, s&#8217;imbatte nei libri &#8220;buoni&#8221;, a volte, per puro caso; c&#8217;è chi fa della serendipity persino un&#8217;ideologia (non è il mio caso). Al contrario, magari aspetti per anni un libro da quell&#8217;autore che ti pareva promettente, e poi quando arriva è una solenne delusione.<br />
Non esistono condizioni pure, da laboratorio. Quello che esiste è un grandissimo casino di informazioni e stimoli sovrapposti, contraddittori, frastornanti: nel quale si può tentare di fare un ordine relativo (come stiamo provando a fare anche con questo strumento), senza nemmeno ipotizzare di creare,  per maga, un cosmo cartesianamente cristallino.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: soldato blu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110393</link>
		<dc:creator>soldato blu</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 16:46:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110393</guid>
		<description>@ simone battig

i libri che dici tu li trovi non dove ci sono &quot;librai che fanno il loro lavoro con passione&quot;, ma dove ci sono librerie che li acquistano perchè li hanno venduti in passato.

La libreria è un esercizio commerciale - troppo spesso questo viene dimenticato - e per la grande maggioranza di queste la classifica veramente importante è quella basata sulle vendite.

Per una minoranza delle librerie, quelle più grandi e quelle gestite con più cura, la classifica di &quot;qualità&quot; di cui si sta parlando può, paradossalmente, funzionare al contrario. Può servire, per esempio, ad escludere i titoli delle piccole case editrici che non figurano in quella. Tenendo &quot;puliti&quot; gli scaffali.

Mi pare che, rispetto a questo mestiere: il libraio, si abbiano spesso le idee confuse. Non si immagina nemmeno quale sia la quantità di novità che viene proposta giornalmente. Su cui il libraio deve decidere a scatola chiusa in base alle poche informazioni drogate fornite dall&#039;editore.
Se anche, per grazia di non so chi, il libraio fosse capace di intuire il valore di un libro di una piccola casa editrice, quale garanzia ci sarebbe che un cliente di quella libreria si sia fatto, su quel libro, un giudizio simile?

L&#039;iniziativa di cui stiamo parlando è rivolta principalmente ai lettori, non ai librai, e, per quanto posso intuire, non cambierà molto la situazione in libreria.
Per questi libri lo strumento decisivo resta, se la libreria è appena appena decente - di qualsiasi dimensione e in qualunque posto situata - quello dell&#039;ordinazione.

Per editori piccoli distribuiti il tempo d&#039;attesa non dovrebbe essere più di tre o quattro giorni. Certo resta l&#039;obbligo dell&#039;acquisto una volta fatta l&#039;ordinazione e quindi scegliere tra libraio e acquisto on.line non fa grande differenza.

Rimane la scelta dell&#039;ordine direttamente al piccolo editore, con tempi più lunghi, ma quella preferibile, perché il ricavo è tutto suo e non viene dimezzato, come nel caso di un&#039;ordinazione attraverso gli altri canali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ simone battig</p>
<p>i libri che dici tu li trovi non dove ci sono &#8220;librai che fanno il loro lavoro con passione&#8221;, ma dove ci sono librerie che li acquistano perchè li hanno venduti in passato.</p>
<p>La libreria è un esercizio commerciale &#8211; troppo spesso questo viene dimenticato &#8211; e per la grande maggioranza di queste la classifica veramente importante è quella basata sulle vendite.</p>
<p>Per una minoranza delle librerie, quelle più grandi e quelle gestite con più cura, la classifica di &#8220;qualità&#8221; di cui si sta parlando può, paradossalmente, funzionare al contrario. Può servire, per esempio, ad escludere i titoli delle piccole case editrici che non figurano in quella. Tenendo &#8220;puliti&#8221; gli scaffali.</p>
<p>Mi pare che, rispetto a questo mestiere: il libraio, si abbiano spesso le idee confuse. Non si immagina nemmeno quale sia la quantità di novità che viene proposta giornalmente. Su cui il libraio deve decidere a scatola chiusa in base alle poche informazioni drogate fornite dall&#8217;editore.<br />
Se anche, per grazia di non so chi, il libraio fosse capace di intuire il valore di un libro di una piccola casa editrice, quale garanzia ci sarebbe che un cliente di quella libreria si sia fatto, su quel libro, un giudizio simile?</p>
<p>L&#8217;iniziativa di cui stiamo parlando è rivolta principalmente ai lettori, non ai librai, e, per quanto posso intuire, non cambierà molto la situazione in libreria.<br />
Per questi libri lo strumento decisivo resta, se la libreria è appena appena decente &#8211; di qualsiasi dimensione e in qualunque posto situata &#8211; quello dell&#8217;ordinazione.</p>
<p>Per editori piccoli distribuiti il tempo d&#8217;attesa non dovrebbe essere più di tre o quattro giorni. Certo resta l&#8217;obbligo dell&#8217;acquisto una volta fatta l&#8217;ordinazione e quindi scegliere tra libraio e acquisto on.line non fa grande differenza.</p>
<p>Rimane la scelta dell&#8217;ordine direttamente al piccolo editore, con tempi più lunghi, ma quella preferibile, perché il ricavo è tutto suo e non viene dimezzato, come nel caso di un&#8217;ordinazione attraverso gli altri canali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simone battig</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110389</link>
		<dc:creator>simone battig</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 15:33:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=16601#comment-110389</guid>
		<description>@andrea cortellessa

A me la risposta soddisfa, e ti ringrazio. Prendo atto che la questione uffici stampa è considerata poco rilevante da chi si occupa di editoria. Io rimango invece della mia idea naturalmente. Chi vivrà vedrà. La cosa mi ricorda un po&#039; quello che dicevo un lustro fa proprio da queste parti sulla questione editing e che ora con mio sommo piacere vedo ripetuta da persone come Scarpa nelle interviste (cioè che l&#039;editing deve essere una cosa che l&#039;autore fa all&#039;interno del suo processo di scrittura consegnando il romanzo all&#039;editore finito in tutto e per tutto). Allora invece questo discorso dell&#039;editing era considerato una balzana idea che andava a ledere il &quot;sacro&quot; lavoro degli editor....

Tornando a noi però, preso atto che la distinzione uffici stampa non si vuole fare da parte mia spero allora che almeno segnalerete in votazione le librerie meritorie dove sono stati acquistati i libri (almeno quelli dei piccoli editori...) così da poter fornire a tutti la possibilità di recarsi in quelle librerie a comprare quei libri e così innescare un meccanismo virtuoso verso quei librai che fanno il loro lavoro con passione. Sarebbe secondo me una meritoria opera di servizio da parte di chi si occupa di diffusione dei libri, anche molto &quot;pratica&quot; da parte di chi di solito ne parla solamente.
Dico questo anche perché il discorso dell&#039;acquisto via internet non mi convince per nulla. O meglio, va benissimo per quei libri che abbiamo sfogliato e già volevamo acquistare o per autori che amiamo e compreremmo comunque. Ma non va bene affatto se io voglio comprare un libro &quot;nuovo&quot; che vorrei sfogliare e leggiucchiare prima di prenderlo a scatola chiusa. Perché lo dovrei prendere senza averlo letto e valutato almeno un po&#039;? E visto che non tutti i libri, specie dei piccoli editori, hanno i pdf su internet...
Inoltre non mi pare che su siti come ibs ci sia una proposta così diversificata...molti titoli che magari uno non trova sembra che lì si trovino, fatto salvo che poi ti venga comunicato quando già hai fatto l&#039;ordine che quel titolo, fatalità, non ce l&#039;hanno più. A me è capitato diverse volte, ma forse sono io che cerco libri un po&#039; diversi dal solito.  A vedere comunque la &quot;vetrina&quot; di ibs sembra di vedere una vetrina qualunque di qualsiasi libreria, ci trovi faletti o camilleri da tutte e due le parti. E visto che parliamo di classifiche la classifica delle librerie e quella di IBS dei libri più venduti sono praticamente identiche....qualche settimana fa su ibs ai primi sette posti c&#039;erano 3 libri di larsson e 4 della Meyer....non vedo differenze sostaziali, del resto il distributore è lo stesso che fa danni nelle librerie, per cui non darei proprio la colpa ai lettori che usano poco internet, direi che è sempre il sistema che è drogato alla base.
Comunque, spero che questa classifica serva alle librerie meritorie se le aiuterete segnalandole, sennò non capisco bene a cosa serva. Rimarrà un altro discorso tra gente che già tutto il giorno parla di libri, come me o te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea cortellessa</p>
<p>A me la risposta soddisfa, e ti ringrazio. Prendo atto che la questione uffici stampa è considerata poco rilevante da chi si occupa di editoria. Io rimango invece della mia idea naturalmente. Chi vivrà vedrà. La cosa mi ricorda un po&#8217; quello che dicevo un lustro fa proprio da queste parti sulla questione editing e che ora con mio sommo piacere vedo ripetuta da persone come Scarpa nelle interviste (cioè che l&#8217;editing deve essere una cosa che l&#8217;autore fa all&#8217;interno del suo processo di scrittura consegnando il romanzo all&#8217;editore finito in tutto e per tutto). Allora invece questo discorso dell&#8217;editing era considerato una balzana idea che andava a ledere il &#8220;sacro&#8221; lavoro degli editor&#8230;.</p>
<p>Tornando a noi però, preso atto che la distinzione uffici stampa non si vuole fare da parte mia spero allora che almeno segnalerete in votazione le librerie meritorie dove sono stati acquistati i libri (almeno quelli dei piccoli editori&#8230;) così da poter fornire a tutti la possibilità di recarsi in quelle librerie a comprare quei libri e così innescare un meccanismo virtuoso verso quei librai che fanno il loro lavoro con passione. Sarebbe secondo me una meritoria opera di servizio da parte di chi si occupa di diffusione dei libri, anche molto &#8220;pratica&#8221; da parte di chi di solito ne parla solamente.<br />
Dico questo anche perché il discorso dell&#8217;acquisto via internet non mi convince per nulla. O meglio, va benissimo per quei libri che abbiamo sfogliato e già volevamo acquistare o per autori che amiamo e compreremmo comunque. Ma non va bene affatto se io voglio comprare un libro &#8220;nuovo&#8221; che vorrei sfogliare e leggiucchiare prima di prenderlo a scatola chiusa. Perché lo dovrei prendere senza averlo letto e valutato almeno un po&#8217;? E visto che non tutti i libri, specie dei piccoli editori, hanno i pdf su internet&#8230;<br />
Inoltre non mi pare che su siti come ibs ci sia una proposta così diversificata&#8230;molti titoli che magari uno non trova sembra che lì si trovino, fatto salvo che poi ti venga comunicato quando già hai fatto l&#8217;ordine che quel titolo, fatalità, non ce l&#8217;hanno più. A me è capitato diverse volte, ma forse sono io che cerco libri un po&#8217; diversi dal solito.  A vedere comunque la &#8220;vetrina&#8221; di ibs sembra di vedere una vetrina qualunque di qualsiasi libreria, ci trovi faletti o camilleri da tutte e due le parti. E visto che parliamo di classifiche la classifica delle librerie e quella di IBS dei libri più venduti sono praticamente identiche&#8230;.qualche settimana fa su ibs ai primi sette posti c&#8217;erano 3 libri di larsson e 4 della Meyer&#8230;.non vedo differenze sostaziali, del resto il distributore è lo stesso che fa danni nelle librerie, per cui non darei proprio la colpa ai lettori che usano poco internet, direi che è sempre il sistema che è drogato alla base.<br />
Comunque, spero che questa classifica serva alle librerie meritorie se le aiuterete segnalandole, sennò non capisco bene a cosa serva. Rimarrà un altro discorso tra gente che già tutto il giorno parla di libri, come me o te.</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/04/09/classifiche-pordenonelegge-stephen-dedalus-aprile-2009/#comment-110379</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 12:57:14 +0000</pubDate>
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		<description>@db

http://www.youtube.com/watch?v=qi4-ImP1uxA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@db</p>
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