[in occasione della pubblicazione di Riga 30 – Roland Barthes a cura di Marco Consolini e Gianfranco Marrone, marcos y marcos editore, (ne abbiamo parlato qui) Marco Belpoliti ci regala una poesia di Valerio Magrelli che si trova nel volume, che verrà presentato domani.]
Suites inglesi
A Roland Barthes
maestro di solfeggio
Ero andato a incontrarlo da studente
per una tesi, e invece chiacchierammo
solo degli spartiti che portavo con me.
Suonava al piano Bach e la corrente
di quel «ruscello» lo sospinse via
fra mulinelli e anse.
A che serve suonare?
Un’obbedienza cieca,
un’arte marziale: l’ascesi,
e in fondo il suono che si leva uguale,
il Sempre-uguale,
nell’ostinata speranza,
se non di un lenimento,
di un mite risarcimento musicale.
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mi fa sorridere la rima “tesi”- “ascesi”
anche a me fa sorridere. tuttavia, magrelli scrive bene. il morto che campeggia più in alto, invece, no. una merda. mi riferisco a simone cattaneo.
e dire che la parola dall’aldilà, nel tragitto, qualcosa guadagna, di solito.