ETERNAL SUNSHINE

12 marzo 2010
Pubblicato da

Personale di Federico Gori.
A cura di Fabio Migliorati.

APERTURA: sabato 13 Marzo ore 18.00 presso Alexander Alvarez Contemporary Art
(presentazione catalogo)

SEDI: Alexander Alvarez Contemporary Art
2° piano Palazzo Melchionni, Via Migliara, 15121 Alessandria

13 Marzo – 10 Aprile 2010
info@alexanderalvarez.it tel. 3331053479

da martedì a sabato 15.30 – 19.30

Museo MAEC della Città di Cortona
Piazza Signorelli n. 9, Cortona (AR)

17 Aprile – 16 Maggio 2010

Con il Patrocinio di: Regione Piemonte, Regione Toscana, Provincia di Alessandria, Comune di Alessandria,
Comune di Cortona.

Nel 1717, il poeta inglese Alexander Pope scrive “Eloise to Abelard”, non primo omaggio a una delle storie d’amore più intense di tutti i tempi. La romanica, parigina vicenda è sfruttata da Pope per il proprio sentire, e ciò serve a sua volta, qui e ora, in senso nuovo,per estrarre il titolo di una mostra da una frase del componimento: «Eternal Sunshine of the Spotless Mind».
“Eternal Sunshine” sia, quindi; e con la pretesa di alludere all’arte di Federico Gori in modo indiretto, meditato e mediato, ma suggestivo, seducente e modernamente affabulante. Come scrive in catalogo Fabio Migliorati – curatore dell’esposizione cortonese – «L’opera di Gori si fa scoprire per l’incanto che suscita, nell’esercizio di una riflessione intorno alla mimesi contemporanea, fino all’afflato di un’estetica del piacere che sa donarsi ancora in bellezza». Il concetto di natura guida, infatti, un suggerimento per la considerazione nostalgica delle cose, ma senza il peso drammatico della perdita o dello smarrimento, perché l’artista diventa un chimico sentimentale capace d’indurre, nel testo dell’arte, il riferimento emozionato alla trasformazione del mondo: dal passato al presente, attraverso lo strumento e la finta soluzione dell’artificialità. Nel linguaggio di Gori, sicché, non c’è nulla da risolvere. «Ci si offre – continua il critico aretino – all’intimità di un approccio visivo quasi sempre riconoscibile, distante così poco dall’appartenenza immutabile dell’umanità al mondo, che pare di sorprenderlo per innato slancio, di comprenderlo per congenita propensione. E, questo, nel gusto di un’immagine della fredda natura tanto sentita, da divenire personale, con tracce, cenni lievi di lirismo». Fotografia, dunque; quella di ambienti vegetali che, antichi ma vivi, pervadono di mistero la dimensione quotidiana dell’essere odierno: a farlo sembrare stanco di sé, perché sorretto da un’eleganza che giunge da lontano, forse dall’alto…
Il dubbio si presenta allorché, nel trovarsi di fronte al lavoro di Gori, si percepiscono strane forme di profondità: eterno, ciclo, trascendenza; nell’alito iconico e aniconico di un’espressione ignota ma presente, da sempre. È la voce segreta delle cose, più forte nella natura che nel resto; è un canto di vita, perché da quella si propaga: a noi e, per noi, in tutto il resto.

Immagine: Federico Gori, “Eternal Sunshine 05”, 2010, 47 pezzi, smalto e inchiostro su alluminio, cm 156 x 450

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