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	<title>Commenti a: A Gamba tesissima e cattiva: Agit Pop!</title>
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		<title>Di: alicante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115079</link>
		<dc:creator>alicante</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 09:03:27 +0000</pubDate>
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		<description>Perché no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché no?</p>
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		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115048</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:58:14 +0000</pubDate>
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		<description>ebbravo alicante che di mestiere fa l&#039;arbitro e distribuisce cartellini: giallo a te, rosso a te, a te niente. 
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ebbravo alicante che di mestiere fa l&#8217;arbitro e distribuisce cartellini: giallo a te, rosso a te, a te niente.<br />
effeffe</p>
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		<title>Di: alicante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115047</link>
		<dc:creator>alicante</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:36:49 +0000</pubDate>
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		<description>beh sì, a gamba tesissima in effetti. Come essere originali di seconda mano!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh sì, a gamba tesissima in effetti. Come essere originali di seconda mano!</p>
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		<title>Di: lucia cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115018</link>
		<dc:creator>lucia cossu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 22:42:10 +0000</pubDate>
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		<description>@macondo
grazie, ma è tanto che lo cerco e non lo trovo. Se vedo effeffe prima che passi da te ti trovo una buona bottiglia di bianco (ma sembra un ottimo rosso). Errore nel titolo che in italiano è La sala della musica. Grazie per il passaparola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@macondo<br />
grazie, ma è tanto che lo cerco e non lo trovo. Se vedo effeffe prima che passi da te ti trovo una buona bottiglia di bianco (ma sembra un ottimo rosso). Errore nel titolo che in italiano è La sala della musica. Grazie per il passaparola.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115017</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 22:17:21 +0000</pubDate>
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		<description>ALLa Spezia, furlèn, ALLa Spezia...
@ lucia,
sorry, ma proverò a chiedere in giro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ALLa Spezia, furlèn, ALLa Spezia&#8230;<br />
@ lucia,<br />
sorry, ma proverò a chiedere in giro&#8230;</p>
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		<title>Di: lucia cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115015</link>
		<dc:creator>lucia cossu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 19:17:23 +0000</pubDate>
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		<description>@ macondo
.... non ti preoccupare non mi imbuco....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ macondo<br />
&#8230;. non ti preoccupare non mi imbuco&#8230;.</p>
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		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115013</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 17:20:53 +0000</pubDate>
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		<description>Kanonibal Rai :-)
effeffe
ps
Livio, sono d&#039;accordo su Blob Ghezzi
Lucia sei invitata pure tu a Spezia, giusto macondo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Kanonibal Rai :-)<br />
effeffe<br />
ps<br />
Livio, sono d&#8217;accordo su Blob Ghezzi<br />
Lucia sei invitata pure tu a Spezia, giusto macondo?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: janula</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115010</link>
		<dc:creator>janula</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 13:04:22 +0000</pubDate>
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		<description>Verrebbe da dire che ne è passato di  tempo da quando McLuhan ne La sposa meccanica scriveva: &quot;la moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo&quot;.
Oramai si potrebbe dire di più e cioè che è l&#039;intera società umana a  mangiare se stessa davanti ad uno schermo, acceso; pc, tv, telecamere per la cosiddetta sicurezza... poco importa quale che sia il mezzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Verrebbe da dire che ne è passato di  tempo da quando McLuhan ne La sposa meccanica scriveva: &#8220;la moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo&#8221;.<br />
Oramai si potrebbe dire di più e cioè che è l&#8217;intera società umana a  mangiare se stessa davanti ad uno schermo, acceso; pc, tv, telecamere per la cosiddetta sicurezza&#8230; poco importa quale che sia il mezzo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: livio borriello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115009</link>
		<dc:creator>livio borriello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 12:31:47 +0000</pubDate>
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		<description>PS
precico che, dovendo confrontare operazioni in qualche modo omogenee, il ghezzi cui mi riferisco è quello di blob</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS<br />
precico che, dovendo confrontare operazioni in qualche modo omogenee, il ghezzi cui mi riferisco è quello di blob</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: livio borriello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115008</link>
		<dc:creator>livio borriello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 12:07:42 +0000</pubDate>
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		<description>furlen, mi sembrerebbe di capire che tu ami più ghezzi, ma ritieni che ricci, suo e nostro malgrado, faccia di più.
ma nemmeno quello! ricci è il buffone del re, cui si consente di &quot;simulare&quot; l&#039;irrisione al padrone, o l&#039;intelligenza, o l&#039;etica. ciò che tuttavia lo tradisce è il linguaggio, che è quello del padrone: accelerazione e ritmo, divertimento, calembour senza referente, veline e messaggi a tempo zero di decodifica - insomma, spettacolarizzazione. striscia non denuncia, inscena la denuncia, il suo fine non è il bene, ma il suo spettacolo, e dunque quel che ottiene è spettacolo. negli uomini dei tempi non produrrà altro che una delega dell&#039;etica allo spettacolo - un alibi - , e dunque per un caso che risolverà, ne produrrà o comunque taciterà altri mille. 
è un punto cruciale, fra ghezzi e ricci si gioca la distinzione fra chi tende all&#039;essenza e chi, istericamente, prende il linguaggio alla lettera, e accetta la logica della rappresentazione, e del divertimento da sé.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>furlen, mi sembrerebbe di capire che tu ami più ghezzi, ma ritieni che ricci, suo e nostro malgrado, faccia di più.<br />
ma nemmeno quello! ricci è il buffone del re, cui si consente di &#8220;simulare&#8221; l&#8217;irrisione al padrone, o l&#8217;intelligenza, o l&#8217;etica. ciò che tuttavia lo tradisce è il linguaggio, che è quello del padrone: accelerazione e ritmo, divertimento, calembour senza referente, veline e messaggi a tempo zero di decodifica &#8211; insomma, spettacolarizzazione. striscia non denuncia, inscena la denuncia, il suo fine non è il bene, ma il suo spettacolo, e dunque quel che ottiene è spettacolo. negli uomini dei tempi non produrrà altro che una delega dell&#8217;etica allo spettacolo &#8211; un alibi &#8211; , e dunque per un caso che risolverà, ne produrrà o comunque taciterà altri mille.<br />
è un punto cruciale, fra ghezzi e ricci si gioca la distinzione fra chi tende all&#8217;essenza e chi, istericamente, prende il linguaggio alla lettera, e accetta la logica della rappresentazione, e del divertimento da sé.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115006</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 11:27:34 +0000</pubDate>
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		<description>Macò te porto  a botija che me piacie der Bricco de l&#039;uccellone che costa na cifra ma se dee fa pe mmomenti come quelo
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Macò te porto  a botija che me piacie der Bricco de l&#8217;uccellone che costa na cifra ma se dee fa pe mmomenti come quelo<br />
effeffe</p>
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	<item>
		<title>Di: renatamorresi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115002</link>
		<dc:creator>renatamorresi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 10:06:17 +0000</pubDate>
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		<description>chapeau!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chapeau!</p>
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		<title>Di: lucia cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-115000</link>
		<dc:creator>lucia cossu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 09:55:34 +0000</pubDate>
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		<description>@ macondo
per caso hai registrato i film degli anni scorsi? Ti è capitata La stanza della musica di Satyajit Ray?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ macondo<br />
per caso hai registrato i film degli anni scorsi? Ti è capitata La stanza della musica di Satyajit Ray?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114999</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 09:46:59 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Furlén,
qualche nottetempo ti inviterò chez moi a ri-vedere &quot;fuori orario&quot;. Tu devi solo portare un bel brunello d&#039;annata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Furlén,<br />
qualche nottetempo ti inviterò chez moi a ri-vedere &#8220;fuori orario&#8221;. Tu devi solo portare un bel brunello d&#8217;annata</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lucia cossu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114997</link>
		<dc:creator>lucia cossu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 09:16:07 +0000</pubDate>
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		<description>si effeffe, Fuori orario esiste ancora ed è sempre sulle immagini dell&#039;Atalante di Jean Vigo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si effeffe, Fuori orario esiste ancora ed è sempre sulle immagini dell&#8217;Atalante di Jean Vigo</p>
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	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114995</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 00:34:15 +0000</pubDate>
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		<description>macò, quando ho riletto il post mi ero chiesto se esisteva ancora fuori orario che vedevo assai regolarmente negli anni ottanta.
E la sigla è sempre quella? Because the night di patty smith?
because the night, appunto, perché la notte ( tarda )
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>macò, quando ho riletto il post mi ero chiesto se esisteva ancora fuori orario che vedevo assai regolarmente negli anni ottanta.<br />
E la sigla è sempre quella? Because the night di patty smith?<br />
because the night, appunto, perché la notte ( tarda )<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114981</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 13:10:37 +0000</pubDate>
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		<description>Vedi, Furlèn, un limite di questo post è, a mio avviso, che se è ben definito e precisato il significato della qualificazione (mass, pop), non è altrettanto definito il significato del sostantivo. Insomma, cos&#039;è la cultura? Personalmente mi trovo a capire meglio il significato di musica pop (perché è un genere più delimitato e ristretto, più specifico) che quello di cultura pop.
Da questi post poi si evince che la televisione è o &quot;fa&quot; cultura.
Peccato che, come dici, sei privo dell&#039;elettrodomestico televisione (ma come fai poi a vedere &quot;fuori orario&quot;? lo scrocchi a casa di amici?), sennò non ti saresti perso ieri il reportage (trasmesso a sfare da tutti i canali tv) sulla festa di mediaset per la presentazione dei nuovi programmi televisivi del prossimo anno. Pareva (o era) una di quelle riunioni aziendali anni 60-70 dove al centro era l&#039;orgoglio imprenditoriale (rappresentato dal Berluska jr, tronfio e vanesio come il senior), e tutti i convitati, giornalisti di grido, reporter &quot;d&#039;assalto&quot;, presentatori dalla fama di seri e professionali (oltre alle solite papiveline), a bearsi con un sorriso di quelle parole (c&#039;era anche, naturalmente, lo staffi di Ricci). Ebbene, chiamala come vuoi, pop, op, mass, mid, trash ecc., ma personalmente con quella cultura non ci voglio avere nulla a che fare. Se poi il mio rifiuto è in nome di una cultra &quot;alta&quot;, beh, non ho pregiudizi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi, Furlèn, un limite di questo post è, a mio avviso, che se è ben definito e precisato il significato della qualificazione (mass, pop), non è altrettanto definito il significato del sostantivo. Insomma, cos&#8217;è la cultura? Personalmente mi trovo a capire meglio il significato di musica pop (perché è un genere più delimitato e ristretto, più specifico) che quello di cultura pop.<br />
Da questi post poi si evince che la televisione è o &#8220;fa&#8221; cultura.<br />
Peccato che, come dici, sei privo dell&#8217;elettrodomestico televisione (ma come fai poi a vedere &#8220;fuori orario&#8221;? lo scrocchi a casa di amici?), sennò non ti saresti perso ieri il reportage (trasmesso a sfare da tutti i canali tv) sulla festa di mediaset per la presentazione dei nuovi programmi televisivi del prossimo anno. Pareva (o era) una di quelle riunioni aziendali anni 60-70 dove al centro era l&#8217;orgoglio imprenditoriale (rappresentato dal Berluska jr, tronfio e vanesio come il senior), e tutti i convitati, giornalisti di grido, reporter &#8220;d&#8217;assalto&#8221;, presentatori dalla fama di seri e professionali (oltre alle solite papiveline), a bearsi con un sorriso di quelle parole (c&#8217;era anche, naturalmente, lo staffi di Ricci). Ebbene, chiamala come vuoi, pop, op, mass, mid, trash ecc., ma personalmente con quella cultura non ci voglio avere nulla a che fare. Se poi il mio rifiuto è in nome di una cultra &#8220;alta&#8221;, beh, non ho pregiudizi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114974</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:52:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri ho riveduto Il Caïman di Moretti. A un momento c&#039;è un brano di TV con ragazze che ballano spogliate. Berlusconi si rivolge al pubblico per confrontare tv di colore grigio e altre colorati, come mondo di Alicia al paese delle meraviglie. Una partita di foot è una balla espressione populare con un cuore universale che batte forte, ma che tristezza questa orgia di colori, del sexy facile, degli oggetti da consumare, questa felicità zuccherata, questo riso artificiale.
Mancano artisti &quot;agitateurs caffè&quot;. Se puo fare una TV intelligente senza noia, ci credo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho riveduto Il Caïman di Moretti. A un momento c&#8217;è un brano di TV con ragazze che ballano spogliate. Berlusconi si rivolge al pubblico per confrontare tv di colore grigio e altre colorati, come mondo di Alicia al paese delle meraviglie. Una partita di foot è una balla espressione populare con un cuore universale che batte forte, ma che tristezza questa orgia di colori, del sexy facile, degli oggetti da consumare, questa felicità zuccherata, questo riso artificiale.<br />
Mancano artisti &#8220;agitateurs caffè&#8221;. Se puo fare una TV intelligente senza noia, ci credo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe zucco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114973</link>
		<dc:creator>giuseppe zucco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:44:04 +0000</pubDate>
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		<description>ciao effeffe,

concordo con te sul desolante paesaggio della televisione italiana, oggi. come credo anch&#039;io che le teorie una volta formulate rimangano presenti, compresenti, attuali, nel senso che anche dopo secoli possono illuminarci di nuovo - del resto, senza san tommaso, o agostino d&#039;ippona, umberto eco non avre mai avuto modo di tracciare i fondamenti della semiotica, per dirne una.

ma credo anche che la ciclicità del ritorno e dell&#039;aggiornamento e della rivisione delle idee, comunque, non impedisca di sfidare e mettere fuori uso concetti, idee e categorie che non ci restituiscono più la complessità del reale. per esempio, nessuno oggi si sognerebbe - se non per problemi suoi personali - di utilizzare la categoria &quot;razza&quot; messa a punto all&#039;inizio dello scorso secolo. succede che al confronto con il tempo, e con l&#039;evolversi della storia umana, e della percezione che l&#039;umanità ha di se stessa, molte cose semplicemente smettano di funzionare, ritirandosi e restrigendosi, fino a rimanere gusci vuoti.

è chiaro che non butto a mare la scuola di francoforte e tutte le idee che ci ha consegnato.  tanto che io non ho mai parlato di scuole, ma di categorie: se usurate, molte categorie possono anche essere dimenticate. per dirne una, e tornare al discorso di prima, la categoria &quot;dell&#039;uomo ad una dimensione&quot; di marcuse, senza riggettare in toto marcuse, è infinitamente meno ricca e complessa e sfaccettata e priva di presa sul reale delle idee di foucault, delle sue categorie di soggettivizzazione, del sapere e del potere, di come le due cose siano intrecciate, di come le forme del potere siano storiche ma anche immanenti, cioè microfisiche, interne a noi e al nostro spazio sociale, non solo una forza esterna.

la cosa che non mi convice affatto della categoria di massa è che, essendo la massa per definizione priva di autonomia, eterodiretta, sollecitata solo da spinte esterne, condizionata totalmente da ciò che trova nello spazio sociale, giustifica, consola, assolve qualsiasi comportamento. mentre invece la categoria dei &quot;fenomeni collettivi&quot; permette di individuare una razionalità interna ai fenomeni sociali, una volontà, una forma di decisione. solo così possiamo essere in grado di esprimere un giudizio etico su ciò che ci circonda.

forse questo è stato sempre l&#039;errore della sinistra. immaginare le moltitudini come guidate da fuori, e non da una specifica direzione che è stata in parte anche scelta e perseguita. non basta dire che i mass-media condizionano la gente, oppure determinano i suoi comportamenti (già la parola mass-media mette in forma ed esplicita questa ideologia). forse bisognerebnbe capire anche perchè le persone decidano in un modo o nell&#039;altro di prendere parte a determinate forme sociali, e in che modo, e con quali finalità, e con quali sfumature di senso. se vogliamo cambiare lo stato delle cose bisognerebbe compredere soprattutto questo, bisognerebbe capire che noi cosciamente e incosciamente, decidiamo di prendere parte ad un modello sociale. non siamo soli sudditi, come dici tu, siamo soprattutto portatori di potere, delle forme del potere, di questo potere polverizzato e diffuso in ogni fessura dello spazio sociale.

quanto a ghezzi, meno male che esiste! ricordo solo che è stato grazie a lui se debord, dal 1987, in primissima serata, continua a parlarci attraverso il fluido che uccide di blob. tanto che non ha mai smesso di funzionare, soprattutto perchè mette in cortocircuito l&#039;era della comunicazione e dello spettacolo infinito in cui ci troviamo oggi.  soprattutto questo potrebbe essere la televisione, ma è un altro lunghissimo discorso.

a presto

giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao effeffe,</p>
<p>concordo con te sul desolante paesaggio della televisione italiana, oggi. come credo anch&#8217;io che le teorie una volta formulate rimangano presenti, compresenti, attuali, nel senso che anche dopo secoli possono illuminarci di nuovo &#8211; del resto, senza san tommaso, o agostino d&#8217;ippona, umberto eco non avre mai avuto modo di tracciare i fondamenti della semiotica, per dirne una.</p>
<p>ma credo anche che la ciclicità del ritorno e dell&#8217;aggiornamento e della rivisione delle idee, comunque, non impedisca di sfidare e mettere fuori uso concetti, idee e categorie che non ci restituiscono più la complessità del reale. per esempio, nessuno oggi si sognerebbe &#8211; se non per problemi suoi personali &#8211; di utilizzare la categoria &#8220;razza&#8221; messa a punto all&#8217;inizio dello scorso secolo. succede che al confronto con il tempo, e con l&#8217;evolversi della storia umana, e della percezione che l&#8217;umanità ha di se stessa, molte cose semplicemente smettano di funzionare, ritirandosi e restrigendosi, fino a rimanere gusci vuoti.</p>
<p>è chiaro che non butto a mare la scuola di francoforte e tutte le idee che ci ha consegnato.  tanto che io non ho mai parlato di scuole, ma di categorie: se usurate, molte categorie possono anche essere dimenticate. per dirne una, e tornare al discorso di prima, la categoria &#8220;dell&#8217;uomo ad una dimensione&#8221; di marcuse, senza riggettare in toto marcuse, è infinitamente meno ricca e complessa e sfaccettata e priva di presa sul reale delle idee di foucault, delle sue categorie di soggettivizzazione, del sapere e del potere, di come le due cose siano intrecciate, di come le forme del potere siano storiche ma anche immanenti, cioè microfisiche, interne a noi e al nostro spazio sociale, non solo una forza esterna.</p>
<p>la cosa che non mi convice affatto della categoria di massa è che, essendo la massa per definizione priva di autonomia, eterodiretta, sollecitata solo da spinte esterne, condizionata totalmente da ciò che trova nello spazio sociale, giustifica, consola, assolve qualsiasi comportamento. mentre invece la categoria dei &#8220;fenomeni collettivi&#8221; permette di individuare una razionalità interna ai fenomeni sociali, una volontà, una forma di decisione. solo così possiamo essere in grado di esprimere un giudizio etico su ciò che ci circonda.</p>
<p>forse questo è stato sempre l&#8217;errore della sinistra. immaginare le moltitudini come guidate da fuori, e non da una specifica direzione che è stata in parte anche scelta e perseguita. non basta dire che i mass-media condizionano la gente, oppure determinano i suoi comportamenti (già la parola mass-media mette in forma ed esplicita questa ideologia). forse bisognerebnbe capire anche perchè le persone decidano in un modo o nell&#8217;altro di prendere parte a determinate forme sociali, e in che modo, e con quali finalità, e con quali sfumature di senso. se vogliamo cambiare lo stato delle cose bisognerebbe compredere soprattutto questo, bisognerebbe capire che noi cosciamente e incosciamente, decidiamo di prendere parte ad un modello sociale. non siamo soli sudditi, come dici tu, siamo soprattutto portatori di potere, delle forme del potere, di questo potere polverizzato e diffuso in ogni fessura dello spazio sociale.</p>
<p>quanto a ghezzi, meno male che esiste! ricordo solo che è stato grazie a lui se debord, dal 1987, in primissima serata, continua a parlarci attraverso il fluido che uccide di blob. tanto che non ha mai smesso di funzionare, soprattutto perchè mette in cortocircuito l&#8217;era della comunicazione e dello spettacolo infinito in cui ci troviamo oggi.  soprattutto questo potrebbe essere la televisione, ma è un altro lunghissimo discorso.</p>
<p>a presto</p>
<p>giuseppe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114968</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:29:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=18997#comment-114968</guid>
		<description>Giuseppe, e tutti, vi ringrazio per l&#039;attenzione che avete dedicato a questo post in translation. Ognuno dei commentatori ha secondo me proposto percorsi assolutamente praticabili ed ecco perché mi piacerebbe approfondirne alcuni esiti.
Comincio con Giuseppe.
Per una serie di ragioni che meriterebbero un&#039;attenzione particolare non credo si possa parlare di una teoria o di un paradigma interpretativo politico o filosofico che sia, invalidandolo attraverso la dimensione temporale, ovvero secondo il principio per cui una teoria del prima che sarà necessariamente superata da una teoria del dopo. Credo allora che non si possa dire di una idea che è datata, inattuale, o desueta, dal momento che tali paradigmi li ritroviamo più in un assetto temporale ciclico che in uno lineare - altrimenti come spiegare il dibattito perenne su Darwin, o i fenomeni di renaissance nel pensiero - Kierkegaard renaissance, Nietzsche Renaissance, Spinoza Renaissance ecc ecc. Ecco allora che tanto un Horkheimer che un Walter Benjamin, Spinoza che kant, continuano a parlarci nonostante tutto, se non di tutto, di una buona parte. Le cose che dici su &quot;massa&quot; e , moltitudine, fenomeni collettivi (Bourdieu) minoranze (Deleuze), chiamiamole come meglio si crede, mi sembrano giuste, e quando dici che bisogna evitare di cadere nella trappola &quot;alto&quot; &quot;basso&quot;, e non rinunciare a &quot;comprendere&quot; la complessità dei fenomeni - ma allora lo faremo con una lingua semplice o complessa?- non puoi che trovarmi d&#039;accordo. Converrai con me però nel constatare che tale &quot;idée reçue&quot; stabilita dal potere giustifica il potere ai propri occhi e a quelli dei suoi sudditi-clienti, in una serie di scelte che potremmo definire di &quot;occupazione della comunicazione pubblica&quot;, e chiedersi perché la ripartizione dei canali Rai, solo per fare un esempio, obbedisca a tale logica. E così accade nella carta stampata, bref in tutti i media che subiscono da anni il ricatto degli inserzionisti. Parlare semplice, anche a costo di non dire e fare nulla. Una cultura libera e indipendente deve anche correre il rischio di non essere nello spirito del tempo, anzi riprendendo quanto già detto all&#039;inizio da Christopher Lasch, dovrebbe incoraggiare autonomia di pensiero, analisi critica, e soprattutto &quot;agencer&quot; la realtà, acchiapparla e non lasciarsela scappare, come accade ora.
Il concetto di Massa poi contrapposto a  quello di popolare  mi permette di individuare uno dei maggiori disastri prodotti dalla sinistra del dopoguerra, soprattutto nell&#039;incapacità di accettare il ruolo di &quot;conservatore&quot; all&#039;interno di un processo di disintegrazione di certi nuclei tradizionali, come la comunità, la condivisione di ruoli e responsabilità nella dimensione collettiva, il rispetto della persona e della parola data, la lealtà ecc. Cose che si pensa essere erroneamente ad appannaggio della &quot;reazione&quot;, della destra e quant&#039;altro.
Ricci, sì proprio lui, quello di Striscia la notizia, a mio parere è riuscito a fare cose che Ghezzi non si sognerebbe nemmeno di fare, e fa, spesso, suo malgrado. Per fortuna però, che esiste Ghezzi. Certo, tutto per noi, alle due del mattino, fuori orario, per capirci, solo per noi. E&#039; quel &quot;siamo solo noi&quot; che ci sta facendo perdere la partita più importante.
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe, e tutti, vi ringrazio per l&#8217;attenzione che avete dedicato a questo post in translation. Ognuno dei commentatori ha secondo me proposto percorsi assolutamente praticabili ed ecco perché mi piacerebbe approfondirne alcuni esiti.<br />
Comincio con Giuseppe.<br />
Per una serie di ragioni che meriterebbero un&#8217;attenzione particolare non credo si possa parlare di una teoria o di un paradigma interpretativo politico o filosofico che sia, invalidandolo attraverso la dimensione temporale, ovvero secondo il principio per cui una teoria del prima che sarà necessariamente superata da una teoria del dopo. Credo allora che non si possa dire di una idea che è datata, inattuale, o desueta, dal momento che tali paradigmi li ritroviamo più in un assetto temporale ciclico che in uno lineare &#8211; altrimenti come spiegare il dibattito perenne su Darwin, o i fenomeni di renaissance nel pensiero &#8211; Kierkegaard renaissance, Nietzsche Renaissance, Spinoza Renaissance ecc ecc. Ecco allora che tanto un Horkheimer che un Walter Benjamin, Spinoza che kant, continuano a parlarci nonostante tutto, se non di tutto, di una buona parte. Le cose che dici su &#8220;massa&#8221; e , moltitudine, fenomeni collettivi (Bourdieu) minoranze (Deleuze), chiamiamole come meglio si crede, mi sembrano giuste, e quando dici che bisogna evitare di cadere nella trappola &#8220;alto&#8221; &#8220;basso&#8221;, e non rinunciare a &#8220;comprendere&#8221; la complessità dei fenomeni &#8211; ma allora lo faremo con una lingua semplice o complessa?- non puoi che trovarmi d&#8217;accordo. Converrai con me però nel constatare che tale &#8220;idée reçue&#8221; stabilita dal potere giustifica il potere ai propri occhi e a quelli dei suoi sudditi-clienti, in una serie di scelte che potremmo definire di &#8220;occupazione della comunicazione pubblica&#8221;, e chiedersi perché la ripartizione dei canali Rai, solo per fare un esempio, obbedisca a tale logica. E così accade nella carta stampata, bref in tutti i media che subiscono da anni il ricatto degli inserzionisti. Parlare semplice, anche a costo di non dire e fare nulla. Una cultura libera e indipendente deve anche correre il rischio di non essere nello spirito del tempo, anzi riprendendo quanto già detto all&#8217;inizio da Christopher Lasch, dovrebbe incoraggiare autonomia di pensiero, analisi critica, e soprattutto &#8220;agencer&#8221; la realtà, acchiapparla e non lasciarsela scappare, come accade ora.<br />
Il concetto di Massa poi contrapposto a  quello di popolare  mi permette di individuare uno dei maggiori disastri prodotti dalla sinistra del dopoguerra, soprattutto nell&#8217;incapacità di accettare il ruolo di &#8220;conservatore&#8221; all&#8217;interno di un processo di disintegrazione di certi nuclei tradizionali, come la comunità, la condivisione di ruoli e responsabilità nella dimensione collettiva, il rispetto della persona e della parola data, la lealtà ecc. Cose che si pensa essere erroneamente ad appannaggio della &#8220;reazione&#8221;, della destra e quant&#8217;altro.<br />
Ricci, sì proprio lui, quello di Striscia la notizia, a mio parere è riuscito a fare cose che Ghezzi non si sognerebbe nemmeno di fare, e fa, spesso, suo malgrado. Per fortuna però, che esiste Ghezzi. Certo, tutto per noi, alle due del mattino, fuori orario, per capirci, solo per noi. E&#8217; quel &#8220;siamo solo noi&#8221; che ci sta facendo perdere la partita più importante.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe zucco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114963</link>
		<dc:creator>giuseppe zucco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 22:27:26 +0000</pubDate>
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		<description>errata corrige: Psicologia delle Folle è stato scritto nel 1895...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>errata corrige: Psicologia delle Folle è stato scritto nel 1895&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114962</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 22:07:58 +0000</pubDate>
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		<description>Tempo fa ho chieso a un idraulico leghista sempre pronto a inveire contro gli extracomunitari che rubano il lavoro, la casa ecc. (meno inveisce invece contro le extracomunitarie, di cui ama fare l&#039;utilizzatore finale), ebbene gli ho chiesto quasli fossero i tre poteri dello Stato. Silenzio totale (da parte sua). Allora ho scoperto che la high culture ancora esiste: è la conoscenza dei tre poteri dello stato...
(Furlèn, l&#039;idraulico in questione ha un pc, non un mac)

Dwight Macondo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa ho chieso a un idraulico leghista sempre pronto a inveire contro gli extracomunitari che rubano il lavoro, la casa ecc. (meno inveisce invece contro le extracomunitarie, di cui ama fare l&#8217;utilizzatore finale), ebbene gli ho chiesto quasli fossero i tre poteri dello Stato. Silenzio totale (da parte sua). Allora ho scoperto che la high culture ancora esiste: è la conoscenza dei tre poteri dello stato&#8230;<br />
(Furlèn, l&#8217;idraulico in questione ha un pc, non un mac)</p>
<p>Dwight Macondo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe zucco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114957</link>
		<dc:creator>giuseppe zucco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 20:47:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=18997#comment-114957</guid>
		<description>ciao a tutti, 

per come la vedo io, oggi la &quot;categoria massa&quot;, utilizzata per spiegare i fenomeni sociali, quanto l&#039;estetica di quei fenomeni, è praticamente scaduta. non esiste la &quot;massa&quot;, come non esiste &quot;l&#039;uomo ad una dimensione&quot;, come non esiste il &quot;pubblico&quot;, com&#039;è molto fuoriviante la categoria di &quot;audience&quot; - tra l&#039;altro una finzione televisiva, una categoria televisiva nata dalla televisione per spiegare il comportamento della televisione. 

sono tutti concetti e categoria da fine anni sessanta, idee che provengono dalla scuola di francoforte, e che se allora erano una scorciatoia euristica per comprendere la realtà, oggi sembrano tremendamente datate, per non dire dannose, perchè offuscano lo sguardo e limitano la nostra comprensione dello stato delle cose. 

se per ipotesi, assumiamo come s/oggetto della nostra indagine sociale la massa, allora la prossima mossa da fare è la seguente, ed è una domanda semplicissima: come ragiona, la massa? 

e poi: con che logica si muove all&#039;interno dello spazio sociale, la massa? quali fini persegue?

ovviamente, non c&#039;e&#039; risposta. la massa appare un termine vago, onnicomprensivo, totalitario, che al suo interno non ammette nè sfumature, nè differenze, nè distinzioni - come per esempio segnala un sociologo come pierre bourdieu. in poche parole, il temine massa nasconde una volte per tutte non solo gli individui che comporrebbero la massa, ma soprattutto la loro capacità di percepire, sentire, confermare o opporsi alle forme del reale.

molto meglio sarebbe allora convogliare le nostre forze ermeneutiche intorno al concetto di &quot;fenomeni collettivi&quot;, cioè fenomeni caratterizzati da un elevato numero di individui che scelgono nello stesso tempo, ma con motivazione del tutto singolari, di prendere parte al fenomeno stesso -  e ciò a prescindere se questo fenomeno collettivo si concretizzi in una manifestazione per i diritti dell&#039;uomo o nella visione di un programma televisivo di bassa lega. 

ed è qui la distinzione principale. la massa è agita da fuori. in un parolone, è eterodiretta, è spinta cioè da forze esterne alla massa. mentre i fenomeni collettivi nascono dall&#039;adesione o meno di individui a fenomeni che si fanno estesi, tentacolari, diramati, per dirla alla deleuze dei &quot;mille piani&quot; che tu citi. (anche se ciò non significa che i fenomeni collettivi non siano influenzati da forze e spinte esterne, significa solo che queste spinte non vengono accettate passivamente, ma riprese dagli individui e rielaborate, rimesse in forma, magari in un&#039;altra forma rispetto a come sono state proposte, magari in una forma completamente opposta).

per fare un esempio lampante, così che tutti possano capire: il successo di un libro come &quot;gomorra&quot;, di roberto saviano&quot;, è stato una roba di massa, o un fenomeno collettivo? se fosse stata una roba di massa, sarebbe bastato che l&#039;editore immettesse il libro nel mercato editoriale per spiegare il successo - anche se ciò non significa niente, altrimenti per ogni libro immesso nel mercato editoriale dovrebbe accadere la stessa cosa. il caso gomorra, invece, è un esempio di fenomeno collettivo, di individui slegati che poco alla volta, per motivi personali, rielaborando le informazioni che provengono dall&#039;esterno, hanno deciso (sia pure per farsi notare o per prendere parte dentro un particolare gruppo sociale) - ed è questa la cosa fondamentale - di prendere parte all&#039;esperienza che questo libro consegna al lettore.

(anche qui, non è che si possa segnalare il fenomeno collettivo come qualcosa di assolutamente fondato sulla razionalità. in un classico come &quot;la psicologia delle folle&quot;, scritto da le bon nel 1985, mettiamo a fuoco quanto l&#039;irrazionale abbia la sua parte in questi fenomeni. ma tuttavia è soprattutto la razionalità a lasciare il segno, altrimenti non avremmo nessuna chiave di lettura dei fenomeni sociali: la sociologia, la sociosemiotica, in fondo, reggono il loro pensiero e la loro azione ermeneutica sulla ricerca di questa razionalità nascosta. perfino la psicoanalisi cerca una razionalità dentro il caos oscuro dell&#039;inconscio, perfino lì. del resto era lo stesso lacan a dire che l&#039;incoscio si struttura come un linguaggio, ma questa è un&#039;altra storia).

altra cosa e chiudo: sempre per come la vedo io, non esiste più questa divisione tra cultura alta e bassa. viviamo in un mondo dove tutto è stato completamente contaminato, tanto che ogni forma si è sciolta nelle altre. il dato di partenza, oggi, è questa infinita e complessa contaminazione. del resto tarantino è venuto fuori negli anni novanta, il momento in cui la contaminazione ha toccato il suo apice, contribuendo a mischiare ancora più le carte. 

anche lì, questa divisione non rende giustizia al mondo, perchè lo semplifica in uno schema davvero riduttivo. bisognerebbe invece considerare ogni forma dell&#039;espressività umana - chessò, la letteratura, i fumetti, il cinema, i videogame, i blog, le ricette di cucina, etc. - come &quot;prodotti culturali&quot;, cioè come oggetti ne alti, nè bassi, ma che se studiati danno conto di tutta la compessità dell&#039;epoca in cui sono stati prodotti, e del tipo di percezione che gli individui mettono in atto per addentrarsi in quell&#039;oggetto. 

(anche qui, non sto dicendo che non è possibile dire cosa è migliore e cosa no, a prescindere dal gusto di ognuno, sto solo dicendo che ogni prodotto culturale nasce dentro la contaminazione tra ciò che un tempo veniva chiamata cultura alta e cultura popolare).

a presto

giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao a tutti, </p>
<p>per come la vedo io, oggi la &#8220;categoria massa&#8221;, utilizzata per spiegare i fenomeni sociali, quanto l&#8217;estetica di quei fenomeni, è praticamente scaduta. non esiste la &#8220;massa&#8221;, come non esiste &#8220;l&#8217;uomo ad una dimensione&#8221;, come non esiste il &#8220;pubblico&#8221;, com&#8217;è molto fuoriviante la categoria di &#8220;audience&#8221; &#8211; tra l&#8217;altro una finzione televisiva, una categoria televisiva nata dalla televisione per spiegare il comportamento della televisione. </p>
<p>sono tutti concetti e categoria da fine anni sessanta, idee che provengono dalla scuola di francoforte, e che se allora erano una scorciatoia euristica per comprendere la realtà, oggi sembrano tremendamente datate, per non dire dannose, perchè offuscano lo sguardo e limitano la nostra comprensione dello stato delle cose. </p>
<p>se per ipotesi, assumiamo come s/oggetto della nostra indagine sociale la massa, allora la prossima mossa da fare è la seguente, ed è una domanda semplicissima: come ragiona, la massa? </p>
<p>e poi: con che logica si muove all&#8217;interno dello spazio sociale, la massa? quali fini persegue?</p>
<p>ovviamente, non c&#8217;e&#8217; risposta. la massa appare un termine vago, onnicomprensivo, totalitario, che al suo interno non ammette nè sfumature, nè differenze, nè distinzioni &#8211; come per esempio segnala un sociologo come pierre bourdieu. in poche parole, il temine massa nasconde una volte per tutte non solo gli individui che comporrebbero la massa, ma soprattutto la loro capacità di percepire, sentire, confermare o opporsi alle forme del reale.</p>
<p>molto meglio sarebbe allora convogliare le nostre forze ermeneutiche intorno al concetto di &#8220;fenomeni collettivi&#8221;, cioè fenomeni caratterizzati da un elevato numero di individui che scelgono nello stesso tempo, ma con motivazione del tutto singolari, di prendere parte al fenomeno stesso &#8211;  e ciò a prescindere se questo fenomeno collettivo si concretizzi in una manifestazione per i diritti dell&#8217;uomo o nella visione di un programma televisivo di bassa lega. </p>
<p>ed è qui la distinzione principale. la massa è agita da fuori. in un parolone, è eterodiretta, è spinta cioè da forze esterne alla massa. mentre i fenomeni collettivi nascono dall&#8217;adesione o meno di individui a fenomeni che si fanno estesi, tentacolari, diramati, per dirla alla deleuze dei &#8220;mille piani&#8221; che tu citi. (anche se ciò non significa che i fenomeni collettivi non siano influenzati da forze e spinte esterne, significa solo che queste spinte non vengono accettate passivamente, ma riprese dagli individui e rielaborate, rimesse in forma, magari in un&#8217;altra forma rispetto a come sono state proposte, magari in una forma completamente opposta).</p>
<p>per fare un esempio lampante, così che tutti possano capire: il successo di un libro come &#8220;gomorra&#8221;, di roberto saviano&#8221;, è stato una roba di massa, o un fenomeno collettivo? se fosse stata una roba di massa, sarebbe bastato che l&#8217;editore immettesse il libro nel mercato editoriale per spiegare il successo &#8211; anche se ciò non significa niente, altrimenti per ogni libro immesso nel mercato editoriale dovrebbe accadere la stessa cosa. il caso gomorra, invece, è un esempio di fenomeno collettivo, di individui slegati che poco alla volta, per motivi personali, rielaborando le informazioni che provengono dall&#8217;esterno, hanno deciso (sia pure per farsi notare o per prendere parte dentro un particolare gruppo sociale) &#8211; ed è questa la cosa fondamentale &#8211; di prendere parte all&#8217;esperienza che questo libro consegna al lettore.</p>
<p>(anche qui, non è che si possa segnalare il fenomeno collettivo come qualcosa di assolutamente fondato sulla razionalità. in un classico come &#8220;la psicologia delle folle&#8221;, scritto da le bon nel 1985, mettiamo a fuoco quanto l&#8217;irrazionale abbia la sua parte in questi fenomeni. ma tuttavia è soprattutto la razionalità a lasciare il segno, altrimenti non avremmo nessuna chiave di lettura dei fenomeni sociali: la sociologia, la sociosemiotica, in fondo, reggono il loro pensiero e la loro azione ermeneutica sulla ricerca di questa razionalità nascosta. perfino la psicoanalisi cerca una razionalità dentro il caos oscuro dell&#8217;inconscio, perfino lì. del resto era lo stesso lacan a dire che l&#8217;incoscio si struttura come un linguaggio, ma questa è un&#8217;altra storia).</p>
<p>altra cosa e chiudo: sempre per come la vedo io, non esiste più questa divisione tra cultura alta e bassa. viviamo in un mondo dove tutto è stato completamente contaminato, tanto che ogni forma si è sciolta nelle altre. il dato di partenza, oggi, è questa infinita e complessa contaminazione. del resto tarantino è venuto fuori negli anni novanta, il momento in cui la contaminazione ha toccato il suo apice, contribuendo a mischiare ancora più le carte. </p>
<p>anche lì, questa divisione non rende giustizia al mondo, perchè lo semplifica in uno schema davvero riduttivo. bisognerebbe invece considerare ogni forma dell&#8217;espressività umana &#8211; chessò, la letteratura, i fumetti, il cinema, i videogame, i blog, le ricette di cucina, etc. &#8211; come &#8220;prodotti culturali&#8221;, cioè come oggetti ne alti, nè bassi, ma che se studiati danno conto di tutta la compessità dell&#8217;epoca in cui sono stati prodotti, e del tipo di percezione che gli individui mettono in atto per addentrarsi in quell&#8217;oggetto. </p>
<p>(anche qui, non sto dicendo che non è possibile dire cosa è migliore e cosa no, a prescindere dal gusto di ognuno, sto solo dicendo che ogni prodotto culturale nasce dentro la contaminazione tra ciò che un tempo veniva chiamata cultura alta e cultura popolare).</p>
<p>a presto</p>
<p>giuseppe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiastro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114956</link>
		<dc:creator>Fiastro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 20:16:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=18997#comment-114956</guid>
		<description>VIAGGIARE LONTANO RESTANDO VICINI

Suonate musici la Danza degli Spettri
che la nostra rovina
s’accompagni ad una fede di rinascita

quando fu che abbandonammo lo Spirito
come i bisonti la prateria
attorno fuochi tossici scambiammo fucili

folli d’odio solo il deserto ci guarirà
le bocche di polvere e sale
soffieranno l’alba in un osso d’aquila

l’Uccello di Tuono oltrepassò nella via
attraverso il Padre
e la saggezza che proferì all’assemblea 

l’Uomo Guida sorgerà dal tipì lacero 
brocche d’acqua
portate da donne con rosari di mescal

brucierà il ritorno
sotto i piedi
nell’occhio incredulo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VIAGGIARE LONTANO RESTANDO VICINI</p>
<p>Suonate musici la Danza degli Spettri<br />
che la nostra rovina<br />
s’accompagni ad una fede di rinascita</p>
<p>quando fu che abbandonammo lo Spirito<br />
come i bisonti la prateria<br />
attorno fuochi tossici scambiammo fucili</p>
<p>folli d’odio solo il deserto ci guarirà<br />
le bocche di polvere e sale<br />
soffieranno l’alba in un osso d’aquila</p>
<p>l’Uccello di Tuono oltrepassò nella via<br />
attraverso il Padre<br />
e la saggezza che proferì all’assemblea </p>
<p>l’Uomo Guida sorgerà dal tipì lacero<br />
brocche d’acqua<br />
portate da donne con rosari di mescal</p>
<p>brucierà il ritorno<br />
sotto i piedi<br />
nell’occhio incredulo</p>
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		<title>Di: livio borriello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/07/02/a-gamba-tesissima-e-cattiva-agit-pop/#comment-114952</link>
		<dc:creator>livio borriello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:45:36 +0000</pubDate>
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		<description>bello il pezzo di francesco, ma mette molta carne al fuoco e non mi addentro in una disamina, avendolo già fatto con impegno improbo nella parallela discussione su m. jackson. mi limito a dichiarare solo la mia parziale adesione a quanto dice il furlen, ma a mettere in dubbio che si possa distinguere fra il valore di pupo e quello del vero pop, utilizzando le sue categorie. io credo - detto molto o troppo sinteticamente - che l&#039;unica base obiettiva di distinzione sia effettuale ed in utlima analisi etica... affrontando il problema da qualsiasi altro punto di vista si cade nell&#039;abisso delle percezioni individuali, della loro privatezza e inconoscibilità, dell&#039;indecidibilità su quanto vi attiene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello il pezzo di francesco, ma mette molta carne al fuoco e non mi addentro in una disamina, avendolo già fatto con impegno improbo nella parallela discussione su m. jackson. mi limito a dichiarare solo la mia parziale adesione a quanto dice il furlen, ma a mettere in dubbio che si possa distinguere fra il valore di pupo e quello del vero pop, utilizzando le sue categorie. io credo &#8211; detto molto o troppo sinteticamente &#8211; che l&#8217;unica base obiettiva di distinzione sia effettuale ed in utlima analisi etica&#8230; affrontando il problema da qualsiasi altro punto di vista si cade nell&#8217;abisso delle percezioni individuali, della loro privatezza e inconoscibilità, dell&#8217;indecidibilità su quanto vi attiene</p>
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