BRUNO MUNARI Misuratore automatico del tempo di cottura per uova sode

5 settembre 2010
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Prendete un esperto giocatore di lippa e fategli calare lentamente l’uovo rosso (1) nella pentola (2) piena di acqua bollente. Voi intanto vi sarete alzati di buon mattino (grazie alla macchina per addomesticare le sveglie) e avrete legato un fiasco spagliato all’estremità di un bastone da passeggio (3), questo fiasco serve come galleggiante e, all’immersione dell’uovo si alzerà spostando il bastone che funge da leva e che si abbassa (4) premendo una lametta sul cordoncino (5). Il suddetto viene tagliato in due e le tartarughe siamesi Annetta e Luciana (6) scivoleranno sul piano inclinato (7), fatto con mollica di pane indurita, e andranno a sbattere contro la lampadina da milleduecentotre candele (8) facendola scoppiare. Lo scoppio improvviso spaventa la chiocciola (9) Maria Lumèga di Monselice (viale Maria Marianna n. 247,41. Casa propria) che stava pensando ai bei tempi quando faceva la giornalaia (vi racconterò poi altri particolari). La chiocciola fugge verso la foglia di lattuga dove si ferma a rifocillarsi (10). All’arrivo della Lumèga l’uovo è pronto .
 
Note
 
a) Incontrai un giorno Maria Lumèga in tandem sul percorso Napoli-Capri (il tandem era sul vaporetto) e durante il viaggio mi raccontò la sua vita di giornalaia, vita che ama ricordare tra uno scoppio e l’altro. Dice: una volta, per aumentare le tirature di un certo giornale che non nomino ne feci stampare, a mie spese, parecchie copie su gomma elastica ad uso dei miopi che, senza bisogno di cercare gli occhiali per ingrandire le parole, bastava che con un lieve sforzo dilatassero il giornale nella giusta misura. Feci anche stampare il giornale tutto in una sola facciata, dall’altra parte c’era un grazioso motivo di tappezzeria: finito di leggere potevano adoperarlo per tappezzare l’anticamera. Provai a farlo stampare su seta con inchiostri lavabili; dopo averlo letto, uno si poteva fare una bella camicia. Tutto fu vano, tutto fu vano, poi mi sedetti sopra un divano, e con la testa nella tua mano, pensai al giorno così lontano, che nacqui sotto un tulipano. Ciao Gaetano.
 
b) Gaetano era un suo caro amico d’infanzia attualmente proprietario di una fabbrica di lancette per secondi per orologi da signora.
 
 
Bruno Munari
Le macchine di Munari
EINAUDI
[ finito di stampare il 30 settembre 1942 - XX ]
 

 
Edizioni Corraini
Mantova, 2001
pag. 34, f.to 21×29 cm, col., cartonato filo refe.
17.00 EUR [ molto ben spesi ]

 
 

  1. ERRATA CORRIGE
    a pag. 14 riga 13° invece di 247,4 leggi 249,4
    []

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25 Responses to BRUNO MUNARI Misuratore automatico del tempo di cottura per uova sode

  1. viola on 5 settembre 2010 at 18:14

    Munari…uno splendore…-); besos Orsi

  2. fabio teti on 5 settembre 2010 at 18:51

    !!

  3. Ushuaia on 5 settembre 2010 at 19:03

    …e ora che le lampadine a incandescenza vanno scomparendo dal mercato, chissà che uova mangeremo…

  4. chi on 5 settembre 2010 at 22:40

    :))))))))))

  5. sparz on 5 settembre 2010 at 23:54

    aggiungerei che il tempo di cottura delle uova può essere opportunamente variato a seconda della grossezza dell’uovo: basta infatti usare gli altri due chiodi a disposizione sulla tavoletta per appendere la lattuga. La disposizione in figura è quella per le uova grosse. I chiodi precedenti rispettivamente per le uova piccole e medie. Ho capito bene?

  6. nadia agustoni on 6 settembre 2010 at 03:30

    :-)

    Buon giorno!

  7. Marco Di Pasquale on 6 settembre 2010 at 08:33

    Certo che di prima mattina ti allarga il cuore e ti convince di poter valicare ogni inciampo…
    Grazie!

    mdp

  8. clelia pierangela pieri on 6 settembre 2010 at 08:44

    Per un lunedì mattina più ancora che per altri giorni e momenti: grandioso.
    Grazie.

    clelia

  9. orsola puecher on 6 settembre 2010 at 10:12

  10. véronique vergé on 6 settembre 2010 at 10:22

    BELLO E POETICO!

    Quando voglio cocere un uovo, ho l’abitudine di leggere per aspettare e il mio povero uovo esita tra oeuf à la coque e oeuf dur… Perché ho dimenticato di guardare l’ora di partenza per la cottura.

  11. gianni biondillo on 6 settembre 2010 at 10:23

    il più grande.

  12. elio-c on 6 settembre 2010 at 11:09

    Ci dev’essere qualcosa di anomalo in me: non mi piace per nulla.

  13. Ushuaia on 6 settembre 2010 at 12:42

    …in realtà neanche Annetta e Luciana sono entusiaste (del resto son tartarughe siamesi, mica entusiaste!)… ma la scienza richiede sempre le sue vittime.

  14. orsola puecher on 6 settembre 2010 at 13:10

    no, no, elio-c ha ragione… avevo scordato un particolare importantissimo, fondante, che gli farà sicuramente cambiare idea

    questo

    In quanto ad Annetta e Luciana non resta loro che affidarsi al “Motore a lucertola per tartarughe stanche” .

    ,\\’

  15. Ushuaia on 6 settembre 2010 at 13:33

    …già, ma come la mettiamo con il “codino di maialetto treenne metallizzato”? Ribadisco: la scienza è spietata… (e Munari geniale!)

  16. orsola puecher on 6 settembre 2010 at 14:05

    oh anche l’arte, s’è per quello…

    pianoforte a code inventato da Athanasius Kircher per rallegrare un principe italiano depresso

    ,\\’

  17. Ushuaia on 6 settembre 2010 at 15:24

    …ottimo esempio di pietas gesuita…

  18. Marco Di Pasquale on 6 settembre 2010 at 19:08

    … e questo lo rallegrava?!?

  19. orsola puecher on 6 settembre 2010 at 19:25

    Per sollevare lo spirito di un principe italiano gravato dalle cure della sua posizione, un musicista creò per lui un piano a gatti. Il musicista selezionò gatti le cui voci naturali fossero di tonalità differenti e li sistemò in gabbie parallele, di modo che quando veniva schiacciato un tasto sul piano, si conficcava una punta acuminata nella corrispondente coda di gatto. Il risultato era una melodia di miagolii che diventava via via più forte man mano che i gatti diventavano più disperati. Chi non non sarebbe riuscito a ridere di tale musica? Così il principe fu alleviato dalla sua malinconia.

    Athanasius Kircher
    Musurgia Universalis [ 1650 ]

  20. orsola puecher on 6 settembre 2010 at 19:41

    [ le gatte di casa Mizzy figlia di Coda Mozza e Musetta figlia di Mea sono orripilate e indignate ]

  21. viola on 6 settembre 2010 at 19:56

    non so perchè ma questi gatti mi ricordano alcuni autori..:-))

    comunque anche Macchia e Carboncoke qui hanno già avvisato la Protezione Animale , pardon, la Siae

  22. orsola puecher on 6 settembre 2010 at 20:46

  23. maria luisa on 7 settembre 2010 at 01:11

    “Un signore di nome Stanislao incontrò un gatto e gli disse ‘ciao’. Il gatto tra sè pensò ‘che ignorante però non sa nemmeno dire miao!’ “(testo di Gianni Rodari e musica di Alberto Soresina per coro polifonico)

  24. Ushuaia on 7 settembre 2010 at 07:20

    …allora, dato che i gattofili prevalgono sui testudofili, ecco a voi October (sì, anticipiamo i mesi, ma merita):

  25. franz krauspenhaar on 8 settembre 2010 at 09:53

    c’è qualcosa di morboso, non so. c’è sotteso del sadismo.

    sarà che i gatti mi fanno impressione. bel post comunque.