da EEEEE EEE EEEE / Tao Lin. 2007

4 ottobre 2010
Pubblicato da

di Tao Lin

traduzione di Gherardo Bortolotti

Andrew guida verso il lavoro. La musica è troppo alta. La spegne. I suoi genitori vivono in una torre; una di otto. Quale? Quella con il cancro. Sara è nel sedile a fianco. Andrew guarda. Non c’è. Se ci fosse gli avrebbe indicato qualcosa e poi ci si sarebbero arrampicati. Una montagna. Ci sarebbero state delle montagne. Andrew l’avrebbe abbracciata. Non ha voglia di consegnare le pizze. Ha voglia di costruire una casa sull’albero. Al lavoro saranno tutti ritriti e pieni di cliché. Andrew è ritrito e pieno di cliché. Non ha niente da dire a nessuno. Nessuno ha niente da dire a nessuno, per qualche ragione. È tutto pieno di cliché e melodrammatico. Una volta, La ragazza di Andrew al college ha cercato di uccidersi con il valium di un’operazione ai denti. Aveva fatto sentire Andrew pieno di cliché e melodrammatico. Avrebbe dovuto riderle in faccia come un maniaco, e poi ucciderla con un tubo di piombo. Lui e Sara, che ridevano in modo sexy in faccia al cadavere della sua ex. Baciarla mentre rideva in modo sexy. Mentre sono ancora sull’albero. Sposarla con astuzia e sveltezza, e poi ucciderla, per qualche ragione. Andrew dovrebbe vendere la sua casa immensa e andare a New York. Si porterebbe il denaro in una valigetta. Ci sarebbe lì Sara, che ride. Starebbero lì in piedi nelle librerie. Darebbero la caccia a Jhumpa Lahiri e la seguirebbero come delle pecore con i loro tubi di piombo. Costruiamole una casa sull’albero sulla faccia. Sara darebbe del figlio di puttana ad uno di quei poliziotti a cavallo. Il poliziotto distoglierebbe lo sguardo. Sara gli chiederebbe indicazioni per il selvaggio west.
Al semaforo, tutto è calmo e quieto. Andrew ha la sensazione di essere ripreso. Capita ogni volta al semaforo. Le cose devono scoppiare. La vita di Andrew deve cambiare in modo ritrito, pieno di cliché e melodrammatico. Mette la testa fuori dal finestrino e urla senza convinzione. Se ci fosse Sara riderebbe. Diventa verde. Se Andrew guida in modo assurdamente veloce, come un pazzo, Sara se ne accorgerà a New York, od ovunque sia. Andrew guida velocissimo e lascia delle strisciate tra due corsie mentre curva come un pazzo ad un incrocio. Al lavoro consegna quattro pizze e poi consegna delle ali di pollo alla Buffalo ad un vecchio in pigiama. Sono le sette di sera. Andrew ritorna in macchina. C’è un delfino nel sedile posteriore.
Andrew torna con la macchina da Domino’s.
“Matt” dice. “C’è un delfino nel sedile posteriore. Posso andare a casa?”
“Fammi mettere su questi peperoni” dice Matt. “Poi ti pago la giornata.”
Dopo aver avuto sessanta centesimi di rimborso benzina per ogni consegna Andrew ha quattordici dollari.
“Danne metà al delfino” dice Matt.
Sono nell’ufficio di Matt.
“Ok” dice Andrew. “Aspetta. Perché?”
“Non fare domande” dice Matt. “Sono stanco della tua insubordinazione.”
“Ok.”
“Ok” dice Matt. “Apri la porta ma non uscire dall’ufficio.”
Andrew apre la porta.
“Jeremy” grida Matt.
Jeremy entra nell’ufficio.
L’ufficio è piccolo.
È un po’ affollato con tre persone.
“Sì?” dice Jeremy.
“Fai venire tutti qui dentro” dice Matt.
Jeremy se ne va.
“Andrew” grida Matt.
Andrew torna indietro.
“Il delfino può aspettare” dice Matt.
Jeremy ritorna con tutti quanti.
Vanno tutti nell’ufficio di Matt.
Non c’è abbastanza spazio.
Alcuni si mettono in piedi sulla scrivania di Matt.
Qualcuno chiude la porta.
È molto affollato.
Qualcuno spegne la luce.
L’unica finestra è bloccata dal corpo di qualcuno.
Andrew non riesce a muoversi né a vedere niente.
È buio e fa davvero caldo.
“Chiunque mi ha dato una gomitata in faccia” dice Matt. “Sei licenziato.”
“Chiunque sia stato” dice qualcuno facendo la voce in falsetto. “Non dire niente.”
“Ma allontanati da Matt” dice una voce diversa. “Quando le luce si accendono. Così non ti vede. Se mai ce ne andremo, intendo.”
“Questo è l’ufficio mio e di Matt” dice Jeremy. “Tutti lo chiamano ‘l’ufficio di Matt’. È di tutti e due.”
“Il manager triste” dice Andrew.
“Andrew?” dice Jeremy.
“Ho paura” dice qualcuno.
“Sono annoiato” dice Andrew. “Sto sudando.”
“C’è qui Rachel?” dice qualcun altro.
“No” dice qualcuno.
Passa mezzo minuto.
“Cosa stavate per dire su di me?” dice Rachel.
“Non lo so” dice qualcuno.
“Sono confuso” dice qualcuno.
“Qualcuno apra la porta” dice Matt.
Qualcuno apre la porta.
“E adesso?” dice qualcuno.
“Non lo so” dice qualcun altro.
“Andrew” dice Jeremy.
“Dovreste tornare tutti al lavoro” dice Matt.
“Sei sicuro?” dice qualcuno. “Forse dovremmo tornare tutti a qualcos’altro. Non so… qualcos’altro.”
Ma sono già tutti tornati al lavoro.
Andrew è in macchina.
Dà sette dollari al delfino.
Il delfino fa “EEEEE EEE EEEE.”
Andrew guida verso casa.
Al primo semaforo il delfino dice “Mollami al Kmart.”
“Quale Kmart? Dove c’è un Kmart?”
“Al negozio di diamanti” dice il delfino.
“Quello è il Target.”
“Mollami al Target” dice il delfino.
“È lontano.”
“Dunque?” dice il delfino.
“Vuoi comprare della droga?”
“Perché mi hai chiesto se voglio comprare della droga?” dice il delfino. “Stai facendo lo stupido.”
Andrew guida fino al Target, parcheggia, esce dalla macchina.
“Non mi ci devi accompagnare” dice il delfino.
“Mi serve la carta igienica” dice Andrew.
Il delfino cammina più velocemente di Andrew, che rallenta un po’.
Andrew cammina per un po’ in una direzione diversa.
Il delfino lo vede e cammina con un angolo che si allontana da Andrew.
Quando arrivano all’entrata ci arrivano insieme.
“Non comportarti in modo stupido e imbarazzante” dice il delfino. “Vuoi camminare con me o no?”
“Va bene” dice Andrew. “Aspetta. Stai per…”
Il delfino guarda fisso Andrew. “Non pensarci neanche” dice il delfino.
“No, aspetta” dice Andrew. “Che cosa vuoi comprare?”
“Stai lontano da me” dice il delfino. “Stavi per dire se stavo per fare ‘Eeeee eee eeee.’ Sei uno stupido pezzo di merda. Stai lontano da me.” Il delfino guarda Andrew.
“Aspetta” dice Andrew.
Il delfino va in mezzo ad una rastrelliera circolare per vestiti e piange sommessamente.
Andrew si guarda in giro.
Va a casa.
Il delfino piange per un po’ e poi si compra un coltello da carne.
Il delfino va a casa.
Si guarda alla specchio.
Si mette la punta del coltello perpendicolare al collo e stringe con forza il manico.
Si guarda fisso allo specchio.
Si mette una giacca, prende un aereo per Hollywood e trova Elijah Wood.
“Vieni con me da qualche parte” dice il delfino.
“Posso fare una corsa sul fiume?” dice Elijah.
“Aggrappati alle mie pinne.”
Elijah si arrampica sulla schiena del delfino.
“Ma, cazzo, sei proprio stupido. Aggrappati quando arriviamo al fiume” dice il delfino. “Non in un parcheggio del cazzo.”
Elijah ride.
“Sei un cretino” dice il delfino.
Vanno con la macchina di Elijah fino all’oceano.
Sulla spiaggia il delfino si stende nell’acqua.
Elijah si arrampica sul delfino.
Il delfino nuota.
“Sì!” dice Elijah.
Il delfino nuota fino a un’isola.
“Devo prendere una cosa” dice il delfino.
Il delfino se ne va e ritorna con un grosso ramo pesante dietro la schiena.
“Hai presente La tempesta di ghiaccio?” dice Elijah Wood. “Alla fine del libro il tizio vede un supereroe o qualcosa del genere. Era strano. Non l’hanno messo nel film. C’era Christina Ricci nel film.”
Il delfino prende a bastonate in testa Elijah Wood.
Elijah Wood scappa via e cade.
Il delfino prende a bastonate Elijah sul corpo e sulle gambe.
Elijah grida.
Il delfino trascina il cadavere di Elijah in una grotta e ci si siede sopra.
La grotta è molto buia e quieta.
Il delfino si sente male.
Se sente molto calmo e un po’ male.
Un orso trascina dentro il cadavere di Sean Penn.
Il delfino spinge il cadavere di Elijah in un buco e si sente un forte rumore di noci di cocco.
L’orso fa una pausa e poi trascina velocemente il cadavere di Sean Penn fuori dalla grotta.
Il cranio di Sean Penn fa un leggero rumore di noci di cocco contro il fondo della grotta.

[da Eeeee eee eeee / Tao Lin. Melville House, 2007]

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4 Responses to da EEEEE EEE EEEE / Tao Lin. 2007

  1. Marco Giovenale il 4 ottobre 2010 alle 13:07

    :-) great !!!

  2. viola il 4 ottobre 2010 alle 20:43

    ot
    sarebe interessante indagare questo ritorno “animalista” in letteratura; da ultimo ho intravisto la nuova collana Zoo-scritture animali della duepunti edizioni

  3. nonsopiuchelèggere il 5 ottobre 2010 alle 10:20

    Certo, si può sempre indagare, però secondo me la scrittura degli animali è un po’ sopravvalutata.

  4. viola il 5 ottobre 2010 alle 12:56

    -));