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la cosa che più mi ha sorpreso è che l’affaire è stato letto da sinistra e da destra piuttosto a favore del terribilly che non del lucido intervento critico di Aldo Grasso. Why? Mi chiedo…
effeffe
Mi sembra una collezione di momenti televisi , con occhiolino agli angeli biondi anche. Gioco, umorismo, e forse critica della critica televisiva: troppo visibilità.
Come non conosco la TV italiana, qualcuno puo dirme che trasmissione è parruche e critica letteraria: mi curiosità è svegliata.
La spirale televisiva attrae e divora.
io sto con aldo grasso.
e con forlani. indignamoci.
:-)
bel taglio, forlani.
ri-taglio, come dire non assuefarsi, oltre
Per tutta risposta, propongo di mutare il nome di Nazione Indiana in Benjamin! (senza nulla togliere alla potenza dell’invenzione di Moresco…)
Scherzi a parte,l’episodio mi appare assai emblematico e degno di attenzione.
Fantastico Benjamin , anche se fa fico di sinistra
effeffe
…Continuavo a pensarci su e la differenza tra Billy e Benjamin mi appare fondamentalmente questa: da una parte l’immagine di uno scaffale,nemmeno uno qualunque ma il più economico e commerciale possibile,che sui suoi ripiani accolga tutto,qualsiasi cosa, in una prospettiva programmaticamente aselettiva e atematica -prospettiva dal conduttore definita impropriamente “democratica”, e che invece é semplicemente irresponsabile.
Dall’altra, il critico e filosofo (“che solo in pochi conoscono”, si asserisce ancora impropriamente, come se ciò basti a delegittimarlo), il cui ricordo equivale a garantire almeno la minima presenza di orientamento critico alla base della rassegna letteraria.
Quando l’orientamento critico lascia il posto allo spirito del grande calderone inizia il declino e la cultura (conoscere anche poco,ma quel poco conoscerlo in profondità,quel poco renderlo oggetto di una meditazione personale,da cui saper trarre nutrimento per i nostri dilemmi più segreti e personali) si trasforma in accumulazione nozionistica, un sapere aggiunto,da sfoggiare come accessorio,e che non ha nulla a che vedere con noi.
Mio Furlen,
la forma mi interessa più del contenuto. Che quando è grande forma, fa il contenuto. E’ geniale il tuo photò, direi neo-lumière o post-televisivo.
Un abbraccio.
PVita